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Slitta di alcune settimane l’adunanza plenaria del Consiglio di Stato sulla licenza dei diplomati magistrali prima del 2002 di stare o meno nelle GaE: i giudici di Palazzo Spada hanno fatto sapere che l’udienza pubblica si svolgerà il 20 febbraio 2019, perché, hanno scritto nella doppia ordinanza cautelare depositata ieri pomeriggio, “l’eventuale revisione del principio di diritto enunciato dalla sentenza dell’Adunanza plenaria n. 11 del 2017 richiede un adeguato approfondimento in sede di merito”. Il rinvio è stato deciso, in camera di consiglio, presieduta da Filippo Patroni Griffi, dopo che gli stessi giudici hanno appurato “che tutte le parti, anche quelle intervenienti, hanno, comunque, pienamente esercitato il diritto di difesa, depositando articolate memorie difensive ed esponendo le proprie ragioni anche nel corso della discussione orale”. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): il Collegio del Consiglio di Stato ha preso atto della serietà dei temi sollevati dalla nuova ordinanza all'adunanza plenaria. Quella presa a Palazzo Spada è una decisione che, a nostro parere, potrebbe rimettere tutto in discussione.

 

 

Udir conferma che l’equiparazione dei 9 mila euro di differenza tra la retribuzione di posizione parte fissa tra le diverse aree della dirigenza confluita nell'area dell'istruzione e della ricerca avverrà dal 2020. Resta confermato pertanto il ricorso contro questo accordo che non sana la disparità su questa voce di stipendio dal 2016. 

 

Così come abbiamo già anticipato, l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, con ordinanza depositata questo pomeriggio, ha ritenuto che l’eventuale revisione del principio di diritto enunciato dalla sentenza dell’Adunanza plenaria n. 11 del 2017 richieda un adeguato approfondimento in sede di merito, per la discussione del quale è stata fissata sin da ora l’udienza pubblica del 20 febbraio 2019.

 

Nelle more fino a quella data, in attesa del nuovo giudicato, non saranno concessi ulteriori provvedimenti cautelari per l’inserimento nelle GaE di nuovi ricorrenti. Per Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “il Collegio ha preso atto della serietà dei temi sollevati dalla nuova ordinanza all'adunanza plenaria, mentre rimane pendente il reclamo collettivo al Consiglio d'Europa e il ricorso alla Cassazione per l'annullamento della stessa sentenza 11/17 della Plenaria. Attendiamo fiduciosi”.

 

Facendo seguito alle tante richieste ricevute, l'Anief proroga le adesioni ai ricorsi rivolti a tutto il personale illegittimamente escluso dalla partecipazione al concorso straordinario per la scuola primaria e infanzia. L'adesione è possibile solo per quei docenti che hanno comunque inviato il modello cartaceo di partecipazione al concorso entro il termine perentorio fissato dal Ministero dell'Istruzione per la presentazione delle domande: 12 dicembre 2018.

 

 

Nel giorno dell’anniversario della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dei Diritti delle persone con disabilità, Anief denuncia che quest’anno sono state assegnate non meno di 60 mila supplenze su sostegno in deroga. Con l’aggravante che la metà di quei posti si poteva destinare a docenti specializzati e pronti per essere assunti, anziché relegati nelle graduatorie d’istituto per fare i supplenti a vita. Marcello Pacifico (Anief- Cisal): Considerando che almeno il 30-40% dei docenti opera su due o più alunni, sono almeno 100 mila gli alunni costretti a subire le conseguenze nefaste di leggi create ad arte per far risparmiare lo Stato sulla pelle dei più bisognosi. Quando si parla di disabili e delle loro continue esclusioni sociali e di discriminazione è bene sapere che è la stessa scuola ad alimentare certe ingiustizie.

Per questi motivi, Anief rilancia l’iniziativa legale gratuita Sostegno, non un'ora di meno!, che solo lo scorso anno ha prodotto oltre cento cause vinte, con altrettanti alunni che si sono visti assegnare le ore settimanali previste e le famiglie risarcite. Infine, l’Anief ha predisposto per la Legge di Stabilità un emendamento ad hoc, al Senato, per stabilizzare il personale docente specializzato sul sostegno precario su tutti i posti in deroga per due anni scolastici consecutivi.

 

 

Le notizie sull’anticipo pensionistico in via di approvazione provengono da uno degli esponenti maggiori del Ministero del Lavoro, il sottosegretario Claudio Durigon (Lega), il quale parla di “misura non strutturale” e riduzione del numero di lavoratori beneficiari inizialmente previsti. I ritardi per il via libera al decreto, inoltre, mal si conciliano con i tempi della scuola: avviare la macchina di quota 100 nel 2019 inoltrato equivale a dire che i lavoratori della scuola non potranno lasciare il servizio il prossimo mese di settembre, unica “finestra” possibile per chi lavora a scuola, ma solo alla fine dell’estate successiva. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Sarebbe una beffa cosmica, perché mentre in Europa si continua ad andare via dalla scuola a 63 anni, senza penalizzazione, noi continuiamo a trattare i nostri insegnanti come dei ‘paria’. Come se non svolgessero una professione a rischio burnout e come se la categoria fosse tra le più giovani al mondo, anziché la più vecchia. Noi però non ci rassegniamo: nel ddl sulla Legge di Stabilità, abbiamo chiesto alle commissioni di competenza l’estensione del carattere gravoso per tutti i docenti e l’accesso alla pensione con i requisiti precedenti alla legge “Fornero”.

 

 

Tornano le aggressioni gratuite verso gli insegnanti da parte di genitori “inviperiti” per le valutazioni o i giudizi negativi espressi nei confronti dei figli. A far scattare l’allarme sono alcuni nuovi episodi di violenza messi in atto negli ultimi giorni: tre aggressioni, a due docenti e uno studente minorenne, registrate in Sicilia, Puglia e Piemonte. Questi fatti, secondo l’Ansa, hanno un comune denominatore: “poco educato il figlio, violento il padre, come dire talis pater, talis filius”. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): l’istituzione scolastica non è strutturata e creata per combattere certi crimini. È bene, tuttavia, che si ricordi sempre che secondo la Cassazione un insegnante della scuola statale riveste il ruolo di pubblico ufficiale. Colpirlo, costringerlo alle cure dell’ospedale, è un comportamento vigliacco e sempre sanzionabile. Per questo va denunciato in modo sistematico alla polizia giudiziaria che provvederà a verificare la consistenza delle accuse e se vi sono dei profili penali da percorrere.

 

 

La fine degli appalti di pulizie nelle scuole porterà all’internalizzazione dei servizi e all’assunzione di 12.000 lavoratori socialmente utili nel ruolo di collaboratori scolastici: la novità è contenuta nel secondo pacchetto di emendamenti alla Legge di Bilancio, già approvato alla Camera. La norma, ora all’esame del Senato, è in continuità con quanto disposto dall'ultima legge di bilancio 2015/17: oltre a confermare l'immissione in ruolo dei precari con contratto co.co.co. di Palermo, prevede la fine dell'esternalizzazione dei servizi e il passaggio nei ruoli dello Stato dopo anni di abusi. 

Il problema però rimane per diverse migliaia di Ata, i collaboratori scolastici e gli assistenti tecnici e amministrativi che operano direttamente per lo Stato, che da anni prestano servizio, ma non sono stati mai assunti, eludendo in questo modo anche la stabilizzazione automatica prevista nei Paesi membri dell’Ue per chi ha svolto oltre 36 mesi su posto libero. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Perché si adottano due pesi e due misure, lo dovrebbe spiegare l'on. Luigi Gallo (M5S), dopo che il Governo Letta scoprì nel 2013 che questo servizio costava allo Stato il doppio di quanto richiesto con l’utilizzo del personale interno. Anief ha presentato in Senato un emendamento per stabilizzare anche tutti gli Ata precari. E la spiegazione dovrebbe ancor più urgere dopo la sentenza Sciotto della Corte di Giustizia Europea che autorizza la stabilizzazione del personale assunto a tempo determinato nella PA, la Sentenza Mascolo che affronta il problema dei docenti e la sentenza Sibilio che nega proprio la stabilizzazione degli LSU.

 

L’Inps, con il messaggio n. 4569/2018, del 6 dicembre 2018, ha ricordato a chi percepisce il Bonus Bebè la scadenza per rinnovare l’Isee 2018 utile alla verifica annuale del reddito, in modo da poter avanzare l’erogazione delle mensilità riferite all’anno corrente dell’assegno di natalità di cui all’articolo 1, commi da 125 a 129, della legge n. 190/2014. Chiedi una consulenza personalizzata a Cedan.

 

Per sollecitare la pubblicazione delle graduatorie di merito, entro il 31 dicembre, e quindi consentire la scelta dell’Ambito Territoriale utile all’ammissione al terzo anno del FIT dei numerosi partecipanti al Concorso 2018, la presidentessa Anief Veneto, Rita Fusinato, ha inviato una diffida all’Ufficio scolastico regionale. La pubblicazione del decreto n. 631.25-09-2018 prevede che “per garantire il recupero delle facoltà assunzionali per l'anno scolastico 2018/19 nel caso di incapienza delle graduatorie del concorso bandito 2016 e GaE, graduatorie ad esaurimento, gli aspiranti utilmente collocati a pieno titolo nelle graduatorie di merito del concorso bandito con DDG 1 febbraio 2018, n. 85 approvate entro il termine del 31 dicembre 2018 e in posizione utile rispetto ai posti residuati dalle operazioni di immissione in ruolo, effettuano la scelta degli ambiti territoriali”.

 

 

Uno su quattro ha prestato servizio non riconosciuto come titolo di accesso valido al concorso nelle scuole paritarie che coprono il 75 % dell'utenza in fascia prescolare; altri chiedono la valutazione dell'anno in corso tra gli undici ricorsi attivati da Anief. Mentre in quasi 2 mila chiedono con Radamante di accedere al ricorso per far ammettere i diplomati magistrale senza i due anni di servizio, hanno aderito a quello per far partecipare gli specializzati sostegno senza i due anni di servizio e agli altri ricorsi promossi dall’associazione europea. 

Per aderire ai ricorsi promossi da Anief o Radamante vai ai seguenti link. Si ricorda che il termine ultimo per l’invio della domanda è domani 12 dicembre.

 

Ma Anief protesta per il mancato adeguamento degli stipendi all'inflazione previsionale nel triennio come dell'indicizzazione dell'indennità di vacanza contrattuale dopo il blocco decennale. Gli stipendi del personale della scuola, infatti, rimangono sganciati dagli aumenti avuti nel settore privato di ben tre volte, ed è pronto un nuovo contenzioso presso il tribunale del lavoro mentre in Senato il sindacato chiede il salario minimo della cittadinanza attiva.

La legge di bilancio, approvata alla Camera e in attesa del passaggio al Senato, ha stanziato i fondi per il rinnovo del CCNL relativo al triennio 2019-2021, per la copertura dell’elemento perequativo dal 1° gennaio 2019 e per la cosiddetta indennità di vacanza contrattuale in attesa del predetto rinnovo. Ma cosa significa tutto questo in termini pratici? Quanti soldi si devono aspettare i dipendenti pubblici con l’affacciarsi del nuovo anno? Tolte le somme utili a coprire l’elemento perequativo, per non far perdere terreno agli stipendi, gli 8 euro medi di indennità di vacanza contrattuale da aprile 2019, più altri 5-6 euro da luglio, per gli aumenti veri rimarrà ben poco, mentre a regime altri 12 euro potrebbero essere dati se si firma il rinnovo del contratto. Nel 2021 si potrà arrivare al massimo a 40 euro lordi. Cifre che non ce la faranno a pareggiare i 12-14 punti d’inflazione registrata in dieci anni. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Se si considera che negli ultimi tre anni i lavoratori statali hanno percepito solo il 5% complessivo di incrementi, accordati dai sindacati rappresentativi con l’Aran, l’attuale 1,9% complessivo di aumento finanziato dal governo lascia di fatto gli stipendi dei dipendenti pubblici una spanna sotto quelli del comparto privato. L’unica soluzione rimane il salario minimo di cittadinanza richiesto da Anief con un emendamento specifico al testo dell'esame del Senato.

Nel frattempo, il sindacato invita a presentare ricorso per il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale nel periodo 2015-2018, in modo da far recuperare a docenti e Ata almeno il 50% del tasso IPCA non aggiornato dal settembre 2015. Delle cifre importanti, non gli “spiccioli” in arrivo nel 2019.

 

 

Domani ultimo gorno per presentare la domanda: il giovane sindacato avvia il ricorso, presso il Tar del Lazio, per ottenere la valutazione del servizio di insegnamento dell’anno scolastico 2018/19 ai fini dell’accesso al concorso riservato agli abilitati per la scuola primaria e infanzia, e relativi posti di sostegno, se il servizio, che consta di 180 giorni, viene raggiunto dopo la scadenza della presentazione della domanda, fissata per il 12 dicembre.

Aderisci al ricorso e invia il modello cartaceo entro DOMANI.

 

Il Ministro dell’Istruzione incontra il Garante per l’infanzia. Poi si rivolge al corpo docente e alle scuole, preannunciando una posizione ufficiale sull’eccesso di carico di lavoro che viene richiesto agli alunni fuori scuola, perché “in un momento di riposo degli studenti e delle famiglie, vengano diminuiti i compiti durante le vacanze natalizie”. La circolare arriverà dopo i numeri impietosi sul basso investimento degli ultimi Governi italiani, di ogni colore, nel settore della Conoscenza che abbraccia Università, Istruzione e Ricerca. 

Replica di Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Certo si potrebbe anche abolire il valore legale del titolo di studio e perché no interrogazioni e verifiche. Magari si potrebbe fare tutto da casa? Ma allora perché non si comincia ad abolire l'Invalsi? Il Ministro farebbe bene a risolvere i problemi della scuola a partire dal precariato e dalla continuità didattica, dal rispetto per una professione che sembra non avere più il diritto di dover persino assegnare dei compiti per esercitare e valutare i suoi studenti, senza parlare della libertà di insegnamento che vede un'ingerenza dal forte sapore di propaganda politica che fatta da un dirigente scolastico, ex provveditore, suona pure amara”.

 

 

Tra le misure richieste negli emendamenti la piena perequazione della retribuzione di posizione parte fissa dello stipendio entro il 2018, il ripristino del versamento della RIA dei presidi in quiescenza nel FUN, la semplificazione delle procedure di assunzione del nuovo concorso, l’ammissione dei ricorrenti 2011 e dei presidi incaricati a un nuovo corso riservato, la riscrittura delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e la responsabilità del DS. Stipendi adeguati all’inflazione e nessun impatto della valutazione del portfolio sulla retribuzione di risultato. Scarica il testo che è stato inviato ai Senatore della V Commissione Bilancio. 

 

 

Stamattina a Pavia e a Cremona si è superato il limite: invece di stringersi attorno alle vittime di Corinaldo, dove è scoppiato il panico nella discoteca stracolma di giovani, qualche studente si è divertito a mettere in atto delle bravate prive di significato ma molto pericolose per la salute altrui, sprigionando in entrambi i casi nell’aria dello spray al peperoncino. Secondo Marcello Pacifico (Anief-Cisal), se non si prendono seri provvedimenti nei luoghi in cui bisogna formare i cittadini del domani, specie dopo tragedie che hanno portato la morte di diversi nostri giovani anche per incuranza del rispetto delle regole, allora non ci siamo proprio. Serve, ora più che mai, una risposta chiara, semplice e immediata al di là degli eventuali reati possibili da inserire nel registro degli indagati. Le scuole si adoperino per individuare gli studenti colpevoli e immaturi: vanno espulsi con immediatezza dalle loro scuola, anche per evitare lo svilupparsi di un possibile e pericoloso effetto a catena.

 

 

Presentati ancora altri cento emendamenti per avere una scuola più equa, giusta e solidale. Scarica il testo che è stato inviato ai Senatore della V e VII Commissione. 

Il governo incassa la fiducia con 330 sì, 291 no e un astenuto ed approva il testo del maxiemendamento il cui esame passa alla V Commissione di Palazzo Madama: il testo è dunque quello che si è formato con gli emendamenti approvati in commissione alla Camera. Ci sono una serie di modifiche importanti rispetto al Ddl originario del Governo, ma ben poche riguardano la scuola. Tra gli emendamenti più importanti del giovane sindacato figurano quota 96 senza svantaggi, Ape social per tutti gli insegnanti , riscatto gratuito della laurea, stabilizzazione dei precari con 36 mesi, l’addio alle classi pollaio e ai posti in deroga su sostegno, la riapertura delle GaE, la conferma dei diplomati magistrale in ruolo, il via libera al doppio canale di reclutamento dalle graduatorie d’istituto, il tempo pieno al Sud, il ritorno ai moduli nella scuola primaria con il maestro specialista in inglese, il ripristino dei corsi abilitanti per i docenti di ruolo, l’introduzione del diritto nella scuola secondaria, l’obbligo scolastico fino a 18 anni, l’aggiornamento dell'indennità di vacanza contrattuale e la parità di trattamento tra personale di ruolo e precario con l’introduzione della ricostruzione di carriera comprendente tutti i periodi di supplenza, l’inquadramento dei ricercatori a tempo indeterminato. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, annuncia che, assieme a Cisal, chiederà di essere ascoltato dalla V Commissione Bilancio del Senato.

 

 

I numeri sullo stato di cultura degli italiani sono impietosi: gli ultimi ad essere stati diffusi sono collocati all’interno del capitolo «La società italiana al 2018» del 52° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese che, a livello generale, definisce l’Italia “preda di un sovranismo psichico”. Nello specifico, se si guarda alla formazione dei suoi cittadini, il risultato continua ad essere quello di un territorio, la nostro Penisola, dove si spende in istruzione e formazione il 3,9% del Pil, contro una media europea del 4,7%. Preoccupa anche l’alto numero di alunni che lascia anzitempo i percorsi di istruzione nel 2017: riguardano il 14% dei giovani 18-24enni, contro una media Ue del 10,6%. Chi arriva alla laurea? Nella fascia 30-34 anni siamo passati appena dal 23,9% al 26,9%, ma nello stesso periodo la media Ue è salita dal 37,9% al 39,9%. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Occorre incrementare gli investimenti, focalizzare la spesa sull’orientamento post-diploma, a partire delle zone territoriali meno avvantaggiate. Ed assorbire nei ruoli tutto il precariato che caratterizza oggi l’insegnamento accademico. Solo pochi giorni fa è emerso che in Italia solo un dottore di ricerca su dieci lavora come professore accademico o ricercatore universitario. Per questo motivo, abbiamo chiesto per l’ambito universitario, nel testo della legge di Stabilità, di ripartire dalla stabilizzazione dei ricercatori.

 

 

C’è tempo fino a mercoledì 12 dicembre per partecipare: il giovane sindacato rilancia il ricorso, al Tar Lazio, avverso l’esclusione del servizio prestato nelle scuole paritarie per il conteggio delle due annualità utili per l’accesso al concorso riservato 2018 per la scuola Primaria e infanzia. Può ricorrere chi ha prestato servizio in scuola paritaria sulla stessa classe di concorso 24 mesi, anche non continuativi.
 
Aderisci al ricorso e invia il modello cartaceo predisposto dall'Ufficio Legale Anief. Il termine scade  mercoledì 12 dicembre.

La possibilità di partecipazione al concorso termina tra due giorni: il bando è ritenuto illegittimo da parte dell’ufficio legale ANIEF nella misura in cui cerca di estromettere una copiosa fetta di abilitati, escludendo ingiustamente degli insegnati che vorrebbero prendervi parte. Per inviare il modello cartaceo c’è tempo fino a mercoledì 12 dicembre.

 

 

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