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Il ddl è stato assegnato alla V Commissione di Montecitorio dove si è definito l’iter da seguire e si è proceduto alla nomina dei relatori. La scadenza per la presentazione motivata delle modifiche è prevista per metà mese, poi dovranno pervenire entro il 20 e votate dal giorno dopo, l’approdo in Aula si dovrà realizzare entro il 28 novembre, dove di lì a breve si svolgerà la votazione finale. Tra gli emendamenti più importanti del giovane sindacato figurano quota 96 senza svantaggi, Ape social per tutti gli insegnanti , riscatto gratuito della laurea, stabilizzazione dei precari con 36 mesi, l’addio alle classi pollaio e ai posti in deroga su sostegno, la riapertura delle GaE, la conferma dei diplomati magistrale in ruolo, il via libera al doppio canale di reclutamento dalle graduatorie d’istituto, il tempo pieno al Sud, il ritorno ai moduli nella scuola primaria con il maestro specialista in inglese ed educazione motoria, l’introduzione del diritto nella scuola secondaria, l’obbligo scolastico fino a 18 anni, l’aggiornamento dell'indennità di vacanza contrattuale e parità di trattamento tra personale di ruolo e precario con l’introduzione della ricostruzione di carriera comprendente tutti i periodi di supplenza, l’inquadramento dei ricercatori a tempo indeterminato. Marcello Pacifico, presidente Anief, annuncia che assieme a Cisal, chiederà di essere ascoltato dalla V Commissione Bilancio della Camera e che ribadirà le istanze al ministro della PA, Giulia Bongiorno, nel corso dell’incontro del 13 novembre alla Funzione Pubblica.

 

 

L’indennità di vacanza contrattuale, sparita dal cedolino a partire da giugno 2018 perché inglobata nello stipendio tabellare, tornerà ad essere prevista poiché il contratto 2016/18 scadrà alla fine di dicembre 2018. La somma, insieme all’elemento perequativo, dovrà poi essere riassorbita quando si procederà a stipulare il nuovo contratto. Ma si tratta di cifre vergognosamente basse. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Come si può pensare di coprire il costo della vita con meno di 10 euro al mese? È una domanda che giriamo ai nostri governanti. Per questo motivo Anief continua ad invitare i lavoratori a ricorrere per il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale per il periodo 2015-2018, in modo da recuperare almeno il 50% del tasso IPCA non aggiornato nell’ultimo triennio.

 

 

Si rivela davvero poco produttivo lo stanziamento dei fondi previsti dal DEF, ai fini dell’incremento stipendiale degli statali, tra cui 1,2 milioni di docenti e Ata: 1.1 miliardi di euro per il 2019, 1.425 per il 2020 e 1.775 a partire dal 2021, porteranno nelle loro buste paga appena 500 euro annui. I compensi, in realtà, non sono veri e propri aumenti, ma coprono solo l’indennità di vacanza contrattuale, meno della metà del rinnovo approvato nel 2019 dopo quasi dieci anni di blocco. La quota, peraltro, non è nemmeno aggiornata. Secondo Marcello Pacifico (Anief-Cisal) con un impegno annuo che si aggira sul miliardo e mezzo di euro, in pratica, si vuole far passare il concetto che ci stiamo avvicinando agli stipendi degli insegnanti europei. Mentre per colmare davvero questo divario servirebbe uno stanziamento finanziario dieci volte tanto. Per questo, Anief ribadisce l’esigenza di avviare la vertenza giudiziaria per il recupero dei crediti, ricorrendo per il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale per il periodo 2015-2018, in modo da recuperare almeno il 50% del tasso IPCA non aggiornato nell’ultimo triennio. Chi non ricorre al giudice rischia di subire quello che ha appena registrato l’Aran per il periodo 2001-2016, con i compensi annui addirittura in discesa.

 

 

Come si fa a realizzare più tempo scuola senza assumere gli insegnanti a cui affidarlo? Lo denuncia il sindacato Anief, a seguito del mancato inserimento nel testo della manovra economica dei provvedimenti promessi a più riprese dai più alti esponenti del governo per ridurre il divario Nord-Sud sul fronte dell’istruzione. È indicativo, invece, che tra i finanziamenti accordati sinora siano assenti quelli per procedere all’assunzione di 27.400 docenti e Ata chiesti dal Miur, di recente ricordati dal Ministro dell’Istruzione nel corso di un question time alla Camera, come primo assaggio verso l’incremento del tempo scuola nelle regioni più deprivate a livello di agenti culturali. Secondo Marcello Pacifico (Anief-Cisal), il rischio concreto è che il progetto si perda strada facendo, per via dei vincoli imposti dal Mef. Come per altri annunci e disegni legge virtuosi, quali l’introduzione dei docenti di educazione motoria alla primaria, di musica di inglese.

 

 

Prevista per aprile 2019 la “Pace Contributiva” per i dipendenti privati con una doppia destinazione: la prima per i quotisti che devono raggiungere i 38 anni di anzianità contributiva necessari per la pensione anticipata quota 100 a 62 anni di età e la seconda per i più giovani con carriere discontinue che potranno costruire la propria carriera contributiva per evitare, in prospettiva, una pensione di vecchiaia molto in là coi tempi. Ciò potrebbe avvenire tramite piccoli versamenti, “senza sanzioni e senza interessi per colmare i vuoti contributivi cumulati negli anni successivi al 1996, con un onere calcolato sullo stipendio medio dell’anno successivo al ‘buco’ o con un ‘forfait’ per gli under 30 e le lavoratrici madri”. Nei due casi è già stabilito il requisito di 20 anni minimi di contributi effettivi per accedere alla “pace”. La misura si raccorda da un lato con la rottamazione fiscale con cui le aziende potranno invece sanare i mancati versamenti oggetto di contenzioso, dall’altro, per quanto riguarda i giovani, per l’integrazione al minimo delle future pensioni contributive. Gli ultimi ritocchi alle bozze avverranno in questi giorni, importanti per la definizione della manovra: il testo dovrebbe approdare in Parlamento a breve.

 

A pochi mesi dal suo insediamento, il governo gialloverde stravolge il reclutamento degli insegnanti, tornando ai concorsi a cattedra biennali abilitanti e riducendo ai minimi termini il Fit introdotto appena tre anni fa dalla Buona Scuola di Renzi. Nella mania riformatrice, però, il Miur dimentica di lasciare aperta la porta ai precari con tre anni di servizio, per i quali il decreto legislativo 59/2917, applicativo della Legge 107/2015, aveva previsto un concorso a parte, come del resto indicato chiaramente dall’Unione Europea per tutti i cittadini comunitari non di ruolo che hanno superato i 36 mesi di servizio. Marcello Pacifico (Anief-Cisal) ricorda che questi docenti non cambieranno di certo la loro professione e continueranno ad insegnare. Ingolfando le liste di attesa, continuando a tenere alta la percentuale di supplentite, oltre che l’età media di chi siede dietro la cattedra. Inoltre, molti di loro non staranno di certo a guardare e faranno causa allo Stato italiano, per l’abuso dei contratti a termine, con una storia giudiziaria senza fine

 

 

Secondo la sentenza 15367 pilota della Cassazione del 2014, il docente è tutelato per “l'esercizio delle sue funzioni” e tale trattamento “non è circoscritto alla tenuta delle lezioni, ma si estende alle connesse attività preparatorie, contestuali e successive, ivi compresi gli incontri con i genitori degli allievi”. La gravità dell’atto accaduto venerdì a Saronno, a seguito della disdicevole reazione della madre di un alunno verso una maestra, a seguito dei suoi continui ritardi nel riprendere il figlio all’uscita di scuola, si riscontra anche dall’articolo 358 del Codice Penale, nel quale è riportato in modo inequivocabile che “sono incaricati di pubblico servizio coloro i quali, a qualunque titolo, prestano un pubblico servizio”. Secondo Marcello Pacifico (Anief-Cisal) se i fatti accaduti fuori la scuola di Saronno dovessero essere confermati, è chiaro che si dovrà procedere con il massimo del rigore e della pena consentiti. Sarebbe utile trasmettere tale dovere civico, anche attraverso corsi ad hoc rivolti agli alunni e alle loro famiglie: è un passaggio fondamentale se si vuole combattere lo scadimento dell’autorevolezza della figura dell’insegnante.

 

 

Secondo l’Aran, in cinque anni docenti e Ata della scuola perdono addirittura duemila euro per uno stipendio che è già la metà di quello dei colleghi tedeschi. In Italia, in pratica, con il CCNL prossimo alla scadenza non si è recuperata nemmeno l'inflazione cresciuta di venti punti nell'ultimo decennio. E ora nella nuova legge di stabilità si coprirebbe soltanto l'Indennità di vacanza contrattuale, peraltro non aggiornata dal 2008. Servono più soldi decisamente, ma il Governo deve trovarli ora, altrimenti avrà prodotto solo la solita propaganda. Anief ribadisce l’esigenza di ricorrere almeno per il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale per il periodo 2015-2018, in modo da recuperare perlomeno il 50% del tasso IPCA non aggiornato nell’ultimo triennio.

 

 

Le norme dell’anticipo pensionistico arriveranno per decreto, da attuare col nuovo anno: si punta alle pluri-finestre annuali. Ma secondo il sindacato Anief, le norme o sono giuste o illegittime. In ogni caso, per docenti, Ata e presidi non si possono realizzare uscite scaglionate, perché si esce obbligatoriamente ad ogni inizio di anno scolastico. Il leader del giovane sindacato, Marcello Pacifico, rifiuta a priori qualsiasi ipotesi di congelamento dell'assegno o della liquidazione differita, né di decurtazione della mensilità: tutte manovrine create ad arte per ridurre la spesa. La verità è che o si introduce subito e senza penalizzazioni l’uscita anticipata oppure ci si appellerà all'Europa, dove si continua ad andare in pensione in media a 63 anni e con il massimo dei contributi.

 

 

Per la scuola sono previsti 400 insegnanti in più nei licei musicali, come risposta al commissariamento del Miur ottenuto dall’Anief (art. 53), ma anche il finanziamento per l’assunzione dei co.co.co. Ata siciliani (art. 54), il distacco agli Uffici Scolastici Regionali di 150 specialisti su innovazione didattica e digitale (art. 52), la ridefinizione del fondo per gli istituti (art. 64). Sempre per la scuola è in arrivo la riforma del reclutamento con il ritorno al “concorsone” e la ferma quinquennale prima di chiedere il trasferimento, l’abolizione del concorso riservato ai precari non abilitati con 36 mesi, la cancellazione degli ambiti territoriali (art. 58), le risorse per coprire l’indennità di vacanza contrattuale e per rinnovare il contratto (art. 34). Nuova ripartizione dei fondi anche per il settore universitario (art. 78), per il quale è prevista anche la copertura per l’assunzione di mille ricercatori a chiamata diretta (art. 32).

 

 

La soluzione trovata dal governo gialloverde su formazione e assunzioni dei docenti aumenta il gap rispetto ai Paesi Ue. La storia è datata: quasi trent’anni fa, con gli accordi di Lisbona, il nostro Paese decideva di allinearsi agli altri Paesi Ue sulla formazione universitaria iniziale degli insegnanti; servirono due lustri per fare partire le SSIS, le scuole di abilitazione e specializzazione universitaria, e quasi tutti i corsisti furono assunti dalla GeE. Poi arrivarono il TFA e il PAS che non diedero sblocco per la chiusura delle graduatorie. La stessa sorte è toccata agli abilitati con la laurea in Scienze della formazione primaria conseguita dopo il 2011. Furono però banditi due concorsi riservati, uno per la secondaria e uno per infanzia e primaria. Infine, con la riforma Renzi-Giannini avremmo dovuto avere il Fit triennale, con formazione e reclutamento inclusi, ma ora il Governo, con l’articolo 58 della bozza della manovra di bilancio, “bollinata” e inviata al Quirinale, che modifica il decreto legislativo 59/17, ha deciso di puntare tutto sui vecchi concorsi.

 

 

In queste settimane Udir, giovane sindacato nato per tutelare i dirigenti scolastici, con l’intento di fornire un importante strumento di informazione e formazione, è impegnato, in tutta Italia, in una serie di giornate di studio Io Dirigente. Sicurezza, Salute, Retribuzione, Relazioni sindacali. Tra i temi trattati anche quello della tutela penale dei DS in tema di sicurezza: attraverso un’interpretazione attenta della normativa è possibile anche la chiusura delle scuole rimanendo esenti da responsabilità. L’ingegnere Natale Saccone, impegnato come formatore nei seminari, ha illustrato la procedura sulla chiusura degli istituti scolastici non sicuri.

 

 

Lo studio legale Anief, alla luce dell'incertezza dichiarata dal Miur riguardo la valutazione del servizio svolto come insegnante di religione cattolica nella scuola primaria e l'ulteriore esclusione del servizio svolto nelle scuole comunali, questo abbastanza chiaro nel regolamento, avvia le procedure di preadesione agli specifici ricorsi in modo da tutelare quei docenti che dovessero essere esclusi dalla partecipazione al concorso per aver svolto servizio come IRC o nelle scuole comunali.

 

 

L’ammissione è arrivata dal Ministro Bussetti: siamo in attesa di risposte dal presidente del Consiglio Conte e dal ministro dell’Economia Tria. Ma nel frattempo il testo della legge di bilancio che giungerà alle Camere risulta privo degli interventi promessi sugli organici e precariato nei vari disegni di legge di esponenti della maggioranza gialloverde. Persino le poche 27.400 immissioni chieste dal Miur sono in bilico.

 

 

Dal testo della manovra 2019, appena inviato al Quirinale, l’esperienza formativa degli studenti presso le aziende diventa percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, già dall’anno in corso. Inoltre, viene più che dimezzata la loro durata complessiva. La quale passa da 400 ore a 150 ore per tecnici e a 180 per i professionali, mentre per i licei scende da 200 a 90. E i finanziamenti si andranno a determinare sulla base del numero minimo di ore da svolgere. Lascia però molto a desiderare la decisione di introdurre le nuove linee guida in piena seconda parte dell’anno scolastico. I dubbi si sommano a quelli emersi già qualche settimana fa, quando il Miur ha deciso che da giugno avremo un esame di maturità diverso dall’attuale, con il “congelamento” dell’obbligo, ai fini dell’ammissione, del conseguimento del monte orario maggiorato di esperienze in azienda o con esperti del mondo del lavoro.

 

 

Il Tribunale del Lavoro dà nuovamente ragione all'Anief sul diritto al riconoscimento del servizio svolto nelle scuole paritarie ai fini della ricostruzione di carriera. Dopo i successi ottenuti anche ai fini della mobilità, ora il sindacato punta al pieno riconoscimento del servizio nelle paritarie anche ai fini dell'accesso al concorso riservato per Primaria e Infanzia.

 

 

Nell’ultima versione del testo che oggi verrà consegnato alle Camere, spuntano nuove importanti norme: tra queste figura anche il nuovo sistema di selezione e formazione dei docenti, che darà una “spallata” importante alla Buona Scuola di Renzi, a partire dal modello formativo triennale del FIT, riservato ai vincitori di concorso, che si trasforma in “Percorso annuale di formazione iniziale e prova”. Addio anche al concorso riservato ai precari non abilitati con 36 mesi, i quali potranno accedere solo al 10% dei posti del nuovo concorso ordinario, con due prove scritte e una orale. Si impone anche il vincolo di mobilità quinquennale dei neo-assunti e scompare la titolarità per ambito territoriale. Niente idonei per il sostegno, ma graduatorie biennali per i soli posti banditi con scritto e orale. Anief plaude alla riduzione ad una annualità del percorso triennale del Fit e al ritorno ai concorsi abilitanti, ma denuncia l'abbandono di 200 mila precari storici con la percentuale di posti loro riservati davvero irrisoria. Pertanto, saranno fatti presentare emendamenti in Parlamento, al fine, tra le altre cose, di riaprire le GaE agli abilitati, far estendere il doppio canale di reclutamento alle graduatorie d'istituto, se esaurite, stabilizzare i precari sui posti vacanti e disponibili, far cadere il vincolo di 5 anni per i neo-assunti. Ci si chiede, poi, che fine hanno fatto gli investimenti per l'aumento del tempo pieno al Sud, rideterminare il rapporto alunni-docenti, ripristinare insegnamento per moduli nella primaria, dell'inglese e dell'educazione motoria, dell’insegnamento del diritto alle superiori.

 

 

Sembra che per l’ennesima volta il Mef abbia respinto le richieste di 27.400 immissioni in ruolo formulate dal Ministero dell’Istruzione per coprire una parte dei tantissimi posti vacanti, in vista del prossimo anno. Eppure, dovevano essere almeno 300 mila le immissioni in ruolo da programmare per il personale docente e Ata della scuola. Anche sulla base dei numerosi comunicati emessi da esponenti politici della maggioranza di governo. Secondo il leader dell’Anief, Marcello Pacifico, già 27 mila posti, ancorché negati, erano un numero esiguo, soprattutto dopo che dieci volte tanto era stato promesso da chi oggi ci governa: bisogna essere seri o tacere. Perché si tratta di un passaggio imprescindibile per sconfiggere la precarietà e migliorare il servizio formativo.

 

Il prossimo contratto si presenta come un contratto anomalo: non si era mai visto un contratto che, oltre agli aumenti, dà una diminuzione degli stipendi. Inoltre, c'è una forte disparità tra le regioni. Anche ciò sarà oggetto di discussione durante i seminari Io Dirigente. Sicurezza, Salute, Retribuzione, Relazioni sindacali: prossimi incontri Roma (scheda di adesione) e a Napoli (scheda di adesione). Durante le giornate di studio, il dirigente scolastico Pietro Perziani tra i formatori. Riportiamo, di seguito, la sua analisi. Si ricorda, inoltre, che il giovane sindacato ha attivato una serie di ricorsi, totalmente gratuiti per i soci, attraverso i quali è possibile recuperare quanto spettante.

 

Ricorsi UDIR

 

 

A causa dell’emergenza meteo, il 18 ottobre 2018, data in cui si doveva svolgere la verifica del corso-concorso DS, la prova, per misure di prevenzione dal rischio idrogeologico, è stata rinviata. Trascorso ormai del tempo dalla data citata, bisognerebbe programmare le procedure concorsuali, ma ancora non vi è stata nessuna comunicazione.

Anief, nella giornata odierna, ha inviato al direttore dell’USR Sardegna, all’Ufficio di Gabinetto del Miur, al Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione, al Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane e al Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca, una nota con richiesta d’immediato avvio delle procedure del corso-concorso per il reclutamento di dirigenti scolastici bandito con DDG n. 1259 del 23 novembre 2017. 

Infatti, alla luce del protocollo AOODRSA.REGISTRO UFFICIALE.U.0017907.17-10-2018 con il quale l’USR Sardegna ha rinviato a data da destinarsi le prove concorsuali, il giovane sindacato chiede l’indizione immediata delle prove e, vista la differente calendarizzazione rispetto alle prove nazionali, un sistema compensativo per i temi e i contenuti trattati nelle medesime prove.

 

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