contatti

Tutte le notizie

 

 

Per il recupero del trattamento economico dovuto al personale a tempo determinato (supplente al 30 giugno o al 31 agosto) che è stato collocato in congedo straordinario o per chi ne ha fatto richiesta e ha avuto la sola nomina giuridica.

L’Anief, alla luce della normativa vigente (art. 19, c. 2, lettera a, L. 240/2010; art. 52, c. 57, L. 448/2001; art. 2, L. 476/1984), e degli artt. 18 e 19 del CCNL 2006-2009, intende ricorrere al tribunale per l’annullamento della circolare ministeriale n. 15 del 22 febbraio 2011, prot. n. A00DGPER 1507, nella parte in cui relativamente al “Congedo al personale con nomina a tempo determinato […] si ritiene comunque opportuno precisare che le predette disposizioni esplicano, la propria validità esclusivamente sotto il profilo giuridico (riconoscimento del servizio ai fini previsti delle vigenti disposizioni) non ritenendosi che le stesse possano esplicare la validità sotto il profilo economico (conservazione della retribuzione per il periodo di frequenza del dottorato).”

Pertanto, i soci iscritti interessati possono inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. con oggetto: Richiesta istruzioni operative per l’annullamento della circolare n. 15/2011, indicando le proprie generalità: Nome, Cognome, Codice fiscale, Scuola di Servizio (denominazione e indirizzo completo), tipo di nomina a t. d. (30 giugno – 31 agosto), Università di iscrizione al corso di dottorato e anno di frequenza, protocollo del decreto dirigenziale di concessione del congedo straordinario e protocollo del decreto di revoca del beneficio economico.

Le richieste di adesione devono pervenire a partire dal 26 marzo ed entro il 30 aprile 2011 al fine di poter inviare da parte della segreteria e predisporre da parte dei ricorrenti tutta la documentazione (invio del plico di adesione come da istruzioni operative) richiesta per depositare il ricorso con urgenza nei termini previsti.

Per i docenti che hanno maturato 360 giorni di servizio e vogliono conseguire l’abilitazione secondo il parere del Consiglio di Stato. Il ricorso è gratuito per chi, comunque, parteciperà ai corsi di preparazione alla prova di accesso organizzati dall’Anief con un comunicato successivo, strumento utile nel caso in cui il giudice non concederà l’istanza cautelare. Le istruzioni per i ricorsi partiranno soltanto dopo l’uscita del decreto ministeriale sul numero chiuso e dei bandi delle università, visto che stiamo spingendo perché sia approvata una norma di legge che recepisca il parere delle commissioni parlamentari, sanando la questione ed evitando il contenzioso.

Questa è la sentenza del tribunale di Genova in risposta alla richiesta di 15 precari della UIL. Entro l’anno saranno discusse le 8.000 cause intentate dall’Anief nel rispetto di quanto previsto dalla direttiva 1999/70/CE e dal decreto legislativo 368/01 e 165/2001. A rischio le casse dello Stato per risarcimenti per 500.000.000 milioni di euro, due finanziarie.

Sono più di 200.000 i supplenti annuali tra personale docente e ata che ogni anno hanno un contratto al 30 giugno o al 31 agosto per garantire il regolare funzionamento dell’amministrazione scolastica, il 15% del personale in servizio, di cui la metà su posti vacanti e disponibili, senza alcun titolare, posti che ai sensi dell’art. 49 della legge 133/2008 devono essere esclusivamente dati in ruolo. Anief, pertanto, chiede la discussione e l’approvazione con urgenza della proposta di legge n. 3920 presentata dall’on. Russo (PD) per risolvere il contenzioso seriale ed evitare un ingente danno erariale.

Secondo il presidente nazionale ANIEF Marcello Pacifico, nonostante il c.1 dell’art.1 della Legge 167/09,  il c. 519 della Legge 244/07 e il c.4-bis dell’art.5 del D.L. 368/01 prevedono l’immissione in ruolo del personale docente che ha prestato servizio per tre anni consecutivi a tempo determinato presso la P.A., e risultano vacanti e disponibili 108.000 posti per il personale docente e ata, ancora ad oggi il tasso di precarietà per il funzionamento ordinario della scuola si attesta al 15% con grave pregiudizio dell’efficienza del servizio erogato. Sebbene diversi posti siano vacanti e disponibili, ai sensi dell’art.4 della Legge 124/99 e dell’art.1 del D.M. 430/00, e debbano essere assegnati per la prima volta in supplenza annuale, ovvero al 31 Agosto, in realtà, più di 20.000 cattedre sono assegnate illegittimamente al 30 giugno. Mentre l’art.53 della Legge 312/80 prevede gli scatti biennali di anzianità per il personale precario, ancora per gli anni precedenti è stato negato tale diritto.

Sono, comunque, più di 20.000 i ricorrenti che si sono rivolti alle diverse organizzazioni sindacali per richiedere il rispetto della normativa comunitaria e della normativa nazionale. Ora i giudici sanzionano per la prima volta pesantemente il ministero per la violazione di norme imperative. Ma il risarcimento non è tutto, dovendo l’Amministrazione Pubblica effettuare una ricostruzione di carriera corretta in termini retributivi e contributivi. In tale senso si è pronunciato (sentenza 699 del 25 gennaio) il tribunale di Siena e più di recente (14 marzo 2011) il giudice del lavoro del tribunale di Livorno: la reiterazione dei contratti a termine segnano in termini negativi la qualità della vita dei lavoratori provocando un danno che l’Amministrazione deve risarcire (art.36 comma 5 D.lgs 165/2001). E’ evidente che dall’istituire illegittimamente contratti a termine reiterati, la P.A. non potrà più ricavare risparmi, ed anzi dilaterà la spesa gravandola dei risarcimenti e delle spese di giudizio in un numero di casi che diventerà esponenziale. Quindi i precari con tre anni di servizio devono essere stabilizzati. Recentemente ancora una volta la Corte di giustizia europea ha confermato la parità di diritti tra personale precario e di ruolo. Nel frattempo, gli uffici del Miur sono nel caos a seguito delle migliaia di lettere interruttive giunte contestualmente alle richieste di accesso agli atti, a cui spesso gli ambiti territoriali rispondono in maniera elusiva o poco chiara. Dopo la sentenza del tribunale di Viterbo, infine, che riteneva la giurisprudenza comunitaria non applicabile al personale precario della scuola, la Corte Europea con Sentenza del 22/12/2010, nelle cause riunite C-444/09 e C-456/09, fa chiarezza e ribadisce il divieto di discriminazione tra lavoratori di ruolo e lavoratori con contratto a tempo determinato, nell’attribuzione degli scatti di anzianità. In un’altra sentenza della Corte Europea i giudici hanno ripreso i temi sviluppati dall’avvocatura dello Stato italiano, in materia “A tale proposito, nelle sue osservazioni scritte il governo italiano ha sottolineato, in particolare, che l’art. 5 del d. lgs. n. 368/2001, quale modificato nel 2007, al fine di evitare il ricorso abusivo ai contratti di lavoro a tempo determinato nel settore pubblico, ha aggiunto una durata massima oltre la quale il contratto di lavoro è ritenuto concluso a tempo indeterminato e ha introdotto, a favore del lavoratore che ha prestato lavoro per un periodo superiore a sei mesi, un diritto di priorità nelle assunzioni a tempo indeterminato. Inoltre, l’art. 36, quinto comma, del d.lgs. n. 165/2001, come modificato nel 2008, prevedrebbe, oltre al diritto del lavoratore interessato al risarcimento del danno subìto a causa della violazione di norme imperative e all’obbligo del datore di lavoro responsabile di restituire all’amministrazione le somme versate a tale titolo quando la violazione sia dolosa o derivi da colpa grave, l’impossibilità del rinnovo dell’incarico dirigenziale del responsabile, nonché la presa in considerazione di detta violazione in sede di valutazione del suo operato.

La proposta di legge

XVI LEGISLATURA

 
CAMERA DEI DEPUTATI
 
 
 
PROPOSTA DI LEGGE
d'iniziativa dei deputati RUSSO ANTONINO,
 
 

DISPOSIZIONI GENERALI SUI PROCEDIMENTI PER L’ADEMPIMENTO DEGLI OBBLIGHI COMUNITARI NELL’AMMINISTRAZIONE SCOLASTICA

Onorevoli colleghi,

la situazione della precarietà nella scuola italiana è drammatica, mette a rischio la continuità didattica, l’attività ordinaria di insegnamento e di formazione garantita dallo Stato ai cittadini, grazie al persistente utilizzo di personale specializzato a tempo determinato.

L’accordo quadro comunitario in materia di diritto al lavoro, introdotto dalla direttiva 1999/70/CE, vieta a ogni Stato membro di predisporre iniziative legislative finalizzate a realizzare disparità di trattamento tra personale a tempo determinato. Le sentenze della Corte di Giustizia Europea del 4 luglio 2006 su procedimento C. 212/04, del 7 settembre 2006 su procedimento C. 53/04, del 134 settembre 2007 su procedimento C. 307/2005 confermano tale indirizzo che, in verità, è stato recepito nel nostro ordinamento dal Decreto Legislativo 6 settembre 2001, n. 368, ma, purtroppo, mai attuato nel comparto della scuola, a differenza di quanto previsto dalla legge 26 dicembre 2006, n. 296 e dalla legge 24 dicembre 2007 n. 244, per altri comparti della pubblica amministrazione.

Decine di migliaia di precari tra docenti e personale tecnico, all’inizio di ogni anno scolastico, garantiscono, come supplenti, l’avvio dell’anno scolastico nelle scuole. Migliaia di docenti hanno conseguito l’abilitazione in Italia con corsi organizzati dalle Università a numero chiuso, ma continuano a rimanere fuori dalle graduatorie ad esaurimento, mentre i loro colleghi abilitati all’estero ne sono inseriti a pieno titolo.

La norma stabilisce alcuni criteri per la stabilizzazione del personale docente e del personale Ata, e per l’inserimento di personale docente nelle graduatorie ad esaurimento nel rispetto della normativa comunitaria.

Per quanto riguarda il personale docente e Ata della scuola che ha superato un concorso per titoli ed esami, si tratta di personale inserito nelle graduatorie provinciali ad esaurimento previste dall’articolo 1, comma 605, lettera c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, o nelle graduatorie permanenti di cui all'articolo 554 del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado, di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Articolo 1

(Disposizioni generali sui procedimenti per l’adempimento degli obblighi comunitari nell’amministrazione scolastica)

1. Entro l’anno scolastico 2012-2013, al fine di dare attuazione nell’amministrazione scolastica a quanto disposto dalla direttiva comunitaria 1999/70/CE, e recepito nel nostro ordinamento dal decreto legislativo n. 368/01, e al fine di dare adeguata soluzione al fenomeno del precariato storico nel settore dell’istruzione e di evitarne la ricostituzione, di stabilizzare e rendere più funzionali gli assetti scolastici, di attivare azioni tese ad abbassare l’età media del personale docente, a domanda, è stabilizzato il personale scolastico in servizio a tempo determinato da almeno tre anni, anche non continuativi, o che consegua tale requisito in virtù di contratti stipulati anteriormente alla data del 31 agosto 2010 o che sia stato in servizio per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio anteriore alla data di entrata in vigore della presente legge, che ne faccia istanza, purché sia stato assunto mediante procedure selettive di natura concorsuale o previste da norme di legge. Le assunzioni di cui al presente comma sono autorizzate secondo le modalità di cui all’articolo 39, comma 3-ter, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni.

2. Considerata la normativa comunitaria di cui alle direttive 2005/36/CE e 2006/100/CE, attuata con decreto legislativo 9 Novembre 2007, n. 206 e quanto previsto dall’art. 5-bis della legge 30 ottobre 2008, n. 169, nei termini e nelle modalità fissati con Decreto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, da adottare entro il 30 aprile 2011, possono inserirsi, a domanda, con riserva nelle graduatorie ad esaurimento disposte per il biennio 2011/2013, ai sensi dell’articolo 1, commi 605, lettera c), e 607, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, i docenti che hanno frequentato i corsi biennali abilitanti di secondo livello ad indirizzo didattico (COBASLID, ABA), il secondo e il terzo corso biennale di secondo livello finalizzato alla formazione dei docenti di educazione musicale delle classi di concorso 31/A e 32/A e di strumento musicale nella scuola media della classe di concorso 77/A, attivati nell’anno accademico 2008/2009 e 2009/2010, e coloro che si sono iscritti negli anni accademici 2008/2009, 2009/2010, 2010/2011 al corso di laurea in scienze della formazione primaria e ai corsi quadriennali di didattica della musica, e i docenti che sono in possesso di un’abilitazione conseguita in Italia. La riserva è sciolta all’atto del conseguimento dell’abilitazione entro il 30 giugno del relativo anno accademico corrispondente, secondo modalità stabilite con Decreto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, e i docenti sono collocati nelle graduatorie nella posizione spettante in base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti.

 

Articolo 2

(Copertura finanziaria)

1. Le risorse previste dal comma 14 dell’articolo 8 di cui alla legge 30 luglio 2010 n. 122, sono destinate al finanziamento di un piano straordinario di assunzioni per l’attuazione della presente legge, da autorizzare con Decreto a firma del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, del Ministro della Funzione Pubblica, del Ministro dell’Economia e delle Finanze e del Ministro del Lavoro.

 
Il comunicato dell’on. Russo

SCUOLA, CONDANNA MINISTERO, RUSSO (PD): “CON GELMINI RECORD DI

CONDANNE: PAGHEREMO DUE STIPENDI PER UN INSEGNANTE”

 

“Il ministero dell’Istruzione continua a collezionare pesanti condanne, un record senza precedenti, che avrà effetti incommensurabili sul bilancio dello Stato”. Lo afferma Tonino Russo (Pd), componente della Commissione Cultura della Camera, commentando la sentenza del tribunale di Genova che condanna il Ministero a risarcire 15 lavoratori precari della scuola che avevano fatto ricorso per la loro mancata stabilizzazione.

“È stato confermato quanto il Partito Democratico ha affermato, sin dall’inizio della Legislatura - prosegue Russo (Pd) - la mancata applicazione al comparto della scuola dei principi comunitari in tema di lavoratori a tempo determinato causa una ingiusta discriminazione, una ovvietà che oggi è stata autorevolmente sancita da un Tribunale”.

“Il risultato delle scelte miopi della Gelmini - aggiunge il deputato Pd - è che lo Stato dovrà pagare due stipendi per avere un solo

docente: uno stipendio a quello che ha insegnato, l’altro ad un precario che aveva diritto all’immissione in ruolo, ma a cui la Gelmini ha negato questo diritto con le sue improvvide scelte”.

“La sentenza di oggi - continua Russo (Pd) - è l’ulteriore conferma dell’inadeguatezza assoluta del Ministro Gelmini e dei vertici del Ministero che la coadiuvano malconsigliandola. Vadano tutti a casa per evitare ulteriori danni alla Scuola ed all’Erario”.

“Di fronte all’ennesima bocciatura delle scelte del duo Tremonti-Gelmini la maggioranza prenda atto che è necessaria una rapida inversione di tendenza. Fra le tante proposte di legge depositate dal Pd, ve ne è una – di cui l’on. Russo è primo firmatario

- che, nel rispetto della normativa comunitaria prevede la stabilizzazione del personale docente e del personale Ata, e l’inserimento del personale docente nelle graduatorie ad esaurimento”.

“Di fronte a questa ennesima condanna - dice il parlamentare democratico - è necessario evitare un costosissimo e lunghissimo contenzioso, è conveniente, ragionevole e legittimo riconoscere i diritti acquisiti alle decine di migliaia di precari, tra docenti e personale tecnico, che garantiscono il regolare svolgimento dell’anno scolastico”.

“La maggioranza – conclude Russo (Pd) - avanzi soluzioni vere, non continui a perseverare nella dottrina Gelmini che, con presunte furbizie, ha sempre cercato di aggirare le sentenze, le direttive e quant’altro dimostrasse l’irragionevolezza della sua politica”.

Approvato il Mille proroghe. Inserimento a pettine nelle GaE, individuazione mancati contratti stipulati e risarcimento danni. Perfezionamento iscrizione entro il 27 febbraio 2011.

Al fine di procedere a fine mese a una ricognizione dei ricorrenti aventi diritto - prima di inviare le nuovi istruzioni sull’esecuzione dei ricorsi - ancora interessati ai ricorsi in corso al Tar Lazio e al Presidente della Repubblica ai fini dell’inserimento a pettine, della stipula di un contratto a tempo determinato o indeterminato e della richiesta di risarcimento danni - da comunicare al MIUR e al Commissario ad acta -, si ricorda che gli stessi, ai sensi della convenzione in essere tra l’ANIEF ed i legali Avv.ti Ganci, Miceli e Tarsia, devono risultare in regola con l’iscrizione all’Anief per gli anni 2010 e 2011. Ricordiamo che l’iscrizione al Sindacato deve avvenire necessariamente attraverso attivazione della delega sindacale qualora si abbia un contratto al 30 giugno o al 31 agosto attualmente in corso. Invece, i docenti privi di contratto al 30 giugno o al 31 agosto in corso potranno regolarizzare l’iscrizione attraverso il pagamento, tramite bonifico bancario, di euro 50,00 per ciascun anno da regolarizzare. La quota eventualmente dovuta per il 2010 dovrà essere quindi versata ad ANIEF anche da tutti coloro che tra i mesi di gennaio ed agosto 2010 non avevano provveduto pur non avendo una trattenuta in favore di Anief attiva in busta paga.

Chi si era iscritto all’Anief senza comunicare il numero di partita ma ne è ora in possesso, deve inviare a mezzo posta un nuovo modello di iscrizione (in tre copie, con firme per esteso ed in originale nonché con allegato copia del documento di identità) alla Sede nazionale ANIEF anticipandolo via fax al n. 091 6701396 oppure via e-mail (come allegato) all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., avendo cura di compilare tutti i campi (si ricorda che le dichiarazioni mendaci sono causa di esclusione dall’associazione ai sensi dello statuto). Si ricorda come le trattenute sul cedolino avverranno soltanto due mesi dopo la ricezione della delega e per i soli mesi in cui si percepisce lo stipendio. Si precisa, infine, che il numero delle deleghe attive misura la rappresentatività dei sindacati, legittimati a trattare con il Miur, la sola utile insieme ai voti delle prossime elezioni RSU.   

La regolarizzazione delle iscrizioni dovrà avvenire tassativamente entro e non oltre il 27 febbraio 2011.

Per scaricare il modulo di iscrizione ad Anief, conoscere le coordinate bancarie per i versamenti eventualmente dovuti ed avere informazioni su tutti i servizi e le agevolazioni riservate ai soci ANIEF, rimandiamo alle sezione “ISCRIZIONI” del nostro sito.

I ricorrenti ANIEF per il pettine al Presidente della Repubblica, al fine di agevolare il lavoro di stesura degli elenchi da sottoporre all’attenzione del MIUR, dovranno inviare, inoltre, entro il prossimo 27 febbraio una mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. avente per oggetto Cognome, nome e provincia di inserimento principale in GaE (Es.: Rossi Paolo, Ancona) e per contenuto esclusivamente Cognome e nome, luogo e data di nascita, indirizzo completo di residenza, codice fiscale, classe/i di concorso compresi eventuali elenchi di sostegno (Es.: Rossi Paolo, nato a Erice (TP) il 10.03.1969, residente a Erice (TP) in Via Villa San Giovanni n. 26, C.F. XXXYYY69C10Z999Z, classe di concorso: A019 e AD03). Tale adempimento non risulta, invece, necessario per i ricorrenti TAR Lazio per pettine e trasferimento, di cui ANIEF ha già predisposto i relativi elenchi completi su cui verranno effettuati i controlli della regolarità delle iscrizioni prima della consegna al Ministero ed al Commissario.

Per tutti gli altri ricorsi, ANIEF fornirà nel mese di marzo le nuove indicazioni sull’iter e sull’applicazione di eventuali sentenze.

Link utili:

Graduatorie: il Senato congela le graduatorie per un anno

Graduatorie: salvi i ricorsi Anief a pettine per la translatio iudicii

Graduatorie: nessun vuoto normativo. Ricorrenti subito a pettine

Alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n. 41/2011 che ha dichiarato incostituzionale il comma anti-pettine, ANIEF comunica a tutti i propri soci ricorrenti che nei prossimi giorni riceveranno precise istruzioni in merito alle procedure da seguire per metterne a frutto la portata.

Contestualmente, si invitano tutti i docenti che non hanno proposto ricorso al TAR Lazio con l’Anief per ottenere l’inserimento a pettine e che, in virtù di tale inserimento, avrebbero potuto ottenere - nel biennio scolastico 2009-2011 -  in una delle province aggiuntive di coda l’immissione in ruolo o un contratto T.D. ad inviare una mail con oggetto “ricorso pettine” e contenente esclusivamente cognome, nome, codice fiscale e indirizzo e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Leggi il comunicato ANIEF ed il testo della sentenza della Corte Costituzionale