770X100 BOMBA TFA soste ok

italia

DOVE SIAMO

La nostra struttura copre
tutte le regioni italiane.
Siamo presenti in tutte
le province.

SCOPRI ADESSO!

News

 

 

Lunedì 7 gennaio, a Palazzo Madama, presso le commissioni competenti, Anief ha presentato emendamenti sul disegno di legge n. 989. Il presidente nazionale Marcello Pacifico ha illustrato la parte della memoria relativa al reclutamento dei docenti con 36 mesi di servizio, alla riapertura delle GaE, alla conferma dei ruoli per i neo-assunti con riserva, all’assunzioni degli Ata “facenti funzione” e degli insegnanti idonei nei precedenti concorsi, al reclutamento attraverso corso-concorso di tutti i ricorrenti al bando DS 2011. Guarda l’intervento integrale. 

 

 

Il giovane sindacato ricorre al Tar Lazio contro il prossimo bando Tfa Sostegno che vede l’esclusione di molti docenti. Anief ricorre per far ammettere i diplomati ITP, i diplomati Conservatorio - Accademia Belle Arti o Accademia Danza, educatori, i Dottori di Ricerca e per laccesso alla prova scritta per il corso di Specializzazione Sostegno per tutti i docenti che superano la prova preselettiva.

 

 

Molte le attività, anche in campo legislativo, che hanno riguardato pure i DS; innumerevoli gli incontri per la firma del contratto che, di fatto, non ha sortito gli effetti sperati. Udiralla luce dell’analisi dei dati noti, è stato l’unico sindacato che ha scoperto gli altarini: l’equiparazione dei 9 mila euro di differenza tra la retribuzione di posizione parte fissa tra le diverse aree della dirigenza confluita nell'area dell'istruzione e della ricerca ci sarà dal 2020. Di fatto la realtà è: almeno 30 mila euro per la RIA non corrisposta dal 2016 (-18 mila euro), per la perequazione piena ottenuta per la retribuzione di parte fissa soltanto dal 2019 (-22 mila euro) e per il blocco dell’indennità di vacanza contrattuale (-24 euro mensili nel 2019). Questi sono i numeri che rappresentano la sconfitta. Marcello Pacifico (presidente nazionale Udir): Abbiamo assistito anche all’esultanza dei sindacati rappresentativi che si sono detti soddisfatti dei risultati ottenuti. Noi abbiamo visto tante azioni ma poca sostanza. Anzi, a dirla tutta, abbiamo l’impressione che, pure per quanto riguarda il nuovo contratto, si sia fatto un buco nell’acqua.

 

Ieri, con un’azione vincente del giovane sindacato, il Miur è stato condannato a verificare quanti dei posti siciliani in deroga, 7 mila, rispondano a effettive esigenze, al fine di essere dati in ruolo. Basta inventare numeri su organici, il 40% di essi a livello nazionale è utilizzato per contratti a termine ma non per le effettive esigenze. Ora deve cambiare tutto. Anief si dichiara pronta a impugnare i decreti degli UUSSR in tutta Italia e a commissariare il Miur per la Sicilia. 

La Sentenza 149/19 del Tribunale amministrativo regionale tutela finalmente i diritti degli oltre 25 mila alunni siciliani con disabilità, la metà di loro con disabilità grave certificata, che sono costretti, ogni anno, a cambiare insegnante di sostegno supplente. Il Miur deve inoltre indicare il numero occorrente di posti per tutta Italia, così da poter essere certi il diritto all’istruzione e quello all'integrazione degli alunni disabili, ma anche la continuità didattica attraverso un organico atto a ricoprire tale esigenza. 

Ieri il presidente nazionale Anief Marcello Pacifico è stato intervistato al Tgr su Rai 3 sulla sentenza che ha visto il sindacato vittorioso su un argomento, il sostegno, molto sentito e per il quale s’impegna enormemente. 

 

 

Si potrà andare via con l’assegno tagliato massimo del 16%. Tutto dipende dagli anni di contributi non versati rispetto agli attuali requisiti di anzianità. Per Anief, finalmente, si prende atto che l'inopportunità di mantenere i lavoratori in servizio oltre una certa età. Ma nella prossima legge di stabilità devono essere trovate le risorse per evitare questa penalizzazione, perché nella media dei paesi Ue si va in quiescenza a 63 anni con il massimo contributivo.

Questa la quota che dovrebbe approdare nei prossimi giorni in Consiglio dei Ministri, forse già dopodomani: la quota 100 – riservata ai lavoratori con almeno 62 anni d’età e 38 di contributi - viene introdotta solo “in via sperimentale per il triennio 2019/2021”. Ancora dubbi sull'entità del taglio dell'assegno, ridotto dal 2% al 16% secondo il sottosegretario Durigon, mentre per l’Ufficio parlamentare di Bilancio dal 5% al 30%, in base alle annualità di anticipo rispetto alla quota ordinaria. 

In pratica, se un docente della scuola secondaria destinato a lasciare il lavoro a 67 anni con un assegno di circa 1.500 euro netti dovesse decidere di andare in pensione con quota 100 a 62 anni, potrebbe percepire un assegno di 1.200 euro per tutta la pensione. Ciò avviene perché, anticipando l’uscita, si possono far valere meno anni di contributi e il montante pensionistico dovrà essere spalmato su più anni di erogazione. Secondo Marcello Pacifico (Anief-Cisal) rimane inderogabile la necessità di approvare una legislazione con delle deroghe d’uscita per salvaguardare chi opera nella scuola, le cui professionalità, a partire dai docenti, risultano ad alto rischio burnout.

 

Alle commissioni di rifermento, presso Palazzo Madama, richieste ai senatori dalla delegazione Udir, composta da Patrizia Costantini, Pietro Perziani e Serena Maiorca, modifiche per il reclutamento dei ricorrenti al bando di concorso 2011, del nuovo regolamento di contabilità degli istituti, per la valutazione dei dirigenti scolastici, sulla responsabilità in tema di sicurezza e di utilizzo delle risorse, del nuovo salario accessorio con il versamento della RIA nel FUN di area. Scarica la Memoria

 

 

La Sentenza 149/19 del Tribunale amministrativo regionale segna un passo importante per i diritti degli oltre 25 mila alunni con disabilità della Sicilia che ogni anno si vedono cambiare l'insegnante di sostegno supplente, nonostante la metà di essi abbia una disabilità grave certificata. E ora i giudici dicono basta alla prassi seguita dall'Usr per rientrare nei limiti dei posti derivanti dalla legge sulla formazione degli organici. Risale a nove anni fa l'ultima sentenza storica della Consulta (n. 80/2010), la quale dichiarava incostituzionale l'abolizione dei posti in deroga, ormai riutilizzati dal Miur per il 40% degli organici, ovvero 65 mila posti in deroga per 100 mila assegnati ai ruoli. E ora Anief chiederà la trasformazione di molti di questi posti in organico di diritto in ogni altra regione italiana, pena un ricorso d'urgenza nuovo presso il Tar o il commissariamento. 

La sentenza pubblicata oggi dal TAR e ottenuta dai legali dell'associazione sindacale Anief non lascia spazio ad interpretazioni: il Miur ha l'obbligo di attivare il numero di posti di sostegno in base all'effettiva esigenza degli alunni disabili e deve rilevare con precisione il fabbisogno su tutto il territorio nazionale per assicurare non solo il diritto all'istruzione e all'integrazione agli alunni disabili, ma anche la continuità didattica attraverso un organico stabile e specializzato.

 

 

Prosegue il confronto a Palazzo Madama, presso le commissioni competenti, sul disegno di legge n. 989: tra i temi affrontati oggi pomeriggio dal giovane sindacato vi è il reclutamento automatico dei lavoratori con 36 mesi svolti, la riapertura delle GaE per i docenti precari, la conferma delle immissioni in ruolo per chi è stato defenestrato addirittura dopo avere superato l’anno di prova, l’assunzione delle unità di personale Ata “facenti funzione” nel ruolo superiore di Dsga, la questione dei candidati ricorrenti del concorso per dirigente scolastico bandito nel 2011, il salario accessorio dei supplenti brevi, la mobilità straordinaria e l’aggiornamento professionale, l’estensione del bonus merito e della card per l’aggiornamento professionale. Scarica la memoria presentata dalla delegazione Anief.

 

 

A realizzarla, attraverso un video pubblico, è stato il dottor Vittorio Lodolo D’Oria, tra i massimi esperti nazionali sulle malattie professionali: l’obiettivo è sensibilizzare il titolare del Miur su quattro aspetti dell’insegnamento, sino ad oggi poco considerati dalle istituzioni ma invece centrali per migliorarne l’efficacia. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Sono tutte questioni condivisibili, ad iniziare dallo stress da lavoro correlato, alla base di un numero altissimo di patologie che emergono dopo i 50 anni di età, a seguito dei tanti anni trascorsi dietro la cattedra. Bisogna poi condannare con il massimo rigore tutte le forme di aggressione prodotte verso i docenti pubblici ufficiali. Per quanto riguarda la previdenza, è ovvio che una riforma non strutturale come quella che sta andando ad approvare l’attuale governo giallo-verde non può bastare. Sugli stipendi, il Ministero della Funzione Pubblica, ma anche quello del Mef, devono voltare pagina, riconoscendo prima di tutto il recupero dell'inflazione che si è andata ad accumulare durante gli anni del blocco contrattuale e prendendo come esempio quanto è avvenuto nel settore privato, dove si sono registrati aumenti persino superiori.

 

 

Tra febbraio e marzo, sui maestri con diploma conseguito prima del 2002 si esprimeranno il Consiglio di Stato, ancora in plenaria, e poi la Cassazione. Si è giunti a questo ulteriore doppio snodo dopo l’impugnazione della sentenza negativa del Consiglio di Stato del 20 dicembre 2017. Le motivazioni, legate evidentemente ad un problema reale, toccano in modo argomentato più punti della questione: dall’eccesso di potere giurisdizionale al difetto assoluto di giurisdizione, fino alla violazione della Costituzione e della Cedu. Marcello Pacifico (Anief-Cisal) chiede un intervento urgente del Parlamento per risolvere politicamente una questione dal travagliato iter giudiziario: dopo sette sentenze passate in giudicato del Consiglio di Stato, una dell’Adunanza plenaria dal tenore contrario, cresce infatti l’attesa per questo nuovo giudizio della stessa Plenaria sulla validità degli atti presupposti ai decreti di scioglimento della riserva della GaE, in virtù di atti dichiarati illegittimi, il 20 febbraio, e del possibile annullamento della sentenza da parte della Corte di Cassazione, il 12 marzo.

 

 

Anief avvia otto ricorsi, poiché non reputa legittimi i limiti imposti dal Miur attraverso il bando di concorso per Dsga. Il sindacato invita i precari estromessi a inviare la domanda cartacea predisposta da Anief e ad aderire allo specifico ricorso: è necessario presentare all'USR di proprio interesse la domanda entro il 28 gennaio 2019. Anief ricorre per l’accesso con 3 anni di servizio da 180 giorni o al 30 giugno svolto come facente funzione o in sostituzione.

Per ulteriori informazioni, clicca qui. 

 

Per la didattica speciale, rivolta agli alunni disabili, ora c’è pure il mistero dei fondi scomparsi nella tabella allegata all’ultima legge di stabilità: -1,1 miliardi dal 2020, per far quadrare i conti con l’Europa, rispetto ai 5 miliardi garantiti soltanto per l’a.s. 2018/2019 per pagare gli stipendi ai 65 mila precari, il 40% dell’organico complessivo attivato che senza copertura finanziaria lascerebbe 90 mila studenti con handicap certificato senza insegnante, la metà con disabilità intellettiva. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): non mancano gli insegnanti ma la volontà politica di assumere il personale qualificato.

 

 

Anief ricorre, con otto ricorsi, contro il bando del concorso per Dsga, per permettere agli Ata esclusi di partecipare. Infatti, secondo il giovane sindacato, i precari lasciati fuori dal concorso devono inviare la domanda cartacea predisposta da Anief e aderire allo specifico ricorso: è necessario presentare all'USR di proprio interesse la domanda entro il 28 gennaio 2019. Anief ricorre per l’accesso con 2 anni di servizio svolto come facente funzione. Per ulteriori informazioni, clicca qui.

 

L'Ipotesi di contratto integrativo che regolerà la mobilità territoriale e professionale per i prossimi 3 anni scolastici, ancora una volta, nulla prevede riguardo le procedure per effettuare i cosiddetti “passaggi verticali” per il personale Ata di ruolo interessato alla mobilità professionale tra aree diverse.

 

 

Per i tanti dipendenti che attendono notizie precise sull’anticipo pensionistico sono giorni cruciali: la legge di bilancio è stata approvata, le risorse sono state stanziate, entro una decina di giorni si attende il decreto che disciplinerà l’anticipo per andare in pensione anche a 62 anni, quindi cinque anni prima rispetto all’attuale uscita. Il problema è che non si tratta di una revisione della legge Fornero. Serve, quindi, una legislazione specifica per la categoria. Perché il lavoro svolto dai maestri della scuola dell'infanzia, inseriti nell’Ape social, non è più gravoso di quello portato avanti negli altri ordini di scuola: ad essere usurante è tutta la professione dell’insegnamento, a qualsiasi livello. Inoltre, i docenti italiani sono sempre più avanti negli anni: nell’80% dei casi hanno oltre 50 anni di età. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il mero turn over non serve a cambiare le cose; se vanno via in 15 mila, come quest’anno, e rimangono in servizio oltre mezzo milione di ultracinquantenni, è chiaro che la tendenza sarà sempre quella di ritrovarsi con degli insegnanti stanchi e invecchiati.

Sull’autonomia e regionalizzazione del Veneto “stiamo lavorando al massimo della forza per ottenere il risultato il prima possibile”: il disegno di legge “è andato in Consiglio dei Ministri prima di Natale, come avevamo detto. Nei prossimi giorni ci sarà un incontro sui punti risolutivi su una serie di punti”. A dirlo è stato il vice-premier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio che nell’occasione si è sbilanciato anche sui tempi di attuazione del progetto: nel mese di febbraio, aggiunge il ministro, “deve essere pronto il documento che poi il presidente del Consiglio deve discutere con i presidenti delle Regioni”. Qualche giorno fa, invece, l’on. pentastellato Luigi Gallo, presidente della VII Commissione alla Camera, aveva detto che il progetto di autonomia “il M5S non lo farà. Ha costruito la sua identità sulla capacità di ridurre la scandalosa forbice di ricchezza che esiste tra cittadini, territori e regioni. È questa la vera chiave di un nuovo sviluppo”. Anief ricorda che non si tratta di una sperimentazione una tantum: il primo partito di governo deve uscire allo scoperto. Secondo il suo presidente Marcello Pacifico, i giudici hanno sempre detto no ad un modello del genere, perché palesemente incostituzionale. Quello che serve per risolvere i tanti problemi di gestione scolastica non è l’autonomia regionale, ma l’adozione di organici differenziati, sulla base delle esigenze territoriali, l’incremento dell’occupazione e dei livelli di istruzione, soprattutto al Sud, la riduzione dei tassi di abbandono. La regionalizzazione non farebbe altro che elevare il ritardo attuale di alcune regioni.

 

 

Fare scherzi pesanti e schiamazzi in classe comporta il reato di interruzione di pubblico servizio: l’ipotesi è stata condotta dalla Procura della Repubblica di Belluno, dopo che la scorsa primavera un gruppo di studenti di un istituto tecnico di Feltre, nel bellunese, ha vessato un'insegnante di chimica. La docente, esasperata, aveva chiamato la polizia. Così gli agenti erano entrati in classe, avviando gli accertamenti e individuando una decina di presunti responsabili, tutti intorno ai 16 anni di età (raggiunti anche da una sospensione di alcuni giorni). I giovani sono stati interrogati dal magistrato pochi giorni prima di Natale. L'insegnante è stata nel frattempo trasferita ad un un’altra scuola. Secondo Marcello Pacifico (Anief-Cisal) attuare azioni persecutorie, scherzi stupidi, non permettendo lo svolgimento della lezione, in questo caso di laboratorio, rientra in un’azione da condannare senza se e senza ma. È un vero e proprio profilo penale da percorrere sino in fondo. Avere 16 anni non significa avere la licenza di fare quel che si vuole, soprattutto a scuola.

 

 

Anief ricorre contro i vincoli imposti dal Miur e avvia otto ricorsi per gli Ata non ammessi dal bando; infatti, secondo l’Ufficio Legale del sindacato, i precari esclusi dal concorso, pur se in possesso delle 3 annualità di servizio come facente funzione Dsga, devono procedere inviando prontamente la domanda cartacea predisposta da Anief e aderire allo specifico ricorso. È necessario presentare all'USR di proprio interesse la domanda entro il 28 gennaio 2019. Anief attiva il ricorso, presso il Tar del Lazio, per accedere al concorso Dsga con 3 anni di servizio da 180 giorni o al 30/06 svolto come facente funzione o in sostituzione. Per ulteriori informazioni, clicca qui.

 

 

L’Inps, con la pubblicazione della circolare n. 122 del 27/12/2018, descrive le modalità applicative della rivalutazione dei trattamenti pensionistici e assistenziali per l’anno 2019. Riguarda la perequazione, cioè quel meccanismo attraverso il quale l'importo delle prestazioni indicate viene adeguato all'aumento del costo della vita secondo gli indici Istat. La rivalutazione è stata effettuata sulla base del Decreto pubblicato in G.U. il 16 novembre 2018 n. 275, dove viene stabilito il valore della variazione percentuale relativa all’aumento della perequazione. Inoltre verrà emessa una seconda circolare, dove saranno indicate le modifiche prodotte dalla pubblicazione della nuova Legge di Bilancio 2019 e le relative modalità di applicazione. Chiedi una consulenza personalizzata a Cedan, contattando la sede più vicina

 

Sempre al centro dell’opinione pubblica, del dibattito parlamentare, l’azione politica del giovane sindacato che tutela i dirigenti scolastici, sempre presenti ai suoi incontri formativi e sensibili alle azioni di protesta. Le diffide hanno prodotto la restituzione delle somme errate sottratte ai DS siciliani e l’avvio della parziale perequazione della retribuzione di posizione; i ricorsi hanno aperto le presidenze delle commissioni della scuola secondaria. Presentato l’AC 1114 (Villani) sulla responsabilità del dirigente scolastico nella sicurezza delle scuole e tanti emendamenti alle proposte del Governo. Accolta la richiesta della semplificazione delle procedure di immissioni in ruolo dei vincitori del concorso 2017 nel decreto semplificazioni.

 

© 2014 - ANIEF - Associazione Sindacale Professionale - P.I. 97232940821 -Credits - Privacy - CookieRiconsidera Cookie