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Rispetto al testo approvato nell’emendamento presentato dai relatori sulla partecipazione al prossimo concorso di chi ha svolto la funzione di DS per due anni, l'opposizione (i senatori Roberto Berardi, Luigi Vitali, Antonio Iannone, Dario Damiani, Loredana De Petris, Vasco Errani, Pietro Grasso, Francesco Laforgia, Marco Marsilio, Alessandrina Lonardo) e la maggioranza (i senatori Alessandra Maiorino, Michela Montevecchi, Agnese Gallicchio, Marco Pellegrini) ripresentano in aula gli emendamenti Udir per la partecipazione dei ricorrenti 2011 a un nuovo corso riservato, e quelli per la semplificazione del lavoro delle segreterie sull'utilizzo delle risorse residue rimaste alle scuola, sulla sicurezza e la responsabilità dei dirigenti scolastici e sulla valutazione.

                                         

 

Sull’aggiornamento delle Graduatorie ad esaurimento il primo partito di maggioranza prende posizione sull’inaspettato e immotivato emendamento dei relatori al DL Semplificazioni, uscendo allo scoperto e dicendosi contrario a posticipare al 2020 un’operazione che per legge doveva essere attuata già lo scorso anno: i deputati del Movimento 5 Stelle della Commissione Cultura alla Camera, riferisce Orizzonte Scuola, sono intervenuti in merito all’eventuale proroga annunciando la loro contrarietà. Marcello Pacifico (Anief): Diamo il nostro pieno sostegno a questa presa di posizione, perché un’altra proroga avrebbe portato solo di nuovo migliaia di cattedre deserte e per questo abbiamo fatto ripresentare in Senato un emendamento per cassarla.

 

 

Le procedure di Mobilità 2019 non sono ancora partite ma, ancora una volta, l'ipotesi di CCNI sottoscritto lo scorso 31 dicembre discrimina alcune categorie di docenti. Anief, in attesa della pubblicazione dell'Ordinanza Ministeriale annuale che darà avvio alle procedure di presentazione delle domande di trasferimento, apre le preadesioni gratuite agli specifici ricorsi sulla Mobilità 2019/2020 elaborati per tutelare i diritti di tutti i lavoratori della scuola.

 

 

Approvato emendamento 1.500 dei relatori che proroga l'aggiornamento delle GaE di un anno e blocca la mobilità per cinque anni. Anief non ci sta e ottiene dai senatori dell'opposizione Antonio Iannone, Roberto Berardi, Luigi Vitali, Loredana De Petris, Vasco Errani, Pietro Grasso, Francesco Laforgia, LeU, FI, FdI) la presentazione di nuovi emendamenti per stabilizzare i precari, riaprire le GaE, in favore degli Ata facente funzione e dei supplenti con 36 mesi sulla partecipazione ai concorsi. Se il Governo nel mettere la fiducia non approverà questi emendamenti, si assumerà la responsabilità politica di aggravare la precarietà nella scuola italiana e accelerare la procedura d'infrazione della Commissione Ue.

 

 

 

Per l'Ufficio Legale Anief i precari esclusi dal concorso, pur se in possesso delle 3 annualità di servizio come facente funzione DSGA, devono immediatamente procedere a inviare la domanda cartacea predisposta dal giovane sindacato e aderire allo specifico ricorso stante la palese discriminazione posta in essere dal Miur. È possibile partecipare al concorso DSGA attraverso il ricorso per il riconoscimento, ai fini dell'accesso, del servizio svolto tra l’a. s. 1999/2000 e il 2008/2009 o con quello degli ultimi 2 anni scolastici, anche non per intero ma con 180 giorni di servizio per anno e non solo come facente funzione, ma anche in sostituzione del DSGA. È possibile, inoltre, aderire al ricorso per accedere al concorso con il solo requisito di 2 anni interi di servizio. Richiesta dai legali Anief, anche, l’ammissione diretta alle prove scritte, senza sostenere la preselettiva, per il personale con 3 anni interi di servizio. In tribunale l'Anief contesterà, inoltre, la soglia 18/30 per la prova scritta e quella relativa all'accesso alla prova orale che non considera correttamente la somma dei voti della prova scritta con quella tecnico-pratica, come già per il concorso a cattedra. Anief ricorre anche per l’accesso con Laurea equiparata. Per aderire ai ricorsi rivolti agli esclusi dalla procedura concorsuale è necessario presentare all'USR di proprio interesse la domanda cartacea predisposta dall'Anief entro il 28 gennaio prossimo.

 

 

S'intervenga piuttosto insegnando anche il diritto comunitario, come abbiamo spesso chiesto in Parlamento. Così commenta il giovane sindacato le proposte di legge tese a inibire l'uso “del cellulare e di altri dispositivi elettronico-digitali nei luoghi e negli orari dell’attività didattica”, come riportato da Il Messaggero. Marcello Pacifico (Anief/Udir) ricorda come l'uso dei cellulari per fini non didattici sia interdetto nelle aule e come per i docenti siano uno strumento utile per l'interazione con il registro elettronico.

 

 

Il sottosegretario al Lavoro Durigon ha annunciato che il governo lavora per alzare la soglia di età per riscattare con lo sconto gli anni universitari. Per ricevere maggiori informazioni, contatta Cedan. Visita il nostro sito.

 

 

Uno studio della Camera  riassume le novità introdotte nei primi mesi della XXIII legislatura: dal concorso riservato per infanzia e primaria alla caduta del vincolo dei 36 mesi per le supplenze, dalla fine degli ambiti territoriali e della esternalizzazione dei servizi per il personale Ata alla sostituzione del FIT con il vecchio concorso, dal piccolo potenziamento del tempo pieno all'abolizione dell'anno di tirocinio per diventare presidi. Marcello Pacifico (Anief): Un nuovo cammino è iniziato ma rischia di fermarsi la volontà politica di risolvere il problema del precariato con una decisa revisione degli organici, anche su posti di sostegno, un maggior investimento di risorse, la stabilizzazione dei precari con 36 mesi, la riapertura delle GaE a tutto il personale abilitato. Soltanto così si combatte seriamente la precarietà, non certo con proroghe o vincoli come sulla mobilità. Mancano ancora strumenti di analisi adeguati e soluzioni definitive rispettose del diritto nazionale e comunitario.

 

 

Continua l'incessante azione di tutela promossa dal sindacato Anief contro il mancato riconoscimento del diritto alle progressioni stipendiali per i precari e per ottenere il giusto risarcimento per illegittima reiterazione di contratti a termine oltre il limite dei 36 mesi di servizio. Con sette sentenze ottenute dai legali Anief Fabio Ganci, Walter Miceli e Anna Maria Ferrara il Tribunale del Lavoro di Busto Arsizio (VA) fa registrare per il Ministero dell'istruzione una disfatta totale con una condanna a più di 200 mila euro tra risarcimento danni e progressioni stipendiali mai corrisposte. Marcello Pacifico (Anief): “I lavoratori precari non possono essere discriminati sotto nessun profilo ed è giunto il momento che anche il CCNL di settore riporti a chiare lettere tale assunto. Sarà l'Anief a portare la voce dei precari ai tavoli della contrattazione”. Sempre possibile aderire gratuitamente ai ricorsi promossi dall'Anief.

 

 

Francesco Sinopoli, segretario generale Flc-Cgil, si sofferma sulle difficoltà che sta incontrando il sindacato confederale, anche in occasione delle ultime elezioni Rsu, le stesse che hanno invece visto l’Anief spiccare il volo e diventare rappresentativa, come certificato nei giorni scorsi dall’Aran: “È molto faticoso guidare un sindacato confederale in questa stagione, in particolare un sindacato che ha un posizionamento politico come quello della Cgil”. Marcello Pacifico (Anief): Se in tre anni abbiamo triplicato gli iscritti, riscontrando oltre 55mila voti, è chiaro che ai lavoratori piace un sindacato che porta a casa risultati e non si ferma alle buone intenzioni.

 

 

Il vice ministro dell’Economia Garavaglia afferma che, nell’anno in corso, con l'anticipo del Tfr agli statali si avranno 5 miliardi in più di consumi, soldi che finiranno nell'economia del Paese. Per quanto riguarda Quota 100, prevede che ci sarà un neo assunto per ogni lavoratore andato in pensione. Contatta la sede Cedan più vicina e richiedi una consulenza personalizzata.

 

 

Si chiama inflazione “fantasma”, fenomeno che ha abbattuto i salari dei dipendenti del pubblico impego, sempre più impoveriti per via del blocco del contratto e dell’aumento del costo della vita registrato nell’ultimo decennio. “Con 1.500 in busta paga si può vivere; ma è difficile costruirsi un futuro”, si legge nel Corriere della Sera, in una lucida analisi che mette in evidenza come la classe media si stia sempre più ‘sciogliendo’. Marcello Pacifico, presidente Anief, rinnova alla Ministra per la Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno la richiesta di recuperare il gap nel prossimo rinnovo contrattuale, come già esposto in Parlamento dal sindacato con gli emendamenti al decreto Concretezza.

 

 

Anief rilancia i propri ricorsi al Tar Lazio contro il prossimo bando Tfa Sostegno. Infatti, poiché sono tante le categorie escluse ingiustamente, il sindacato ricorre per far ammettere i diplomati ITP, i diplomati Conservatorio - Accademia Belle Arti o Accademia Danza, educatori, i Dottori di Ricerca e per laccesso alla prova scritta per il corso di Specializzazione Sostegno per tutti i docenti che superano la prova preselettiva.

 

 

L’Anief: Per invertire la rotta stabilizzare i ricercatori e aumentare gli investimenti, i più bassi in Europa. L’Italia è penultima per numero di laureati mentre neanche un diplomato su due si iscrive dopo le superiori (soltanto il 40%). Non basta aprire le università se non ci sono ricercatori a tempo indeterminato: i millecinquecento promessi dal Governo saranno ancora una volta a termine. In dieci anni, in 20 mila tra assegnisti, dottori di ricerca e docenti a contratto non sono stati più assunti. L'analisi del Corriere della Sera e l’emendamento già chiesto invano dal sindacato all'ultima legge di stabilità. 

A causa del numero chiuso delle università, persi 10 mila docenti in 10 anni; infatti, quella che doveva essere un’opzione circoscritta ad alcune facoltà è diventata una scelta obbligata. Da ciò, gli atenei sono costretti a ridurre il numero di studenti perché non hanno abbastanza docenti: dal 2008 a oggi sono scesi da 63.228 a 53.801. Il continuo taglio dei finanziamenti all’università non consente di rimpiazzare i professori che vanno in pensione. Tra l’altro, nella classifica europea per numero di giovani laureati l’Italia è penultima, seguita solo dalla Romania. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): La situazione attuale deve necessariamente mutare affinché gli eventi possano raddrizzarsi, poiché, a sei anni dal conseguimento del dottorato, appena il 10% di coloro che conseguono il titolo riesce a svolgere poi la professione dell’insegnante. Certamente la notizia appresa oggi non fa che confermare le nostre perplessità e accrescere il timore di assistere a una diminuzione continua degli investimenti atti a incrementare la formazione e la professionalità dei giovani cittadini. Servono più risorse, molto più di quelle che finora sono state garantite. Le statistiche sono impietose e relegano l’università italiana agli ultimi posti d’Europa per investimenti.

 

 

Arrivano dai tribunali del lavoro ben tre nuove sentenze di pieno accoglimento che danno ragione al sindacato Anief e impongono al Miur il riconoscimento ai fini della carriera del servizio svolto nelle scuole paritarie nella medesima misura riconosciuta dalla normativa a quello svolto nelle scuole statali. Gli Avvocati Fabio Ganci e Walter Miceli – in collaborazione con i nostri legali sul territorio - ottengono nuovamente ragione per i nostri iscritti e la conferma che il servizio nelle scuole paritarie non può essere discriminato neanche nella ricostruzione di carriera. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Non appena ai tavoli della trattativa non mancheremo di rivendicare con forza, anche per le operazioni di mobilità, il riconoscimento di un diritto palesemente disatteso dall'Amministrazione scolastica”.

 

L’opposizione presenta ulteriori proposte salva-scuola: dopo le indicazioni di Anief, ricevuta in audizione nei giorni scorsi, da Forza Italia vengono presentati importanti emendamenti al decreto Semplificazioni, il ddl n. 989 già approvato alla Camera, su cui presto si dovrà esprimere l’Aula di Palazzo Madama. Le richieste riguardano i dirigenti scolastici, il precariato eterno ed altri temi centrali per il miglioramento dell’offerta formativa rivolta alle nuove generazioni. Le modifiche verranno valutate e votate nelle prossime ore. Marcello Pacifico (Anief-Cisal) si appella al buon senso dei senatori: approvare questi emendamenti significherebbe legiferare a favore della scuola, di chi vi lavora e di chi vi si reca ogni giorno per formarsi. Anche perché la scuola ha bisogno estremo di nuovi presidi ed insegnanti, ma anche di docenti specializzati sul sostegno, considerando gli oltre 50 mila attuali posti vacanti, oltre ai precari storici curricolari da collocare in ruolo, come ci chiede l’Ue da tempo. E pure di una valutazione diversa dei capi d’istituto. In caso contrario, toccherà ai tribunali intervenire per mettere ordine dove il legislatore è mancato.

 

 

Tutti gli insegnanti, una volta di ruolo, non potranno cambiare scuola per i primi cinque anni e dovranno pure permanere nella stessa tipologia di posto e classe di concorso: lo prevede, al fine di raggiungere un ipotetico miglioramento della continuità didattica, un emendamento dei relatori al dl Semplificazioni, estendendo «al personale docente ed educativo di ogni ordine e grado di istruzione» e quindi valgono anche per la scuola dell'infanzia le misure oggi in vigore per gli insegnanti delle superiori.  La proposta, di cui oggi parla anche la stampa nazionale, è stata depositata ma non ancora approvata. Tuttavia si teme, creando allarme nella categoria, che la proposta possa essere allargata addirittura al personale di ruolo, andando in questo modo a sovrastare pure le attuali norme contrattuali sulla mobilità. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): La continuità didattica non si ottiene così, peraltro impedendo il ricongiungersi agli affetti. E siccome il diritto al lavoro non può negare quello alla famiglia, visto che è una prerogativa che riguarda perfino i militari, annunciamo sin d’ora che porteremo in tribunale ogni norma che impedisca la libera circolazione dei docenti.

 

 

Avere più rispetto per gli insegnanti, far scattare licenziamento in tronco per i violenti che siedono dietro la cattedra, introdurre periodi di sospensione delle attività didattiche più frequenti e brevi, ma soprattutto prevedere una maggiore rotazione dei docenti di sostegno agli alunni disabili con l’obiettivo di farli tornare ad insegnare, dopo un periodo congruo, le discipline in cui sono abilitati: sono alcune delle proposte che Elena Donazzan, assessore all’Istruzione del Veneto, lancia oggi dalle pagine di Orizzonte Scuola. Secondo Anief è giusto limitare gli effetti del processo stressogeno del burnout, derivanti proprio dall’affiancamento quotidiano ad allievi portatori di disabilità. Così come è interessante dare alle scuole la possibilità d’introdurre calendari scolastici meno vincolanti, con i singoli istituti a decidere, sulla base delle necessità locali, dell’utenza e dei Ptof. Altrettanto necessario è porre dei rimedi all’escalation di violenza, senza fare differenze tra chi se ne rende artefice. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): L’obbligo di permanenza sul sostegno è motivo di stress che, se protratto per un lungo periodo, può innescare patologie psicologiche o psichiatriche difficili poi da affrontare. Ha ragione il professor Vittorio Lodolo d’Oria quando dice che la salute degli insegnanti non è un problema solo loro, ma anche di chi li costringe ad operare in condizioni di lavoro disagevoli, magari con oltre 30 alunni, in strutture fatiscenti, senza compresenze e alcun genere di assistenza. Queste situazioni, che perdurano per anni, sono tra i motivi che portano poi alle inidoneità all’insegnamento.

 

 

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