Mobilità

I problemi per i licei Musicali e Coreutici sembrano non finire mai. Con la proroga del CCNI per la mobilità professionale sono state riproposte le stesse regole per l’anno 2017/18 che prevedevano una fase transitoria per le nuove classi di concorso del liceo Musicale e Coreutico.

Con la conferma, sottoscritta da quasi tutti i sindacati rappresentativi, del CCNI Mobilità dello scorso anno anche per l’a.s. 2018/19, permangono anche le criticità e le illegittimità che già hanno afflitto i trasferimenti e le operazioni di individuazione dei soprannumerari nella scorso tornata. In particolare, spicca l’insensatezza della norma che riconosce per intero il pre-ruolo solo ai fini dei trasferimenti ma non anche nelle graduatorie interne d’istituto, da cui si individuano i perdenti posto.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): norme come questa, che limitano la valutazione integrale del pre-ruolo solo alla mobilità a domanda, senza che sia estesa anche a quella d’ufficio, sono francamente incomprensibili. Ancora una volta chiederemo ai giudici di porre rimedio a una norma irragionevole e illegittima.

I tribunali hanno evidenziato l’illegittimità della mancata valutazione del servizio pre-ruolo oltre il quarto anno, sia per la mobilità d'ufficio, sia per le graduatorie interne d'istituto ed inoltre per il servizio svolto nelle paritarie ai fini della corretta attribuzione del punteggio, in aperto contrasto con il prescritto normativo. Ancora, il servizio prestato su posto di sostegno con contratti a tempo determinato, che non sarà ritenuto utile ai fini del raggiungimento del vincolo quinquennale per passare da posto di sostegno su cattedra comune.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): su questi tre punti occorre necessariamente ‘aggiustare il tiro’, sottoscrivendo un CCNI definitivo sulla mobilità non discriminatorio nei confronti di chi ha svolto lunghi periodi di precariato, supplenze sul sostegno e nelle scuole paritarie. Qualora non venissimo ascoltati, di sicuro impugneremo le norme approvate chiedendo giustizia al giudice. Per informazioni e adesioni ai ricorsi cliccare qui.

Dopo il sostanziale fallimento delle conciliazioni, in risposta alle quali il Miur ha in molti casi proposto soluzioni irricevibili dai docenti danneggiati dai malfunzionamenti dell’algoritmo, oppure non ha avanzato proposte per mancanza di posti pur riconoscendo gli errori commessi, o ancora ha ignorato richieste comunque fondate, il giovane sindacato avvia i ricorsi. Adesioni sul portale Anief entro il 1° ottobre.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): chiederemo ai giudici del lavoro di porre rimedio alla valanga di errori che hanno caratterizzato la mobilità dei docenti. Non si può condannare a vivere a migliaia di chilometri dai propri affetti chi aveva diritto a rimanervi vicino.

Le assegnazioni di sede riguardano le complesse fasi di mobilità su ambito territoriale. Da una prima analisi, risulta che vi sono dei docenti a cui sono stati assegnati fino a 350 punti: troppi per poter essere stati accumulati in una sola carriera, anche se di precario ventennale. Non regge, pertanto, la strenua difesa odierna del Ministro dell’Istruzione che ha dichiarato che l'algoritmo per i trasferimenti dei docenti è a posto e comunque ci sono tanti insegnanti che rientrano in Sicilia. Tutti i docenti che intendono far valere i propri diritti sul trasferimento imposto dal Miur senza le dovute informazioni ed il rispetto della normativa vigente sulla mobilità, possono scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Miur e Ministro continuano a mischiare le carte, perché invece di rendere noti i parametri con cui sono stati spostati i docenti, spiegando loro che è stato pedissequamente rispettato il contratto sulla mobilità, si preferisce ancora spostare l’attenzione su aspetti marginali. Non si possono trattare migliaia e migliaia di docenti dicendo loro che da sempre chi vuole fare questo mestiere si sposta al Nord. La differenza è che fino al 2015 si è fatto volontariamente e ad inizio carriera. Ora, invece hanno più di 40-50 anni e sono stati messi sotto ricatto, con le regole cambiate in corsa, contravvenendo ad un principio-base del pubblico impiego: l’equità di trattamento. Vogliamo vederci chiaro su ogni spostamento sospetto, invitando il docente, dopo la mancata conciliazione, a rivolgersi anche al Giudice del lavoro.

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