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Al Miur sono impegnati a cambiare diversi aspetti dagli Esami di Stato conclusivi delle superiori, ma i “gettoni” da assegnare a chi organizza, valuta e rilascia i diplomi rimangono fermi a 12 anni fa: cifre spaventosamente basse per i professionisti impegnati nell’organizzazione degli esami, nella valutazione degli studenti e nel rilascio del titolo di studio conclusivo delle nostre scuole pubbliche. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): negli ultimi anni abbiamo assistito ad un crescendo di defezioni e rinunce a ricoprire questo delicato ruolo. Invece di affrontare la situazione, stanziando somme adeguate, si continua a far finta di niente, delegando il problema a giovani laureati che all’ultimo momento sono costretti a subentrare per tamponare una situazione di vuoti considerevoli nella composizione delle commissioni d’esame.

 

 

Risulta necessario sanare la posizione dei ricorrenti contro le procedure concorsuali del 2011 per diventare capo d’istituto, nell'interesse di risolvere il contenzioso pendente presso il giudice delle leggi. L'unico modo per tutelare le immissioni in ruolo dei presidi assunti non è certo quello di pensare una nuova procedura riservata, magari con accesso diretto all'orale. A questo punto, rimane sempre più in bilico la posizione dei 500 nuovi dirigenti assunti a seguito delle procedure riservate disposte dal D. M. n. 499 del 20 luglio 2015. Marcello Pacifico (Anief-Udir): In questo modo si va a ledere l’uguaglianza di trattamento e si va a complicare ancora di più il già alto numero di istituti senza dirigente scolastico e assegnati in reggenza. Se si vuole evitare il rischio della bocciatura dalla Consulta, l’unica soluzione da attuare rimane l'approvazione degli emendamenti presentati dell'opposizione.

 

 

Secondo la Commissione Italiana per l’Insegnamento della Matematica, sei problemi su otto, pubblicati tra gli esempi di prove dal Miur il 20 dicembre scorso, sarebbero stati estrapolati dal testo del matematico Igor Idorov Problems in General Physics, edizioni MIR, Moscow. La rivista “Roars” ne ha voluto sapere di più, andando a raffrontare le due versioni e dando seguito alla tesi della Commissione. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Se confermata, si tratterebbe di una circostanza inspiegabile perché attuata da chi è deputato per legge a garantire la massima obiettività e la ricerca del rigore nella definizione delle prove nazionali che ogni anno mezzo milione di alunni si trovano ad affrontare. In caso contrario, qualora il Ministero dell’Istruzione decidesse di non intervenire, si confermerebbero i timori dell’Anief sulla superficialità verso cui si stanno portando i nostri Esami di Stato, probabilmente anche in vista dello svuotamento progressivo del valore legale del titolo di studio.

 

 

Per l'Ufficio Legale Anief i laureati in possesso di laurea equiparata a quelle ammesse alla partecipazione al concorso DSGA devono immediatamente procedere a inviare la domanda cartacea predisposta dal giovane sindacato e aderire allo specifico ricorso stante la palese discriminazione posta in essere dal Miur. Per aderire ai ricorsi rivolti agli esclusi dalla procedura concorsuale, infatti, è necessario presentare all'USR di proprio interesse la domanda cartacea predisposta dall'Anief entro il 28 gennaio prossimo. Per ulteriori informazioni, su tutti i ricorsi attivati da Anief per la partecipazione al concorso DSGA, clicca qui.

 

 

Il Ministro dell’Istruzione cambia gli obiettivi e annuncia che la sua opera adesso sarà caratterizzata dal reperimento dei fondi necessari all’assunzione dei docenti: “andremo a richiedere le risorse necessarie - ha detto a SkyTg24 - perché dobbiamo stabilizzare i docenti, ridare ordine al sistema scuola e valorizzare la figura di tutti i nostri operatori scolastici per offrire un servizio di sempre maggiore qualità per studenti e famiglie”. Anief concorda con il titolare del Miur, perché la situazione sta sfuggendo di mano e a settembre le supplenze annuali potrebbero diventare 200 mila. Per questo, bisogna andare a rivedere le norme che regolano formazione e immissioni in ruolo. A partire dalla valorizzazione dei tanti docenti precari abilitati che continuano ad essere tenuti in una situazione di limbo eterno, perché relegati nelle graduatorie d’istituto. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): L’occasione è propizia per approvare le modifiche suggerite in Senato nei giorni scorsi da Anief, attraverso le quali si riaprirebbero le GaE a tutti i docenti abilitati esclusi dalla Buona Scuola, ma anche aggiornandole ogni anno, piuttosto che prorogarle, come sta cercando di fare il governo in questi giorni: in caso contrario, non si risolverà nulla e diventerà sempre più probabile lo sviluppo della procedura di infrazione, per via della denuncia 4231/2014 pendente presso la Commissione Ue.

 

 

Mentre sono stati dichiarati inammissibili le proposte sul versamento della RIA nel salario accessorio e sull'esonero dei presidi dalle responsabilità penali sulla sicurezza nei luoghi di lavoro (10.6, 10.7, 10.22, 10.23, 11.12, 11.13, 11.14), cionondimeno saranno votati in settimana quelli che intendono stoppare il portfolio (10.38) e autorizzare l'utilizzo dei fondi non spesi per tutte le attività che riguardano l'istituzione scolastica (10.5) del senatore Antonio Iannone. Importanti per semplificare il lavoro dei dirigenti scolastici e delle segreterie anche l'approvazione degli emendamenti analoghi (10.29, 10.30, 10.31) dei senatori di opposizione e di maggioranza Alessandra Maiorino, Michela Montevecchi, Agnese GallicchioMarco Pellegrini (Movimento 5 Stelle) , Loredana De Petris, Vasco Errani, Pietro Grasso, Francesco Laforgia (Liberi e Uguali) Antonio Iannone (Fratelli d’Italia).


In base alle disposizioni della Legge di Bilancio 2019 (attuale decreto Legge “Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni”, approvato dal Consiglio dei Ministri il 17 Gennaio 2019), l’opzione Donna è stata prorogata di un anno.

 

 

Si va dalla riapertura delle GaE (10.13 e 10.14) dei senatori Roberto Berardi, Luigi Vitali, Loredana De Petris, Vasco Errani, Pietro Grasso e Francesco Laforgia all'ammissione in sovrannumero degli Ata facenti funzione, Dsga (10.15) di Loredana De Petris, Vasco Errani, Pietro Grasso e Francesco Laforgia e degli idonei dei concorsi al corso TFA (10.17 e 10.18), dalla riserva del 50% dei posti ai precari con 36 mesi al nuovo concorso a cattedra (10.19 e 10.20) degli stessi senatori alla stabilizzazione di tutti i precari con 36 mesi di servizio del senatore Antonio Iannone. Il sindacato lancia l'ultimo appello alla maggioranza se non vuole rendersi complice della piaga della precarietà della scuola italiana che non si risolve prorogando l'aggiornamento delle GaE, eliminando il limite dei contratti a termine o i concorsi riservati nella secondaria, ma assumendo i precari su tutti i posti vacanti e disponibili, come nelle intenzioni ha manifestato il presidente della VII Commissione Cultura del Senato. Va da sé che ogni ipotesi di bloccare la mobilità non risolve il falso problema della continuità didattica che è generato dall'alto numero dei precari nella scuola e delle cattedre andate deserte dopo le convocazioni in ruolo per via del mancato aggiornamento e della mancata riapertura delle GaE, 50 mila posti negli ultimi tre anni andati a vuoto a fronte di 150 mila abilitati. È certamente una vergogna. Da domenica si procede al voto nelle Commissioni e da martedì si continuerà in aula.

Sono quattro gli emendamenti (10.4, 10.10, 10.11, 10.12) presentati dai senatori dell'opposizione (Forza Italia, Liberi e Uguali, Fratelli d'Italia) Luigi Vitali, Roberto Berardi, Dario Damiani, Alessandrina Lonardo, Loredana De Petris, Vasco Errani, Pietro Grasso, Francesco Laforgia che intendono garantire la nomina in ruolo dei 500 presidi che hanno superato la procedura concorsuale riservata di cui alla legge 107/2015 e la partecipazione alla stessa di tutti gli altri ricorrenti avverso il bando del 2011 che si sono rivolti alla Consulta. L'emendamento serve a ripristinare giustizia prima che si pronunci la Consulta nella prossima primavera. Qualsiasi altra soluzione adottata dalla maggioranza rischia di aumentare il contenzioso e di coinvolgere la responsabilità del Governo stesso. Domenica inizia l'esame nelle Commissioni referenti e martedì proseguirà in aula. Presentati anche emendamenti (10.2 e 10.3) per assicurare l'assunzione semplificata per i 2.900 futuri neo-assunti.

Anief attiva ricorsi al Tar Lazio contro il bando, di prossima pubblicazione, Tfa Sostegno, poiché sono tante le categorie escluse ingiustamente. Il sindacato ricorre per far ammettere i diplomati ITP, i diplomati Conservatorio - Accademia Belle Arti o Accademia Danza, educatori, i Dottori di Ricerca e per l’accesso alla prova scritta per il corso di Specializzazione Sostegno per tutti i docenti che superano la prova preselettiva.

 

Un emendamento dei relatori al decreto Semplificazioni, invece di riaprire le GaE agli insegnanti abilitati esclusi dalla Buona Scuola e dai concorsi riservati o permettere l'aggiornamento delle stesse graduatorie provinciali, in modo da consentire il cambio di provincia e l'assunzione di quelli già inseriti, prevede un’ulteriore proroga, ipotecando di nuovo migliaia di cattedre deserte per le convocazioni delle immissioni in ruolo del prossimo anno scolastico. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Altro che semplificazione, così si complica e in maniera irreversibile il cancro del precariato nella scuola per l'incapacità della politica di adottare le soluzioni adeguate. Perché non bisogna dimenticare che i docenti abilitati su disciplina e specializzati per il sostegno ci sono, ma rimangono ‘congelati’ nelle graduatorie d’istituto.

 

 

D’ora in poi docenti ed educatori vincitori di concorso, per essere assunti in ruolo dovranno garantire una permanenza nella stessa sede di lavoro per almeno cinque anni, oltre che assicurare per lo stesso arco di tempo la permanenza nella stessa tipologia di posto e classe di concorso: a chiederlo, all’interno del maxi-emendamento al decreto Semplificazioni, è la maggioranza di governo. L’obiettivo, si legge nelle motivazioni alla richiesta di modifica, è quello di “incrementare la continuità didattica, a tutto vantaggio degli alunni, che potranno così raggiungere migliori risultati negli apprendimenti”. Duro il commento di Anief: piuttosto che stabilizzare i precari con 36 mesi o assumere i docenti abilitati e gli Ata, trasformare in organico di diritto i posti in deroga di sostegno, in Senato si presentano proposte lesive del diritto alla famiglia e al lavoro senza avere una minima idea di cosa si stia approvando. Già nel 2011 (Legge 106) si decise una norma in tal senso e nel 2013 (Legge 128) ci si rese conto dell’inutilità di questa norma. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): La continuità didattica si ottiene con l’immissione in ruolo dei supplenti, il 40% su posti di sostegno, pari ad un decimo dell’organico complessivo attuale degli insegnanti che operano nella scuola. Ecco perché le GaE vanno riaperte subito, ancora di più perché a settembre il numero di supplenze potrebbe diventare da record.

 

 

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al tanto atteso “decreto”: il reddito di cittadinanza è una misura di reinserimento nel mondo del lavoro che serve ad integrare i redditi familiari, un sostegno dunque al reddito che interesserà circa cinque milioni di persone. Per informazioni, contatta la sede Cedan più vicina a te e visita il nostro sito.

 

 

Il Consiglio dei Ministri ha finalmente approvato il “decretone” su reddito di cittadinanza e su quota 100: al di là degli entusiasmi espressi dal Governo, da parte del personale della scuola, l’interesse per accedere al pensionamento anticipato sarebbe debole. Rispetto all’adesione prevista di 70.000 insegnanti, più altre migliaia di Ata e dirigenti scolastici, quelli che effettivamente aderiranno a quota 100, per lasciare il servizio il 1° settembre prossimo, saranno molti di meno. “Tra i lavoratori della scuola le domande attese”, entro il prossimo 28 febbraio, “sono circa 10.000 – ha scritto in queste ore Orizzonte Scuola -. A scoraggiare potrebbe essere l’assegno più basso che si percepirà aderendo a Quota 100”. Ma anche l’assegnazione ritardata di buona parte del Tfr, visto che solo 30 mila euro verrebbero corrisposti subito. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Comprendiamo le perplessità del personale, perché ammesso anche che la penalizzazione non superi il 16%, si tratta comunque di tagli considerevoli: su un assegno mensile di 1.600 euro, si scenderebbe a meno di 1.350 euro. Significa che in un anno si perdono oltre 3 mila euro netti. Stiamo parlando di una professione fortemente usurante, per via dello stress psico-fisico derivante dal diretto contatto con gli alunni. Questo lavoro va collocato tra quelli usuranti, a tutti i livelli, non solo per chi opera nei nidi e nella scuola dell’infanzia. Se in Europa si lascia la professione a 63 anni un motivo ci sarà, oppure gli altri Paesi fanno un regalo alla categoria? 

Risulta sempre possibile ricorrere con l’associazione europea Radamante per l’accertamento del credito del 2,69% per il Tfs negli anni 2011 e 2012 in favore dei dipendenti pubblici in pensione.

 

 

Avviate le adesioni per consentire la partecipazione del personale attualmente in servizio all’estero escluso dalla procedura concorsuale, del personale attualmente in servizio in Italia a cui non è valutato l’anno in corso o il servizio prestato pre-ruolo e per la sostituzione del punteggio con quello di precedente selezione ove più favorevole. Necessaria la presentazione della domanda e l’adesione entro il 28 gennaio. Con Eurosofia è possibile acquisire entro i termini di scadenza le certificazioni relative alle 25 ore del corso di interculturalità e B2 per la lingua straniera.

 

 

Si presenta di difficile realizzazione l’intenzione del governo di cancellare le classi pollaio e quel DPR 81/2009, approvato dall’ultimo esecutivo Berlusconi, che ha dato il la alla concentrazione di alunni sino ad arrivare all’indecente presenza di oltre 30 iscritti per classe in un numero di casi tutt’altro che trascurabile: la proposta di legge n. 877, presentata da deputati del M5S che ha come primo firmatario l’on. Lucia Azzolina, del M5S, e tra gli altri onorevoli Luigi Gallo, presidente della Commissione Cultura della Camera, ha infatti iniziato da una settimana il suo iter di approvazione e già sembra avvolta dai problemi.

 

 

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