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In arrivo una nuova organizzazione di reclutamento: il titolo richiesto sarà la laurea, le selezioni saranno bandite solo per le classi di concorso e nelle regioni in cui vi sia necessità. E i vincitori non potranno partecipare alla mobilità per cinque anni. A queste condizioni, migliaia di precari sono pronti a citare lo Stato italiano in tribunale per l'abuso dei contratti a termine: l’unica soluzione per uscire dal tunnel dei ricorsi è la riapertura delle GaE e l'assunzione su tutti i posti vacanti e disponibili. E sul vincolo quinquennale, sarà battaglia legale, annuncia Anief.

 

 

Oggi una delegazione della confederazione sindacale ha presentato una memoria all’XI Commissione del Senato commentando gli interventi da apportare attraverso il decreto Concretezza, collegato alla legge di Stabilità, il DDL S. 920: nelle proposte si parla, tra l’altro, di riconoscere il servizio per intero nelle ricostruzioni di carriera, eliminare l'Istituto della temporizzazione, ripristinare il primo gradino stipendiale per i neo-assunti dopo il 2011, garantire la parità di trattamento economica tra personale di ruolo e precario. Si tratta di provvedimenti centrali, da approvare con urgenza. Ancora di più perché nel decreto non si intende ancora una volta del gap stipendiale subito dai dipendenti pubblici negli ultimi dieci anni. A differenza del settore privato, dove invece, anche nel corso della crisi economica, sono stati sottoscritti contratti per aumenti superiori al 20% rispetto all'incremento del costo della vita pari al 12-14%. Ecco perché i sindacati dicono che a queste condizioni non vogliono trattare il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, che, sulla base alle risorse stanziate con il DEF della stessa manovra di fine anno, prevede non più di 17 euro netti di aumento a dipendente pubblico.

 

 

La cifra ridicola non riallinea affatto gli stipendi dei dipendenti pubblici al tasso di inflazione reale certificato dall’Istituto nazionale di statistica, che risulta cresciuto di ben 12-14 punti negli ultimi dieci anni rispetto ai compensi mensili. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): sommando il 5% complessivo di incrementi dell’ultimo triennio e l’attuale 1,3% di aumento finanziato dal governo, il gap che c’è oggi tra gli stipendi dei dipendenti pubblici rispetto al costo della vita rimane davvero troppo ampio. Nelle scorse settimane, Anief ha cercato di far allineare il salario minimo al tasso annuo di inflazione reale chiedendo l’approvazione di specifici emendamenti alla Legge di Stabilità. Ora, però, appurato che le richieste di modifica non hanno superato il vaglio delle commissioni della Camera, il giovane sindacato ribadisce la necessità di presentare ricorso per il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale nel periodo 2015-2018, in modo da far recuperare a docenti e Ata almeno il 50% del tasso IPCA non aggiornato dal settembre 2015.

 

 

Il giovane sindacato autonomo è pronto a chiedere un atto ispettivo alla Corte dei Conti per valutare le responsabilità sia del Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti sulla gestione delle graduatorie utili per il reclutamento del personale sia dei direttori degli Uffici scolastici regionali sull'attivazione dei posti in deroga richiesti dalle scuole. Secondo Marcello Pacifico (Anief-Cisal) è inutile bandire corsi per formare 40 mila docenti quando poi non li si vuole assumere. Nel frattempo, continua l'iniziativa #nonunoradimeno per attivare con ricorso gratuito al Tar le ore non concesse in presenza di disabilità grave e certificata.

 

 

Salvo lo Stato che avrebbe dovuto sborsare 5 miliardi di arretrati. Per volontà dei sindacati firmatari dell'accordo del 1999, chi è stato assunto dopo il 2001 merita di essere trattato diversamente dai suoi colleghi e dai lavoratori del privato. Anief vigilerà sul recupero ai fini della liquidazione. Chi è in regime di TFS, invece, può ancora entro dicembre inviare la diffida o ricorrere in tribunale per recuperare il biennio 2011/12; trascorso tale termine gli arretrati andranno prescritti.

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 213/18 sottolinea come la parte negoziale (confederazioni rappresentative) abbia avuto un ruolo decisivo vent'anni fa nel mantenere il contributo per evitare una disparità di trattamento tra lavoratori assunti prima e dopo il 2000. Ricorda, inoltre, che è previsto un corrispondente incremento figurativo ai fini previdenziali del trattamento di fine rapporto: incremento che Anief si riserva di verificare nei ricorsi pendenti del personale andato in quiescenza. Lo studio legale del giovane sindacato rammenta che i dipendenti in servizio ed in regime di TFS devono, invece, presentare formale diffida entro la fine del 2018: in tal modo, potranno richiedere tale trattamento per il biennio 2011/2012. Mentre chi è andato in pensione può procedere direttamente alla richiesta del 2,69% per le due annualità, dopo aver ricevuto la liquidazione, aderendo al ricorso al seguente link.

 

 

Attualmente, invece, per chi subisce abusi è prevista solo la precedenza nel caso si partecipi alla mobilità per cambiare comparto. La strada è stata tracciata dal Presidente Sergio Mattarella, che proprio oggi ha chiesto pubblicamente di “favorire le condizioni migliori per superare” il fenomeno che non si attenua “soprattutto negli ambienti - come quello lavorativo - dove risulta più difficile”. Marcello Pacifico (Anief-Cisal) ricorda che il sindacato ha inserito nella propria piattaforma programmatica un punto specifico sulle donne insegnanti, amministrative, tecniche, collaboratrici scolastiche e Dsga, perché possano godere di una precedenza ad hoc nell’assegnazione dei trasferimenti, delle utilizzazioni e delle assegnazioni provvisorie.

 

 

Probabilmente il 28 novembre si firmerà il contratto: i sindacati rappresentativi continuano a tacere sulla retribuzione variabile e accessoria, mentre Udir ritiene che si debba ottenere almeno il minimo sindacale con il recupero degli 8 mila euro della perequazione esterna già dal 2016 e della RIA dei presidi andati in quiescenza dal 1 settembre 2012. Ridicoli anche gli aumenti, meno della metà dell'inflazione cresciuta durante il blocco contrattuale, mentre permane l'obbligo della sbagliata valutazione del portfolio. Per il giovane sindacato non ci sono le condizioni per firmare. In questi giorni Udir ha predisposto una piattaforma per il rinnovo del CCNL 2016/18 in dieci punti. Di seguito, riportiamo l’attenta analisi del DS Pietro Perziani, esperto conoscitore ed estensore del primo contratto della dirigenza scolastica, impegnato tra l’altro come formatore, in questi mesi, nelle giornate di studio organizzate da Udir. Sarà presente a Verona(scheda di adesione) e a Rende (scheda di adesione). Per partecipare inviare la scheda all’indirizzo  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

 

 

 

Il nuovo CCNL non cambia la Tabella A allegata al CCNL del 29/11/2007 che prevede, per il personale ATA ben due profili dell'Area C (rispettivamente per gli Assistenti Amministrativi e per gli Assistenti Tecnici) e uno dell'Area As (Servizi Scolastici) che ad oggi non sono mai stati attivati né previsti negli organici dal Ministero dell'Istruzione. Per questo motivo, l'Anief impugna al TAR Lazio il decreto interministeriale sugli organici del 22 giugno. Adesioni al seguente link entro il 15 dicembre. Se accolto, 25 anni dopo l'istituzione dei relativi profili, il Miur dovrà attivare altri 20 mila posti in organico di diritto per il personale ATA. Lo studio legale di Anief intende chiedere per i ricorrenti l'accertamento dell'obbligo dell'amministrazione di provvedere alla creazione di questi profili cui potrebbero accedere, per gli specifici profili dell'Area C, gli assistenti amministrativi o tecnici di ruolo con almeno 5 anni di servizio a tempo indeterminato e per il profilo As – Servizi Scolastici i collaboratori scolastici di ruolo.

 

 

Il bando, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, tra i requisiti per la partecipazione al concorso ascrive due anni di servizio presso la scuola statale. Tale elemento estromette una buona parte di abilitati che si vede sfumare la possibilità di accedere a un canale straordinario. Anief ha attivato il ricorso per ammettere al concorso coloro che sono in possesso della laurea in Scienze della Formazione Primaria, con un solo anno (o nessuno) di servizio in scuola statale.

 

 

Dopo l'illegittimo blocco quinquennale, il Miur vorrebbe ora limitare il trasferimento degli insegnanti di sostegno su posto comune, così da garantire la continuità didattica. Ma per ottenere lo stesso risultato non servono norme punitive: basterebbe stabilizzare i precari sui 40 mila posti in deroga, affidati annualmente a supplenze, e riaprire le GaE ai tanti docenti specializzati dalle università a numero chiuso. In modo anche da superare la moria delle cattedre vuote. Anief è pronta a impugnare l'eventuale decisione in tribunale: occorre dare incentivi e non punire chi sceglie di portare avanti questa difficile e delicata professione.

 

 

Opera di lobbying, informazione, consultazione e dialogo con la Commissione Ue e le autorità nazionale, ricorsi giurisdizionali in tutte le corti europei e italiane per scrivere una Carta dei professionisti dell'educazione, armonizzare reclutamento, progressione di carriera e pensione, diffondere i valori della cittadinanza dell'Unione improntati al rispetto del diritto e del lavoro, alla giustizia sociale: sono alcune delle sfide lanciate durante la tavola rotonda nel giorno conclusivo del convegno Cesi Accademia Europa su Horizon 2025 dal titolo “Professionisti e sindacati dell’istruzione: orizzonte 2025”: la Cesi è pronta a fornire il suo contributo sul Manifesto degli insegnanti.

 

Il giovane sindacato Udir si è sempre battuto affinché la Sicurezza sia presente nelle nostre scuole: lo ha fatto battendosi e lanciando appelli a chi di competenza. Da sempre è uno dei punti cardini della sua battaglia: il dirigente scolastico ha il compito di garantire la sicurezza all’interno del proprio istituto, tutelando l’integrità psico-fisica dell’alunno e vigilando pure sui soggetti a cui è demandato il compito di garantire la sicurezza, adottando misure atte a prevenire eventuali rischi all’interno delle istituzioni scolastiche. Ma sulla persona del DS non possono ricadere  colpe di cui non ha responsabilità. Inoltre, il presidente nazionale Udir Marcello Pacifico ha chiesto anche che si approvi subito la proposta di legge C- 1114 Villani (M5S) per tutelare pure i dirigenti scolastici sulle scorta delle proposte elaborate dal giovane sindacato al testo unico sulla sicurezza.

 

 

La partecipazione al bando, che è in Gazzetta Ufficiale da due settimane circa ed estromette una copiosa fetta di abilitati, esclude ingiustamente degli insegnati che vorrebbero prendervi parte: tra essi coloro che hanno esercitato la professione in istituti non statali. Il giovane sindacato ha fatto partire un ricorso specifico, al Tar Lazio, avverso l’esclusione del servizio prestato nelle scuole paritarie per il computo dei due anni utili per l’accesso al concorso riservato 2018 per la scuola Primaria e infanzia.

 

 

Ha preso a Lisbona il via la due giorni di confronto tra “Professionisti e sindacati dell’istruzione: orizzonte 2025”, organizzato sotto l’egida dell’Unione Europea e moderato da Kerstin Born-Sirkel, collaboratore Senior presso l’European Policy Centre: tra i primi a prendere la parola è stato Peter Birch, coordinatore del servizio di analisi delle politiche e dei sistemi d’istruzione della Commissione europea, il quale ha denunciato il fatto che solo il 20% degli insegnanti europei ritiene il proprio profilo professionale adeguatamente valorizzato dalla società. In pratica, nel vecchio Continente la grande maggioranza degli insegnanti, di ogni ordine e grado, risulta sottostimata e sottopagata, oltre che di età avanzata. Soprattutto in alcuni Paesi, con l’Italia che fa da portabandiera: solo per rimanere all’età anagrafica, se in Portogallo il 38% dei docenti è over 50, nella nostra Penisola la percentuale quasi raddoppia arrivando al 60%. Quello del reclutamento è un problema serio, denuncia Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, alla vigilia del suo intervento fissato a chiusura del convegno in terra portoghese: a settembre ci ritroveremo con altri 100 mila posti da assegnare, pur avendo il personale già selezionato e pronto a subentrare.

 

In V Commissione della Camera si discuterà di servizio prestato con titolo di studio per accedere ai concorsi (58.1), corso riservato ai ricorrenti concorso dirigenti scolastici 2011-2015 (58.23), assegnazione di 300 presidi e Dsga nelle scuole sottodimensionate (58.10), assunzioni degli Itp vincitori del concorso 2016 (58.16), immissioni in ruolo educatori su posti vacanti (58.2), proroga al 1° settembre delle nuove norme sul decreto delegato 66/17 sull’inclusione scolastica (58.07). Dichiarati inammissibili gli altri emendamenti, comunque prossimi ad essere respinti. 

 

 

Per il giovane sindacato ne servirebbero altri 80 mila: la metà per il tempo pieno e gli altri per ritornare alla riforma ante Gelmini su insegnamento per moduli, con il docente specialista in lingua inglese, a cui aggiungere i maestri specializzati in educazione motoria. Non serve annunciare bei disegni di legge sui social se poi ci si infrange contro i paletti della legge di stabilità. Si creano aspettative inutili per famiglie, docenti e Ata, salvo poi scontrarsi con delusioni più cocenti. Basterebbe approvare gli emendamenti suggeriti da Anief e correlati dalle dovute copertura finanziarie, peraltro, in alcuni casi riprese proprio dalle proposte di legge già presentate. Mille posti in più per il tempo pieno sono pioggia nel deserto. 

Ora, con l’aumento proposto nella manovra dal primo partito di Governo, non basterebbero 20 anni per allargare il tempo pieno in tutti gli istituti primari d’Italia. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): dopo tanti annunci sul tempo pieno al Sud, rispetto ai 40 mila posti da attivare, pensarne soltanto, forse, mille significa non risolvere il problema degli organici, né dei gap dei numeri che penalizzano il Meridione su livelli di apprendimento, tasso di disoccupazione e abbandono scolastico, che in certe zone raggiunge quasi il 50%, vero preludio al triste e inarrestabile fenomeno dei Neet.

 

 

Ieri il presidente nazionale Anief prof Marcello Pacifico è intervenuto nel corso della trasmissione radiofonica Rai e ha risposto alle domande inerenti agli aumenti minimi accordati ai docenti e alla questione delle pensioni, riportando anche gli emendamenti che il giovane sindacato ha chiesto di presentare. 

Ascolta l’intervista al presidente nazionale Anief prof Marcello Pacifico dal minuto 06.30 a 07.50

Organici, reggenze, dimensionamento, concorsi riservati e ordinari, mobilità, formazione e bornout, sicurezza, valutazione, retribuzione e Fun, Ria e perequazione esterna: sono questi i temi affrontati dal giovane sindacato che ha messo la dirigenza della scuola, con la proposta di diversi emendamenti che ha chiesto di presentare all’Atto della Camera 1334 in discussione in questo momento presso la V Commissione Bilancio, al centro del dibattito parlamentare sulla nuova Legge di stabilità 2019 e che ora vuole mettere all'attenzione dei soggetti convocati al tavolo negoziale, dopo l'incontro della Confedir con il ministro Bongiorno in cui si è confrontato sull’aspetto della contrattazione nella pubblica amministrazione, nell’ottica di un incremento costante.

 

 

“Fa piacere venire a conoscenza dal Ministro dell’Istruzione che nei prossimi tre anni il Miur è intenzionato a specializzare sul sostegno 40 mila insegnanti abilitati, considerando che i posti vacanti sono ancora di più e destinati a crescere ulteriormente: tuttavia, ricordiamo al titolare dell’Istruzione italiana che ancora oggi ci sono 30 mila docenti abilitati e specializzati che non riescono ad essere assunti dallo Stato perché esclusi dall’ostinazione dell’amministrazione a non riaprire le GaE”: è il commento di Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, all’intenzione espressa pubblicamente dal Ministero dell’Istruzione di specializzare un elevato numero di docenti insegnanti. Per l’immediato sarebbe molto più utile dare seguito all’emendamento ispirato da Anief all’articolo 28 della Legge di Stabilità, in base al quale si ritiene necessario eliminare qualsiasi limite all’organico dei docenti di sostegno, adeguandone la consistenza, senza alcuna deroga, al rapporto uno a due per tutte le situazioni certificate di grave disabilità con i posti vacanti spostati, dopo due anni, in organico di diritto.

 

 

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