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Rassegna stampa

Il Sole 24Ore - 11 febbraio 2011
Duello sulla festa. Sacconi: la scelta nel prossimo Cdm”
░ Polemiche a iosa, perfino sulla celebrazione dei 150 anni dell’Unità; viene il sospetto che la polemica serva per ragioni di visibilità. Eppure, nel sito istituzionale www.governo.it abbiamo letto: “E' ufficiale: il 17 marzo 2011, per celebrare i 150 anni dell'unità d'Italia, scuole e uffici resteranno chiusi. E' stato deciso oggi in Consiglio dei Ministri e annunciato in conferenza stampa, da Gianni Letta, Sottosegretario alla Presidenza del Cdm.”. E il ministro La Russa annunziava, per la notte tra il 16 e il 17, la ”notte tricolore”. La Gelmini è contraria alla chiusura delle scuole nel giorno 17 marzo, ma attiva un Portale sull'Unità d'Italia, rivolto a studenti e docenti.
E’ ancora tensione nel governo sulla festa dell’Unità d’Italia. Dopo la presa di posizione del ministro Gelmini – che si è espressa in favore dell’apertura delle scuole suscitando le ire dei presidi – ieri è tornato alla carica il ministro Ignazio La Russa: “Sono pronto a presentare in prima persona un decreto in CdM”… Il ministro del welfare Sacconi…”Dobbiamo affrontare due problemi della stessa rilevanza, da un lato occorre consentire alle imprese che stanno uscendo da due anni molto difficili di poter rispondere alla ripresa dei mercati, dall’altro c’è l’esigenza di celebrare almeno ogni 50 anni la ricorrenza dell’Unità”.

 
Documentazione. Dal convegno: In Memoria di Claudio”
░ Come abbiamo scritto nell’aggiornamento dello scorso 4 febbraio, nei giorni 10-11 febbraio presso I.C. “Via G. Messina” s’è tenuto il Convegno sulla integrazione e inclusione dei disabili: “Quali prospettive dopo la scuola?”. Riportiamo passi da 2 interventi-testimonianza efficaci per comprendere le problematiche degli alunni disabili e delle loro famiglie.
1) ….Ho 44 anni e sono da ventitré un’insegnante… Il mio primo alunno Maurizio; non potrò mai dimenticare con quanto affetto misto a un profondo senso di strisciante tristezza mi coglieva guardandolo e sapendolo un adulto iscritto a una terza elementare… Ero talmente concentrata nell’arduo compito di entrare in comunicazione con lui che mi resi conto solo qualche giorno dopo di essere davanti ad una fase transitoria iniziata con la sempre citata legge 517. Si stava dando una svolta al diritto allo studio di tanti alunni con disabilità per i quali permanere fino all’età adulta nel primo grado scolastico era quanto di meglio il sistema di istruzione fosse in grado di garantire fino ad allora in un percorso misto tra riabilitazione ed istruzione. Dopo aver conseguito il diploma e le specializzazioni… ho messo per un attimo da parte il lavoro, per fare l’esperienza più bella che una donna possa desiderare: diventare mamma. L’anno in cui professionalmente e nella sfera familiare pensavo di aver raggiunto dei traguardi è iniziata per me una sfida che da quasi 18 anni mi vede in prima linea tutti i giorni. Paolo è nato alla 38° settimana di gestazione, il suo cuoricino si era fermato nel mio grembo e così fu fatto nascere d’urgenza nel cuore della notte. Tutto era strano intorno a me, c’era grande imbarazzo e il tentativo di nascondere una realtà difficile da comunicare. Fu mio marito ad accennarmi che il nostro bambino aveva dei problemi. La mia mente subito andò a rispolverare tutti i ricordi di quei bambini trisomici che avevo conosciuto fino allora nelle scuole italiane. Mi sentivo disperata ed eroica nello stesso tempo, non avevo contemplato l’idea di diventare madre di un bambino Down, ma mi facevo forte delle mie esperienze e mi dicevo in quei giorni: ce la farò! …. Mi rimboccai le maniche e iniziai la mia avventura di mamma – terapista – maestra. Ogni giorno dedicavo molto tempo a stimolare mio figlio con tutti i mezzi che avevo. Lo iscrissi all’asilo-nido all’età di cinque mesi… La legge italiana permette di far frequentare l’asilo- nido comunale senza discriminazioni anche ai bambini con disabilità. Iniziai a filmare con una videocamera i progressi di mio figlio e a mostrarli alle insegnanti per avere uno scambio sui traguardi raggiunti…. Da allora sono passati diciassette anni e mezzo e Paolo, così si chiama, ha sempre frequentato le scuole statali italiane. Quello che gli ha dato il gruppo dei pari nessun terapista avrebbe potuto darglielo. Nonostante i numerosi cambi d’insegnante di sostegno ha compiuto costantemente progressi, grazie anche alla stabilità dei docenti di classe e ai compagni di scuola. Ha imparato a leggere e a scrivere, certo con i suoi tempi e con le sue incertezze. Non ha mai fatto attività separate dagli altri alunni, certo per lui gli obiettivi didattici erano semplificati, ma ha vissuto in pieno ogni esperienza svolta dal gruppo. In quinta elementare c’è stata una riduzione della dotazione d’insegnanti di sostegno, così Paolo ha iniziato a mostrare dei regressi, si colorava con la penna sotto le unghie, non riusciva a seguire le lezioni. A quel punto ho iniziato a studiare a fondo la legislazione scolastica come mai avevo fatto prima. Mi sono rivolta alla magistratura per ottenere la stessa presenza in termine di ore che aveva avuto fino a quel momento.
Dal tribunale abbiamo ottenuto un provvedimento d’urgenza in cui il giudice stabiliva che fossero restituite un numero sufficiente di ore di sostegno e da quel momento Paolo è tornato a fare progressi sia sul piano didattico sia dell’autonomia personale. Quest’anno frequenta il terzo anno della scuola secondaria di secondo grado, sta svolgendo lo stage da cuoco… Ha conservato del primo ciclo di istruzione un gruppo di compagni che conosce e frequenta dalla scuola primaria, molti amici di quartiere e di sport e una sorella di quindici anni che è stata la sua più grande terapista nei primi anni ed ora è una complice discreta della sua, anzi la loro, adolescenza. La mia carriera d’insegnante è proseguita parallelamente al mio ruolo di mamma ed ho cercato di mettere a servizio la mia esperienza di genitore nel mio mestiere….. Se molti anni fa pensavo di poter dare il massimo a mio figlio, grazie alle mie competenze professionali, negando il doloroso tasto dell’accettazione, oggi vivere serenamente anzi oserei dire orgogliosamente la sua condizione ha mutato in buona misura il mio lavoro. Dove e come percepisco la differenza nell’operare come insegnante? Prima di tutto ho di fronte a me un alunno al quale ho qualcosa da dare e non un team docente dove mi piace o non mi piace lavorare. Ho strategie da ricercare e non patologie da sanare, ho una famiglia da affiancare e perché no anche da contrastare se non ci si pone in reciproca fiducia famiglia della quale conosco per esperienza i vissuti, ho dei cittadini da formare che devono portare per la vita la speranza di una società di uguali… Fare l’insegnante specializzata di questi tempi non è facile ma sono orgogliosa del mio lavoro. Mi disturbano soltanto le difficoltà di fare fronte alle poche risorse che negli ultimi anni sono destinate all’integrazione scolastica in Italia. L’impianto legislativo è buono, ma l’applicazione della legge lascia a desiderare…. Certo nei giorni nostri una persona disabile ha delle aspettative di vita migliori di quelle che c’erano qualche decina di anni fa anche nel diritto all’istruzione, le famiglie sono molto più attente ed esigenti, le associazioni sono sempre più attive e vigilanti. Abbiamo anche una Convenzione Onu che sancisce i diritti delle persone con Disabilità…. E’ fondamentale però progredire giorno per giorno e di anno in anno fiduciosi che la società può migliorare nell’inclusione, deve migliorare, me lo auguro come insegnante e come genitore ma soprattutto come cittadina consapevole e attiva…

 
2) … sono trentottenne, fashion designer e scrittore…. i miei "problemucci" motori me li porto dietro dalla nascita, per colpa di un ostetrico…: sono affetto da una tetraparesi spastica dovuta ad un trauma da parto per anossia. In pratica non parlo, non cammino, i movimenti dei miei arti sono scoordinati. Vivo su una sedia a rotelle, scrivo e disegno con il computer… Sono andato in cura fisioterapica a soli 2 mesi, un record assoluto all’epoca! Successivamente mi portarono a Ginevra in un centro specializzato… fecero una diagnosi clinica errata dicendo a mia madre che ero un vegetale e non avrei fatto progressi di nessun tipo… A sei anni, mamma tentò di inscrivermi in prima ma, non ci riuscì perché, non volevano un bambino con delle difficoltà… fui mandato in un istituto specializzato. Lì era un calderone di disabili: sordomuti, spastici, non
vedenti, down, di tutto di più! C'era una confusione tremenda, non si riusciva a seguire una "lezione", mi sembrava di essere all'asilo. Alla fine dell'anno le maestre dissero a mia madre che avevo sicuramente un'intelligenza superiore degli altri alunni della scuola e che, secondo loro, doveva insistere ad inserirmi in una scuola elementare normale… mia madre riuscì ad iscrivermi in una scuola ordinaria…. Con i compagni di classe.. fummo da subito un bel gruppo compatto. Tra alti e bassi riuscì ad arrivare all’esame di quinta elementare…. Finalmente le scuole medie! Non solo riuscii ad affrontare tre anni di scuola senza problemi, ma il
mio giro di amici si allargò. Legai molto con Marco e Mauro. Eravamo un trio veramente tremendo… Ho nostalgia dei pomeriggi passati insieme… Le scuole superiori confermarono la mia voglia di essere come gli altri, avendo trovato dei compagni straordinari con cui, tra alti e bassi, ho vissuto tutto quello che un adolescente dovrebbe vivere… Ne sono uscito ‘Ragioniere e dirigente d’azienda’. Ma soprattutto ho potuto dire alle troupe televisive che erano venute a documentare i miei esami di maturità (caso rarissimo per un disabile dell’epoca) quale fosse il mio progetto per il futuro: diventare stilista di moda! Dovete sapere che appena sento delle note musicali, di ogni genere, immediatamente immagino una passerella con una mannequin che sfila. L’abito lo “creo” man mano che il brano mi invade: prêt-àporter,Haute Couture, street style, etc. … Ciò scaturisce dal mio profondo legame con la Bellezza. La Bellezza è l’involucro dell’Arte che ha come fine quello di premiare il nostro senso estetico… La giornalista Rai che girò il servizio sui miei esami mi mise in contatto con Guido Cozzolino,stilista molto apprezzato degli anni ’50, costumista in Rai dal ’60 e docente alla scuola di design….Fu così che frequentai la scuola di design. Tra docenti più o meno bravi riuscì ad imparare il mestiere e, grazie anche alla mia caparbietà mi ritrovai a partecipare a ‘Creativity’ che era una importante rassegna per giovani stilisti…. stagista per la casa di alta moda Gattinoni… Fu un’esperienza davvero eccezionale… un sogno che si avverava! Entrai in contatto con il vero mondo della moda… quell’atelier sembrava l’ombelico del mondo! Non mi sarei mai aspettato che Guillermo Mariotto, lo stilista capo, mi offrisse di far sfilare uno dei miei disegni… a Parigi! Il tema della performance era ‘i cinque sensi… più uno’ La “Vista” –il mio abito- creò problemi… Poteva mai essere? …Dunque, per farlo ricamare lo mandammo a Bali –India- perché più economico …solo venti milioni, bazzecole, quisquiglie… Per la prima volta un mio abito era stato realizzato e presentato ai massimi livelli… Nel 2000 sono entrato in contatto con una importante realtà nel panorama della formazione a Napoli, il Consorzio Le.Co.Le. In questa struttura all’avanguardia ho potuto formare per anni tanti giovani,… Potete immaginare la difficoltà… dover fare lezione a sessanta persone senza poter parlare, ma solo grazie ai miei accompagnatori ed alle dispense scritte che via via preparavo…. In quegli anni mi presentai due volte ad ‘AltaRoma-AltaModa’ (la più importante manifestazione di alta moda in Italia) con delle mie performance che ebbero un buon riscontro di critica … Fu così che lo IED (Istituto Superiore di Design) di Roma, forse la più importante scuola di moda in Italia, decise di insignirmi del diploma honoris causa…. Non mi sento affatto una persona al di sopra della norma perché non è così. Sono solo un uomo che ama molto la vita, amo la bellezza in assoluto, quindi essere disabile mi crea sicuramente delle difficoltà, ma non mi impedisce di godere della vita.

 
Il Giornale - 11 febbraio 2011
Cerimonie e concorso per ricordare le foibe”
░ Il presidente della Regione Lombardia Formigoni alla celebrazione di “una pagina di storia dimenticata da troppi”. Premiati i migliori elaborati del concorso.
Sono state premiate ieri mattina, in occasione della Giornata del Ricordo, nell’aula del Consiglio regionale le classi vincitrici del concorso “L’esodo degli italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia”, pomosso dal consiglio lombardo per ricordare la tragedia delle Foibe….

 

 
Il Sole 24Ore - 11 febbraio 2011
Valutare la ricerca, qui ci vuole l’agenzia”
░ Dario Braga, prorettore alla ricerca dell’Università di Bologna
Toccherà all’Anvur, ente vigilato dal Miur, valutare la qualità degli atenei. Il Ranking è la valutazione che adotta come criterio la posizione ottenuta nella scala di riferimento; il Peer review è effettuato da esperti anonimi chiamati a valutare. Per un finanziamento milionario alla fondazione Diritti genetici, polemizzano le associazioni dei ricercatori.
Si fa gran parlare di valutazione, di questi tempi. Nella ricerca, la valutazione è fondamentalmente uno strumento di governo: è necessaria per allocare risorse e investimenti in modo intelligente. Serve a promuovere i più capaci, a finanziare le ricerche più utili e promettenti, a fornire obiettivi a cui indirizzare gli investimenti… Come si valuta la ricerca ? Esistono sostanzialmente due metodi per affrontare la valutazione. Uno è basato sulla classificazione (ranking) e l’altro sulla valutazione di esperti (peer review). Entrambi hanno pregi e difetti…. La peer review è ormai usata per tutti i finanziamenti…. Anche in Italia enti di ricerca, enti locali e imprese interessate ad accedere a finanziamenti internazionali per la ricerca hanno imparato che le loro proposte passeranno al vaglio di valutatori anonimi… Il varo dell’Anvur, la cui composizione è stata di recente annunciata, rientra nel paradigma valutazione-risorse. Dalla valutazione dell’Anvur dipenderanno i finanziamenti erogati alle università, quindi alla ricerca universitaria.
Gli atenei, a loro volta, dovranno utilizzare strumenti di valutazione per l’autogoverno. Molti già lo fanno per il riparto delle risorse nei diversi ambiti della formazione e della ricerca scientifica. Presto sarà anche necessario definire gli obiettivi da raggiungere per qualificarsi per gli incentivi, e per ottenere o meno gli scatti stipendiali, come previsto dalla legge Gelmini…

 
Il Sole 24Ore - 11 febbraio 2011
Scuola, assunzioni blindate e graduatorie al restyling”
░ Dopo la sentenza della Consulta, che boccia le vecchie graduatorie, si studiano formulazioni da inserire nel Maxiemendamento che mettano in sicurezza le nomine a t.i. effettuate nello scorso agosto/settembre.
Mettere in sicurezza le immissioni in ruolo e gli incarichi assegnanti in base alle vecchie graduatorie, e riscrivere le regole per i passaggi di provincia “nel rispetto della Corte costituzionale” che ha dimostrato una netta preferenza per gli inserimenti “a pettine”, cioè basati sul punteggio maturato nella graduatoria originaria. Sono le linee d’azione con cui il Miur prova a uscire dall’empasse creata dalla sentenza costituzionale, con cui la Consulta ha cancellato, per illegittimità, la regola del decreto “salva precari” (art.1 comma 4ter Dl 134/2009)…. Il problema non riguarda solo i 15 mila che hanno fatto ricorso, da cui è scaturita la pronuncia costituzionale, ma è attesa da tutti i precari che hanno sfruttato l’opzione dell’inserimento in più province: si tratta secondo stime attendibili di 180mila persone…. La Lega si è affrettata a presentare un emendamento, a firma Mario Pittoni… non si limita a chiedere il congelamento delle graduatorie attuali fino al 2012 (nell’attesa di definire la nuova disciplina legislativa del reclutamento) ma introduce anche una clausola territoriale inedita: il progetto prevede infatti di limitare la possibilità di essere inseriti nella prima fascia delle graduatorie di istituto solo per coloro che sono inseriti nelle graduatorie ad esaurimento della provincia in cui ha sede l’istituzione scolastica richiesta…. Il Miur ieri si muoveva su direttrici diverse: “L’intervento che stiamo studiando – sottolinea Gianni Bocchieri, capo della segreteria tecnica del Ministro Gelmini – prima di tutto salva i diritti maturati sulla base delle graduatorie”, blindando immissioni in ruolo e incarichi assegnati, e “dovrà individuare una soluzione rispettosa della Corte Costituzionale”…

 
Il Corriere della Sera - 12 febbraio 2011
Graduatorie dei prof precari. La Lega scavalca la Consulta”
░ La Lega Nord escogita nuovi paletti contro gli spostamenti da Sud a Nord dei docenti precari: propone che le attuali graduatorie restino in vigore fino al 31 agosto 2012, e che l’inserimento nella I fascia delle GaE sia consentito solo a chi sia inserito nelle graduatorie a esaurimento della provincia in cui ha sede l’istituzione scolastica.
La Corte Costituzionale aveva bloccato due giorni fa, dichiarandole incostituzionali, le graduatorie attuali degli insegnanti, fatte sulla base di una legge del novembre 2009 fortemente voluta dalla Lega… per scoraggiare il trasferimento di insegnanti dal Sud al Nord. Naturalmente adesso lo scompiglio è grande, perché non meno di 15mila insegnanti faranno ricorso. Ma ieri, malgrado il pronunciamento della Consulta, è passato in commissione Affari Costituzionali e Bilancio un emendamento, ancora una volta a firma della Lega, al Decreto Milleproproghe, che in parte ripropone una modalità di accesso alle graduatorie e alle cattedre nuovamente svantaggiosa per i professori del Sud che fanno domanda in una Provincia del Nord. Intanto, secondo questo emendamento saranno congelate fino al 2012 le graduatorie attuali, in attesa di rifarle, ma soprattutto, dice la Lega, in attesa di approvare una riforma del reclutamento. E questo per regolare …. La fase transitoria in vista della riforma del reclutamento. … Ma non è tutto. Il secondo comma dell’emendamento passato ieri stabilisce che, a decorrere dall’a.s. 2011-2012, l’inserimento nella prima fascia delle graduatorie di istituto è consentito esclusivamente a coloro che sono inseriti nelle graduatorie a esaurimento della provincia in cui ha sede l’istituzione scolastica….

 
Newsletter On. Tonino Russo N° 41 - 12 febbraio 2011
Graduatorie in coda, la Gelmini bocciata dalla Consulta
░ Doverosamente, ma anche con grande piacere, pubblichiamo la nota stampa dell’On.Antonio Russo (PD), il parlamentare che più di ogni altro ha condiviso le battaglie dell’ANIEF. E’ una nota che condividiamo in pieno, e particolarmente nella frase: “Giudico questo come un successo di squadra e, perché no, un modo vincente di fare opposizione”.
La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità del comma 4-ter dell’articolo 1 del decreto legge 134/2009. Si tratta del comma con cui il centrodestra, capitanato dal ministro Gelmini, ha tentato di realizzare una vera e propria ‘linea gotica’ che impedisse, come fortemente auspicato dalla Lega Nord, la mobilità dei docenti sul territorio nazionale. Secondo la norma, voluta dalla Lega, un docente che avesse chiesto di essere trasferito da una graduatoria provinciale ad un’altra avrebbe dovuto essere collocato in fondo alla stessa: una penalizzazione inaccettabile, sanata dal pronunciamento della Consulta, che ristabilisce il criterio meritocratico. La sentenza della Consulta ha certificato la fondatezza e la lungimiranza della battaglia politica che, da due anni a questa parte, abbiamo portato avanti con tutte le nostre forze improntando un’azione meticolosa e puntuale. Alla lunga, siamo riusciti ad ottenere ragione dal massimo organo deputato al giudizio sulle leggi: la Corte Costituzionale. Giudico questo come un successo di squadra e, perché no, un modo vincente di fare opposizione.
Senza la testardaggine di Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’ANIEF, non saremmo arrivati mai a questo risultato. Non meno fondamentali sono stati gli avvocati Fabio Ganci e Walter Miceli, capaci di sconfiggere una trentina di volte gli avvocati del Ministero dell’istruzione e dello Stato, ottenendo dal TAR Lazio perfino il commissariamento del Ministero. Infine, hanno avuto pieno riconoscimento delle tesi addotte in Consiglio di Stato che ha ritenuto fondate le loro ragioni investendo della materia la Corte Costituzionale. Mercoledì i giudici di Palazzo Spada hanno dato loro definitivamente ragione, sancendo il pieno diritto dei docenti alla mobilità territoriale, a prescindere dalla provenienza provinciale, ed il loro non conculcabile diritto ad essere inseriti nelle graduatorie secondo il principio del merito e dei titoli acquisiti con fatica e sacrificio.
È stata sconfitta la concezione razzista e discriminatoria della Lega Nord, e sostenuta con il proprio voto da vecchi e nuovi ascari meridionali delle forze che sostengono il Governo. Per parte mia, sono soddisfatto di aver spostato il mio partito su queste posizioni, correggendo ed archiviando un certo spirito di diffidenza verso ciò che ha a che fare con il meridione ed i suoi cittadini, come direbbe Totò “a prescindere”. Ma i veri vincitori sono quei quindicimila docenti che non si sono rassegnati. Che hanno manifestato, opponendosi e combattendo con ogni mezzo credendo fermamente, nonostante tutto, nelle Istituzioni. Affidandosi, come ultima istanza, al giudizio dei tribunali fino a giungere in Corte Costituzionale. Ha vinto anche il Pd che ha saputo dimostrare, con i fatti, cosa significassero quei manifesti che annunciavano, qualche mese fa, che “siamo il partito della Costituzione”. Ha vinto chi pensa che un’Italia più giusta è possibile se solo si abbandonano indugi e pigrizie. Una direzione di marcia per chi non vuol sterilmente lamentarsi né vuol più navigare a vista.

 
ItaliaOggi - 15 febbraio 2011
E ora è emergenza graduatorie”
░ Per fare posto a pettine ai ricorrenti, occorre rifare le graduatorie, e il Miur è in cerca di una soluzione. L’ANIEF non lo ascolta; e se l’avesse ascoltato non si troverebbe adesso al centro del “ginepraio”, efficacemente descritto nell’articolo di Alessandra Ricciardi.
Letteralmente, non sanno che pesci prendere. I vertici del Miur sono alla ricerca disperata di una soluzione che accontenti tutti e eviti di dover rifare in corso d’anno le graduatorie, e dunque le assunzioni. Va accontentata la Consulta… la Lega Nord e con essa la burocrazia scolastica (che spinge perché non si riaprano tutte le graduatorie… E poi i docenti che hanno fatto ricorso e avevano buone chance di essere assunti (con il “pettine”) e ora reclamano quelle assunzioni; ma anche chi è stato assunto (grazie al blocco delle “code”) e ora rischia di vedersi tolto, non per colpa sua il posto… Un bel ginepraio, giuridico e amministrativo, a cui l’emendamento della Lega Nord, che congela l’aggiornamento delle graduatorie per un anno, è in grado di mettere solo una pezza parziale. L’inventore delle “code” nelle graduatorie dei precari è stato l’ex ministro Fioroni… Ma l’inserimento in coda è ora incostituzionale…. Questa mattina ci sarà un primo vertice con i sindacati, per vedere quali strategie mettere in campo… Nelle stesse ore arriverà al Senato il maxiemendamento sostitutivo del Milleproroghe che dovrebbe contenere anche la proposta della Lega…. ECCO LA PROPOSTA
  1. Il termine di efficacia delle graduatorie provinciali previste dall’articolo 1, comma 605 lettera c L.27 dicembre 2006 n.296, risultanti dalle operazioni di integrazione e aggiornamento previste dal d.l. 7 aprile 2004 n.97, convertito con modificazione dalla L. 4 giugno 2004 n.143, è prorogato fino al 31 agosto 2012, al fine di consentire la definizione della nuova disciplina legislativa del reclutamento. Sono fatti salvi gli adempimenti conseguenti alla declaratoria di illegittimità costituzionale dell’art.4 cmma 4 ter del d.l. 25 settembre 2009 n.174, convertito con modificazioni dalla legge 24 novembre 2009 n.167.
  2. A decorrere dall’a.s. 2011/2012 l’inserimento nella prima fascia delle graduatorie d’istituto, previsto dall’art.4 l. n.124 del 1999, è consentito esclusivamente a coloro che sono inseriti nelle graduatorie a esaurimento della provincia in cui ha sede l’istituzione scolastica richiesta.

 
ItaliaOggi - 15 febbraio 2011
Comandi e distacchi, al via la gara”
░ Un pacchetto di 700 unità, tra scuole, enti e associazioni; chi ne fruirà per non più di 5 anni, conserva la sede di titolarità.
Con le circolari nn.11 e 12 dell’8 febbraio 2011, il Miur ha impartito le annuali istruzioni per l’assegnazione dei dd.ss. e dei docenti e del personale educativo con contratto a t.i., per lo svolgimento dei compiti connessi con l’attuazione dell’autonomia scolastica…. Il contingente… è stabilito in complessive 500 unità. Due sono invece i contingenti, di 100 unità ciascuno, a disposizione degli enti e delle associazioni professionali… In aggiunta al contingente, queste ultime possono richiedere, con oneri interamente a loro carico, ulteriori comandi. Sono inoltre previsti comandi di durata annuale presso le università degli studi e altri istituti di istruzione superiore, con oneri interamente a carico dell’istituzione richiedente. La circolare precisa che il personale da collocare fuori ruolo deve aver superato il periodo di prova, e che il servizio prestato in tale posizione è valido come servizio d’istituto… I d.s. e i docenti che aspirano ad ottenere un’assegnazione ad uno dei 500 posti disponibili per lo svolgimento dei compiti connessi con l’attuazione dell’autonomia scolastica con decorrenza dall’a.s. 2011/2012 devono inviar la domanda all’ufficio centrale o regionale presso il quale chiedono l’assegnazione, entro il termine stabilito dall’ufficio stesso, e comunque non oltre il 20 aprile 2011. La richiesta di assegnazione da parte degli enti e delle assegnazioni professionali del contingente assegnato di dd.ss. e docenti devono essere presentate entro il 22 marzo 2011 alla D.G. per il personale scolastico – uff. IV - del Miur….

 
Newsletter n° 11 Centro InfoHandicap FVG- 15 febbraio 2011
Eurispes: sanità e gradimento cittadini
Eurispes nel suo Rapporto Italia 2011 analizza anche un sondaggio effettuato in merito a ciò che pensano gli italiani sul buon funzionamento e sulla gestione della sanità. Riportiamo la presentazione che Il Centro Infohandicap ne fa, nel proprio sito.
Nello studio si rileva che il livello di insoddisfazione generale è molto alto e coinvolge più del 60% (61,4%) della popolazione, con picchi negativi che superano il 70% nel Meridione. Le lamentele maggiori riguardano i tempi di attesa negli ospedali (79,4%), seguiti dalla scarsa qualità delle strutture ospedaliere (66,1%), il costo del ticket (60,3%) e l’assistenza ospedaliera (56%). Per quanto riguarda la professionalità degli addetti ai lavori, medici e infermieri, si registra rispettivamente un indice di gradimento che si attesta a quota 64,2% per i primi e 60,2% per i secondi. Maggiore soddisfazione per il nostro sistema sanitario si registra nel Centro (41,3%), seguito da Nord-Ovest (39,1%), Nord-Est (38,6%), Isole (26,4%) e Sud (26,3%). esprimono malcontento il 71,2% degli abitanti delle Isole, il 70,7% del Sud, il 58,5% del Nord-Est, il 58,2% del Nord-Ovest e il 55,6% del Centro. In merito all’assistenza ospedaliera si reputa poco e affatto soddisfatto il 40,9% e il 15,1% dei cittadini (per un totale del 56%), contro il 37,2% e il 4,8% di chi si dice abbastanza e molto soddisfatto (per un totale del 42%). Il confronto con l’anno 2010 mostra un aumento del grado di insoddisfazione dell’8,1% e una diminuzione del 6,6% circa. Coloro che si ritengono abbastanza soddisfatti dei tempi di attesa necessari a risolvere i loro bisogni ospedalieri sono il 12,5%, cui si aggiunge un 5,4% di quanti dichiarano di essere estremamente soddisfatti, per un totale di pareri positivi che si attesta a quota 17,9%. A lamentare una totale insoddisfazione è invece il 44,9% degli intervistati, seguiti da un 34,5% che si dice essere poco soddisfatto, facendo registrare un totale che sfiora i quattro quinti degli italiani (79,4%). … . La qualità delle strutture ospedaliere risulta insufficiente per i due terzi del campione: non si ritiene infatti soddisfatto il 66,1% (45,3% poco, 20,8% per niente) contro il 31,8% che esprime gradimento (29,6% abbastanza, 2,2% molto). Rispetto al 2010 il sentimento di apprezzamento sui requisiti che un ospedale dovrebbe avere passa dal 39,2% al 31,8% (-7,4%), quello di insoddisfazione cresce dell’8,5% (dal 57,6% del 2010 al 66,1%)…. Per usufruire di cure specialistiche o affrontare interventi chirurgici, gli italiani preferiscono affidarsi nel 41,4% dei casi a strutture ospedaliere pubbliche.

 
ItaliaOggi - 16 febbraio 2011
Sono sul lastrico 36 università”
░ Dal decreto mille proroghe, questa volta, non dovrebbe arrivare il solito alleggerimento: dunque, stop ai correttivi. Tra le più esposte, per criticità di bilancio, ci sono: Urbino, Cassino, l’Aquila, ma anche altre si mostrano poco virtuose sul versante “buste paga”.
Sono 36 su un totale di 66, gli atenei statali che, tabelle alla mano, rischiano il dissesto finanziario. Con la conseguenza immediata di non poter assumere personale per l’anno in corso, nella migliore delle ipotesi. Sempre che, poi, non scatti il commissariamento. E’ il primo effetto dell’addio, per il 2011 e per la prima volta, ai consueti sconti sui criteri di calcolo del rapporto tra spesa di personale e Fondo del finanziamento ordinario dell’università (AF/Ff0) che venivano inseriti ogni anno nel decreto mille proroghe. Fino al 2010, infatti, questo conteggio era alleggerito da una serie di correttivi a favore degli atenei, che sottraevano dalle spese di personale l’ammontare complessivo degli aumenti stipendiali maturato nell’anno precedente, le retribuzioni dei docenti assunti a seguito di convenzioni con enti esterni…. Questi alleggerimenti erano stati fino ad ora determinanti per fare quadrare i bilanci e permettere alle università di non superare la soglia del 90% del Ffo, così come previsto dalla legge finanziari del 1998. Ma senza sconti, e con la Legge Gelmini appena approvata (n.240/2010), molti atenei rischiano la paralisi del reclutamento, vanificando in tal modo anche l’assunzione dei 1500 associati promessi dal governo……

 

left – 4 febbraio 2011
Nelle tasche dei professori”
░ Gli stipendi più bassi tra i Paesi dell’OCSE. E il carico di lavoro cresce.(Giuseppe Benedetti)
Qualche giorno fa la Ragioneria generale dello Stato ha certificato che nella scuola si registrano gli stipendi più bassi tra tutti i dipendenti della P.A.. In media, i docenti guadagnano il 5% in meno degli altri statali. Dal rapporto della Ragioneria emerge che nei prossimi due anni chi lavora nella scuola guadagnerà ancora meno di oggi…. Se poi confrontiamo gli stipendi dei docenti italiani con la media delle retribuzioni degli insegnanti dei Paesi monitorati dall’Ocse balza agli occhi che siamo schiacciati dall’ennesima umiliazione: a inizio carriera siamo sotto la media quasi del 50%, e alla vigilia della pensione, di oltre 10mila dollari anno. Tuttavia, gli esponenti dei sindacati di categoria restano al loro posto e non cambiano strategia. Prigionieri dei propri piccoli interessi di bottega, occupano gran parte del loro tempo nel marcare le differenze dagli altri. Si tratta di differenze del tutto teoriche, che vivono e muoiono nelle schermaglie interne volte a spostare i rapporti di forza tra le varie sigle…. I cosiddetti risparmi provengono dall’aumento del carico di lavoro dei docenti, che si trovano con più classi e più alunni da gestire…

 
L’informazione (di Parma) – 4 febbraio 2011
I sindacati: Insegnante licenziato senza motivo”
░ Il Miur non paga, e lui, insegnante di materia alternativa alla RC, perde il posto.
La vicenda è avvenuta in un comune montano. Il d.s. ha interrotto il contratto già stipulato, senza alcuna motivazione. La collaborazione dell’insegnante con la scuola sarebbe dovuta terminare il 30 giugno, e invece il contratto è stato rescisso in questi giorni…. Nei mesi scorsi i sindacati di categoria hanno più volte rilevato che solo a Parma sussisteva la mancanza delle nomine dei docenti di attività alternativa; grazie alle sollecitazioni, la situazione si è sboccata, però molti di questi docenti a oggi non hanno ricevuto lo stipendio. La Ragioneria territoriale dello Stato di Parma assicura che è in corso un tavolo tecnico tra Miur e Ministero delle Finanze per risolvere la questione…
I sindacati stanno adesso valutando con attenzione la situazione di questi docenti… e avvieranno, se necessario, iniziative legali a tutela dei diritti dei lavoratori e degli alunni danneggiati…

 
Il Manifesto – 4 febbraio 2011
In Italia un quindicenne su cinque non sa leggere”
░ La UE lancia l’allarme analfabetismo: il 21% degli studenti quindicenni è, in Italia, non capace di leggere e scrivere un testo.
Lo dicono i risultati dei test OCSE-Pisa pubblicati lo scorso dicembre, che sono stati oggetto di studio della Commissione europea… A fronte di un 21% dei piccoli italiani semianalfabeti, che superano la media europea di un punto e mezzo, ci sono Paesi già in linea con l’obiettivo fissato dalla UE (15,2%)… Dalla lettura dei test nostrani….. emerge anche una sostanziale differenza di risultati, in base alla provenienza geografica. Gli studenti del Nord si collocano al di sopra della media….

 
Gazzetta di Reggio – 4 febbraio 2011
Professori, un tirocinio per abilitarsi”
░ Ma mancano certezze sui tempi. L’ultimo concorso è stato nel 2000.
Se con la chiusura della SIS nel 2007, abilitarsi per l’insegnamento era rimasto solo un bel sogno, oggi la rotta è tracciata e risponde al nome di tirocinio formativo attivo. Spiega Alan Albertosi della CGIL Scuola: “…finalmente è arrivata la risposta alle legittime aspetattive dei laureati… ma non sappiamo ancora quando e come sarà convocato il test di ammissione…. Stando alle parole del Ministro, che ha parlato di abilitazioni in base al reale fabisogno delle nostre scuole, ci chiediamo quale sarà il calcolo che verrà effettuato…”

 
Press-IN anno III / n. 388 – 06 febbraio 2011
Quando ai disabili pensavamo noi compagni di scuola”
░ L’Agenzia riporta un articolo, a firma Federica Moncini (Montecatini), pubblicato su Il Tirreno.
Voglio commentare, attraverso la mia esperienza personale, la situazione della madre della figlia disabile che si è vista costretta a non mandare in gita scolastica la figlia perché l’insegnante di sostegno era malata. Indubbiamente sono in difetto totale la scuola e/o quelle istituzioni che devono garantire a chi ha disabilità le stesse opportunità degli altri. Oggi sono previsti contributi diretti ed indiretti che danno la possibilità a persone svantaggiate di avere assistenza per condurre una vita come tutti; è quindi riprovevole che la mancanza di personale o di fondi faccia cadere questo diritto. Ma il problema sta altrove: manca lo spirito di solidarietà umana e, a dimostrazione, vi racconto la mia esperienza. Ho frequentato le superiori tra il 1978 e il 1983 (anno del diploma). Per ben 5 anni due classi, di cui una era la mia, hanno permesso a due ragazzi disabili di prendere il diploma senza l’intervento di assistenti personali o insegnanti di sostegno. Uno dei ragazzi era completamente disabile fisicamente e costretto in carrozzina ma senza alcun problema intellettivo; l’altro poteva deambulare solo sorretto e aveva difficoltà nell’apprendimento, oltre che occasionali crisi di ansia. Questi due ragazzi hanno potuto diplomarsi come tutti nonostante all’epoca non fosse previsto per la scuola superiore l’insegnante di sostegno. La mattina venivano accompagnati dal genitore o dallo scuolabus a scuola; entrati in classe vi era un compagno che provvedeva a sistemare i loro libri sul banco. Quando c’era necessità di andare in bagno i compagni (età 14-19 anni), a turno, provvedevano. Nel caso di compito in classe, era l’insegnante che affiancava il ragazzo svantaggiato per aiutarlo a scrivere e, nel caso di necessità del bagno, chiamava il custode. Uno di questi ragazzi aveva difficoltà a studiare da solo perché non riusciva a ricordare i contenuti. Pertanto all’inizio di ogni anno programmavamo con gli insegnanti un calendario che prevedeva nei pomeriggi la presenza a casa sua di uno o più compagni per aiutarlo a preparare le lezioni del giorno successivo. L’impegno era di due volte al mese per ciascuno (5-6 ore mensili). Gli “aiutanti” erano giustificati il mattino seguente, e non venivano interrogati. Inoltre i miei compagni disabili sono potuti andare in gita scolastica, anche all’estero 4 giorni (senza accompagnatore!) grazie alla solidarietà della classe. In 5 anni nessuno, né insegnanti, né custodi, né compagni, né le famiglie degli studenti hanno mai detto: “questo non mi spetta”, “non sono pagato per questo”, “non vogliamo responsabilità nel caso si faccia male”. Tutti ci siamo diplomati, non abbiamo mai perso ore di lezione, nessuno si è mai fatto male. Non sarebbe forse questa la soluzione più semplice e gratificante per tutti?
Il Giornale (Milano) – 7 febbraio 2011
Quattro scuole accettano pagelle e premi ai prof. E si rompe il fronte del no”
░ La maggioranza degli istituti si oppone alla riforma Gelmini; solo qualcuna aderisce alla sperimentazione della meritocrazia. Favorevoli 4 istituti: il Tecnico Bernocchi a Legnano; il Comprensivo di Carugate; e le scuole Levi Montalcini e De Andrè di Peschiera Borromeo.
Un premio ai professori più bravi: uno stipendio in più. Per ora come “una tantum” poi, nel 2013 quando il decreto Brunetta verrà applicato, come busta paga più pesante. Ma, al momento, gli insegnanti che accettano di farsi giudicare sono pochi; sono in corso i referendum tra i collegi dei docenti; gli istituti che si esprimono per il si devono comunicarlo alla direzione scolastica, entro l’11 febbraio. Hanno espresso parere favorevole quattro istituti…. A giudicare i prof sarà un “nucleo di valutazione” composto da due insegnanti interni alla scuola, nominati dai colleghi, e dal preside…. A Milano le scuole sembrano più restie ad accettare l a novità

 
Il Giornale (Milano) – 7 febbraio 2011
Scure su ventimila insegnanti”
░ A settembre nuovo maxi-taglio di insegnanti. Complessivamente saranno tagliate 19.600 cattedre, circa la metà alla scuola primaria (attraverso l’estensione delle 27 ore settimanali). Il taglio meno incisivo si avrà alla secondaria di primo grado (1310 cattedre in meno). Gli ATA saranno quasi 15 mila in meno. Gli alunni crescono di qualche migliaio.
Il 2011-2012 è l’ultimo anno del triennio investito dall’art.64 della legge 133 del 2008, sarà segnato quindi da una riduzione di personale scolastico pari a 19.700 docenti e a 14.167 Ata…. Le misure che Viale Trastevere vuole mettere in campo… prevedono l’innalzamento del rapporto alunni-classe di 0,1 unità…

 
ItaliaOggi (Sette) – 7 febbraio 2011
La class action non affonda i colpi”
░ Il punto sullo stato delle vertenze, a un anno dal debutto delle azioni collettive dei consumatori.
La class action stenta a decollare, a un anno dall’introduzione in Italia… Tante le minacce delle associazioni dei consumatori ma poche le cause avviate… …. Pistole puntate in primis su compagnie telefoniche, utility, fornitrici di energia elettrica e gas, Alitalia, Poste italiane, Ebay e Paypal, Sky, notai e case automobilistiche… La scuola è nel mirino della Codacons che ha raccolto le adesioni per presentare udienza al TAR del Lazio, per denunciare lo stato delle classi affollate. E in pochi giorni si è avuta già una sentenza a favore dei cittadini. I ministeri dell’Istruzione e dell’Economia sono stati condannati a emanare entro 4 mesi il piano generale di edilizia scolastica….

 
Domani – Arcoiris TV – 7 febbraio 2011
Il 2011 della protesta studentesca
░ Enrico Pellucco sulle iniziative, i programmi e le mobilitazioni della protesta universitaria
Ricominciamo da ZERO!”. Così si sono espressi gli studenti Autonomi in Movimento, che l’1 febbraio hanno occupato il rettorato
dell’università di Parma. “ZERO polizia nell’Università” è scritto sul loro striscione; ZERO(81) come il nome del collettivo di studenti napoletani fatti sgomberare con la forza dalla polizia, mentre occupavano spazi autogestiti dell’Orientale; ZERO come le risposte del governo alle proteste del dicembre scorso; ZERO come gli impegni presi da politica e società civile per tradurre in fatti concreti le belle parole del discorso di fine anno del Presidente Napolitano; ZERO, infine, come la voglia che hanno gli studenti di tutta Italia (e non solo: si veda la mobilitazione di questi giorni a Londra) di fermarsi e di arrendersi.
E cosa preparano allora i vari movimenti per questo inizio di 2011? L’attenzione dell’opinione pubblica forse si è un po’ allentata, ma le iniziative ci sono, il movimento non si è fermato. Dal 14 dicembre parte una linea, non si è segnato un punto, come scrivono i “teorici” del movimento sul Network delle facoltà ribelli, UNIRIOT. La lotta ora si gioca su più fronti: uno di questi è la protesta congiunta di studenti e metalmeccanici, UNITI CONTRO LA CRISI, come il 28 gennaio, sciopero generale a Bologna. È un segnale importante, di compattezza e di unione d’intenti, già constatato nelle tante iniziative di universitarie contro il referendum-ricatto di Mirafiori. Poi si registrano continue manifestazioni, per ora a livello locale: la contestazione a Torino per l’inaugurazione dell’Anno Accademico, per esempio, o il già citato movimento ZERO81 di Napoli, per niente spaventato dalle irruzioni della polizia. Ma non c’è solo la piazza, e gli studenti lo dimostrano con i fatti. Così alle elezioni di alcuni membri del CUN, Consiglio Universitario Nazionale, sono sei su sette i settori dove hanno vinto candidati del movimento “29 aprile”, i ricercatori della linea dura contro la riforma: il loro peso si farà sempre più sentire. E poi, dal momento che la riforma Gelmini è passata in Parlamento, ma deve essere tradotta in Statuti d’Ateneo, gli studenti stanno attivando tutto ciò che è nelle loro possibilità per ostacolare i decreti delega e attuativi a livello delle singole università. Così, raccogliendo talvolta solidarietà e “collaborazione” dagli stessi rettori, come nel caso di Parma, e altre volte contestando le nomine dall’alto delle commissioni incaricate di riscrivere lo statuto, come a Pisa, l’azione diretta degli studenti non si ferma. «L’approvazione del DDL Gelmini non significa aver perso la partita. Ci saranno molti decreti attuativi e gli atenei si troveranno in difficoltà nell’applicare la riforma per la mancanza di fondi, mentre i ricercatori continueranno probabilmente con il blocco della didattica», questo il piano di battaglia, sintetizzato dagli esponenti di UNIRIOT.

 
Il Sole 24Ore – 8 febbraio 2011
Restyling dell’esame di terza media
░ A un convegno, a Parma, Max Bruschi prospetta cambiamenti possibili (ma non da quest’anno), nell’esame di Stato della secondaria di primo grado.
Il Miur sta lavorando a una riforma dell’esame di terza media. Lo rivela Max Bruschi, il consigliere del Ministro Gelmini, sottolieando che comunque nulla sarà toccato nell’edizione 2011. Il restyling potrebbe prevedere il mantenimento di una sola prova interna (il tema di Italiano) cui affiancare un test Invalsi “potenziato” su Italiano, Matematica e Inglese. Oltre a ciò potrebbe aggiungersi una terza prova stabilita dai singoli istituti.

 
ItaliaOggi – 8 febbraio 2011
Anche i voti nelle pagelle dei prof”
░ Il decreto sulla valutazione degli insegnanti (da collocare in 3 fasce di merito) sarebbe pronto; andrebbe in vigore nel 2013, ma secondo i sindacati non è attuabile. (Carlo Forte)
Una graduatoria d’istituto per attribuire i premi ai docenti che hanno gli alunni più bravi. Lo prevede una bozza di dpcm che dovrebbe essere esaminata oggi in un vertice con i sindacati… Il dispositivo prevede la stesura di una classifica, scuola per scuola, che recherà le valutazioni di merito dei docenti. E chi si collocherà in posizione utile otterrà il trattamento accessorio collegato alla performance, previsto dal decreto Brunetta. Va detto che le nuove disposizioni non andranno ad intaccare il fondo d’istituto o degli scatti di anzianità, perché verranno finanziate con fondi aggiuntivi… Massino di Menna, segretario della UIL scuola: “E’ un decreto del tutto inutile perché inattuabile visto che rinvia ad altro decreto…. Per la scuola, la questione del merito si porrà nel prossimo contratto 2013-2015”. Stando al DPCM, la valutazione sarà effettuata tenendo presenti tre elementi: in primo luogo i risultati di apprendimento declinati nelle indicazioni di carattere generale per il primo e il secondo ciclo (dunque la bravura degli alunni)). Poi verrà preso in considerazione il contesto socio-culturale nel quale l’istituzione scolastica opera. Infine si terrà conto del POF…. Non verranno considerati i periodi di congedo di maternità, paternità e parentali… è ragionevole ritenere che le assenze per malattia o altre assenze dovrebbero precludere, almeno in parte, la possibilità di ottenere il premio. E ciò si evince anche dall’espresso richiamo al concetto di quantità della prestazione a cui fa riferimento il dispositivo. La bozza del decreto dedica un articolo anche alla trasparenza: nel sito della scuola, infatti, sarà pubblicato l’ammontare complessivo dei premi effettivamente distribuiti al personale. In più dovrà essere pubblicata anche l’analisi dei dati relativi al grado di differenziazione nell’utilizzo della premialità e i curricula dei titolari di posizioni organizzative. E infine gli incarichi retribuiti e non retribuiti… In ogni caso, i premi saranno assegnati ad una fascia di docenti non superiore al 75% dell’organico della scuola.

 
ItaliaOggi – 8 febbraio 2011
Lavoro, parola alla Consulta”
░ Il rinvio della Cassazione, sui limiti imposti dal decreto per i danni per l’ingiusta reiterazione dei contratti di supplenza. (Carlo Forte)
Le norme del Collegato Lavoro che fissano un tetto massimo ai risarcimenti per l’ingiusta reiterazione dei contratti di supplenza approdano alla Consulta. Il 28 gennaio scorso, la sezione Lavoro della Corte di Cassazione ha sollevato una questione di legittimità costituzionale in riferimento ai commi 5 e 6 dell’art.32 L.183/2010: le norme che fissano a un massimo di 12 mensilità di stipendio il risarcimento ottenibile dai precari i cui contratti siano stati reiterati illegittimamente. …. Il contrasto, secondo i giudici di legittimità, si verificherebbe sia rispetto all’art.4 Cost., che sancisce il diritto al lavoro, sia verso gli artt. 24 e 111 della Carta, che contemplano i principi relativi al diritto a far valere i propri diritti e interessi legittimi dinanzi al giudice, e quelli del c.d. giusto processo. In più, secondo il Palazzaccio, il collegato lavoro sarebbe in contrasto con l’art.117 Cost…. Infine, il Collegato violerebbe anche il principio di ragionevolezza di cui all’art.3 Cost… Insomma, una bocciatura totale…

 
La Repubblica (ed.Palermo) – 8 febbraio 2011
Prova scritta per i presidi. Un ricorso allunga i tempi”
░ Il pasticciaccio brutto di via Fattori.
Dopo mesi di delusioni, i presidi “congelati” siciliani segnano un punto a loro favore. Con l’ennesimo controricorso i 426 dd.ss. hanno ricusato il presidente del CGA, Riccardo Virgilio, e quindi chiesto allo stesso organismo di fare pronunciare il CdS sulla competenza a decidere sulla questione: lo stesso CGA, o il TAR-Lazio ? Dopo tanti no, questa voltail CGA accoglie la seconda istanza e sospende il giudizio di merito, che viene spostato al 18 maggio. Nel frattempo, il CdS potrà pronunciarsi, e se stabilirà che la competenza è del TARR Lazio, dopo 30 giorni decadrà l’ordinanza cautelare sulla legge salva-presidi stoppata dal CGA.
ItaliaOggi – 8 febbraio 2011
Corsa ad agguantare l’una tantum”
░ Ai 250 mila amministrativi, tecnici e ausiliari saranno dati circa 180 euro. E’ il frutto dei risparmi di sistema. I presidi devono trasmettere i dati per l’accreditamento sul cedolino.
E’ in fase di liquidazione l’una tantum di 180 euro (lordo, pro capite dipendente) a oltre 250 mila Ata. Si tratta di coloro che hanno prestato servizio effettivo nell’a.s.2008/2009, sia con un contratto a t.i. che di durata annuale, ovvero fino al termine delle attività didattiche…. La somma deriva dalle economie delle procedure sulla valorizzazione della sequenza contrattuale, di cui all’accordo siglato il 3 dicembre 2009 e definitivamente stipulato il 15 dicembre 2010… Con una nota del 27 gennaio 2011, il Miur ha emanato apposite disposizioni per consentire agli aventi titolo la corresponsione nel cedolino dello stipendio dell’una tantum…

 
ItaliaOggi – 8 febbraio 2011
E sull’organizzazione del lavoro si va verso il rinvio”
░ In contrasto con alcuni pronunciamenti di direzioni scolastiche regionali e di tribunali, il Miur si orienta a confermare, con una circolare imminente, lo statu quo antea in materia di contrattazione integrativa d’istituto. (Mario d’Adamo)
Il Miur intende affrontare di petto la questione delle materie sulle quali è ancora possibile attivare la contrattazione integrativa, dopo che sono intervenute opposte pronunce giurisdizionali e posizioni divergenti degli uffici scolastici regionali del Veneto e della Toscana. E dopo che la scorsa settimana è stato sottoscritto l’accordo di Palazzo Chigi sulla attuazione della Riforma Brunetta. In tal senso dovrebbe essere emanata, a ore, una circolare che dovrebbe ricalcare nei contenuti quella della Toscana…. La Direzione regionale della Toscana è intervenuta con’interpretazione secondo cui la contrattazione integrativa d’istituto, fino a quando non sarà stipulato un nuovo contratto nazionale che la escluda, resta operativa su tutte le materie previste dall’art.6 del vigente contratto scuola, quindi anche sulle modalità d’impiego del personale…. La stessa posizione è stata assunta da diversi giudici del lavoro (Salerno, Torino, Trieste ecc..) In tal senso è orientato anche il Miur, dopo l’intesa di Palazzo Chigi che ha bloccato l’applicazione delle fasce di merito e ha rinviato a un apposito accordo in sede Aran l’applicazione delle nuove relazioni sindacali…. Intanto nelle scuole regna la confusione. E anche la contestazione tra dd.ss. e RSU, l’un contro l’altro armati. La circolare del Miur dovrebbe fare chiarezza.

 
ItaliaOggi – 8 febbraio 2011
Precari, assunzione o risarcimento”
░ Fioccano le sentenze di condanna al Miur, dopo l’accordo quadro UE; l’ultima, quella del giudice Jacqueline Magi, del tribunale di Livorno, favorevole a 12 insegnanti che, 10 anni addietro, avevano presentato ricorso: assunzione a t.i e risarcimento con una somma commisurata alla ricostruzione della carriera, come avessero avuto un contratto a t.i.
Via libera alle immissioni in ruolo dei precari, oppure agli aumenti di stipendio legati all’anzianità di servizio. Senza passare dall’autorizzazione del Ministero dell’economia. Ma a patto che sia un giudice a disporlo. La normativa europea vieta sia la reiterazione delle supplenze che degli stipendi più bassi per i precari….. … La recente sentenza (r.g. 428/2010) emessa dal giudice del lavoro di Livorno… ha disposto l’immissione in ruolo dei ricorrenti…. Il 3 gennaio è stata emessa dal giudice del lavoro di Trieste una sentenza (n.503/2010) che ha condannato l’amministrazione scolastica ad attribuire ai ricorrenti la ricostruzione di carriera. Le pronunce si inquadrano in un vero e proprio filone, ingenerato dal recente orientamento della giurisprudenza comunitaria, basato sulla dir. 28/&/99/70 CE relativa all’accordo quadro sul lavoro a t.d.
www.aipd.it/cms/schedenormative – 8 febbraio 2011
Esito positivo per la prima azione antidiscriminatoria per il sostegno scolastico (Ord. Trib. Milano 10/01/2011)
░ Riportiamo passaggi dalla Scheda n. 325 Aggiornamento dell’Associazione Italiana Persone Down. La scheda riprende lavoro di Salvatore Nocera (Osservatorio Scolastico sull’Integrazione, dell’AIPD Nazionale) pubblicato sul sito www.superando.it
La LEDHA di Milano ha sostenuto numerose famiglie in una citazione al Tribunale civile per
ottenere il ripristino delle ore di sostegno ridotte all’inizio del corrente anno. Per la prima volta però non è ricorsa al TAR, procedura ormai consolidata, ma ha tentato una nuova strada , quella del ricorso alla L. n° 67/06 contro le discriminazioni ai danni di persone con disabilità. …. L’ordinanza del Tribunale civile di Milano del 10 Gennaio 2011 ha pienamente accolto le richieste.
E’ in primo luogo da salutare positivamente come la prima applicazione della L. n° 67/06 in materia di inclusione scolastica sia andata a segno, costituendo un precedente assai rilevante, anche per le argomentazioni svolte dal tribunale. Esso infatti ha argomentato sulla base della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità che ribadisce nell’art. 24 il diritto all’inclusione scolastica da noi sancito già dalla L. n°104/92. Il Tribunale ha molto basato la propria decisione sulla sentenza della Corte costituzionale n° 80/10 secondo la quale il nucleo essenziale di un diritto costituzionalmente garantito, come quello allo studio, non può essere condizionato da ragioni di bilancio e rimane pienamente esigibile tramite la Magistratura. Il Tribunale ha dichiarato che ridurre le ore di sostegno assegnate l’anno precedente, senza una
motivazione di carattere pedagogico ma solo per ragioni di risparmio, è discriminazione verso gli
alunni con disabilità….

 
Corriere nazionale – 9 febbraio 2011
Stipendi dei precari della Scuola. Riconosciuti gli anni pre-ruolo”
░ In applicazione di una sentenza del tribunale del lavoro di Trieste, il periodo di precariato verrà calcolato per intero; oggi lo si valuta perintero limitatamente ai primi 4 anni, e quanto al restante periodo lo si valuta per due terzi. Non pochi docenti hanno oltre 10 anni preruolo.
Buone notizie perle diverse migliaia di precari della scuola: il tribunale del lavoro di Trieste, attraverso la sentenza n.503/2010, resa nota nelle ultime ore, ha accettato il riconoscimento, ai fini degli avanzamenti stipendiali di carriera del personale docente e ATA, di tutti gli anni di servizio precedenti all’assunzione in ruolo. Si tratta di una sentenza importante, per altro non la prima in questa direzione… Il Tribunale ha ritenuto lecita l’osservazione dei legali dei ricorrenti, secondo i quali in Italia non si terrebbe conto della direttiva europea 1999/70 che… ha prevalenza sul diritto nazionale contrattuale…

 

Decine di quotidiani riportano con soddisfazione (o almeno con attenzione) la sentenza della Consulta; Libero e La Padania la riportano stizziti.
L’ Anief ha poco più di un anno di vita, non ha distacchi sindacali, non ha il riconoscimento nazionale (sono stati tutti d’accordo, governo e sindacati, nel prorogare la scadenza delle rappresentanze sindacali, evitando le elezioni con le quali possibilmente l’Anief avrebbe ottenuto il quorum nazionale). E allora che cos’ha l’ANIEF ? Ha la giovinezza dei suoi iscritti, e la loro intransigenza, e la loro intraprendenza, e la grinta che viene dal vedersi eterni precari, discriminati contro ogni legge e contro ogni logica. Segnaliamo, infine, che l’Anief, più o meno intenzionalmente, sta scrivendo una delle pochissime pagine di politica meridionalistica, nella storia nazionale. Ora, la stampa…..
  
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Con grande rilievo 27 quotidiani riportano oggi (10 febbraio) il pronunciamento della Consulta, favorevole all’inserimento “a pettine” nelle GaE: una guerra che l’ANIEF combatte da 2 anni, presso la magistratura amministrativa, vincendo battaglia dopo battaglia e facendo commissariare gli UUSSPP e condannare alle spese di giudizio.
Diamo la breve rassegna stampa degli articoli più accurati (altre 10 testate si sono limitate a pubblicare un trafiletto, e tra queste Liberazione, Il fatto quotidiano ed Europa), e valutiamo la sensibilità di ognuna verso il precariato e verso l’Anief stesso.
1. Corriere della seraPrecari, graduatorie da rifare. Bocciata la norma della Lega
Si riporta parte della motivazione: la norma vigente “è irragionevole” e viola l’art.3 Cost. Al Miur ci si preparerebbe, con un emendamento al Milleproroghe, a congelare nuovamente tutto. Secondo ANIEF, 15 mila precari potrebbero chiedere l’immissione in ruolo: “…. le liste bocciate dalla Consulta sono state già utilizzate non solo per assegnare le supplenze ma anche per decidere le immissioni in ruolo. Si apre la strada quindi ad una serie di ricorsi che potrebbero creare un caos. Secondo ANIEF, il sindacato che aveva sollevato per primo la questione dinanzi al Tar, sono almeno 15mila i precari che potranno chiedere la sospirata immissione in ruolo. Il ministro Gelmini, dice il presidente nazionale Marcello Pacifico dovrebbe sanare la posizione dei ricorrenti senza nulla togliere ai docenti già individuati dai contratti, come da prassi corrente”.
2. la Repubblica “Graduatorie vietate ai supplenti del Sud, stop dalla Consulta
Si commenta favorevolmente che la Consulta abbia stabilità che le graduatorie GaE
vadano compilate con riferimento esclusivo al “merito”; è una dichiarazione di principio che potrebbe ostacolare il piano della regionalizzazione del reclutamento.
L’Alta corte dichiara illegittimo il comma 4 ter del d.l. 134/2009, perché in violazione del principio di uguaglianza dei cittadini. Si cita ANIEF ma senza riportarne le parole.
3.I l Sole 24Ore “Nulle le graduatorie della scuola”.
Si commenta sulla gravità delle conseguenze della sentenza n.41/2011 depositata il 9 febbrario (“indispensabile un provvedimento per salvare le assunzioni”). E’ incostituzionale la norma che ha disposto la collocazione “in coda” degli aspiranti a supplenza che hanno richiesto province aggiuntive a quella di titolarità. Nel PD si chiedono le dimissioni del ministro, per i danni incalcolabili procurati; ma il giornalista scrive: ”Gli ingredienti del pasticcio ci sono tutti, ma sono bipartisan. Tutto nasce da una valanga di ricorsi (15mila, secondo ANIEF, il sindacato che li ha promossi) da parte di insegnanti che si erano visti dare ragione nella richiesta di annullamento di inserimento in coda alle graduatorie, e si erano rivolti di nuovo ai giudici amministrativi per chiedere l’esecuzione della sentenza precedente. Piccolo particolare: il decreto che prevedeva l’inserimento “in coda” è del 16 marzo 2007, quando al Miur sedeva Giuseppe Fioroni e a Palazzo Chigi Romano Prodi… Il Salvaprecari del 2009 ha introdotto una norma di interpretazione autentica, con valore retroattivo…. Nelle graduatorie 2009/2011 chi si sposta viene inserito in coda, in quelle successive gli inserimenti avvengono A Pettine”. Nell’articolo l’Anief è citata, come si vede, per inciso, quasi c’entrasse di straforo; di Pacifico neanche l’ombra. In compenso, un’intera colonna dell’articolo è dedicata a intervistare Scrima della Cisl e Pantaleo della Cgil; questi si che non ci sono proprio entrati.
4. La Stampa “Scuola, alt al federalismo delle graduatorie”
Con un lungo articolo, si commenta sulla presa di posizione della Consulta: i titoli del precario che si trasferisce da una regione all’altra hanno lo stesso valore in tutto il territorio nazionale; il non riconoscere il punteggio (i.e. il “merito”) come criterio per l’inserimento viola l’art.3Cost. “Dopo due anni di battaglie dell’Anief, un’associazione di categoria dei precari della scuola, è arrivata la vittoria definitiva”.
Si cita, poi, Tonino Russo (PD) che effettivamente si è battuto in Parlamento in difesa della linea dell’ANIEF, e se ne riporta una dichiarazione. Segue la dichiarazione di Pacifico: ”Il ministro Gelmini dovrebbe prendere atto di non essere stata capace di gestire le graduatorie del personale docente, dovrebbe prendere atto di aver provocato un grave danno erariale alle casse dello Stato e sanare la posizione dei ricorrenti aventi diritto…. Il prossimo obiettivo dell’Anief sarà la stabilizzazione dei supplenti, docenti e Ata, che hanno conseguito tre anni di servizio…”.
5. Il Giornale “La Consulta riscrive l’elenco precari. Una leggina per uscire dal caos”
Accenna alla tesi dei Giudici di Palazzo Spada (incostituzionalità con riferimento all’art.3 Cost), e si sofferma sulle intenzioni del Miur: rifarà le graduatorie, “tenendo conto della sentenza”, e poi congelerà il meccanismo. Articolo di una colonna, con cenno incidentale all’Anief, ma niente sulle dichiarazioni di Pacifico.
6. Il Messaggero “Scuola, la Consulta boccia la norma. Da rifare le graduatorie”
Articolo esauriente di Alessandra Migliozzi, corredato di una nota sulla storia delle GaE (graduatorie provinciali che il governo Prodi ha trasformato in graduatorie “a esaurimento” prospettando l’assunzione di tutti i precari). Invano la Gelmini ha tentato di rendere difficoltoso il trasferimento di provincia dei precari, particolarmente sgradito alla Lega Nord (“un eccesso di campanilismo, ora punito”).
Ampio spazio alle dichiarazioni del presidente nazionale Marcello Pacifico.
6bis. Il Mattino “Graduatorie prof. La Consulta boccia la Gelmini”
La Migliozzi, riproponendo in parte l’articolo su citato, fornisce un’informazione puntuale corredandola di dati di fonte ministeriale: 220mila sono i precari iscritti nelle GaE, verrebbero assunti nell’arco di otto anni, con il turn over dei pensionamenti (21mila all’anno). Si riporta un passo della dichiarazione di Pacifico.
6. Avvenire “La Consulta boccia le graduatorie con la coda”.
Si spiega che i docenti collocati in coda, illegittimamente a quanto ora risulta, sarebbero circa 15mila (il numero va riferito a quelli che hanno fatto ricorso). Maria Rita Saulle, il giudice costituzionale relatrice del provvedimento ha bocciato non solo “la introduzione di una disciplina eccentrica rispetto alla regola dell’inserimento A Pettine” ma, colmo dei colmi, la “irragionevolezza” della misura con cui il Miur aveva tentato di salvare capre e cavoli: il criterio a pettine sarebbe stato reintrodotto con le graduatorie per il 2011-2013; il doppio criterio non convince la giudice (e l’Alta Corte) “non può superare il vaglio di costituzionalità che spetta a questa Corte, con riguardo al carattere non irragionevole che le disposizioni primarie debbono rivestire”. Enrico Lenzi riporta poi un breve passo della dichiarazione di Pacifico e giustappone quella di Rino Di Meglio (Gilda), senza evidenziare la difformità delle posizioni assunte dai due sindacati.
6. Libero “Torna l’invasione dei prof del Sud”
Titolo risibile. Arturo Bandini non nasconde il disappunto della Lega; per noi è interessante un passaggio della dichiarazione di Giovanni Biondi (Capodipartimento MIur) che il giornalista riporta testualmente (“…le graduatorie chiuse, che contiamo di esaurire con la progressiva entrata in ruolo degli insegnanti”), prima di riportare un passaggio delle dichiarazioni di Marcello Pacifico.
7. QN “Scuola, la Consulta: graduatorie da rifare”
Disconosce del tutto l’esistenza di Anief, ma chiarisce bene il senso della bocciatura inflitta dalla Consulta al Miur, e le conseguenze sul piano del contenzioso possibile.
8. ItaliaOggi “La Lega fa la guerra ai prof del Sud
Alessandra Ricciardi ipotizza la contromossa della Lega: “Il congelamento delle graduatorie è divenuto di assoluta priorità dopo il pronunciamento della Corte costituzionale”. La normativa con la quale il ministro Gelmini ha scoraggiato la mobilità dei docenti è irragionevole perché “comporta il totale sacrificio del principio del merito”. Nessun cenno all’Anief e niente sulle dichiarazioni di Pacifico. Strano, perché il quotidiano è probabilmente il più qualificato in materia di Scuola.
9. l’Unità “La Consulta boccia Gelmini: illegittime le liste del Nord”.
Marzio Cencioni fornisce un’informazione completa; ma il titolo è approssimativo.
Le dichiarazione di Pacifico sono riportate in modo completo, con la postilla non riportata da altri quotidiani: ”La sentenza spazza via ogni dubbio anche a chi ha proposto la proroga delle graduatorie in emendamenti specifici al MIlleproroghe in discussione al Senato: è evidente, infatti che un blocco delle stesse graduatorie violerebbe il principi richiamati dal Giudice delle leggi”. Si riportano altresì le dichiarazioni dell’On.Russo e dell’On.Puglisi, entrambi del PD.
Articoli che riprendono passaggi del precedente sono: Secolo d’Italia “Scuola: salta la norma salva precari della Gelmini”; Il Secolo XIX “Graduatorie dei supplenti, dalla Consulta stop alla Gelmini”; Libertà “Precari scuola, la Consulta boccia norme: graduatorie da rifare in base ai meriti”; La Gazzetta del MezzogiornoScuola, per i precari del Sud, una boccata d’ossigeno: le graduatorie vanno rifatte”; l’Adige “Docenti precari, illegittimo metterli in coda”; Leggo: “Supplenti, tutto da rifare”; IL GAZZETTINO “Graduatorie in coda bocciate dalla Consulta”.
10. La Nuova Sardegna “Supplenti, schiaffo alla Gelmini
In aggiunta ai precedenti, Michela Scacchioli introduce in quest’articolo la querellesulla ricorrenza del 17 marzo, e riporta più ampiamente le dichiarazioni di Pacifico.
Con lo stesso titolo, Michela Scacchioli è presente su Il Centro e su la Provincia
11. Il Manifesto “Gelmini battuta sulle Code. E cade un pezzo di Collegato
Le graduatorie andranno rifatto, dichiara il Miur, nel rispetto della sentenza; e si accenna a un’altra “piccola vittoria contro il Collegato Lavoro…. Ieri un emendamento al Milleproroghe ha soppresso, almeno in parte, la … norma secondo cui, alla scadenza di un contratt. a termine, il lavoratore ha solo 60 giorni per presentare ricorso”. Da qui in poi un peana alla battaglia della Sinistra sindacale e politica contro il collegato. Nulla più circa le code.
12. GIORNALE DI SICILIA “Scuola, da rifare le graduatori per 15mila prof supplenti”
Un articoletto in cui si cita doverosamente l’On.Russo ed i legali Fabio Ganci e Walter Miceli (che hanno patrocinato i ricorsi).

Pubblichiamo i link agli articoli di stampa ed ai comunicati delle altre OO.SS. sul pronunciamento della Consulta favorevole agli inserimenti a pettine nelle graduatorie aggiuntive.

Tuttoscuola: Tutte le code vengono al pettine

Tuttoscuola: Anief, vittoria su tutta la linea

Televideo RAI: Consulta, no graduatorie in coda

Televideo RAI: Illegittimo bloccare le liste del nord

Repubblica: Supplenti, graduatorie nel caos - La Consulta boccia la Gelmini

Il Sole 24 Ore: Il pettine batte la coda - la Consulta boccia Gelmini sull'aggiornamento delle graduatorie dei precari

Il Messaggero: Supplenze, Consulta boccia la Gelmini - Il Ministero, inevitabile rifare le graduatorie

La Tecnica della Scuola: La Consulta stravolge le graduatorie, 'code' incostituzionali ma il MIUR si rifugia nel milleproroghe

TMNews: Prof precari, Consulta annulla code, graduatorie nel caos

Agenzia DIRE: Docenti, la Consulta boccia la Gelmini - "graduatorie da rifare"

RaiNews24: Consulta, graduatorie della scuola da rifare

Il Fatto Quotidiano: Scuola, dal nord al sud i docenti sono uguali, così la Consulta boccia il DL della Gelmini

Leggo.it: Supplenti, schiaffo alla Gelmini dalla Consulta

La Stampa: Altolà della Consulta, le graduatorie sono da rifare

Il Riformista: Prof precari, Consulta annulla code

Il Mattino: Supplenze, Consulta boccia la Gelmini

Sky TG24: Sentenza della Consulta, graduatorie da rifare

RAI GR1 del 10/02/2011 ore 8:00 (dal min. 21:02)

TG3 Linea Notte del 09/02/2011 (dal min. 51:41)

Corriere della Sera: Precari, graduatorie da rifare bocciata la norma della Lega

Il Giornale: La Consulta riscrive l'elenco dei precari, pronta una leggina per uscire dal caos

TG3 del 10/02/2011 ore 14:20 (servizio)

 

I comunicati e le posizioni degli altri sindacati:

FLC CGIL: La Corte Costituzionale boccia il ministro Gelmini

FLC CGIL: Precari, tutti i nodi (della Gelmini) vengono al pettine

CISL Scuola: Graduatorie ad esaurimento, no ad una "guerra tra poveri"

 

 

 

Il Giornale – 28 gennaio 2010
In arrivo da Strasburgo la decisione sul Crocifisso”
░ Si attende la decisione senza possibilità di appello, della Corte europea dei diritti dell’uomo, sulla presenza nelle aule scolastiche italiane del simbolo del Cristianesimo.
Lo ha detto ieri il presidente della Corte Jean-Paul Costa, inaugurando il nuovo anno giudiziario. Parlando delle sentenze, a volte apparentemente contraddittorie, emesse dalla Corte sulla libertà religiosa, costa ha spiegato che nella Convenzione europea dei diritti dell’uomo ci sono diritti assoluti e incontrovertibili, come quello a non essere torturati, mentre altri diritti, non meno importanti, sono però suscettibili di restrizioni, previste nell’ambito della convenzione stessa. “Questo è vero per la libertà religiosa, di espressione e di stampa”. In questi casi, la Corte deve valutare caso per caso se le autorità, con le loro decisioni o azioni, hanno violato questi diritti o invece hanno raggiunto un giusto equilibrio.

 
Il Giornale – 28 gennaio 2010
Boom di professori assenti per malattia”
░ Una nota del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione fornisce dati che sono in controtendenza con il trend dello scorso anno.
Le assenze per malattia di docenti e personale scolastico sono aumentati nell’ultimo anno: per il personale con contratto a t.i. sono aumentati del 7,5% tra gli insegnanti, e del 18,5% tra gli ATA…. La rilevazione del Miur è stata effettuata su 10.279 scuole (il 97,9% del totale).

 
Left – 28 gennaio 2010
Se la Storia dell’arte finisce in soffitta”
░ Nel Belpaese che vanta un patrimonio d’eccellenza, in molte scuole non si studiano più i grandi maestri. Ecco che cosa ha prodotto la Riforma Gelmini.
I mesi trascorsi dall’approvazione della riforma della scuola secondaria superiore hanno confermato che non si è trattato di una legge per migliorare la qualità della scuola ma solo per ottenere risparmi nella spesa pubblica…. In questo quadro è significativo ciò che è accaduto nell’insegnamento della Storia dell’Arte, e in generale negli indirizzi scolastici che hanno a che fare con la conoscenza del patrimonio artistico e con il fare creativo. Dai quadri orario usciti dalla riforma si vede che il solo Liceo classico ha visto un incremento delle ore di Storia dell’Arte (passate da una a due settimanali, nel triennio)… Al contrario, gli istituti tecnici per il turismo hanno subito una diminuzione netta, con la cancellazione della materia nel primo biennio, ed è stato eliminato l’insegnamento di Storia dell’Arte da tutti gli istituti tecnici e professionali, compresi quelli di grafica, comunicazione e sistema-moda…… Questo mentre altri Pesi europei, cogliendone la valenza formativa, stanno pensando di introdurre la Storia dell’Arte nel curriculum delle scuole superiori..

 
Press-IN n.261 – Superando - 28 gennaio 2010
In quale modo si intende riconoscere il diritto allo studio? “
░ Il Tribunale di Milano, accogliendo un ricorso presentato dai genitori di 17 studenti con disabilità e dalla Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità (in collaborazione con LEDHA Milano e con l’Associazione “Avvocati per niente”) ha stabilito che negare le risorse necessarie per garantire il diritto allo studio dei bambini e ragazzi con disabilità è illegittimo e comporta il disconoscimento di diritti fondamentali. Riportiamo una nota dell’Ufficio stampa della LEDHA, in riferimento alla sentenza e a una Lettera aperta alle autorità scolastiche.
«Il ricorso - sottolinea Gaetano De Luca, avvocato della LEDHA che ne ha seguito l'iter - è stato promosso utilizzando la poco conosciuta Legge 67/06, che di fatto ha introdotto anche in Italia una tutela antidiscriminatoria a favore delle persone con disabilità identica a quella prevista a tutela degli stranieri, ma anche un esplicito richiamo alla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità».
«Si è deciso dunque - aggiunge De Luca - di utilizzare il diritto antidiscriminatorio, con l'obiettivo di far finalmente emergere come un inadeguato e insufficiente supporto al processo di inclusione scolastica costituisca prima di tutto un'ingiustificata e grave discriminazione, oltre che una chiara violazione della legislazione scolastica. Pertanto, la strada giuridica intrapresa è stata molto diversa dall'esperienza giudiziaria fatta sino ad ora da altri genitori, poiché si tratta di un approccio giuridico e culturale che sino ad oggi non era mai stato utilizzato». Negare le risorse necessarie per garantire il diritto allo studio dei bambini e ragazzi con disabilità significa quindi non rispettare i loro diritti umani e partendo da tale presupposto, il presidente della LEDHA Fulvio Santagostini ha chiesto di sapere, nella sua lettera aperta al Ministro e al Direttore Generale dell'Ufficio Scolastico Lombardo, «in che modo, già a partire da quest'anno, si intenda affrontare la grave situazione che vede nella sola Lombardia la mancanza di più di 2.000 cattedre di sostegno, in modo da garantire il rapporto di 1 insegnante di sostegno ogni 2 alunni con disabilità, tutelando nei fatti il diritto allo studio previsto dall’articolo 24 della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità».
«Dare a un alunno qualche ora di sostegno in più, quando non gli si offre altro - ha scritto Donatella Morra, rappresentante del Gruppo LEDHA Scuola, in un articolo apparso in Persone con disabilità.it [sito gestito anch'esso dalla LEDHA, N.d.R.] - non vuol dire "restituire le scuole speciali". Tutt'altro! Discriminazione diretta si ha quando non si fanno leggi antidiscriminatorie, discriminazione indiretta (più sottile e insidiosa) si ha quando le leggi ci sono, ma non si applicano, come avviene in Italia, in cui una buona legislazione per l'inclusione scolastica è troppo spesso disattesa o incensata solo a parole».

 
Giornale di Sicilia – 29 gennaio 2010
Ora la Regione ha cancellato il veto:gli ex PIP possono andare nelle scuole”
░ Anche gli istituti statali usufruiranno dell’ausilio del personale proveniente dal bacino di “Emergenza Palermo”.
La clausola formale è di utilizzare lavoratori per l’apertura pomeridiana degli istituti con progetti POR. In un primo momento, l’amministrazione Lombardo si era detta contraria. Da un lato ci sono 394 ex Pip in attesa di essere assegnati, pagati da mesi per non lavorare; dall’altro ci sono le scuole agonizzanti a causa dei tagli di personale ausiliario. Quale migliore occasione, allora, se non quella di risolvere il problema della sovrabbondanza di personale già pagato, accontentando le richieste dei dd.ss. ? …. Il problema è che nelle scuole non possono certo essere mandati gli ex detenuti che per la maggior parte compongono il blocco dei 394 ancora in attesa di destinazione. Questi erano stati destinati a sottopassi e pulizia delle spiagge, ma il Comune non li vuole. Così non resta che fare il gioco delle tre carte, e provare a far quadrare il cerchio anche del personale che altri enti (Istituto zootecnico, Ospedale Civico, assessorati regionali) tendono a restituire, perché ridondante….

 

 

 
La gazzetta del Mezzogiorno - 31 gennaio 2010
La burla dei fondi FAS al Mezzogiorno”
░ C’è poca informazione e qualche polemica, sulla gestione dei fondi, Gianfranco Viesti ricapitola la questione.
Si tratta del Fas, Fondo nazionale per le aree sottoutilizzate, cioè spesa in conto capitale (infrastrutture e incentivi alle imprese per gli investimenti), per l’85% nel Mezzogiorno… Il Governo ha utilizzato 43,4 miliardi della disponibilità fino al 2015 (non è rimasto quasi più niente), con un insieme articolato di decisioni che rendono assai difficile ricostruire il quadro…. Una cifra enorme, pari ad es. a più di otto volte il costo dell’alta velocità ferroviaria tra Bari e Napoli. Che fine hanno fatto?... Sotto il profilo del tipo di spesa, il Governo ha spostato 23,6miliardi da spesa in conto capitale a spesa corrente. Alcune decisioni hanno comportato il taglio di fondi Fas per il generale obiettivo di stabilizzazione della finanza pubblica; ma ci sono stati anche utilizzi specifici con specifiche platee di beneficiari…. Particolarmente rilevante per il suo significato politico è stato quanto disposto con il dl 154/08 che ha destinato 640 milioni alle amministrazioni comunali di Roma e Catania….. Complessivamente, in questo biennio la finanza pubblica è stata difesa quasi esclusivamente con risorse destinate al Sud. Con la ripartizione iniziale dei Fas, 36,9 miliardi erano destinati al Mezzogiorno e 6,5 al Centro-Nord. Le decisioni del Governo allocano, invece, 18,9 miliardi al Mezzogiorno e 19,4 al Centro-Nord; 4,6 miliardi sono stati destinati a diversi interventi post-terremoto in Abruzzo….

 
Il Messaggero - 31 gennaio 2010
Arriva in Parlamento il caso della scuola di Trastevere che chiede il permesso di soggiorno”
░ Una interrogazione parlamentare presentata dai deputati del PD Coscia e Touadi al ministro Gelmini perché intervenga per impedire il disconoscimento dei diritti dell’infanzia.
Si può chiedere il permesso di soggiorno a un bambino che deve essere iscritto alla scuola materna ? Stando ai moduli della scuola Regina Margherita di Trastevere, sembra proprio di si…. “Vincolare alla presentazione del permesso di soggiorno l’iscrizione di un bambino a scuola…. È contrario ai diritti dell’infanzia, alla Costituzione e perfino alle pessime leggi sull’immigrazione varate da questo governo. Purtroppo non è la prima segnalazione in questo senso che ci giunge e presenteremo un’interrogazione al ministro Gelmini…

 
Il Giornale – 1 febbraio 2010
Torna la Maturità all’antica e l’esame fa di nuovo paura”
░ Gli studenti prevedono: “sarà tosto”; e tosto è ottenere i voti di sufficienza necessari per accedere all’esame ma sembra ci sia una scappatoia…. Si comincia il 22 giugno
Maturità sempre più difficile. Il ministro dell’Istruzione ha annunciato le materie scelte per la prima prova…..Possono essere consultate sul sito del Miur: www.istruzione.it. Le materie della seconda prova sono state affidate ai commissari esterni. Per molti è proprio questo lo scalino più arduo da salire, ed il fatto che si sia nelle mani di professori “sconosciuti” ha creato un clima di allarme…..Secondo il prof. Rosario Salamone, preside dello storico, prestigioso Liceo Classico Visconti di Roma: “Le procedure di ammissione all’esame sono diventate più rigorose e severe rispetto al passato. Ora è necessaria la sufficienza in tutte le materie per essere ammessi all’esame… In questo periodo dell’anno, subito dopo la consegna delle pagelle, molti studenti abbandonano la statale per le private…. Evidentemente ritenendo più facile, in quelle scuole, ottenere le sufficienze necessarie ad ottenere l’ammissione”…. Insomma le novità introdotte negli ultimi anni hanno contribuito a dare una vigorosa sterzata verso il rigore, soprattutto grazie al peso nuovamente attribuito al voto di comportamento, con la possibilità di bocciare con il 5 in condotta. Lo scorso anno, i non ammessi sono stati più di 23mila, ovvero il 6,6 % del totale, contro il 5,1 (17.000) dell’anno precedente.

 
Il Giornale – 1 febbraio 2010
Meno fondi ai corsi di recupero. Lezioni spostate al mattino”
░ L’accreditamento alle scuole per i corsi di recupero sono venuti via via decrescendo: dai 210 milioni del 2007 ai 43,5 dello scorso anno
Allo scientifico Righi di Roma hanno cominciato ieri: corsi di recupero per chi, con la pagella di gennaio, ha portato a casa qualche insufficienza. Non nel pomeriggio, in aggiunta dell’orario normale ma la mattino al posto delle solite lezioni, mentre i compagni più bravi si dedicano all’approfondimento…. I corsi di recupero ci sono dal 2007; la legge dice che le scuole devono organizzarle a sostegno di chi è rimasto indietro dopo lo scrutinio di metà anno; ma al momento del debutto c’erano a disposizione 210 milioni… mentre quest’anno siamo scesi a 43,5milioni…. Obbligo di legge da una parte e soldi in calo dall’altra; e nel mezzo i presidi, con il compito di fare quadrare i conti. Quasi tutte le scuole questi corsi li tenevano al pomeriggio, senza toccare il normale orario scolastico. Ma così bisogna pagare gli straordinari o chiamare insegnanti esterni. E alla scuola ogni ora di recupero costa settanta euro, anche se l’insegnante ne riceve in tasca la metà. Le ore del mattino, invece, rientrano nello stipendio, ed i corsi diventano a costo (quasi) zero… Ma attenzione: queste ore non possono essere conteggiate nel tempo-scuola. E per legge, i giorni di lezione devono essere almeno 200.

 
ItaliaOggi – 1 febbraio 2010
Scrutini: è arrivata la riscossa per l’esercito dei supplenti temporanei”
░ Se sostituiscono i titolari fino alla fine delle lezioni hanno diritto alla proroga del contratto. Lo si è stabilito, in sede di conciliazione all’USP di Caserta, lo scorso 3 gennaio.
I supplenti temporanei, assunti in sostituzione di docenti la cui assenza fino al termine delle lezioni si è ulteriormente protratta fino allo svolgimento delle operazioni di valutazione finale, hanno diritto alla proroga del contratto fino al termine degli scrutini e degli esami, incluse le giornate successive al termine delle lezioni. Anche se l’assenza del titolare e di breve durata ma includa sia gli ultimi giorni di scuola sia il periodo degli scrutini…. La CM del 10 giugno 2009 (prot.9038) aveva tra l’altro già previsto il caso e stabilito che il mantenimento in servizio previsto dall’art.37 del contratto scuola andasse esteso “alla generalità del personale docente supplente temporaneo in servizio fino al termine delle lezioni che abbia l’incombenza della partecipazione agli scrutini e alle valutazioni finali….

 
Corriere di Arezzo – 1 febbraio 2010
In Europa abbandono scolastico record”
░ Nel Vecchio continente, il 14,4% dei ragazzi non completa gli studi. La Commissione UE approva un’iniziativa per ridurre la percentuale al 10% entro il 2020.
Nell’UE sono più di sei milioni (dati Eurostat) i giovani che abbandonano gli studi o la formazione con in mano soltanto un diploma di scuola secondaria inferiore. Sono giovani che avranno grosse difficoltà nel trovare lavoro, spesso disoccupati (52%) o dipendenti dai sussidi sociali…. La Commissione ha approvato un’iniziativa per aiutare gli stati membri a raggiungere uno degli obiettivi della strategia Europa 2020, di crescita e sviluppo… Per fronteggiare il problema, la Commissione propone un approccio che vada oltre le politiche scolastiche, da sole non sufficienti, e includa le politiche per la gioventù e quelle sociali, articolandosi in misure di prevenzione…, di intervento ai primi segni di abbandono, e di compensazione…….

 
ItaliaOggi – 1 febbraio 2010
Graduatorie in attesa di Consulta”
░ La Corte costituzionale potrebbe dichiarare la incostituzionalità delle “Code”, ma Lega e FLI pressano perché le GaE siano congelate e sia bloccato l’inserimento “a pettine”. (Alessandra Ricciardi e Carlo Forte)
L’aggiornamento delle GaE resta in bilico. Il 27 gennaio, infatti, nelle Commissioni Riunite Affari Costituzionali e Bilancio del Senato, sono stati presentati alcuni emendamenti che mettono in discussione l’aggiornamento degli elenchi (DOVREBBE AVVENIRE QUEST’ANNO) di fatto congelandoli. N emendamento, in particolare, quello della Lega Nord, gode dell’appoggio anche del ministero, che lo vede come una scappatoia per blindare le graduatorie, in attesa della riforma del reclutamento. Ma nel frattempo tutto potrebbe complicarsi. Secondo rumors parlamentari, sta per essere emessa dalla Corte Costituzionale una sentenza che mette mano nella disciplina del settore. Di fatto dichiarando incostituzionale l’inserimento in coda alle graduatorie… La Consulta ha esaminato l’ordinanza del 5 febbraio 2010, con la quale il TAR-Lazio aveva sollevato dubbi di legittimità costituzionale sull’art.1, c 4ter del dl 25/09/2009 n.134, aggiunto da L 24/11/200 n.167, relativo all’aggiornamento e integrazione delle graduatorie… Intanto è spuntata la pista parlamentare. Con un emendamento (1.0.45) presentato dai senatori Mario Pittoni, MariaPia Mura, Massimo Garavaglia e altri, il Carroccio prevede che le graduatorie ad esaurimento previste dall’art. 605 lett. C) della legge 27 dicembre 2006 n.296, vigenti per il biennio 2009/2011 vengano prorogate per l’a.s. 2011/2012…. Se l’emendamento venisse approvato, i trasferimenti da una provincia all’altra verrebbero bloccati e le graduatorie di coda rimarrebbero in vita per un altro anno. In linea con questa posizione anche due emendamenti presentati dai senatori di Futuro e Libertà: Valditara, Saja, Viespoli, Baldassarri, Contini, De Angelis, Digilio, Germintani, Menardi, Pontone, D’alia. Chiedono l’allungamento del periodo di vigenza…. In entrambi i casi si impediscono i trasferimenti dei docenti del Sud…. Sempre in materia di GaE va segnalato un emendamento di segno contrario, che mira a mantenere le code consentendo però i trasferimenti. Si tratta di una proposta avanzata dai senatori del PD… Per capire che sorte avranno gli emendamenti occorre attendere la sentenza della Corte costituzionale…

 
ItaliaOggi – 1 febbraio 2010
Pensione sventata senza lo scatto”
░ Una circolare ministeriale chiarisce come applicare la norma (Dirett.minis. n.94 del 4 dicembre 2009) sul pensionamento d’ufficio al personale scolastico (con preavviso di almeno 6 mesi da notificare entro il 28 febbraio), allo scadere dei 40 anni di contribuzione: in attesa di maturare lo scatto, il dipendente ottiene il rinvio del pensionamento. Rinvio anche per chi in carriera ha prestato servizio part-time.
E’ confermata, limitatamente al triennio 2009/2011… la facoltà dell’Amministrazione scolastica di disporre la risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro nei confronti di chi raggiunga l’anzianità massima contributiva (40 anni) prevista dall’art.72 comma 11 del dl 112/2008. Salvo che non si sia in attesa dello scatto stipendiale… La CM n.100 del 29 dicembre 2010, nel ribadire la validità di quanto disponeva la nota ministeriale n.94, ha tuttavia precisato che la risoluzione del rapporto di lavoro al compimento dei 40 anni di anzianità contributiva, può operare solo se tale anzianità sia stata pienamente raggiunta alla data del 3 agosto 2011 e che i periodi di riscatto, eventualmente richiesti, contribuiscano al raggiungimento dei 40 anni nella sola ipotesi che siano già stati accettati i relativi provvedimenti. Ha anche stabilito un importante principio che negli anni scorsi era stato fonte di notevoli divergenze tra il personale e l’autorità scolastica, e cioè che per il personale in regime di part-time il compimento del limite massimo di 40 anni deve essere considerato tenendo presente anche il raggiungimento del della misura massima di pensione corrispondente. Ad esempio, se nei 40 anni sono compresi due anni di servizio prestato in tale regime, la misura massima di pensione si raggiunge con 41 anni di servizio, e dunque la risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro dovrà essere prorogata di un anno.

 
ItaliaOggi – 1 febbraio 2010
Docenti, trasferimenti in stand by”
░ Qualche ritardo del Miur nella formulazione dell’ipotesi del contratto di mobilità, in attesa della concertazione con gli organi di controllo: la Ragioneria Generale e con la Funzione Pubblica. (Antimo di Geronimo)
I trasferimenti e passaggi in stand by. Il Miur ha atteso fino al 24 gennaio per inviare alla Ragioneria e alla funzione pubblica l’ipotesi di contratto integrativo sulla mobilità di quest’anno, siglato il 16 dicembre scorso… I tempi si allungano e ciò rischia di far saltare la tabella di marcia degli organici, della mobilità annuale e delle assunzioni. Ce dovrebbero concludersi entro il 31 luglio.

 
ItaliaOggi – 1 febbraio 2010
Il docente di sostegno non è un tappabuchi”
░ Lo ha ribadito l’USR per la Puglia, con una nota dell’Uff. VII.
Il provvedimento si inquadra in un vero e proprio filone, diretto a sancire un principio di rango costituzionale: gli alunni portatori di handicap hanno diritto all’istruzione come tutti gli altri. E siccome l’handicap impedisce loro di stare al passo con i compagni normodotati, lo Stato dà una mano tramite l’insegnante di sostegno. E dunque, se questi viene utilizzato per andare a fare le supplenze, quando manca qualche collega, l’alunno disabile viene privato del diritto all’istruzione. E quindi non si può fare…. Gli UUSSRR stanno cercando di arginare il fenomeno…. Qualche giorno fa è intervenuto anche l’USR della Basilicata (934/2010)…

 
ItaliaOggi – 1 febbraio 2010
Liste, i mesi validi non sono più di 6”
░ Il Miur vince finalmente un ricorso. E’ una notizia, di questi tempi.
Il tetto è invalicabile anche cumulando servizio specifico e non. Nelle GaE non si possono fare valere più di 6 mesi l’anno. Anche cumulando il servizio specifico e non specifico. Il chiarimento viene dalla VI sez. del C.dS. a prescindere dal fatto che si tratti di servizio prestato nella stessa classe di concorso a cui si riferisce la graduatoria (specifico), oppure in classe di concorso diversa….. Il docente che fa valere un anno di servizio specifico ottiene la valutazione massima (12 punti, due punti per ognuno dei 6 mesi valutabili) mentre se fa valere un anno di servizio non specifico ottiene 6 punti (un punto per ognuno dei 6 mesi valutabili).

 
ItaliaOggi – 1 febbraio 2010
Vuoi impugnare ? Dal giudice ordinario”
░ Lo stabilisce una sentenza (644/2011 21 gennaio)del Tar per il Lazio: definiti i nuovi criteri per risolvere le controversie relative ai rapporti di lavoro dei pubblici dipendenti.
Per impugnare la graduatoria di istituto, finalizzata all’individuazione del docente soprannumerario, si va dal giudice ordinario….. IL giudice di merito ha ricordato che, a seguito della contrattualizzazione del rapporto di lavoro dei pubblici dipendenti, sono state devolute alla cognizione del giudice ordinario, in funzione del giudice del lavoro, tutte le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze della P.A. Salvo quelle relative ai concorsi per l’assunzione dei dipendenti, nonché quelle concernenti il personale in regime di diritto pubblico…. Dunque, le controversie che riguardano atti di gestione dei rapporti di lavoro contrattualizzati sono sottratti alla cognizione del giudice amministrativo. Tanto premesso, il Collegio ha fatto presente che il procedimento di formazione delle graduatorie dei docenti della scuola statale non rientra tra le procedure concorsuali per l’assunzione…

 
Press-In – anno III n.321 – 1 febbraio – 3 febbraio 2010
 ░ L’agenzia riprende una lettera pubblicata su Pordenone Oggi,a firma A.M.P. Insegnante. Secondo la scrivente, la legge 170/2010 sul Dsa (disturbi dell'apprendimento) crea panico nelle famiglie degli studenti, perché induce la scuola a marchiare come affetti da patologia alunni che, nel più dei casi, semplicemente attraversano fasi temporanee di ritardo dell’ apprendimento. Immediata la replica, inviata da Loredana Biffo, esponente della Associazione genitori e insegnanti amici della dislessia. Riportiamo passi di entrambe le lettere.
La scuola va verso un lento e sicuro declino
Egregio Direttore, dopo tanti anni di insegnamento è veramente frustrante e deludente vedere che la nostra scuola non solo non è stata migliorata ma si avvia verso un lento e sicuro declino deludendo le aspettative degli studenti che vedono in essa un’opportunità e per molti di loro forse l’unica opportunità. L’ultimo colpo di grazia è stata la Legge sulla Dislessia recentemente approvata in sede di commissione deliberante, non con votazione democratica nelle due camere parlamentari. A chi giova ed a chi serve questa legge? Mi ritrovo in quasi ogni classe con 4/5 alunni etichettati dislessici, non ci si accorge di niente, fino a quando l’insegnante di sostegno della classe nel consiglio di classe non ne fa i nomi evidenziando se si tratta di discalculia (difficoltà nel fare i calcoli ) e/o disortografia ( errori di ortografia) o dislessia (lentezza o errori nella lettura). Con 30 alunni in classe e con 9 classi, spesso di questi alunni ci si dimentica il nome, si collega il loro nome a quanto era stato detto nel momento delle verifiche. C’è l’alunno che rifiuta di farsi interrogare, che si è seduto all’ultimo banco perché si vergogna di sbagliare e di mostrare a tutti che lui è diverso dagli altri. C’è l’alunna che si blocca durante l’interrogazione, intimidita, che si mette a piangere e anche se incoraggiata non risponde più. Poi c’è l’alunno che durante la verifica scritta, vedendo la maggior parte dei suoi compagni consegnare, ti chiede preoccupato se puoi lasciargli più tempo perché ti dice: “prof. io sono dislessico”. Poi non solo ha consegnato entro le due ore prestabilite ma scopro che il suo compito è uno dei migliori della classe con una grafia più curata e corretta di quella di altri suoi i compagni invece non etichettati dislessici. Ci sono gli alunni, e sono la maggioranza, che seppure con vergogna ti dicono che sono dislessici, e che non sono tenuti a prendere appunti, non seguono neanche la lezione, non studiano. Frequentano la scuola più per stare assieme ai loro compagni che per imparare, tanto alla fine dell’anno saranno promossi, è così che è andata negli anni precedenti e sarà così anche quest’anno. I loro elaborati sono pieni di errori, pessima grafia, sembra che non abbiano mai frequentato la scuola eppure hanno fatto cinque anni di scuola elementare e tre di media inferiore. Parlando con qualche genitore ne scopri il perché: al figlio i compiti non venivano corretti, in alcuni casi l’insegnante evidenziava l’errore ma non spiegava perché aveva sbagliato; lo studente preparava la lezione ma non veniva interrogato, non ci si aspettava lui imparasse alcunché, così lui abituato a non fare niente a scuola, ora non vuole fare niente. Un genitore addirittura mi ha detto che la psicologa che seguiva il figlio gli aveva detto di non leggere tanto non sarebbe servito a niente perché non avrebbe comunque imparato perché di dislessia non si guarisce. Questo è l’aiuto che sta venendo dato e che si vuole dare agli alunni che hanno difficoltà nel leggere scrivere e far di conto? Perché gli studenti gli errori li fanno, se non hanno frequentato una buona scuola elementare le lacune le hanno e allora che facciamo diciamo che sono tutti malati? Che soffrono tutti di disturbi dell’apprendimento? …. Perché dobbiamo dare credito a teorie psichiatriche fallimentari che stanno buttando nello sconforto e nello scompiglio alunni e genitori e non recuperare gli insegnamenti e l’esperienza di grandi pedagogisti ? Perché un gruppo di psichiatri ha deciso a tavolino che gli studenti che in seconda elementare devono saper leggere fluidamente e senza errori, devono saper scrivere correttamente ed avere una buona grafia, non devono superare il numero di errori nei calcoli prestabilito nei loro protocolli? Senza tener conto delle numerose variabili che intervengono nel processo di apprendimento, insegnante, metodo di studio, ambiente familiare ecc, hanno stabilito che gli alunni che cadono fuori dai loro parametri, sono dislessici, sono affetti dai così detti disturbi specifici dell’apprendimento….

“Dislessia, elogio all'imperfezione per il superamento del pregiudizio”
Il 1 febbraio, è stato pubblicato un articolo sulla testata “Pordenone oggi”, scritto da un'insegnante (anonima), la quale sostiene che il declino della scuola sia aggravato, se non determinato, dall'approvazione della legge ministeriale 170… A suo dire, bisognerebbe tornare ai metodi pedagogici di Don Milani…, in quei bei tempi lontani, in cui non imperversavano teorie scientifiche di dubbia serietà (sempre secondo la signora), e tutto si basava su metodi “naturalistici” a suo dire molto più attendibili…. Bene, a fronte di tutto ciò, in qualità di Responsabile Agiad (Associazione genitori e insegnanti amici della dislessia) nel Comune di Torino, mi sento in dovere di chiarire alcuni concetti dai quali non si può prescindere, soprattutto perchè sostenendo tali eresie, si dà un'informazione sbagliata, viziata dal pregiudizio. Ritengo che le parole dell'autrice di quell'articolo, siano la dimostrazione dell'assoluta non conoscenza del Dsa da parte del sistema scolastico, potremmo definirla “ignoranza specifica”, certamente questo è dovuto al fatto che non è mai stata fatta formazione specifica agli insegnanti, sia perchè di disturbi dell'apprendimento si parla da poco tempo.
Superfluo fare commenti sugli ultimi tagli voluti dalla Gelmini, è evidente la gravità della cosa, visto che non si sono tagliati drasticamente le cattedre di sostegno agli handicap, figuriamoci se si potranno mettere in atto metodologie didattiche specifiche e adatte a dislessici e disgrafici, che handicap non sono,….non essendoci un deficit cognitivo, non rientrano nella sfera dell'handicap. Quello di cui necessitano, è una messa in opera di “metodologie didattiche personalizzate”, difficilmente conciliabili con la rigidità dei tempi della didattica tradizionale, svolta perlopiù in classi troppo numerose. Infatti le loro difficoltà si manifestano spesso attraverso la lentezza nella lettura, disordine nella scrittura e difficoltà nel calcolo, il che è causa di uno scarso rendimento, perchè concentrandosi sul gesto grafico-motorio, o sulla lettura, tendono a “perdere i contenuti” di quanto studiano. Si è visto che lavorando più sull'ascolto, dandogli mappe concettuali nelle verifiche, facendogli usare il computer, la calcolatrice, concedendogli tempi più lunghi negli elaborati scritti, e prediligendo le verifiche orali, questi soggetti migliorano esponenzialmente le loro prestazioni. Il che li aiuta a riacquistare autostima, a combattere un aspetto psicologico grave, definito “senso di incapacità acquisita”, che li conduce in breve tempo a stati depressivi, disturbi del comportamento e disturbi alimentari, e nella stragrande maggioranza dei casi, all'abbandono scolastico…. Dunque era necessario e urgente varare una legge che riconoscesse il problema, che superasse la debolezza delle circolari con le quali finora era stato affrontato, con il risultato di delegarlo interamente alla discrezionalità delle scuole e alla buona volontà degli insegnanti. Con le norme previste nella legge appena approvata viene rafforzato il diritto all'istruzione a successo formativo, ad avere pari opportunità attraverso una flessibilità didattica…. Questo in nome del “principio di eguaglianza”, che si applica proprio rispettando le differenze, mettendo i bambini allo stesso livello si, ai posti di partenza, ma soprattutto, sostenendoli durante il percorso, che non può essere discriminatorio, perchè quando la differenza fa paura, la normalità uccide.

Il Sole 24Ore – 2 febbraio 2010
Premio riservato al 75% dei docenti”
░ Il Miur tira dritto in solitudine, sul progetto del giudizio sul merito dei docenti, e non mette a parte del relativo Decreto (che sarebbe in arrivo) i sindacati (che chiedono di essere consultati). Il Sole 24Ore, ne anticipa alcuni contenuti, tutti all’insegna della “trasparenza”.
Non si potrà premiare più del 75% degli insegnanti in servizio e sui siti internet delle scuole, in un’apposita sezione, denominata “Trasparenza, valutazione e merito”, dovranno essere indicati nomi, curricoli e importi erogati. Lo prevede la bozza di DPCM relativo alla valutazione degli insegnanti, messo a punto dai ministeri dell’Istruzione e della Funzione pubblica, in attuazione della riforma Brunetta del Pubblico impiego. Sul sito delle scuole bisognerà pubblicare anche tutti gli incarichi, retribuiti e non, conferiti a dipendenti pubblici e privati…. Il testo, che si applica solo ai docenti e non al personale amministrativo…, sarebbe ora all’esame del Tesoro. Sul piede di guerra i sindacati, ai quali il decreto, secondo quanto si apprende, non è stato ancora consegnato.

 

LA STAMPA – 22 gennaio 2010
Università. Dopo 4 anni ripartono i concorsi”
IlCdM ha approvato il più urgente decreto attuativo della riforma: quello sull’Abilitazione scientifica nazionale per il reclutamento dei docenti; contestualmente il CdM ha dato all’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e ricerca un nuovo direttivo (determinerà le attività dell’agenzia, i criteri e metodi valutativi).
La riforma dell’Università muove i primi passi. Il Consiglio dei Ministri ha varato ieri uno schema di regolamento che introduce nuove regole per l’accesso alla docenza, e nominato i componenti dell’ANVUR, l’agenzia per la valutazione del sistema universitario. Due passi importanti: il primo consente di far ripartire, dopo 4 anni di stallo, i concorsi; il secondo garantisce la distribuzione delle risorse agli atenei in base al merito. Intanto la Flc-CIGL lancia l’allarme sui finanziamenti: dal 2011 il sistema universitario deve fare i conti con ulteriori tagli lineari del 10% - circa 700 milioni – previsti dalla legge di stabilità sugli stanziamenti dell’anno precedente.

 
CORRIERE DELLA SERA – 22 gennaio 2010
QUELLE CLASSI HANNO TROPPI ALUNNI. Il TAR dice stop alle aule pollaio.”
Il Tar del Lazio accoglie il ricorso del Codacons. La Gelmini si difende dicendo che sono solo lo 0,4%, i casi fuori dalle regole.
Dice la legge che nelle nostre scuole c’è il limite di numero di alunni per classe: deroghe comprese, 27 alle elementari, 28 alle medie, 30 alle superiori. Dice sempre la legge che la stanza dovrebbe essere grande abbastanza: per ogni alunno poco meno di due metri a disposizione. Il Codacons ha trovato 275 “classi pollaio” che non rientrano nelle regole, e ha chiesto l’intervento del Tar con uno dei primi esempi di class action, cioè di azione collettiva fatta con un singolo esposto. E ieri il Tribunale amministrativo ha dato ragione all’associazione dei consumatori. Adesso il Miur ha 120 giorni di tempo per mettere a punto un piano di riqualificazione dell’edilizia scolastica. Cosa succede ? Nell’immediato nulla, poiché il Miur presenterà ricorso al CdS… Il ministro Mariastella Gelmini parla di “ricorso destituito di ogni fondamento”. Concentrandosi sulle scuole superiori, dove il problema è più grave, aggiunge: “le classi con più di 30 alunni sono solo lo 0,4% el totale…. Il Codacons canta vittoria:”Ora il ministro Gelmini – dice il presidente Carlo Rienzi – dovrà preparare un piano…… Se non lo farà saremo costretti a chiedere la nomina di un commissario che si sostituisca al ministro…. Insegnanti e genitori i cui figli sono costretti a studiare in aule polaio potrenno chiedere un risarcimento fino a 2500 euro, in relazione al danno esistenziale subito”…. In Italia, la cass action non prevede la possibilità di chiedere un risarcimento alla P.A. Sarebbe necessario un altro ricorso davanti al Tribunale ordinario.

 
CORRIERE DELLA SERA – 22 gennaio 2010
STOP all’Inglese potenziato”
Soltanto 10mila studenti della scuola media hanno potuto fruire dell’insegnamento potenziato della Lingua inglese: il fallimento di un troppo reclamizzato potenziamento.
L’idea venne a Letizia Moratti, correva l’anno 2005. Da settembre gli studenti delle Medie potrannno scegliere l’inglese potenziato: cinque ore alla settimana piuttosto che le solite tre… in cambio bisogna rinunziare alla seconda lingua…. I dati del Miur ci dicono che quest’anno il modulo delle cinque ore viene seguito da meno di 10mila ragazzi…. Che cos’è successo, allora?... Il preside che vuole l’Inglese potenziato si trova dinanzi ad un percorso ad ostacoli. E allora molti preferiscono lasciare perdere. Armando Catalano è il dirigente della Scuola media Rosmini di Roma: “Noi abbiamo rinunciato, e il motivo è semplice. A febbraio di ogni anno, al momento dell’iscrizione, possiamo chiedere alle famiglie se vogliono più ore di Inglese, ma se avremo gli insegnanti per farlo lo sapremo solo a luglio…. Il problema è che due oredi Inglese in più vengono sottratte alal seconda lingua. L’inglese potenziato potrebbe portare all’estinzione i professori di Spagnolo o Tedesco, e specie in epoca di tagli com’è questa nessuno si vuole assumere la responsabilità.

 
La Stampa – 22 gennaio 2010
Soldi agli istituti. Nessuna famiglie è obbligata a pagare”
Per il 2011, le scuole sono destinatarie di 130 milioni di euro per il funzionamento, e di oltre un miliardo e mezzo di euro per il miglioramento dell’offerta formativa. Giro di vite del Miur: le scuole possono solo chiedere contributi limitati.
Anche quest’anno, chi ha figli nelle scuole pubbliche ha ricevuto un foglio con l’elenco dei costi accessori. Sono i contributi volontari per partecipare alle spese delle scuole, che volontari spesso non sono perché se qualcuno prova a non pagarli, arrivano minacce e ricatti e cancellazioni dalle attività didattiche. E’ così da alcuni anni ormai, a chiedere è più di una scuola su due… ma quest’anno al Miur non intendono lasciar correre…. Una posizione netta quella del ministero, anche più netta dello scorso anno perché accompagnata dall’annunzio di provvedimenti per le scuole non in regola, e sostenuta da una novità di non poco conto rispetto a dodici mesi fa: per il 2011 tutte le scuole hanno ricevuto 130 milioni di euro per il funzionamento, e oltre un miliardo e mezzo di euro per il miglioramento dell’offerta formativa (corsi di recupero e progetti, ma anche supplenze). Vuol dire circa 8.170 euro per scuola per il finanziamento e 36.550 euro per l‘offerta formativa.

 
IL MATTINO – 24 gennaio 2010
Università. Prof del Sud dimenticati”
Il rettore della Federico II di Napoli, Massimo Marrelli, si è accollato il compito di dire quello che tutti hanno pensato, quando è venuta fuori la lista dei componenti il direttivo dell’ANVUR. Non buono il titolo don lui la lettera del professore è stata pubblicata nella rubrica “Riflessioni”; in effetti, non si tratta, evidentemente di prof del Sud “dimenticati” dal Ministro, ma di una realtà, quella accademica meridionale, volutamente esclusa.
Tutte le Università hanno, da tempo, manifestato convinta adesione alla proposta…. di costituzione dell’Agenzia Nazionale di Valutazione delle Università e della Ricerca…. Suscita quindi molta sorpresa la distribuzione delle competenze dei sette membri dell’Anvur nominati dal governo. Si tratta certamente di autorevoli esponenti della comunità scientifica nazionale (ogniuno nel proprio settore) ma non c’è tra di loro nessun ricercatore del sistema universitario meridionale, e tra loro alcuni macrosettori sono sovra rappresentati, mentre altri risultano del tutto assenti…. Inoltre alcune aree scientifiche non sono assolutamente rappresentate…. E’ ben noto che i processi di valutazione hanno effetto quando i criteri su cui sono basati e i responsabili del processo sono accettati generalmente dai soggetti sottoposti a valutazione. Non mi sembra che in questo senso si cominci bene….

 

 
Italia Oggi Sette – 24 gennaio 2010
Tecnici al servizio dell’innovazione”
Oltre trecento laureandi o laureati troveranno posto in Altran: l’assunzione a t.i. è uno degli obiettivi 2011 della società.
Altran sta portando avanti un’intensa campagna di recruiting:abbiamo importanti obiettivi di assunzione per il 2011”. A spiegare la strategia di Altran Italia è il direttore marcheting $ comunicazione Manuele Sansa. “In particolare, 200 nuovi collaboratori sono entrati in azienda nel 2010 e oltre 300 sono quelli che stiamo cercando da oggi alla fine di quest’anno. Ricerchiamo laureandi e laureati magistrali o vecchio ordinamento provenienti dalle aree di ingegneria, scienze matematiche, fisiche e naturali, economia…. Il gruppo Altran è nato in Francia 28 anni fa ed è quotato alla borsa di Parigi. Offre consulenza alle principali imprese mondiali su: innovazione tecnologica e di processo, sviluppo e gestione dei sistemi informativi; strategie e management….. Altran Italia nasce nel 1996 e annovera clienti di primaria importanza nei settori energia ed healthcare, telecomunicazioni e media, trasporti e infrastrutture, banche e assicurazioni, aerospazio edifesa. Impiega oltre 2200 persone ed è presente sul territorio nelle sedi di: Trieste, Milano, Torino, Ivrea, Genova, Bologna, Pisa, Firenze, Roma, Napoli, Catanzaro….

 
Italia Oggi Sette – 24 gennaio 2010
Umana rafforzala rete con 40 giovani”
L’Agenzia per il lavoro “Umana”, presente sul territorio con 110 filiali in 11 regioni procede ad acquisire personale.
L’agenzia punta a sviluppare oggi la presenza sul territorio, proponendosi sul mercato con nuovo personale. “Siamo alla ricerca” dice Maria Raffaella Caprioglio, vicepresidente di Umana “di 40 giovani da inserire nella nostra rete commerciale, dotati di grinta e spirito imprenditoriale…. Le aree in cui si prevede di inserire le nuove risorse sono le province di Brescia, Bergamo, Milano, Bologna, Piacenza, Roma, Torino, Firenze e Treviso. Chi desidera candidarsi può inviare il curriculum all’e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 
Giornale di Sicilia – 24 gennaio 2010
Sciopero nella Scuola, contro i tagli annunciati”
Il 28 gennaio sciopero della Scuola e dell’Università indetto dai Cobas.
Obiettivo della protesta, si legge in una nota, “l’arroganza governativa, la necessità di massicci investimenti per la Scuola e l’Università, l’assunzione a t.i. dei precari, lo sbolcco dei contratti a degli scatti di anzianità, … Manifestazioni regionali si svolgeranno a Torino, Firenze, Genova, Napoli (Pomigliano), Salerno, Palermo, Cagliari, Bari, Trieste, Livorno, Potenza, Padova, Terni, Lanciano (Chieti). A Roma, un corteo partirà in mattinata da Piazza della Repubblica.

 
La nuova Ferrara – 24 gennaio 2010
Scuola, la rivolta dei precari a vita”
Il personale scolastico con contratti a t.d. chiede, sempre più numeroso, la stabilizzazione promuovendo azioni legali e ricorsi amministrativi. I tribunali si esprimono con sentenze che danno forza alle rivendicazioni, ed anche il buon senso le avvalora, perché è illogico che coesistano cattedre senza titolare e docenti precari a vita. Un articolo sulle azioni della CGIL che, a questo punto, apprezza la linea sindacale inaugurata dall’ANIEF. Meglio tardi….
Contro questo uso scorretto e indiscriminato dei contratti a termine, la Flc-CGIL ha nvitato i precari a impugnare i contratti di lavoro…. La campagna nazionale della Flc Gcil “Operazione centomila” per stabilizzare la posizione di altrettanti docenti e addetti ata precari, nasce dalla volontà di dare piena attuazione alla legge 386, nonché alla Direttiva europea che vieta la reiterazione dei contratti a termine. Il termine fissato è quello dei tre anni, ma non è raro imbattersi in docenti e bidelli che hanno costruito la loro intera carriera sul precariato… Un problema, quando l’unico spiraglio per un insegnante sono le supplenze per sostituire colleghi assenti. Un abuso e un uso illegittimo dei contratti a termine, quando si chiamano i precari a coprire posti vacanti in organico…. La Corte d’Appello di Brescia ha sancito il diritto a un risarcimento dei danni, e il giudice del lavoro di Siena ha imposto l’assunzione di alcuni docenti. Una delle strade intraprese è quella dell’impugnazione dei contratti di fronte al datore di lavoro (il Ministero), ma cresce anche il fronte dei precari che non hanno esitato a ricorrere direttamente al giudice per chiedere di stabilizzare il rapporto di lavoro, il riconoscimento degli scatti di anzianità e il pagamento delle mensilità estive.

 
Domani – Arcoiris TV – 24 gennaio 2010
Ecco come il governo dell’amore cancella i precari della scuola”
Vincenzo Brancatisano lo aveva scritto a ottobre scorso; adesso riepiloga: “Ci avevamo visto giusto. L’unica arma di salvezza per i precari della scuola è il Tribunale”. Precisiamo: avevamo visto giusto, prima di Ottobre, noi dell’ANIEF, molto prima. Tutti adesso adottano il nostro metodo, ma raramente ci arrivano riconoscimenti di ciò; lo stesso Brancatisano ci ignora e scrive: ”Prima della discesa in campo dell’ultima ora, i sindacati hanno sempre ritenuto azzardata l’azione giudiziaria di stabilizzazione dei tanti precari del settore pubblico”.
Dai primi dati, sembra che entro il 23 gennaio, 50mila precari abbiano presentato ricorso alla magistratura impugnando i contratti a t.d.
C’è un giudice anche in Italia… Ci avevamo visto giusto. L’unica arma di salvezza per i precari della scuola è il Tribunale. Lo avevamo scritto a ottobre scorso, in un articolo che citava le tante sentenze che da un paio d’anni condannano a ripetizione il Ministero dell’Istruzione a riconoscere diritti importanti dei lavoratori a termine annuale, docenti e non docenti… Un super lavoro attende i nostri giudici del lavoro poiché stanno per piombare negli uffici giudiziari di tutta Italia centinaia di migliaia di fascicoli di lavoratori, pubblici e privati, che si ritengono vittime di abuso di contratti a termine e di altre forme atipiche di assunzione… Il settore più coinvolto è la scuola pubblica. Un esercito di docenti e non docenti è assunto con contratti a termine anche per decenni da uno Stato che conta sul mancato pagamento dei mesi estivi e degli scatti di anzianità, tanto che questi lavoratori percepiscono lo stipendio di prima nomina anche dopo decenni di incarichi annuali: un comportamento condannato come discriminatorio da ripetute sentenze nazionali e comunitarie emesse in favore dei precari che hanno già fatto causa. Prima della discesa in campo dell’ultima ora, i sindacati hanno sempre ritenuto azzardata l’azione giudiziaria di stabilizzazione dei tanti precari del settore pubblico. Il decreto legislativo 368/2001, nel recepire la Direttiva Ue 1999/70 sulla prevenzione degli abusi dei contratti a termine, consente la reiterazione dei contratti, compensandola però con un risarcimento dei danni, opportunità pressochè sconosciuta ai lavoratori visto che i sindacati non l’hanno mai pubblicizzata. Chi ha fatto causa l’ha però ottenuto con sentenza fino a decine di migliaia di euro. Ora il Collegato lavoro riduce il risarcimento a una cifra che va da 2,5 a 12 mensilità mentre prima il danno era quello dimostrabile nelle sue forme del danno emergente e del lucro cessante, somma ulteriormente dimezzata dalla legge 183 quando i lavoratori, come quelli della scuola pubblica, sono tutelati da contratti collettivi firmati dai sindacati. Una norma molto singolare…. la legge stabilisce che se gli interessati chiedessero i danni essi sarebbero penalizzati tutte quelle volte che la loro posizione è assistita dai sindacati. Molti giuristi che fanno capo alla Corte di Cassazione sostengono però che tale risarcimento va interpretato come aggiuntivo e non come sostitutivo rispetto a quello tradizionale. Ancora una volta ci troviamo dunque di fronte a una legge pazzoide che produrrà kafhiane interpretazioni prima ancora che applicazioni attaccabili. Ad ogni modo, a far sperare ora i precari, per la prima volta in maniera davvero concreta in merito alla possibile stabilizzazione di massa (che peraltro non pesa granché sulle casse dello Stato visto che si tratta di persone che già percepiscono stipendi e indennità sostitutive (come il compenso sostitutivo delle ferie non godute, il Tfr anticipato e l’indennità di disoccupazione) sono intervenuti tre ulteriori elementi decisivi:
  • 1) la legge finanziaria Prodi 2008, che ha previsto un piano di stabilizzazioni nel pubblico per chi abbia maturato 36 mesi anche non continuativi di lavoro;
  • 2) la recente sentenza con cui il Tribunale di Siena ha stabilizzato una docente precaria ispirandosi alla citata Direttiva e ai pronunciamenti della Corte di giustizia europea che hanno sancito il principio di non discriminazione tra lavoratori;
  • 3) infine, la stessa Corte di giustizia ha emanato una sbalorditiva sebbene sconosciuta ordinanza (1.10.2010 nel procedimento C-3/10) con cui, sciogliendo alcuni dubbi residui del Tribunale calabrese di Rossano, ha ribadito che i lavoratori pubblici devono essere stabilizzati se hanno maturato 36 mesi a partire dal 2001, l’anno in cui l’Italia ha recepito la Direttiva citata 99/70.
Scrive la Corte che il governo italiano ha addirittura ammesso per iscritto che l’art. 5 del decreto 368/2001, modificato nel 2007, “al fine di evitare il ricorso abusivo ai contratti di lavoro a tempo determinato nel settore pubblico, ha aggiunto una durata massima oltre la quale il contratto di lavoro è ritenuto concluso a tempo indeterminato” e ha introdotto a favore del lavoratore che ha prestato lavoro per un periodo superiore ad appena sei mesi, un diritto di priorità nelle assunzioni a tempo indeterminato. Un’altra norma del 2008 prevede, come pure ha ammesso il governo, “oltre al diritto del lavoratore interessato al risarcimento del danno subìto a causa della violazione di norme imperative e all’obbligo del datore di lavoro responsabile di restituire all’amministrazione le somme versate a tale titolo quando la violazione sia dolosa o derivi da colpa grave, l’impossibilità del rinnovo dell’incarico dirigenziale del responsabile, e la presa in considerazione di detta violazione in sede di valutazione dell’operato suo”.

 
La Repubblica – 25 gennaio 2010
Scuola. Record di insufficienze agli scrutini”
Primi dati relativi agli scrutini intermedi degli alunni del biennio delle scuole secondarie di secondo grado, nelle scuole di Roma e provincia: un terzo degli studenti dovrà recuperare in una o più materie.
Studenti delle superiori alle prese con i corsi di recupero. Secondo i primi dati in arrivo dalle scuole, sugli scrutini del primo trimestre / quadrimestre, infatti, più di un terzo degli alunni risulta insufficiente in una o più materie…..

 
ItaliaOggi – 25 gennaio 2010
Promozioni: nessun automatismo”
In tema di valutazione degli studenti, la VI Sezione del CdS ha stabilito (sentenza n.9413, depositata il 27 dicembre scorso) che essa va effettuata dai docenti con decisione da prendersi di volta in volta, motivata in funzione dei casi specifici: non esistono parametri preordinati (obiettivi minimi) ai quali essi debbano attenersi, com’è, invece, in occasione dei concorsi.
I Consigli di classe non sono tenuti a fissare obiettivi minimi, raggiunti i quali gli alunni vanno automaticamente promossi . Il procedimento di valutazione riguarda, infatti, non solo i livelli di conoscenza, ma anche l’opportunità o meno di un rafforzamento delle cognizioni di base del singolo scrutinando. Conseguentemente, lo studio mnemonico e poco costruttivo e le gravi lacune sono sufficienti a motivare la non ammissione alla classe successiva…. Le valutazioni scolastiche non sono dirette a selezionare i più meritevoli in base a parametri preordinati, come nelle prove concorsuali. Il fine della valutazione degli alunni, infatti, è quello di garantire un’efficace formazione dei giovani, secondo le finalità proprie dell’istruzione pubblica. E queste finalità possono configurare la non ammissione alla classe superiore, non come soccombenza rispetto ad altri soggetti, né come giudizio in assoluto negativo, “ma come riconoscimento della necessità che alcuni singoli scrutinati rafforzino le proprie cognizioni di base”, si legge nella sentenza, “per affrontare senza sofferenza, e con maggiori possibilità di piena maturazione culturale l’ulteriore corso di studi”. Tanto premesso, l’interesse degli alunni e dei loro genitori… va individuato nel corretto esercizio della potestà pubblica, finalizzata alla formazione ottimale degli studenti. E non ceto “nel perseguimento in ogni caso della cosiddetta promozione”. La potestà pubblica… risulta esercitabile con margini di discrezionalità particolarmente ampi, rimessi sia alla sensibilità che all’esperienza del personale docente… Nessuna normativa vigente vincola rigidamente le determinazioni conclusive del Consiglio di classe, la cui funzione è di effettuare un apprezzamento caso per caso, circa la personalità dello studente e la sussistenza, o meno, di lacune nelle strutture cognitiva di base. Ciò al fine di individuare i casi in cui la promozione non sia coincidente con l’interesse reale del singolo allievo: ipotesi che si verifica quando lo stesso non appaia in grado di recuperare i propri deficit formativi, in concomitanza con l’impegno richiesto dai programmi del corso superiore. E quindi: “In rapporto a tale complessa valutazione, squisitamente di merito, e vero fulcro dell’attività didattica”, argomentano i giudici, “non appare razionalmente ipotizzabile la predeterminazione di obiettivi minimi svincolati dal concreto apprezzamento della personalità del singolo studente, trattandosi in ogni caso di valutare non solo i livelli di conoscenza ma anche l’opportunità o meno di un rafforzamento delle cognizioni di base del singolo scrutinando”.

 
Il Sole 24Ore – 25 gennaio 2010
Dal prossimo anno, tagliati 20mila docenti”
Il “memento pulvis es”, questa volta ci viene (agli insegnanti) dal giornale di Confindustria. Lo sappiamo, lo sappiamo ! E il cedolino di gennaio riserva una notizia mezza brutta: è vero che nel l’anno 2010 la progressione di carriera è stata riconosciuta ma chi, con questo mese di gennaio, avrebbe dovuto maturare lo scatto al gradone stipendiale successivo lo vede, per adesso, procrastinato di due anni. L’Anief si ribella; altri sindacati si contentano della promessa che, in seguito a certificazione dei risparmi, il Tesoro concederebbe la progressione.
Il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini conferma la cura dimagrante al personale docente, prevista dalla manovra 2008. Il prossimo primo settembre mancheranno all’appello 19.700 docenti (terza ed ultima trance della sforbiciata agli organici, che nel triennio farà risparmiare a viale Trastevere oltre otto miliardi di euro. Parte di questi soldi sono serviti a far recuperare al personale della scuola l’aumento di stipendio maturato nel 2010, “in barba” al blocco delle buste paga imposto da Tremonti a tutto il pubblico impiego, fino al 2012. Ciò è stato possibile grazie al decreto intermin. Firmato nei giorni scorsi che ha “scongelato”, fino al 2012 appunto, gli scatti di anzianità del personale della scuola…. Sempre secondo questo decreto, gli scatti che saranno maturati nel 2011 e 2012 arriveranno in busta paga. Ma solo dopo che il Tesoro avrà certificato, anno per anno, le risorse risparmiate…. Una procedura non proprio semplice, e rimessa in discussione sabato scorso, quando sono stati pubblicati sul portale del Tesoro “Stipendi PA”, i cedolini di gennaio 2011. Per insegnanti e ATA è previsto uno slittamento di due anni dal raggiungimento del gradone stipendiale successivo…. L’Anief ha annunciato ricorso. “Polemiche pretestuose”, hanno risposto, in una nota congiunta Massimo Di Menna (UIL Scuola), Francesco Scrima (UIL Scuola) e Marco Paolo Nigi (Snals-Confsal): “I tre anni di blocco sono diventati due, e la procedura funziona”. D’Accordo Rino Di Meglio, della Gilda secondo cui “bisognerà comunque vigilare perché gli impegni vengano rispettati anche per il 2011 e il 2012”.

 
ItaliaOggi – 25 gennaio 2010
Brunetta vuole dirigenti manager”
Con un testo che modifica il d.lgs n.150/2009, il ministro Brunetta ha proposto al CdM i nuovi poteri del d.s. sul personale, da introdurre al più presto, “salvo intese” con il ministro dell’Economia. Lo spiega con la consueta chiarezza Alessandra Ricciardi. Nel comparto Scuola, però.….,
Venerdì scorso il CdM ha esaminato il provvedimento che corregge il decreto legislativo n.150/2009…. Obiettivo dichiarato: sottrarre alle sentenze dei tribunali l’applicazione della riforma sul fronte dei contratti integrativi, in particolare per quanto concerne i rapporti tra datore di lavoro e dipendenti, evitando confusione e disorganizzazione. Questo significa che i dirigenti potranno gestire direttamente uffici e personale, senza dover più trattare con i sindacati, da subito, ovvero senza attendere il rinnovo dei contratti collettivi. Già, perché nel frattempo che la manovra sui conti pubblici ha congelato i contratti per tre anni, alcuni tribunali, a cominciare da quello di Torino, hanno ritenuto che la Riforma Brunetta per la contrattazione integrativa scatti solo dopo il rinnovo delle intese nazionali. E dunque i nuovi poteri dei dirigenti nell’organizzazione del lavoro, che finora era materia di contrattazione con le rappresentanze sindacali, restano anch’essi al palo
per tre anni… Ecco che Brunetta, a caccia di risultati, ha tentato di risolvere alla radice il problema con un nuovo decreto. Che recita:”Hanno comunque immediata applicazione, ai sensi degli artt. 1399 e 1419, secondo comma, cel CC le disposizioni di cui all’art.33 modificato dell’art.2 del d.lgs. n.165 del 2001, all’articolo 5, comma2, del d.lgs n.165 del 2001 e all’art. 54, comma1 del d.lgs. n.165/2001, nonché le disposizioni in materia di contrattazione integrativa”. Se il decreto dovesse essere licenziato, dopo l’ok dell’Economia, potrebbe avere effetti immediati nella scuola, su materie tipiche della contrattazione di istituto pre-Brunetta: dall’assegnazione degli insegnanti alle classi e ai plessi, alla daterminazione dei criteri per la disposizione dell’orario di lavoro….. Dubbi, perché le scuole non sono uffici, sono stati sollevati anche dal ministro Gelmini. Che ha chiesto a Palazzo Vidoni di sciogliere i nodi con una nota. Ma il Dipartimento non ha mai risposto e quindi la questione resta aperta…. C’è tempo perché i dubbi sulla scuola possano essere affrontati.
Il Giornale – 26 gennaio 2010
Il governo punta un miliardo sull’occupazione dei giovani”
Varato il piano per l’Orientamento scolastico e l’inserimento lavorativo. Sostegno ai superlaureati e bonus alle imprese.
L’annuncio dell’arrivo di un “Piano d’azione per l’occupabilità dei giovani” lo danno tutti insieme i ministri competenti: il Ministro per la Gioventuù, Giorgia Meloni, dell’Istruzione Mariastella Gelmini, e del Welfare Maurizio Sacconi… Lo stanziamento, anche se non risolutivo, darà un contributo. Si tratta, esattamente di un miliardo e 82 milioni di euro, ripartiti tra istruzione e lavoro, ai quali vanno aggiunti i 103 milioni della Gioventù. Si parte con un monitoraggio capillare delle conoscenze e competenze richieste dal mercato del lavoro, alle quali va adeguata l’offerta. E poi un piano per l’orientamento scolastico e l’accompagnamento al lavoro, potenziando l’integrazione tra le scuole superiori, le università e il mondo del lavoro…. Sacconi invita i docenti ad occuparsi di più dell’orientamento e annuncia che si sta cercando di semplificare il contratto di apprendistato “con particolare riguardo all’artigianato per la rivalutazione dei mestieri tradizionali e del lavoro manuale, in funzione del contrasto alla dispersione scolastica”. Tra le iniziative in partenza, il potenziamento del sistema informativo Excelsior… Poi l’istituzione di 58 istituti tecnici superiori, denominati Scuole Speciali di Tecnologia. E ancora Campus Mentis (un’iniziativa riservata a 20mila laureati, i migliori delle università italiane, che verranno messi a contatto con le aziende che offrono lavoro. Infine un bonus di 5 mila euro per le aziende che assumono un giovane (under 35) con figli a carico.

 
La Padania – 26 gennaio 2010
Quel progetto leghista che divide il fronte sindacale”
Il “metodo” Pittoni per una scuola vicina al territorio; l’accreditato articolista (Giuseppe Reguzzoni, figura di spicco della Lega) accenna al possibile gradimento da parte del PD.
Ci sono proposte che si formulano per fare rumore, sparando alto su obiettivi magari irrealizzabili. E ci sono proposte realistiche, pensate per portare a casa risultati qui e ora…. La proposta portata avanti on pazienza e determinazione dal senatore Mario Pittoni per il reclutamento degli insegnanti su base regionale …. un dialogo certosino con tutte le forze politiche, di governo e di opposizione… Per le regioni del Nord si tatta di garantire la stabilità degli insegnanti, tanto preziosa ai fini della didattica e di un’ordinata gestione degli istituti scolastici. Al contempo, l’istituzione di graduatorie regionali degli insegnanti va finalmente nella direzione di un modello di scuola centrato sugli alunni e sulle famiglie, e non sulla semplice tutela delle cattedre degli insegnanti, per di più spesso slegati dal territorio…. La parte più ragionevole della realtà sindacale si mostra più che possibilista,… Le cose non stanno diversamente sul fronte politico, dove la corrente “cattolica” del PD, per bocca dell’ex ministro dell’Istruzione, Fioroni ha manifestato il proprio interesse per la proposta di legge leghista…

 
La tribuna di Treviso – 26 gennaio 2010
Precari senza stipendio da tre mesi”
La burocrazia penalizza i docenti delle ore alternative alla RC: già 50 casi. In vista azioni legali.
Da quattro mesi senza stipendio perché il contratto sarebbe bloccato alla Direzione Provinciale del Tesoro. E’ la denuncia di una precaria a contratto dal primo ottobre 2010, insegna alle ore alternative alla religione; da allora non vede un euro. Come lei, pare, altri 50 docenti.
Il Fatto Quotidiano – 26 gennaio 2010
Stop ai libri di testo: c’è solo l’IPad”
Una scuola superiore del Tennessee mette al bando i manuali in formato cartaceo e si affida completamente a quelli digitali. Un esperimento meno radicale (libri e IPad, insieme) è in corso in Sicilia, in una scuola di Siracusa che ha dotato, in comodato d’uso, gli studenti dei necessari strumenti tecologici.
L’Ipad a scuola: addio a zaini e cartelle; un liceo USA, dall’anno prossimo, sotituirà tutti i libri con la tavoletta Apple. L’IPad scolastico sarà per tutti, ma siccome il costo non è irrisorio, gli studenti che non possono permetterselo potranno averlo in leasing dalla scuola, a circa 20 dollari al mese. Seconqo quanto riporta la CNN online, il pioniere della rivoluzione tecnologica nell’istruzione sarà la Webb School, un istituto privato del Tennessee.
Il Mattino di Padova – 27 gennaio 2010
Precari ma con gli scatti di anzianità”
Una sentenza del giudice del Lavoro di Padova, favorevole ai precari.
Insegnanti precari da una vita, ma almeno, da ora in poi, con il pieno riconoscimento del diritto agli scatti di anzianità e quindi agli aumenti stipendiali previsti per chi ha un rapporto di lavoro a t.i….. E’ un’innovativa sentenza del giudice del Lavoro Barbara Bortot che ha accolto il ricorso presentato da 45professori delle scuole medie del padovano…. e ha condannato l’Amministrazione a collocare ciascuno dei ricorrenti al livello stipendiale corrispondente all’anzianità di servizio maturato…. Il giudice Bortot ha applicato una normativa contenuta nella Direttiva comunitaria n.70 del 1999, la quale stabilisce che… i lavoratori a t.d. non possono essere trattai in modo meno favorevole dei lavoratori a t.i. Una norma della UE a cosiddetta “efficacia diretta” in quanto fa sorgere diritti in capo al cittadino europeo che questi può fare valere direttamente davanti al giudice nazionale.

 

 

CORRIERE DELLA SERA – 15 gennaio 2010
2050, una Scuola per metà di stranieri (in una fetta d’Italia già lo è)”
░ Uno studio demografico, promosso dalla Camera dei Deputati – ha dato questa stima sulla integrazione degli immigrati.
Nel 2050 in Italia, il 50% degli studenti in età tra 6 e 18 anni potrebbero essere di origine straniera. Questo futuro è già tra noi. Già oggi, senza includere i figli delle coppie miste, i bambini stranieri con meno di tre anni sono uno su due nella cittadina vicentina di Arzignano, uno su tra nella città toscana di Prato. Ma si potrebbe dire lo stesso di centinaia di altri centri industriali e artigiani, tra il Lazio e le Alpi, dove le immigrazioni sono iniziate numerose già negli anni Ottanta e non si sono più fermate. Le ricerche sul rapporto tra scuola e migrazioni in Italia danno due importanti risultati. Il primo, positivo, è che la scuola pubblica, essendo interclassista e gratuita, è un ottimo veicolo di integrazione: pochi mesi o pochi anni dopo il loro arrivo, i giovani stranieri si sentono in Italia come a casa loro, e i loro compagni di classe li ricambiano…. Il secondo risultato, negativo, è che la scuola, come ai tempi di don Milani, non riesce a colmare i gap di partenza che affliggono i giovani studenti stranieri, proprio come accade agli italiani figli di genitori con poca cultura scolastica… Anche le seconde generazioni, che pure conoscono perfettamente la nostra lingua, hanno risultati scolastici assai peggiori rispetto ai loro coetanei italiani. La ricetta per cambiare le cose è molto semplice. Bisogna intervenire in modo mirato a favore degli studenti italiani e stranieri che non hanno genitori in grado di aiutarli a casa…

 
Il Sole 24Ore – 15 gennaio 2010
In Gazzetta, la Riforma Gelmini”
░ La Riforma universitaria è legge.
E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.10 del 14 gennaio (supplemento ordinario 11/L) la legge 240 del 30 dicembre 2010, la riforma universitaria targata Gelmini. La legge dispone “norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario”. Il provvedimento entra in vigore il 29 gennaio.

 
Italia Oggi – 15 gennaio 2010
Le scuole più disastrate potranno scegliere i prof.”
░ In Francia si sperimenta una nuova strategia per migliorare la qualità dell’insegnamento.
Come quella italiana, anche la scuola francese cambia modello: dal prossimo a.s., infatti, 249 scuole secondarie di primo grado (i collège) e 1725 primarie (école) sceglieranno direttamente i propri insegnanti. Una rivoluzione annunziata mercoledì scorso. Le scuole interessate sono quelle che ottengono i peggiori risultati. D’ora in avanti questi istituti entreranno nel programma Eclair, una sigla che significa écoles, collège set licée pour l’ambition, l’innovation et la réussite. La virata segue il modello anglosassone… Dopo un colloqui con i candidati, teso a valutarne la volontà di mettersi in gioco nel progetto, il preside formula il bando di assunzione che poi trasmette al rettore. Quest’ultimo nomina il personale per un periodo di almeno 5 anni… L’impegno degli insegnanti è un elemento per ottenere promozioni e avanzamenti di carriera. Le nuove disposizioni hanno provocato l’ira dei sindacati, che chiedono il ritiro della circolare. Intanto però il ministero ha promesso un incentivo, non ancora quantificato, agli insegnanti che vorranno dedicarsi agli allievi in grande difficoltà.
Il Sole 24Ore – 17 gennaio 2010
La mappa di tecnici e licei post-riforma”
░ Una segnalazione sui nuovi percorsi di istruzione secondaria IeFt, configurati con l’accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni, del 29 aprile 2010
Le prime classi delle scuole superiori funzionano tutte secondo le regole della riforma Gelmini, in vigore dall’a.s. 2010-2011. Rispetto al passato è stato ridotto il numero degli indirizzi e il tempo scuola. L’orario scolastico delle prime classi è di 32ore settimanali negli istituti tecnici e professionali; di 27 ore nei licei scientifici, classici, linguistici, delle Scienze umane; di 32 ore nel liceo musicale, di 34 ore nei licei artistici. Per semplificare le scelte, alla circolare sulle iscrizioni sono allegati gli indirizzi di studio previsti dalla riforma, e l’elenco delle qualifiche triennali che possono essere conseguite frequentando l’istruzione e formazione professionale. I percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFT) sono utili per l’assolvimento dell’obbligo e consentono di conseguire una delle qualifiche professionali di cui al decreto 15 giugno 2010…

 
Il Messaggero – 17 gennaio 2010
Università, la riforma entra nel vivo: arrivano le nuove regole per i docenti”
░ A giorni, in CdM giungerà il primo provvedimento della riforma universitaria. Via all’obbligo dell’abilitazione nazionale per insegnare negli atenei. Il Miur prepara anche i nuovi criteri di selezione mediante concorso.
Venerdì prossimo il Ministro Gelmini è pronta a portare i Consiglio dei Ministri il primo dei regolamenti necessari per dare applicazione alla sua legge: quello che rivede l’accesso alla professione di docente universitario di primo e secondo livello. Spariscono i concorsi locali tenuti nelle singole università e arriva l’obbligo dell’abilitazione… un prerequisito che dovrebbe mettere un freno al sistema clientelare…. In parallelo, il Miur dovrà produrre alcuni decreti…, due in particolare: uno dovrà rivedere i settori concorsuali, portandoli da più di 300 a 192, l’altro dovrà indicare i criteri in base ai quali i commissari valuteranno i candidati… Per dare corso a questi strumenti tecnici, però, occorre il regolamento base, quello che definirà la cornice entro la quale dovranno avvenire le nuove selezioni dei docenti universitari. Per i ricercatori ci penseranno gli atenei: i nuovi contratti a termine, previsti dalla riforma, saranno regolamentati dalla università. Per i professori ci vorrà, invece, una abilitazione nazionale. Le selezioni per conseguirla saranno bandite ogni anno inderogabilmente. Chi non supererà la selezione dovrà saltare due turni…. I selezionatori – ci sarà una commissione per ciascuna area concorsuale – rimarranno in carica due anni, e per la prima volta, saranno scelti mediante sorteggio… in ogni commissione ci sarà un membro, estratto a sorte, tra alcuni candidati di un paese OCSE, scelto dall’Anvur, la nuova Agenzia di valutazione. Di una commissione non potranno far parte due professori della stessa università…. Intanto si lavora al decreto con i criteri di selezione dei candidati

 
Domani – Arcoiris - 17 gennaio 2010
Perché la Gelmini ha paura dei ragazzi che studiano scienze della comunicazione?
Un’invettiva contro la Ministro “velina senza cultura che obbedisce al Cavaliere”.Gennaro Carotenuto, l’articolista, ha buon gioco nel cogliere uno scivolone (durante la trasmissione Ballarò) della Ministro, che probabilmente non è riuscita ad esprimere con chiarezza la tesi che aveva in mente: certe Facoltà non hanno offerto sbocchi occupazionali. E la responsabilità è, anche, della casta dell’ordine dei giornalisti nella misura in cui è arroccata nella turris dell’albo professionale (di mussoliniana memoria).
Nell’epoca della società dell’informazione, il Ministro dell’Università Mariastella Gelmini va in televisione (Ballarò, Rai3, servizio pubblico) a dichiarare che le Facoltà di Scienze della Comunicazione sono inutili. Gelmini (in buona compagnia, da Bruno Vespa a Maurizio Sacconi) prende così per l’ennesima volta partito dalla parte di un “fare” tecnico-scientifico sul quale investire (ma la realtà tremontiana è che i tagli sono anche lì) contrapposto ad uno sterile “pensare” delle scienze socio-umanistiche, sulle quali considera bene invece disinvestire, nella presunzione che sia auspicabile una società zoppa in grado di reggersi prescindendo da una delle due gambe del sapere. È una guerra, quella di Gelmini, dichiarata fin dall’incipit della sua legge che, per la prima volta, espunge dalle funzioni dell’università quella della trasmissione critica del sapere che perfino Letizia Moratti aveva mantenuto.
Quello che il Ministro trova urticante, e vorrebbe quindi eliminare insieme alle odiate facoltà di scienze della comunicazione, è il fatto che migliaia di giovani acquisiscano nell’Università pubblica strumenti per decodificare e quindi difendersi dal monopolio informativo nel quale viviamo, dove la concentrazione editoriale e l’orientamento al profitto dei media è inconciliabile con l’interesse sociale al pluralismo garantito dalla Costituzione repubblicana. Così proprio nelle facoltà di scienze della comunicazione (che qualunque studioso serio considera un motore del progresso economico e culturale nella nostra era post-industriale) il governo vede invece un pericolo per la propria narrazione sociale, per il proprio latifondo informativo e per l’egemonia sottoculturale incarnata dal gruppo Mediaset e più in generale dal berlusconismo. Nelle facoltà di scienze della comunicazione gli studenti non si preparano solo alle professioni della comunicazione di massa, d’impresa, pubblicitaria. Apprendono a pensare la comunicazione come plurale e partecipativa. Acquisiscono strumenti che permettono loro di inventare nuovi media altri. Studiano per innovare forme, tecniche e contenuti rispetto al format da pensiero unico sul quale si regge il modello. Lavorano per fare comunicazione e informazione con la propria testa e non per compiacere qualcuno. Nel latifondo mediatico berlusconiano si fa carriera col conformismo, l’omologazione, il servilismo. La colpa dell’Università pubblica (e delle facoltà di scienze della comunicazione che Gelmini vorrebbe eliminare), è di offrire strumenti per stare con la schiena dritta ed insegnare a pensare e comunicare che esistono altre vie.

 
Il Sole 24Ore - 18 gennaio 2010
Valutazione dei prof. La via giusta è il dialogo
Replicando alle tesi di Andrea Ichino (un articolo del 12 gennaio, del quale abbiamo dato conto nella rassegna della settimana scorsa) Giovanni Bachelet, presidente del Forum PD per il settore Scuola, interviene sul tema che è oggi in primo piano. Interpreta le resistenze che i docenti hanno manifestato verso la sperimentazione della premialità. come non rivolta al merito della proposta ministeriale, quanto al metodo unilaterale con cui è stata avviata (senza attuare preventive campagne miranti al consenso dei docenti).
In un anno di presidenza del Forum del PD, ho trovato nei sindacati e nelle associazioni professionali, e nei singoli docenti e dirigenti una buona apertura di credito verso la valutazione. Non mancava una disponibilità di massima, e nemmeno l’informazione, come Ichino ipotizza: mancava, specialmente nelle condizioni politiche e scolastiche date, il consenso a un’operazione per molti aspetti propagandistica… Gli operatori scolastici di destra, di centro, di sinistra ai quali si chiede oggi di aderire alla sperimentazione hanno visto sparire, negli ultimi due anni, il modulo alle elementari o, per dire, il Piano Nazionale Informatica alle superiori, senza riguardo al merito, ai dati sperimentali, ai paragoni internazionali. Hanno visto i debiti delle scuole non più onorati dallo Stato. Dopo avere ascoltato il Ministro affermare che gli insegnanti italiani sono i peggio pagati e i più anziani d’Europa, il governo ha bloccato sia la carriera dei docenti in ruolo, sia l’accesso al ruolo dei giovani… Il timore è la presa in giro. Per questo, penso,
arriva il rifiuto, perfino se la valutazione è sperimentale… Il ministro, per questa sperimentazione, ha chiamato tre fondazioni vicine a Confindustria ma non i sindacati… si è mossa senza consultare o coinvolgere il Parlamento. Questo modo di procedere è arrogante….

 
BresciaOggi - 18 gennaio 2010
Formigoni-Gelmini: alleanza per la ricerca”
░ Accordo-programma sottoscritto al Pirellone, tra Regione Lombardia e Miur. Stanziati oltre 120 milioni di euro, in tre anni; previsti il potenziamento delle capacità competitive e il sostegno alle azienze, per i settori di punta: agroalimentare, fonti rinnovabili, edilizia sostenibile, ricerca aerospaziale, oltre che per potenziare i distretti tecnologici delle biotecnologie, Ict e nuovi materiali.
I ricercatori saranno sostenuti anche con interventi di defiscalizzazione
Le azioni specifiche verranno organizzate nell’ambito di tre assi: azioni di sistema; potenziamento della capacità competitiva dell’impresa lombarda; potenziamento della cultura dell’innovazione…. Fondamentale in tali progetti anche il coinvolgimento di altri soggetti pubblici , privati, misti e senza fini di lucro….

 
ItaliaOggi - 18 gennaio 2010
Le Asl mandano in rosso le scuole”
░ Fioccano le fatture per le visite fiscali, obbligatorie dall’anno scorso anche per un giorno di assenza. In ballo migliaia di euro di arretrati per i controlli fatti dal 2006.
Ogni giorno c’è una nuova scuola che riceve richieste pressanti di pagamento da parte della Asl locale. Fatture che vanno da 100 a 300 euro per un mese di visite mediche di controllo (circa 30 euro a visita)… In media, secondo stime sindacali, gli arretrati arrivano complessivamente a 10-15mila euro, a seconda del tipo di istituto… Gli istituti, al momento, non hanno alcuna scappatoia giuridica per sottrarsi alle richieste, visto che con una sentenza della Consulta, del 2010, si è stabilito che le regioni non hanno competenza in materia. Deve pagare lo Stato centrale, che ha imposto l’obbligo, e dunque pagano le scuole. Del resto, nel caso in cui si dovesse passare alla messa in mora per mancato pagamento, il danno erariale ricadrebbe direttamente sul dirigente scolastico.

 
ItaliaOggi - 18 gennaio 2010
Stop alla contrattazione integrativa”
░ Decide il dirigente, dall’utilizzazione del personale al Piano delle attività. Antimo di Geronimo spende a riferimento una nota dell’USR del Veneto, che può leggersi su www.italiaoggi.it/documenti.
La contrattazione integrativa d’istituto, in Veneto non c’è più, lo ha detto il direttore generale dell’USR, Carmela Palumbo, in una nota emanata il 13 gennaio scorso…. Devono essere escluse dalla contrattazione integrativa d’istituto tutte le materie che si possono ricondurre all’organizzazione degli uffici e alla gestione delle risorse umane. Cioè le materie elencate dalla lettera h) alla lettera m) dell’art.6 del Contratto collettivo nazionale del 29.11.2007. Poiché esse rientrano nei poteri dirigenziali del d.s. , ferma restando l’informativa alle OO.SS….
Le materie elencate dalla lettera h) alla lettera m) dell’art.6 sono proprio quelle he l’accordo rinvia al tavolo negoziale d’istituto. Si va dalle modalità di utilizzazione del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, ai criteri riguardanti assegnazioni del personale docente, educativo e Ata alle sezioni staccate e ai plessi. Comprese le ricadute sull’organizzazione del lavoro e del servizio derivanti dall’intensificazione delle prestazioni legate alla definizione dell’unità didattica e ritorni pomeridiani. E passando per i diritti sindacali e per l’attuazione della normativa in materia di sicurezza nei posti di lavoro, si arriva anche alla negoziazione del fondo di istituto e dell’orario di lavoro. Insomma, in Veneto la contrattazione d’istituto non c’è più, e i contratti che sono già stati stipulati dovranno essere adeguati alle novità. L’USR ha motivato il provvedimento basandosi sulle disposizioni contenute nel decreto del ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta, e sulla circolare interpretativa dello stesso (n.13/2010). Va subito detto, peraltro, che la circolare dell’amministrazione scolastica regionale non è vincolante. D’altra parte, anche il Miur sulla questione ha assunto una posizione molto prudente… Il 23 settembre scorso, il d.g. per il personale scolastico del Miur, Luciano Chiappetta ha emanato una nota in cui ha informato la amministrazioni periferiche di avere sottoposto la quastione alla Funzione pubblica…. Fino ad ora la Funzione pubblica non si è espressa…

 
ItaliaOggi - 18 gennaio 2010
Il direttore non firma pagelle”
░ Al DSGA non può essere delegata tale funzione, che spetta al D.G., né quella di firmare i certificati di promozione e quelli con esito finale e voti. Lo ha chiarito l’USR per la Lombardia con Nota 14391/2010.
Il d.s., a norma dell’art.25 d.lgs 165/2001 è il solo rappresentante legale dell’istituzione scolastica… Viceversa, a norma del profilo professionale riconosciuto dalla tabella A del contratto di lavoro, il DSGA è competente solo nell’esecuzione di atti a carattere amministrativo-contabile, di ragioneria e di economato….

 
ItaliaOggi - 18 gennaio 2010
La mobilità digitale si fa più facile”
░ Imminente l’ordinanza sulle date per le domande di trasferimento; iter agevolato per via telematica. Si raccomanda, a chi non lo abbia, di attivare un proprio indirizzo di posta elettronica istituzionale (istruzione.it), seguendo la procedura sul sito di “Istanze on line”.
Da quest’anno sarà più facile presentare le domande di trasferimento on line. Il Miur ha, infatti, rimosso alcune criticità emerse negli anni scorsi…. Le domande on line dovranno essere presentate dai docenti delle primarie e delle secondarie; il restante personale continuerà a presentare le domande nel tradizionale formato cartaceo. … i docenti interessati dovranno collegarsi all’indirizzo web predisposto dal Miur:

 
ItaliaOggi - 18 gennaio 2010
Supplenti senza sconti”
░ Carlo Forte riferisce sulle disposizioni impartite dal Miur (nota 9839, 8 novembre 2010, e nota 14991 del 6 ottobre 2009), e richiamate dall’USR per il Piemonte nell’imminenza degli scrutini di fine quadrimestre.
In primo luogo i dd.ss. devono utilizzare i docenti in soprannumero o con ore a disposizione. In assenza, bisogna utilizzare i docenti in contemporaneità, sempre che non siano impegnati in attività di recupero o arricchimento dell’offerta formativa (art.28 commi 5 e 6 del contratto di lavoro). Se nessuna di queste opzioni è percorribile, si può ricorrere all’attribuzione di ore eccedenti a personale in servizio e disponibile nella scuola, fino a un massimo di 6 ore settimanali oltre l’orario d’obbligo. A questo proposito, il Miur ha ricordato, nella Nota 9839/2010 che le ore eccedenti…. Possono essere utilizzate solo fino a quando la scuola non riesca a trovare un supplente disposto ad accettare. Quanto alla durata dell’assenza del titolare, utile ai fini della nomina del supplente, l’amministrazione ha chiarito ormai definitivamente che il limite minimo non c’è più.

 
Il Manifesto - 19 gennaio 2010
Una sveglia per la Cgil”
░ I precari della scuola non è che siano, a parere della redazione, particolarmente contenti della politica sindacale. D’altra parte, se in questi ultimi decenni lo status socio-economico dei docenti è stato costantemente penalizzato, qualche responsabilità….
Appuntamento alle 16,00, sveglia alle 17,00. Si sono dati appuntamento davanti alla sede della Cgil-scuola, a Roma, per suonare la sveglia al sindacato. Promotore dell’iniziativa è il Coordinamento degli insegnanti precari che chiede al sindacato l’indizione dello sciopero generale… Alla Fle Cgil i precari chiederanno l’indizione di uno sciopero di categoria il 28 gennaio, in concomitanza con quello della Fiom, e un’azione di pressing sul confederale perché proclami uno sciopero generale.

 
La Repubblica (ed.Palermo) - 19 gennaio 2010
Presidi, concorso bloccato: il caso finisce alla Consulta”
░ Il Cga impugna il decreto che fissava le prove. Si riapre il pasticciaccio brutto di via Fattori.
Sarà, con tutta probabilità la Corte Costituzionale a dire l’ultima parola sul concorso a Preside svolto nel 2006 in Sicilia e annullato tre anni dopo dal Consiglio di giustizia amministrativa. La telenovella dei presidi siciliani “congelati” si arricchisce così di un nuovo capitolo: il presidente del Cga, Riccardo Virgilio, con un provvedimento urgente depositato ieri ha annullato il decreto del Ministro dell’Istruzione che dettava le nuove regole per fare ripetere il concorso bandito nel 2004 garantendo al 426 dd.ss. sulla graticola da quasi due anni di ripetere il concorso col “paracadute”. A questo punto sembra molto difficile che il 31 gennaio prossimo i presidi congelati potranno svolgere il compito previsto. E il 2 febbraio lo stesso presidente dovrà decidere se mandare all’Alta Corte la legge in questione per delinearne la legittimità costituzionale.

 
Corriere della Sera - 19 gennaio 2010
Florida. PC al posto dei professori. Il rischio è imparare senza capire”
░ Gli americani esagerano all’estreme conseguenze ogni posizione, e l’uso dell’High-tech sconfina nell’esperimento delle scuole senza docenti.
Dopo uno studio comparativo del Dipartimento dell’educazione, tra scuola in cui i pc erano molto diffusi, e altre che ne erano prive, già due anni fa era arrivato dagli USA un allarme: il computer non aiuta a studiare. Non risultavano differenze nell’apprendimento della matematica e della scrittura, anzi si registrava che l’uso delle tecnologie distraeva gli studenti dalle lezioni dei maestri e li portava a occuparsi d’altro…. Gli americani hanno la testa dura. Hanno forzato le cose con un altro esperimento estremo: in Florida, l’agosto scorso, hanno lanciato per 54 scuole della Contea di Miami, un programma di insegnamento totalmente virtuale. Un computer su ogni banco per ogni allievo, ma niente maestro: solo un assistente pronto a risolvere problemi eventuali esclusivamente tecnici. Se nei loro corsi online gli alunni hanno qualche dubbio possono scrivere una email o telefonare a un tutor per avere i necessari chiarimenti. L’esperimento non sta andando bene: gli studenti apprendono male un sapere standard, e i genitori si lamentano: reclamano il maestro.

 
Corriere della Sera - 21 gennaio 2010
Ultimo concorso, vincono i parenti”
░ Università, assunti aMilano figlio e fratello di supermedici. “Il loro curricolo è eccellente”, assicurano i commissari.
E’ il rush finale di assunzioni prima dell’entrata in vigore della riforma Gelmini contro la parentopoli universitaria. Dal 29 gennaio non potrà più essere assunto chi ha figli, fratelli e cugini fino al quarto grado nei dipartimenti che bandiscono il posto. Lunedì, la facoltà di Medicina della Statale ratificherà i vincitori degli ultimi concorsi. Dei cinque incarichi due sono stati vinti da un 2figlio di”, e da un “fratello di” professore con cattedra proprio nella stessa facoltà….

 
BresciaOggi - 21 gennaio 2010
Una Guerra del Sud per il posto in cattedra”
░ Il ministro Gelmini contrario all’inserimento “a pettine” ma è la Cassazione che deciderà la modalità di inserimento dei precari.
Ultima versione della Guerra tra i poveri, si combatte tra i precari della scuola. Tra i precari che hanno lasciato da anni i loro paesi di origine e hanno fatto anni di supplenza a Brescia (o in altre province del Nord) e quelli che sono rimasti in sede. Il 26 prossimo la Corte di Cassazione deciderà se devono essere inseriti “a pettine” (in base al punteggio di ciascuno, o in coda, nelle Gae delle province diverse da quelle scelte stabilmente, in vista delle nomine del prossimo anno. Quale che si la scelta del giudice di terzo grado, sarà guerra… Al redde rationem si è arrivati dopo due anni di ricorsi… E’ difficile dire chi abbia ragione…. Bisogna aspettare il 26 prossimo.

 

 

Il Sole 24Ore – 7 gennaio 2010
Il Codacons: una class action per i precari”
░ Lo stile ANIEF di fare sindacato fa nuovi proseliti; siamo orgogliosi di aver fatto da apripista: in discesa sulla pista della magistratura troviamo adesso i vari sindacati, e anche il Codacons.
Una class action per i precari della scuola. L’iniziativa è del Codacons che propone a tutti i precari della scuola appunto una class action gratuita contro il Ministero dell’Istruzione per l’adozione degli atti amministrativi generali necessari ad ottenere la definitiva immissione in ruolo degli insegnanti inseriti nelle graduatorie a esaurimento, e la conseguente conversione dei contratti di lavoro a tempo determinato.

 
Domani.Arcoiris.tv – 7 gennaio 2010
Le ambigue medaglie della Gelmini: come non premiare gli insegnanti meritevoli”
Marina Boscaino giudica che il “Progetto sperimentale per premiare gli insegnanti che si distinguono per un generale apprezzamento all’interno della scuola” sia null’altro che un’applicazione della strategia del bastone e carota: riconoscimenti in denaro non quantificati, in cambio di tagli certi agli organici del personale scolastico.
Sfoglio le “slide di Stato”, fatte pervenire dal ministero ai presidi delle scuole delle città – Torino, Napoli, Pisa, Siracusa – scelte per sperimentare la perestrojka del premio al merito… L’ambiguità dell’operazione – la demagogia ad essa sottesa che occhieggia a parole d’ordine di facile impatto (merito, premio, rendimento, performance) – è stata evidente per i collegi docenti di Torino, chiamati a discutere la propria adesione al progetto entro la pausa natalizia e che si sono in massa rifiutati, salvo il caso di un liceo, sulla cui delibera si è irritualmente espresso in modo decisivo il preside. Tra le operazioni mediatiche gelminiane si tratta della più imbarazzante: non riuscendo a trovare 15 scuole nella città di Torino il ministero ha rilanciato infatti all’intera provincia; a Napoli – l’altra città campione – stessa storia: cercasi disperatamente cavia per istituzionalizzare guerra tra poveri. Intanto, considerando la mancanza di protagonisti, il termine per la presentazione delle candidature è stato spostato dall’inizio della pausa natalizia al 7 febbraio e sono state coinvolte anche le scuole della provincia di Milano…. I premi promessi da Gelmini (destinati in due città a intere scuole medie; altrove a singoli insegnanti) presentano un concetto di “merito” fantasma, fondato su successo nei test Invalsi e “indice di gradimento” di studenti e famiglie. Un parametro che ignora variabili che chiunque viva nella scuola conosce e considera; un’entrata a gamba tesa sulla libertà di insegnamento, sancita dalla Costituzione.
Del resto è evidente la volontà di ridurre luoghi di esercizio del pluralismo a erogatori di pensiero unico: rende di più nel produrre consumatori acritici e crea meno problemi. Le slide citano una commissione, cooptata dal ministero lo scorso anno: un partnerariato tra Fondazione Agnelli, San Paolo e Treellle è responsabile della progettazione, i cui risultati – se si riuscisse a coinvolgere le scuole – saranno monitorati da un Comitato tecnico-scientifico di indubbia fedeltà e innegabile spirito aziendalista… Anche per la valutazione, come per tante altre partite, altrettanto significative, il ministero preferisce la strada dell’improvvisazione e dell’incertezza del diritto.
Non è una novità. La novità – interessante e positiva – è il fatto che, dopo un disperante sopore, le scuole rialzino la testa, esigendo rispetto delle professionalità e della propria funzione culturale: non è il battere di tacchi e la posizione di attenti allo sventolio di un pugno di euro, che Gelmini si aspettava.
 
Il Sole 24Ore – 7 gennaio 2010
Gelmini: accolti i rilievi del Colle”
░ Eugenio Bruno intervista la Ministro Gelmini, la quale dichiara che nel decreto Milleproroghe il Governo recepirà i suggerimenti di Napolitano.
D. Il Presidente Napoletano ha chiesto di intervenire su quattro articoli della legge. A che punto è il cantiere? R. Ci stiamo lavorando proprio in questi giorni, anche con il Presidente Berlusconi. Si tratta di dettagli tecnici che non incidono sulla sostanza della riforma. Detto questo intendiamo proporre soluzioni operative nel più breve tempo possibile.
D. Uno degli appunti del Colle riguarda la riserva del 10% dei fondi per il merito agli studenti che risiedono nello stesso luogo in cui si trova l’ateneo. Questa norma sopravviverà? R. Stiamo valutando la reale portata di questa norma e le sue implicazioni. Riteniamo che sia necessario un approfondimento dal punto di vista tecnico (…)
D. Come eliminerete invece la doppia modifica alla legge Moratti del 2005 sui professori aggregati che al senato non si è riuscita a rimuovere?
R. Si tratta solo di rimediare ad un errore formale che non è stato sanato alla Camera, in fase di coordinamento finale del testo: basta eliminare un comma che risulta ridondante rispetto al corpo della legge.
D. E sui lettori di lingua straniera come intendete procedere? R. Stiamo analizzando le indicazioni del Presidente per valutare se siano necessarie modifiche alla formulazione dell’articolo, fermo restando che la sostanza dell’articolo stesso non è in discussione.
D. L’ultimo rilievo del Quirinale interessa i contratti per gli esperti. Il requisito di un reddito di 40mila euro verrà rimosso? R. Si tratta di un emendamento voluto dal Pd che il governo ha accolto, pur con qualche perplessità, perchè il problema di evitare che i contratti per l’insegnamento diventino precariato sottopagato esiste(…)anche in questo caso stiamo valutando possibili correttivi.

 
CORRIERE DELLA SERA – 7 gennaio 2010
Via libera del TAR agli sponsor a scuola”
░ CGIL e genitori non riescono a tenere fuori dalla scuola la pubblicità.
Via libera del Tar di Bari agli sponsor per finanziare l’acquisto degli arredi scolastici. L’idea è della provincia di Barletta-Andria-Trani, resa possibile da una norma della Finanziaria 1998. Il ricorso è stato presentato dalla Cgil e da associazioni di genitori e studenti.

 
Corriere della sera – 8 gennaio 2010
Senza lavoro il 29% dei giovani, mai così dal 2004”
░ Il tasso di disoccupazione in Italia è stabile al 8,7%. Il ministro del welfare, Sacconi sottolinea che il dato è migliore rispetto alla media europea (10,1%), ma c’è da considerare la percentuale di occupati che in cassa integrazione. Si riunirà la Cabina di regia per l’occupabilità.
Un giovane su tre è disoccupato. E’ il dato record, da sei anni a questa parte, registrato ieri dall’Istat e relativo al novembre 2010…. L’aumento è del 2,4% rispetto al novembre 2009…. Il tasso di occupazione femminile, seppure ancora basso (46,3%), a novembre risulta cresciuto di 0,3 punti percentuali su ottobre e dello 0,4 su base annua… Nei prossimi giorni il governo incontrerà le Regioni sugli ammortizzatori sociali in deroga, mentre si riunirà la cabina di regia per l’attuazione del piano nazionale per l’occupabilità dei giovani… Tra i sindacati serpeggia preoccupazione… La Cgil sottolinea come il “poco lavoro che si crea è quasi esclusivamente precario o frutto della regolarizzazione di lavoratori stranieri”.
 

 
LA STAMPA – 8 gennaio 2010
Stiamo regredendo agli anni Ottanta”
░ Il parere di Emilio Rayneri, ordinario di Sociologia del lavoro all’Università Milano-Bicocca.
Si torna al modello degli anni Ottanta, quello in cui lavoravano solo i maschi adulti, e la disoccupazione era quasi tutta fenomeno giovanile…. Di recente sono aumentati i giovani che non trovano neanche il primo impiego precario. C’è poi il problema della crescente incapacità del nostro sistema produttivo di creare posti di lavoro di alto livello, tendenza che la crisi ha accentuato. Tutti i paesi europei hanno perso occupazione. Ma hanno perduto posti non qualificati, mentre nella fascia alta hanno registrato stabilità o un ulteriore aumento, come è avvenuto in Germania. In Italia succede l’esatto contrario: tenuta del lavoro meno qualificato; persa occupazione nella fascia alta. Una qualificazione del lavoro che spiega i drammatici problemi dei neolaureati…. C’è un’area i 30-40enni ad alta qualificazione professionale che in Italia non trova quasi nessuno sbocco.

 
AVVENIRE – 8 gennaio 2010
Scatti di anzianità per gli insegnanti, i sindacati: accelerare l’iter per le risorse”
░ I sindacati si appellano all’impegno preso dal governo, in riferimento agli scatti già maturati. Ma l’articolo di AVVENIRE ci appare alquanto ottimista nel passaggio riferito agli anni 2011 e seguenti, alla luce del messaggio n.181 diramato dal MEF lo scorso 29 dicembre. Non per niente l’on. Manuela Ghizzoni (PD) ha presentato un’interrogazione al riguardo.
Impegni” – spiega Cisl Scuola – che devono concretarsi quanto prima nella pubblicazione definitiva del decreto, già trasmesso al ministro dell’Economia dal ministro dell’Istruzione che lo ha firmato lo scorso dicembre”. …. Sulla questione è intervenuta anche Uil Scuola sottolineando che, per quanto riguarda il pagamento degli scatti di anzianità con decorrenza dal lo scorso gennaio, in base al testo del decreto interministeriale presentato dal ministro Gelmini ai sindacati, c’è piena copertura finanziaria. “Il ministero dell’Economia, con una circolare del 29 dicembre, non interviene sul blocco degli scatti maturati dal primo gennaio 2010. Di conseguenza, coloro per i quali è previsto il pagamento dello scatto dovrà avere regolarmente l’aumento dello stipendio. Per i periodi successivi, per i quali la stessa circolare congela la progressione, si tratta probabilmente del mancato perfezionamento del decreto… la copertura finanziaria, comunque, sulla base delle verifiche fatte, è stata assicurata.

 
Il sole24Ore – 10 gennaio 2010
Lavoro e giovani, un miliardo dalle regioni”
░ Risorse per rilanciare l’occupazione: borse di studio, aiuti alle imprese che stabilizzano i contratti atipici e bonus per la casa.
Il 2011 vedrà il debutto di nuove misure regionali, tra luci ed ombre. Difficile quantificare il budget totale a disposizione, perché ogni regione ha fissato programmi di spesa secondo regole autonome e su orizzonti temporali differenti. Una stima prudente quantifica tra 900 milioni e un miliardo la dote per i giovani nell’arco temporale di tre anni… Le note dolenti, però, non mancano. In Lombardia e Veneto il rigore delle leggi finanziarie regionali ha tagliato il budget degli assessorati al lavoro, e ci sono anche iniziative stonate, come quella della Regione Sicilia… per l’ennesima misura che crea precari…. Il centro studi Datagiovani ha tratteggiato una cartina dell’Italia dove le isole felici per gli under 35 sono Molise, Marche e Friuli Venezia Giulia…
 
ItaliaOggi Sette – 10 gennaio 2010
L’UE apre ai giovani”
Ripartono i tirocini in Commissione: Bando per stage presso la sede della UE. Domande entro il 31 gennaio. I giovani selezionati riceveranno un assegno di mille euro.
Fare capolino negli ingranaggi della Commissione europea per apprendere come nascono e si sviluppano le politiche di integrazione UE. E, ricevendo per questa stimolante e preziosa attività formativa e professionale, una borsa di studio mensile del valore di oltre mille euro. Con l’arrivo del nuovo anno, infatti, si rinnovano le offerte di stage di Bruxelles, destinate ai neolaureati dei 27 Paesi che compongono l’organismo, interessati a conoscere da vicino come opera l’istituzione comunitaria. Si tratta di un trampolino di lancio da cui possono decollare brillanti carriere internazionali: per accedere a queste opportunità, che partono ad ottobre 2011 e potranno durare da tre a cinque mesi, occorre presentare una domanda online attraverso il sito della Commissione (http:IIec.europa.eu/stages/index_en.htm) fino al 31 gennaio. Ai candidati viene richiesto, oltre al possesso di una laurea, un’ottima padronanza di una lingua a scelta tra inglese, francese, tedesco, nonché la conoscenza di un altro idioma comunitario; non bisogna, inoltre, avere fruito in precedenza di altri stage in istituzioni europee…. Prima della sessione autunnale l’UE propone anche un’altra tranche di percorsi formativi che comincia a marzo e si conclude a giugno. Le mansioni che verranno affidate ai giovani che verranno selezionati per il tirocinio vanno dallo studio dei processi decisionali alla stesura di progetti, report e altri documenti….. Il compenso è di 1.047 euro al mese, l’equivalente del 25% della remunerazione base di un funzionario europeo di grado AD51…

 
Giornale di Brescia – 10 gennaio 2010
All’ombra della Torre Eiffel per insegnare l’Italiano”
░ Bando del Miur per 279 posti di professore assistente della nostra lingua in istituti dell’UE. Riportiamo le informazioni essenziali.
Spesso si sogna di trasferirsi all’estero e, perché no, mantenersi al contempo con un lavoretto, ma capita di desistere dinanzi allo scoglio della lingua straniera. C’è però la possibilità di spostarsi in terra straniera senza dover imparare un nuovo idioma, anzi insegnare il proprio… Tutto questo è possibile grazie all’avviso pubblicato nelle scorse settimane dal MIUR che mette a disposizione degli studenti universitari o neolaureati di cittadinanza italiana 279 posti retribuiti di assistente di lingua italiana offerti da Paesi dell’UE er l’a.s. 2011/2012. I Paesi coinvolti sono 7, laddove la parte del leone, con 180 richieste, è in carico alla Francia, seguita da Germania (30), Regno Unito (25), Spagna (23), oltre a 12 in Austria, 6 in Irlanda e 3 in Belgio… Per potersi candidare occorre non aver compiuto il trentesimo anno d’età alla data di scadenza dell’avviso (venerdì 14 gennaio) e essere iscritti o laureati a un corso di laurea specialistica o magistrale, a Scuola di specializzazione o Master o Dottorato… E’ richiesto essere liberi da obblighi militari e da rapporti di lavoro con la pubblica amministrazione da settembre 2011 a maggio 2012 e non aver già ricoperto il medesimo ruolo per incarico del Miur, né avervi eventualmente rinunziato in assenza di validi motivi. Gli assistenti di lingua opereranno in scuole di ogni ordine e grado, sotto la supervisione del docente di lingua italiana cui saranno affiancati per 12 ore settimanali: a loro carico rimarranno le spese di viaggio e soggiorno, a fronte di uno stipendio che varia da dai 780 euro in Francia a oltre 1000 in Austria e Inghilterra….. La domanda di partecipazione- da compilare on-line all’indirizzo www.trampi.istruzione.it/asl/ può essere presentata per uno solo dei Paesi. Entro una settimana dalla scadenza dei termini di presentazione, il Miur pubblicherà una graduatoria provvisoria:a questo punto i candidati idonei dovranno sottoscrivere la domanda cartacea stampata alla chiusura della procedura informatica e inviarla tramite raccomandata a/r all’indirizzo specificato nell’avviso. Possono essere richiesti chiarimenti telefonici al numero 06-58493777 (fax 06-58492776), dal lunedì al venerdì dalle ore 11,00 alle ore 13,00 e dalle ore 14,00 alle 15,00, esclusi prefestivi.

 
AVVENIRE – 11 gennaio 2010
Università. Studenti al Quirinale”
░ Napolitano ha ricevuto i vertici del CNSU, il Consiglio nazionale degli universitari, che gli hanno presentato una fitta agenda di problemi: dalle risorse economiche all’autonomia.
Il presidente Napolitano li aveva invitati, durante il discorso di fine anno, a “rendersi protagonisti con spirito critico e seria capacità propositiva, dell’indispensabile rinnovamento dell’istruzione universitaria e del suo concreto modo di funzionare”…. Ieri mattina in CNSU è salito al Quirinale per illustrare al capo dello Stato la situazione dell’Università italiana, soprattutto alla luce della legge di riforma approvata dal Parlamento 20 giorni fa. Dice il presidente del Cnsu Mattia Sogaro: “… abbiamo cercato di entrare nei vivo dei problemi. Dal tema bruciante delle risorse economiche a quello dell’autonomia universitaria (siamo infatti di fronte a un testo di legge dal forte impianto centralistico), da quello della governance e della presenza degli esterni nei consigli di amministrazione, all’esigenza vitale di una differenziazione del nostro sistema universitario, dal diritto allo studio e dalla valorizzazione del merito alla prospettiva di ingresso dei giovani nella carriera universitaria…. Occorrerà lavorare, nei prossimi mesi, per far sì che i numerosissimi decreti ministeriali che il testo richiede vadano nella direzione di un vero rilancio…”. Soddisfazione per l’incontro è stata espressa dal ministro per la Gioventù, Giorgia Meloni…

 
ItaliaOggi Sette – 11 gennaio 2010
Decreto salva scatti, Tremonti firma”
░ Risolto il giallo sul provvedimento che ripristina le progressioni di carriera del personale scolastico. Per il 2010 vengono utilizzati 320 milioni di risparmi che erano destinati a premiare il “merito”. Amar, per i giovani precari, le parole che chiudono l’articolo: “Visto come procede il piano tagli al personale, la copertura dovrebbe essere piena”; insomma la generazione dei genitori mantiene il livello di welfare, i figli…..
Il ministro Giulio Tremonti, secondo quanto riferito dalla Cisl scuola, ha controfirmato il decreto che salva le progressioni di carriera di docenti, ausiliari, tecnici e amministrativi. Gli scatti maturati nel 2010 saranno regolarmente pagati e saranno utili per la progressione di carriera…. Per il 2011 e 2012, gli altri anni di blocco degli scatti, il decreto prevede che siano sempre le risorse dei risparmi della scuola a essere utilizzate a copertura… Si chiude così una vicenda che aveva tenuto col fiato sospeso la categoria… Per il recupero 2011 saranno necessari 600milioni e 900 milioni per il 2012. E visto come procede il piano tagli al personale, la copertura dovrebbe essere piena.

 
Messaggero Veneto – 11 gennaio 2010
Supplenti, convocazioni soltanto on line”
░ Allarme tra i precari che non hanno possibilità di accedere alla rete.
Il Miur, in una nota (11052 del 20 dicembre 2010) ha comunicato le nuove modalità di convocazione delle graduatorie di circolo e d’istituto, per il personale docente ed educativo: a partire dal 22 dicembre sono i messaggi sms a informare l’aspirante in merito alla convocazione, e le email conterranno informazioni più dettagliate sulla convocazione. L’indirizzo e mail utilizzato dal Miur sarà quello indicato dagli aspiranti nelle domande compilate on-line oppure, se più recente, l’indirizzo istituzionale (@istruzione.it). L’aspirante che avrà ricevuto la comunicazione potrà poi contattare la scuola per accordi o rinunce… Seguirà l’uso della posta elettronica certificata. C’è un’eccezione, perché il personale inserito nelle graduatorie prioritarie, per le proposte derivanti dallo scorrimento dei relativi elenchi, continuerà ad essere convocato con le modalità tradizionali, giacchè per essere inseriti in tali elenchi il Miur non richiedeva l’iscrizione on line.

 
Il Giornale.it – 11 gennaio 2010
I giudici: «Più ore di sostegno» Ma gli insegnanti non ci sono
░ I giudici accolgono il ricorso delle famiglie e il provveditorato si troverebbe nella condizione di nominare docenti non di ruolo. L’articolo di Marta Bravi è riportato dall’agenzia Press-IN anno III/n. 83, che è un'iniziativa del Progetto Lettura Agevolata del Comune di Venezia.
MILANO. I giudici fanno scuola. E stabiliscono quante ore di sostegno siano necessarie agli alunni disabili per essere integrati. Come se le ore di sostegno di per sé, avulse dal contesto di una classe, fossero sufficienti per garantire l’integrazione dei bambini. L’inclusione si misura «ragionieristicamente » in ore di sostegno? si chiedono polemicamente dall’Ufficio scolastico regionale…. Ieri il tribunale civile ha accolto il ricorso presentato dai genitori di 17 alunni disabili contro il ministero dell’Istruzione, l’Ufficio scolastico regionale e quello provinciale per il ridimensionamento del numero di insegnanti previsto dalla finanziaria. I genitori, sostenuti dall’associazione Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità), dall’istituto comprensivo Cavalieri, dalla scuola primaria Ferrante Aporti e dall’ITSOS Albe Steiner, nel ricorso presentato il 10 novembre, chiedevano al tribunale di «accertare e dichiarare il carattere discriminatorio del comportamento tenuto dal ministero e dagli uffici scolastici regionali e provinciali per aver previsto una dotazione di organico di insegnanti di sostegno scolastico inferiore a quello necessario». Nell’ordinanza, cui seguiranno le motivazioni, il giudice Patrizio Gattari ritiene «accertata la natura discriminatoria della decisione delle amministrazioni scolastiche di ridurre le ore di sostegno scolastico per l’anno in corso rispetto a quelle fornite nell’anno scolastico precedente (2009/2010)» e pertanto «ordina alle amministrazioni convenute la cessazione della condotta discriminatoria e condanna i convenuti, ciascuno per le rispettive competenze, a ripristinare, entro trenta giorni dalla comunicazione della presente ordinanza, per i figli dei ricorrenti il medesimo numero di ore di sostegno fornito loro nell’anno scolastico 2009/ 2010». Nel documento di 36 pagine i legali, pur riconoscendo lo «sforzo» del provveditorato (ha autorizzato altre 490 cattedre di sostegno per tutta la Lombardia, facendo salire a 12154 i posti, cui sono stati aggiunti altri 554 «in deroga») lamentano la progressiva riduzione del numero di insegnanti a fronte dell’aumento dell’8% degli studenti disabili… L’USR sta valutando se ricorrere contro la sentenza per salvaguardare la linea tenuta dall’amministrazione. Intanto provvederà a ottemperare all’ordinanza ma, avverte, le ore aggiuntive verranno coperte con insegnanti non specializzati perché nelle province della Lombardia, per le scuole elementari e medie non ci sono a disposizione insegnanti di ruolo.

 
ItaliaOggi Sette – 11 gennaio 2010
Senza genitore, l’alunno non esce”
░ Una sentenza del Tribunale di Trieste ha stabilito che da scuola il minore non può essere prelevato se non dal genitore. A nulla vale la “liberatoria” sottoscritta dai genitori stessi, perché i minori devono essere nella diretta responsabilità dei genitori.
Il d.s. ha pieno titolo a trattenere a scuola l’alunno di 10 anni. Anche se i genitori depositano a scuola una dichiarazione liberatoria dalle eventuali responsabilità. L’obbligo di vigilanza incombente sull’istituzione scolastica, infatti, è ultrattivo rispetto al termine delle lezioni. E quindi perdura fino al subentro (quanto meno potenziale) dei genitori o di chi per essi. Così ha deciso il Tribunale di Trieste, con un’ordinanza collegiale in sede di reclamo, il 2 dicembre scorso. …
E’ prassi che i docenti dell’ultima ora accompagnino gli alunni alla porta dell’edificio scolastico e si assicurino della presenza dei genitori nell’arco di qualche minuto oltre la prestazione normale…. Di solito gli alunni in tenera età che non siano stati prelevati in tempo dai genitori vengono affidati alla vigilanza dei collaboratori scolastici. Fermo restando che, se il ritardo si protrae oltre modo, è necessario l’intervento diretto del d.s., su cui grava, se del caso, anche l’obbligo di denuncia di cui agli artt. 361 e 362 del Cp.

 
ItaliaOggi Sette – 11 gennaio 2010
Se il dirigente rende lo sciopero dei docenti selvaggio”
░ Gli scioperi del personale spesso creano disagi nelle scuole; i dd.ss. non sempre li affrontano con criteri adeguati, adducendo la spiegazione di non essere informati per tempo delle adesioni agli scioperi.
I numerosi scioperi che hanno contraddistinto il 2010, soprattutto tra settembre e dicembre, hanno creato disagi anche oltre le intenzioni delle OO.SS.… La suddivisione degli alunni tra le classi è uno dei casi più frequenti di disordine nelle giornate di sciopero, spesso provocata dall’essente o incompleta informazione data alle famiglie circa la sospensione totale o parziale delle lezioni…. La giustificazione addotta dai dd.ss., che non hanno dato la dovuta informazione alle famiglie, è il fatto di aver avuto l’adesione oltre il termine previsto dal codice di autoregolamentazione del diritto di sciopero. Il quale prevede che gli insegnanti che vogliano liberamente comunicare l’adesione allo sciopero lo debbano fare entro il decimo giorno precedente la data di svolgimento dello sciopero (quinto giorno, se sono interessati più comparti), e che almeno entro 5 giorni prima della sua effettuazione, il d.s. avverta le famiglie circa i servizi che possono essere garantiti. Il codice è ancora quello allegato al contratto di lavoro del personale della scuola del 31 maggio 1999)…. Gli alunni si possono ripartire tra le classi solo se, nonostante siano state avvertite le famiglie, si presentino lo stesso a scuola, e non possano essere subito rimandati a casa…

 
Il Sole 24Ore – 12 gennaio 2010
Il merito non sale in cattedra”
░ Difficile fissare i criteri di giudizio del merito degli insegnanti: chi è contrario ad incaricare gli ispettori della valutazione, chi ai premi individuali; e comunque la maggioranza degli interessati è favorevole. Negli atenei, si va di fretta per adeguare gli Statuti, nei sei mesi assegnati dal Governo; incombe il commissariamento. L’articolo riporta una riflessione di Andrea Ichino, membro del comitato tecnico-scientifico che ha ideato la sperimentazione già in atto in alcune città.
Sono poche le scuole che hanno accettato di ospitare le 2 sperimentazioni ministeriali finalizzate a disegnare un sistema di valutazione e di riconoscimento del merito nel mondo dell’istruzione…. Il Miur si era proposto di sperimentare da un lato un sistema di valutazione delle scuole basato sulla misurazione dell’incremento dei livelli di apprendimento a parità di contesto e su indicatori qualitativi forniti da valutatori esterni. Dall’altro di avviare un sistema di valutazione dei singoli insegnanti che, attraverso una commissione interna di “pari”, consentisse di premiare quelli la cui buona reputazione fosse comprovata e indiscussa anche tra le famiglie. E’ soprattutto contro quest’ultimo progetto che si è manifestata una plateale opposizione da parte degli insegnanti interessati… Chiunque veda in queste sperimentazioni un singolo aspetto che non corrisponde alle sue convinzioni a priori conclude che il progetto vada rifiutato per intero. Così, ad es., chi ritiene che la valutazione degli insegnanti possa solo basarsi su parametri oggettivi, boccia tutto perché una delle due sperimentazioni studia proprio se sia possibile identificare quell’imponderabile complesso di caratteristiche che fa la reputazione del “buon maestro”. Dimentica però che l’altra sperimentazione si bassa invece sui parametri quantitativi costruiti dall’Invalsi per misurare in modo oggettivo, a livello di scuola, gli incrementi di apprendimento a parità di contesto, dove questo è possibile (attualmente solo nelle medie inferiori, per matematica e italiano). Viceversa, proprio l’uso dei test Invalsi è ragione sufficiente per buttare tutto amare da parte di chi è convinto che essi non possono cogliere interamente ciò che una scuola può fare…
Quanto ai valutatori, c’è chi lamenta l’uso di ispettori esterni per le scuole, ma non per questo approva il tentativo di verificare come invece funzionerebbe una commissione interna, nella sperimentazione che si propone di identificare gli insegnanti di buona e comprovata reputazione. Oppure vorrebbero vedere burocraticamente dettagliati i criteri usati da chi deve valutare gli insegnanti – non rendendosi conto che una delle sperimentazioni fa proprio questo – nelle griglie che verranno utilizzate dagli ispettori esterni, mentre l’altra lascia liberi i “pari” di definire, entro binari ampi, i parametri. Altro oggetto di forte opposizione è l’idea di premiare…. Singoli insegnanti perché questo minerebbe la cooperazione tra docenti di una scuola… ma chi così obietta trascura che nell’altro progetto le scuole valutate come migliori riceveranno un finanziamento premiale che potrà essere distribuito…; faccio davvero fatica a capire perché questo desiderio di comprendere sperimentalmente non debba essere da tutti condiviso…

 
L’Unità (ed.Bologna) – 12 gennaio 2010
La CGIL: ecco perché conviene assumere i precari della scuola”
░ La Flc avvia l’Operazione centomila: tanti sono i precari che da giugno potrebbero essere immessi in ruolo, e con risparmio per l’erario.
Certezza e stabilità per i lavoratori della conoscenza. E’ la richiesta della FLC CGIL… I precari della conoscenza sono un totale di 230mila. Secondo il sindacato, l’assunzione di 100mila precari farebbe risparmiare lo Stato… infatti nei prossimi tre anni andranno in pensione 7omila persone, solo tra i docenti con fascia retributiva tra i 28 e i 35 anni. Il loro costo si aggira su tre miliardi circa; se al loro posto fossero assunti un corrispondente numero di docenti con relativa ricostruzione di carriera, il costo sarebbe di mezzo miliardo in meno. … Se un docente precario di una scuola superiore viene licenziato ogni anno a giugno…. Fra disoccupazione, ferie e Tfr, lo Stato va a spendere 706 euro di più rispetto a uno che invece ha un contratto fino al 31 agosto. Inoltre questo favorirebbe il mantenimento dello stesso posto ogni anno, anche se precario, portando dei vantaggi al lavoratore e soprattutto alla scuola, che non si ritrova un continuo turn over di personale….
 
LA STAMPA – 13 gennaio 2010
Rivoluzione Invalsi: Il test per gli studenti sbarca alle superiori”
░ A maggio si effettueranno le provein Italiano e Matematica.
Da quest’anno, test Invalsi anche alle scuole superiori. La notizia è arrivata ieri dal Miur: le prove standardizzate in Italiano e Matematica dell’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema educativo di Istruzione e formazione che servono a conoscere le competenze degli studenti saranno estese da questa primavera alche alle secondarie superiori. La Ministra lo aveva annunziato tempo fa: ora la novità è ufficiale. I quindicenni al secondo anno delle superiori, proprio gli studenti che vengono presi in considerazione nelle rilevazioni europee, saranno quindi sottoposti a verifica…. Gli istituti superiori hanno tempo fino al 2 febbraio per registrarsi sul sito internet www.invalsi.it; poi,entro la fine di febbraio, i dd.ss. dovranno inserire nello stesso sito i “dati di contesto”. A metà aprile arriveranno alle scuole le prove di verifica; i risultati sono previsti verso ottobre…. Il 10 maggio sarà la volta dei ragazzi delle scuole secondarie superiori (esclusi quelli che frequentano corsi serali e i centri di istruzione per gli adulti); l’11 verranno sottoposti ai test i bambini di seconda della primaria, pochi minuti di prova per monitorare il livello acuisito nella lettura e nella decodifica di un testo, e quelli della quinta classe, pure loro impegnati con l’Italiano. Il 12 maggio, Italiano per le prime medie, e infine il 13 maggio test di matematica per gli alunni della primaria. “Il fatto che si intervenga sulla scuola superiore con prove che valutano l’apprendimento degli studenti è un fatto positivo”, giudica Massimo Di Menna della UIL scuola, “…Sarebbe importante che, per le scuole superiori, vi siano batterie di prove simili a disposizione degli insegnanti e degli studenti, perché vi sia una preparazione. Infine, siccome le prove richiedono un particolare impegno degli insegnanti, sarebbe necessario che venisse retribuito…”.

 
LA NUOVA SARDEGNA – 13 gennaio 2010
Due docenti precari ottengono novemila euro per i mesi non pagati”
░ Ricorsi vincenti, per due insegnanti in Sardegna:non hanno ottenuto l’incarico a t.i. ma hanno comunque ottenuto un importante risultato nella causa contro il MIUR.
Ed è così che due insegnanti hanno ottenuto dal giudice del lavoro Maddalena Della Casa, del tribunale di Oristano (zona nella quale erano stati impiegati), il riconoscimento dei danni subiti dal fatto di essere perennemente precari…. Il giudice ha sancito che gli insegnanti precari, quelli che vengono chiamati a coprire le cattedre dal primo settembre per poi essere licenziati il 30 Giugno, subiscono un innegabile danno, per via della condizione di instabilità lavorativa, che si ripercuote sugli istituti contrattuali riconosciuti ai docenti assunti a t.i.; tra questi: la tredicesima e il trattamento di fine rapporto; oltre che la cosa più macroscopica: la mancata retribuzione dei mesi di luglio e agosto…. Il giudice ha disposto che fosse un consulente tecnico ad occuparsi dei calcoli relativi a questa situazione di svantaggio….. danno quantificato in circa 9000 euro che dovranno essere corrisposte dal MIUR. E’ prevedibile che seguiranno altri ricorsi, che però devono essere inoltrata, per motivi legati alla entrata in vigore della normativa, entro 60 giorni a partire dal 26 novembre.

 
Cronache di Napoli – 13 gennaio 2010
Insegnanti, nuove regole per il reclutamento: è polemica tra i precari”
░ L’istituzione di albi professionali regionali degli insegnanti potrebbe dovere comportare che i precari delle graduatorie GaE debbano sottoporsi ancora ad un’altra prova selettiva (un test), come se non bastasse l’abilitazione. E’ una assurdità disconoscere il valore legale del concorso abilitante. Per l’ANIEF sarebbe la madre di tutte le Battaglie.
1) Chi vorrà cambiare regione dovrà sostenere nuovamente il test per entrare nell’albo regionale. 2) L’istituzione di un doppio canale per i precari storici iscritti nelle attuali graduatorie. Da questo canale, alle cui modalità di accesso non si fa ancora menzione, si pescherà una quota maggioritaria per le prossime assunzioni. 3) Il blocco della mobilità, con la conseguenza che il docente assunto dovrà restare nella stessa scuola per un minimo di cinque anni. Saranno queste, per sommi capi, le nuove regole per il reclutamento degli insegnanti previsto dal Governo. Ancora da definire, però, le modalità di bando dei concorsi che, comunque, saranno a numero chiuso. Dal Sud partono le prime proteste. E sembrerebbero essere i precari quelli più infuriati per l’ennesimo “atto scellerato nei confronti degli insegnanti e della scuola pubblica”.

 
La Repubblica – 13 gennaio 2010
Addio al tempo pieno nelle scuole;
alle medie resiste una classe su cinque”
░ Salvo Intravaia informa sul crollo del numero di classi a tempo pieno, dopo i tagli programmati dal duo Tremonti-Gelmini. I genitori protestano.
Crolla il tempo prolungato alla scuola media. In meno di cinque anni, le classi che offrono mensa e lezioni pomeridiane ai ragazzini della secondaria di primo grado sono diminuite drasticamente. E addirittura quelle che offrono 37/40 ore settimanali si sono più che dimezzate (…). “Il ministro Gelmini non ha abolito ufficialmente il tempo prolungato - spiega Angela Nava, del Coordinamento genitori democratici - ma con una serie di provvedimenti l’ha reso nei fatti sempre più faticoso (…) Le famiglie continuano a chiedere il servizio scolastico pomeridiano che le scuole spesso possono offrire soltanto a pagamento”. Bastava leggere attentamente il regolamento della riforma della scuola media per intuire come sarebbero andate le cose. “Le classi a tempo prolungato - recita infatti il decreto - sono autorizzate nei limiti della dotazione organica assegnata a ciascuna provincia (…) per un orario settimanale di 36 ore. In via eccezionale fino a 40 ore solo in presenza di una richiesta maggioritaria delle famiglie. (…) In appena due anni scolastici (dal 2008/2009 al 2010/2011), nonostante il numero di alunni si sia incrementato di 33 mila unità, la scuola media è stata colpita da un taglio di quasi 14 mila cattedre. Operazione possibile soltanto alleggerendo i curricula e la permanenza a scuola degli studenti.

 
Il Sole 24Ore – 14 gennaio 2010
Decollo difficile per i riconoscimenti a istituti e docenti”
░ Posticipando al 7 febbraio il termine dell’adesione ed estendendo l’iniziativa a Cagliari e Milano, il MIUR cerca di incentivare le adesioni alla sperimentazione della valutazione di qualità: comporta un premio al merito professionale – la “ buona reputazione” - dei singoli docenti (una mensilità una tantum) e un premio alle scuole nelle quali si registri un incremento del profitto degli alunni (un bonus di importo fino a 70mila euro).
Non decollano i progetti sperimentali per premiare scuole e insegnanti più bravi, e il MIUR corre ai ripari. Annunziati prima di Natale in 4 città, Torino e Napoli per i docenti, e le province di Pisa e Siracusa, per le scuole, al momento hanno fatto registrare poche adesioni…..Disco rosso da parte del segretario generale della Flc Cgil, Domenico Pantaleo: “Basta improvvisazioni. Meglio sospendere tutto e ritornare a ragionare di un nuovo impianto di valutazione della scuola”.
 

Il Giornale – 3 gennaio 2010
Caro presidente Napolitano; ecco tre proposte sui giovani da una baby eurodeputata”
░ Lettera aperta di Lara Conti (27 anni), la più giovane parlamentare europea, tra tutti gli eletti.
Caro Presidente, mi permetta un’affermazione estrema, ma mai così vera come nel nostro tempo: la giovinezza è un valore, e di valori di questo tipo ce ne sono pochi. Li possiamo contare sulle dita di una mano: la pace tra i popoli, il diritto alla salute, la possibilità di studiare e lavorare, il rispetto verso la vecchiaia e, infine, la passione e l’apertura verso il futuro che, non a torto consideriamo caratteristiche della gioventù. Per questa ragione ho provato un’immediata e sincera contentezza quando, ascoltando il Suo discorso di fine anno, ho capito che lo stava dedicando proprio ai giovani…. Per usare le Sue parole: “Senza opportunità per i giovani, la democrazia è in scacco”…. Mi permetto di aggiungere tre proposte che nei prossimi mesi, politica e istituzioni non dovrebbero lasciare in secondo piano. La prima. Un più esteso riconoscimento delle professioni all’interno dell’UE. Vorrei che per un insegnante o un infermiere italiano fosse molto più semplice recarsi in un’altra nazione della Comunità per svolgere il proprio mestiere e incamerare nuove esperienze… La seconda proposta. Una più dinamica osmosi tra Università e mondo del lavoro… Terza proposta. E’ necessario limitare una flessibilità lavorativa che, sovente, è remunerativa solo per i datori di lavoro. Ci sono aziende che usano ripetutamente la formula dello stage per tenersi strette le persone più valide… Che tipo di futuro può vedere un giovane che, conscio non in modo arrogante delle proprie capacità, si vede “parcheggiato” dall’azienda in quella zona grigia in cui è più difficile pensare a lungi termine ?

 
Il Messaggero – 3 gennaio 2010
I supplenti convocati con un sms; iscrizioni al 12 febbraio”
░ Le decisioni del Miur per i primi adempimenti nel nuovo anno.
Il Miur ha fissato per il 12 febbraio il termine di scadenza per l’iscrizione alle scuole dell’infanzia, alle classi del primo ciclo, e del secondo ciclo comprese quelle relative ai percorsi di istruzione e formazione professionale… Da gennaio, inoltre, parte la “chiamata telematica” per i supplenti, con posta certificata o sms…

 
Il Messaggero – 3 gennaio 2010
Presidi, mai bandito il concorso: E’ tardi, rischiamo la paralisi”
░ Ne dovevano essere assunti 2800. La Gelmini aveva promesso il Bando entro il 2010 ma è mancato il placet di Tremonti. Le associazioni professionali calcolano che in atto 2000 sedi siano vacanti, e che nel 2012 saranno 3000, visto che in media ogni anno vanno in pensione 800 ds.
A settembre il ministro aveva annunciato l’infornata di dirigenti scolastici (da quattro anni non se ne assumono) per risolvere il problema, ormai esplosivo, delle reggenze. Quest’anno, circa 1600 scuole su 10000 non hanno un proprio preside, ma un supplente preso in prestito da un istituto vicino… Per questo, il Ministro aveva annunziato un nuovo concorso a 2800 posti. Una selezione innovativa e basata sul merito, sui titoli e non sull’anzianità. Ma quel bando non è mai uscito in G.U…. Due associazioni di categoria, la DISAL e l’ANDIS hanno scritto al Ministro per sottolineare la gravità del ritardo. Da quanto sappiamo, spiega Roberto Pellagatta, presidente Disal, il bando è pronto ed è alla firma del Presidente della Repubblica. C’è anche l’ok della Ragioneria dello Stato ma manca il placet del MEF, il Ministero dell’Economia e Finanze.

 
ItaliaOggi – 4 gennaio 2010
Ex Lsu fuori, dal 2011 sarà gara”
░ Per gli appalti delle pulizie non ci saranno più i rinnovi automatici: è in arrivo una direttiva ministeriale che apre al mercato; i vecchi contratti restano in vigore fino alla scadenza.
‘è chi a Viale Trastevere sostiene, con un po’ di malizia, che quest’anno alla fine ha pesato l’assenza di un sottosegretario all’economia di origini meridionali. Perché il mancato finanziamento necessario al rinnovo, nel decreto legge di proroga di fine anno, dei contratti di pulizie ai consorzi di ex Lsu crea grossi problemi occupazionali, in particolare in alcune regioni del Sud…. E’ prevedibile che durante l’iter parlamentare per la conversione in legge del dl saranno molti gli emendamenti e le pressioni politiche per ripristinare la proroga…. Per evitare che da questo mese scoppi un nuovo caso occupazionale, con il licenziamento di migliaia di lavoratori, quelli che hanno finora lavorato proprio grazie al rinnovo automatico dei contratti di pulizie: erano circa 25mila dieci anni fa, oggi sono la metà… Un’ordinanza ministeriale allo studio di via Trastevere detta le nuove regole per le gare che le scuole dovranno indire per le pulizie… dice anche che in attesa del completamento delle procedure… i vecchi contratti potranno essere portati avanti fino a scadenza naturale. In cambio della prorogatio, i datori di lavoro dovranno ritirare le lettere di licenziamento fatte pervenire in questi giorni. Insomma si tratterebbe di una soluzione transitoria, possibile con atto ministeriale e grazie ad anticipazioni di fondi del bilancio dell’Istruzione.

 
ItaliaOggi – 4 gennaio 2010
Graduatorie, giallo sulla proroga”
░ Nel dl è sparito il congelamento delle liste, che potrebbe rispuntare al Senato; probabilmente si attende il 26 gennaio, quando sarà nota la decisione della Consulta in ordine al problema delle graduatorie di coda.
La proroga di un anno delle graduatorie ad esaurimento non c’è più…. Era nella prima stesura del decreto legge mille proroghe ma è scomparso nel testo definitivo pubblicato sulla GU… Con la riapertura delle graduatorie molti precari del Sud, ormai disoccupati o costretti a lavorare su spezzoni per poche centinaia di euro, si sarebbero spostati a Nord… Le disposizioni che precludono ai precari di cambiare provincia e di essere inseriti a pettine nelle altre provincie, infatti, sono attualmente al vaglio della Corte costituzionale. E se la consulta dovesse dichiararle incostituzionali, i precari attualmente in coda alle graduatorie del Nord avrebbero diritto ad entrarvi a pettine. A quel punto, la proroga delle graduatorie avrebbe l’effetto contrario. Nel senso che, invece di impedire l’emigrazione dei precari del Sud verso il Nord da una provincia all’altra, finirebbe per moltiplicare la migrazione per tre. Perché attualmente sono tre le altre province dove i precari sono inseriti in coda alle graduatorie. E la proroga, insieme all’inserimento a pettine avrebbe l’effetto di ampliare esponenzialmente quel fenomeno migratorio…

 
ItaliaOggi – 4 gennaio 2011
Un mld all’innovazione tecnologica”
Il Miur lancia la corsa al PON Ricerca: parte un bando sull’hi-tec da 915 mnl.
Un miliardo di euro a disposizione per l’alta tecnologia e l’aggregazione tra pubblico e privato. C’è tempo fino al 15 febbraio 2011 per accedere ai 915 milioni di euro stanziati per finanziare aggregazioni tra imprese, università ed enti di ricerca che presentino piani di sviluppo strategico di filiere scientifico-tecnologiche di eccellenza pubblico-private, di distretti di alta tecnologia e relative reti, nonché la creazione, il potenziamento e lo sviluppo di laboratori pubblico-privati.
La presentazione delle domande riguarda le quattro regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Il bando prevede la concessione di contributi a fondo perduto che possano raggiungere l’80% della spesa ammissibile. Sono finanziabili sia aggregazioni già esistenti, di cui il bando riporta una lista, sia nuovi “Distretti ad alta tecnologia e relative reti”. E’ il ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca che ha emanato nell’ambito del Programma operativo nazionale “Ricerca e Competitività” 2007-2013 (Pon R&C) due Azioni rispettivamente denominate “Distretti tecnologici e relative reti” e “Laboratori pubblico-privati e relative reti”. I Progetti e gli studi di fattibilità dovranno essere presentati tramite i servizi dello sportello telematico “Sirio” già attivo a partire dallo scorso 16/12/2010, entro e non oltre le ore 12.00 del 15/02/2011.
ItaliaOggi – 4 gennaio 2011
L’Italia ha gente e idee per creare nuova ricchezza”.
░ Edoardo Narduzzi ha parole di speranza per i giovani; speriamo abbia ragione. Certo ha ragione su “il peggiore consociativismo occidentale”.
L’Italia non è per niente un paese in declino. Ha competenze, energie e potenzialità in grande misura ed è uno dei luoghi del mondo dove sono state prodotti gran parte degli standard della società globale. La globalizzazione è molto più italiacentrica di quanto non si pensi. Sono prodotti che vengono da una tradizione secolare di altissimo artigianato di qualità che ha fatto dell’Italia un posto unico al mondo. Perchè, allora, non riusciamo a valorizzarle al meglio nel più grande mercato che la razza umana abbia avuto a disposizione: il mercato globale? Rivendicazioni collettive di diritti pagabili soltanto producendo debito pubblico hanno creato tante Parmalat in pectore: si è preferita la scorciatoia del disavanzo di bilancio scaricato sulle generazioni future pensando che lo Stato, soprattutto se facente parte dell’Occidente, non può comunque fallire. In Italia il peggiore consociativismo occidentale ha prodotto il peggior debito pubblico del mondo che ora dei giovani sottoccupati dovrebbero ripagare. E’ questa la più grande ingiustizia sociale della storia recente.

 
ItaliaOggi – 4 gennaio 2011
Spunta la terza via della formazione professionale; qualifiche triennali negli istituti statali”.
░ Qualcosa di nuovo sembra muoversi nell’istruzione professionale; un settore nel quale è bene credere e sul quale occorre puntare.
Gli istituti professionali statali daranno una mano alle regioni per rendere più completa l’istruzione professionale. Così da consentire agli studenti in possesso di qualifica professionale di continuare gli studi fino al diploma e poi anche all’Università. E in cambio le regioni pagheranno gli stipendi dei docenti impegnati nelle attività integrative, fatta eccezione per lo straordinario, che rimarrà a carico delle scuole. E’ questa una delle pattuizioni stipulate il 16 dicembre scorso in Conferenza unificata tra il ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, il ministro del lavoro e delle politiche sociali, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, i comuni, le province e le comunità montane. Ora toccherà alle regioni stipulare i singoli accordi con le direzioni scolastiche regionali per i nuovi corsi triennali. In tempo utile per consentire le iscrizioni al prossimo anno scolastico previste entro il 12 febbraio prossimo. Secondo quanto previsto dall’accordo, gli istituti professionali potranno svolgere interventi integrativi complementari in favore degli studenti che frequentano i corsi di formazione professionale, a livello regionale, finalizzati al conseguimento dei diplomi di qualifica. Gli interventi integrativi serviranno ad arricchire il bagaglio culturale degli studenti, così da agevolare il prosieguo degli studi.

 
Il Manifesto – 5 gennaio 2011
Scacco alla Gelmini in 5 mosse”
░ Ciò che non si può assolutamente accettare, secondo il Manifesto, è che la legge sull’Università introduce forme di contaminazione pubblico-privato, sotto il pretesto della efficienza.
La tecnica usata negli ultimi anni per privatizzare a costo zero i beni comuni non riguarda tanto il trasferimento della proprietà e la trasformazione della sua natura giuridica di soggetto pubblico (l’art. 16 della l.133/2008 che consente ai senati accademici di votare la trasformazione delle università in fondazioni di diritto privato) quanto piuttosto il ricorso alla cultura privatistica dei modelli di gestione, il ricorso a modelli di governante non rappresentativi, incentrati sul ruolo del consiglio di amministrazione, evidente espressione dell’incrocio tra interessi particolari e generali…. Nel consiglio di amministrazione, non composto su base elettiva, dovrebbero sedere almeno tre figure estranee al mondo accademico, con formazione preferibilmente manageriale, quindi orientata a privilegiare la ricerca applicata e l’immediato sfruttamento del sapere… Mentre al senato accademico la legge assegna unicamente il potere di avanzare proposte scientifiche, al consiglio di amministrazione spetterà la responsabilità della spesa, dell’esercizio del potere disciplinare, delle assunzioni e dei costi di gestione. Si tratta quindi di un organo non soltanto di natura tecnico-finanziaria ma di un organo con poteri decisivi per quanto attiene al reclutamento, all’attivazione e soppressione dei corsi e delle sedi. A tali poteri gestionali di natura manageriale si aggiungono il ruolo e le funzioni del Direttore generale. Nominato dal consiglio di amministrazione, il Direttore generale può essere scelto con logiche privatistiche.. Tra le deleghe al governo, rinvii a decreti e provvedimenti di varia natura, moltissimi contenuti della riforma dovranno essere determinati nei prossimi mesi. Sono stati contati 47 provvedimenti attuativi, ai quali dovranno essere aggiunte le riforme statutarie che ogni università dovrà attuare entro fine giugno, se è vero che già all’inizio del 2009 era evidente il disegno del governo e i pericoli che ne discendevano... Purtroppo la legge è stata promulgata. Si sarebbe dovuto agire prima. Sarebbe comunque sbagliato pensare che la partita sia chiusa e perduta. Cosa si può fare adesso. Proviamo a individuare alcune strategie: 1. Impugnare tutti i provvedimenti amministrativi ritenuti lesivi del diritto allo studio e contrari all’autonomia della ricerca, dinanzi alla magistratura amministrativa; sollevare in via incidentale le questioni di legittimità costituzionale sui diversi profili della legge. 2. Elaborare e presentare, anche come legge di iniziativa popolare, un progetto fondato sul rilancio della ricerca e sul ruolo pubblico dell’Università. 3. Elaborare una strategia capace di tenere alto l’interesse da parte di tutta la cittadinanza attiva, con l’obiettivo di abrogare la legge Gelmini, valutando la possibilità di seguire la via referendaria. 4. Presidiare i processi di elaborazione degli statuti dei singoli atenei. 5. Monitorare l’elaborazione dei decreti delegati e dei decreti attuativi.

 
L’espresso – 6 gennaio 2010
Gelmini affossa l’Università”
░ Piero Ignazi non usa mezzi termini, separando il bianco e il nero dalle prime sei parole e fino alle ultime quattro.
Accentratrice, pauperizzatrice, superflua, demagogica, punitiva, antistudentesca. Si può continuare a lungo ad elencare i difetti della legge sull’Università promossa e difesa a spada tratta dal governo Berlusconi. Una riformetta, in realtà, che cambierà poco nella vita universitaria, ma per quel poco contribuirà molto all’affossamento dell’istruzione superiore. Punto primo: la legge Gelmini toglie autonomia alle università, in quanto prevede controlli ministeriali più fitti e pervasivi…. Punto secondo: smantella il sistema pubblico a favore delle università private…… Si può avere un titolo universitario anche frequentando atenei senza docenti e senza alcuna idea si cosa siano cultura e ricerca. Terzo punto: la grande favola della meritocrazia. Già dalla modalità con la quale vengono immessi, ope legis, istituti indegni della qualifica di università si capisce quanto poco importi della meritocrazia… L’introduzione di un organo indipendente di valutazione degli atenei è fumo negli occhi… Il corpo accademico deve fare però mea culpa sul suo indulgere a logiche clientelari e baronali. Chi ha partecipato ai concorsi sa quanto è difficile scalfire questo sistema consortile. Quindi l’ennesima riforma delle procedure dei docenti.…. Infine, l’elemento più importante: i finanziamenti. I governi di Centrodestra hanno scientemente perseguito l’obiettivo di fare morire d’inedia il sistema dell’istruzione pubblica favorendo quello privato… Il futuro che questa sciagurata riforma prospetta è nerissimo e si riassume in decadenza e impoverimento, accentramento e dequalificazione.

 

CORRIERE DELLA SERA – 24 dicembre 2010
"Talenti all’estero. Ora potete rientrare. Lo dice la legge
Beppe Servergnini evidenzia la possibile ricaduta positiva di una legge bipartisan (una delle poche di iniziativa parlamentare, in questa legislatura): si incentiva il rientro in Italia dei tanti laureati, tra i migliori in assoluto, trasferitisi all’estero: chi è nato dopo il dicembre 1968 e, nello scorso biennio, ha lavorato all’estero, godrà di una fortissima riduzione IRPEF (le donne saranno tassate sul 20% del reddito; gli uomini sul 30%) se, rientrati in Italia, avvieranno un’attività imprenditoriale, o otterranno un contratto di lavoro.
La legge, di iniziativa parlamentare bipartisan (caso raro), è stata approvata, a larghissima maggioranza, cinque ore prima della riforma dell’Università (coincidenza interessante). Solo FLI, trascinata da un tonitruante Mario Baldassari ha votato contro…. I laureati italiani all’estero sono 4 volte quelli tedeschi, due volte quelli francesi, tre volte quelli inglesi o spagnoli (dato OCSE). Il nostro Paese spende circa centomila euro per portare un ragazzo o una ragazza alla laurea. Spesso il laureato va all’estero… Un piccolo regalo di Natale per la diaspora professionale italiana ? Di sicuro un gesto, dopo tante chiacchiere. Una legge per gli anni Dieci. L’unico rischio è che venga ignorata… Approvata alla Camera il 25 maggio, e ieri al Senato, aspetta ora i decreti attuativi del Ministero dell’Economia e delle finanze (entro sessanta giorni). A quel punto toccherà al ministero degli esteri far sapere che questa opportunità esiste: almeno fino al 31 dicembre 2013.

 
Il Sole 24Ore – 24 dicembre 2010
"Servono 47 interventi per attuare il riordino
Alla Confindustria, la Riforma dell’Università piace; il suo quotidiano sottotitola sul ddl Università, con frasi quali: “Sfida dell’efficienza”; “Entro sei mesi i criteri per assegnare gli aumenti meritocratici”; “Rettori a termine e Cda forte, con i nuovi statuti”. Saranno i ministeri dell’Istruzione e dell’Economia a definire i criteri per l’abilitazione nazionale. Cancellato da subito il riconoscimento automatico dei crediti collegati all’esperienza. La valutazione disciplinare dei comportamenti dei professori non è più affidata al CUN.
Addio immediato al riconoscimento automatico dei crediti per chi vuole “laureare” la propria esperienza professionale, stop al reclutamento dei parenti… e avvio delle commissioni disciplinari interne agli atenei. Sono le principali regole che debutteranno davvero insieme con la Riforma dell’Università…; per tutto il resto, dalla valorizzazione della qualità agli stipendi meritocratici ai professori, dai fondi per il merito degli studenti alla contabilità aziendale, c’è da aspettare. Tra deleghe al Governo, rinvii a decreti ministeriali e provvedimenti vari, le caselle della riforma sono quasi tutte da riempire… “Entro 6 mesi faremo tutti i provvedimenti attuativi”, ha garantito il ministro Gelmini, ma per centrare l’obiettivo dovranno collaborare anche il resto del governo e le commissioni parlamentari (per l’attuazione della delega), il ministero dell’economia, quello della Salute e altri ministeri…. Una drastica accelerata dovrà riguardare anche l’Anvur, agenzia di valutazione che sta scaldando ora i motori e sarà chiamata a fissare i parametri per le svolte meritocratiche declinate dalla Riforma su: distribuzione dei fondi, valutazione dei docenti e incentivi agli studenti, fondo di finanziamento ordinario delle università più efficienti…. Per la nuova governance degli atenei, incentrata sulla divisione dei compiti tra senato accademico e consiglio di amministrazione, e guidata dai rettori “a termine”, bisognerà aspettare che le università riscrivano i propri statuti…. Due pilastri della Riforma: l’abilitazione nazionale, indispensabile ai futuri docenti, e i parametri di giudizio sui docenti, per distinguere i meritevoli da premiare e gli inattivi…. Sono 60 i giorni di tempo per ridisegnare la geografia frastagliata dei settori disciplinari in cui sono divisi i concorsi. Per ritoccare gli stipendi ci sono 6 mesi di tempo… Il governo avrà invece un anno di tempo per attuare la delega contenuta nell’art.5, che lo incarica di valorizzare l’efficienza e qualità degli atenei, riscrivere le regole contabili (sul modello aziendale) e fissare i livelli essenziali delle prestazioni e del diritto allo studio.


 
Il Sole 24Ore – 24 dicembre 2010
" Slitta al 2012-13 il Bonus maturità per i test universitari a numero chiuso
░ Lo scorso 22 dicembre, il decreto legge c.d. “milleproroghe” è stato approvato a Palazzo Chigi. Claudio Tucci ne commenta un aspetto.
Doveva entrare in vigore nell'anno accademico 2011-2012. Invece slitterà ancora di un anno, per la precisione al 2012-2013. Parliamo del cosiddetto "bonus maturità" per accedere ai corsi di laurea a numero programmato: 10 punti (sul totale previsto per gli esami di ammissioni a tali corsi di laurea), da assegnare in base ai risultati conseguiti dal ragazzo durante il percorso scolastico. Vale a dire: esame di stato e ultimo triennio di scuola "da 10 e lode". Gli altri 90 punti, arriveranno dal test d'ingresso. La novità è contenuta nell'articolo 41 della bozza del decreto milleproroghe.La normativa su questa speciale "dote" al merito scolastico è del 2007, e risale all'ex governo Prodi. I ministri Fabio Mussi e Giuseppe Fioroni avevano deciso di regalare agli studenti più bravi usciti da scuola 25 punti(sui 105 totali) da spendere nei test di selezione ai corsi di laurea a numero chiuso, consentendo così ai maturati eccellenti di partire in vantaggio. Per ottenere il bonus, bisogna essere in presenza di una media complessiva non inferiore a 7/10, nell'ultimo triennio, e di un voto di diploma non inferiore a 8/10. In più, va considerata anche la lode e gli 8/10, in ciascuno degli ultimi tre anni, nelle materie attinenti alla scelta della facoltà. Questo bonus però non è mai stato applicato. Anzi, durante uno dei rinvii disposti dal governo Berlusconi, è stato deciso l'abbassamento dei punti spendibili, da 25 a 10, su espressa richiesta delle università, soprattutto dei presidi di medicina, preoccupati che 25 punti potessero spostare con forza l'asse delle graduatorie. Conseguentemente, è stata portata a 100 punti la votazione massima degli esami di ammissione ai corsi a numero programmato. I ripetuti rinvii nell'applicazione di questa norma sono sempre stati legati a problemi tecnici. Anche quest'ultimo. Le norme infatti, scrive la relazione tecnica all'articolo 41 del Milleproroghe, fanno riferimento esclusivamente agli studenti «che frequentano le istituzioni scolastiche italiane». Non comprendono quindi: gli studenti comunitari (non italiani) e quelli extracomunitari regolarmente soggiornanti nel Belpaese che partecipano ai test d'ingresso e che vengono collocati nella medesima graduatoria. Ma anche gli studenti che frequentano istituzioni che rilasciano di diplomi di baccellierato internazionale, che hanno una scala di voti tutta differente. Insomma, tutte situazione che non rendono uniforme e agevole applicare le norme sul bonus maturità. Di qui la decisione di rinviare tutto all'anno accademico 2012-2013, in attesa che i tecnici di viale Trastevere sciolgano al meglio questi nodi.


 
Domani. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – 27 dicembre 2010
"E il ministro Gelmini ci regala l’università della Confindustria”
Un articolo di Guglielmo Forges Davanzati molto critico sulla Riforma:
Le università meridionali finiscono nell’angolo. Ricercatori assunti solo a tempo determinato: precari a vita. Il finanziamento pubblico agli atenei è il più basso d’Europa. Difficile immaginare che il merito venga premiato se i posti vanno e vengono e non diventano mai cattedre.
Sulla cosiddetta riforma dell’Università, è bene sgombrare il campo da un equivoco: il suo reale obiettivo non è introdurre criteri di valutazione che premino il merito, bensì operare un depotenziamento del sistema formativo pubblico che non ha precedenti nella storia recente del Paese. Depotenziamento che è già, in parte, passato attraverso la legge 33/2008, con la quale si è provveduto a sottrarre al sistema universitario pubblico circa un miliardo e mezzo di euro, per il biennio 2010-2011, mettendo a rischio la sopravvivenza stessa di molti Atenei. I fondi recuperabili con la Legge di stabilità non serviranno a ripianare i bilanci degli Atenei italiani, ma, nella migliore delle ipotesi, ad arginare le proteste degli attuali ricercatori in ruolo, che hanno consentito – negli anni passati – la sopravvivenza di corsi di studio svolgendo attività didattica non retribuita, e ai quali il Ministero offre oggi in cambio la messa ad esaurimento del loro ruolo. Peraltro – e non si tratta di un aspetto marginale – la riduzione dei finanziamenti è ‘lineare’, ovvero non tiene conto delle variabili di contesto (PIL procapite, tassi di disoccupazione) e, dunque, grava maggiormente sulle Università meridionali. La delegittimazione mediatica del sistema universitario pubblico (che regge sulla duplice retorica dei professori ‘baroni’ e ‘fannulloni’) sostiene questo disegno…. Difficile, poi, immaginare che il merito venga premiato con la precarizzazione del ruolo di ricercatore. Nella stesura attuale del disegno di Legge, si prevede che i ricercatori verranno assunti con contratti a tempo determinato triennali, rinnovabili, ai quali può far seguito la prosecuzione dell’attività di ricerca solo in caso di definitiva stabilizzazione: il che, con il taglio dei finanziamenti, è un’ipotesi piuttosto ardua…. generando esiti esattamente opposti a quelli che si dichiara voler ottenere: accentuare la ‘fuga di cervelli’, già in atto, e reclutare ricercatori qualitativamente inferiori a quelli che si potrebbero assumere con contratti a tempo indeterminato e stipendi più alti…. L’ultimo Rapporto Almalaurea certifica che fra i 27 paesi dell’Unione Europea, il finanziamento pubblico in istruzione superiore italiano è più elevato solo di quello della Bulgaria. Il quadro non migliora nel settore strategico della Ricerca e Sviluppo al quale l’Italia ha destinato l’1,2% del PIL nel 2007, risultando così ultimo fra i Paesi più avanzati… Aumenta sensibilmente la disoccupazione rispetto allo scorso anno, e non solo fra i laureati triennali. La disoccupazione cresce anche fra i laureati magistrali, dal 14 al 21%. Infine cresce anche fra i c.d. specialistici a ciclo unico (laureati in medicina, architettura, veterinaria, giurisprudenza), dal 9 al 15%. Una tendenza questa che si registra indipendentemente dal percorso di studio (anche fra i laureati tradizionalmente caratterizzati da un più favorevole posizionamento sul mercato del lavoro, come gli ingegneri) e dalla sede degli studi, e che si estende anche ai laureati a tre ed a cinque anni dal conseguimento del titolo. Diminuisce il lavoro stabile e le retribuzioni medie, a un anno dalla laurea, si assestano attorno a 1.100 euro. Ciononostante, la condizione occupazionale e retributiva dei laureati resta migliore di quella dei diplomati di scuola secondaria superiore… La riduzione dei finanziamenti pubblici, inducendo gli Atenei ad aumentare le tasse universitarie, non può che produrre un duplice effetto negativo. In primo luogo, e in linea generale, l’aumento della tassazione rende più difficile la mobilità sociale, dal momento che un numero minore di giovani potrà permettersi di pagarle. In secondo luogo, questa misura si renderà necessaria nei casi nei quali la decurtazione dei finanziamenti pubblici non è compensata da finanziamenti privati. Il che riguarda la gran parte degli Atenei meridionali, con la conseguenza che il sottofinanziamento del sistema universitario pubblico penalizzerà soprattutto i giovani meridionali. In sostanza, il provvedimento incide negativamente sulla (già bassa) mobilità sociale italiana…


 
Il Mesaggero – 27 dicembre 2010
"Bloccate le graduatorie dei prof. Niente bonus per la maturità”
Il decreto “Milleproroghe” rimanda al 2012 l’aggiornamento delle graduatorie dei precari, e pertanto sarà impossibile cambiare provincia di iscrizione in graduatoria: è il modo per bloccare l’esodo degli aspiranti a supplenza dal Sud al Nord. Il Milleproroghe non disporrà l’attuazione, preannunziata per il 2011, del “bonus” in favore degli studenti che, superato l’esame di Stato conclusivo dei corsi di istruzione secondaria superiore, vogliano accedere ai corsi di laurea a numero programmato.
Graduatorie bloccate, non verranno aggiornate nel prossimo anno, come invece era previsto,… e niente “bonus maturità” neanche quest’anno…. Sono i due pacchi dono che l’amministrazione scolastica ha inserito nel Milleprooghe….. Per quanto riguarda i docenti precari (nelle graduatorie ce ne sono 230 mila, il 48 % sono al Sud), il decreto stabilisce che le graduatorie provinciali non saranno aggiornate nel 2011… Un docente non potrà decidere, se nella sua provincia le graduatorie sono troppo ingolfate, di spostarsi;… sfuma la possibilità di aggiornare il proprio punteggio, e quindi poter scalare di qualche posto verso l’alto…. Il ministro, come si legge nel decreto Milleproroghe, ha preso questa decisone in attesa del nuovo regolamento sul reclutamento degli insegnanti che dovrebbe arrivare nel 2011….

 
la Repubblica - 27 dicembre 2010
"La sfida della scuola. Un’educazione per tutti”
La missione della Sinistra, in breve brano, tradotto da uno scritto del filosofo e scrittore Fernando Savater, docente all’università di Madrid.
Oggi la Sinistra non può essere altro che quella che difende il concetto di società. Vale a dire qualcosa di diverso dalla semplice giustapposizione di individui e di interessi contrapposti in lizza… La Sinistra deve ricordare che la democrazia, in qualsiasi luogo del mondo, ha due nemici fondamentali: la miseria e l’ignoranza. Dove la miseria è tollerata, dove l’ignoranza non è combattuta, la democrazia si trasforma in una caricatura…. Pertanto la Sinistra deve tentare di mettere fuori legge la condizioni di povertà estrema – come a suo tempo si mise fuori legge la schiavitù – e deve far sì che l’educazione per tutti, laica, diventi il suo compito prioritario.


 
ItaliaOggi Sette – 27 dicembre 2010
"Nella formazione tecnica la via per trovare lavoro”
La scommessa degli Its, per ridurre il divario tra preparazione, atenei, imprese.
In Veneto, patria dell’industria tessile italiana, la scelta è stata quella di puntare sul “sistema moda”; nel Lazio, invece, sulle “tecnologie innovativa per i beni e le attività culturali”… Sono solo alcune delle aree tecnologiche considerate strategiche per lo sviluppo del Paese, su cui il Miur ha deciso di investire per formare quei “super tecnici” tanto richiesti nel modo delle imprese.... Come ? Attraverso una nuova filiera non universitaria di durata biennale o triennale, rappresentata dagli ITS (Istituti Tecnici Superiori) che, accanto alle ITIS appena riformate e all’istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS), puntano non solo a rilanciare la cultura tecnica ma soprattutto a migliorare la occupabilità dei giovani e la competitività delle imprese creando quel collegamento che manca tra scuola, università e mondo del lavoro. Gi ITS sono nati da un percorso bipartisan, attraverso quattro legislature. Concretamente, però, le linee guida per la loro costituzione sono state adottate con il dpcm 25 gennaio 2008… Fino a ora, sono 50 gli ITS presenti in 15 regioni. Gli its hanno come riferimento l’istituto tecnico industriale o professionale che ne promuove la costituzione in una fondazione… Gli its sono infatti istituiti secondo il modello della fondazione di partecipazione, nell’ambito dei piani territoriali di intervento deliberati dalle Regioni… Sono il primo esempio di applicazione del principio di sussidiarietà nell’ambito della specializzazione tecnica superiore…. Sono strutturati in sei grosse macro aree tecnologiche, in cui è possibile conseguire un diploma di specializzazione tecnica superiore. Tra le più gettonate ci sono quelle dedicate alle nuove tecnologie… Nei nuovi ITS le aziende sono esse stesse parte dell’istruzione, intervenendo in maniera diretta anche nel percorso di strutturazione dei piani formativi… Contrariamente ai consueti dati che fanno del Nord la locomotiva del sistema industriale, tra le regioni con più alta densità di ITS c’è il Lazio che, accanto alla Lombardia, detiene il primato con 7 istituti, seguono il Veneto e la Sicilia, rispettivamente con 6 e 5. Numeri elevati tra i soggetti coinvolti nelle fondazioni di partecipazioni; ammontano a 571 in tutta Italia, 114 le scuole coinvolte, 65 gli enti territoriali (per lo più, le province) 210 le imprese, 71 le università e i centri di ricerca, 90 le strutture formative. In media, per ogni ITS sono 11 i soggetti coinvolti, di cui quattro sono imprese.


 
ItaliaOggi – 28 dicembre 2010
"E il CNPI resta in vita”
Il decreto Milleproroghe proroga la permanenza in carica del Consiglio nazionale della P.I., lo stesso vale per il commissario straordinario dell’ANSAS (fino all’insediamento dei nuovi organi gestionali), l’agenzia istituita a seguito della soppressione degli istituti regionali di ricerca educativa e dell’Istituto Nazionale di Documentazione per l’Innovazione e le Ricerca Educativa.
Il Consiglio nazionale della P.I. resterà in carica un altro anno… Il prolungamento dei termini di vigenza delle funzioni di questi organi dell’amministrazione si è reso necessario per evitare che tali finzioni cessassero senza essere rimpiazzate…. Il Consiglio nazionale della P.I. attende da anni di essere rinnovato, ma viene sistematicamente prorogato, perché non si è ancora provveduto a dare attuazione alla riforma degli OO.CC. della scuola, prevista dal decreto legislativo 233 del 1999. Che prevede, peraltro, la trasformazione del Cnpi in “consiglio superiore della P.I.”. Ma il Cnpi svolge, tra l’altro, l’importante funzione di fornire pareri obbligatori nell’ambito della formazione di provvedimenti legislativi e regolamentari…. Trattandosi di pareri tecnici, sono utili sia a migliorare i provvedimenti che a prevenire il contenzioso…


 
ItaliaOggi – 28 dicembre 2010
"Stop all’emigrazione dei precari”
Il Milleproroghe, in attesa del nuovo Regolamento sul reclutamento, blocca i precari del Sud. Carlo Forte ricostruisce la questione dell’inserimento “a pettine”.
Il Tar del Lazio ha dato sistematicamente ragione ai precari che hanno chiesto l’inserimento a pettine anche nelle graduatorie di coda. E quindi il legislatore è intervenuto con una interpretazione autentica della normativa che dispone il divieto di mobilità. Ribadendo tale preclusione fino a quest’anno. E disponendo la riattribuzione del diritto alla mobilità dal settembre 2011. Ma il governo ha disposto, con il Milleproroghe, che i trasferimenti da una provincia a un’altra non si faranno neppure per quest’anno, e ha rimandato tutto all’anno prossimo. Nel frattempo, però, il Tar del Lazio, con ordinanza n.230 del 5 febbraio 2010, ha ritenuto non manifestamente infondata una questione di legittimità costituzionale presentata da alcuni ricorrenti. Che riguarda proprio la norma sull’inserimento in coda nelle GaE delle province diverse da quella di appartenenza del precario interessato. E se la Consulta dovesse dichiarare l’incostituzionalità della norma contro il pettine nelle tre graduatorie di coda delle ulteriori province dove risulta attualmente. E quindi si verificherebbe una sorta di compresenza a pieno titolo nelle graduatorie di 4 province (massimo). Le sezioni unite della Cassazione, peraltro, hanno ricordato di recente che il giudice al quale bisogna chiedere giustizia in materia di graduatorie non è il Tar, ma il giudice ordinario. Ma la legge prevede che, anche se il giudizio principale si estingue la pronuncia della Corte vale lo stesso. E quindi se la Consulta decidesse in favore dell’inserimento a pettine, l’amministrazione dovrà adeguarsi.


 
ItaliaOggi – 28 dicembre 2010
"Dal 2011 supplenti, e pure on line”
Le convocazioni per i contratti si supplenti arriveranno on line; saranno le scuole a farsi carico delle nuove modalità; ne restano fuori i prof degli elenchi prioritari.
Novità per i precari della scuola, al rientro dalle vacanze: riceveranno le convocazioni per l’assunzione a t.d. tramite posta elettronica, quella comunicata da ciascun aspirante tramite le istanze on line di iscrizione nelle graduatorie di istituto per il biennio 2009/11… Tranquilli, però, non occorre stare incollati sul pc in trepida attesa: la scuola, infatti, contemporaneamente alla convocazione via e-mail, trasmetterà un sms…. Ai supplenti non viene richiesto alcun adempimento, per fortuna, perché la nuova funzionalità sarà attivata automaticamente…. Non sono interessati al nuovo sistema i soggetti beneficiari delle priorità nel conferimento delle supplenze… (decreti ministeriali nn.68 e 80 del 2010)….


 
Il Mattino – 29 dicembre 2010
"Manca il Milleproroghe. Il Colle non firma”
La controfirma del Presidente della Repubblica sul testo legislativo della Riforma universitaria seguirebbe al riscontro di provvedimenti da inserirsi nel Milleproroghe, connessi alla riforma Gelmini.
La riforma dell’università è ancora sulla scrivania di Giorgio Napolitano, in attesa della firma necessaria alla sua promulgazione. Un’attesa legata – a quanto si apprende – al mancato arrivo, al Quirinale, del decreto mille proroghe che il governo non ha ancora approvato. Gli uffici legislativi non hanno ancora chiarito, infatti, se i passaggi contraddittori della riforma Gelmini – come quelli relativi alla modifica ed abrogazione di parti della Riforma Moratti in due diversi articoli della riforma appena approvata dal parlamento – siano stati risolti in sede di revisione e coordinamento del testo o se, al contrario, non sia necessario intervenire proprio con il milleproroghe. La polemica sulle contraddizioni presenti nella riforma era esplosa nel corso della convulsa discussione e votazione finale al Senato. Ed era stata il ministro dell’istruzione a riconoscere quelle incongruenze rimandando a un successivo intervento nel decreto di fine anno…


 
Il Manifesto – 29 dicembre 2010
"Bocciamo la riforma Gelmini con un referendum”
E’ la proposta rivolta da Ugo Mattei al Movimento studentesco.
Ad un affronto politico come quello di un parlamento sordo alle motivazioni di un’intera generazione occorre dare una risposta politica alta e intransigente… l’azione democratica diretta, che non è solo la Piazza…. Si risponda nuovamente con quel mezzo eccezionale che i nostri Costituenti avevano previsto proprio per ovviare a possibili distorsioni della rappresentanza indiretta… l’unico mezzo costituzionale, ora come allora, a disposizione per cercare di scongiurare l’irreparabile. Cari studenti, uniamo ancora di più le forze. Prepariamo subito un referendum contro la Legge Gelmini.


 
CORRIERE Quotidiano dell’Irpinia – 29 dicembre 2010
"Dirigenti scolastici. Senza concorso da quattro anni”
Lettera aperta al Ministro, dai presidenti dell’Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici (ANDIS), e della DiSAL (Dirigenti Scuole Autonome e Libere).
On.le Ministro, siamo giunti alla fina dell’anno solare e a metà dell’anno scolastico senza poter vedere la pubblicazione del bando di concorso per dd.ss., tanto atteso e da molti promesso. Prendiamo atto che gli Uffici del Miur, della Ragioneria di Stato e della Funzione Pubblica hanno messo in essere tutti gli atti necessari per l’emanazione del bando… L’assenza da oltre quattro anni di un concorso per Dirigenti scolastici ci sembra non solo un grave danno alle scuole ma un segno tangibile di trascuratezza per le istituzioni scolastiche…


 
Il Mattino – 29 dicembre 2010
"Statali, dallo stop agli aumenti, 1600 euro in meno per due anni”
In salvo gli insegnanti, la scure del blocco degli stipendi fino al 2013 si abbatterà sui dirigenti. In termini di potere d’acquisto, la perdita è calcolata in 1200 euro nel biennio 2010-2012. Quanto al turn over nel pubblico impiego, ogni cinque lavoratori che vanno in pensione (la previsione per il biennio 2010-2012 è i 300mila unità), uno solo sarà sostituito (dunque le nuove assunzioni saranno circa 60mila). Il taglio agli organici degli insegnanti segue altre regole, non meno draconiane, conseguenti alla legge 133/2008.
Con il 2011 i dipendenti pubblici entreranno in un triennio che difficilmente dimenticheranno. Non solo infatti sono sospesi i rinnovi contrattuali del periodo 2010-2012 ma dal prossimo gennaio fino a tutto il 2013 le retribuzioni saranno inchiodate al livello del 2010… Dunque niente aumenti, niente promozioni e congelamento anche del salario accessorio e delle altre voci della retribuzione…. Gli effetti pratici di tutta questa situazione li ha calcolati la CGIL. Il mancato rinnovo dei contratti che sarebbe avvenuto sulla base di un’inflazione triennale del 4,2% farà venire meno mediamente circa 1200 euro lordi per ciascun lavoratore. Ma a questa somma vanno aggiunti…. altri 400 euro che non arriveranno proprio per il blocco delle altre voci retributive… Andrà ancor peggio, almeno in termini proporzionali, ai dirigenti pubblici che hanno una retribuzione superiore ai 90mila euro lordi. Per loro, infatti, fino a tutto il 2013 scatterà una riduzione dei compensi del 5% per la parte che supera questo limite, e del 15 oltre i 150mila euro. L’unica categoria che riuscirà almeno in parte a salvarsi dal congelamento ai livelli 2010 è quella degli insegnanti. Per loro, infatti, resteranno in vigore gli scatti di anzianità. Grazie a un emendamento a suo tempo inserito nella manovra, sono destinati a questa voce i risparmi ricavati dalla riduzione del personale di questi anni (nella misura del 30%)…


 
Il Sole 24Ore – 30 dicembre 2010
"Milleproroghe, corsa ai correttivi
Il provvedimento, pubblicato sulla GU.n.303 -29 dicembre, inizia l’iter parlamentare dal Senato; il rinvio per il rinnovo delle GaE è uno tra i provvedimenti che saranno più contrastati dalle Opposizioni parlamentari.
Come si evince dall’articolo, il comportamento legislativo del governo aggiunge incertezza ad incertezza nell’universo incerto dei precari.
Parte dal Senato il cammino parlamentare del decreto Milleproroghe. Ma senza la proroga delle graduatorie “a pettine” dei 230 mila precari della scuola… Il Dl 29 dicembre 2010 n.225 si presenta nella sua nuova veste semplificata, fatta di 4 articoli e una tabella in cui sono raccolte le oltre 65 proroghe di termini di legge in scadenza. E la novità non è solo formale: si tratta di un differimento termini, a tappe. L’art.1 del decreto, infatti, differisce al 31 marzo 2011 tutti i termini e i regimi giuridici indicati nella tabella, in scadenza entro il 15 marzo prossimo riservando al Governo di poter prorogare ulteriormente fino al 31 dicembre 2011 con un semplice DPCM. Un doppio passaggio in cui potrebbe essere incappata, ad es., la proroga sull’aggiornamento delle graduatorie dei precari della Scuola, il cui aggiornamento avviene successivamente al primo trimestre dell’anno. Il che non esclude che la proroga possa arrivare comunque successivamente con un futuro provvedimento o anche con un emendamento al nuovo dl n.225.


 
Il Sole 24Ore – 30 dicembre 2010
"Per l’iscrizione alle scuole, termine ultimo al 12 febbraio”
In arrivo la relativa circolare ministeriale.
Torna il termine di scadenza unico per le iscrizioni a scuola. Le famiglie avranno tempo fino al 12 febbraio 2011 per iscrivere i figli alla materna, elementare, media e superiore. Lo prevede la bozza di circolare sulle iscrizioni al prossimo a.s., che viale Trastevere pubblicherà i primi di gennaio.
 
 

 

ItaliaOggi – 14 dicembre 2010
"Per la formazione urge il piano di qualità”
L’Italia ha sei mesi di tempo per dotarsi di un piano di verifica; l’ISFOL lancia la valutazione esterna integrata.
La qualità dell’istruzione e della formazione professionale italiana passerà per le peer review, un sistema verifica che integra autovalutazione dell’istituto e valutazione esterna da parte di altri docenti. Sarà questa una delle proposte che l’Isfol, dal 2006 referente per l’Italia nella rete europea per la qualità di questo settore (Eqavet) porterà il 20 dicembre alla prima riunione del tavolo con i ministeri dell’istruzione e del lavoro, le parti sociali e gli altri soggetti interessati per la definizione, entro giugno 2011, di un piano nazionale per la garanzia di qualità dell’ifp. Nel giugno 2009, ricorda Sean Feerick, direttore Eqavet, “la UE ha varato una raccomandazione sull’istituzione di un quadro europeo di riferimento per la garanzia della qualità dell’ifp, che prevede che gli stati membri si dotino di un piano nazionale…”. La peer review è stata sperimentata quest’anno in sei istituti professionali e sei centri per la formazione professionale, i cui risultati sono stati presentati nei giorni scorsi a Roma. Una forma di valutazione esterna, condotta da “pari”, docenti adeguatamente formati e chiamati ad esprimere un giudizio sulla qualità di tre aree scelte dalla scuola a seguito dell’autovalutazione. Comprende 2-3 giorni di visita nella struttura, un rapporto che la scuola può commentare, e uno definitivo. Segue il piano di miglioramento redatto dalla scuola…. Il piano nazionale prevederà parametri di qualità per il sistema di accreditamento delle strutture scolastiche e formative…. Si punterà poi a facilitare l’utilizzo dei 10 indicatori europei di qualità, tra cui esiti professionali, abbandoni, soddisfazione delle imprese e degli utenti. Indicatori già inseriti dal Miur nel regolamento degli istituti tecnici e professionali.

 
TGCOM Economia – 15 dicembre 2010
"Occupazione giovani, Italia in coda”
Mancanza di lavoro per i giovani e fisco opprimente per i lavoratori, sono i due problemi che emergono dalle statistiche.
Tra i Paesi dell'Ocsel'Italia è penultima per l'occupazione giovanile: con il 21,7% fa meglio solo dell'Ungheria, ferma al 18,1%, e risulta molto al di sotto della media del 40,2% degli altri Paesi membri. Tra gli occupati, inoltre, il 44,4% ha un impiego precario, e il 18,8% lavora solo part time, mentre per i disoccupati, oltre il 40% è senza lavoro da lungo tempo, e il 15,9% appartiene al gruppo "neet", che non studia né lavora. Dati scoraggianti anche per chi lavora. Per quanto riguarda la pressione fiscale, infatti, dopo una limatura nel 2008, nel 2009 si è registrato un aumento: al 43,5%, un livello di quasi dieci punti superiore alla media e che fa salire la penisola a una scomoda terza posizione tra tutti i Paesi dell'area in cui questa voce risulta più elevata, scavalcando il Belgio. Il tutto è contenuto in uno studio sulla dinamica di lungo periodo delle entrate fiscali nei vari paesi dell'Organizzaizone per la cooperazione e lo sviluppo economico, che risale fino al lontano 1965. Proprio allora la pressione fiscale in Italia era ad appena il 25,5%, secondo l'ente parigino, dieci anni dopo, nel 1975 era perfino calata - caso unico tra tutti i Paesi - al 25,4 per cento. Poi l'inversione di tendenza: nel 1985 pressione fiscale italiana al 33,6%, nel decennio successivo un vigoroso balzo, fino al 40,1 per cento del 1995. Negli anni più recenti la pressione fiscale in Italia è rimasta sistematicamente ben sopra il 40% del Pil: 42,2% nel 2002, 43,4%nel 2007, prosegue l'Ocse, lieve calo al 43,3% nel 2008 ma poi aumento al 43,5% nel 2009. Sullo scorso anno lo studio non dispone ancora dei dati relativi a tutti i Paesi, ma guardando ai dati 2008 l'Italia registrava il quarto valore più elevato, dietro a Belgio ((44,2%), Svezia (46,3%) e Danimarca (48,2%). Sul 2009 però appare terza, perché in Belgio la pressione fiscale è calata al 43,2%. E la dinamica dell'Italia appare in controtendenza rispetto a quella generale: l'Ocse rileva che nel 2009 in media sono calate sia le entrate fiscali, a riflesso della recessione, sia la loro incidenza rispetto al Pil: la pressione fiscale appunto che sulla media Ocse viene stimata al 33,7% nel 2009 dal 34,8% del 2008. Nel 1965 invece l'Italia risultava perfettamente in linea con la media Ocse del 25,5%.

 
IL SECOLO XIX – 15 dicembre 2010
"I nuovi presidi ? Manager e pedagoghi”
Un’iniziativa dell’U.E., che coinvolge alcune scuole superiori liguri e partner stranieri, finalizzata a favorire la crescita professionale del dirigente-manager delle scuole.
I leader scolastici nella scuola che cambia: è questo il tema di un progetto approvato e finanziato dall’U.E…. “La governance scolastica per costruire la comunità di apprendimento”. Durerà due anni, a partire dall’ottobre 2010… Il progetto prevede una prima fase di ricerca sul campo. A Genova come a Stoccolma, Utrecht e Bucharest si svolgeranno una serie di focus group con dirigenti scolastici, allievi, genitori, insegnanti e altri soggetti interessati alla vita scolastica, quali amministratori locali, assistenti sociali, imprenditori e rappresentanti di associazioni culturali e di volontariato. Ai partecipanti a questi focus group verrà chiesto di ragionare su quali caratteristiche considerino essenziali per i leader scolastici. Sulla base di queste riflessioni, scambiate e condivise a livello europeo, i Partner del progetto inventeranno un percorso di formazione in servizio per i leader scolastici per potenziare quelle competenze che appunto vengono considerate fondamentali.

 
AVVENIRE – 16 dicembre 2010
"Università, la riforma vede il traguardo: il 22 l’ok definitivo del Senato”
Il decreto Gelmini per l’Università calendarizzato al Senato; il 22 dicembre potrebbe avere l’approvazione definitiva.
La fissazione della data è stata aspramente contestata dalle opposizioni, in particolare da Pd e Idv. Il movimento studentesco contrario alla riforma annuncia di non voler fermare le manifestazioni di protesta…. Secondo il ministro della Pubblica istruzione e dell’Università sarebbe “assurdo far rimanere ferme le risorse”…. Per il Pdl, Maurizio Gasparri ha confermato l’intenzione di approvare prima di Natale la riforma…….A detta del presidente dei senatori dell’Idv Felice Belisario, invece, “è inconcepibile che un governo con una maggioranza più che risicata voglia procedere irresponsabilmente all’approvazione della riforma rifiutandosi di ascoltare i segnali che vengono dalla società civile… L’arcipelago della protesta, intatto, ha annunciato l’intenzione di proseguire nelle contestazioni, si spera non violente: in queste ore sono in corso assemblee in numerose atenei per stabilite la forma di protesta scelta.

 
La Repubblica – 18 dicembre 2010
"La Gelmini e il caso Bologna. Decisione amara ma stimo il rettore”
All’Università di Bologna è stata rimandata la inaugurazione dell’anno accademico.
Il rettore Gionigi è una persona saggia, credo abbia preso questa decisione con grande amarezza. Evidentemente la situazione bolognese lo richiedeva. Per ciò rinnovo il mio appello perché gli studenti si separino dai violenti”. Il ministro Gelmini ha scoperto nel tardo pomeriggio che a Bologna è stata rimandata la inaugurazione dell’anno accademico… - Che cosa pensa della decisione di Dionigi? - “Non ho elementi per giudicare, ma stimo il Rettore…”. – Ritiene che ci sarà un crescendo dopo i fatti di Roma ? – “La prossima settimana ci saranno altre manifestazioni, chiedo che avvengano senza appesantire la vita dei cittadini e la libera circolazione del traffico”.

 
La gazzetta del Mezzogiorno – 18 dicembre 2010
"Precari scuola, scadono i termini per il recupero degli scatti di anzianità”
Le domande vanno presentate entro il 20 gennaio, raccomanda la sezione provinciale Ugl di Bari.
Per i precari della scuola cui non sono stati assegnati dallo Stato italiano gli scatti biennali, riconosciuti in tutti i Paesi europei, dal 24 novembre è iniziato il conto alla rovescia per l’affermazione dei diritti. Infatti, il riconoscimento degli scatti di stipendio al personale è una realtà già accettata dallo stesso Miur. Ma la legge 183/2010 prevede che ne avrà diritto solo chi chiede all’amministrazione statale il riconoscimento entro 60 giorni dalla data in cui è stata varata la legge: il termine scade il 23 gennaio…..A far conoscere questa opportunità è l’Ugl di Bari, che ha messo a disposizione dei lavoratori l’assistenza gratis… Una decisione dello Stato dovuta a due realtà:la necessità di recepire le circolari dell’U.E, che hanno sollecitato lo Stato italiano ad allinearsi agli altri Stati, e il fatto che i giudici del lavoro stanno riconoscendo gli scatti biennali…. Chi ha diritto a presentare la domanda ? hi ha avuto con contratto atipico…. ed è stato precario per almeno tre anni. Anche chi è di ruolo può presentare richiesta di riconoscimento degli scatti stipendiali a patto che dal 1999 in poi sia stato almeno tre anni in servizio non di ruolo. Peraltro, “si tratta di somme rilevanti delle quali, nella scuola italiana, – spiega il segretario provinciale Ugl Scuola, Rosano Sasso – hanno fruito soltanto i docenti precari di religione. Sono numerosi i colleghi che hanno già vinto i ricorsi e ottenuto gli scatti, ottenendo migliaia e migliaia di euro…

 
Avvenire – 18 dicembre 2010
"Cercasi un milione di maestri per l’Africa”
Secondo gli obiettivi fissati dall’ONU per il 2015, è il numero degli insegnanti necessari per garantire il diritto all’istruzione, nell’Africa sub sahariana, la zona nella quale si verifica la massima carenza; ma anche altre zone, in America latina e Asia centrale, ne hanno bisogno.
Fra gli “obiettivi di sviluppo del Millennio” sottoscritti da 191 Stati, nel 2000, c’è quello di garantire l’educazione primaria universale entro il 2015. Si tratta cioè di fare in modo che tutti i bambini possano completare il primo ciclo di scuola…. Componente centrale di ogni politica dell’istruzione sono gli insegnanti; l’UNESCO ne ha calcolato quanti ce ne vorrebbero in più per conseguire questo obiettivo, e il tasso di reclutamento necessario…

 
Il Sole 24Ore – 20 dicembre 2010
"L’aula del Senato si prepara all’ultimo sì sull’Università”
L’Assemblea lavorerà da oggi a giovedì e chiuderà con questo provvedimento, prima della pausa natalizia.
La riforma universitaria inizia da oggi la marcia finale in aula a Senato, e sebbene arrivi senza l’approvazione in commissione e con le critiche del centrosinistra, dovrebbe essere sostenuta sia dai finiani che dall’UDC. In dirittura d’arrivo dovrebbe essere anche il decreto legge 196 sull’emergenza rifiuti in Campania

 
Il Sole 24Ore – 20 dicembre 2010
"Italia 2011. Nelle scuole cattedre vuote per i precari”
Una valutazione riportata da Il Sole 24Ore stima in centomila i posti già disponibili.
La Lombardia perde 2.760 docenti, il Piemonte nel lascia sul terreno 1.639, il Veneto 1.633, la Toscana 1121. Complessivamente, nell’a.s.2010/11, nella scuola italiana si contano 25.558 insegnanti in meno… Da Roma in su il taglio è stato di 12mila docenti, il 47% del totale. E non se la sono passata meglio gli ATA.A settembre scorso di sono ridotti di 15.167 unità, di cui 6.877 nelle regioni del Centro-Nord…. La scuola italiana, dal Nord al Sud soffre anche di “mal di precariato”, con 230mila supplenti iscritti nelle GaE. Ogni anno circa la metà ottengono un contratto di insegnamento annuale…. Per quasi tutti la cattedra resta un miraggio almeno per 15 anni. Da qui la proposta del segretario generale della Flc-Cigl, Domenico Pantaleo, di “formare la mano” e trasformare, da giugno 2011, le supplenze annuali in effettive immissioni in ruolo. Nel prossimo anno scolastico si potrebbe arrivare a centomila unità: 61mila docenti e 39mila ATA… Per quanti invece lo scorso anno avevano lavorato con contratto annuale (circa 10mila unità…), e quest’anno sono rimasti a casa, è prevista la “salva precari”, riconfermata anche per il 2011. Si tratta dell’indennità di disoccupazione INPS che arriva in via agevolata, e la possibilità di partecipare a progetti formativi d’intesa con le regioni… Buone notizie, da via Trastevere, anche per il personale di ruolo: non subirà il blocco degli scatti di anzianità fino al 2013. Potrebbero salvarsi anche i ricercatori e i docenti universitari più giovani.

 
Il Messaggero – 20 dicembre 2010
"Il coraggio di dire la verità ai giovani”
La “verità” che Paolo Pombeni propone di dire ai giovani (circa il declino del sistema produttivo sulle due sponde dell’Atlantico.Illudersi di fermare il mondo lasciando sfogo alla rabbia è una ingenuità.
Di fronte alle inquietudini del mondo giovanile bisogna avere il coraggio di dire la verità… la (loro) inquietudine nasce dal disagio profondo che corre in generazioni incerte del loro futuro, private di un rapporto sicuro tra competenza e propria valorizzazione… quella giusta ricerca di una soluzione diversa e più aperta per il loro futuro non potrà venire dalla restaurazione di un mondo mitico in cui tutti erano garantiti, lo Stato dava gratis tutto a tutti; c’erano solo diritti e i doveri non si sapeva che cosa fossero…. Illudersi di fermare il mondo lasciando sfogo alla rabbia è una ingenuità… Così com’è, tanto la scuola che l’università funzionano male. E questo è un danno, e grave, proprio per gli studenti, soprattutto quelli che non godono di privilegi e posizioni sociali e familiari in grado di tutelarli. Intendiamoci: gran parte dei giovani lo sa o lo intuisce, tanto è vero che occupazioni e manifestazioni coinvolgono uno strato ridotto del corpo studentesco… Non possiamo eludere il tema della riforma del sistema dell’educazione. Se vogliamo rispondere al giusto bisogno dei giovani… dobbiamo misurarci col problema di adattare il nostro sistema produttivo alle sfide di un mondo che non solo cambia velocemente ma che è già cambiato in maniera radicale. Poi non si potrà fare a meno di ricordare che tutto costerà fatica, rigore e coraggio…. Con l’avvertenza che se si vuol essere cedibili dinanzi ai giovani è indispensabili che ad essere rigorosi, coraggiosi nell’affrontare le difficoltà, siano il mondo delle istituzioni e le generazioni che hanno fin qui goduto di un’età molto favorevole.

 
CORRIERE DELLA SERA – 21 dicembre 2010
"Timori di scontri: accelerazione sulla riforma”
Il Presidente della Repubblica segnala alla classe di governo il malessere degli studenti che protestano. Il Presidente del Consiglio dice di non capire le ragioni della protesta: “Forse la Riforma non è stata ben illustrata agli studenti”. Da Destra si commenta con preoccupazione quanto è accaduto per le strade di Roma lo scorso 14 dicembre, e si paventa una replica il giorno 22 (si chiedono misure di prevenzione).
Il capogruppo del Pdl Gasparri insiste. Dopo aver invocato gli arresti preventivi per gli studenti, ora lancia un appello ai genitori: “TENETE A CASA I VOSTRI FIGLI PERCHé QUELLE MANIFESTAZIONI SONO FREQUENTATE DA POTENZIALI ASSASSINI”. Il Presidente della Repubblica ha lanciato il suo richiamo: “E’ necessario e urgente cercare e aprire nuovi canali di comunicazione e scambio con le nuove generazioni”…. Il governo ha blindato il ddl e lo vuole approvare entro domani, se non stanotte…. Il ministro Maroni ha incontrato il capo della polizia, Antonio Manganelli: oltre alle misure annunziate – mantenimento della Zona rossa, sorveglianza delle strade più piccole con nuclei più agili, filtri per gli arrivi da fuori Roma - Il ministro ha confermato che non verrà tollerato alcun tentativo di devastazione.

 
AVVENIRE – 21 dicembre 2010
"Onorevoli e ricercatori: prove di confronto”
Il senatore Quagliariello spiega la Riforma agli studenti, faccia a faccia. Dubbi sul raggiungimento di un qualche obiettivo, dell’incontro.
Metti un parlamentare davanti ad una platea di studenti, a parlare della riforma. Non era mai successo; è accaduto ieri per la prima volta. Ad aprire le danze è stato il vicecapogruppo Pdl al Senato, Gaetano Quagliarello: “Mi recherò personalmente ad un forum con i contestatori. Non negheremo il confronto a quei ragazzi che, secondo noi, sbagliano ma che evidentemente hanno le loro idee…. C’è una visione comune sui mali dell’università ma la cura proposta è opposta”. A portare lavocedei contestatori nell’aula del Senato è stato invece un parlamentare del PD, Achille Passoni, che ha letto ai propri colleghi un interventi scritto da un gruppo di studenti dell’Università di Firenze.

 
Libero Quotidiano – 22 dicembre 2010
"Merito, limiti ai rettori. Così cambieranno le università”
I punti salienti della riforma, secondo il giudizio di Libero.
QUANTO DURA IL MANDATO DEI RETTORI…? Il rettore non potrà restare in carica per più di due mandati…. Per un massimo di otto anni, o di sei anni nel caso sia stato eletto con mandato unico non rinnovabile… se la riforma fosse entrata in vigore già da questo autunno, circa il 60% dei rettori in carica sarebbero stati colpiti dagli effetti di questa norma.
La legge dispone che il rettore faccia parte del Consiglio di amministrazione dell’università, a cui dovrà proporre un candidato per l’incarico di direttore generale. QUALI SONO I NUOVI MECCANISMI PER L’ACCESSO ALLA CARRIERA DI DOCENTE, E A CHE ETA’ ANDRANNO IN PENSIONE ?
I professori dovranno andare in pensione prima; la riforma abbassa il tetto massimo da 72 a 70 anni per i professori ordinari e a 68 anni per quelli associati… Prima di ottenere un incarico di insegnamento occorrerà ottenere un’abilitazione scientifica nazionale, di durata quadriennale…
QUANTO DURANO I NUOVI CONTRATTI DI LAVORO E COME SARA’ REGOLATO IL RAPPORTO CON GLI ATENEI ? … La proposta di legge prevede che i ricercatori entrino solo con contratti a t.d. (5-4 anni), seguiti da contratti triennali. Al termine dovranno superare un esame di idoneità per avere la conferma a t.i. come professori associati…. I FONDI MINISTERIALI COME VERRANNO DETERMINATI E EROGATI ? …. Le università che non saranno in regola con i conti verranno commissariate… i fondi verranno distribuiti in base alla qualità della ricerca e didattica….
LA RIDUZIONE DELLE FACOLTA’ ? Ogni ateneo potrà avere al massimo 12 facoltà… Gli studenti continueranno ad avere risorse a disposizione ?
La riforma creerebbe un fondo speciale finalizzato a promuovere eccellenza e il merito tra gli studenti, individuati per gli iscritti al primo anno mediante prove nazionali standard, e per gli iscritti agli anni successivi mediante criteri nazionali standard. Una rappresentanza studentesca è prevista anche all’interno del cosiddetto consiglio di amministrazione.
 

 

AVVENIRE – 10 dicembre 2010
"Test di Italiano, è già allarme burocrazia”
A febbraio i primi esami per chi chiederà il permesso di soggiorno lungo (la ex Carta di soggiorno). Le Acli polemizzano: facciamo l’esame di Lingua italiana (secondo il livello A2 del parametro europeo) agli stranieri ma i corsi di lingua non li attiviamo. Per superare la prova (che sarà gestita dalle prefetture e dai CPIA indicati del MIUR), il candidato deve conseguire almeno l’80% del punteggio complessivo. Se l’esito è positivo, lo straniero può presentare la domanda, e la questura, verificati gli altri requisiti richiesti, rilascerà il permesso di soggiorno. In caso di bocciatura, il candidato può inoltrare richiesta di ripetere il test.
I cittadini stranieri possono prenotare on line la prove d’esame al sito wwww.testitaliano.interno.it. . Gli uffici del patronato ACLI diffusi su tutto il territorio italiano si sono attivati per garantire ai cittadini immigrati le opportune informazioni e l’assistenza eventualmente necessaria per inoltrare le domande di prenotazione per lo svolgimento dei test. Gli esami è previsto che inizino a febbraio, entro 60 giorni dalle prime richieste…. Questo test aggrava il lavoro già oneroso dell’Amministrazione pubblica e rischia di prolungare ulteriormente le procedure per il rilascio dell’ordinaria documentazione necessaria ai cittadini stranieri…

 
l’Unità – 10 dicembre 2010
"Parte la prima class action contro i tagli del MIUR”
A Torino la class action contro i mancati finanziamenti alla scuola.
L’iniziativa è organizzata dalla FLC-CGIL di Torino e dal Comitato “SOS Scuole Bruino”, piccolo centro alle porte di Torino. Secondo i promotori, se il Ministro non avesse tagliati i fondi, i genitori dei settecento studenti non sarebbero stati costretti a pagare per il normale funzionamento della scuola. Il comune ha infatti chiesto, per ogni alunno, una quota di 25 euro, lo scorso anno, e di 50 quest’anno, per coprire le spese.

 
La Repubblica – 10 dicembre 2010
"Il federalismo diventa un ciclone. Spezzatino sulla direzione scolastica”
Le competenze saranno trasferite alla Regione; ma c’è ci teme che non saranno assicurate le corrispondenti risorse necessarie. E sul futuro del decentramento pesano le incognite del governo.
Centododici dipendenti in apprensione; i quattro pilastri della scuola ligure, gli Uffici scolastici provinciali, destinati quanto meno a “cambiare parrocchia” ed essere ridotti spezzatino. La direzione scolastica regionale, con ogni probabilità destinata a essere cancellata del tutto. Tutto ciò è uno dei primi tasselli verso il federalismo… E’ certo che le competenze di questi uffici ministeriali, finora punto di riferimento per 18mila insegnanti e per le famiglie degli studenti… L’assessore regionale all’istruzione, Pippo Rossetti conferma il trasferimento alla Regione di alcune competenze: “Il dimensionamento scolastico e la definizione degli organici precisa il dirigente del Settore educativo…. Il resto delle competenze, infatti, rimarrebbe alo Stato, cioè al MIUR: il reclutamento del personale, i trasferimenti, la gestione dello stato giuridico degli insegnanti, del personale ATA e dei capi d’istituto.

 

 

 
Il Sole 24Ore – 10 dicembre 2010
"L’educazione stradale nelle scuole ? E’ prevista nell’ultima modifica la codice omonimo. Peccato fosse già obbligatoria”
L’art.45 comma 2 legge 120 del 2010 altro non fa che confermare una norma precedente (d.lgs 285/1992 art.230), molto poco attuata.
Il Codice della strada, d.lgs 285/1992 art.230, un testo che può vantare più di un centinaio tra modifiche e riscritture… nell’ultima aanutenzione avvenuta l’estate scorsa ha ribadito che nelle scuole di ogni ordine e grado asili compresi, va fatta l’Educazione stradale. Giusto, infatti l’aveva già stabilito nel 1992.

 
AVVENIRE – 11 dicembre 2010
"Scuola, la riforma alla prova dei docenti”
In un campione di 700 insegnanti, un sondaggio CISL evidenzia il giudizio negativo di tre su quattro circa il trend recente della qualità della scuola; la ragione ? Il taglio ai finanziamenti ma anche lo scarso prestigio della funzione degli insegnanti.
Mal pagati, con scarso prestigio sociale, preoccupati per il futiro. Per gli insegnanti italiani la scuola è peggiorata e le riforme scolastiche sono servite a ben poco. Le bocciano tre su quattro e al ministro Gelmini appioppano un voto di grave insufficienza…. Il quadro che emerge dall’indagine tra gli insegnanti condotta dala Swg per conto di Cisl-scuola non piace al Ministro dell’Istruzione che replica con durezza citando i dati diffusi dall’OCSE sul miglioramento della scuola….
Le sue riforme non vanno già al 75% dei docenti…. Vogliono una scuola di qualità e più meritocrazia. Due su tre dicono si alla pagella per gli insegnanti e meccanismi premiali; il 56% pensa sia giusto introdurre perfino differenti livelli di retribuzione in funzione del merito. Nonostante tutto, continuano ad amare la cattedra… In generale si sentono adeguati alla professione… e riescono a intravedere nelle nuove generazioni un ruolo di futuri protagonisti… hanno poca fiducia nel sindacato…

 

 
Il denaro – 11 dicembre 2010
"Tarsu dei comuni: provvede il Ministro”
Il MIUR fa fronte ai propri debiti (con un lustro di ritardo).
Il Ministero dell’Istruzione sana quasi del tutto i pagamenti ai Comuni delle bollette della TARSU, la tassa sui servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. A informarne è lo stesso dicastero di viale Trastevere, specificando che si tratta di circa 55 milioni di euro che andranno a coprire il debito relativo agli anni 2003/2006. La città cui è destinato il rimborso maggiore è Roma…. Il rimborso non riguarderà però tutti i comuni: risultano infatti escluse le provincie della Sicilia e della Val d’Aosta, oltre a Trento e Bolzano. Al Miur resta ora da provvedere al rimborso del solo 2007…. a partire dal 2008 le scuole non sono più tassate per il servizio…

 
LA SICILIA – 11 dicembre 2010
"Contratti di stabilizzazione per chi ha tre anni di servizio”
Il precariato della scuola all’attenzione della CGIL che si accorge della questione dei tre anni di incarico a t.d., cavallo di battaglia ANIEF. Meglio tardi… Prepara una vertenza, dopo una sentenza a Siena.
Perfino degli inserimenti a pettine si sono occupati…. Ci voleva Davide per svegliare Golia.
La FLC-CIGL di Catania ha dato ufficialmente avvio a una nuova vertenza sindacale del comparto Scuola. Ovvero la conversione dei contratti da determinati a indeterminati, per coloro che abbiano maturato tre annualità di servizio, possibilmente continuative. … Anche i ricorsi contro l’inserimento in coda e in favore dell’inserimento a pettine nelle tre province a scelta sono stati fatti in tutta Italia, ma il Miur ha sempre trovato qualche cavillo per aggirarli o ignorarli… Una “voce di corridoio” continua a rimbalzare sul web… la possibile blindatura delle graduatorie provinciali. Il 2011, si sa, è anno di aggiornamento npn solo del punteggio, ma anche di provincia.. potrebbe essere l’anno della fuga a Nord. E pare che la Lega voglia correre ai ripari bloccando la possibilità del trasferimento…

 

 
Il Messaggero – 13 dicembre 2010
"Scuola, prime pagelle della riforma: un unico voto per Storia e Geografia”
Sono in arrivo i risultati del primo quadrimestre alle superiori; tante le richieste di spiegazioni al Miur che ha inviato una circolare per fare chiarezza, specie sulla valutazione nelle nuove discipline (su alcuni punti lascia il fai-da-te).
Meno ore, meno materie e pagelle più “asciutte”… I documenti di valutazione che saranno consegnati alle famiglie fra qualche settimana saranno una sintesi del nuovo quadro di orari e materie… discipline che sono state accorpate oppure mai arrivate prima fra i banchi, come l’esecuzione musicale e la tecnica della danza. Al ministero sono arrivate decine di richieste di chiarimento… Fra le novità con cui i docenti devono confrontarsi spiccano le discipline “conviventi”, quelle un tempo separate e ora finite sotto un unico tetto, come la Storia e Geografia…. Così vale nei licei per le Scienze Naturali, che unificano Biologia, Chimica e Scienze della Terra…. Voti separati e prove sia scritte che orali restano, invece, nelle pagelle di metà anno, per Lingua e Letteratura italiana, Lingua e Letteratura latina, Lingua e Letteratura greca, al Classico. Per le materie nuove, che non si facevano prima o che sono state anticipate rispetto al triennio, il Miur invita le scuole a rifarsi agli ordinamenti precedenti, per decidere se fare scritto e orale o dare un solo voto in pagella. E se non si trova la bussola nelle vecchie classi tradizionali, le scuole dovranno rifarsi a quelle sperimentali. Se poi nessuna delle esperienze curricolari già esistenti può fare da fonte (ciò vale sopratutto per le materie totalmente nuove, come quelle degli indirizzi coreutici e musicali) allora scatta il fai-da-te… con il rischio che, almeno per il primo quadrimestre, le pagelle degli indirizzi più nuovi possano essere differenti da scuola a scuola.

 
Italia Oggi Sette - 13 dicembre 2010
"Le preoccupazioni del Ministro Gelmini”
Dal Ministro Gelmini, una dichiarazione con argomenti che il commentatore ritiene pretestuosi e infondati.
Doveva essere molto preoccupato il ministro Mariastella Gelmini per diffondere, all’indomani dell’approvazione alla Camera del disegno di legge sull’Università, questa nota ufficiale: “Se il ddl non dovesse ricevere il via libera definitivo o non dovesse essere calendarizzato, potrebbero verificarsi le seguenti conseguenze per il sistema universitario…”. E via una serie di punti: nessun concorso per Ordinari e Associati, blocco dei bandi per i ricercatori, nessun reintegro per gli scatti…… Una nota accolta da parte del mondo accademico come un avvertimento, da altri come una minaccia o meglio un ricatto ai ricercatori e ai docenti… Peccato che quei concorsi non si possono bandire, come dice il Miur senza il ddl, solo per una scelta politica, perché potrebbero essere prorogate le vecchie norme, come decise di fare l’ex ministro dell’Università, Fabio Mussi…

 
l’Adige - 13 dicembre 2010
"L’i Pad sui banchi di scuola manda in pensione i libri”
In Sicilia un progetto pilota: con l’arrivo in classe dell’I pad cambieranno le abitudini degli studenti, e le famiglie risparmieranno i soldi dei libri di testo.
Anche in Sicilia l’innovazione tecnologica presto cambierà le abitudini degli studenti e farà risparmiare soldi alle famiglie. Gli alunni della IIB dell’Istituto Comprensivo 2 di Trappitello (Taormina) stanno infatti per ricevere degli I pad sui quali sono stati caricati i libri di testo. La Perla dello Jonio si allinea così al sistema già in atto nelle più evolute nazioni europee. Il progetto pilota, finanziato dal Miur, prevede la concessione, in comodato d’uso gratuito, dei palmari Apple e la restituzione a fine anno. Con gli I pad i ragazzi potranno, inoltre, prendere appunti senza sprecare carta, collegarsi a Internet sfruttando la rete Wi-fi della scuola e fare esercitazioni on line.

 
Alto adige – 14 dicembre 2010
Ma la novita’ e nel biennio”
Bruna Rauzi, già sovrintendente scolastico fornisce una interpretazione della riforma della istruzione secondaria superiore.
L’innovazione, a mio avviso, più suggestiva è l’istituzione di un biennio unitario, un percorso scolastico in cui parte notevole del curriculum è comune ai vari indirizzi ed è destinata a consolidare la formazione di base, la cosiddetta alfabetizzazione culturale, mentre una parte residua è riservata alle materie di indirizzo che avranno uno spazio maggiore nel triennio. In questo biennio, la scuola giocherà una sfida notevole, specie per l’utenza italiana dell’Alto Adige, dove una recente rilevazione ha messo in luce un’alta percentuale di dispersione scolastica…. Come coniugare la domanda di eccellenza sempre più richiesta dal mondo delle professioni con il carattere non selettivo del Biennio? Bisogna scegliere i contenuti nodali delle discipline ma soprattutto mettere in atto nuove forme di insegnamento e di apprendimento alla luce dei risultati della ricerca nelle Scienze umane con particolare riferimento alle neuroscienze e alla pedagogia…. La scuola tradizionale si è sempre basata sulla competenza linguistica e logica. Per intercettare e sviluppare le altre forme ei intelligenza si dovranno creare contesti vivi e reali di apprendimento con l’apporto della formazione professionale e del mondo del lavoro… Si tratta di una rivoluzione nella metodologia e nella didattica di molti docenti, specie della scuola secondaria di secondo grado.

 
Corriere della Sera Milano) – 14 dicembre 2010
Telegramma in ritardo, rischia di perdere il posto”
Il caso di una docente precaria che è convocata da una scuola per un contratto, ma riceve il telegramma a tempo scaduto.
Il postino ha suonato alle 9,30. Telegramma. Sospiro di sollievo. Dev’essere quello che tutti i precari aspettano, la chiamata di una scuola…. Dove? –Al Caterina da Siena. Quando ? – Fino ad Aprile. Da quando? – Confermare con fax o telegramma entro lunedì alle ore 9,00.
Il cuore va in gola: lunedì è adesso, le ore 9,00 sono passate da 32 minuti…. Mandare comunque immediatamente il fax di conferma. Il finale di questa storia si scriverà stamattina: “Alle otto mi presenterò comunque nella scuola che mi ha chiamato e porterò la documentazione necessaria per dimostrare che se ho risposto tardi è stato per un disservizio delle Poste”… Saprà se la supplenza è sua…
ItaliaOggi – 14 dicembre 2010
Nella Scuola gli stipendi più bassi”
I docenti guadagnano, in media, il 5% in meno degli altri statali. In calo la spesa pubblica, secondo la Ragioneria dello Stato.
Gli insegnanti e gli operatori scolastici guadagnano circa 2500 euro l’anno in meno rispetto alla media degli altri pubblici dipendenti. E’ quanto emerge dal rapporto sul budget dello Stato pubblicato il 6 dicembre scorso dalla Ragioneria Generale guidata da Mario Canzio. A fronte di una retribuzione media annuale di 42.500 euro per dipendente statale, il dipendente scolastico docente e non docente, guadagna meno di 40 mila euro. E la forbice si allarga se il confronto si fa con i dipendenti del Ministero dell’Economia, delle politiche agricole e della giustizia… I costi dell’Amministrazione sono destinati a diminuire in tutti i comparti, per via dei tagli disposti dalle leggi finanziarie di questi ultimi anni. La scuola impiega quasi un milione di persone, tra docenti e non docenti… Rispetto al budget del 2010, quelli per il 2011 diminuiscono del 7,7%,… i costi totali stimati per l’anno 2011 ammontano a 40.446.362.000 euro (il costo per il personale incide per il 97,6%), e sono in leggera diminuzione per il 2012 (-2,8%) e per il 2013 (-3,5%)….
A decorrere dall’a.s. 2009/10 e successivi sono adottati interventi volti al raggiungimento degli standard europei, e quindi all’incremento di un punto del rapporto alunni/docente. In altre parole, la diminuzione dei costi avverrà principalmente aumentando il numero degli alunni per classe, e dunque costituendo meno cattedre. Per quanto riguarda il costo medio, a livello di Ministero si osserva una stabilità rispetto al budget definitivo 2010, con la sola eccezione del dipartimento per l’università, l’alta formazione e per la ricerca, che registra un aumento del costo medio del 5,47%.

 
ItaliaOggi – 14 dicembre 2010
Liste sospese, ma supplenze salve”
La Cassazione ha fatto piazza pulita delle incertezze sulla clausola di salvaguardia: i contratti decadono solo se la graduatoria è annullata.
I contratti di supplenza restano in piedi anche se il giudice sospende la graduatoria. Lo ha stabilito la sezione lavoro della Corte di Cassazione, con due sentenze depositate il primo dicembre scorso (n.24370 e n. 24371 del 2010). I giudici di legittimità hanno chiarito che la risoluzione di diritto dei contratti individuali di lavoro, stipulati in seguito al conferimento di incarichi di supplenza, può avvenire solo se viene annullata la graduatoria. Se invece la graduatoria viene semplicemente sospesa, in sede cautelare, i contratti stipulati tramite lo scorrimento della graduatoria sospesa rimangono in essere. Per lo meno fino a quando la graduatoria sospesa non viene annullata. La sentenza fa piazza pulita delle incertezze che ancora sopravvivono nonostante l’inserimento della c.d. clausola di risoluzione espressa nel contratto collettivo nazionale di lavoro (art.44 comma7)…. L’annullamento delle graduatorie può avvenire in autotutela (quando ad annullarle è la stessa amministrazione) oppure in sede di giudizio, quando è il giudice a disporne l’annullamento. Ma se invece di annullarla, il giudice si limita a sospendere la graduatoria… i contratti già stipulati scorrendo la graduatoria sospesa restano in essere; per lo meno fin quando il giudice non provvede ad annullare.

 
ItaliaOggi – 14 dicembre 2010
Per i punteggi si va tutti dal giudice”
L’ordinanza (n.22805 del 10.11.2010) delle Sezioni Unite della Cassazione.
Per spostare i punteggi da una graduatoria all’altra bisogna andare dal giudice ordinario. Lo hanno stabilito le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con un’ordinanza depositata il 10.11.2010(22805). Il caso riguardava un giudizio pendente davanti al Tar del Lazio. Che era nato dal diniego dell’amministrazione scolastica di consentire a un gruppo di docenti precari la possibilità di spostare i 24 punti dell’abilitazione Ssis da una graduatoria a esaurimento ad un’altra. Si tratta del punteggio che viene attribuito ai docenti precari in possesso del diploma conseguito presso le SSIS… Secondo quanto disposto dal decreto 42/2009, una volta che siano stati versati in una graduatoria a esaurimento di una specifica classe non possono più essere spostati in altro elenco…. Va detto che né il Tar né la Cassazione si sono pronunciati nel merito. Perché l’intervento chiesto alle Sezioni Unite riguardava una questione di giurisdizione. I richiedenti hanno chiesto alla Cassazione di chiarire se la questione posta davanti al Tar non andasse, invece, proposta dinanzi al giudice ordinario…. Le Sezioni Unite hanno spiegato che lo spostamento dei punteggi, non essendo un concorso, non rientra nella giurisdizione amministrativa…

 
ItaliaOggi – 14 dicembre 2010
Resta il veto sui distacchi”
Il decreto depositato dal giudice del lavoro di Rossano, lo scorso 23 Novembre.
I sindacati che non hanno firmato l’accordo quadro del 2007 hanno conservato il diritto di impedire il trasferimento d’ufficio dei propri dirigenti sindacali. Lo ha stabilito il giudice del lavoro di Rossano, lo scorso 23 Novembre (r.g.2116/2010). Il caso riguardava una docente che era stata trasferita d’ufficio da una scuola ad un’altra, pur essendo componente della rappresentanza sindacale d’istituto. Il tutto senza che l’Amministrazione avesse chiesto il preventivo nulla osta all’organizzazione sindacale di appartenenza… Questa ha impugnato il provvedimento dinanzi al giudice del lavoro, che ha sospeso il trasferimento d’ufficio fino al termine del mandato sindacale… e ha condannato l’amministrazione al pagamenti di 600 euro di spese.

 
Il Sannio – 14 dicembre 2010
Salvaprecari, si dell’INPS alle domande di disoccupazione tardive”
La CISL-Scuola rende nota una comunicazione favorevole al personale precario che ha proceduto in ritardo alla domanda.
Il segretario provinciale della Cisl Scuola comunica che il Miur ha inviato una nota emanata dall’Inps in relazione alle domande di disoccupazione tardive presentate dal personale inserito negli elenchi prioritari 2010/2011. Le indicazioni fornite consentono l’accoglimento di tutte le domande presentate anche dopo la pubblicazione dell’elenco Miur 2010/11, purchè entro e non oltre il 31.12.2010, dal personale che ha prestato servizio nell’a.s. 2009/10, e di tutte le domande presentate anche prima della pubblicazione dell’elenco oltre il termine di scadenza.


 
La Repubblica.it – 23 novembre 2010
"Terza età, la realtà italiana letta dal direttore del CENSIS”
Giuseppe Roma, direttore del Censis interviene sul quotidiano la Repubblica per focalizzare la risultanza centrale del recente Rapporto, che dal 2002 al 2010, sono aumentati tutti i segmenti della Terza Età: gli ultrasessantenni del 12,7%, gli ultra sessantacinquenni del 14,6%, gli ultra novantenni dell'11,8%, i centenari più che raddoppiati(15mila).
Il decennio che volge al termine offre l'occasione per effettuare un bilancio sulla condizione degli anziani, reso possibile dai Rapporti Censis - La Repubblica-Salute realizzati in questi anni, a cadenza continua. Le nostre ipotesi iniziali di trattare la Terza Età come una risorsa sociale e non come un peso, hanno smontato molti luoghi comuni e lanciato originali interpretazioni centrate sul concetto di "longevità attiva", nostra definizione entrata ormai nell'uso comune. Dal punto di vista strettamente quantitativo, dal 2002 al 2010, sono aumentati tutti i segmenti della Terza Età: gli ultrasessantenni del 12,7%, gli ultra sessantacinquenni del 14,6%, gli ultra novantenni dell'11,8%, i centenari più che raddoppiati da 6mila a 15mila. In questi anni è cresciuta l'autonomia della popolazione anziana, che oggi per l'85,2% si dichiara in grado di fare tutto da solo… la non autosufficienza si manifesta dopo i 70 anni e raggiunge il valore del 4,3% dagli 80 anni in su…. Alla soglia dei 75anni avviene l'inversione di tendenza, con la maggior parte degli ultrasessantenni che passa da un buono stato di salute, a una condizione insoddisfacente. Un contributo decisivo al miglioramento delle condizione di salute viene dagli stili di vita che nell'ultimo decennio hanno subìto una vera e propria rivoluzione: si sono raddoppiati gli anziani che camminano o fanno attività sportiva, come pure quelli che prestano notevole attenzione alla qualità "biologica" del cibo e alla salubrità della dieta quotidiana. Fondamentale è l'allenamento continuo delle facoltà intellettive, che interessa il 51% degli anziani senza distinzione di sesso, mentre gli uomini fanno relativamente più attenzione agli aspetti fisici (movimento, dieta). Per le donne, invece, l'esercizio fisico è organizzato attraverso la frequentazione di palestre e piscine, curando comunque anche il lato estetico e quello psichico-meditativo… È come se si fosse incrinato il di per sé complicato rapporto con le fasce di età più giovani. In dieci anni si è aperta una voragine, una distanza con le persone di altra generazione, giudicate più distanti anche rispetto a quelle di un'altra etnia o ceto sociale. Questo vale persino nel rapporto con i figli. Quanto alle preoccupazioni più diffuse per il futuro, infatti, chi ammette cattive relazioni con i figli passa dal 3% al 15,2%, un salto secondo solo alla paura della morte, ma superiore a quella di perdere una persona cara. Significativa è la rilevante riduzione di coloro che risultano preoccupati per il sopraggiungere di una malattia invalidante (-17,7% nel 2010 rispetto al 2002), segno evidente che cure e intervento sanitario hanno ottenuto risultati percepiti positivamente  -  persino troppo  -  dagli anziani.
Nel mondo degli anziani gli anni della crisi hanno approfondito i complessi legami economici e di assistenza che legano le famiglie italiane. La Terza Età è sempre più "cerniera distributiva" rispetto alla rete familiare, sia in senso attivo che passivo e subisce, quindi, un processo di polarizzazione sociale: crescono sia gli anziani che aiutano i figli (dal 32% al 48%) e, nell'altro senso, anche quelli che vengono aiutati da figli e parenti (dal 25% al 47%). La generazione anziana è risorsa fondamentale; occorre non mutare il contesto in cui vive, perché si rischia di intaccare la longevità attiva di cui l'Italia è orgogliosa.

 
www.aipd.it/cms/schedenormative– 30 novembre 2010
"La nuova legge sugli alunni con Disturbi Specifici di Apprendimento”
Sulla Legge 170/2010 (G.U. n° 244 del 18 ottobre 2010), un commento a firma di Salvatore Nocera, Responsabile dell’Area Normativo-Giuridica dell’Osservatorio Scolastico sull’Integrazione dell’AIPD Nazionale - Associazione Italiana Persone Down.
E' una legge che mutua alcuni aspetti dalla Legge Quadro sulla disabilità n° 104/92 pur differenziandosi notevolmente da essa sia perché riguarda sostanzialmente il diritto allo studio, sia perché esso viene tutelato in modo diverso. ART. 1: Nel fornire la definizione di Dislessia, Discalculia, Disgrafia e Disortografia, pone l'accento sulla circostanza di fatto che tali disturbi vengono considerati dalla legge purché non associati a minorazioni che diano origine a disabilità. ART. 2: Indica le finalità incentrate su interventi precoci, sensibilizzazione delle famiglie e diritto all'inclusionescolastica e sociale. ART. 3: Concerne l'individuazione precocedei DSA che può essere operata anche dalla scuola previo avviso alle famiglie. Si prevede che le ASL debbano rilasciare alle famiglie la diagnosidi DSA e che il Ministero possa avviare degli screeningnelle scuole per individuare i bambini a rischio, il cui esito non è diagnosi. ART. 4: Prevede che siano assicurate attività formative al personale dirigente e docentedelle scuole di ogni ordine e grado circa le strategie di individuazione precoce e di didattica adeguata. ART. 5: Stabilisce per gli alunni con diagnosi di DSA il diritto a l'utilizzo di mezzi compensativi e dispensativi di flessibilità didattica, l'uso di tecnologie informatiche, tempi piùlunghiper lo svolgimento delle prove e, per gli alunni bilingui, la possibilità di esonero dallo studio della seconda lingua straniera.
ART. 6: Prevede la flessibilità di orario di lavoro per i genitoridi alunni con DSA limitatamente al primo ciclo di istruzione (fino alla terza media) al fine di permettere l'assistenza di attività scolastiche a casa. Comunque tale flessibilità deve essere regolata in concreto dai Contratti Collettivi di Lavoro. ART. 7: Prevede che il MIUR, d'intesa con il Ministero della Salute, emani delle Linee Guida per la predisposizione di protocolli regionali per l'individuazione precoce dei casi di DSA. Lo stesso prevede che il MIUR emani decreti relativi alla formazione dei docenti e all'individuazione di forme di verifica e valutazione finalizzate ad evitare condizioni di svantaggio. ART. 8: Riguarda le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e Bolzano che entro 3 mesi debbono emanare norme per l'attuazione dei principi indicati nella legge. ART. 9: introduce la clausola di salvaguardia circa il divieto di nuove o maggiori spese a carico dell'erarioper l'attuazione della legge, divieto già più volte anticipato negli articoli precedenti.
OSSERVAZIONI… La presente legge dà un valore definitivo e di norma primaria a tutte le norme amministrative precedentemente emanate.
Interessanti le norme sulla diagnosi di DSA che ricordano quelle sulla documentazione necessaria per il riconoscimento del diritto allo studio degli alunni con disabilità. Senza tale diagnosi gli alunni con DSA non possono avvalersi delle misure compensative e dispensative, nè di apposite prove di valutazione. La chiara formulazione dell'art. 1 inoltre esclude che agli alunni con DSA possa essere assegnato un insegnante per attività di sostegnoa meno che tali Disturbi non si accompagnino ad una disabilità certificata ai sensi della Legge n° 104/92. L'art. 3 sulla informativa alle famiglie con invito a presentare la diagnosi di DSA, ricorda la C.M. n° 363/94concernente analoga procedura per i casi non ancora certificati di alunni con disabilità. Perplessità suscita l'art. 5 comma 2 circa la possibilità di esonero dalla seconda lingua stranieradegli alunni bilingui con DSA… Circa la formazione dei docenti prevista dagli artt. 4 e 7 si deve lamentare, come per analoghe norme contenute nelle Legge Quadro n° 104/92 sugli alunni con disabilità, il fatto che tale formazione iniziale ed in servizio non sia stata preivista come obbligatoria, rimandando ai CCNL la determinazione delle modalità di svolgimento della stessa. E' questo un punto debole dei testi normativi.

 
Corriere della sera – 4 dicembre 2010
"Gelmini: Nessun favore alle università telematiche”
Il Ministro chiede la pubblicazione di una lettera, sollecitata dai sospetti e dalle critiche – alcune sul medesimo Corriere della Sera -
suscitate da un passaggio del ddl Università.
L’articolo di Sergio Rizzo sul Corriere della Sera, del 2 dicembre 2010 riserva ampio spazio alla polemica innescata dall’On.Tocci, alla Camera,
secondo il quale nel testo del ddl si annida una norma tesa ad aumentare
i finanziamenti statali alle università telematiche. I fatti. L’art.12 del ddl prevede che una quota dei fondi statali alle università libere sia erogata non, com’è stato fin ora, su base storica, ma sulla base di parametri di qualità uguali a quelli in uso già nel 2009 per ripartire la quota premiale del fondo di finanziamento per le università statali: il famoso 7% (quest’anno, in realtà sarà il 10%). La norma non aumenta e non diminuisce i fondi per le non statali: prescrive solo che anche per esse valgano i criteri di qualità… Si tratta palesemente di una norma a favore del merito… Le norme già in vigore prevedono che a quei fondi possano concorrere anche le università telematiche che abbiano superato due verifiche da parte del CNVSU… Aver stabilito criteri di qualità sulla base dei quali quei fondi saranno da ora in poi distribuiti, non solo non rappresenta alcun favore fatto alle università telematiche ma anzi rende più difficoltoso il finanziamento”. (f.to Mariastella Gelmini)

 
l’Unità – 4 dicembre 2010
"Il federalismo delle gite scolastiche”
Francesco Fornaro, consigliere regionale del PD, in Piemonte, interviene sulla iniziativa del presidente Cota di erogare un bonus di 150 euro alle classi delle scuole piemontesi che scelgono la propria regione per le visite scolastiche.
Il presidente della Regione Piemonte, il leghista Roberto Cota ha lanciato una strabiliante iniziativa denominata “A scuola in Piemonte” per sostenere con un bonus economico le scuole elementari, medie e del biennio superiore (tutte rigorosamente piemontesi) che nel corrente a.s. organizzeranno gite d’istruzione con meta il territorio piemontese. Ad ogni classe che ne farà richiesta sarà assegnato un contributo di 150 euro, fino a esaurimento delle risorse disponibili, che ammontano a 150mila euro…. 150mila euro di denaro pubblico che potevano essere utilizzati in forme più utili e non sprecati in una difesa localistica del turismo…

 
La Padania – 4 dicembre 2010
"Treviso, il volontariato si apprende anche in classe”
L’ente provincia sostiene la campagna “Viviamo il nostro Social Day”.
Il presidente della provincia di Treviso, Leonardo Muraro ha presentato l’iniziativa “Viviamo il nostro Social Day”, promossa dall’Ufficio Scolastico Provinciale e dal coordinamento delle associazioni di volontariato della provincia di Treviso. Il progetto cade in occasione della Giornata Internazionale del Volontariato, che apre ufficialmente l’anno europeo del Volontariato (2011). Si tratta di un progetto di solidarietà per favorire la presa di coscienza, negli studenti dell’emergenza povertà, e che nel contempo attivi forme concrete di solidarietà attraverso l’impegno dei ragazzi. Gli istituti superiori della provincia di Treviso sono invitati a riservare un momento simbolico ai manifesti della Campagna di promozione del volontariato elaborati dalla rete dei Centri di Servizio per il volontariato del Veneto. Inoltre, gli studenti organizzeranno una raccolta di generi di prima necessità da far confluire nelle realtà associative del territorio…

 
Giornale di sicilia – 4 dicembre 2010
"Stop al nuovo concorso per i 426 presidi siciliani”
Il Presidente Napolitano ha firmato la legge bipartisan Siragusa-Vicari. L’on. PD Alessandra Siragusa commenta con soddisfazione:” potrà ridare serenità alla scuola siciliana destabilizzata da una vicenda che ha dell’incredibile”. Sospeso, quindi, il concorso che si sarebbe dovuto ripetere nei giorni 13 e 14 dicembre.
In serata la sospensione ufficiale del nuovo concorso per dd.ss. in Sicilia. La legge salva presidi, approvata dalla Commissione Cultura del Senato dieci giorni fa, ieri è stata controfirmata dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e adesso si attende solo la pubblicazione sulla G.U….. Giampiero Finocchiaro, a nome del Coordinamento dei presidi vincitori del precedente concorso esprime soddisfazione per un provvedimento “giusto” e chiede con urgenza “la nomina del Direttore dell’USR, perché in una fase così delicata è necessaria una guida sicura per la scuola”. Adesso si attende un decreto del ministro Gelmini, che possa avviare le nuove procedure concorsuali, come prevede la sentenza del Cga. I tempi si annunziano rapidi…

 
La Repubblica (ed.Palermo)– 4 dicembre 2010
"La linea dura dei capi d’istituto: Con 50 assenze sarete bocciati”
Effettivamente, le recenti disposizioni ministeriali sul numero massimo delle assenze oltre le quali non si è ammessi allo scrutinio di fine anno, potrebbero fungere da deterrente alla protesta studentesca.
I giorni di occupazione saranno considerati assenze a tutti gli effetti.
Cinquanta al massimo in tutto l’anno scolastico, pena la bocciatura. E’ la linea che sta prevalendo tra i presidi delle scuole superiori che stamattina, su invito di Roberto Tripodi, dirigente del Tecnico industriale Volta, si riuniranno per stabilire un orientamento comune sulle occupazioni…. Queste due settimane di occupazione vanno a confluire nel tetto delle 50 assenze annue… Significa, dice Vincenzo Amato, preside dell’Istituto Tecnico Marco Polo, che “i ragazzi adesso saranno costretti a non fare più assenze. A non prendersi il sabato libero, di testa loro per godersi il fine settimana…

 
La Nazione – 7 dicembre 2010
"Riforma Gelmini oggi al senato. E gli studenti tornano in corteo”
E’ un braccio di ferro tra Governo e studenti, ma non in Parlamento, dove la Gelmini tira dritto per la sua strada senza che la minoranza ci possa far molto.
Nuovo corteo degli studenti universitari contro la Riforma Gelmini e i tagli alla Cultura, all’Istruzione e al diritto allo Studio previsti nella Finanziaria che viene oggi discussa dal Senato. L’iniziativa è stata presa, come spiega uno dei portavoce del collettivo politico di Scienze politiche, Matteo Lottini, durante l’assemblea studentesca di Ateneo che venerdì si è tenuta nella Facoltà di Lettere occupata. Obiettivo della manifestazione è…. “raggiungere e portare la protesta in alcune location della città, simboliche sotto il profilo dei tagli presenti in Finanziaria”.

 
Italia Oggi – 7 dicembre 2010
"La Gelmini blinda le graduatorie”
E’ pronta la norma del decreto Milleproroghe che fa slittare di un anno l’aggiornamento delle Graduatori ad Esaurimento.
E’ in via di definizione la norma, che il ministro dell’istruzione presenterà per il Milleproroghe, con cui si fa slittare di un anno l’aggiornamento delle graduatorie a esaurimento dei docenti. Una proroga che non consentirà il prossimo anno ai prof di cambiare provincia di destinazione e di usufruire dell’inserimento a pettine nella graduatoria in base al punteggio della lista di provenienza. In tale modo, i docenti in lizza per un posto fisso nelle regioni del Nord non si vedranno assaliti dai tanti prof del Sud. Su quasi 230 mila iscritti nelle GaE, oltre 112 mila, il 48%, risiede al Sud.

 
Italia Oggi – 7 dicembre 2010
"Nuove classi:il CNPI rinvia la decisione”
La nuova configurazione delle classi di concorso, da rapportarsi alle abilitazioni (che le Facoltà universitarie conferiranno, secondo il nuovo sistema varato da questo Governo) e agli insegnamenti e attività scolastiche, è il passaggio imprescindibile per mettere ordine nella formazione iniziale degli insegnanti e nell’offerta formativa della scuola secondaria. E’ un passaggio difficile, infatti….
La nuova disciplina delle classi di concorso per la scuola secondaria, messa a punto del Ministro dell’istruzione, deve essere rinviata di un anno. Nei giorni scorsi il Cnpi, il parlamentino della Scuola, ha definitivamente bocciato il relativo provvedimento avanzando una serie di riserve anche sulle ipotesi avanzate da Viale Trastevere di inserire nel provvedimento le norme sull’anagrafe dei docenti, non presenti nel testo varato dal Consiglio dei Ministri. Una procedura non percorribile. Il regolamento, inoltra, dice il CNPI appare approssimativo “ma anche evasivo se non addirittura elusivo” in merito al rapporto che va assicurato tra insegnamenti, titoli di accesso e formazione delle
cattedre”.

 
Italia Oggi – 7 dicembre 2010
"Tfr o Tfs, più tempo per decidere”
Slitta anche per la Scuola il nuovo termine per l’adesione al nuovo sistema di previdenza complementare.
E’ stato prorogato di altri 5 anni il termine entro il quale i dipendenti delle PP.AA., ivi compreso il personale del comparto scuola in regime di trattamento di fine servizio (buonuscita), possono optare per il trattamento di fine rapporto (Tfr). Previsto dell’art.59, comma 56 della legge 27 dicembre 1997 n.449, l’esercizio della facoltà di opzione per il trattamento di fine rapporto, pur essendo un atto volontario, come ha avuto modo di sottolineare l’Inpdap, con la nota operativa n.11 del 25 maggio 2005, è sottoposto ad una precisa condizione che è, appunto, quella di una contestuale adesione ad un fondo pensione complementare. Il termine per l’opzione, già fissato al 31 dicembre 2010, è stato prorogato al 31 dicembre 2015… Interessato all’opzione, in quanto in regime di trattamento di fine servizio, è il personale della scuola assunto con contratto a t.i. prima del primo gennaio 2001, ivi compreso quello assunto ai soli fini giuridici dal primo settembre 2000. Il problema dell’opzione non riguarda il personale assunto con contratto a t.d., ovvero assunto con contratto a t.i. per la prima volta successivamente al 31 dicembre 2000. Detto personale è già, infatti, in regime di trattamento di fine rapporto…

 
Il Sole 24Ore – 9 dicembre 2010
"Scuola Italia 2010 ecco i promossi e i bocciati”
La vera notizia è che la Cina ha messo in campo, per la prima volta, i suoi ragazzi, e i risultati si sono visti subito. In Italia, qualche dato incoraggiante anche nelle scuole del Sud.
Sono due i dati OCSE sui risultati scolastici, gli ormai famosi test PISA, che più colpiscono, uno a livello internazionale e uno italiano. Sullo scenario globale spicca l’entrata in scena, e subito ai primi posti, del campione cinese, Shanghai, a conferma dell’alta qualità raggiunta dai sistemi educativi asiatici. Lette in parallelo con le statistiche universitarie, le statistiche premiano gli enormi sforzi
Che da anni…… dedicano all’intera filiera dell’istruzione…. Per l’Italia, il risultato più eclatante è l’estrema variabilità di risultati, non tra Nord e Sud nè tra regione e regione o tra città e campagna… la varianza si misura nell’arco di qualche metro, quello che separa, nella stessa regione, città e scuola, una classe dall’altra…. Anche in Italia, dove ancora la valutazione è spesso sentita come un’operazione autoritaria di controllo, si sta facendo strada una visione meno ideologica… Sapere che il proprio lavoro sarà oggetto di valutazione indipendente rappresenta uno stimolo, tanto più efficace quanto più è correlato al raggiungimento di obiettivi ben definiti… Gli investimenti sulla valutazione stanno evidentemente dando i frutti sperati; ciò vale soprattutto in relazione al miglioramento del Sud.

 
l’Unità – 9 dicembre 2010
"I dati OCSE-PISA e le bugie mediatiche del ministro”
L’Unità apre una polemica sulla interpretazione trionfalistica che il Ministro Gelmini ha dato delle risultanze della rilevazione OCSE-PISA.
Le ultime rilevazioni OCSE sui livelli degli studenti quindicenni vedono un miglioramento dell’Italia nella classifica OCSE. Ce ne rallegriamo. Sono dati del 2009, dunque relativi all’a.s. 2008/09, l’ultimo del Ministro Fioroni…. Nel miglioramento del PISA 2009, la Gelmini non c’entra un accidenti.

 
Il Sole 24Ore – 9 dicembre 2010
"Immigrazione. Test di Italiano, da oggi l’iscrizione”
Per ottenere il permesso di soggiorno “lungo”, l’immigrato deve sostenere una prova di conoscenza della lingua italiana.
Al via oggi alle 8 le prenotazioni per i test di Lingua italiana, obbligatori per gli stranieri che devono richiedere il permesso di soggiorno CE di lungo periodo. La richiesta va effettuata esclusivamente on line, attraverso il sito http://testitaliano.Interno.it. Saranno le prefetture a gestire il procedimento e a inviare i risultati dei test alle questure. Entro 60 giorni dall’invio della prenotazione, lo straniero riceverà l’appuntamento per il test (che sarà effettuato in uno dei centri autorizzati dal Ministero dell’Istruzione). Per passare l’esame sarà necessario dimostrare di avere un livello di conoscenza della lingua pari almeno al livello A2 del Qcer.

www.scuolaoggi.org – 24 novembre 2010
"Stanno togliendo tre anni di servizio utili alla carriera economica, ai dipendenti della Scuola”
Diamo alcuni passaggi, i meno tecnici, di un corposo studio, non poco allarmante, di Osvaldo Roman, apparso già in più siti web. L’autore sostiene che si vuol nascondere il fatto che stanno togliendo tre anni di servizio utili alla carriera economica, ai dipendenti della Scuola.
Nei giorni scorsi per l’esattezza il 18 novembre il Ministero dell’istruzione ha riferito ai sindacati sul Decreto interministeriale che, ai sensi di quanto previsto dalle modifiche apportate all’art.8 e all’art 9 del decreto legge n.78/2010, dovrebbe garantire a tutto il personale docente ed ATA il pagamento degli avanzamenti economici di carriera conseguiti per anzianità nel triennio 2010-2012… Mi sembra prioritario… cercare di compiere una ricognizione puntuale della complessa materia riguardante la cancellazione dei tre anni di servizio ai fini del conseguimento degli scatti di anzianità e il suo reale rapporto con il destino della carriera economica dei docenti e del personale della scuola….
Le economie del triennio derivanti dai tagli conseguenti all’art.64 della legge 133/2008 sono di 1.650 milioni di euro per l'anno 2010, di 2.538 milioni di euro per l'anno 2011 e di 3.188 milioni di euro a decorrere dall'anno 2012… Il Decreto interministeriale illustrato ai sindacati… sembra che preveda l’utilizzazione dei primi 320 milioni della quota dei 410 milioni relativa all’anno finanziario 2010 (Missione 33) per coprire le necessità (scatti) che matureranno nell’anno scolastico 2010- 2011. Si tenga presente che nello stato di previsione del MIUR per l’anno 2011 alla Missione 33 (Fondi da ripartire) per tale finalità è allocata la somma di 640 milioni. Tale stanziamento coprirà le esigenze maturate nell’anno scolastico 2011-2012. I 960 milioni che saranno posti nel bilancio 2012 serviranno per gli scatti maturati nell’anno scolastico 2012-2013. Dal bilancio 2013 in poi quella somma stabilizzata servirà indefinitivamente per coprire la spesa determinatasi nel triennio 2010-2012, e solo questa! Tale disponibilità finanziaria è garantita dai 956 milioni di euro permanentemente garantiti dalle economie di cui all’art. 64, comma 9 della legge 133/2008…. Il comma 23 dell’art.9 che cancella anche giuridicamente, in modo permanente, e fra tutti i pubblici dipendenti solo per il personale della scuola, la validità dei tre anni di servizio, non è stato mai modificato o soppresso per quanto attiene le indicazioni di taglio delle annualità in esso previste. Esso è stato solo oggetto di una contromisura finanziaria, quella al comma 14 dell’art.8, che ha consentito di ripristinare con altre risorse finanziarie, quelle rinvenienti dal 30% dei tagli di cui all’art. 64 della legge 133/2008, l’effetto esclusivamente economico derivante dal mancato avanzamento di carriera per quanti lo avessero maturato nel corso del triennio. Tutto il Decreto Interministeriale, che per questo motivo forse non avrà mai una veste ufficiale, come del resto è accaduto con i Decreti interministeriali sugli organici dei docenti per gli anni 2009-10, 2010-2011, si riduce a questo….
Un docente con 20 anni di servizio perderà € 18.837,9 (€ 8.575,14 + € 5.784,42 + € 4478,34). Ciò è la conseguenza del fatto che la carriera è

allungata di tre anni. Un docente più giovane perderà molto di più.

 

 

 

 

 
A tutto questo bisogna aggiungere le perdite derivanti dal blocco dei
Contratti per 3 anni. Ipotizzando un tasso d'inflazione dell'1,5% annuo,
si avrà una perdita del potere d'acquisto del 4,5%(circa 120-150 euro mese).

 
L'intervento si tradurrà in tagli proporzionali anche sul TFR: non beneficiando
degli aumenti nella parte finale della carriera, l'assegno sarà decurtato.
Anche le pensioni ne risentiranno. Per i giovani, applicandosi il sistema contributivo, l'ammontare dell'assegno dipenderà dai contributi versati
nel corso di tutta la carriera. Per effetto di questi tagli si avrà una significativa riduzione dell'importo dell'assegno. Per i più anziani,
applicandosi il sistema retributivo, non beneficiando degli aumenti
nella parte finale della carriera, l'assegno sarà decurtato.

 

E’ necessario comprendere che si è potuto concepire questa incredibile e vessatoria operazione perché si considera ormai defunta la progressione di carriera per anzianità. Coloro che predicano tale eventualità oggi, naturalmente, non si preoccupano di evidenziare che con tre anni in meno di anzianità, se dovesse invece permanere, a partire dal 2013, la struttura attuale della carriera economica si determinerebbero queste situazioni:
1)Nell’anno scolastico 2013-14 coloro che fossero entrati in ruolo nell’a.s.2009-10 o nel 2010-11 o nel 2011-12 dovrebbero attendere, per passare allo scalone successivo, rispettivamente 1 anno o 1 anno e 4 mesi. I più penalizzati sarebbero gli entrati in ruolo nell’a.s. 2009-10 che impiegherebbero 5 anni per passare di scalone in luogo dei 2 da contratto.
2)Un docente con 14 anni servizio(compresi i tre tagliati) nell’anno scolastico 2013-2014 invece di conseguire il livello retributivo corrispondente al IV° scatto dovrebbe rimanere per altri tre anni al livello corrispondente al III° scatto perdendo 6.846,06 euro!
3)Analogamente tutti coloro, Docenti e ATA, che avrebbero dovuto a decorrere dall’a.s. 2013-2014 passare di scalone in base al servizio riconosciuto, dovranno attendere tre anni in più, rispetto al servizio realmente prestato, prima di conseguire tale passaggio. Si deve avere ben presente che le riduzioni di retribuzione, in questi casi di ritardo nell’accesso agli scaloni conseguibili dal 2013 in poi, non sarebbero compensate economicamente perché il ricorso al 30% dell’art.64 sana solo gli effetti che si verificano nel triennio 2010-2012 e il loro trascinamento economico…. Appare evidente, ma non vedo diffusa questa consapevolezza, che ai lavoratori e ai sindacati della scuola che rifiutano tale prospettiva non rimane che impegnarsi seriamente nelle prossime vertenze, per i rinnovi contrattuali, per legge solo dopo il 2012, per ottenere che, in applicazione dell’art.2 comma 2, del D.l-vo n.165/2001, risulti espressamente disapplicato quanto previsto dall’art.9, comma 23 del Decreto Legge 31 maggio 2010, n.78. Con la cosiddetta riforma Brunetta infatti la disapplicazione di norme legislative che invadono le competenze contrattuali, tali sono quelle relative alla struttura delle retribuzioni, possono ancora essere disapplicate con il Contratto Nazionale ma tale disapplicazione si limita al periodo di validità del contratto medesimo. Essa potrà quindi essere ripetutamente adottata fino all’abrogazione legislativa della norma in questione.

 
Il Sole 24 ORE - 2 dicembre 2010
"Sull’Università fare presto. Please”
Il giorno dopo l’approvazione del ddl Gelmini sull’Università, riportiamo tre commenti, da Il Sole 24 ORE “… quanto di più solido si potesse pretendere”, da Il Corriere della sera “… complessivamente positivo, ma si poteva osare di più”, e da il manifesto “è necessario lavorare per elaborare una proposta alternativa di riforma”.
Avrà di certo dei difetti. Ma nell’era dei fuochi fatui della politica è quanto di più solido si potesse pretendere. La riforma Gelmini della Università approvata alla Camera dovrà ora passare al Senato. Ci saranno altre proteste, e speriamo utili proposte. Qualcuno dirà che non basta dividere tra indirizzo accademico e gestione contabile, che l’albo nazionale dei docenti idonei non è risolutivo, che mettere un termine alla riconferma dei ricercatori non è il modo migliore per selezionare gli ordinari di domani. Obiezioni legittime, sebbene intingano la penna nell’inchiostro sempre denso del benaltrismo. Quel che tuttavia il sistema-Paese si attende è che la riforma a questo punto venga approvata. In fretta. Prima di un eventuale, possibile, probabile crisi politica. Scalettare il percorso al Senato dopo le forche caudine della fiducia del 14 dicembre avrebbe il sapore di una beffa. Per chi ha portato avanti il progetto. E perfino – ci permettiamo – per chi lo ha criticato. Anche per i ragazzi scesi in piazza, il messaggio della politica sarebbe: Abbiamo scherzato…

 
Corriere della sera (Roma) - 2 dicembre 2010
"In piazza tanti giovani da 3 e lode”
I miei studenti hanno timore per il futuro. In mezzo alla protesta c’erano tanti bravi ragazzi…. La politica deve capire dove investire le energie migliori del Paese, altrimenti il futuro dell’Italia rischia di essere nero”. Luigi Frati, rettore dell’università “La Sapienza” lancia un monito a Governo e Parlamento… “E’ stata spostata l’attenzione dell’organizzazione universitaria alla qualità della valutazione del lavoro svolto sia dai docenti che dagli studenti. Questa è la parte migliore della riforma… Ci sono alcune incongruenze, ad esempio ci voleva più coraggio nello stabilire che nelle commissioni concorsuali per l’abilitazioni nazionale i componenti siano sorteggiati dal terzile migliore cioè dal 33% dei migliori docenti… Chi sono i baroni ? Quelli che hanno ancora un territorio indipendentemente dalle proprie qualità… La perentopoli ? Visto quello che è accaduto in molte università in passato, sono stati stabiliti dei divieti…. Gli attuali 26mila ricercatori che fine faranno ? Questo è un problema che non è stato risolto: si prevede l’assorbimento solo di un quinto…

 

 
Il manifesto - 2 dicembre 2010
"Per spazzare via la legge serve un’altra classe politica”
“… I giovani, non tutti, quelli più attivi e appassionati hanno capito che questa maggioranza parlamentare, e di governo, non è in grado di riformare l’università italiana e farla diventare un’università pari a quelle dei paesi europei più civili. Non si può parlare di merito, e persino di premi per alcuni professori, se si impedisce il ricambio del personale insegnante, se si tagliano i fondi per la ricerca scientifica, se si continua a investire meno dell’uno per cento nel settore dell’istruzione…
Ora è necessario lavorare per elaborare una proposta alternativa di riforma. E farlo in tempi brevi perchè nei prossimi mesi dovremo preparaci a uno scontro politico e culturale con il populismo autoritario di Berlusconi… Una proposta alternativa che ponga al centro dell’università gli studenti…

 

 

 
la Repubblica Supplemento del venerdì - 3 dicembre 2010
"In fila alla posta per giustificare le assenze a scuola
Dalla rubrica Diritti & Rovesci di Paolo Casacci: Rivolta a Trullo, quartiere popolare alla periferia di Roma.
Una delle tante scuole di questo paese dove i genitori pagano le risme di carta, il sapone per le mani, la carta igienica. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’ipotesi di far pagare alle famiglie anche il libretto delle giustificazioni. Il contributo, negli istituti che nel resto d’Italia già lo prevedono, s’aggira intorno ai 5 euro. Somma che … va pagata con un bollettino, dopo relativa fila alla Posta.

 
Giornale di Sicilia - 3 dicembre 2010
"I dirigenti “congelati”contestano le nuove date decise dall’USR.
Polemiche sul concorso per presidi. L’on.Siragusa che ha cucito con pazienza una legge ottenendo il consenso dell’intero schieramento parlamentare attende il riconoscimento del proprio lavoro: “Abbiamo cercato di garantire la composizione del complesso quadro di regole costituzionali, diritti personali ed interessi pubblici in gioco in questa vicenda assicurando da una parte il rispetto delle sentenze, e quello della Costituzione, dall'altra la funzionalità del sistema scolastico siciliano”, scrive, ma… La soluzione trovata pone rimedio ad una vicenda complessa e ingarbugliata che si è venuta a creare a seguito di sentenze del Consiglio di Giustizia amministrativa della Regione Sicilia, che hanno annullato il concorso ordinario a Dirigente scolastico, bandito il 22 novembre 2004.
Mancano dieci giorni alle nuove prove del concorso per dirigenti scolastici in Sicilia, annullato dal Cga, e 426 presidi “congelati” attendono….la firma del Presidente Giorgio Napoletano della legge salva presidi approvata dal Senato una decina di giorni fa. I presidi vincitori del concorso annullato gettano ombre sulla gestione della nuova procedura concorsuale…… criticano il fatto che il commissario ad acta che ha disposto le nuove date del 13 e 14 dicembre sia Chiarenza Miramaggi,….. chiedono la nomina immediata di un nuovo direttore regionale per la Sicilia, da parte del ministero.

 
AVVENIRE - 3 dicembre 2010
"Il 90% degli studenti italiani ha scelto, quest’anno, l’insegnamento della religione cattolica a scuola”.
Enrico Lenzi riporta i dati che provengono da una rilevazione affidata all’Osservatorio socio-religioso Triveneto.
La scelta di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica è del 92,5% dei bambini della scuola d’infanzia, che sale al 93,7% se si guardano le adesioni nella scuola primaria. Sopra la media globale anche il dato relativo alla scuola media che si attesta al 91,6%.... nella scuola superiore l’83,5% degli studenti sceglie di avvalersi dell’insegnamento.

 

Fishonlus.it - 16 novembre 2010
"Requiem per l’inclusione”
La delusione e protesta del Terzo Settore, in un comunicato stampa della Fish Onlus (Federazione italiana per il superamento dell’handicap)
Porta il beffardo nome di Legge di stabilità 2011, il provvedimento del Governo all’esame della Camera in queste ore, che una volta approvato renderà definitivamente precarie le già critiche condizioni di vita di migliaia di persone con disabilità e delle loro famiglie, tra le prime a risentire in questi anni delle conseguenze della crisi economica globale.
Sbiadiscono al confrontole avvisaglie avute con la precedente manovra economica. La proposta di legge C 3778, che sarà sottoposta nei prossimi giorni alle votazioni dell’Assemblea, potrebbe spazzare via in un sol colpo quanto si è tentato di costruire in questi anni per garantire un barlume di inclusione sociale per le persone con disabilità di questo Paese.
Basti pensare al Fondo Nazionale per le non autosufficienze, istituito nel 2006…, che verrà definitivamente azzerato… A questo vuoto andrà a sommarsi la drastica riduzione prevista anche per il Fondo per le politiche sociali
Non è finita…. un significativo taglio interesserà il Fondo nazionale peril diritto al lavoro dei disabili…. Commenta il presidente della FISH, Pietro Barbieri: “… confidiamo nel Parlamento affinché misure che gettano un tale discredito sulle nostre istituzioni possano essere prontamente respinte…”. La FISH ha voluto infine denunciare l’ipotesi di una drammatica riduzione, del 75% rispetto allo scorso anno, dei fondi connessi allo strumento del 5 x mille. Un ulteriore taglio introdotto da queste misure che andrebbe oltremodo a penalizzare le organizzazioni che da esso traggono un importante sostegno nello sviluppo delle loro attività e dei loro servizi in favore della promozione dei diritti di persone con disabilità.

 
Superando.it - 17 novembre 2010
"Stiamo davvero toccando il fondo”
La stessa protesta nelle parole dello scrittore e giornalista Franco Bomprezzi, direttore responsabile di DM, periodico della Uildm, unione italiana lotta alla distrofia muscolare (lui stesso distrofico).
Misure drastiche come quelle contenute nella cosiddetta "Legge di Stabilità 2011" rischiano davvero di riaprire le porte degli istituti, di favorire la reclusione in casa delle persone con disabilità, che si troveranno senza assistenza domiciliare, senza servizi, senza sostegno alla Vita Indipendente… In pochissime parole - se il testo non sarà modificato, e se ha ragione la FISH - pare che la Legge preveda niente meno che l’azzeramento del Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze, una drastica riduzione del Fondo per le Politiche Sociali e una bella sforbiciata al già esiguo Fondo Nazionale per il Diritto al Lavoro delle Persone con disabilità. In questo bilancio non compare, ma va da sé, il taglio cospicuo ai fondi per l'inclusione scolastica(non a caso è partito a Milano il primo ricorso a norma di legge antidiscriminazione). Insomma, per usare una bieca espressione burocratica, è il "combinato disposto" di questi provvedimenti a provocare un moto di ribellione e di preoccupazione vivissima… Non può essere che sia solo Tremonti, nella latitanza politica generale, a dettare le regole e le priorità. Non può essere che tutti i Ministri abbiano rinunciato perfino all’orgoglio del loro ruolo di responsabili delle singole politiche. Non può essere che il welfare vada a farsi benedire in questo modo…. Oggi il presidio a Roma delle persone colpite da SLA(sclerosi laterale amiotrofica) ha portato a un impegno verbale di un funzionario ministeriale. Non c'è traccia di Ministro…. Da notare, fra l’altro, la consueta latitanza dei media, in questi giorni, nel racconto sui contenuti reali della Legge di Stabilità: le poche cose che sono state scritte sembrano provenire direttamente dalla cartella stampa del Ministero dell'Economia… Siamo alla vigilia di un altro 3 dicembre, Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità e spero solo che ci sia il buon gusto di non inventarsi celebrazioni pubbliche. Temo che anche su questo sarò clamorosamente smentito. Stiamo davvero toccando il Fondo.

 
Repubblica.it - 18 novembre 2010
"5 X 1000, le organizzazioni non-profit inviano un appello al Parlamento”
Rosaria Amato dà notizia della lettera inviata dalle principali onlus ai presidenti di Camera e Senato per chiedere il ripristino dello stanziamento erogato lo scorso anno (400 milioni di euro), decurtato di tre quarti nel testo della Legge di stabilità che la commissione Bilancio della Camera ha ratificato.
"… La nuova formulazione, approvata il 12 in Commissione Bilancio, a Montecitorio, ha destinato solo 100 milioni al 5 X mille, rispetto ai 400 destinati l'anno precedente, cifra che l'esperienza dimostra corrispondere alle scelte operate dagli elettori…. Le associazioni del Terzo Settore e tutte le opposizioni parlamentari sono subito insorte contro la decisione del governo… prima si chiede agli elettori di indicare nella dichiarazione dei redditi a chi destinare il 5 X mille delle imposte pagate allo Stato, poi invece i fondi vengono stornati e destinati a ben altro, senza chiedere il parere di nessuno. L'appello inviato al Parlamento è stato firmato da numerose associazioni di volontariato, tra le quali Emergency, Libera, Gruppo Abele, Greenpeace, Coordinamento Italiano Network internazionali, Medici senza Frontiere, Amnesty International, Telethon, Unicef, Save The Children, Fondazione Ivo de Carneri onlus, alcune associazioni culturali, tra le quali l'associazione. Amici di Brera e dei Musei Milanesi, e un'associazione sportiva, la Federazione Italiana Amici della Bicicletta. Un analogo appello è stato promosso dal Forum del Terzo Settore, CSVNet e dalla Consulta del Volontariato. Mentre il settimanale Vita ha promosso sul proprio sito una raccolta di firme diretta ai lettori… Questi tagli, proseguono le onlus, si aggiungono al "taglio alle agevolazioni sulle tariffe postali per il non-profit", e alla "massiccia riduzione dei fondi per la cooperazione allo sviluppo decisa pochi giorni fa"… Le organizzazioni firmatarie dell'appello chiedono pertanto di "ripristinare quanto meno l'importo dei fondi previsti per il 2010", cioè 400 milioni. La possibilità c'è ancora: la legge di stabilità è al momento all'esame della Camera, il voto finale dovrebbe arrivare venerdì. Poi passerà al Senato, dove dovrebbe essere approvata, secondo il calendario stabilito dai capigruppo, entro la prima decade di dicembre.

 
Il Sole 24Ore - 20 novembre 2010
"Il governo rassicura sul 5 per Mille
Forti contrasti e proteste per la riduzione dei fondi.
Il disegno di legge di stabilità uscito da Montecitorio conferma il minitetto di 100 milioni sul 5 per mille ma il governo accogliendo un ordine del giorno presentato dal PD Luigi Bobba si è impegnato, per voce del sottosegretario all’Economia, Luigi Casero a reperire finanziamenti integrativi confermando che si tratta di uno strumento essenziale… Ora, con un limite di 100 milioni al 5 per mille,…. Lo strumento principale di finanziamento a volontariato, ricerca scientifica e sanitaria si ridurrebbe del 75%... Andrea Olivero, portavoce del Forum del Terzo settore, si augura che “al Senato prevalgano la responsabilità e il buon senso e vengano assegnati al 5 per mille fondi adeguati, non elemosine”. Le opposizioni hanno già annunziato che presenteranno a Palazzo Madama emendamenti volti a riportare la dote ai 400 milioni dello scorso anno.

 
Libero Quotidiano - 20 novembre 2010
"La ‘ndrangheta in Università. Condizionava test ed esami”
A Reggio Calabria, il nipote del boss supera una decina di esami in pochi mesi; poi parla mettendo nei guai parecchi quaquaraquà.
Lo dice la Procura di Reggio Calabria che ha emesso 11 avvisi di garanzia. La cosca Pelle avrebbe avuto influenza sulla Facoltà di Architettura dell’Università Mediterranea. Le ipotesi di reato sono falso ideologico e truffa. L’indagine è uno sviluppo dell’inchiesta Reale che il 22 aprile ha portato al fermo di otto affiliati alle cosche Pelle, Morabito di Africo e Ficarra-Latella di Reggio. Il capo della cosca, Giuseppe, si vantava di controllare l’Università per fare laureare non solo i suoi rampolli ma anche i figli degli “amici”.

 
CORRIERE DELLA SERA - 22 novembre 2010
"E’ giusto che un alunno capisca in modo chiaro se ha lavorato bene o no”
Le dichiarazioni del Ministro Mariastella Gelmini, ancora sempre più convinta che la trasparenza valutativa si ottenga attribuendo non giudizi ma voti numerici (che ha reintrodotto con una riforma del 2009 per tutte le discipline e per la condotta, nelle scuola primaria.
“… la mia è una delle riforme di cui vado più orgogliosa, non ho alcun ripensamento”. In Italia il voto in numeri alle elementari è ricomparso nel 2008, insieme al 5 in condotta e al maestro unico…“E’ vero che bisogna evitare traumi ai più piccoli e quindi, specie nei primissimi anni, ci può essere una certa elasticità nella valutazione. Ma questa tolleranza, che i maestri conoscono bene, non va confusa con l’assenza di giudizio…”. E’ vero che alle elementari sono tornati i voti numerici ma è anche vero che il giudizio non è scomparso (il maestro, se vuole, può accompagnare il voto con un breve commento)… “Non bisogna aver paura dei numeri, semmai i genitori dovrebbero temere quelle valutazioni astruse in cui si poteva dire tutto e il contrario di tutto… Credo sia importante dare ai nostri ragazzi un giudizio comprensibile sul lavoro che fanno. Fin da piccoli hanno bisogno di una scala di valori, altrimenti avranno l’impressione che è sempre tutto eguale”.

 
CORRIERE DELLA SERA - 22 novembre 2010
"Meglio abolirli, aiutano solo il conformismo”
La replica di una psicologa dell’Età evolutiva,Silvia Vegetti Finzi: le valutazioni numeriche, fredde e lapidarie, favoriscono lo sviluppo di un carattere conformista.
I bambini non devono essere umiliati, ma valorizzati per le specifiche capacità …Non bisogna fare vivere ai bambini l’infanzia in funzione di quel che sarà la vita degli adulti”. Per avere futuri uomini e donne sicuri di sé e con fiducia nelle proprie potenzialità, per la psicologa, è essenziale innanzitutto avere rispetto dell’infanzia, l’età decisiva della vita di ognuno di noi. “Le valutazioni numeriche rischiano di porre l’accento soprattutto sulle carenze degli alunni”.

 
CORRIERE DELLA SERA - 23 novembre 2010
"Nuovi prof a scuola. Indisciplinata una classe su due”
In una ricerca della Fondazione Agnelli, i dati del disagio dei professori neo assunti dinanzi alla scarsa considerazione sociale per il loro ruolo educativo. L’80% percepisce scarsa stima da parte delle famiglie.
Assunti finalmente. Con quel contratto a t.i. in tasca che li salva dalla roulette delle supplenze e dall’ansia per le graduatorie. Uno se li aspetterebbe carichi di entusiasmo, almeno fiduciosi, come minimo sereni. E invece i giovani insegnanti giocano già in difesa, avvertono un senso di isolamento, addirittura di arroccamento…. Rispetto ai loro colleghi entrati in ruolo negli anni precedenti, i neoassunti faticano di più a mantenere la disciplina… non riescono a spingere i ragazzi a studiare… Sul ruolo dei genitori il giudizio è davvero severissimo: 4 insegnanti su 5 dicono che è diminuita la fiducia dei genitori e praticamente tutti, tra il 96 e il 98 % a secondo delle regioni, dicono e mamma e papà sono più interessati a proteggere i figli piuttosto che a saper come vanno a scuola. Chiedono di non farli lavorare troppo, di non dare troppi compiti d’estate o a fine settimana.

 
Il Sole24Ore - 24 novembre 2010
"Scatti per i docenti più giovani”
I finiani votano il decreto Gemini, ma in tutta Italia monta la protesta di studenti e ricercatori. Per la Scuola, in arrivo 320 milioni per le progressioni stipendiali degli insegnanti.
Tornato gli scatti per docenti e ricercatori universitari all’inizio della carriera… il ddl Gelmini dovrebbe essere licenziato domani dalla Camera per passare in Senato in terza lettura, dove l’esame inizierà il 9 dicembre…. Grazie all’accordo con i finiani, tutto dovrebbe filare liscio. Prossimo al traguardo è anche lo sblocco degli scatti stipendiali per i circa 250 mila insegnanti e amministrativi della scuola. E’ in via il decreto interministeriale (Istruzione e Economia) con cui superare il “congelamento” della busta paga…. Il segretario della FLC CGIL, Mmmo Pantaleo ha criticato invece l’entità delle risorse messe sul piatto per la valorizzazione del merito. Ieri, infine, il Senato ha approvato definitivamente la sanatoria per i 416 presidi siciliani vincitori di concorso nel 2004.

 
Il giornale - 24 novembre 2010
"Via il valore legale dai titoli di studio”
L’opinione del prof. Enrico Zanelli, emerito dell’Università di Genova: il ministro Gelmini ha lavorato bene, nell’intento di eliminare sprechi e truffe baronali, ma occorre altro per azzerare l’”ingordigia” degli atenei.
Le principali storture dell’ordinamento universitario sono state individuate, ma il tentativo di eliminarle è destinato a fallire… se non si modifica il sistema alla radice. Come?... introducendo un singolo articolo nella proposta di legge, all’incirca di questo tenore:”I titoli di studio conseguiti in qualsiasi istituto d’istruzione non hanno valore legale ma la sola funzione di attestare il compimento dei relativi corsi di studio….L’abolizione del valore legale dei titoli di studio comporta che ciascuna laurea non venga rappresentata da un pezzo di carta uguale a tutti gli altri, ma venga invece valutata dal mercato, oltre che da osservatori esperti, in base alla qualità ed ai valori intrinseci determinati da una una specifica fonte di produzione, come ogni altro prodotto… Il che significa che ogni università per vendere il proprio prodotto dovrà autonomamente dotarsi di professori con un’ottima reputazione conquistata sul campo e non preconfezionata da concorsi sulla base di intese tra le varie scuole baronali.

 
Il Sole 24 Ore - 25 novembre 2010
"Assalto degli studenti al Senato”
Scontri con le forze dell’ordine (due arresti, 27 denuncie, parecchi i feriti tra militari e manifestanti) davanti a Palazzo Madama e fin dentro l’andronem ma la discussione sul decreto si svolgeva a Montecitorio, dove il Ministro Gelmini spera che si concluda al più presto. In settimana?
Otto carabinieri feriti e sette studenti contusi, un funzionario della sicurezza del Senato Francesco Capelli, colto da malore… due ragazzi arrestati, 27 denunciati, otto dei quali per aver partecipato all’irruzione nell’atrio di Palazzo Madama. E’ il bilancio della protesta ieri a Roma, di miglia di studenti…. Il corteo di studenti, prima dlel’irruzione a Palazzo Madama, si era fermato davanti alla sede della Crui, la conferenza dei rettori lanciando uova che hanno imbrattato anche il Tricolore esposto… Il segretario nazionale del PD, Bersani ha raggiunto la protesta di studenti e ricercatori sul tetto della Facoltà di architettura della Sapienza, e fatto una promessa: “Se tocca a me, tra un anno abrogo la riforma Gelmini”.

 
Il Manifesto - 25 novembre 2010
"Gelmini: Gli studenti difendono i baroni”
E per domani gli studenti annunciano un altro corteo, dalla Sapienza a Montecitorio.
Una giornata al solito malamente stigmatizzata dal ministro Gelmini: “Gli studenti che contestano le riforme del governo rischiano di difendere i baroni, i privilegi e lo status quo”. On manca l’ormai logoro argomento della strumentalizzazione a sinistra: “Alcuni studenti vengono strumentalizzati da esponenti della Sinistra che oggi hanno fatto una sceneggiata sui tetti dell’Università…

 
La Stampa - 25 novembre 2010
"Si chiama SCHUOLACHEFARETE il Facebook dei professori”
L’osservatorio permanente Giovani Editori e TELECOM promuovono una community internet per il mondo della scuola secondaria superiore.
Nasce la community internet dei professori delle scuole superiori, una sorta di Facebook su cui confrontarsi e aggiornarsi… “Fare rete oggi, per fare insieme la scuola di domani” – ha spiegato a Milano Andrea Ceccherini, presidente dell’Osservatorio. Il sito nasce per dotare tutti i docenti che partecipano all’iniziativa “il quotidiano in classe” di uno strumento informativo e didattico nuovo… Il portale è suddiviso in tra aree: una informativa (con notizie di attualità, ricerche e indagini sul mondo della scuola), una formativa (con rubriche di approfondimento) e una partecipativa (con forum e sondaggi).

 
Superando.it - 25 novembre 2010
"Tagliare il sostegno è anche un danno esistenziale”
Testo già apparso in “Redattore Sociale” e in “InfoHandicap”
Lo ha stabilito in una serie di recenti Sentenze il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Sardegna, che oltre dunque a condannare il Ministero dell'Istruzione al pagamento delle spese processuali, ha stabilito anche - nei casi in cui i danni fossero stati richiesti - un risarcimento di 2.000 euro «per il danno esistenziale». Un risultato che è il frutto di una battaglia incominciata già più di un anno fa da numerosi genitori di bimbi e ragazzi con disabilità Non solo è illegittimo, ma è pure un danno esistenziale che viola il diritto del bambino di avere la possibilità di istruirsi come gli altri, ledendo valori garantiti e protetti dalla Costituzione Italiana. Si è recentemente pronunciato in tal senso, il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Sardegna, sul taglio delle ore di sostegno per i bambini con grave disabilità. I giudici della Prima Sezione del TAR sardo hanno infatti accolto ben settanta ricorsipresentati lo scorso anno dai genitori di bambini con disabilità contro il Ministero dell'Istruzione, condannato a pagare le spese processuali (2.000 euro) e, nei casi in cui il ricorso contenesse una richiesta di danni, anche un risarcimento di 2.000 euro[i testi di tutte le Sentenze, espresse il 2 novembre 2010, sono reperibili nel portale del TAR della Sardegna. Già lo scorso anno, per altro, molti analoghi ricorsi avevano ottenuto la sospensiva, anche se per molti alunni il taglio delle cattedre di sostegno ha rappresentato poi un pesanteridimensionamento delle ore di assistenza con rapporto di uno a uno tra insegnante e bimbo. I primi a dar vita alla battaglia erano stati i genitori di alunni con disabilità di Decimomannu, Carbonia, Selargius, Quartu Sant'Elena e Villasalto, ma anche quelli di una di una scuola media di Alghero. Tutti si erano rivolti all’avvocato Giuseppe Andreozzi ed erano stati sostenuti Associazione Bambini Cerebrolesi), perché ai loro figli non era stato più riconosciuto il rapporto di uno a uno. «Si ritorna - aveva commentato all'epoca il consigliere regionale Marco Espa - a uno stato dilegalità nei confronti degli alunni più bistrattati dallo Statoai quali si vuole togliere anche il diritto all'istruzione e all'integrazione. Bravissime le loro famiglie e chi li ha sostenuti».

 
Il Sole 24 ore del 26/11/2010
"Governo sotto. Slitta la riforma Gelmini”
La discussione parlamentare sulla Riforma universitaria è al centro dell’attenzione del mondo politico e della pubblica opinione. Su alcuni articoli, il governo ha dovuto fare retromarcia, per disinnescare la convergenza dei voti del Fli con quelli dell’opposizione. I lavori a Montecitorio procedono a rilento e martedì si riprende. Studenti e ricercatori si mobilitano; “occupano” Colosseo e torre di Pisa.
Doveva essere la giornata del secondo sì alla Riforma Gelmini. Ma quella di ieri verrà ricordata soprattutto per la nuova escalation fatta registrare dalle proteste di studenti e ricercatori. Che dalle piazze e dai tetti delle facoltà si sono estese ai monumenti storici: il Colosseo, la torre di Pisa, la Mole antonelliana. Mentre il voto sul ddl che riscrive le regole sul reclutamento e riforma la governance degli atenei è slittata a martedì 30 novembre. A deciderlo è stata la conferenza dei capogruppo di Montecitorio che, nonostante la contrarietà della Lega, ha accolto la proposta in tal senso avanzata dal Pd. Non è riuscito dunque alla maggioranza lo sprint auspicato dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini e dalla relatrice Paola Frassinetti (Pdl)….. In mattinata infatti il governo è andato sotto su un emendamento di Fabio Granata (Fli) che ha specificato come l’attuazione dell’articolo 16 del ddl, sull’abilitazione scientifica nazionale, debba avvenire a costo zero. La modifica ha incontrato il consenso di Pd e Udc ed è passata con 282 sì, 261 no e tre astenuti…… La ministro ha subito aggiunto che “se il provvedimento verrà stravolto, il governo è pronto a ritirare il testo”. Ripetendo in serata, ai microfoni del Tg1, che il provvedimento è “molto importante per combattere le baronie”…. L’esame è arrivato all’articolo 18 (sui 25 dell’intero testo). Alla ripresa si ricomincerà da un emendamento anti-dinastie negli atenei presentato dall’Idv. Ieri è passato quello che chiude l’epoca dei rettori a vita:potranno restare in carica solo un mandato, per un massimo di sei anni. Fuori dall’aula sono proseguite le proteste. A cominciare da Roma dove, a un sit-in davanti a Montecitorio e a cortei improvvisati per le vie del centro e sul Lungotevere, è seguita l’”occupazione simbolica” del Colosseo. Gli universitari hanno occupato la torre pendente a Pisa e la Mole antonelliana a Torino. Ci sono state cariche a Firenze, Torino e Bologna. …..A Palermo fumogeni e petardi, mentre a Milano un gruppetto di studenti si è staccato da un corteo ed ha invasola sede dell’Agenzia delle Entrate che si trova in via Manin, nei pressi di porta Venezia, nel centro della città. I manifestanti sono riusciti a salire sul, grande balcone sovrastante l’ingresso e hanno srotolato uno striscione con la scritta “Più soldi alla scuola meno alla guerra”…… Anche i tetti delle università hanno continuato a fare da location per la protesta, arricchendosi della presenza di nuovi esponenti politici. Sia del leader di Sinistra ecologica e libertà, Nichi Vendola, che di un drappello di deputati finiani (Fabio Granata, Flavia Perina, Benedetto Della Vedova e Chiara Moroni) che sono saliti sui tetti della facoltà di architettura di Roma.

 

 

Il Messaggero - 12 novembre 2010
"Nasce il liceo dello sport, da settembre 100 classi
Accordo tra Miur e CONI; non sarà un liceo di serie B. Il progetto è caldeggiato dal deputato Manuela Centa, ex olimpionica, e a parere del Ministro Gelmini potrebbe partire dal prossimo settembre. Intanto è stata potenziata l’attività di educazione motoria nelle scuole elementari, impegnando 7,5 milioni; per completarlo occorreranno 70 milioni.
Il Miur sta preparando il liceo dello sport. Una scuola in cui ai ragazzi sarà data la possibilità di fare più ore di attività motoria ma anche di studiare le altre materie… Lo ha annunziato ieri il Ministro Gelmini, che ha siglato un accordo con il presidente del CONI Gianni Petrucci per portare avanti il progetto avviato nel 2009 di educazione motoria nella scuola primaria. Nel piatto ci sono 7,5 milioni (5 dal CONI) per incrementare il numero delle classi partecipanti e i professori coinvolti. Lo scorso a.s. circa 218mila bambini delle elementari hanno potuto partecipare al programma…. Il liceo dello sport sarà una declinazione di quello scientifico, anticipa Manuela Centa,su faranno 27/30 ore ogni settimana Si partirà in 40 scuole, per un totale di 100 classi. Gli istituti saranno selezionati sulla base delle infrastrutture sportive presenti, ma anche della vocazione sportiva del territorio….

 
Il Messaggero - 12 novembre 2010
"L’apprendistato va rilanciato a partire dalle scuole”
Una valutazione di Antonio Lombardi, presidente di Alleanza-Lavoro, entusiasta della “rinascita” dell’apprendistato, il cui declino attribuisce a un segno dei tempi.
Ministero del Lavoro, Regioni e parti sociali hanno firmato l’intesa: ora non resta che mettere nero si bianco la riforma che dovrà rilanciare finalmente l’apprendistato in Italia…. Quando io ero ragazzo, tra la fine di un anno scolastico e l’inizio del successivo passavano circa 4 mesi: non potevamo e non volevamo rimanere con le mani in mano, bisognava sfruttare l’estate per imparare dai maestri del lavoro, dai “mastri” per dirla alla napoletana. Cinquant’anni fa i giovani facevano davvero tesoro di un altro detto popolare: “impara l’arte e mettila da parte”. Che era ben più importante dello stipendio, del guadagno immediato… L’Italia di oggi è molto diversa. Ci siamo impigriti, e mi riferisco ai giovani, ma non solo. Certi mestieri non li vogliamo fare più… La raccomandazione che io vorrei fare al ministro Sacconi è di reclamizzare la “rinascita” di questo strumento… soprattutto nelle scuole. In fondo, se rilancio dev’essere è da lì che deve cominciare.

 
Left - 12 novembre 2010
"Diritti”
Pronunciamenti dei TAR sul Sostegno nella Scuola.
I Tar del Lazio, della Puglia e della Sardegna hanno riconosciuto il danno esistenziale per la riduzione delle ore di sostegno a scuola. E’ un danno che viola il diritto del bambino di avere la possibilità di istruirsi come gli altri, ledendo valori garantiti costituzionalmente. Il Miur sarà condannato a pagare per i giorni trascorsi senza il sostegno necessario. Nelle motivazioni, i giudici sardi hanno citato pronunciamenti della Corte Costituzionale e persino la Convenzione delle Nazioni Unite.

 
giornaLe di Sicilia - 12 novembre 2010
"Sicilia, pubblicato il bando per i vertici della scuola”
Sarà presto nominato il nuovo dirigente generale dell’Ufficio scolastico regionale.
Scatta il conto alla rovescia per la nomina del nuovo dirigente generale dell’USR in Sicilia. Ieri sul sito del MIUR è stato pubblicato l’avviso che invita gli interessati a presentare la propria candidatura all’Ufficio di Gabinetto del Ministro… Il totonomine per la poltrona siciliana vede sfidarsi Rosario Leone, dirigente dell’Ufficio scolastico di Palermo, l’omologo catanese Raffaele Zanoli, Michele Calascibetta, direttore dell’USR delle Marche, e due dirigenti di secondo livello: Nunziata Barone e Giovanni Rapisarda.

 
Il Sole 24Ore - 13 novembre 2010
"Completata l’anagrafe degli edifici. Ristrutturazioni per 1706 istituti”
Due buone notizie per le strutture scolastiche.
Sono stati sbloccati 358 milioni di euro per 1706 interventi urgenti su edifici scolastici di tutto il Paese. Lo ha annunciato il ministro Gelmini presentando l’aggiornamento dell’anagrafe degli edifici scolastici… Ricordando che la competenza in questa materia sono di comuni e province, il Ministro ha osservato che occorre consentire in 5/10 anni l’ammodernamento dell’istruzione e anche dell’edilizia. Un primo passo in questa direzione è stato l’aggiornamento, in collaborazione con le Regioni, dell’anagrafe degli edifici scolastici. Ora questa banca-dati è stata completata e contiene, per la prima volta, oltre agli elementi strutturali (strutture portanti, coperture ecc… anche gli elementi non strutturali (controsoffitti, tramezzature, ecc..)Sono state così individuate le priorità e posizionate le risorse dando una corsia preferenziale agli interventi urgenti. Inoltre è in corso un bando apposito per 220 milioni di fondi europei per le scuole del Sud, che scadrà a fine novembre.

 
CORRIERE DELLA SERA - 13 novembre 2010
"Più aiuti alle scuole private, maratona sul voto”
Nella notte, la discussione sulla legge di Stabilità in Commissione bilancio. Salgono a 100 i milioni per l’editoria. Maggiori risorse per gli istituti paritari. Allenta la stretta su Comuni e regioni (risorse per 1,2 miliardi) ma i presidenti delle Regioni sono insoddisfatti per la scarsità delle risorse: per i Comuni 485 milioni, più quasi 300 per la mancata copertura ICI. Alle Regioni 400 milioni per il trasporto pubblico, e 800 per altri interventi. Sono state confermate le risorse per gli ammortizzatori sociali (1,5 miliardi, di cui uno per la Cassa integrazione guadagni); un miliardo agli atenei, diviso tra fondo ordinario e piano per i ricercatori; cento milioni per i prestiti d’onore e le borse di studio.

 
Il Sole 24 Ore - 15 novembre 2010
"Percorso formativo equiparato alla scuola”
L’Obbligo di istruzione scende a 15 anni d’età, per l’equiparazione dell’avviamento al percorso scolastico. L’abbassamento sarebbe in contrasto con gli obiettivi del Trattato di Lisbona.
Secondo il collegato lavoro, l’obbligo d’istruzione si assolve anche nei percorsi di apprendistato per l’espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione. L’articolo 48 del D.lgs 276/2003 finalizza questa forma di apprendistato al conseguimento di una qualifica di istruzione e formazione professionale, attraverso il rapporto di lavoro, rivolgendosi ai giovani e agli adolescenti che abbiano compiuto 15 anni d’età. La durata del contratto, comunque non superiore a tre anni, è determinata in base alla qualifica da conseguire… Il comma 622 dell’art.1 Legge finanziaria per il 2007 ha fissato in 10 anni il tempo obbligatoriamente destinato all’istruzione, con il conseguente innalzamento a 16 anni dell’età minima per l’avviamento al lavoro…. Interviene ora l’art.48 comma 8 della legge 183/2010… con l’abbassamento a 15 anni dell’età per l’avviamento al lavoro… si andrebbe ad intercettare quei ragazzi che abbandonano la scuola prima dei sedici anni inserendoli in un regolare contesto lavorativo. La principale obiezione a questa teoria è che essa appare in controtendenza rispetto agli obiettivi del Trattato di Lisbona che si propone la riduzione e la prevenzione della dispersione scolastica e l’innalzamento del livello scolastico tra i lavoratori, come misura volta anche a favorire la mobilità professionale… Per l’attuazione della nuova disposizione è necessaria l’intesa fra le regioni, il ministero del lavoro e il Miur, sentite le parti sociali. In tal senso, un’intesa è stata raggiunta con la regione Lombardia….

 
Il Sole 24 Ore - 15 novembre 2010
"Apprendistato, più facili le regole dell’assunzione”
Governo, EE.LL. e sindacati siglano un’intesa sugli aspetti operativi dei contratti di apprendistato; uguali vantaggi in azienda con ciascuna delle 4 tipologie. In caso di formazione esclusivamente aziendale i profili formativi dell’apprendistato sono rimessi ai contratti collettivi di lavoro stipulati a livello nazionale, regionale, territoriale o aziendale.
L’apprendistato è il contratto di lavoro che meglio accompagna l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, eppure continua ad essere sottoutilizzato. E la crisi lo ha ulteriormente penalizzato. Occorre perciò trovare gli strumenti per il rilancio di questa forma contrattuale, scoraggiando l’utilizzo improprio di altri contratti, concorrenti ma con finalità diverse, quali il contratto a progetto o i tirocini formativi. Parte da questa premessa l’intesa raggiunta a fine Ottobre tra Governo, Regioni e parti sociali… Uno dei motivi che frenano il ricorso a questo tipo di contratto, di per sé vantaggioso, è l’incertezza su aspetti operativi fondamentali: i titoli che consentono l’assunzione, l’espletamento degli obblighi formativi,la regole della formazione interna, la figura del tutor, la certificazione della formazione … Quando parliamo di apprendistato facciamo riferimento a ben 4 tipologie, tra cui quella affatto residuale disciplinata dalla legge n.25 del 1955 (modificata dalla legge n.196/1997) che continua a essere avviata quando, per l’età del giovane, o per la mancanza di previsioni contrattuali e/o regionali, non è possibile avviare l’apprendistato professionalizzante di cui al D.lgs n.276/2003. Già la legge n.247/2007 aveva delegato il governo a riordinare la materia dell’apprendistato; il collegato lavoro legge 183/2010) rinnova la delega assegnando al governo 24 mesi per attuarla…

 
LA STAMPA - 15 novembre 2010
"Precari, il giudice boccia la Gelmini”
Nell’articolo di Flavia Amabile un riconoscimento alla linea rivendicativa pionieristica dell’ANIEF. Dinanzi al ricorso presentato da alcuni supplenti di Cuneo. Il Tribunale di Alba stabilisce che vanno pagati come i professori di ruolo. E’ la terza volta in pochi mesi che un giudice riconosce ai precari l’anomalia della loro posizione. La prima sentenza risale ai primi di Ottobre: il giudice del lavoro del tribunale di Siena assegna il posto fisso a una precaria cronica che aveva sforato il tetto dei tre contratti che possono essere ripetuti presso uno stesso datore di lavoro. La seconda sentenza è del giudice del lavoro di Treviso: lo Stato deve risarcire i precari della scuola, 3 tra docenti e ATA, per la mancata indennità di fine carriera che, con il contratto a termine non hanno potuto percepire. In Italia sono 180 mila le posizioni anomale. Boom di siti dedicati ai consigli legali.
Prof precari, anche quelli che insegnano Lettere o Matematica e sembrano lontanissimi dal mondo del Diritto, si stanno trasformando in profondi esperti di leggi e sentenze. Ormai è chiaro che per ottenere il tanto agognato posto fisso, l’unica arma è quella dei ricorsi. Perché la legge dà ragione ai precari cronici , quelli che lavorano come prof vedendosi rinnovare l contratto, ma senza mai averlo trasformato in un’assunzione a t.i. Sono almeno 180 mila tra prof e ATA ad avere diritto al posto fisso, e sono tutti sul piede di guerra: sul web è tutto un proliferare di siti e di richieste di aiuto su come comportarsi e a chi rivolgersi per fare ricorso. Gli ultimi ad avere avuto ragione sono sei precari storici di Cuneo. Il giudice del Tribunale del Lavoro di Alba ha chiarito che assumere e licenziare di continuo i docenti è illegale.. Lavorano come i prof di ruolo, con la differenza che il loro stipendio resa sempre lo stesso e che a luglio e agosto non entra nelle loro tasche nemmeno un euro….. D’altra parte, l dicono tante leggi, da quelle europee alla famigerata legge 133, alla Salva-precari: ricorrere ai contratti a t.d. è una eccezione, non una regola… “E invece, a studiare le cifre ufficiali del ministero si scopre che su 190 mila supplenze annuali, circa 108 mila sono posti liberi, vacanti, dunque coperti con precari che di continuo vengono usati in modo impropri”, spiega Marcello pacifico, presidente dell’ANIEF, sindacato che di ricorsi per i precari della scuola ne ha vinti un bel pò.

 
ItaliaOggi - 16 novembre 2010
"Voto unico per Storia e Geografia”
E’ una novità, effetto della Riforma Gelmini, nella valutazione scolastica sulla pagella degli alunni delle prime classi.
Storia e Geografia alle superiori avranno un solo voto in pagella, e non più voti distinti. E’ questo no dei chiarimenti più importanti contenuti in una circolare emanata dal Miur(9 ottobre, prot. A.AOODPIT3320)… E orale in sede di scrutinio, sulla pagella dovrà esserci un voto unico. A prescindere dal fatto che il docente abbia optato per le prove scritte o quelle orali, oppure per tutte e due contemporaneamente. Ciò vale, per esempio, per Matematica e Informatica... Idem per Scienze integrate, che comprendono, ad esempio, Scienze della terra e Biologia. Oppure ancora per scienze umane. Per il resto vige il criterio del salvare il salvabile. E dunque, se le nuove discipline, nonostante il cambio di denominazione giuridica, risulteranno pressoché sovrapponibili a quelle vecchie, i criteri di valutazione rimarranno identici, come se nulla fosse successo. Per esempio, nella prima classe del liceo classico di nuovo ordinamento vi sono discipline a più prove, quindi con voto distinto per lo scritto e l’orale. E’ il caso di Lingua e Letteratura italiana; Lingua e cultura latina; Lingua e cultura greca; Lingua e cultura straniera. E siccome questi insegnamenti sono riconducibili ai corrispondenti insegnamenti ginnasiali di Lingua e lettere italiane, Lingua e lettere latine, Lingua e lettere greche, Lingua e letteratura straniera, che già prevedevano, quali prove d’esami interni, prove scritte e orali, i docenti dovranno continuare a lavorare come facevano prima della riforma…. Se invece gli insegnamenti non sono sovrapponibili, allora bisognerà sedersi intorno a un tavolo e trovare una soluzione provvisoria. Per lo meno fino a quando non saranno adottate le modifiche al regolamento sulla valutazione previste nell’art. 14 comma 8 del decreto del Presidente della Repubblica n.122/2009.

 
ItaliaOggi - 16 novembre 2010
"Quanto conta la bravura e anche l’esperienza”
Quanto influisce la bravura dell’insegnante, sull’esito scolastico dell’alunno.
Secondo alcuni recenti studi, i risultati di apprendimento degli studenti sarebbero influenzati dalla preparazione degli insegnanti. E’ quanto si legge nello studio australiano dal titolo Blueprint Rewarding Teaching Excellence. Dallo studio (http:www.eduweb.vie.gov.au)l’evidenza empirica suggerisce che il 30% della varianza dei risultati ai test di apprendimento può essere attribuita alla qualità dell’insegnamento… Secondo i ricercatori, un alunno che rende poco in una classe dove il livello d’insegnamento è qualitativamente più basso, inserito in un ambiente caratterizzato da un livello di insegnamento più alto aumenta la prestazione ai test di apprendimento del 10%, per un guadagno di prestazione pari a 22 punti in più nei test Ocse-Pisa. Ma spostandoci nell’altro emisfero, secondo uno studio dell’Università del Missouri, si conferma l’esistenza di una relazione tra la preparazione dei docenti e le prestazioni degli studenti ai test di apprendimento… L’evidenza più significativa riguarda l’esperienza dei docenti… i risultati migliori sembrano concentrati agli alunni assegnati ai docenti con più anni di insegnamento alle spalle…

 
GIORNALE DI SICILIA - 16 novembre 2010
"L’esame del ddl “salva presidi” arriva al Senato”
Il ddl appoggiato da entrambi gli schieramenti parlamentari recupera la posizione di 426 dirigenti “congelati” fa una sentenza del Cga Sicilia.
Il ddl bipartisan che potrebbe salvare i 426 dirigenti scolastici “congelati” approda oggi all’esame della VII Commissione del Senato, in sede legislativa, che potrebbe approvarlo. Un’accelerazione dell’iter che potrebbe mettere in discussione le nuove prove scritte fissate per il 13 e 14 dicembre prossimo, a cui dovrebbero partecipare oltre 1500 persone. E il comitato dei partecipanti esclusi dal concorso per dirigenti scolastici bandito nel 2004 annunzia battaglia… I partecipanti respinti al precedente concorso, annullato con sentenza del Cga nel maggio 2009 contestano che il ddl (prima firmataria Alessandra Siragusa del PD) preveda che i vincitori del vecchio concorso possano sostenere una prova scritta sull’esperienza maturata…, mentre i ricorrenti vedano ricorretti i loro compiti dalla nuova commissione.

 
IL GIORNALE - 16 novembre 2010
"La Sbai in cattedra: ecco la Costituzione spiegata agli immigrati”
La presentazione del libro Benvenuto nuovo cittadino italiano, ed.Curcio, è stata affidata a Souad Sbai, deputata PDL.
Immigrazione fa rima, per forza, con integrazione. Ma quest’ultima è ormai una parola-contenitore troppo inflazionata; così è finita nel calderone relativista del va-bene-tutto purché in nome del politicamente corretto…
Souad Sbai, deputata PDL… firma oggi la prefazione al libro “Benvenuto nuovo cittadino italiano”, di Marco Angelelli, guida pratica ai 139 articoli della Costituzione spiegata punto per punto con linguaggio semplice ed efficace. Scrive la Sbai in apertura… :A fronte dell’impegno delle istituzioni è necessario un impegno concreto degli immigrati a volersi integrare, a sposare in toto i valori su cui si fonda la nostra Repubblica e le sue regole”.

 
l’Unità - 17 novembre 2010
"Protesta continua. Contro Gelmini studenti in piazza”
Inaccettabile che si tagli sulla istruzione pubblica e contestualmente si sovvenzioni la scuola privata.
Oggi studenti in piazza in oltre 100 città. La Rete degli studenti e l’Unione degli universitari hanno organizzato i cortei per la giornata mondiale di mobilitazione per il diritto allo studio… In poche settimane, in tutta Italia, gli studenti hanno deciso, dicono dalla Rete “di bloccare la didattica tradizionale e di riconquistare il presente, riappropriandosi dei propri spazi e del proprio futuro. Dopo l’ultimo sconcertante aumento dei fondi alle scuole private approvato nel maxiemendamento, ultimo colpo di coda di questo governo, ci sembra palese che la scelta di tagliare sulla scuola pubblica non sia una necessità ma nasconde una precisa intenzione: eliminare l’alternativa culturale e il pensiero critico nel nostro Paese…”. Si schiera con gli studenti il Partito Democratico: “Condividiamo e sosteniamo le ragioni del mondo dei saperi e della conoscenza”.

 
Superando.it - 17 novembre 2010
"Non si dà fuoco al compagno disabile !”
Giorgio Genta della ABC (Associazione Bambini Cerebrolesi) dà notizia di un episodio, in corso di accertamenti: un ragazzo con disabilità sarebbe stato picchiato e avrebbe addirittura subìto un tentativo di incendio.
È ancora avvolta nel riserbo degli inquirenti l’indagine sulla brutta storia che sarebbe avvenuta nella provincia di Padova: botte e un tentativo "di incendio" ai danni di un ragazzino con disabilità da parte di alcuni coetanei. Se confermato, l’episodio - l’ennesimo di una lunga serie di atti di bullismo - merita qualcosa di più di una denuncia, alla quale ha già pensato la madre del ragazzo, ovvero un'attenta riflessioneÈ sempre più difficile, infatti, per i genitori, contrastare nell’educazione quello che i ragazzi vedono e apprendono dal mondo che li circonda: l’esaltata vittoria del "più forte", del "più furbo", del "più ricco", di chi si fa quotidianamente beffe di principi morali e di rispetto sociale, il successo personale come unico fine da raggiungere e a qualunque costo….

 
La Repubblica (Roma) - 17 novembre 2010
"I Professori si uniscono alla protesta. “Basta gite, visite, scambi linguistici”
Sospendendo la programmazione delle attività di ampliamento dell’offerta formativa nell’ambito del POF, i docenti di alcuni istituti romani intendono protestare contro la politica dei tagli attuata dal Miur. E spiegano la loro presa di posizione nei documenti del Collegio docenti e in un sito; al “Giordano Bruno” l’intenzione è anche di bloccare l’adozione di nuovi libri di testo.
Stop a viaggi d’istruzione, gite, visite guidate e scambi linguistici. Un “no” netto a tutte le attività extra offerte dalle scuole. Ad incrociare le braccia per protestare contro i tagli alla scuola pubblica sono i professori “arrabbiati” di molti istituti romani: dal Machiavelli al Giordano Bruno fino all’Anco Marzio di Ostia…. Non solo hanno indetto una sorta di sciopero nei confronti degli scambi culturali, ma si sono riuniti sotto una sigla che è diventata un sito (“Controriformadocentiarrabiati”)…

 
CORRIERE DELLA SERA - 17 novembre 2010
"Non troviamo 110mila tecnici”
Le imprese metalmeccaniche sollecita un forte impegno della scuola, perché ci sia conformità tra formazione scolastica e domanda di manodopera.
Nonostante la crisi permane una distanza di 110mila unità tra il numero di diplomati tecnici richiesti dalle imprese e quelli che la scuola è in grado di fornire”. Lo ha denunciato ieri il presidente della Federmeccanica, Luigi Ceccardi, in un convegno: “Bisogna rivalutare il lavoro nel processo educativo”, ha fatto eco il ministro del lavoro Maurizio Sacconi, annunciando una “campagna per il lavoro manuale”.

 
Il Sole 24Ore - 17 novembre 2010
"Imprese a caccia di tecnici”
Sul quotidiano di Confindustria, l’appello delle aziende italiane al sistema dell’istruzione tecnica e professionale: mancano 109.826 diplomati. A Modena, Venerdì si riunisce il Club dei 15, presenti la Gelmini e la Marcegaglia. Scuole e imprese, dialogano in rete per introdurre innovazioni nella produzione e nella scuola.
Nonostante la crisi, nonostante il pil che fatica a crescere, nonostante il tasso di disoccupazione che non lascia rassicurati, l’Italia resta, dopo la Germania, il secondo Paese manifatturiero in Europa e l’industria meccanica italiana vale 60 milioni di euro più dell’industria farmaceutica dei 27 Paesi della Ue…. Permane un gap molto forte tra le figure formate da scuola e università e il fabbisogno delle imprese…. rivalutare agli occhi dei giovani e delle famiglie l’importanza dell’istruzione tecnica per continuare a tenere nel nostro Paese le attività manifatturiere e contemporaneamente creare occupazione qualificata. L’iniziativa si è sviluppata mettendo in rete scuole e imprese, per fare meglio dialogare le due realtà e introdurre innovazioni nel mondo della scuola…. All’appello delle aziende mancano quasi 11 mila tecnici… Non solo una scelta propedeutica all’entrata nel mondo del lavoro… Nell’a.a. 2009/2010, infatti, più di un quarto delle matricole iscritte alle facoltà tecnico-scientifiche e un quarto dei laureati sono rappresentate da diplomati tecnici.

 
Terra - 18 novembre 2010
"Ripubblicizzare l’istruzione”
Numerose le manifestazioni in tutta Italia, per la Giornata mondiale del diritto allo studio. Un’onda di 200mila persone conro una riforma che sta cancellando scuole e università. Il 27 novembre, mobilitazione della Cgil.
Duemila a Cagliari, diecimila a Torino e Milano, ventimila a Roma e ancora: Bologna, Palermo, Pisa, Reggio Calabria, Venezia. L’onda della protesta ieri ha travolto nuovamente tutta Italia, con cortei, sit in, blocchi improvvisati del traffico…. La giornata è scivolata via tranquilla, senza incidenti a parte qualche tensione a Pisa… o a Torino… Nei prossimi giorni si faranno ancora sentire fino ad arrivare al 27 novembre… “Una strada vecchia e obsoleta”che vuole negare il cambiamento, secondo la ministra Gelmini.

 
ITALIA OGGI - 19 novembre 2010
"Ecco l’ultimo scatto della Gelmini”
Pronto il decreto sul ripristino degli aumenti per anzianità, ma intanto si sperimenta la modalità premiale degli aumenti ai professori: su base volontaria sottoponendosi a valutazione potranno ottenere un premio retributivo; analogamente, le scuole potranno ottenere un premio retributivo, sottoponendosi alla lente indagatrice dell’INVALSI. I sindacati si spaccano, sulla proposta. In apertura, la giornalista Alessandra Ricciardi si dice sicura che la Gelmini lascerà il Ministero.
Prima di andar via, recupero degli scatti di anzianità e avvio al merito. Che la Gelmini sia omai proiettata verso nuovi ruoli, più vicini alla gestione del partito che non al Miur, lo si intuisce anche dal tenore dei comunicati stampa che giungono da viale Trastevere. Intanto, però, ieri ha portato a casa in un sol colpo due risultati; ripristino in busta paga degli scatti di anzianità…. Avvio di due sperimentazioni per valutare il merito dei docenti e delle scuole… I migliori docenti avranno una sorta di quattordicesima mensilità… La fonte di finanziamento per scatti e valutazione premiale è sempre la stessa: quel 30% di risparmi realizzati grazie ai tagli agli organici… Con la quota residua dei risparmi, circa 40 milioni di euro, il ministro avvierà da gennaio anche la valutazione del merito…. Si tratta di due progetti che coinvolgeranno gli insegnanti su base volontaria, complessivamente delle scuole di Napoli, Torino, Pisa e Siracusa. Il primo valuta la bravura dei singoli prof attraverso un nucleo composto dal preside e da due insegnanti eletti, con voto segreto, dal Collegio dei docenti…. Ai docenti meritevoli, nella misura massima del 15-20% verrà assegnato il premio individuale pari a una mensilità… Testerà invece la scuola, attraverso il valore aggiunto nei livelli di apprendimento degli studenti, il secondo progetto. La valutazione riguarderà i risultati alle prove invalsi e sarà svolta da un team di osservatori: un ispettore e due esperti indipendenti. La sperimentazione coinvolgerà le scuole medie di Pisa e Siracusa: alle migliori, il 15% sarà assegnato un premio massimo di 70mila euro; l’istituto provvederà poi a distribuirlo al suo interno tra gli insegnanti…

Redattore Sociale, Agenzia - 5 novembre 2010
"Classi con disabili sovraffollate: i dati del Miur arriveranno a dicembre”
Incontro dei tecnici dell’Istruzione con Fish e Fand: nel 2010/11 circa 4 mila docenti di sostegno e 5 mila alunni disabili in più rispetto all’anno precedente. Ma sul sovraffollamento e sull’alta concentrazione di disabili, nessun dato fino a fine mese.
ROMA. L'anno scolastico in corso ha segnato un aumento rispetto a quello precedente di circa 4 mila insegnanti di sostegno e di circa 5 mila alunni con disabilità. Nessun dato invece è ancora disponibile sul numero delle classi sovraffollate e su quelle in cui vi è una eccessiva concentrazione di alunni disabili. E per averli bisognerà attendere ancora: garante per la privacy permettendo, infatti, potrebbero arrivare solo fra due mesi, alla fine del 2010. Sono questi i risultati dell'incontro del 3 novembre scorso di Fand e Fish, le principali federazioni rappresentative delle persone con disabilità, con i tecnici del ministero dell'Istruzione. Al di là dei dati sugli aumenti di alunni (crescita omogenea sul territorio nazionale) e di docenti di sostegno, nel corso dell'incontro si è parlato anche del tema della formazione obbligatoria di tutti i docenti rispetto ai temi della disabilità: la formazione preliminare è in parte prevista da un recente Regolamento Miur, per la cui attuazione è stata insediata una commissione di esperti che definirà i programmi. Rispetto invece alla formazione in servizio, il ministero affermano le federazioni - organizzerà un incontro con le organizzazioni sindacali al quale sarà invitata una delegazione di Fand e Fish. In ogni caso, viene precisato, "l'effettiva realizzazione dei corsi di formazione in servizio sarà condizionata dai tagli operati dal Ministero dell'Economia". Le Federazioni spiegano anche di aver manifestato "perplessità sulle recenti disposizioni (art. 5, comma 2, Legge 170/2010) che stabiliscono il possibile esonero dallo svolgimento delle lingue straniere per gli studenti certificati con disturbo specifico dell'apprendimento: la normativa vigente, però, non prevede il conseguimento del diploma per chi non sostiene tutte le prove d'esame". "Su questa situazione di paradosso spiegano Fish e Fand - si attende un chiarimento ministeriale". Così come una valutazione delle ipotesi formulate dalle federazioni è attesa, da parte del ministero, sulla riattivazione dell'Osservatorio Scolastico Ministeriale, proposta sulla quale il Ministero si è dichiarato disponibile a valutare ipotesi formulate dalle due Federazioni. (ska).

 
CORRIERE DELLA SERA - 8 novembre 2010
"Basta con i pezzi di carta”
Nella rubrica Pubblico&Privato di Francesco Alberoni
La gente ha in mente una distinzione fra lavoro manuale e lavoro intellettuale che aveva senso un tempo, quando da un lato v’erano solo operai e dall’altro intellettuali umanisti. Ma oggi che senso ha dire che un tecnico di impianti elettrici fa un lavoro manuale ? … Il tecnico affronta problemi che costituiscono una vera sfida intellettuale con un sapere che ha acquisito con anni di studio e di lavoro…. La nostra economia ha un disperato bisogno di tecnici preparati…. Oggi servirebbe un sapere tecnico-pratico anche per fare il semplice commesso… Invece questi tecnici mancano, le imprese li cercano e non li trovano. Molti giovani vanno ancora all’università per avere il “pezzo di carta” e sognano un lavoro intellettuale… Dobbiamo svegliarci un po’ tutti, mettere da parte le fantasie, le abitudini consolidate, guardare in faccia la realtà come abbiamo fatto nel dopoguerra quando, in pochi anni, siamo usciti dalla miseria, come ha fatto la Cina, come sta facendo il Brasile.

 
la Repubblica - 8 novembre 2010
"Festival della scienza. In 200mila a Genova”
A consuntivo dell’ottava edizione della rassegna nel capoluogo ligure.
Con il bilancio di 200mila visitatori si è chiusa ieri a Genova l’ottava edizione del Festival della Scienza. Gli organizzatori pensano già alla rassegna dell’anno prossimo, e lanciano un appello alle istituzioni affinché sostengano il progetto dal budget a rischio. “Perché il festival abbia un futuro, abbiamo bisogno di tutti. Per primo del Ministro dell’Istruzione”, la detto ieri la presidente Manuela Arata, che ha espresso anche una “piccola ansia” perchè per questa edizione il ministero non ha ancora confermato il proprio finanziamento corrispondente a circa il 10% dei cisti. In programma dal 21 ottobre al 2 novembre 2011, la nona edizione sarà dedicata ai “Centocinquanta ed oltre”, con gli Usa invitati come Paese ospite.
CORRIERE DELLA SERA - 8 novembre 2010
"Google-Facebook, così giovani, così affascinati dal Monopolio”
Federico Fubini sulla impari lota tra gli antitrust e i giovanissimi cervelli di Faceboook e Google, emuli di Rockefeller e Morgan.
Forse è solo una lezione sulla rapidità con cui tutto accade. Il percorso che American telephone & telegraph ha impiegato un secolo a coprire o che Goldman Sacs non ha completato in tutta la sua esistenza, a Faceboook e a Google è riuscito in pochi anni… Oggi Faceboook e Google sono così forti che per alcuni aspetti esercitano un potere sopranazionale e lo usano per combattersi come giganti protezionisti… Da Venerdì, Google ha iniziato a bloccare, per chi è iscritto su Facebook la possibilità di scoprire in automatico la presenza sul Social Network di chi ha un indirizzo di posta Gmail. Secondo gli esperti è un gesto poco più che simbolico, che non bloccherà l’espansione della rete da 550 milioni di iscritti creata da Mark Zuckerberg a Harvard sei anni fa. Ma soprattutto è una ritorsione: Google ha motivato la sua scelta con il rifiuto di Facebook di offrire reciprocità in questo tipo di accesso ai dati. Zuckerberg certo si difende dalla concorrenza del gruppo di Mountain View, che vuole rafforzarsi nei social network. Ma quel che colpisce sono i riflessi di entrambi i gruppi, che tendono a far leva sull’abuso di mercato per difendere le proprie posizioni dominanti. Faceboook e Google sono guidati da ragazzi con facce angeliche e t-shirt da 10 dollari. Eppure non si comportano molto diversamente da certi vecchi capitalisti ….

 
Giornale di Sicilia - 8 novembre 2010
"Università”
Nasce un Coordinamento nazionale, formato dai docenti associati che si oppongono ai tagli al finanziamento del fondo ordinario per l’università..
Da Palermo a Trieste nasce il coordinamento Nazionale dei Professori associati. L’iniziativa sarà ufficializzata il prossimo 15 novembre a Roma, nel corso di un’assemblea nazionale presso l’università La Sapienza. Ne fanno parte docenti di Bari, Cagliari, Genova, Insubria Varese-Como, Milano Bicocca, Palermo, Roma Tor Vergata, Siena, Torino, Trieste. “Il Coordinamento nasce in risposta alle preoccupazioni dei professori universitari per le gravi conseguenze che il disegno di legge di riforma dell’Università Gelmini-Tremonti, attualmente in discussione alla Camera dei deputati, avrebbe per l’università pubblica, la ricerca, la formazione e il diritto allo studio”, si legge in una nota. Info: www.professoriassociati.it

 
Il Sole 24Ore - 9 novembre 2010
"Per i maestri elementari si apre la porta dell’Albo”
Professioni: ammessa l’iscrizione di una maestra all’ordine degli avvocati. La Cassazione rimuove il divieto e parifica gli insegnamenti con la sentenza 22623 del 8 novembre 2010: ““… mediante l’interpretazione estensiva, è possibile dare una lettura costituzionalmente orientata della norma stessa che, altrimenti, sembrerebbe disporre una discriminazione irragionevole e per questo in contrasto con il principio costituzionale di uguaglianza. una lettura costituzionalmente orientata della norma non esclude la compatibilità dell’attività di docente della scuola elementare statale con l’esercizio della professione forense e ne consente l’iscrivibilità all’albo degli avvocati ove il soggetto ne abbia i requisiti richiesti”. Articolo di Guglielmo Saporito.
Nuove prospettive per gli insegnanti e più concorrenza tra gli avvocati: questa è la conseguenza di una sentenza che ammette l’iscrizione all’albo degli insegnanti elementari…. La norma del 1933 consente la libera professione legale agli insegnanti universitari e ai professori degli istituti secondari… L’ostacolo da rimuovere per poter esercitare la professione non era lieve, in quanto il divieto di iscrizione posto dalla legge del 1933 ha deroghe tassative, che si riferiscono a classi di insegnamento particolari (dalla Media in su)… Un’insegnante elementare di Siena non si è rassegnata a questo e, dinanzi a un diniego di iscrizione al locale Ordine degli avvocati, ha percorso tutti i gradi di giurisdizione giungendo fino alle Sezioni Unite della cassazione. E’ stata la mancanza di logica della norma a indurre la cassazione a rivederne il contenuto, giungendo alla conclusione che la libertà di insegnamento, la latitudine dell’istruzione obbligatoria e l’unitarietà della funzione docente non distinguono tra insegnanti di scuola elementare e insegnati di scuole di grado successivo…

 
ItaliaOggi - 9 novembre 2010
"Ora scatti a braccetto con il merito”
Nei prossimi giorni, la Gelmini presenterà ai sindacati il decreto a doppia firma col Ministero dell’Economia. Recuperata l’anzianità: aumenti selettivi sperimentali. Articolo di Alessandra Ricciardi e Carlo Forti.
L’appuntamento è fissato per il 17 novembre, quando il Ministro dell’Istruzione presenterà ai sindacati l’ipotesi di decreto… che riattribuisce alla scuola gli scatti di anzianità congelati per il 2010, 2011 e 2012 dall’ultima manovra correttiva dei conti pubblici. Così come concordato. La Ragioneria Generale dello Stato avrebbe infatti certificato che la Scuola ha raggiunto gli obiettivi di risparmio fissati dal decreto legge 112/2008. E che dunque c’è quella quota del 30% di risparmi derivanti dalle riduzioni di organico che può essere ridistribuita alla Scuola. Per fare cosa ? Per restituire gli avanzamenti di carriera in base all’anzianità di servizio, i cosiddetti gradoni, ma non solo. Visto che per quelli bastano, per la prima annualità, 320 milioni c’è una fetta residuale di 40 milioni che può essere destinata al merito. Un rapido passaggio nel decreto che sarà successivamente sviluppato in una sede ad hoc: si tratta di avviare, a decorrere dal prossimo anno, un progetto di sperimentazione che dia aumenti selettivi in base al miglior rendimento. Ce sarà controllato, secondo quanto trapela a livello informale, in base a due diversi progetti: la valutazione delle scuole e la valutazione dei singoli docenti. Perché un modello valutativo efficace ancora non esiste; del resto anche in Europa non c’è un progetto unico consolidato. Il Ministro dell’Istruzione pare intenzionato a sperimentare due piste diverse da verificare per criticità e potenzialità alla fine di un periodo di tre anni. La sperimentazione sarà avviata su adesione volontaria degli insegnanti, e sarà concentrata in alcune città campione. Secondo indiscrezioni ministeriali Napoli e Torino in pole, una ventina le classi coinvolte. Gli aumenti dovrebbero essere di un paio di mensilità in più all’anno, per i migliori. Altro, al momento, non è dato sapere. Anche perché sul progetto, il Ministro è intenzionato, in prima battuta, a procedere con l’accordo sindacale e non in via legislativa, memore della difficoltà che sempre s’è registrata su questo terreno, costato la poltrona a Luigi Berlinguer, il ministro dell’istruzione del famigerato Concorsone. Tornando al decreto sugli scatti, se per il 2010 basteranno 320 milioni, nei prossimi anni il fabbisogno economico per la copertura dei gradoni crescerà, perché l’amministrazione prevede che i lavoratori che matureranno il diritto agli aumenti stipendiali crescerà. Ma aumenterà anche la disponibilità finanziaria dell’amministrazione. Perché, per l’anno 2011 è previsto un risparmio di 664 milioni di euro a fronte di un fabbisogno per i gradoni stimato intorno ai 600 milioni. E nel 2012 i risparmi saliranno a 957 milioni mentre ne occorreranno circa 900 per la necessità finanziaria della copertura dei gradoni. Negli anni a seguire non dovrebbero esservi più problemi perché il risparmio di 957 milioni entrerà a regime. E quindi di anno in anno l’amministrazione potrà contare su questa cifra per effetto del minore fabbisogno di uscite derivante dalla diminuzione strutturale del numero dei docenti.

 
ItaliaOggi - 9 novembre 2010
"Manca il prof. Il dirigente deve assumere il supplente”
Con una nota interna, il Ministero ricorda che le sostituzioni vanno fatte; ai soldi ci si penserà.
Se le classi sono scoperte , se l’insegnante manca, i contratti di supplenza vanno fatti. Un principio che sembra essere ovvio e che invece negli ultimi anni, complice la politica di riduzione della spesa per l’istruzione e una certa interpretazione restrittiva dei criteri a cui ricorrere per le nomine, è stato messo in discussione dai presidi. Ora il Miur è corso ai ripari…. Ha inviato ai dirigenti scolastici una nota che ribadisce la necessità e le modalità delle supplenze brevi. Sono contratto sotto i 15 giorni che vanno pagati direttamente dalle scuole, con fondi ad hoc trasferiti periodicamente dall’Amministrazione centrale, in base alle esigenze motivate e rappresentate dalle istituzioni scolastiche…. Una bccata di ossigeno per tutti i docenti precari a spasso. “L’istituto delle ore eccedenti… ha natura emergenziale e ha come finalità lo specifico obiettivo di consentire la sostituzione immediata e limitata nel tempo del docente assente, in attesa della nomina del supplente temporaneo avente diritto”. Insomma, il ricorso alle ore eccedenti non può essere una misura ordinaria di sostituzione. Il personale supplente potrà essere nominato anche nel caso di assenza del titolare “per periodi inferiori a 5 giorni nella Scuola primaria.. e a 15 giorni nella scuola Secondaria”. Per le supplenze nella Scuola dell’infanzia e primaria fino a 10 giorni si potrà ricorrere alle sostituzioni flash, quelle degli insegnanti che si sono resi disponibili, iscritti in particolari liste, ad assumere via cellulare incarichi di pochi giorni.

 
BresciaOggi - 9 novembre 2010
"Brescia fa scuola, e i ricorsi si moltiplicano
Il tribunale di Padova ha concesso il risarcimento a 3 insegnanti e dopo la sentenza favorevole ai professori si annunziano nuove cause contro il ministero. Oggetto della contesa, il mancato guadagno per il periodo delle ferie estive e la mancata trasformazione del contratto. Nel bresciano, i professori a t.d. sono 2637. 1304 gli ATA con contratto di 10 mesi.
Una valanga di ricorsi si abbatte sul Miur. Fa scuola la sentenza della Corte d’Appello di Brescia che condanna il dicastero di Trastevere a pagare lo stipendio dei mesi estivi ai precari licenziati a giugno e riassunti a settembre. Le cause civili contro l’interruzione del contratto e pure contro il blocco degli scatti di anzianità si moltiplicano. Il copione era già scritto dal 6 ottobre scorso, quando Brescioggi ha dato ntizia della sentenza che condanna il Ministero a pagare gli stipendi estivi degli ultimi cinque anni a una professoressa bresciana. E si sta verificando con puntualità. Dopo quel pronunciamento, il Tribunale del lavoro bresciano, il 16 settembre scorso ha accolto un ricorso collettivo di 20 precari, promosso dalla Gilda degli insegnanti. E ha sancito il diritto dei ricorrenti al riconoscimento dell’anzianità lavorativa ai fini economici, nella misura del 2,5% ogni due anni. Nei fatti ha riconosciuto gli scatti biennali dai tagli della Finanziaria di Tremonti. Sono due precedenti che non potevano restare isolati. Una decina di giorni fa, il Tribunale del Lavoro di Padova si è pronunciato su un primo blocco di ricorsi patrocinati dalla Gilda… a Padova si sono mossi nello stesso solco tracciato dalla Corte di Appello bresciana…. La Gilda annunzia per i prossimi giorni un altro ricorso al tribunale bresciano per ottenere sia il risarcimento degli scatti di anzianità che il pagamento dei mesi estivi nonché la trasformazione a t.i. dei contratti precari, dopo tre rinnovi…. Va ricordato che la Corte d’Appello di Brescia ha applicato una direttiva della Corte di giustizia europea che riconosce l’efficacia della sanzione risarcitoria prevista contro l’illecita stipulazione di contratti a termine nel settore pubblico, quando la stessa sanzione sia deterrente efficace a dissuadere il ministero dal persistere nell’adozione di quei contratti. Per ciò ha imposto il pagamento integrale degli stipendi arretrati (con gli interessi) interrompendo la consuetudine del risarcimento forfetario. Dunque, il dado è tratto…

 
CORRIERE DELLA SERA.it - 9 novembre 2010
"L’editore sparirà in una generazione”
Cristina Taglietti riferisce sui lavori del Workshop «Engaging the reader», organizzato all'Università Cattolica di Milano, a conclusione del master universitario «Professione editoria» diretto da Edoardo Barbieri.
Non si tratta si una svolta imminente: in atto il libro digitaleha un mercato esiguo.
Rivoluzione sarà, ma non certo a Natale. Che l'ebook cambierà per sempre e in modo radicale il nostro modo di rapportarci ai libri è sicuro, ma per ora è un mercato esiguo, estremamente limitato nell'offerta, di scarsa incidenza economica, anche se potenzialmente esplosivo… un bilancio della realtà italiana, a un mese dalla discesa in campo dei grandi gruppi (da una parte Mondadori, dall'altra Edigita, federazione di Gems, Feltrinelli, Rcs) e a disegnare scenari futuri, ancora estremamente incerti… Molti e diversi gli spunti di riflessione, come la necessità di una legge sul libro, la politica dei prezzi, ma anche il destino delle librerie… hanno parlato genericamente di qualche migliaio di copie digitali vendute in questi mesi di attività… un presente dove i devices sono poco diffusi, ancora imperfetti, dove il Drm di Adobe, il sistema di protezione dalla pirateria più diffuso, è cervellotico oltre che violabile. Il mercato italiano, poi, secondo Roncaglia «si presenta frammentato, con troppi soggetti in concorrenza, che possono coesistere in un mercato piccolo, ma rischiano di essere cannibalizzati quando anche da noi sbarcheranno i grandi players internazionali, Amazon, Google Books, Apple». «Nel lungo periodo - sostiene Roncaglia - ci sarà una tendenza alla sostituzione che però, pur essendo difficile fare previsioni, non significherà la morte del libro tradizionale».La carta non morirà, ma, secondo Gian Arturo Ferrari, presidente del Centro per il libro del ministero dei Beni culturali, «l'editore sparirà. O meglio sparirà nel modo in cui è inteso oggi, come colui che ha un capitale e lo investe nell'editare un'opera. La pubblicazione dell'ebook non ha tendenzialmente costo, la filiera si riduce, quindi l'editore diventerà un'altra cosa. Anche l'autore verrà concepito in modo diverso e cambierà la natura stessa della comunicazione scritta che per anni è stata immobile, fissata sulla pagina, e che ora diventa aggiungibile, modificabile, interattiva…
Il Sole24Ore - 9 novembre 2010
"Lavagna hi-tech in 4mila scuole”
Gara da 15 miliardi di euro. L’esito del bando, vinto definitivamente dagli inglesi di Promethean, dopo una polemica con altri concorrenti.
Ciao ciao, vecchia ardesia, addio candido gessetto. Le lavagne del futuro sono digitali (ma non touch screen) e hanno la forma di uno schermo a 78 pollici da appendere in classe. Accade anche in Italia, pur con i soliti ritardi, dove l’azienda inglese ha rivinto un appalto da 15 milioni gestito e finanziato dall’ANSAS….Le lavagne inglesi non hanno schermi tattili ma montano una tecnologia elettromagnetica passiva… utilizzabile con delle penne che costano pochi euro…

 
la Sicilia - 10 novembre 2010
"Università, la riforma torna in Aula il 18”
Il 18 novembre, alla Camera dei deputati il difficile passaggio del decreto per l’Università. Nel frattempo si restituirà un milione di euro.
La riforma dell’Univerità, dopo l’impasse delle scorse settimane, il 18 novembre tornerà in aula, alla Camera, per riprendere l’iter interrotto, ma restano dubbi sulle risorse per il settore. Della calendarizzazione del provvedimento ha parlato ieri, in occasione del convegno di Business International, il ministro Gelmini: “Incrocio le dita ma, avendo parlato con il ministro Tremonti mi sento di essere ottimista. I fondi credo che siano stati trovati”. Mariastella Gelmini ha tuttavia ammonito: “Questo Paese non si deve cullare nel presupposto sbagliato che i problemi si risolvono solo aumentando le risorse. Il coraggio di cambiare si risolve mettendo mano alle regole e quindi facendo le riforme. Io penso che le risorse sia stato importante averle trovate, ma che anche questo non sia sufficiente. Occorre cambiare le regole dell’Università e favorire un ricambio generazionale, non dare più risorse a pioggia ma introdurre un sistema di valutazione trasparente dando le risorse sulla base della qualità della ricerca e della didattica”… “Seppure arrivasse il miliardo di euro annunciato da Tremonti, sarebbe insufficiente trattandosi – sostiene il Coordinamento Nazionale dei Professori Associati – di un recupero parziale dei tagli già operati…

 
la Repubblica - 10 novembre 2010
"Via la Costituzione dalle scuole. Non è una disciplina autonoma”
Il corso parabolico di una “Educazione” sperimentata ma mai divenuta materia curricolare (C.M. dello scorso 28 ottobre). Era stata presentata come la veste nuova e più efficace di quella Educazione Civica, introdotta nel 1958 nell’ordinamento scolastico, che – alla maniera in cui è stata insegnata - non ha mai suscitato sufficiente interesse negli studenti, e poi dalla Moratti sostituita con la Educazione alla Convivenza civile. “Cittadinanza e Costituzione resta una materia di serie B. Esattamente com’è stato per oltre 50 anni con l’Educazione Civica, compressa nei programmi di Storia. Eppure il Ministro Gelmini era stata chiara: Cittadinanza e Costituzione sarà una materia con una propria dignità e avrà un voto dedicato. Ma la circolare del 28 ottobre la smentisce clamorosamente… non avrà un voto e neppure delle ore di lezione ad essa riservate… Il primo agosto 2008, il ministro Gelmini annunciava: “Dal prossimo anno scolastico, nel primo e nel secondo ciclo di istruzione sarà introdotta la disciplina Cittadinanza e Costituzione, che sarà oggetto di specifica valutazione… e per la quale sono previste 33 ore annuali di insegnamento”. La novità in materia di studio della Carta costituzionale e diritti e doveri dei cittadini arrivava al termine di un movimentato C.dM…

 
la Repubblica (Palermo) - 10 novembre 2010
"Tre minuti per raccontare l’Italia unita. I ragazzi del Garibaldi girano un film”
Una quarta liceale conquista, con un cortometraggio sulla storia postunitaria d’Italia, un posto nella finale del concorso nazionale “Giovani idee”.
Raccontare 150 anni dall’Unità d’Italia in tre minuti. E’ questa la sfida della IV D del liceo classico Garibaldi che, con il cortometraggio “Tutto cambia per non cambiare niente” è arrivata in finale al concorso “Giovani idee” promosso dalla Fondazione Carlo Donat Cattin… In tutto sono 17 i ragazzi che hanno lavorato al progetto raccogliendo materiali in biblioteca, cercando testimonianze e studiando la storia d’Italia….”Si sono subito entusiasmati e hanno lavorato con molta passione”, dice Laura Bisso, professoressa di Latino e Greco che li ha guidati nel progetto…. Una particolare attenzione è stata riservata al ruolo delle donne: “Abbiamo usato – raccontano – sia abiti d’epoca che strumenti moderni, per sottolineare che l’Italia è unita e deve esserlo anche in futuro”. Le immagini sono state girate al Ponte dell’Ammiraglio, nella piazza Tredici Vittime e anche nei locali della scuola…. Il premio per la classe vincitrice sarà un tour sul percorso dei Mille partendo da Bergamo, passando per Genova, Palermo, Napoli e infine Torino, prima capitale d’Italia. “E’ un’occasione molto interessante per gli alunni, dice la preside Rosalia Gerbino, attorno al premio ci sono giornate con interventi utili e istruttivi”.

 
ItaliaOggi - 10 novembre 2010
"Scolari italiani dietro i turchi”
In Germania sono risultati peggiori rispetto a tutte le altre nazionalità. Le colpe vanno equamente divis etra genitori e insegnanti.
Gli scolati italiani in Germania sono i peggiori e finiscono nelle Sonderschule, le scuole speciali per i meno dotati. E ciò pregiudica per sempre le loro chance di successo sociale….La scuola tedesca è rigidamente selezionatrice e, già a 10-11 anni, gli insegnanti decidono sulla sorte degli scolari: chi potrà andare al ginnasio e quindi all’università, e chi viene dirottato nelle scuole professionali…. Per imparare una lingua straniera si dovrebbe conoscere bene la propria; ma molti bambini italiani parlano i dialetto, a casa…. Michele Valensise, l’ambasciatore a Berlino, ha voluto intensificare le misure per favorire migliori risultati degli studenti, concordate con le autorità tedesche. E si registrano i primi successi. Cinque anni fa i ragazzi italiani che frequentavano il ginnasio erano appena il 13,1%, l’anno scorso sono saliti al 17,5. Un aumento incoraggiante ma oltre 4 studenti su 5 sono ancora destinati alle scuole professionali.

 
Il giorno - 11 novembre 2010
"A scuola di Internet e Costruzioni. I nuovi tecnici secondo la Gelmini”
Un istituto di Rho-Bollate tra quelli scelti per testare la Riforma degli istituti tecnici.
All’Erasmo da Rotterdam, fra pro e contro, si sperimenta la riforma dell’istruzione tecnica e professionale. L’istituto è stato scelto dal Miur come campione del cambiamento, insieme ad altri sei nel milanese. La riforma dei Tecnici mira a ridurre la frammentazione degli indirizzi e ne definisce 9. All’”Erasmo”, con il riordino è sparito l’indirizzo “Tecnologico”. Restano “Costruzioni, Ambiente e Territorio” e “Informatica e Telecomunicazioni”…. La settimana di lezione è passata a 32 ore invece di 36…. Nelle Telecomunicazioni, per fare un esempio è scomparsa l’Elettronica che è la base di questi indirizzi di studio.

 
Giornale di Sicilia - 11 novembre 2010
"Docenti serali in soprannumero, ed è protesta
Un dirigente scolastico dispone che i docenti dei corsi serali, ove siano in soprannumero, passino all’insegnamento antimeridiano: in campo i legali.
I due terzi dei docenti della scuola serale vengono dichiarati in soprannumero e spostati nelle ore mattutine, e alla “Pertini” si consuma il braccio di ferro fra 14 insegnanti, che fino allo scorso anno insegnavano al Centro EDA (educazione degli Adulti)e il dirigente Giacomo Cannata… “il preside”, spiega Leonarda Amella, una dei docenti coinvolti, ritiene che vi siano meno iscritti, e dunque ha accorpato gli 84 che per lui risultano frequentanti, in solo quattro classi, con 21 alunni per classe, spostando arbitrariamente 14 professori nelle ore diurne per fare i tappabuchi. Il corso per 53 extracomunitari non è stato attivato per mancanza di un collaboratore scolastico, quello di informatica, perché adesso i docenti del pomeriggio sono insufficienti…”.Replica il preside che questi numeri non gli risultano; che lui il primo settembre ha trovato iscritte solo 84 persone, e 20 insegnanti:“Un numero di docenti sovradimensionato, che il decreto Fioroni ci impone di utilizzare in altre attività… Se si dovessero aprire altri moduli, per aumento di iscrizioni, alcuni docenti torneranno al serale”.

 

Superando.it - 28 ottobre 2010
"Non stanchiamoci di ripeterlo: la scuola è luogo e patrimonio di tutti
Lo scorso 22 ottobre, il presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini aveva sostenuto, durante un convegno di studi a Palmanova, che le persone disabili inserite nel mondo della scuola ritardano lo svolgimento dei programmi scolastici («In Germania, dove ci sono percorsi differenziati per ragazzi con problemi, le cose funzionano meglio». Con questa dichiarazione, il segretario regionale della Lega Nord si è attirato una valanga di critiche (riportiamo la lettera aperta indirizzatagli da Marina Cometto, presidente dell'Associazione "Claudia Bottigelli" per la Difesa dei Diritti Umani e l'Aiuto alle Famiglie con Figli Disabili Gravissimi.
Gentile Dottor Fontanini, Ho letto su numerosi quotidiani italiani, la sua affermazione: «I disabili nella scuola? Ritardano lo svolgimento dei programmi scolastici, più utile metterli su percorsi differenziati». Ad essa è seguita… la sua smentita: «Quello che ho detto è che, rispetto al modello italiano che prevede l'insegnante di sostegno, si potrebbe pensare a quello in vigore in altri Paesi europei: la classe differenziata».Come genitore e come presidente di associazione che si occupa di disabilità,sono molto dispiaciuta e preoccupata da queste sue parole… Ho sempre pensato e continuo a pensare… che l’uguaglianza dei diritti e dei doveri fosse alla base di una democrazia vera, seria e onesta… le sue parole dimostrano che ancora in questo nostro “bel Paese”, in fatto di civiltà culturale e di pensiero, siamo molto indietro… I bambini devono stare con i bambini, gli studenti sui banchi di scuola non devono solo imparare nozioni, ma devono anche conoscere la vita… I ragazzi con disabilità non solo traggono giovamenti, ma offrono opportunità ai propri compagni… C’è molta disinformazione e discriminazione nella nostra politica, Dottor Fontanini, e questo non è certo un fatto positivo né per chi queste forme discriminatorie le mette in atto né per chi dovrebbe subirle, e le assicuro che chiunque ci proverà troverà una marea di persone che si opporranno…”.

 
Il Fatto Quotidiano - 28 ottobre 2010
"Niente soldi ai libri di scuola”
Come già nel 2009, il fondo da 103 milioni per la gratuità dei libri scolasticitarda a materializzarsi; nella Legge di stabilità per il 2011 (che produrrà effetti dal 1° gennaio 2011) non c’è. Lo scorso anno comparve col Decreto c.d. Mille proroghe di Natale. Intanto, il fondo per il Diritto allo studio è stato drasticamente ridotto. Tremonti è assediato dalle richieste di finanziamento ai vari ministeri
Nel 2011 il governo non ha previsto i fondi per rendere gratuiti i libri testo delle scuole dell’obbligo…. Una delle misure caratteristiche della scuola pubblica dal 1967, cioè il Fondo per i libri destinato ai bambini provenienti da famiglie meno abbienti, serve a garantire il diritto allo studio a tutti i ragazzi. Il capitolo di bilancio della legge Finanziaria che prevede lo stanziamento di 103 milioni per la gratuità dei libri scolastici è stato nuovamente tagliato… Se le cose resteranno come sono, e non ci sarà uno stanziamento ulteriore nell’annunciato decreto di Natale, tutte le famiglie che mandano i bambini alle primarie (o che sfruttano il comodato d’uso gratuito nella scuola superiore) saranno costrette a sborsare i soldi per i libri… Il Fondo per il diritto allo studio nelle scuole dell’obbligo viene ridotto di oltre il 70 per cento. In questo modo solo il 30 per cento di chi non può permettersi di studiare potrà farlo, per i bambini delle altre famiglie in difficoltà economiche l’istruzione sarà a rischio. Nello stato di previsione del ministero dell’Economia, alla voce “sostegno all’istruzione” sono calcolati solo 33,1 milioni di euro tra le somme da trasferire alle Regioni per le borse di studio. La riduzione rispetto all’anno scorso è quindi di 84,2 milioni di euro. Mentre in quello del ministero dell’Università e la Ricerca, il diritto allo studio nell’istruzione universitaria viene ridotto a 25,7 milioni da 100, tagliando 74 milioni…. Il computo dei tagli che la Finanziaria porterà a scuola e università è stato calcolato dai deputati del Partito democratico che fanno parte della commissione Cultura… Nello specifico hanno registrato una riduzione di 123,3 milioni di euro per l’istruzione prescolastica e di 780,1 milioni di euro per l’istruzione primaria. Per l’istruzione secondaria di primo grado e di secondo grado vengono ridotte rispettivamente di 208,3 milioni e di 841,6 milioni di euro, mentre per l’istruzione post-secondaria, (quella per gli adulti) il taglio è di 7,8 milioni di euro….“Con un colpo secco – dice la capogruppo PD in commissione Cultura Manuela Ghizzoni – il governo ha abolito la gratuità dei libri di testo nella scuola elementare per il 2011 e ridotto di oltre il 75 per cento i fondi per le borse di studio nelle università…”. Anche lo scorso anno le proteste erano state analoghe e, sotto pressione, alla fine il governo aveva trovato i 103 milioni di euro mancanti nel decreto milleproroghe natalizio. Questa volta sarà più difficile, perché il decreto di fine anno varrà sette miliardi ma gran parte di questi soldi sono già stati promessi in quello che Tremonti definisce “Piano sviluppo”. Al ministro della Cultura Sandro Bondi servono soldi per il fondo per lo spettacolo, Stefania Prestigiacomo reclama 100 milioni per il dicastero dell’Ambiente, poi ci dovranno essere gli 800 milioni di copertura finanziaria della riforma universitaria. E trovare le risorse per i libri di testo gratuiti sarà ancora più arduo che nel 2009.

 
ItaliaOggi - 29 ottobre 2010
"Badge contro gli alunni fannulloni”
Alessandra Ricciardi ragguaglia sulla conferenza stampa tenuta ieri a Palazzo Chigi, nella quale i ministri Gelmini e Brunetta hanno enunciato la svolta digitale della scuola: collegamento scuola-famiglia on line e via sms, per le informazioni su profitto e assenze degli alunni. Si avvieranno, altresì, modalità informatizzate e chiamata via sms per i supplenti; il ministro Brunetta e il Ministro Gelmini hanno presentato un progetto per avvisare “in tempo reale”, su pc e cellulari, gli insegnanti precari comunicando loro un incarico di supplenza. In telefonate e telegrammi, in atto, si ha una spesa annua di 20 milioni che sarebbe evitata dal 2011 convocando i supplenti con mail sulla casella Pec dell’aspirante supplente.
Da novembre, le scuole che aderiranno alla sperimentazione potranno dare un tesserino elettronico, uno School-pass, agli studenti che ne registrerà entrate e uscite. Comunicando poi le relative assenze direttamente ai genitori, via sms…. Per gli insegnanti e i dirigenti scolastici non po’ essere reso obbligatorio l’uso del marcatempo…. Il Badge servirà anche ad accedere ai servizi quali la mensa, la biblioteca, la fotocopiatrice. Sono già circa tre milioni gli studenti in possesso dei tesserini nominativi…. Entro la fine dell’anno, i dirigenti scolastici saranno dotati, al pari di tutti gli altri dipendenti pubblici, della loro posta certificata; questo consentirà di stipulare on line i contratti con i supplenti, aventi valore legale…. Per le scuole superiori che si doteranno del portale dei servizi alle famiglie, è previsto un contributo di mille euro.

 
ModenaQui - 29 ottobre 2010
"Brunetta: trecentomila dipendenti pubblici in meno, entro il 2013”
La sforbiciata negli organici sarebbe dell’8,4%.
Niente licenziamenti di massa, si intende, ma un lento lavoro ai fianchi, effetto dei contratti di lavoro flessibile, e soprattutto del blocco del turn over. Oggi, infatti, salvo alcune eccezioni, è possibile sostituire solo il 20% dei pubblici dipendenti andati in pensione. “Negli anni 2008/2009”, indica poi il documento presentato da Brunetta ieri nel corso di un convegno,”il personale si è ridotto di quasi 72.000 occupati scendendo a circa 5,5 milioni di unità”.

 
IL MATTINO - 30 ottobre 2010
"Stipendi ai prof.? Scatti di merito, non per anzianità”
Intervista rilasciata al Ministro Gelmini ad Antonio Troie: la Gelmini difende la linea Tremonti (Abbiamo evitato di fare la fine della Grecia), e la riforma scolastica. Nessuna preoccupazione per le proteste degli studenti (in autunno sono una consuetudine). La cultura del ’68 ha distrutto la Scuola, e la Sinistra non fa che difendere il passato. E’ ora di cambiare. Annuncia: Abbiamo sbloccato 1 miliardo per la ricerca al Sud.
Non è per niente scoraggiata dalle proteste che un giorno sì e un altro pure la prendono di mira per le sue riforme. No, Mariastella Gelmini, ministro dell’Istruzione va avanti per la sua strada…. Ha appena terminato il suo intervento al convegno (a Capri)dei giovani industriali, e nell’intervista al Mattino annunzia di avere appena sbloccato 1 miliardo per la ricerca nel Sud. “Nel 2012, con il rinnovo del contratto nazionale, vogliamo finalmente superare il meccanismo obsoleto degli scatti di anzianità, che non ci consente di distinguere tra i professori bravi e quelli meno bravi. Vogliamo invece introdurre un sistema che premi il merito… Non si può nascondere la polvere sotto il tappeto continuando a difendere un sistema che non funziona…. Abbiamo appena fatto partire il bando per i distretti tecnologici. Si tratta di un investimento di 900 milioni concentrato nelle quattro regioni dell’Obiettivo di Convergenza (Campania, Calabria, Puglie e Sicilia). C’è poi uno stanziamento di 50 milioni riservato ai giovani ricercatori italiani. Anche qui vogliamo premiare i migliori progetti e riportare in Italia i cervelli fuggiti… Non possiamo continuare ad alimentare la speranza di avere un esercito di ricercatori a vita. Bisogna mettere la parola fine ad una sorta di precarizzazione di questi giovani e offrire una prospettiva reale di lavoro e ricerca, superando una situazione di stallo che dura da decenni: l falso egualitarismo alimentato dalla cultura del ‘68….

 
Il Manifesto - 30 ottobre 2010
"Gli insegnanti perdono fino a 1800 euro all’anno”
In un articolo di Roberto Ciccarelli alcun aspetti della prossima manovra (Legge di Stabilità; la ex Finanziaria) che riguardano Scuola e Università.
Chi prende seriamente le sorti della finanza pubblica teme che nel Milleproghe non verrà ridiscusso il blocco degli automatismi stipendiali stabilito dalla finanziaria estiva. Era stato questo l’impegno preso dalla stessa Gelmini quando la riforma dell’Università è stata approvata a Giugno al Senato. E con questo lasciapassare aveva ottenuto il voto dei finiani….Nella bozza di bilancio in discussione nelle commissioni della Camera, i tagli previsti dalla manovra estiva restano intatti, mentre i risparmi ottenuti dal massiccio pensionamento nella scuola e università verranno incamerati dal Ministero dell’Economia. Se così fosse, per gli insegnamenti dell’elementare a metà carriera, reddito lordo 23mila euro, alcuni studi hanno quantificato la perdita in 1823mila euro all’anno. Per i ricercatori e i professori universitari la perdita media complessiva prevista per il prossimo triennio varierà dai due a cinque mila euro annui… Il Fondo per il diritto allo studio è passato, in due anni, da 246 a 25 milioni di euro. L’università dovrà forse accontentarsi di 800 milioni per pagare gli stipendi e le tredicesime. Più qualche spicciolo per finanziare 4500 assaggi di ruolo a professore associato, da parte dei ricercatori…

 
Il Giornale di Sicilia - 30 ottobre 2010
"La protesta al balcone”
Gli studenti di Palermo stendono uno striscione dal balcone del Comune.
Sono scesi in strada per una nuova protesta contro la riforma della Scuola. Ma poi sono anche riusciti a “violare” Palazzo delle Aquile, sede del Comune e a esporre per pochi minuti al balcone principale uno striscione polemico contro i pochi stanziamenti dell’amministrazione municipale per gli istituti cittadini, prima che l’intervento dei vigili urbani li inducesse a desistere, non senza qualche momento di tensione…

 
Il Mattino - 2 novembre 2010
"Italiano e matematica. Test anche nei licei”
Una recente Direttiva ministeriale per l’a.s. 2010/2011 fissa i nuovi compiti dell’INVALSI, ampliandone le attività d’istituto: dovrà predisporre per le seconde classi superiori prove di valutazione degli apprendimenti relative a grammatica, comprensione del testo e matematica; saranno somministrate nel prossimo maggio. Nel 2012, le prove oggettive standard per tutto il territorio nazionale saranno introdotte anche agli esami di Stato conclusivi della scuola secondaria di secondo grado.
Test Invalsi in italiano e matematica anche per i ragazzi delle superiori. A maggio, i 15enni delle classi seconde dovranno cimentarsi per la prima volta con le prove nazionali che hanno già coinvolto, negli scorsi anni, i ragazzini di primaria e medie. Dovranno dimostrare come se la cavano con i numeri, la grammatica, la comprensione del testo, sottoponendosi a test uguali in tutta Italia. I risultati non faranno media ma saranno utili al Miur e all’INVALSI per capire qual è il livello di apprendimento… Gli ultimi rilevamenti sulle conoscenze dei 15enni li ha fatti l’Ocse, che ha bocciato sonoramente l’Italia….Per i test di primavera, l’Invalsi deve stampare e consegnare 4 milioni di questionari per i piccoli e un altro milione per i più grandi. Ma quanto costa rilevare gli apprendimenti? Poco più di 2 euro per studente… La legge del 2004 che ha istituito l’Invalsi ha assegnato all’Istituto un finanziamento di quasi 11 milioni andato scemando negli anni …. la situazione finanziaria generale rischia di mettere un freno all’attività dell’Invalsi: per il 2011, la Finanziaria ha tagliato… un altro milione di euro all’Invalsi e all’Ansas… Quest’anno scolastico sono in programma anche le nuove rilevazioni internazionali OCSE sui quindicenni e sulle capacità di lettura e matematica dei piccoli.

 
la Repubblica.it - 2 novembre 2010
"Addio alle borse di studio. Tagliato il 90% dei soldi”
Ridotti i fondi per gli atenei: per il 2011 la Gelmini prevede solo 26 milioni. Oltre 180mila studenti hanno diritto all’assegno ma 8 su 10 non lo riceveranno.
Arrivano tagli che sono colpi d'accetta e servono a celebrare nuove amputazioni nella scuola italiana. Con un passaggio della manovra finanziaria fin qui rimasto nascosto il ministro Maria Stella Gelmini, sotto la scorta del suo tutore Giulio Tremonti, ha decretato la fine dell'istituto della borsa di studio. Un taglio ai finanziamenti del 90%. Un'altra morte per mancanza fondi, nella scuola ai tempi della Gelmini, dopo la riduzione del tempo pieno, la cancellazione delle graduatorie dei ricercatori, la soppressione di alcuni atenei. È nata con la liberazione d'Italia, Regio decreto 574 del 1946, la borsa di studio universitaria e ha accompagnato l'evoluzione della democrazia scolastica offrendo fino al 2001 una possibilità di mantenimento a studenti in corso, fuori sede, sotto le soglie dell'Isee, meritevoli. In due anni, con il colpo d'accetta tirato lo scorso 14 ottobre sul tavolo del penultimo Consiglio dei ministri, l'ammontare in euro delle borse da erogare è passato da 246 milioni a 25,7. Un -89,55% che peggio di così c'è solo la loro soppressione. E nel 2012 si arriverà a 13 milioni scarsi trasformando la borsa universitaria in un premio per élite scelte. Questa - 25,7 milioni - è la quota di finanziamento governativo per il 2011 all'interno di un sistema, quello delle università, fortemente regionalizzato. Già. Lo stato di crisi generale delle Regioni italiane, in particolare al Sud, abbatte le residue speranze. Così oggi su una platea di 184.034 aventi diritto, l'80 per cento non prenderà quei mille, a volte duemila euro (si decide per bandi regionali) che spesso rappresentano una necessità per gli studenti che li ricevono… Gli iper tagli dell'assegno universitario dicono come il fragile welfare studentesco italiano stia franando e contribuisca ad acuire le distanze tra università del Sud e del Nord: è sempre più intensa, infatti, la salita di ventenni meridionali alla ricerca di università dalla borsa di studio possibile. Piemonte, Toscana, Emilia sono regioni che ancora possono dare concretezza alle promesse scritte sui bandi annuali. Chi ha un reddito familiare (della famiglia di provenienza) sotto i 17mila euro, oggi può accedere alla possibilità di un finanziamento pubblico. E se ottiene medie scolastiche sopra la media, può entrare nella graduatoria degli aventi diritto. Nella maggior parte dei casi inutilmente: per otto studenti su dieci non ci sono soldi. Tra l'altro, le graduatorie regionali del 2010 sono per definizione amministrativa "definitive non confermate". Cioè, non valgono nulla fin qui: l'autunno è inoltrato e gli studenti d'ateneo ancora non sanno a chi toccherà lo scalpo della borsa di studio. Dall'assegno universitario istituito nel 1963 e immaginato come un pre-salario - 200mila lire per gli studenti che vivevano nella loro città, 360mila lire per i fuori sede - alle norme del 1991, scritte per "rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che di fatto limitano l'uguaglianza dei cittadini nell'accesso all'istruzione superiore e per consentire ai capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, di raggiungere i gradi più alti degli studi", alle ultime definizioni legislative dell'aprile 2001 la borsa di studio ha seguito, e a volte anticipato, le conquiste lavorative e civili del paese. Nelle ultime due stagioni il governo Berlusconi ha smantellato tutto. E se, come rileva una tesi presentata quest'anno a Scienze politiche della Sapienza, "Il diritto allo studio universitario in Italia", l'80 per cento dei meritevoli e bisognosi studenti italiani non percepisce l'assegno meritato, in Francia si scende al 70%, in Germania al 60%, in Olanda addirittura al 4%. D'altronde l'Italia, appare sempre meno un caso, resta il paese con il tasso d'abbandono universitario più alto.

 
ItaliaOggi - 2 novembre 2010
"L’Italia alla sfida della valutazione”
Sulla valutazione di sistema, da un punto di vista dottrinale, l’articolo di Antonio Cocozza, docente presso Luiss Guido Carli e Università Roma Tre.
Il tema della valutazione, finalizzato al miglioramento dei risultati, rappresenta ormai un obiettivo non più rinviabile. Con l’esplosione della globalizzazione dell’economia… l’adeguatezza dei processi e la qualità degli output dei sistemi educativa svolgono un ruolo primario ai fini della capacità di innovare per migliorare i risultati sociali ed economici complessivi. A questi tre livelli bisognerebbe aggiungere un quarto livello di valutazione, che è quello nazionale di sistema scolastico ed educativa, che attiene alla misurazione dell’adeguatezza dei risultati di apprendimento degli studenti, rispetto agli standard internazionali Ocse-Pisa, Iea-Pirls, o analizzati nei report Education at a Glance, ma anche quello dell’efficacia delle politiche educative… L’elaborazione di un’efficace valutazione di sistema dovrebbe essere basato su un percorso aperto ma orientato strategicamente a prendere in esame e a delineare le seguenti cinque variabili: strategia e finalità della valutazione; tipologia dei soggetti coinvolti e grado di appropriatezza delle modalità di coinvolgimento; livello di strutturazione degli strumenti impiegati nella ricerca dei dati; congruenza dell’utilizzo dei risultati derivanti dal sistema di valutazione; azioni di miglioramento attivate sulla base della valutazione dei risultati … .In questi ultimi anni, a livello europeo sono state assunte molte iniziative… Sulla questione più calda, relativa alla valutazione dell’attività degli insegnanti, sulla base di una ricerca comparativa finanziata dalla Commissione europea, svolta negli ultimi anni da Eurydice,… troviamo le seguenti modalità: ispezione degli insegnanti a titolo individuale o collettivo (in quasi tutti i Paesi europei, salvo che in Italia e Lussemburgo); autovalutazione dell’istituto (Repubblica Ceca, Portogallo, Islanda, Regno Unito); valutazione individuale effettuata dal capo d’istituto (Belgio, Bulgaria, Francia, Olanda, Polonia); valutazione individuale effettuata da pari (Grecia, Lettonia, Slovenia, Slovacchia). In quest’ambito, la Svezia e la Finlandia hanno adottato un sistema di valutazione in cui è prevista una procedura contrattuale nazionale che coinvolge le OO.SS., la cui gestione è affidata al D.S. o al comune di appartenenza della scuola, che premiano i docenti in base ai risultati e nell’ambito di un budget prestabilito… Il datore di lavoro (il Comune) prevede 3 giorni di formazione obbligatoria all’anno, per ciascun docente…

 
Il Messaggero - 3 novembre 2010
"Finanziaria, si cercano i fondi per le scuole paritarie”
C’era da giurarci: Tremonti reintegrerà i finanziamenti per le scuole paritarie a breve, probabilmente mediante il “decreto Sviluppo”: quello che nella Legge di Stabilità (nuova denominazione della Legge Finanziaria) era sembrato un ridimensionamento, era soltanto un memento: pulvis es…. D’altra parte, in questo scenario para-elettorale, il consenso va coltivato.
Si allunga la lista dei bisogni da finanziare con nuove misure, entro la fine dell’anno. E’ il caso, per es., delle scuole paritarie per le quali ci saranno “provvedimenti ad hoc”, garantisce il ministro dell’Economia… Si cercano risorse anche per alcune voci del welfare, come il fondo non autosufficienti che ha visto un taglio di 400 milioni di euro. Il PD evidenzia anche il taglio alle borse di studio e chiede fondi per la difesa del territorio… Il fondo alle scuole statali, ha ricordato il Tesoro, è stato sistematicamente reintegrato… Sarà così anche nel 2011”.

 
Il Secolo XIX - 3 novembre 2010
"Destinati a 383 precari tre milioni per il sociale”
La Regione Liguria destina una quota del FSE per i precari della scuola.
La Regione Liguria utilizzerà 3 milioni di euro per collocare 383 precari della scuola, tra insegnanti, amministrativi e tecnici (riconosciuti con il decreto 68 del 2010) che verranno impiegati in progetti di lavoro sull’integrazione degli immigrati, sul rapporto scuola-extrascuola, sull’orientamento, sul rafforzamento dei processi legati alle forme di alternanza scuola-lavoro.
Libero Quotidiano - 4 novembre 2010
"Scuola privata: Giulio trova i soldi”
Segnali di fumo: Il titolare dell’Economia incontra i vertici vaticani e risponde con i fatti alle accuse di Avvenire. Il commento di Franco Bechis: Giulio accontenta la Chiesa aumentando i fondi alle scuole private… Prove per far andare avanti la legislatura ?
Perfino Gianni Letta, gentiluomo di Sua Santità, è rimasto sorpreso. Da mesi nel governo il punto di riferimento centrale per il Vaticano è il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti E’ stato il presidente dello IOR Ettore Gotti Tedeschi ad annodare il rapporto con pazienza, a presentare Tremonti prima al cardinale Tarcisio Bertone, e poi a papa Benedetto XVI….Il ministro dell’Economia, da qualche giorno, era bersagliato da una raffica di articoli critici del quotidiano dei vescovi italiano Avvenire, per i tagli in tabella alla scuola cattolica….Il bel gesto è arrivato direttamente dal ministro: in un comunicato ha ufficializzato il reintegro dei 200 milioni per il 2011.

 
Il Tempo - 5 novembre 2010
"La Gelmini premia 34 studenti eccellenti”
Roma, Accademia dei Lincei, la Gelmini ha una soddisfazione.
Oggi è davvero una bella giornata per la scuola italiana, mi riempie di gioia e soddisfazione perché i risultati raggiunti da questi ragazzi mettono in evidenza tutta la potenzialità della scuola del nostro Paese”.
Lo ha detto il Ministro Gelmini… nel premiare 34 studenti eccellenti, di ogni parte d’Italia, che sono risultati tra i finalisti delle olimpiadi internazionali di matematica, informatica e scienza della terra.

 

 

Education 2.0 (rivista telematica) - 18 ottobre 2010
"I nuovi licei: chi ci libera da Gentile ?”
░ Le indicazioni di Maurizio Tiriticco circa la necessità di superare il discrimine studi elitari / studi tecnico-professionali, per dare un impianto unitario alla scuola secondaria superiore.
Si è svolto lo scorso 11 ottobre, nell’aula magna della Luiss di Roma, il convegno “Nuovi licei: l’avventura della conoscenza”, organizzato dalla Fondazione per la Scuola, Compagnia di San Paolo. Le relazioni sono state tutte di alto profilo… . Ha introdotto i lavori Anna Maria Poggi, Presidente della Fondazione; li ha conclusi Max Bruschi, consigliere del Ministro Gelmini… Il tutto estremamente ricco e stimolante, però... il volare alto nel campo della conoscenza è sempre un’ottima impresa, altra cosa, invece, è il volare “basso” nel campo dei concreti apprendimenti e della loro organizzazione in termini di istituzioni scolastiche. Ho quindi avvertito questo profondo iato tra le suggestioni colte della ricerca e la realtà di un riordino del secondo ciclo di istruzione che qualcuno ci rappresenta come una riforma epocale! Il nodo del mancato riordino è nelle sue stesse definizioni. Nel Regolamento dei licei leggiamo: “I percorsi liceali forniscono allo studente gli strumenti culturali e metodologici per una comprensione approfondita della realtà, affinché egli si ponga, con atteggiamento razionale, creativo, progettuale e critico, di fronte alle situazioni, ai fenomeni e ai problemi, ed acquisisca conoscenze, abilità e competenze coerenti con le capacità e le scelte personali e adeguate al proseguimento degli studi di ordine superiore, all’inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro” (art. 2, c. 2). Nel Regolamento degli istituti tecnici leggiamo che questi si propongono “l’obiettivo di far acquisire agli studenti, in relazione all’esercizio di professioni tecniche, saperi e competenze necessari per un rapido inserimento nel mondo del lavoro e per l’accesso all’università e all’istruzione tecnica superiore” (art. 2, c. 1). Nel Regolamento degli istituti professionali leggiamo che la loro identità “si caratterizza per una solida base di istruzione generale e tecnico-professionale, che consente agli studenti di sviluppare, in una dimensione operativa, saperi e competenze necessari per rispondere alle esigenze formative del settore produttivo di riferimento, considerato nella sua dimensione sistemica per un rapido inserimenti nel mondo del lavoro e per l’accesso all’università e all’istruzione e formazione tecnica superiore” (art. 1, c. 1). Nulla di nuovo sotto il sole: le canne d’organo tradizionali della nostra istruzione secondaria sono chiaramente replicate… Dov’è la riforma epocale che avrebbe dovuto offrire ai nostri giovani percorsi senz’altro “diversi”, ma non così puntualmente “diversificati”? Dov’è l’eguaglianza dei cittadini nei confronti della cultura o, se si vuole, del diritto all’istruzione? Una “riforma epocale” avrebbe dovuto proporre per tutti in primo luogo obiettivi comuni di alto profilo, e solo in seconda istanza obiettivi differenziati, a seconda della tipologia degli studi. Il fatto è che si ha ancora della cosiddetta cultura una visione verticale, non orizzontale: esiste una cultura alta, per pochi, e poi a scendere una sorta di sottoculture, quella tecnica, professionale…
Un Paese avanzato, o che si dice tale, non può più ragionare in questi termini né in tali termini costruire il suo sistema di istruzione. Si tratta di quella stratificazione sociale, dal più al meno, che un sistema educativo di istruzione e formazione dovrebbe contrastare, non legittimare. In effetti, i tre percorsi dell’istruzione secondaria, così differenziati, non fanno altro che riprodurre i condizionamenti sociali proposti ed imposti dal sistema socio-economico. E che la scuola possa dare a tutti tutto è sempre l’auspicio dei Comenio, Don Milani, Paulo Freire, Bruner…
E’un impegno costituzionale, poi tradotto nel Regolamento dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, quello di garantire il “successo formativo” a tutti i soggetti in apprendimento. E tale successo può essere garantito almeno a due condizioni: a) che le competenze terminali dell’obbligo di istruzione decennale siano raggiunte da tutti gli studenti dei singoli bienni secondari in forza di quella “equivalenza formativa di tutti i percorsi”, di cui al dm 139/07; b) che le competenze terminali dei successivi trienni, per quanto riguarda sia l’esercizio della cittadinanza attiva che la dimensione culturale, costituiscano un unicum inscindibile e comune a tutti gli studenti… Dei tre Regolamenti citati, il primo procede spedito per la sua strada neogentiliana: e non è un caso che il referente normativo a cui attinge è quel d.lgs 226/05, con cui il Ministro Moratti aveva disegnato ben otto licei, mandando a carte quarantotto sia l’istruzione tecnica che quella professionale… Gli altri due Regolamenti hanno il loro referente nella legge 40/07 con cui il Governo Prodi volle restaurare la statalità dell’istruzione tecnica e professionale, pur forzando la lettura del citato Titolo V. Il fatto è che ancora sono in molti ad essere prigionieri, e partecipi, di uno stereotipo: che esista una cultura con la C maiuscola che sia appannaggio di pochi, una palestra in cui si discute e ci si “diverte”, si cercano approcci e soluzioni “diverse”; mentre per i più siano sufficienti conoscenze semplicemente acquisite e che siano “utili” in una immediata applicazione lavorativa. 
 
Il Secolo XIX - 22 ottobre 2010
"E il cavaliere gelò la Gelmini”
░ Nella rubrica “retroscena”, Giovanni Palombo ipotizza il perché della rivolta degli “emergenti” contro il Ministro dell’economia (che le avrebbe appellate “massaie isteriche”),e il perché della difesa che il premier ha fatto di Tremonti.
Due giorni fa Silvio Berlusconi ha cercato di compattare il partito, e durante l’ufficio di presidenza ha predicato unità vietando cene, riunioni separatiste e incontri carbonari, Ma sotto traccia il PDL appare sempre più spaccato, con conseguenza anche sul governo. E’ capitato che al termine della riunione a Palazzo Grazioli Maria Stella Gelmini abbia cercato di salutare il presidente del Consiglio; i due, oltre che da un rapporto di collaborazione sono legati da tempo da una amicizia strettissima. Raccontano però che il Cavaliere abbia tenuto un atteggiamento freddo, allungando a stento la mano. Il ministro è l’ideatore di “Liberamente”, la fondazione che…  Dietro la freddezza dell’inquilino di Arcore nei confronti della Gelmini si cela un altro motivo. La spaccatura tra Tremonti e la maggior parte dei ministri del Governo. Durante le ultime riunioni del cdm, il responsabile dell’economia ha avuto duri scontri con la Gelmini, chiamandola una volta “massaia”, mentre altri epiteti sono stati usati per la Prestigiscomo che, a detta del professore di Sondrio, si fa prendere troppo di frequente da atteggiamenti isterici. Risaputi i duelli verbali con Bondi, cui Tremonti non ha mai risparmiato punture di spillo anche particolarmente colorite. Ebbene, molti ministri hanno chiesto l’intervento censorio di Berlusconi che non c’è stato…  
 
Avvenire - 23 ottobre 2010
"Scuola: si dal governo a 16.5oo assunzioni”
░ Nella seduta del 22 ottobre il CdM ha autorizzato formalmente l’assunzione degli insegnanti, ATA e dirigenti scolastici (erano già stati nominati a fine agosto scorso per l’anno scolastico in corso). In Lombardia il numero maggiore delle immissioni in ruolo. Ben 5mila, in tutta Italia, le assunzioni a tempo indeterminato per il Sostegno. I sindacati sollecitano al governo un’inversione di tendenza, nelle assunzioni, perché le necessità del comparto diventano vieppiù pressanti di anno in anno, e non è detto che il Ministero di Viale Trastevere potrà continuare, sotto esame da parte della giustizia amministrativa, a risparmiare nominando i supplenti e non il personale a tempo indeterminato.
Ieri dal Consiglio dei Ministri è arrivata l’autorizzazione ad assumere 170 dirigenti scolastici, 10mila docenti e 6500 persone con la qualifica ATA… In totale sono 232.048 gli insegnanti iscritti alle GaE della scuola… Nell’a.s. 2007/2008 le immissioni in ruolo furono 50mila, praticamente dimezzate nei due anni successivi, e ridotte a 10mila con l’attuale a.s. Per la prima volta ci sono molte province (27) e tre regioni (Campania, Puglia e Sicilia) che a livello di scuola primaria non avranno nemmeno una nomina…. Buona parte dei posti andranno ai docenti di sostegno… a seguito dell’attuazione di quanto disposto dalla legge finanziaria 2008 che aveva introdotto la copertura graduale, fino al 70% del totale, dei posti a supporto degli alunni diversamente abili… Saranno impiegati come insegnanti di sostegno 5.022 nominati; il resto suddiviso tra scuola dell’infanzia (1680), elementari (790), medie (1740), e superiori (726). Tra gli ATA, 1232 saranno gli assistenti amministrativi, 402 gli assistenti tecnici, 60 i cuochi, 4553 i collaboratori scolastici, più altre figure specializzate.
 
L’Unità - 23 ottobre 2010
"Più di 100 scuole in agitazione, protesta sempre più estesa”
░ Il quadro della protesta studentesca in tutta Italia.
L’Unione degli studenti ha fornito ieri un quadro riassuntivo delle agitazioni già avviate, da cui scaturisce ce sarebbero oltre 100 le scuole dove sono in corso assemblee straordinarie, periodi di didattica alternativa, autogestioni ed in certi casi vere e proprie occupazioni. “Solo in Campania – fa sapere l’”Associazione studenti medi” – sono 400 le scuole in agitazione, 30 in Toscana, soprattutto a Firenze e Viareggio, 20 in Calabria e a macchia d’olio l’agitazione studentesca si sta spandendo in tute le regioni.  
 
Corriere dell’Umbria - 25 ottobre 2010
"Fra quattro anni serviranno 3000 prof per insegnare una materia “nuova” in lingua straniera”
Il numero dei insegnanti necessari a coprire il fabbisogno delle 21.000 classi di liceo che tra quattro anni saranno impegnate nella “CLIL”, cioè nell’insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera ammonta a 3000. Al momento – riferisce la UIL-Scuola – ci sono 625 scuole con 1000 docenti che insegnano già la loro disciplina con questo metodo. Ulteriori 1000 docenti con un livello medio-basso di conoscenze linguistiche potranno  consolidarle attraverso la frequenza di corsi.. E un’ulteriore quota sarà invece formata  attraverso percorsi formativi di carattere universitario con accordi specifici e collocazioni sui centri linguistici di ateneo.
 
IL TIRRENO - 25 ottobre 2010
"Dovrà risarcire 718MILA Euro”
░ Ex dsga che dal 1987 al 2002 ha sottratto alla cassa scolastica costantemente cifre dai pagamenti di gite e fornitori, dovrà risarcire.
Per almeno 15 anni aveva fatto la cresta sui pagamenti delle gite scolastiche e dei fornitori. Dopo la magistrature ordinaria tocca ora a quella contabile punire ‘ex dirigente, Rosa Rita Macaluso, 56 anni…., colpevole di aver procurato un danno erariale e di immagine allo Stato: la Corte dei Conti l’ha condannata a risarcire 718mila euro a favore del Miur. All’epoca dei fatti rivestiva il ruolo di direttrice dei servizi generali e amministrativi del Liceo scientifico Salutati di Montecatini. Chiusa il 6 dicembre 2006 la vicenda giudiziaria con un patteggiamento a 2 anni e 8 mesi di reclusione per falsità ideologica in atti pubblici, soppressione, distruzione e occultamento di atti e peculato, la dirigente era finita sotto la lente della giustizia contabile per essersi intascata un fiume di denaro… 
 
IL SOLE24ORE - 25 ottobre 2010
"Scuola lassista”
░ Dalla rubrica “Lettere”. L’autore, evidentemente, ritiene che un concorso a cattedre sia più efficace, nel preparare e selezionare gli insegnanti, rispetto a una prova selettiva in entrata, più un corso di 1200 ore e una prova conclusiva con valore concorsuale; e addebita a ciò la crisi di l’autorevolezza dei docenti. Ad ogni modo, questa è la percezione non raramente che la pubblica opinione ha della scuola, e non va sottovalutata.
I diplomati usciti dalla scuola secondaria sono la quasi totalità degli studenti in Italia, a solo il 68% in Francia e il 66% in Germania. All’inflazione di promozioni e voti alti non sempre corrisponde una preparazione approfondita.. In Italia, le più recenti tecniche di reclutamento degli insegnanti escludono normalmente il concorso selettivo. Si sono via via indeboliti sia gli obiettivi di trasmissione del sapere che l’autorevolezza e le prerogative dei docenti… L’antico autoritarismo è stato sostituito dall’”alunnocentrismo” con eventuale lassismo. Alcuni dei diplomati, poco flessibili e non allenati allo studio duro e all’eventualità di sconfitte – stentano ad occuparsi, qualora temano le alee del lavoro autonomo e pretendano il posto tranquillo e sicuro.
 
ItaliaOggi - 26 ottobre 2010
"Per le 150 ore di formazione è il momento della richiesta”
Il personale docente e quello amministrativo, tecnico e ausiliario… in servizio con contratto a t.i. o a t.d. di durata annuale o al termine delle attività didattiche può chiedere di tornare ad essere studente utilizzando le 150 ore di permesso retribuito di cui all’art. 3 del dpr 23 agosto 1988 n. 395. la specifica domanda va presentata per via gerarchica al dirigente dell’Ufficio scolastico della provincia in cui si presta servizio, entro il 15 novembre. I permessi, di durata annuale possono essere utilizzati dal primo gennaio al 31 dicembre e, pertanto, in un periodo a cavallo di 2 anni scolastici. Le 150 ore di permesso possono essere autorizzate per frequentare corsi finalizzati al conseguimento di un diploma di laurea triennale o specialistica e di un diploma di scuola secondaria di pari grado a quello già posseduto (per il personale ATA) finalizzato al conseguimento del titolo di studio proprio della qualifica di appartenenza. … Tra gli obblighi cui è tenuto il personale che fruisce delle ore di permesso, quello di maggior rilievo riguarda la presentazione al proprio d.s. di idonea certificazione i n ordine alla iscrizione e alla frequenza dei corsi, nonché agli esami sostenuti…. Tutte le ore di permesso utilmente fruite sono considerate di sevizio effettivo sia sotto il profilo retributivo che previdenziale. 
 
ItaliaOggi - 26 ottobre 2010
"Sanzioni fino al licenziamento”
░ Gli UU.SS.RR stanno definendo il codice di disciplina per i dirigenti scolastici, in attuazione dell’art.16 del contratto della dirigenza scolastica. 
Le punizioni previste vanno dalle sanzioni pecuniarie alla sospensione dal servizio, fino al licenziamento disciplinare. Le sanzioni più lievi comportano l’esborso di denaro da parte dei dirigenti da un minimo di 150 a un massimo di 350 euro. Le situazioni antidoverose punite in questo modo riguardano prevalentemente i comportamenti non conformi alla buona educazione. Per esempio gli alterchi e le scorrettezze sia nei riguardi dei superiori che dei dipendenti e degli utenti. Oppure l’accettazione di regali di non modico valore o l’inosservanza non grave dei doveri d’ufficio. Idem per l’inosservanza degli obblighi previsti in materia prevenzione degli infortuni e di sicurezza sul lavoro… La sospensione dal servizio, senza retribuzione, fino a 15 giorni è prevista per i comportamenti reticenti circa un procedimento disciplinare in corso. Che sale fino al massimo di tre mesi con la mancata attribuzione della retribuzione di risultato, per un importo pari a quello spettante per il doppio del periodo di durata della sospensione, nel caso di inadempienze o inerzie a seguito di condotte antidoverose dei dipendenti. La sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da un minimo di tre giorni fino ad un massimo di tre mesi è prevista nel caso in cui la condotta del dirigente abbia esposto l’amministrazione a condanna al risarcimento danni….  E’ prevista invece la sospensione da un minimo di tre a un massimo di sei mesi, con sospensione della retribuzione, in caso di comportamenti anche di rilievo penale… Il licenziamento disciplinare è previsto, infine, in una serie di ipotesi gravi, anche di rilievo penale.
 
ItaliaOggi - 26 ottobre 2010
"Sanatoria, il caso Sicilia fa legge”
░ I candidati bocciati sono stati rimessi in gioco da un decreto (primo firmatario l’on.Siragusa del PD) votato in VII commissione permanente della Camera da deputati di PD,PDl, Fli,Lega,UDC. Analogo consenso bipartisan è preannunciato in VII commissione del Senato, e il voto verrebbe espresso in sede legislativa, quindi conclusiva.
Dirigenti siciliani alla rinnovazione del concorso a Preside. Lo dovranno rifare perché l’intera procedura concorsuale alla quale hanno partecipato è stata travolta da due decisioni del 2009 della Corte di giustizia amministrativa di Sicilia. non dovranno tuttavia sostenere lo stesso numero di prove e non tutti dovranno sostenere un altro corso di formazione. Beneficeranno di una procedura semplificata. Sta per essere varata, infatti una legge che autorizza il Ministro dell’Istruzione a emanare, entro 30 giorni dall’entrata in vigore un decreto che stabilisca nuove modalità di svolgimento del concorso, limitatamente al caso della Sicilia. Dovranno sottoporsi a un altro esame, una prova scritta sull’esperienza maturata in questi tre anni di servizio, i dirigenti al quarto anno lavorativo, che l’amministrazione scolastica avrebbe dovuto licenziare ma che ha potuto trattenere in servizio grazie a un intervento legislativo ad hoc (l’art.1 comma 2 bis della legge 190/2009 di conversione del d.l. 170/2009)sono 426…. Se supereranno la prova scritta saranno confermati sulle sedi nelle quali sono ora assegnati, senza ulteriori passaggi concorsuali. Gli altri concorrenti, quelli che a suo tempo hanno superato le due prove scritte, partecipato al corso di formazione e superato l’esame finale dovranno anche essi affrontare una prova scritta su materia affrontata nel corso se vorranno mantenere, in caso di esito positivo, la loro posizione nella graduatoria generale di merito…. Infine, i concorrenti che nel 2004 avevano 
completato e consegnato gli elaborati delle due prove scritte, ma sono stati bocciati, sono ammessi alla rinnovazione della procedura concorsuale che avrà luogo… attraverso una nuova valutazione degli elaborati consegnati all’epoca; sono oltre mille. Se la nuova commissione li valuterà positivamente, potranno partecipare a un corso di formazione che dovrà concludersi con un colloquio selettivo. Gli uni e gli altri potranno essere assunti sui posti vacanti e disponibili che si libereranno negli anni 2010/2012, durante l’arco di validità delle rispettive graduatorie fissato in 24 mesi. E solo in Sicilia.
 
Il Messaggero - 27 ottobre 2010
"Valutazione, piace ai presidi la proposta della Gelmini”
░ Introduzione del merito nella carriera retributiva dei docenti, confronto di qualità tra le scuole, estensione del numero di alunni da sottoporre ai test INVALSI: la Gelmini è decisa a puntare in questa direzione. 
Si alla diffusione massiccia nelle classi dei test di valutazione INVALSI e alla pubblicazione dei risultati ottenuti dagli studenti, purché non si espongano i singoli voti ma i miglioramenti progressivi ottenuti dalle scuole. I presidi aprono alla proposta lanciata ieri dal ministro Gelmini….Sono anni che aspettiamo provvedimenti di questo tipo”, sottolinea Mario Rusconi, d.s. del Liceo Newton di Roma, nonché vicepresidente dell’ANP, “….Vogliamo poter contare su criteri standard di valutazione anche per mettere fine al caos dei giudizi dei singoli docenti che non sempre sono confrontabili tra loro”…. “L’idea mi trova d’accordo – conferma la preside Micaela Ricciardi - … E comunque andranno pubblicati i risultati “di sistema”, quelli d’istituto e non di singoli alunni o classi… Ma su queste novità si spaccano gli esperti. Per il pedagogista Benedetto Vertecchi: “Sono anni che si lanciano slogan senza arrivare mai ad un punto, anche perché c’è un dato di fondo che rende impossibile realizzare, ad oggi, certi progetti: la mancanza di risorse”.
 
Avvenire - 28 ottobre 2010
"Genitori all’attacco: operazione verità sui soldi alle scuole statali
░ In prima linea troviamo i genitori, nel quartiere generale intravediamo i gestori delle scuole paritarie. Ci sarebbe piaciuto un titolo esplicito. L’articolo di Paolo Ferrario prende spunto dalla notizia che la Commissione cultura della Camera ha deliberato, per il 2011, un taglio drastico (quasi metà) del finanziamento pubblico alle scuole, paritarie; fin qui lo stanziamento era stato costante negli ultimi 10 anni (534 milioni). Non si capisce bene come questo fatto possa avere sollecitato le “famiglie” a curiosare nei finanziamenti alle statali. Non bastano i tagli, ci si mettono pure Agesc, Fism e Fidae.
“Quello che sta succedendo non è né onesto nè corretto”. E’ semplicemente vergognoso”…. Maria Grazia Colombo, presidente dell’Agesc, l’associazione dei genitori delle scuole cattoliche, commenta così la notizia dei nuovi tagli per 253 milioni di euro, a partire del prossimo anno, per il sistema nazionale delle scuole paritarie. In pratica, se sarà confermato l’indirizzo emerso martedì in Commissione Cultura della Camera, rispetto ai 534 milioni erogati nel 2000 (e mai rivisti al rialzo da ormai 10 anni, con una perdita secca di potere d’acquisto pari ad almeno il 18%), la nuova sforbiciata sarebbe nell’ordine del 47%. Un palazzo per l’intero sistema che le famiglie non sono disposte a subire. “E’ troppo facile tagliare i fondi alle scuole paritarie – sottolinea Colombo, che ricorda come uno studente delle scuole libere costi allo Stato 3500 euro all’anno, contro i 7500 della scuola statale… Bastano poche cifre per dare la misura dell’aggravio di spesa per lo Stato: un bambino della scuola materna statale richiede, in media, un impegno finanziario di circa 6mila euro l’anno, contro i 500 euro di un bimbo dell’asilo paritario. “questi nuovi tagli”, ricorda Roberto Pisolini, presidente del Comitato politico scolastico Scuole non statali (CPS) -.arrivano quando le scuole hanno già stabilito le rette, anche calcolando il contributo statale. Se  adesso questo viene meno, i conti non tornano più. Tra altro, stiamo ancora aspettando la firma del ministro Tremonti che sblocchi finalmente i 130 milioni di euro cui la Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera il 7 ottobre”… 
 
Il Fatto Quotidiano - 28 ottobre 2010
"Scuola, ecco che cosa propone il Pd”
░ La responsabile Scuola del PD, Francesca Puglisi, replicando a un precedente articolo di Marina Boscaino pubblicato su Il Fatto Quotidiano , puntualizza le prospettive programmatiche per la scuola.
L’articolo di Marina Boscaino accusa il PD di non avere una visione propria sulla scuola e di “tubare” con il Ministro Gelmini sulla pelle di studenti e insegnanti, attraverso lo scambio epistolare ospitato dal Corriere con l’ex ministro Fioroni. Invece è con le proposte programmatiche votate dall’Assemblea nazionale del PD che il Ministro deve confrontarsi…. La scuola autonoma, per assolvere pienamente il proprio mandato educativo, dev’essere libera di organizzare la didattica per raggiungere l’obiettivo del successo scolastico. Per questo ha bisogno di una stabilità pluriennale di risorse finanziarie e professionali. Proponiamo quindi il superamento della distinzione tra organico di diritto e organico di fatto per passare all’assegnazione ad ogni scuola di un organico funzionale che includa, per reti di scuole, anche una quota di personale stabile per le supplenze brevi e professionalità specializzate a supporto degli alunni con bisogni speciali. Questo sistema comporterebbe….. vantaggi enormi come il superamento del precariato scolastico, la programmazione certa dei bisogni 
Di insegnanti e conseguente piano di reclutamento, la piena autonomia delle scuole. Questa piena autonomia necessità di un sistema nazionale di valutazione , indipendente dal ministero e responsabile verso il Parlamento, che includa la valutazione dell’intero sistema scolastico, delle scuole, dei dirigenti, dei docenti – su base volontaria in relazione all’avanzamento di carriera…. Occorre rendere immediatamente disponibili per le immissioni in ruolo a tempo indeterminato i posi attualmente ricoperti con incarico annuale… Tagliare i fondi all’istruzione significa tagliare il futuro al nostro Paese.
 

 

 Il Sole 24 ORE - 16 ottobre 2010

"Quotidiano in classe, adesioni da record”
░ Con 1,8 milioni di studenti, potenziali lettori, il quotidiano è un efficace strumento didattico. Resta da capire quante siano le copie effettivamente lette, e quante in aula con relativa attività didattica. Sono 17 le prestigiose testate coinvolte; da quest’anno anche l’Osservatore romano.
Sempre più giornali a scuola, per capire l’attualità con l’occhio puntato al digitale. E’ stata presentata ieri la XI edizione de “Il quotidiano in classe”, il progetto dell’Osservatorio permanente giovani editori, che raggiungerà quest’anno oltre 1,8 milioni di studenti degli istituti superiori…  E in più un novità tra finanza e hi-tech: la costituzione di un fondo privato al quale parteciperanno editori e imprese per portare una lavagna elettronica nelle oltre 4 mila scuole superiori italiane…. A fronte della crescita fatta registrare dal numero degli studenti coinvolti (che erano poco più di 97mila nell’edizione 200-2001), anche sul versante degli insegnanti si evidenziano grandi numeri… E poi, in maggio, al termine dell’undicesima edizione, si svolgerà un convegno a Borgo la Bagnaia (Siena) dedicato all’analisi dei risultati della ricerca che monitora le valutazioni dei giovani sulla qualità dei giornali.
 
l’Unità - 16 ottobre 2010
"COBAS SCUOLA, LA RIVOLUZIONE D’OTTOBRE. Tutta Italia in piazza contro la Gelmini”
░ Il 15 ottobre, in 13 città è stato giorno di protesta dei Cobas della scuola contro la gestione Gelmini dei tagli agli organici didattici. Gli studenti hanno manifestato a fianco dei precari; si calcola che centomila persone abbiamo sfilato per chiedere le dimissioni del ministro. Tensioni a Napoli;a Roma la manifestazione fin sotto le finestre  del ministro. 
La scuola deve diventare un bene comune da difendere. Proprio come l’acqua pubblica… Non basta la piazza, quella che servirebbe a questo scopo è una piccola rivoluzione culturale… I tagli hanno lasciato a casa almeno 25 mila supplenti annuali, per lo più nelle regioni del centro-sud.  E infatti ieri le piazza più partecipate sono state quelle di Palermo, Cagliari e Napoli. Roma, ovviamente, con il sit-in sotto il Miur, e i cortei…. Tutti insieme, studenti, ATA, docenti sotto al ministero, finché i Cobas non chiedono di potere sfilare fino al Montecitorio. Richiesta non accolta dalla Questura.
Gli organizzatori, a fine giornata, dicono che l’adesione allo sciopero è stata del 30% (ma il ministero dice del 3,1%), e che in tutta Italia in 100 mila hanno manifestato… A Napoli gli universitari hanno manifestato insieme a docenti e ATA; con loro anche qualche lavoratore delle società a partecipazione regionale, in crisi. Quando qualcuno prova ad allontanarsi dal concentramento autorizzato di Piazza Matteotti per raggiungere la prefettura, sono scontri con la polizia; un ricercatore precario viene fermato e oggi sarà processato, per direttisima, uno studente e tre poliziotti restano feriti.
 
La Repubblica - 16 ottobre 2010
"Le tute blu sfilano con gli studenti e i ricercatori precari”
░ Tomaso Clavarino riferisce della protesta a Torino: in migliaia per lo sciopero Cobas. Il prorettore Roda respinge la richiesta per lo stop alle lezioni. 
Ad appena 24 ore dai cortei spontanei di giovedì organizzati da studenti e ricercatori universitari, , il mondo della scuola ieri è tornato in piazza per protestare contro i tagli di risorse alle scuole pubbliche imposti dal governo. Il motivo ? Lo sciopero generale indetto dalla Cub scuola e dai Cobas…… A dar man forte a insegnanti, personale ATA e studenti medi e universitari, anche una delegazione di operai di Mirafiori e degli stabilimenti New Holland…
 
CORRIERE DELLA SERA - 18 ottobre 2010
"Ecco perché chi ha talento oggi fatica a emergere”
░ Francesco Alberini laudator temporis acti, per la sua rubrica Pubblico&Privato. Parola di sociologo.
Ci sono luoghi in cui, per un certo periodo, fioriscono i geni, in seguito torna la mediocrità….In tutta Europa la cultura sembra avvizzita… Quand’è che fioriscono i geni ? quanto la società ha slancio, ottimismo, fame di futuro e quindi di persone competenti e geniali. Come in Italia nel dopoguerra, quando tutti volevano lasciarsi alle spalle la miseria e creare prosperità. Ed erano pronti a lavorare duramente, a prodigarsi. Gli operai lottavano per diventare piccoli imprenditori, gli studenti facevano a gara per sapere di più. I più bravi erano subito richiesti dalle imprese…. Poi è venuta la globalizzazione e una crisi dei sentimenti morali collettivi; abbiamo una popolazione invecchiata, un’economia stagnante, una scuola scadente, un’università satellite di quelle anglosassoni, con studenti che non hanno più la passione di sapere. Tra cui si è radicato il devastante convincimento che chi fa bene, chi si prodiga, chi lavora duramente, chi merita non verrà ricompensato, non avrà successo. Mentre riuscirà chi è spregiudicato, chi appare in televisione, chi trova protezioni politiche.
Si è diffusa l’opinione che siamo in una “società liquida”, in cui non conta ciò che hai fatto, non valgono la lealtà, la parola data. Cosa non vera, perché se non resistessero questi valori, la società smetterebbe di funzionare. E anche nel lavoro vediamo che i giovani preparati, pronti ad adattarsi, lo trovano, ma con più fatica. Come fa più fatica chi ha grandi doti e si trova in un ambiente culturale che non lo aiuta e non lo capisce. Per riuscire deve avere na grande fede, un grande ideale… 
 
L’Unità - 18 ottobre 2010
"Gentile Ministro”
░ Concita De Gregorio, per la rubrica “Filo rosso”, invia una lettera aperta alla Gelmini. La strategia politica del centrodestra è puerile.
Parola di direttore.
Il patetico tentativo è questo: un centrodestra arrogante, protervo, sovente violento e ottuso, spesso corrotto e nel migliore dei casi servile. Una classe governativa incapace di concepire il bene comune come mandato, capace solo di fare il bene proprio…. Basta insinuare; la gente resterà col rovello. Così fan tutti. E’ un metodo al quale non sono estranei certi giornali… L’obiettivo è dimostrare che a Sinistra e a Destra sono uguali….
Il copyright è del centrodestra; non dimentichiamolo. Vediamo la sola cronaca di ieri: il Ministro Gelmini ha mandato gli ispettori a controllare una lapide e una bandiera che la onora. Dev’essere andata così: insieme alla colazione ha letto il Giornale, ha visto che anche a Livorno… c’è una bandiera rossa all’ingresso della scuola, e con sprezzo del riposo festivo ha inviato i suoi uomini a controllare che in quel coso di comunisti “l’istruzione sia garantita in modo imparziale da qualsiasi orientamento politico”. Gentile Ministro. Il teatro San marco di Livorno è un edificio storico in cui il 21 gennaio del 1921 Andrea Bordiga e Antonio Gramsci fondarono il Partito comunista. Quella lapide e quella bandiera lo ricordano. … In quello stesso isolato, da via laterale, si accede all’ asilo “l’Alveare”.
 
ItaliaOggi - 19 ottobre 2010
"Accessorio, serve il contratto”
░ Una nota inviata dalla Ragioneria dello Stato chiarisce che senza contratto, le ore eccedenti degli insegnanti di ruolo non possono essere assegnate.
L’assegnazione di ore eccedenti di insegnamento ai docenti a t.i. deve avvenire tramite la stipula di un contratto. E tale contratto va inviato alla Ragioneria territorialmente competente, per il controllo di legittimità, previsto dalla legge per gli atti negoziali che determinano l’insorgere di crediti retributivi, che devono essere liquidati dal Tesoro. Se le ore eccedenti vengono attribuita al personale a t.d., va applicata invece la procedura dematerializzata. Lo ha ricordato la Ragioneria territoriale dello Stato, di Milano con una nota inviata a tutti i dirigenti scolastici della provincia (n.90060). Il provvedimento, di cui si è avuta notizia solo in questi giorni, reca anche un fac simile di contratto che può essere utile a tutti i dirigenti scolastici, che proprio in queste ore stanno ultimando le procedure di assegnazione delle ore eccedenti. La procedura indicata dalla Ragioneria territoriale si applica a tutto il territorio nazionale, e dunque si tratta di un provvedimento applicabile oltre i confini della provincia di Milano… Le ore eccedenti vengono pagate dal Tesoro, e dunque gli atti negoziali che sottendono all’insorgenza dei crediti retributivi dei docenti interessati sono soggetti al controllo di legittimità degli uffici periferici del ministero dell’economia. Le ore di lavoro supplementare qualificate alla stregua di attività aggiuntive di insegnamento, funzionali all’insegnamento, ore complementari di educazione fisica, ore prestate nella Terza area di professionalizzazione negli istituti professionali, ore di insegnamento prestate in sostituzione di colleghi assenti, e le ore di insegnamento nei corsi integrativi sono, invece, retribuiti direttamente dalle scuole. Ciò non vuol dire che tali attività non debbano essere contrattualizzate. Più semplicemente esse non rientrano nella disciplina prevista per le ore eccedenti. 
 
ItaliaOggi - 19 ottobre 2010
"Non c’è prescrizione, per il riscatto”
░ Dopo 18 anni l’Inpdap è stata condannata per un errore commesso sulla pratica di una professoressa.
L’Inpdap risponde degli errori commessi 18 anni fa dall’Enpas. Potrebbe fare giurisprudenza la decisione n.7284 del 5 ottobre 2010 con la quale la sezione sesta del Consiglio di Stato, nell’accogliere  un ricorso in appello presentato avverso una sentenza del TAR di Reggio Calabria, ha affermato che in caso di errore imputabile all’ente previdenziale non può trovare applicazione l’art.2946 del Codice civile, secondo il quale i diritti si estinguono per prescrizione con il decorso di 10 anni. Questi i fatti. Nel 1966 una docente aveva presentato domanda di riscatto ai fini della buonuscita, sia ai fini degli anni di servizio di pre-ruolo che quelli del corso di laurea. Dopo 9 anni, con delibera del 30 aprile 1975 l’Enpas, l’istituto di previdenza successivamente incorporato dall’Inpdap, aveva ammesso al riscatto sette anni. Il Provveditore agli studi, con provvedimento del 19 maggio 1975, aveva autorizzato la ritenuta mensile a scomputo del contributo di riscatto, come deliberato dall’Enpas. Il provvedimento non era stato impugnato dalla docente. Accortasi, prima di andare in pensione, il 1 settembre 1993, che nella delibera di riscatto non erano stati conteggiati gli anni universitari, come espressamente richiesto nella domanda presentata nel 1966, aveva inoltrato formale richiesta all’istituto di una rettifica del provvedimento. Rettifica negata. Avverso tale diniego, la docente aveva presentato ricorso al TAR di Reggio Calabria, con il quale chiedeva il riconoscimento del diritto all’accoglimento integrale della domanda originari, con la misura del contributo di riscatto riferito all’epoca della presentazione della domanda. Il tribunale amministrativo respingeva il ricorso  accogliendo la tesi sostenuta dall’Inpdap  secondo la quale la pretesa della docente non poteva trovare accoglimento, essendo intervenuta, trascorsi 10 anni dal ricevimento della delibera dell’Enpas, la prescrizione. I giudici della sezione VI del CdS non sono stati, invece, dello stesso avviso. Dopo avere respinto l’eccezione di intervenuta prescrizione sollevata dall’Inpdap, in quanto non presentata in sede di prima istanza, hanno sottolineato come in punto di fatto non era possibile parlare di decorso di  una eventuale prescrizione poiché i provvedimenti che aveva ricevuto la docente nel corso del rapporto di lavoro non erano tali da farle percepire l’effettivo contenuto lesivo del provvedimento. Pertanto, avendo la docente fatto regolare richiesta di riscatto degli anni di laurea nel 1966, il suo diritto doveva essere riconosciuto unitamente all’applicazione delle tabelle di riscatto previste all’epoca della domanda.
 
ItaliaOggi - 19 ottobre 2010
"Salve le compresenza programmate, se ci sono ore eccedenti da utilizzare.
░ Il Tribunale di Firenze ha condannato una preside che destinava a supplenza le ore programmate di compresenza, pur residuando nella scuola ore eccedenti da utilizzare.
L’Istituto comprensivo “Oltrarno” di Firenze, dopo i tagli del Ministro Gelmini e del collega Tremonti, dispone ancora di ore eccedenti l’attività frontale di insegnamento e di assistenza alla mensa, impropriamente dette compresenze. E le può così destinare alle attività programmate dal collegio dei docenti di “arricchimento dell’offerta formativa e di recupero individualizzato, o per gruppi ristretti di alunni con ritardo nei processi di apprendimento”, e non a sostituzioni di insegnanti assenti (art.28, quinto comma del contratto nazionale di lavoro del personale della scuola (29 novembre 2007). Peccato che nel corso dell’a.s. 2009/10, la d.s. le abbia quasi sistematicamente utilizzate, si potrebbe dire sprecate, proprio nelle supplenze, invece che nelle attività formative che il Collegio docenti, ritenendole prioritarie, aveva programmato….Con sentenza del 14 luglio scorso, il Tribunale di Firenze, sezione lavoro, ha accertato l’antisindacalità della sua condotta… La vicenda è approdata al Tribunale del lavoro su richiesta del sindacato scuola della Cgil e dei Cobas della scuola.. La d.s. avrebbe violato il contratto d’istituto, con il quale, sulla scorta della programmazione di attività didattiche durante le compresenze, aveva assunto l’impegno di nominare supplenti fin dal primo giorno di assenza del personale docente…. Le difficoltà finanziarie non potevano giustificare la disapplicazione, sostiene il giudice, ma richiedevano comportamenti più responsabili, come quello di riconvocare il tavolo negoziale al quale portare i fatti nuovi che postulavano la revisione del contratto.
 
ItaliaOggi - 19 ottobre 2010
"Tar inadatto per l’ingresso a pettine”
░ Riportiamo la informazione che ItaliaOggi ha fornito circa le “conclusioni” del procuratore della Corte di Cassazione, e, in calce, la replica dell’ANIEF. Ad ogni modo, tutto sarà deciso il 16 novembre-
Per chiedere l’inserimento “a pettine” nelle GaE di altre province bisogna andare dal giudice ordinario e non dal TAR. Parola del Procuratore generale della Corte di Cassazione, che lo ha scritto nero su bianco nelle conclusioni che preludono alla discussione finale di un ricorso (n.27750/2009)davanti alle Sezioni unite della Suprema Corte. Le conclusioni sono state depositate il 21 luglio ma sono state notificate alle parti soltanto il 21 settembre.. E per conoscere il responso definitivo delle Sezioni occorrerà attendere il 16 novembre prossimo.  Il ricorso è stato patrocinato dalla Gilda per consentire a un gruppo di docenti di resistere all’inserimento a pettine delle GaE, dei precari delle graduatorie di coda…. Nel caso in discussione, le Sezioni unite sono state richieste di pronunciarsi su quale sia il giudice munito di giurisdizione, in materia di inserimento a pettine dei precari… L’alto magistrato ha evidenziato la natura di diritti soggettivi degli interessi in gioco, e ha ricordato che trattandosi di diritti di graduatoria, essi non rientrano nella sfera di giurisdizione del TAR…. Tesi che non è condivisa né dal TAR del Lazio né dal Consiglio di Stato… L’ultima parola spetterà ai giudici del Palazzaccio che si pronunceranno sulla questione il 16 novembre… Se vinceranno coloro che affermano che per queste cose bisogna andare dal giudice ordinario, l’effetto sarà la cancellazione di tutte le pronunce del giudice amministrativo fin qui emesse sulla questione, e i diretti interessati dovranno ricominciare tutto daccapo, dinanzi ai giudici ordinari delle diverse circoscrizioni. 
Replica dell’anief:  “Graduatorie: è competente il TAR, parola del PG della Cassazione”.
Per il procuratore generale della Corte di Cassazione, il giudice amministrativo è il solo competente in merito all’elaborazione legittima di graduatorie. Per ciò, ha espresso parere contrario alla richiesta di parte appellante che ha sollevato il difetto di giurisdizione al Tar Lazio contro un ricorso ANIEF.
L’ANIEF così risponde all’articolo pubblicato da Italia oggi del 19.10.2010, citando testualmente la relazione del procuratore generale depositata il 14 giugno 2010 su un ricorso già discusso in udienza pubblica presso le Sezioni Unite (ruolo n. 22166/09). Il P. G. ha sottolineato che diverse sentenze della suprema corte, non per ultimo, la n. 3409/08 e la n. 1989/04, hanno confermato la giurisdizione del giudice amministrativo in tutti i casi in cui la controversia investa le singole procedure concorsuali o tenda ad inficiare la graduatoria disconoscendone la legittimità e chiedendone la modifica, così rigettando la richiesta di chi aveva sollevato di fronte all’ordinanza cautelare ottenuta dall’ANIEF in merito all’annullamento delle graduatorie previa valutazione dello spostamento dei 24 punti SSIS da una graduatoria all’altra, difetto di giurisdizione ai sensi dell’art. 41 del codice di procedura civile. 
L’orientamento, pertanto, in vista del ricorso promosso - sembra dalla Gilda - contro le ordinanze del TAR di inserimento a pettine nelle GaE, che sarà deciso nel merito il 16 novembre 2010, è quanto mai chiaro, parecchio discordante dalla relazione dell’altro P.G. citata nell’articolo di giornale. 
Pertanto - commenta a caldo il presidente dell’ANIEF, Marcello Pacifico -, aspettiamo con serenità e fiducia il giudizio della corte suprema, fermo restando, comunque, che tutta la questione sul merito della legittimità della norma (c. 4-bis, art. 1, l. 167/09) pende all’esame dei giudici della corte costituzionale, e che in caso di esito positivo, consentirà sempre ai ricorrenti di reclamare il petitum richiesto. Chi fa Sindacato - conclude con amarezza il presidente ANIEF - dovrebbe sempre anteporre il diritto oggettivo agli interessi di parte mossi da qualche iscritto in più o dalla tutela dei propri iscritti, e non già cercare qualche cavillo per ritardare di poco il corso della giustizia illudendo migliaia di colleghi. Forse per questo migliaia di colleghi chiedono sempre più all’ANIEF di continuare la propria politica sindacale.
 
IL TEMPO - 20 ottobre 2010
"Negli atenei, docenti di qualità e concorsi rigorosi”
░ Il Ministro Mariastella Gelmini invia una sua lettera al Direttore.
“Caro Direttore, … Accanto a indubbi punti di eccellenza esistono sacche di inefficienza e di cattivo uso delle risorse. C’è quindi bisogno di razionalizzare e qualificare la spesa. Su questo fronte abbiamo lavorato e stiamo lavorando molto. Abbiamo ridotto di un terzo le scuole di specializzazione di medicina, i corsi di laurea sono scesi del 20% e continueranno a scendere grazie a parametri di qualità che ho ulteriormente rafforzato; le sedi decentrate stanno diminuendo e devono continuare  a farlo… Il disegno di legge imposta su basi molto severe un sistema di abilitazione scientifica nazionale e soprattutto chiama ciascuna università a rispondere direttamente, per la prima volta, della qualità dei docenti che assume o promuove. Esiste però un problema che non possiamo eludere: i pochi anni perderemo quasi 15 mila docenti, un quarto del totale con effetti molto pesanti sulla funzionalità del sistema. Meglio dunque puntare da subito su concorsi rigorosi per ricercatore e associato ai quali possano accedere giovani studiosi di valore…”.
 
Il Sole24 ORE -21 ottobre 2010
"Le scuole in gara sulle idee d’impresa”
░ E’ un progetto per le scuole secondarie superiori, lanciato dalla Confindustria. La presidente Marcegaglia auspica riforme coraggiose che spingano la meritocrazia e alzino il livello qualitativo della produzione.
Una gara tra i ragazzi delle scuole per elaborare idee imprenditoriali e avvicinare i giovani al mondo delle imprese. Parte con questo anno scolastico l’iniziativa dei Servizi formativi di Confindustria coinvolgendo  in questo primo esperimento  10 associazioni territoriali… “La tua idea impresa” è lo slogan del progetto… Le idee vengono divulgate sull’omonimo portale… A fine anno scolastico i migliori progetti saranno premiati a livello locale e i primi tre parteciperanno alla selezione nazionale…. Le associazioni sono comunque libere di implementare i rapporti con i ragazzi, con stage nelle aziende e progetti di formazione… In questa direzione si sta muovendo Confindustria: dall’adozione degli istituti tecnici da parte di alcune associazioni industriale, alla partecipazione degli imprenditori nei comitati tecnico scientifici previsti dalla Riforma Gelmini, al potenziamento degli stage, ad Orientagiovani….
 
IL TEMPO -21 ottobre 2010
"Senza regole”
░ Arriva in libreria il trattato di Roger Abravanel e Luca D’Agnese. Hanno una loro ricetta per rilanciare l‘economia italiana. La diagnosi ? Nel Bel Paese tutti fanno di testa loro, ed anche la scuola insegna ad essere un po’ anarchici. La soluzione ? Una riforma condivisa partendo da una Magna Charta riscritta all’italiana. 
Il poderoso saggio “Regole”… arrivato nelle librerie… un testo economico-scientifico di altissimo livello e, impresa difficile ma riuscita, anche un libro scorrevole e godibile… Dato per scontato che l’Italia economicamente e socialmente e è in crisi, e che la crisi in molte situazioni si trasforma in tragedia, per sfociare infine nell’ultima fase, la farsa, i due autori hanno cercato di capire il come e il perché. Abravanel e D’Agnese puntano il loro obiettivo su un problema scientifico: quello delle regole. Definiscono la crisi italiana, che è sì economica e sociale, ma ha anche risvolti in tutti i campi dello scibile umano, “il circolo vizioso delle regole” che rende impossibile qualunque serio progetto di riforma. Insomma, la vera iattura italiana è prima di tutto che ci sono troppe regole. Per lo più sono inutili; generalmente sono sbagliate… Con regole sbagliate, l’economia non si sviluppa, perché le imprese “piccole, brutte, bruttissime” fanno concorrenza sleale a quelle innovative. I due, con vari esempi, dimostrano che seguire regole non solo è giusto ma evita sanzioni di vario tipom e soprattutto avanzano alcune proposte… Dobbiamo innescare un circolo virtuoso delle regole in tutta la società: in processo che coinvolga i cittadini, che devono essere informati e partecipare alla definizione e al miglioramento delle regole, grazie a una scuola che non deve solo trasmettere  nozioni, ma formare le “competenze della vita” necessarie per interagire efficacemente con gli altri. Ci servono: una giustizia civile veloce; un sistema dell’informazione indipendente dalla politica e dagli affari, e tante altre cosette… La scuola e l’università, che dovrebbero essere il baluardo del sapere, va a finire che invece sono  un termitaio di concezioni vecchie, muffite”.
 
AVVENIRE -21 ottobre 2010
"Su Facebook: Uccidiamo la Gelmini. Al ministro solidarietà trasversale”
░ Riportiamo da AVVENIRE la notizia della minaccia riportata in quasi tutti i quotidiani.
Mariastella Gelmini seduta su un divano, legata mani e piedi, imbavagliata. E’ l’immagine che il gruppo “Uccidiamo la Gelmini” ha messo si Facebook, raccogliendo fino a metà pomeriggio oltre 400 adepti. Esplicita l’intenzione – condivisa anche da altri gruppi comparsi in rete con intestazioni simili – e immediata la solidarietà del mondo politico, anche di opposizione. “Ritengo che nessuna forma di critica - scrive Antonio Rusconi a nome di tutti i senatori del PD nel messaggio di solidarietà inviato al Ministro – possa degenerare nel non rispetto alle persone che a pieno titolo rappresentano le istituzioni”. La maggioranza fa quadrato. Maria cerfagna, titolare del dicastero delle Pari opportunità, sottolinea che “tuttle le grandi riforme e i grandi riformatori, in ogni tempo, sono stati bersaglio di critiche, quando no, come in questo caso, di attenzioni violente che spesso scadono nell’insulto e nella minaccia”. 
 
Repubblica.it (ed.Bologna) -22 ottobre 2010
"Manca la firma del ministro Gelmini, niente laurea per Imprudente”
░ Rimini, lo scrittore disabile avrebbe ricevuto domani il titolo honoris causa in Scienze della Formazione. Tutto rinviato in primavera: "Sarà comunque una festa, voglio dare un segnale forte, accendere un faro sull'integrazione delle persone come me". Imprudente, 50 anni compiuti a marzo, ha pubblicato una decina di libri, fra cui "Una vita imprudente" e scritto migliaia di articoli. È direttore editoriale della rivista "Accaparlante" e presidente del Centro di documentazione handicap di Bologna. Ha partecipato a decine di trasmissioni televisive e centinaia di convegni, ha dato impulso al "Progetto Calamaio", rivolto alle scuole e mirato a creare una nuova cultura dell'handicap.
Manca la firma del ministro Maria Stella Gelmini e allora la laurea honoris causa di Claudio Imprudente, scrittore bolognese affetto da una grave lesione cerebrale, viene rinviata alla prossima primavera. Era tutto pronto per domani, quando a Rimini Imprudente sarebbe diventato dottore in Scienze della Formazione. "Non sono il tipo che si fa buttare giù da queste cose", commenta a caldo Imprudente. "Del resto non mi hanno mica tolto dei meriti: la laurea arriverà e sarà un segnale importante non tanto per me, ma per tutte le persone che in qualche modo 'rappresento'. Io scrivendo sono riuscito ad avere un po' di visibilità in più, ma sono solo la punta dell'iceberg, il frutto di tanti contesti che hanno avuto fiducia in me"…. La laurea, quando avverrà, "sarà comunque una festa: mi piacerebbe dare un segnale forte, accendere un faro sull'integrazione delle persone con disabilità, soprattutto in questo momento storico". Imprudente non si dispera, ma è palpabile che "c'è un po' di amarezza- confida Imprudente- perché la laurea coincideva con il congedo dall'insegnamento del professor Andrea Canevaro (uno dei primi pedagogisti a puntare in maniera decisa sull'integrazione delle persone con disabilità): le nostre storie sono legate a doppio filo, e sarebbe stato un bel passaggio di consegne".
 

LA RASSEGNA STAMPA - al 15 ottobre

 

 Giornale di Sicilia 9 ottobre 2010

"Studenti in piazza contro la riforma. La Gelmini: idee vecchie, vado avanti”

░ Centinaia di migliaia di dimostranti in tutta Italia (90 i cortei): in massima parte studenti, ma anche personale scolastico e universitari (il Miur segnala un’astensione del 5,5% dei dipendenti) organizzato dalla Flc-Cgil e da Unicobas.

Oltre 300 mila studenti sono scesi in piazza in tutta Italia per dire no alle riforme della scuola targate Gelmini. Assieme ai liceali hanno sfilato in corteo anche tanti universitari, ricercatori e precari dell’istruzione: Una saldatura che potrebbe non esaurirsi con la giornata di ieri, a sentire le associazioni studentesche – UDS-Link, IDA, Rete degli studenti, FDS, RUN – che hanno promosso la mobilitazione preannunciando un “autunno caldo” se il governo persisterà nella sua sordità. Poco indulgente il ministro Gelmini secondo la quale la protesta ripropone “vecchi slogan di chi vuole mantenere lo status quo”… Cerano sul tappeto anche lo sciopero di un’ora in tutto il comparto della conoscenza promosso dala Flc-Cgil e il NO BERLUSCONI DAY promosso da Unicobas.

 

CORRIERE DELLA SERA 9 ottobre 2010

"La vittoria della supplente: il ministero le paghi le ferie”

░ Giulio Benedetti riporta la notizia della sentenza emessa dalla Sezione Lavoro della Corte d’Appello di Brescia, con la quale si condanna il Ministero a pagare alla ricorrente (una supplente di lungo corso) gli stipendi che non le erano stati riconosciuti per le settimane estive dal termine delle attività didattiche al 31 agosto.

Decine di migliaia di precari (intervistato, Marcello Pacifico ne stima il numero in oltre 40mila), sono nella condizione giuridica della ricorrente, e potrebbero dunque chiedere il riconoscimento dello stipendio.

L’amministrazione scolastica per cinque anni non l’ha pagata nei mesi di Luglio e Agosto. E lei, docente precaria delle superiori si è rivolta al giudice, che ha condannato il Miur a rifonderle, tra danni e arretrati, 13 mila euro… I docenti precari, quando sostituiscono un docente che ha lasciato temporaneamente il suo posto devono contentarsi di due mesi in meno di retribuzione rispetto ai colleghi, sempre precari, che ricoprono un posto resosi vacante in organico…. La UIL come altri sindacati dei prof. ha assistito tanti insegnanti precari che hanno deciso di contestare l’operato della propria scuole, e hanno ottenuto, in sede di conciliazione, i due mesi di stipendio. Secondo l’Anief, che ha attivato dieci conciliazioni e sta raccogliendo numerose richieste da parte di insegnanti precari, gli abusi in materia di durata contrattuale sarebbero molto diffusi. “Se i docenti precari che hanno un contratto di 10 mesi sono oltre 90mila e le cattedre vacanti e disponibili, cioè vuote, senza il docente titolare, sono più di 40mila – sostiene Marcello Pacifico, presidente dell’associazione, poiché sono solo 50mila i docenti di ruolo che hanno ottenuto di insegnare in un’altra sede conservando il posto di origine, risulta evidente che quasi metà dei posti dati in supplenza per dieci mesi, ai sensi di legge dovrebbe essere assegnata per 12”.

 

Italia Oggi 9 ottobre 2010

"Giallo sui curricula dei prof, che la Gelmini vuole on line”

░ Alessandra Ricciardi riferisce sulla disposizione – che sembra non sia stata perfezionata nell’iter consultivo di legge – e su essa raccoglie il parere di alcuni sindacalisti (l’Anief si dichiara contraria).

E’ giallo sulla decisione del ministro Mariastella Gelmini di mettere on line i curricula di circa 800 docenti, La riforma… sarebbe inserita

in un documento sul quale si sarebbe già pronunziato il CNPI … L’articolo del mistero sarebbe il numero 4, non presente nel regolamento uscito dal Consiglio dei Ministri su cui il CNPI da mesi era stato messo al lavoro. Recita: “E’ costituita l’anagrafe nazionale telematica dei docenti, pubblicata sul sito del MIUR. Detta anagrafe comprende, oltre ai dati anagrafici, i titoli di studio, le abilitazioni, le sedi di servizio, il servizio prestato, le pubblicazioni, le specializzazioni, le certificazioni possedute con particolare riferimento alle lingue straniere e alle competenze informatiche. A detta anagrafe è iscritto il personale docente di ruolo e i docenti non di ruolo abilitati e idonei per le specifiche classi di concorso e posti d’insegnamento”. La schedatura consentirebbe ai genitori di conoscere i docenti assegnati ai propri figli. Le prime reazioni non sono state del tutto negative…. L’associazione Anief, invece già annuncia un ricorso abrogativo.

 

CORRIERE DELLA SERA - 11 ottobre 2010

"Nuove scuole al Sud. L’ipotesi di una Spa aperta ai privati”

░ Il governo intende coinvolgere enti previdenziali e banche, alleggerendo la spesa pubblica e accelerando in tempi rapidi. Polemica la FlC-Cgil, secondo la quale il governo dovrebbe stanziare i soldi e non consentire ai  privati di condizionare il servizio scolastico, “riducendo la scuola  a mercato”, protesta il segretario generale Mimmo Pantaleo: “Ben vengano Inps e Inail, ma non i privati”.

“Una società per azioni con l’obiettivo di costruire nuove scuole al Sud. Coinvolgendo anche i privati. Sarebbe questo il progetto allo studio del Governo, al quale stanno lavorando i ministri dell’Economia, delle Infrastrutture e dell’Istruzione. Il piano è ancora ai primi passi e sono diverse le ipotesi esaminate. La proposta iniziale era trasferire alla nuova Spa la proprietà e la gestione dei 42 mila edifici scolastici italiani, oggi nelle mani di comuni e province…. Espropriando di fatto gli EE.LL. si andrebbe in direzione opposta al federalismo. Per questo si sarebbe deciso di limitare l’attività della Spa alla costruzione degli edifici nuovi. E di concentrare l’azione nelle regioni del Sud, dove a situazione è più pesante. Nelle intenzioni del governo la “Scuola Spa” dovrebbe servire a ottimizzare i flussi di spesa… Una logica simile a quella sella Protezione civile Spa, il progetto il governo ha poi rinunciato nel pieno della bufera su Guido Bertolaso…. Nel progetto sarebbero coinvolti gli enti previdenziali e le fondazioni bancarie. Ma il grosso delle risorse potrebbe arrivare da quei 416 milioni di euro già destinati e non ancora spesi per la messa in sicurezza degli edifici esistenti.

 

l’Unità - 11 ottobre 2010

"A scuola con lo sponsor”

░ La scrittrice Silvia Balestra fa sentire la sua voce allarmata a proposito di un aspetto minore della presenza dei privati che finanziano l’istruzione: la pubblicità sugli arredi scolastici.

Vale la pena di ricordare la triste storia di Mike Cameron, studente (correvano gli anni Novanta) della Greenbrian High School di Evans, in Georgia. La scuola pubblica era sponsorizzata dalla Coca Cola, ed era tanto affamata di fondi da appaltare allo sponsor un’intera giornata: un Coke-day durante il quale gli studenti, con magliette della Coca Cola, seguirono le lezioni tenute dai dirigenti della multinazionale con le bollicine. Mike Cameron, diciannovenne in vena di sfide, si presentò con la maglietta della Pepsi Cola. Orrore e raccapriccio. Lo scandalo fu grande e Mike fu sospeso dalle lezioni per una settimana. Sospeso per leso sponsor… La storia la raccontò Naomi Klein nel suo best seller mondiale NO LOGO, leggendola ci sembrò di vedere un mondo di marchi trionfanti e di scuole succubi. Ora che quello spettro si avvicina, non c’è più molto da scuotere la testa. E anzi viene da chiedersi: che cosa succederà quando una ricerca, uno studio risulteranno sgraditi allo sponsor ? Aperte le porte ai mercanti, avremo forse banchi nuovi ma saremo più liberi ?

 

Domani Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - 11 ottobre 2010

"La scuola ai tempi della Gelmini: supplente costretto a dormire in tenda”

░ Non sembri una forzatura la storia di questo lavoratore della scuola che dalla Calabria s’è spostato in Romagna per trovare lavoro, e ha difficoltà, innanzitutto economica ma non solo, a trovare casa: chi affitta una stanza a un precario che è stato nominato per pochi giorni: non resta che la stanza d’albergo, ma coma pagarla? E, finita la supplenza, speriamo arrivi una convocazione ancora. La casa non importa: ci si arrangia; importante è la nomina.

Euristeo proviene da un paese della Calabria (Rossano Calabro) e da circa 10 anni lavora nella scuola come precario tra Forlì e Cesena. Fino allo scorso anno è sempre stato nominato con incarico annuale e quindi riusciva ad organizzarsi di conseguenza. Quest’anno grazie ai disastrosi tagli “Gelmini” ha ottenuto solo 26 giorni di supplenza e questo gli ha comportato un disagio enorme. Con 26 giorni di supplenza pagati a 40€ al giorno netti è impensabile andare in albergo (il più economico è almeno di 30€ al giorno) ma del resto nessuno affitta una camera per un periodo di tempo così breve. Quindi l’unica sistemazione che gli è rimasta è stata quella di accamparsi in una tenda, con il freddo e tutti i disagi che comporta un alloggio di fortuna come quello che ha trovato. Oggi questa è la situazione della maggior parte dei lavoratori precari della scuola che a vario titolo non sono stati messi in condizione di poter lavorare in modo tranquillo e sereno. Euristeo Ceraolo tiene a precisare che nei suoi confronti è scattata una corsa di solidarietà tra i colleghi… Ora si trova nella sede Caritas di Forlì, che ha risposto prontamente alla sua richiesta di aiuto e che ringrazia. Il suo contratto presso l’ Istituto Tecnico per Geometri di Cesena scadrà il 16 ottobre. Poi il problema sarà sempre lì, alla prossima chiamata, sperando che sia più lunga di un mese.

 

LA STAMPA 12 ottobre 2010

"La scommessa azzardata del ministro Gelmini”

Luigi La Spina propone fa un’analisi dell’attuale fase della politica scolastica che vede il ministro imperturbabile alle critiche (e alla contestazione che è giunta al punto di maggiore calore, da anni). E’ accusata di affossare il servizio di istruzione pubblica, ma procede dritta nella realizzazione del suo modello di scuola ,e l’articolista le concede le attenuanti: due caste di intoccabili zavorrano da 20 anni il Ministero.

E’ sicuramente il ministro più contestato del IV governo Berlusconi. Il bersaglio preferito della satira in tv che si accanisce contro la sua giovanile intransigenza, dipingendo la Gelmini come una zelante esecutrice dei tagli di bilancio imposti da Tremonti. Accusata, nelle assemblee scolastiche e nei cortei in piazza, di volere addirittura affossare l’istruzione pubblica… In realtà Mariastella Gelmini ha ambizioni più modeste e intenzioni meno luciferine ma sconta un’eredità pesantissima e lo scotto di una scommessa azzardata. Con indubbia intrepidezza, si è trovata a guidare il dicastero più difficile dell’amministrazione dello Stato. Una struttura burocratica nella quale da decenni spadroneggiano dua caste di “intoccabili”. La prima è quella dei sindacalisti che hanno trasformato un’istituzione al servizio di studenti e famiglie in un organismo di surrettizio welfare per la disoccupazione giovanile nel nostro Paese. La seconda è quella dei pedagogisti che, in nome di una pseudo moderna filosofia del metodo hanno incoraggiato l’ignoranza specifica… In contraddizione con l’impegno di distinguere tra scuole meritevoli e scuole allo sbando, tra atenei virtuosi e fabbriche di illusioni, la scure della riduzione della spesa si è abbattuta con cieca uniformità sull’intero territorio dell’istruzione pubblica. Con il risultato inevitabile di accomunar, sia nella protesta risonante, sia nel più insidioso muro di gomma della resistenza passiva, l’intero fronte degli addetti ai lavori… A metà della legislatura, il bilancio della sua guida al dicastero segna un divario notevole tra le enunciazioni di principio, in genere apprezzabili, e i risultai concreti, davvero ridotti. … Lo scarto tra il trasformismo, un po’ febbrile, della Gelmini e gli effetti ancora modesti della sua azione, al di là delle proteste dei tanti precari ai quali non è stato rinnovato l’incarico e delle agitazioni per il futuro status dei ricercatori universitari, a rischio della stessa sorte, deriva anche da un’altra sua “illusione”. I rivoluzionari, quelli veri, non mantengono alla testa della rivolta gli stessi leader dei regimi che si vorrebbero abbattere. Perché il trasformismo di tutte le burocrazie è prontissimo ad adeguare le proprie idee a quelle dei nuovi padroni, ma è prontissimo anche a realizzarle come fossero le vecchie; con effetti gattopardeschi.

 

CORRIERE DELLA SERA 12 ottobre 2010

"Cento licei per osservare gli effetti della riforma”

░ Il Miur organizza una rilevazione a campione su cento istituti, e una serie di seminari sui singoli indirizzi previsti dalla riforma dei licei (il primo appuntamento è per il 21 a Bologna (si parlerà del liceo scientifico); i due annunzi sono stati dati da Max Bruschi, nel corso di un convegno organizzato dalla Compagnia di San Paolo.

Cento licei per verificare gli effetti della riforma delle superiori, in modo da correggere il tiro dove necessario, e trovare buone pratiche da diffondere negli altri istituti. E’ questa la proposta del mInistro dell’istruzione, annunciata ieri da Max Bruschi, nel corso di un convegno organizzato dalla Compagnia di San Paolo, che si è tenuto all’università Luiss “Guido Carli” di Roma… L’idea è di fare partire la verifica il più presto possibile, in modo da avere un quadro della situazione entro la fine dell’a.s. in corso. “Invitiamo le scuole che vogliono partecipare al progetto  - spiega Bruschi – a comunicarci la loro disponibilità”. Gli istituti saranno selezionati in modo da essere un campione credibile delle esigenze e differenze del mondo dell’istruzione in Italia, comprendendo tutto il territorio, sia nelle grandi città che nei piccoli centri.

 

EUROPA - 13 ottobre 2010

"La crescita sostenibile? Passa dalla riforma dell’istruzione”

░ Lazzaro Pietragnoli dà notizia di un convegno promosso da Luigi Berlinguer e dal gruppo S§D del parlamento europeo.

Un nuovo modello educativo come presupposto di un nuovo modello economico e sociale: è questa la sfida con cui il gruppo dei socialisti e democratici del parlamento europeo ha deciso di confrontarsi nell’incontro , promosso dall’ex ministro dell’istruzione e parlamentare del gruppo europeo Luigi Berlinguer, che si svolgerà giovedì alla Camera di Commercio di Modena… In una società della conoscenza, qual è quella europea del XXI secolo, le forze socialiste e progressiste devono essere capaci di fuoriuscire dai loro tradizionali confini, dalle loro radici nel mondo del lavoro e confrontarsi con una realtà in cui la piena affermazione dei cittadini avviene attraverso il più ampio accesso al sapere grazie all’uso delle nuove tecnologie e delle opportunità offerte dal web.

 

 

CORRIERE DELLA SERA 13 ottobre 2010

"Perché nella scuola avanzano i privati”

░ Michele Salvati interviene sulla scarsa fiducia delle famiglie verso la scuola pubblica, che le spinge a iscrivere i figli negli istituti privati.

Che in Italica tiri un’aria di sconforto e rassegnazione, che sia diffuso un giudizio di declino economico … è un’impressione che io ed Ernesto Galli della Loggia condividiamo… Non so però se è giusto stabilire un legame tra questa impressione e la crescente frequenza di ragazzi appartenenti a ceti sociali elevati in scuole medie straniere, in Italia o direttamente all’estero… della qualità, di alternative alla scuola pubblica, da parte delle famiglie che se lo possono permettere…… L’iscrizione alle scuole straniere è una manifestazione di ricerca della qualità …In un contesto di declino ben più grave del nostro, questo è il motivo che ha indotto, negli USA, a una radicale separazione tra un sistema scolastico pubblico, di massa e degradato, e un sistema di scuole private (e di poche scuole pubbliche) di alta qualità…. Il mio timore è che, senza interventi seri, ci avvieremo nella stessa direzione…  Da noi il fenomeno è ancora agli inizi e arrestarlo prima che degeneri, prima che si crei un apartheid intollerabile, rientra ancora nelle nostre possibilità.

 

La Repubblica 14 ottobre 2010

"Noci. A lezioni di diritto ma pagano le famiglie”

░ In un liceo sono gli utenti a finanziare l’ampliamento dell’offerta formativa: cento euro a testa.

Un’ora di scuola a spese delle famiglie. Nello storico liceo Leonardo da Vinci di Noci, il taglio dell’organico docenti sarà pagato dai genitori dei ragazzi: con 100 euro a testa garantiranno ai propri figli di  poter studiare diritto per un’ora la settimana. “Un episodio che rivela lo stato di crisi della scuola pubblica” – denuncia la Flc-Cgil. Nel modulo di iscrizione al primo anno, gli studenti dello scientifico potevano scegliere tra quattro possibilità: legge, musica, informatica, o una lingua straniera in aggiunta a quella curricolare. Tutta la classe ha scelto di fare Legge. Ma all’arrivo tra i banchi, a settembre, i ragazzi hanno scoperto che il professore non c’era: l’organico dei docenti non era sufficiente. Agli alunni erano garantite le 27 ore settimanali, ma non la lezione di Diritto, diventata aggiuntiva. Così, la presidenza ha deciso di rivolgersi alle famiglie: a loro la decisione se pagare o meno l’insegnante….Le famiglie hanno comunque scelto di versare 100 euro per un professore che per trenta ore, quest’anno, farà lezione di Diritto ai ragazzi: una volta a settimana potranno restare tra i banchi un’ora in più. “E’ un forte segnale di fiducia da parte dei genitori: il problema sta nella modalità dell’episodio”. La scuola dovrebbe poter garantire quello che propone nel modulo dell’iscrizione: il fatto che questo non avvenga è grave..” riflette Mimma Palmisano, coordinatrice della Cgil di Noci.

 

La Repubblica (ed.Palermo) 14 ottobre 2010

"Se dimentichiamo il valore della legalità”

░ In un liceo di Palermo, gravi scontri tra studenti; il commento di Enrico Bellavia

Questa è la città che ha imparato sul proprio sangue che il poliziotto non è un nemico ma un uomo dello Stato che rischia la vita. Sull´orrore delle stragi del 1992 è stata costruita una consapevolezza che è anche e soprattutto nelle giovani generazioni. Che si appassionano all´impegno dei ragazzi della catturandi, che si ritrovano a festeggiare sotto la Squadra mobile all´arresto di un latitante, che per vocazione e convinzione contemplano la possibilità di vestire una divisa, forti anche del retaggio di quegli anni. La lezione che ci impartisce la vicenda dei ragazzi ingiustamente - così ha stabilito un giudice - arrestati davanti all´Umberto, con un contorno di gratuita rudezza, se non di violenza, dimostra però alcune cose che, date queste premesse, converrà rimarcare. Questi ragazzi, nel 1992, non erano neppure nati ma di quella consapevolezza sono comunque figli. Hanno però vissuto nel dopo e sono cresciuti coltivando, oltre a uno spirito legalitario, il dissenso su altri temi, sentendosi raccontare delle bombe di Palermo dai padri e dai fratelli. Forse sono andati anche loro ad applaudire talvolta sotto la questura e avranno partecipato a una delle tante iniziative antimafia. Anche se quel che hanno visto di questo mondo passa per il G8, Aldrovandi, Sandri e Cucchi, specchio di un clima pesante, creato ad arte da chi ha avuto responsabilità di governo in questi anni. Che si è tradotto nella risposta poliziesca come unico antidoto alle emergenze sociali. In questo stesso tempo hanno vissuto anche i poliziotti che stavano davanti agli studenti. Con questi stessi stimoli, sono cresciuti quei ragazzi che in via Filippo Parlatore stavano dall´altra parte, con i tesserini e le manette. E proprio per questo, gli uni e gli altri, non avrebbero dovuto guardarsi in cagnesco. Non avrebbero dovuto percepirsi come avversari. I poliziotti non avrebbero dovuto immaginare di trovarsi di fronte a una minaccia da disinnescare in fretta, né i ragazzi avrebbero dovuto avvertirli come ostili e perciò da tenere a distanza. Così non è stato. La manifestazione degli universitari davanti al liceo Umberto era pacifica: avrebbe potuto degenerare solo se esponenti della fazione opposta, "i fascisti", si fossero fatti vivi, ma non è successo. Il sit-in non era autorizzato, vero. Ma dopotutto si trattava di un volantinaggio e non di un corteo. E infatti non è in questo l´errore che si può contestare ai ragazzi. Lo sbaglio sta semmai nel rifiuto di esibire i documenti. Risiede nell´atto di sottrarsi all´identificazione che è una prassi, forse non piacevole, ma prevista da quelle stesse leggi a cui ci si richiama con diritto quando si rivendica la libertà di esporre liberamente il proprio pensiero e che i poliziotti sono chiamati a far rispettare. Nel momento stesso in cui si pretende il rispetto delle regole di democrazia non ci si sottrae all´obbligo di rispettarle. Solo così quelle idee assumono dignità e sottolineano, quando è necessario, se gli ambiti per esprimerle sono angusti o agevoli. Se le condizioni per dire la propria sono minacciate da qualcuno o qualcosa. La trincea del limite del lecito non la si difende sconfinando. Ma in nessun modo questo da solo basta a condurre gli eventi nella direzione che hanno preso. La consapevolezza da parte degli agenti di non essere andati lì a reprimere ma a vigilare, metodi meno sbrigativi e un maggiore buon senso avrebbero senz´altro evitato una contrapposizione che a parole nessuno voleva alimentare. E sarebbe stato giusto evitarla, in nome di quel capitale di coscienza civile, di coesione sociale conseguito a fatica e tra i lutti. E che è fragile e non è dato per sempre. Perché scendere in piazza a manifestare, reclamare diritti e regole, elencare i bisogni, rimarcare valori sui quali si fonda il nostro patto costituzionale è un esercizio di cittadinanza del quale Palermo ha avvertito un disperato bisogno. Un balsamo di cui per prime le istituzioni, fatte della carne e del sudore degli uomini, hanno tratto beneficio. Un patrimonio che è la misura della crescita di una città che troppo spesso è stata sorda, indolente, muta e apatica. Proprio per la storia della polizia a Palermo, ci si aspettava, forse sbagliando, che davanti a quel liceo ci fosse uno scarto culturale in più. Ci si aspettava che si mettesse sul piatto il proprio patrimonio di credibilità che ha in questa terra la quota maggioritaria, prima di avventurarsi in una sterile prova di muscoli.

 

Il manifesto - 14 ottobre 2010

"Domani sciopero e cortei”

░ Docenti e ATA di Scuola-Cobas venerdì 15 manifestano in tredici città; tra altro, chiedono al governo l’assunzione stabile dei precari e il recupero integrale degli scatti di anzianità per il personale tutto.

Nelle tredici manifestazioni, oltre al personale, ci saranno studenti medi e universitari, operai metalmeccanici, chimici e pubblico impiego, nonché quei Comitati e Coordinamenti dei precari e dei genitori che si oppongono alla scuola-miseria di Gelmini e Tremonti, ma non dimenticano il ruolo svolto da quei partiti di Centrosinistra che furono in posizione dominante nei governi Prodi.

 

L’Unità - 15 ottobre 2010

"Scuola, le tre esperienze modenesi che affascinano l’Europa”

░ Servizio di Paola Benedetta Manca sul Convegno del PD che studia la riforma del sistema educativo, partendo dai migliori esempi continentali.

La scuola, ieri, è stata la protagonista, a Modena, di un’importante giornata di studio, di respiro europeo, organizzata dal Gruppo dei parlamentari socialisti e democratici europei…. Tra i presenti, Adriana Querzè, assessore all’istruzione di Modena, Mariangela Bastico senatrice modenese del PD, già viceministro dell’Istruzione, l’on. Manuela Ghizzoni, capogruppo PD in commissione istruzione alla Camera, la responsabile Scuola del PD, Francesca Puglisi. E ancora, l’euro parlamentare Luigi Berlinguer… Il congresso ha parlato di riforma del sistema educativo partendo dall’analisi di alcune sperimentazioni avviate in Europa. Tra le esperienza presentate, ben tre erano modenesi… L’esperienza “Cittadini si diventa” ha coinvolto le scuole medie in percorsi di contenimento del disagio scolastico, attraverso laboratori che insegnano ai ragazzi attività creative e manuali, come la riparazione della bicicletta, o il cucinare. “Officina Emilia” è un progetto dell’università di Reggio Emilia rivolta a tutte le scuole per stimolare l’orientamento e l’interesse verso la meccanica.

Gelmini dichiara di rispettare le sentenze ma non nella scuola.

E poi difende chi le sentenze non le applica come nella FIAT. Almeno è coerente dopo quello che sta avvenendo con la questione coda-pettine nelle graduatorie.

Il ministro Gelmini dichiara in un’intervista al Corriere della Sera sulla questione Fiat-Stabilimento di Melfi che le sentenze vanno rispettate ma anche le aziende e giustifica la scelta di Marchionne di non fare entrare gli operai della Fiat reintegrati in servizio dal giudice. E come avrebbe potuto affermare il contrario dopo che ha dato il buon esempio nella gestione delle graduatorie ad esaurimento del personale precario: da brillante avvocatessa ha sostenuto in un’intervista pubblica, mai smentita, che i giudici sono chiamati a eseguire le leggi e non a interpretarle, ha festeggiato l’approvazione di un emendamento alla legge salva-precari che avrebbe dovuto bloccare il suo commissariamento, continua a impedire l’inserimento a pettine disposto dai giudici per più di 20.000 docenti nelle graduatorie di coda di tutta Italia, e ora dichiara che fanno bene i dirigenti FIAT a tutelare gli interessi dell’azienda a discapito del dispositivo della giustizia.

Non è un buon esempio educativo, né rende onore a chi ha giurato sulla costituzione oltre ad essere inserita nell’albo degli avvocati. Se almeno fosse coerente, avrebbe il coraggio di dichiarare che le sentenze non devono essere rispettate…, cambieremmo qualche articolo del nostro ordinamento ma almeno dormiremmo sogni tranquilla e non assisteremmo alla mortificazione quotidiana della giustizia e alla conseguente cattiva amministrazione della scuola e dell’università pubblica.

 

Pubblichiamo a seguire i link agli articoli apparsi su diversi organi di stampa e di informazione sulla scuola di formazione quadri sindacali recentemente svoltasi ad Agrigento.

Agrigentonotizie.it 

 

Agrigentoweb.it

 

Sicilia24h.it  (qui disponibile anche un fotoreportage della giornata)

 

Sicilia24h.it (link 2) 

 

Agrigentoflash.it

 

Canicattiweb.com

 

Pubblichiamo a seguire i link agli articoli apparsi su diversi organi di stampa e di informazione sulla conferma del commissariamento ai danni del MIUR per i ricorsi contro le code patrocinati dall’ANIEF.


Apcom: Scuole a rischio caos, Cons. Stato a Miur, rivedere graduatorie

Leggi anche L’Unità - Il Riformista


Il Sole 24 Ore: per i precari graduatorie a rischio 

Tecnica della Scuola: Graduatorie precari, il Consiglio di Stato riabilita il commissariamento del Miur

Tuttoscuola: un vizio di procedura riporta in alto mare gli inserimenti in coda

Repubblica: precari, inserimento in coda o a pettine è caos per un errore di procedura


“Tempo pieno alle elementari, è caos. Non c’è posto per 150 mila bambini”

“Immigrazione, Gelmini: Con Accordo Integrazione,

ruolo centrale alla scuola”

“UCIIM: rischio confusione”

“Scuole, scrutini bloccati: così i prof contestano i tagli”

“Esami di terza media al via con il metodo anticopiatura”

“Pensioni, boomerang per 30mila”

“Pizze, scrutini, amicizie sprecate,e mamme sull’orlo di una crisi di nervi”

“Scrutini bloccati. Scontro sui numeri”

“La scuola sopravvive alla Gelmini. Con i soldi della fiction Mediaset”

“Terza media, è il giorno della prova nazionale”

 

la Repubblica - 8 giugno

“Tempo pieno alle elementari, è caos. Non c’è posto per 150 mila bambini”

░ Salvo Intravaia fa il quadro, regione per regione, della situazione di carenza dei posti e di protesta delle famiglie per i tagli delle prime classi a tempo pieno, in tutta Italia.

… “saranno attivate 782 classi a tempo pieno in più, per un totale di 37275 classi, e per il secondo anno consecutivo aumentano gli alunni che potranno fruire di questo orario”. In effetti, come sostiene la Ministra, le classi a tempo pieno aumenteranno, ma le prime (quelle che condizionano le scelte per gli anni successivi), in molte realtà sono in netto calo. Così le proteste non si placano… A Milano, per due giorni, insegnanti e famiglie hanno dato vita alla “protesta festosa anti-Gelmini”… saranno almeno tremila i piccoli fuori dal tempo lungo. A Roma le famiglie deluse saranno 4mila. A Firenze, il comune pensa a un servizio di “custodia” postscuola per i bambini cui sarà negato il tempo prolungato…A Palermo, trovare una prima a tempo prolungato sarà una specie di lotteria: nove in tutto.

 

Ufficio Stampa Ministero - 10 giugno

“Immigrazione, Gelmini: Con Accordo Integrazione,

ruolo centrale alla scuola”

░ In un comunicato stampa, il Ministero vanta l’esclusiva competenza della scuola per l’integrazione dei ragazzi.

“L’Accordo di Integrazione approvato oggi dal Consiglio dei Ministri riconosce alla scuola e all’istruzione un ruolo centrale. Il provvedimento stabilisce che ogni cittadino straniero tra i 16 e i 65 anni che presenti per la prima volta la richiesta di permesso di soggiorno sottoscriva un accordo che lo impegna ad imparare l’Italiano, ad apprendere i principi fondamentali della Costituzione e a mandare i figli a scuola. L’accordo quindi non si applica ai minori di 16 anni, poiché per loro è già in vigore l’obbligo d’istruzione. Il progetto dunque stabilisce l’esclusiva competenza della scuola per l’integrazione dei ragazzi stranieri, legando la possibilità di risiedere nel nostro Paese e richiedere il permesso di soggiorno a precisi doveri a cui adempiere, tra i quali conoscere la lingua e garantire l’istruzione scolastica ai propri figli. Si tratta di misure estremamente efficaci che mettono al centro l’educazione, perché non c’è vera integrazione senza istruzione e conoscenza. Un fenomeno complesso come l’immigrazione può essere affrontato solo in questo modo, lasciando da parte gli approcci ideologici e quel buonismo inutile che già tanti danni ha provocato all’Italia. Il governo ancora una volta ha scelto la via della concretezza per rispondere alle esigenze dei cittadini e trasformare l’immigrazione in un’opportunità positiva per il nostro Paese”.

 

Avvenire - 10 giugno

“UCIIM: rischio confusione”

░ Pur promuovendo l’anno che sta per concludersi, l’UCIIM critica la mancanza di un linguaggio uniforme, del Miur, standard per i programmi.

Impegnativo, con alti e bassi, e che “alla fine arriva a conquistare un 6 stiracchiato”… l’anno scolastico che si chiude arriva comunque alla promozione. “Di certo è stato intenso di novità – commenta il presidente dell’UCIIM – soprattutto per il cammino che riguarda la riforma della secondaria superiore”. Il riferimento è alle Indicazioni nazionali che riguardano licei, tecnici e professionali che “abbiamo esaminato, valutato, e cercato di modificare”. E proprio ieri l’UCIIM, come le altre associazioni professionali, ha ascoltato al MIUR le linee guida per i tecnici e i professionali. Ci lascia perplessi la mancanza di un linguaggio comune per tutti i segmenti della nuova secondaria, aggiunge Villarosa. Nei licei si parla di Indicazioni nazionali, per gli altri due si parla di linee-guida. Il rischio di confusione esiste”. Ma non è soltanto una questione semantica. “In realtà questi documenti lasciano ancora aperto il problema tra contenuti e competenze, il vero dilemma nel quale ci stiamo dibattendo”. Un dilemma “che coinvolge anche il mondo dell’editoria scolastica” che si trova spiazzato dai nuovi programmi e dai nuovi contenuti per le classi prime delle superiori per il prossimo a.s….. Non abbiamo condiviso la decisione di considerare anche l’apprendistato come percorso per ottemperare all’obbligo di istruzione, mentre sulla norma che ha introdotto il tetto del 30% di alunni stranieri in ogni scuola, abbiamo invitato a far prevalere il principio di accoglienza e la valorizzazione dell’autonoma scolastica nell’affrontare e gestire il fenomeno gli alunni con nazionalità non italiana”. Note positive ? “Abbiamo assistito a una maggiore attenzione verso la scuola, e anche in Parlamento siamo stati spesso ascoltati e consultati”.

 

La Repubblica - 12 giugno

“Scuole, scrutini bloccati: così i prof contestano i tagli”

░ Salvo Intravaia riporta il quadro della contestazione che ha bloccato gli scrutini in diverse zone della penisola: stop alle valutazioni finali in 4mila classi delle superiori, e la protesta dei docenti proseguirà anche lunedì e martedì. A rischio le prove d’esame: quella nazionale per gli alunni delle scuole medie e la maturità.

Centinaia di scrutini deserti anche ieri in Puglia, Marche, Veneto, Umbria e Sardegna. Oggi si replica. Per fare saltare una riunione basta l’assenza di un solo professore, e lo sciopero di Cobas e precari per denunziare i tagli a stipendi e organici scolastici sta avendo un successo insospettato. “E’ andata molto bene e siamo solo al primo tempo: la maggior parte sciopererà lunedì e martedì”, spiega Piero Bernocchi, leader dei Cobas, “….complessivamente sono oltre 4mila le classi superiori dove non è stato possibile tenere gli scrutini”.L’iniziativa proseguirà lunedì e martedì, in Abruzzo, Basilicata, Campania, Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Toscana, Valle d’Aosta e provincia di Bolzano. E a questo punto, che possa essere intralciata la prova nazionale Invalsi del 17 giugno, per gli allievi di terza media, o l’esame di maturità, al via il 22 giugno con il compito d’italiano, è un’ipotesi tutt’altro che remota. Lo sciopero potrebbe far slittare tutto in avanti. Complessivamente – tra elementari, medie e superiori – le classi da scrutinare quest’anno sono oltre 207 mila…. Tre gli effetti sugli stipendi di prof., maestri e personale non docente: niente rinnovo del contratto, blocco degli automatismi stipendiali, e pesanti ripercussioni sulle pensioni. E’ la stessa relazione tecnica allegata alla legge di conversione del decreto che chiarisce i termini della questione. Il blocco degli scatti automatici (ogni 6 anni) peserà per quasi 19 milioni di euro e produrrà effetti fino al 2048. Ogni addetto alla scuola, docente e no, perderà dal 2011 a fine carriera dai 29mila ai 42mila euro che non potrà più recuperare, e avrà una pensione più “leggera”.

 

Corriere della sera - 14 giugno

“Esami di terza media al via con il metodo anticopiatura”

░ Oggi la prima prova, giovedì i quiz dell’Invalsi (30 quesiti d’italiano e 21 di matematica) che incidono sul voto finale. Intanto, alle superiori, i Cobas cercano di bloccare gli scrutini per tutta la settimana, e oltre (un articolo di Giulio Benedetti).

Oggi iniziano gli esami di terza media, una prova di Stato per 575mila ragazzi. Con una grossa novità: il risultato della prova Invalsi, un quiz di Italiano e una di Matematica, da quest’anno sarà espresso in decimi e farà media aritmetica col voto di ammissione, i tre scritti (Italiano, Matematica, Inglese) e con il voto degli orali. Trattandosi di una prova nazionale e oggettiva, i genitori e i ragazzi potranno divertirsi a confrontare il risultato con quello conseguito dagli altri studenti in ogni parte del Paese. Salvo comportamenti “opportunistici”, cioè prof che lasciano copiare (ma questa volta rischiano un po’ di più), l’esame di terza media fornirà un’occasione per paragonare i risultati su due materie chiave (al netto dell’inevitabile discrezionalità che caratterizza la correzione tradizionale. La prova Invalsi inoltre offrirà, anche questa volta, una nitida istantanea di quanto ne sanno i nostri ragazzi alla fine del primo ciclo. I quesiti di Italiano (30 domande, con punteggio da 0 a 40) saranno composti da esercizi di grammatica, comprensione del testo e capacità di argomentazione. Quelli di Matematica (21 domande, con punteggio da 0 a 27) prevedono la risoluzione di equazioni, esercizi di geometria e di logica. I due quiz si svolgeranno in tutte le scuole il 17 giugno, secondo le nuove regole anticopiatura volute dal Miur: i commissari dovranno tenere spenti i telefonini, prof vigilantes faranno la spola tra i banchi per evitare che qualcuno tenti di copiare. Nuovi criteri per l’apertura delle buste. Nel 2009, con l’esito della prova che concorreva alla votazione finale solo se previsto dai docenti, gli alunni del Nord hanno ottenuto nella prova di Italiano un punteggio medio di 27,9, contro 25,1 degli studenti del Sud e il 26,8 degli studenti del Centro. In Matematica, il punteggio degli alunni del Centro-Nord è stato pari, sempre in media, a 18,5, contro il 15,5 degli studenti del Meridione. Altri 7 giorni, durante i quali i Cobas e altri sindacati di base cercheranno di bloccare quanti più scrutini possibile, e sarà la volta dell’altra prova di Stato, la Maturità, che inizierà martedì 22 giugno con il tema di Italiano, per 500 mila ragazzi. Finora la protesta contro la politica del Governo si è svolta nei limiti consentiti dalla legge: massimo 2 giorni, e mai “blocco” nelle classi terminali. Secondo “radio Cobas”, in 7 regioni finora sarebbero slittate 5000 sedute dei consigli di classe, per mancanza di numero legale. Oggi e domani si replicherà nelle regioni dove le lezioni si sono concluse sabato scorso…

 

ItaliaOggi - 15 giugno

“Pensioni, boomerang per 30mila”

░ Nicola Mandelli pubblica una prima stima degli effetti nella scuola (prof e ATA), dell’innalzamento a 65 anni dell’età delle donne.

L’innalzamento a 65 anni dell’età pensionabile delle donne dipendenti pubbliche, imposta dalla UE, con effetto dall’1.1.2012 anzi ché dall’1.1.2018 come invece disponeva una legge varata dal parlamento italiano, diverrà legge dello Stato dopo la pubblicazione nella G.U. del D.L. n.78 del 31 maggio 2010… L’obiettivo di equiparare l’età… a quella degli uomini verrà conseguito tra due anni. E a pagarne le conseguenze nella scuola potrebbero essere circa 30.000 lavoratrici. Anche se per il momento non si conoscono i contenuti dell’emendamento che il governo si appresta a predisporre per…rendere esecutiva la decisione… lo scenario entro il quale si verranno a trovare le insegnanti e il personale ATA..., a partire dal primo settembre 2011 (inizio dei termini di pensionamento della domanda di pensionamento avente effetti dal primo settembre 2012)… non dovrebbe discostarsi molto da quello che si illustra di seguito…. Per il personale della scuola, la sola finestra di uscita resta quella del primo settembre di ogni anno (C.9 art.59 Legge n.449/1997).

PENSIONI DI VECCHIAIA. Il primo settembre 2011 potranno accedere al trattamento pensionistico di vecchia, previa formale presentazione della domanda di dimissioni volontarie entro i termini annualmente fissati dal ministro dell’istruzione, le donne che entro il 31 dicembre 2011 potranno fare valere almeno 61 anni di età e non meno di 19 anni 11 mesi e 16 giorni di contribuzione utile a pensione. Secondo i dati in possesso di Azienda Scuola, al 31 dicembre 2011 potrebbero fare valere almeno 61 anni di età ma non più di 64: 3500 docenti della scuola dell’infanzia; 5mila docenti di scuola primaria; 8mila docenti di scuola media; 10mila docenti di scuola secondaria superiore, e 13mila ATA, unitamente a una anzianità contributiva non inferiore appunto ai 19 anni 11 mesi e 16 giorni. E’ auspicabile… che l’emendamento preannunciato dal governo… consenta a quante avranno maturato entro il 31 dicembre 2011 i requisiti richiesti dall’art.22 ter della Legge 3 agosto 2009 di potere continuare ad accedere alla pensione di vecchia anche prima del compimento del 65mo anno d’età… la deroga di cui sopra andrebbe estesa anche al personale che chieda di cessare dal servizio dal primo settembre 2012.

PENSIONI DI ANZIANITà. L’innalzamento dell’età del personale femminile del comparto scuola… non modifica, almeno per il momento, i requisiti anagrafici e contributivi richiesti (nel 2011 e 2012, quota 96, che può essere costituita da 60 anni di età e 36 di contributi, oppure 61 di età e 35 di contributi; nel 2013 e 2014 ma salvo verifica) quota 97 che po’ essere costituita da 61 anni di età e 36 di contribuzione, oppure 62 di età e 35 di contribuzione.

 

Avvenire - 16 giugno

“Pizze, scrutini, amicizie sprecate,e mamme sull’orlo di una crisi di nervi”

░ L’occhiello dell’articolo di Davide Rondoni ironizza: “Anno scolastico addio, con un inno speciale al bocciato”; e anche il titolo annunzia un pezzo “di costume”.

…va in scena il grande show di giugno: la fine della scuola. Non mi riferisco solo ai tanti appuntamenti di natura più o meno teatrale: quei saggi fine anno, tra il delizioso, il grottesco e lo straziante, che commuovono e affliggono famiglie e giovanissimi. Spesso le recite di fine ano, volute da zelanti insegnanti….sono cose da lacrimucce ottocentesche mixate con stramberie all’ultima moda… Non solo le recite, le commedie spesso più simpatiche e surreali avvengono nelle sale degli scrutini… E se gli scrutini sono spesso i luoghi dove si manifestano oltre a indubbie doti di saggezza e di equilibrio, anche clamorose e micidiali forme di nevrosi e di stress… vorrei alzare un inno speciale al bocciato. A quei ragazzini che hanno ora lo sguardo triste… essere bocciati non vuol dire valere meno degli altri. Vuol dire subire un colpo della realtà che chiede di essere rispettata e mata di più, studiata e curata. Un colpo che è come una sveglia che suona. La cosa peggiore è romperla… restando piccoli.

 

Avvenire - 16 giugno

“Scrutini bloccati. Scontro sui numeri”

░ L’iniziativa di Comitati di base degli insegnanti, che hanno bloccato gli scrutini, ha avuto un successo insperato, ma il Miur polemizza sulla portata del successo, qualificandolo mediatico (come fosse nulla).

Da una parte l’esultanza dei Cobas, dall’altra il Ministero della Istruzione che minimizza… Secondo i dati dei sindacati, gli scrutini bloccati in tutta Italia sarebbero oltre 20 mila. Un successo sminuito, invece, dal Ministero secondo cui quella del blocco è “esclusivamente un’operazione mediatica, che cerca visibilità politica… si sono verificati solo casi isolatissimi nelle scuole, a seguito di una manifestazione davanti al Miur alla quale hanno partecipato non più di trenta persone”.

 

ItaliaOggi - 17 giugno

“La scuola sopravvive alla Gelmini. Con i soldi della fiction Mediaset”

░ Il quotidiano lo ha scelto come “caso del giorno”, nell’articoletto di Antonio Calitri.

I tagli del ministro Maria Stella Gelmini affossano la scuola, Mediaset la salva. O almeno ne salva una, quella che fa da sfondo ai Cesaroni. La fiction di successo di Canale 5, ambientata nel popolare quartiere romano della Garbatella,… aiuta in un certo senso l’opposizione. Protagonista ne è infatti il “comunista dichiarato” Claudio Amendola… E sempre la stessa fiction contribuisce a sopperire a una parte dei tagli del governo e del ministero, nei confronti della scuola elementare “Cesare Battisti”… che è una delle location più importanti della serie. La somma che la Publispei di Carlo Bixio, produttore per Mediaste della fiction, cede al preside della scuola, Marco Olivieri, per l’affitto estivo della scuola, supera di poco i 10mila euro. Piccola cifra ma sufficiente al preside per evitare situazioni incresciose… La Cesare battisti, grazie alle riprese e alla produzione milionaria ottiene anche piccoli lavoretti, dalla pulizia dopo le riprese a qualche rattoppo o pitturazione che servono alle inquadrature ma che poi restano alla scuola…

 

Avvenire - 17 giugno

“Terza media, è il giorno della prova nazionale”

░Enrico Lenzi si sofferma sulla prova Invalsi, che da quest’anno entra ufficialmente a pieno titolo tra quelle che concorrono alla valutazione d’esame. Si accenna anche alla conclusione dell’iter formale legislativo di riforma della scuola secondaria di secondo grado.

E’ il giorno della prova Invalsi per quasi 580mila studenti impegnati nell’esame di terza media. Un test nazionale uguale per tutti che da un paio di anni concorre alla valutazione globale dello studente. E alla vigilia giunge anche la pubblicazione sulla G.U. dei tre decreti del Presidente della Repubblica con i decreti attuativi della riforma Gelmini per la scuola superiore. Di fatto, con il via libera della Corte dei Conti, lo scorso 3 giugno, la riforma delle superiori potrà partire con il prossimo primo settembre per le prime classi di ogni istituto. Si tratta dei regolamenti (DPR del 15 marzo nn.87 – 88 – 89), con la revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico di licei,

istituti professionali e tecnici, a norma dell’art.64 comma 4 del decreto-legge 25 giugno 2008 n.133. …… La prossima settimana, mezzo milione di studenti di quinto anno delle superiori inizieranno le prove scritte della maturità… Intanto sono i colleghi più giovani, quelli delle medie inferiori, ad affrontare la prova scritta nazionale. Appuntamento atteso e temuto dagli studenti, che dovranno affrontare il test predisposto dall’Istituto Nazionale per la VALutazione del Sistema di Istruzione, su incarico del Ministero della P.I. Si tratta di una prova semistrutturata, composta da quesiti a risposta multipla e aperta, che punta a verificare, sulla base di parametri standard, il livello di apprendimento conseguito dagli studenti in due materie considerate basilari: la lingua italiana e la matematica.

 

L’Unità - 4 giugno

“Parlando di riforma delle superiori”

░ La CdC ha dato l’ok ai regolamenti concernenti il riordino del II ciclo di istruzione (licei, istituti tecnici e istituti professionali)

La riforma della scuola superiore compie l’ultimo passo prima dell’approdo in gazzetta ufficiale: ieri è stata registrata anche dalla Corte dei Conti.

 

liberal- 4 giugno

“Sfida, nel pdl, sul maestro unico”

░ Giulia Stella accenna al latente dualismo tra le due donne della politica scolastica italiana, la Gelmini e la Aprea, ministro l’una, presidente della VII commissione permanente della Camera Insolitamente numerosi sono stati i rilievi che l’on. Valentina Aprea ha formalizzato, come relatrice di maggioranza, al testo ministeriale.

… Non sono mancate critiche al testo prodotto dagli esperti del ministro Gelmini. Il relatore, la stessa Aprea, che di scuola ne sa eccome (è stata sottosegretario della Moratti, ma anche preside per diversi anni), ha posto oltre 20 condizioni nel suo parere finale su cui, comunque ci sarebbe il sostanziale accordo con il ministero, almeno su alcuni punti.

… dalla camera è arrivata la richiesta di una maggiore chiarezza su quando apriranno i nuovi corsi di laurea necessari per diventare insegnanti. Secondo quanto emerge dal Ministero, on si partirà prima del 2011/12.. mentre sembra che il prossimo autunno potrebbero già essere messi in campo i tirocini formativi attivi, la nuova modalità utili per abilitarsi all’insegnamento, che saranno obbligatori per tutti coloro che vorranno diventare docenti. I primi tirocini, però, non saranno dedicati alle matricole dei nuovi corsi di laurea, ma saranno l’ultimo treno per l’abilitazione (fino all’anno 2012/13) offerto a coloro che già insegnano (servono 360 giorni certificati di cattedra), ma senza questo titolo, o a quanti, ad es., hanno fatto la SSIS ma non l’hanno completata. L’accesso ai tirocini sarà, comunque, condizionato come prevede il regolamento sulla formazione bisognerà superare un apposito test nazionale. Tornando alle condizioni, la relatrice ha chiesto anche di valutare l’attivazione di corsi formativi distinti per lavorare nella scuola dell’infanzia e in quella primaria… Ma su questo punto Viale Trastevere non sembra intenzionato a cedere… La Aprea raccomanda di prevedere, per i docenti della primaria, “la possibilità di acquisire, con un lavoro di approfondimento, la preparazione in una specifica area disciplinare, al fine di delineare un profilo di docente esperto in un’area disciplinare ma in possesso, nel contempo, di una formazione pluridisciplinare”. Insomma, niente “tuttologi”… non sia mai che un domani lo Stato ci ripensi sul maestro unico prevalente…. Nel frattempo resta l’incognita concorsi: la Finanziaria del 2008 indicava la necessità di rimodulare la formazione, ma di procedere, al contempo, anche all’assunzione di nuovi docenti mediante concorsi a cadenza biennale, in attesa dei nuovi laureati. Ferme restando, comunque, le graduatorie. Poiché in queste ultime ci sono 220000 aspiranti, e lo Stato sta immettendo in ruolo una media di 8 – 10 mila docenti all’anno, i nuovi concorsi sembrano una chimera.

 

Il Messaggero - 7 giugno

“Scuola: via agli esami di terza media.Sugli scrutini, la scure degli scioperi”

░ Ilaria Ricci fa il punto sull’attualità esami. Sono 575mila gli studenti coinvolti; il giorno 17 ci sarà il test nazionale Invalsi. Ma per gli esami conclusivi della Secondaria superiore c’è un inedito: in un liceo di Bari, il d.s. chiede alle famiglie dei candidati un prestito (145 euro) per pagare i commissari; restituirà alle famiglie, non appena il Miur accrediterà i fondi. Che cosa gli farà dire la Gelmini ?

“…Per tutti gli altri alunni è tempo di scrutini. E proprio su questi ultimi pende la minaccia dello sciopero indetto dai sindacati Cobas e Unicobas che annunciano due giorni di defezione in ciascuna regione (si procederà a scaglioni, si comincia oggi e domani in Emilia, Calabria e a Trento; il Lazio sarà coinvolto il 14 e 15 giugno, per rallentare le operazioni in segno di protesta… Incognita scrutini, dunque, ma non per chi dovrà sostenere esami di terza media e di maturità. Per le classi finali le operazioni di valutazione si svolgeranno regolarmente anche perché ci sono le prove scritte che incombono. Alla media c’è chi partirà questa settimana… La carica dei 575mila alle prese con le prove di terza già trema. Ma tremano pure i ragazzi della maturità: nei prossimi giorni sapranno se accederanno agli esami. Quest’anno ci vuole il sei in ogni materia, e i presidi annunziano un’impennata di bocciature… La macchina della maturità metterà al lavoro migliaia di commissari, ma per pagarli c’è già chi ricorre a espedienti drastici: al Liceo scientifico “Majorana” di Putignano (BA), il preside ha chiesto un prestito alle famiglie degli esaminandi: 145 euro a testa per pagare i professori delle commissioni. Il motivo ? La cassa della scuola è vuota, e il Ministero paga in ritardo”. Le famiglie saranno risarcite non appena arriveranno i soldi del ministero.

 

Il Piccolo - 7 giugno

“L’ipocrisia della scuola severa”

░ Franco Del Campo dice tutto il suo scetticismo sulle misure di severità docimologica che esordiscono da questa sessione di scrutini

Che la riduzione d’orario delle varie materie non sia un gran male? Ebbene, temo che vi sbagliate. Il sei in condotta non ha cambiato di un millimetro il comportamento degli studenti nelle mie classi. Meno docenti e meno ore a scuola si tradurranno in una drastica riduzione del “tempo formativo”, del tempo cioè che i giovani hanno a disposizione per dare forma alla propria anima e al proprio destino. Così abbiamo sforbiciato con allegra indifferenza – per pagare i nostri debiti – un pezzetto di idee, competenze, curiosità, speranze che entrano nella testa e nel corpo dei giovani proprio in questo periodo “critico”. Meno ore a scuola per imparare e studiare significa più ore davanti alla televisione e a vagare nella rete… Ma questa è la severità e la meritocrazia della scuola pubblica che vi piace ? Adesso, comunque, potremo misurare concretamente questa meritocratica severità… Il ministro Geloni è stata severissima, più severa di Gentile che nel 1923 ha fato l’unica grande riforma della scuola italiana. Secondo Gentile, infatti, gli studi superiori dovevano essere “aristocratici nell’ottimo senso della parola; studi di pochi, dei migliori… cui l’ingegno destina di fatto”. Di conseguenza, non potevano essere ammessi all’esame di Stato - inventato proprio da Gentile – cloro che “non riportino almeno cinque decimi del massimo dei punti da assegnarsi per il profitto (art.38 R.D. n.625/1925)… Fino all’anno scorso, invece, per essere ammessi bisognava avere la media del 6. Adesso, il ministro Gelmini ha battuto tutti. E infatti “potranno sostenere l’esame gli alunni .. che nello scrutinio finale conseguano una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina.. e un voto di condotta non inferiore a sei decimi” (art.6 c.1 D.P.R. 22 giugno 2009 n. 122)….Certo, c’è il rischio che quei fannulloni dei professori facciano i gattopardi e nel segreto del CdC trasformino qualche cinque in un sei umanitario.. in questo modo si passerà dal remoto e esecrato 6 politico al nuovo e postmoderno 6 “ipocrita”.

 

TuttoscuolaNEWS 7 giugno

“La maledizione dei grandi numeri e la regola di Robin Hood…rovesciata”

░ Con una serie di efficaci note, il blog di Tuttoscuola, focalizzando sul personale scolastico, sintetizza gli effetti distorti che la manovra economica correttiva va a produrre sulle retribuzione di varie categorie.

“… Una sorta di regola di Robin Hood rovesciata: togliere di più a chi ha di meno (insegnanti e personale ATA: tra 11 e 15% di minori entrate rispetto a quelle contrattualmente definite, per il prossimo triennio per circa metà del personale), salvaguardando nella sostanza chi ha di più, dai dirigenti dell’amministrazione (meno 2,5% in media) ai direttori generali e ai sottosegretari (meno 6%). Colpisce, in particolare, che il taglio del 5% scatti per chi guadagna tra 90 e 150.000 euro all’anno (quindi fino a 90.000 - che è un ragguardevole stipendio, considerando i 24.000 medi degli insegnanti - il taglio è dello 0%), e che il 10% si applichi solo per l’importo eccedente i 150.000 euro… Certo è che i sacrifici sarebbero più sopportabili se almeno fossero percepiti come equi. Vale per tutti, anche per i magistrati, che dovrebbero spiegare al personale delle aule di giustizia perché decidono di scioperare contro il taglio dei loro consistenti stipendi, che sono colpiti proporzionalmente assai meno delle magre buste paga degli impiegati”.

“Per gli insegnanti un taglio dell’11%, per i sottosegretari del 6%, per i dirigenti del 2,5”%

“… guardando nei meccanismi di dettaglio della manovra si scopre qualcosa di inaspettato: il sacrificio richiesto alla “casta” è in proporzione ben minore di quello chiesto ad altre categorie, come i dipendenti pubblici.

Cosa accadrà nel comparto della scuola? Lo abbiamo calcolato partendo dal personale dipendente fino ad arrivare ai sottosegretari (per quanto riguarda il ministro, essendo anche parlamentare, bisognerà attendere le deliberazioni annunciate dai presidenti di Camera e Senato…): Personale dipendente (docenti, personale amministrativo, bidelli, etc)11 / -15%; Dirigenti ministero -2,5%; Capi dipartimento -5,6%;Sottosegretario -6,0%.

Per il personale dipendente la riduzione si riferisce a quello colpito dal blocco dello scatto di anzianità (circa il 50% del totale) oltre che del contratto, e misura l’impatto in termini di riduzione percentuale rispetto al salario che si sarebbe avuto nel 2011 senza la manovra. Come si vede, ne emerge una piramide rovesciata (e sproporzionata)….

 

Corriere della sera - 9 giugno

“La Gelmini e la Maturità: con un cinque non si boccia”

░ Giulio Benedetti riporta l’invito del ministro ai docenti affinché usino buon senso nell’applicare la norma (O.M. n.44 del 5 maggio scorso) che prescrive tutte sufficienze per l’ammissione agli esami. Il giornalista segnala due fatti che a parere suo dovrebbero tranquillizzare gli studenti: la valutazione finale è collegiale, e l’ordinanza dà ai Consigli di classe la possibilità di adottare “liberamente criteri e modalità.. per la formalizzazione della deliberazione di ammissione”. Con la nostra esperienza (38 anni) di scrutini di classi terminali, saremmo stati più tranquilli se le delucidazioni del ministro fossero state vergate nero su bianco, in una circolare, e non “chiacchierate” alla TV.

“Con un cinque non si boccia nessuno”. Gli scrutini di ammissione alla maturità, appena iniziati, tengono col fiato sospeso tantissimi studenti sul cui collo pende la scure di un’ordinanza ministeriale che esclude dall’esame chi non ha la sufficienza in tutte le discipline. E con provvidenziale tempismo, da PORTA A PORTA, il Ministro dell’istruzione propone ai ragazzi e agli oltre 140 mila commissari una sua valutazione su come un Consiglio di classe dovrebbe interpretare la norma dei sei in tutte le materie. Il ministro, col rispetto dovuto all’autonomia degli insegnanti, li invita ad applicare con senso di responsabilità l’ordinanza… “Rispetto alla prassi di questi anni di ammissione pressoché totale alla maturità –ha affermato il ministro – questa è una delle norme pensate per restituire rigore e maggiore severità alla scuola e alla maturità. Non mi sfugge che laddove c’è l’insufficienza in una materia, il consiglio di classe debba valutare collegialmente se ammettere o no lo studente… L’applicazione delle nuove regole deve essere accompagnata dal buon senso, e quindi con un cinque non si boccia nessuno”. … Quella norma un effetto importante l’ha già ottenuto spingendo tanti ragazzi ad impegnarsi di più nel tentativo di raggiungere almeno la sufficienza in tutte le materie… Da alcune settimane circolavano previsioni catastrofiche: 130mila possibili non ammessi, a fronte degli appena 30mila dello scorso anno, quando bastava avere la media del sei per potere sostenere l’esame….

 

La stampa - 9 giugno

“Pensioni rosa. Tutte a 65 anni già dal 2012”

░ Alessandro Barbera dà i retroscena della decisione: s’è dovuta scartare l’ipotesi dello “scalino” a 63 anni nel 2011, perché bloccherebbe gli esodi di coloro che hanno maturato i requisiti e hanno 61 anni di età. Secondo il Ministero del Tesoro,i risparmi inizialmente saranno irrisori.

“… innalzamento secco dell’età pensionabile, a 65 anni, a partire dal primo gennaio del 2012, accompagnato da una clausola di salvaguardia. Altre strade per rispettare il diktat dell’Europa sull’equiparazione uomo-donna nel pubblico impiego on ce ne sono… Il mondo della scuola è quello che pagherà il prezzo più alto alla equiparazione: gli insegnanti in servizio in Italia sono circa 750 mila, almeno il 70%, circa mezzo milione, sono donne. Molte di esse, soprattutto le insegnanti delle materne e delle elementari, hanno iniziato la carriera lavorativa presto, e arrivano ai 40 anni di contributi prima dei 65 anni di età… Per ammorbidire l’impatto dell’ scalone imposto da Bruxelles, il Governo ha allo studio almeno due soluzioni: la prima è una norma di salvaguardia; ovvero permettere a tutte coloro che hanno maturato i requisiti pr la pensione al 31 dicembre di andarci anche dopo l’entrata in vigore dello scalone. L’altro escamotage è il blocco temporaneo, per le sole donne del settore pubblico, della nuova finestra unica entrata in vigore con l’ultima manovra

 

IL MESSAGGERO - 10 giugno

“La scuola si riforma con il merito e le risorse”

░ Giovanni Sabbatucci ci spiega come non sia possibile avere la botte piena e la moglie ubriaca.

… Maria Stella Gelmini si è ispirata con apprezzabile coerenza a due criteri di fondo: introdurre, o reintrodurre, nella scuola e nell’università, criteri di più rigorosa selezione come auspicato da una larga (anche se non maggioritaria) fascia di pubblica opinione; e realizzare significativi risparmi nel suo settore di competenza come richiesto dai suoi referenti politici, tanto più in tempi di sofferenza dei conti pubblici. Intenti entrambi lodevoli (il secondo non meno del primo) ma non sempre conciliabili tra loro e spesso perseguiti con un certo affanno che tradisce la improvvisazione e mancanza di un disegno organico. Esempio tipico di questo modo di operare, il provvedimento, poi corretto per bocca dello stesso ministro, che imponeva il raggiungimento da parte degli studenti della sufficienza in tutte le materie come condizione indispensabile per l’ammissione all’esame di maturità. Provvedimento discutibile … e troppo facilmente eludibile: gli insegnanti, che già si mostravano largamente inclini alla pratica dell’arrotondamento verso l’alto, o del “perdono” di singole manchevolezze, avrebbero potuto continuare in tale pratica, anzi si sarebbero sentiti autorizzati a intensificarla in risposta al secco automatismo del dispositivo ministeriale (come in effetti è avvenuto nel caso di un liceo milanese, dove tutti i cinque sono stati automaticamente trasformati in sei). Il successivo aggiustamento operato ieri dal ministro.. va dunque accolto come una buona notizia. Ma certo non depone a favore dell’efficienza della burocrazia ministeriale… Anche a prescindere da quest’ultimo caso, un certo sentore di improvvisazione s’è potuto cogliere in altre misure. Ad esempio, nell’ambito di misure in materia di cicli didattici e ordinamenti scolastici… C’è poi la questione delle risorse sempre più scarse. Come ho detto, lo sforzo per ridurre le spese, o quanto meno per contenerne la dinamica, è in sé lodevole…. Può accadere però – e gli esempi recenti anche in questo senso non mancano – che, a forza di tagli indiscriminati, la scuola si trovi nell’impossibilità di assolvere ai suoi compiti primari (che costituiscono fra altro uno dei corrispettivi più importanti forniti dallo Stato a fronte del pagamento delle tasse), e non possa nemmeno perseguire quegli obiettivi di miglioramento qualitativo che sono pure negli obiettivi dichiarati del ministro. Obiettivi che non saranno mai raggiunti senza risorse da destinare all’edilizia scolastica, alla formazione degli insegnanti, e anche agli incentivi per i più meritevoli.

 

Corriere del Mezzogiorno - 10 giugno

“Illegittimo anticipo degli scrutini: Cobas in Procura”

░ L’iniziativa dei Cobas di Napoli, che mettono nelle mani del Procuratore la questione del calendario scrutini antisciopero.

I Cobas della scuola presentano stamani un esposto alla Procura della Repubblica, contro “il boicottaggio dello sciopero degli scrutini”. Vale a dire, contro l’anticipazione degli scrutini operata da alcune scuole del napoletano, giudicata “assolutamente illegittima”. Con una nota, i Cobas del comparto spiegano: “Malgrado le diffide fatte dai Cobas ai dirigenti scolastici, al ministro dell’istruzione e al direttore regionale, continuano a manifestarsi comportamenti dei capi d’istituto che, anticipando illegittimamente gli scrutini a prima del termine delle lezioni, boicottano lo sciopero degli scrutini in Campania, indetto per il 14-15 giugno, limitando anche il diritto degli studenti a verificare l’eventuale recupero di debiti scolastici fino all’ultimo giorno di lezione (12 giugno). Per questa ragione, una delegazione di docenti e personale ATA presenterà alla Procura un esposto-denuncia contro questi comportamenti, chiedendo che siano interrotti e sanzionati…

 

 

“Si sblocca la vicenda della scuola Novelli di Monreale”

“Dunque sono i disabili a «bloccare la competitività»:

“Gli slogan della Gelmini; la realtà dei tagli”

“La scuola non tema le novità”

“Liceo verso lo sciopero degli scrutini”

“Maturità, l’incognita delle ammissioni”

“E’ soltanto un annuncio: La norma sarà aggirata”

“Si torna a un sano rigore, non ci saranno miracoli”

“La scuola è nel caos, il riordino delle superiori mette in forse l’avvio”

“Licei, pronti i nuovi programmi”

“Si avvicina l’esame di terza media.

Giornale di Sicilia - 26 maggio

“Si sblocca la vicenda della scuola Novelli di Monreale”

░ Un problema di ristrutturazione per la messa in sicurezza, risolto. Ne riferisce un articolo di Enzo Gangi.

Il Cipe, nella sua ultima determinazione, ha stilato il piano straordinario di interventi che saranno necessari per effettuare la messa in sicurezza degli edifici scolastici in tutto il Paese. Del provvedimento, che consta di interventi per 358 milioni di euro su scala nazionale, beneficeranno pure le scuole di Monreale. La cittadina potrà godere di un finanziamento di circa un milione e duecentomila euro. Alla scuola Novelli, che ha circa 800 iscritti, saranno stati destinati circa 400 mila euro…. Il Comune, adesso, dovrà predisporre in tempi rapidi un progetto esecutivo per poter avviare i lavori. Per venerdì dovrebbe essere convocata una conferenza di servizio per concertare il piano di intervento. “Mi auguro - afferma il deputato Tonino Russo, componente della commissione Cultura della Camera, che ha istruito il provvedimento - che il Comune sia in grado di predisporre un progetto adeguato, per far sì che la popolazione scolastica monrealese venga risparmiata dai disagi che finora hanno dovuto sopportare”.

 

Superando.it - 27 maggio

“Dunque sono i disabili a «bloccare la competitività»:

complimenti Ministro!”

░ Tra i tanti aspetti della Manovra Finanziaria Correttiva, uno tra i più delicati è quello che attiene l’invalidità civile; riportiamo le dichiarazioni del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, e il commento apparso, a cura della Fish, su Press-IN anno II / n. 1368.

Le parole di Tremonti e le nostre chiose. Qui di seguito i virgolettati del ministro dell'Economia Giulio Tremonti- durante la conferenza stampa di presentazione, il 26 maggio, della manovra correttiva nelle parti in cui si esprime sull'invalidità civile. Abbiamo chiosato con nostre note, per rendere più "comprensibili" le argomentazioni del Ministro….

Ministro: «Sulle Regioni la riduzione è abbastanza consistente. Ma non insostenibile. Si parla di 4, 4.5 miliardi. Beh, lì cosa c’è dietro? Uno dei fenomeni che vi fanno capire perché questo continente e il nostro Paese deve cambiare: le pensioni di invalidità. E’ un Paese che ha 2 milioni e 7 di invalidi, su 60 milioni di abitanti… pone la questione se può essere ancora competitivo».Nota: Le prestazioni economiche derivanti da minorazioni civili sono state, nel 2009, 2.637.394. La cifra non corrisponde al numero di invalidi (inferiore) non essendo infrequente che a un cittadino in possesso dei requisiti sanitari vengano riconosciute indennità e pensione.

Ministro:«L’altra cosa impressionante: non è che abbiamo 2.7 milioni di invalidi, ma che il costo delle pensioni di invalidità è salito a 16 miliardi. Un punto di PIL ogni anno vanno agli invalidi…». Nota: L'Italia per l'invalidità (comprese le pensioni di reversibilità) spende l'1,5% del proprio PIL. La Germania spende il 2%, la Francia l'1,8, il Portogallo il 2,3, la Polonia l'1,7, il Regno Unito il 2,4. La media nell’Europa dei 15 è il 2,1%. Spendono meno dell’Italia, Grecia, Bulgaria, Estonia, Romania (Fonte: "Relazione sulla Situazione Economica del Paese - 2009"…, l'evasione fiscale incide per il 22% del PIL)

Ministro:«E questo è stato un effetto negativo del federalismo fiscale inventato dalla Sinistra col Titolo V».Nota: La valutazione degli stati invalidanti viene effettuata ricorrendo a un D.M.(e non a un provvedimento regionale) del 1992 e la composizione delle Commissioni è pure stabilita da norme nazionali. Il controllo sugli atti, sui verbali, sulle certificazioni è rimasto allo Stato… attraverso l'INPS. I requisiti reddituali vengono stabiliti dallo Stato e non dalle Regioni. Nelle cause civili, infine, presenzia lo Stato attraverso l'INPS e non le Regioni. La riforma del Titolo V della Costituzione non è una riforma di natura fiscale.

Ministro:«Cosa è stato? Che le tabelle di invalidità sono state rese più generose, e quindi era invalido non solo uno che aveva una vera invalidità, ma anche delle malattie, dei difetti magari non invalidanti davvero».Nota: Il Decreto del Ministero della Sanità del 5 febbraio 1992 che fissa le percentuali di invalidità e le modalità di valutazione è vigente da 18 anni e non ha subìto alcuna modifica legislativa.

Ministro:«Chessò: il fischio all’orecchio è una causa di invalidità; è molto fastidioso, ma che debba essere causa di pensione di invalidità come se fossi davvero invalido magari è troppo». Nota: Gli "acufeni permanenti o subcontinui di forte intensità e insorti da più di tre anni" ….sono previsti come invalidanti dal citato Decreto Ministero della Sanità del 5 febbraio 1992. Viene prevista una percentuale fissa di invalidità pari a 2%. Il minimo per essere considerati invalidi è 33%. Il minimo per avere diritto ad assegno è 74%.

Ministro:«Poi c’è una differenza incredibile da Regione a Regione. Ci sono Regioni, chessò [come] l’Umbria che ha 8.5 di invalidi in percentuale; le Marche, la Toscana dice la sua».Nota: In Umbria sono stati rilevati 6,52 invalidi civili ogni 100 abitanti (Fonte: la già citata "Relazione a cura del Ministero dell’Economia).

Ministro: «Non è un fatto Nord-Sud o Destra-Sinistra. La Sicilia è più bassa di altre Regioni. E comunque c’è dietro una realtà che è degenerata negli ultimi anni, perché siamo passati da una spesa di 6 miliardi nel 2001-2002 a 16 miliardi… Cosa può fare il Governo col suo decreto? Non può, deve fare una nuova procedura rigorosa di controlli…. Sanzioni vere, tabelle che tornano ad essere serie e non da non essere convincenti, controlli su chi ha avuto le pensioni per vedere se è iscritto a circoli sportivi, se guida la macchina (e la casistica è impressionante di recuperi). Ma non basta, perché su chi ha preso la pensione di invalidità, pur sulla grande generosità delle nostre Regioni, e sulla generosità delle tabelle, tuttavia non gli puoi chiedere indietro i soldi».Nota: La pensione a un invalido totale è pari a 256,67 euro al mese. L'indennità di accompagnamento a un disabile che non è in grado di svolgere gli atti quotidiani della vita è di 480,47 euro al mese.

Ministro: «Non puoi andare da uno che ha avuto la pensione vera su una malattia non invalidante - ma la pensione vera […] c’è - non puoi negargli un diritto che ha acquisito. La scelta che abbiamo fatto è chiedere alle Regioni un sacrificio anche in conto pensioni di invalidità. Per il Titolo V della Costituzione le pensioni di invalidità sono materia delle Regioni. Allora invece di chiedere indietro i soldi alle famiglie che hanno preso… - delle pensioni, chiediamo alle Regioni di accollarsi una quota di sacrificio. Tutti devono concorrere. Le Regioni concorrono un pochino in più, perché c’è dietro questa causale».

 

Aprileonline.info – 27 maggio

“Gli slogan della Gelmini; la realtà dei tagli”

░ Sul blog “Quotidiano per la sinistra”, diretto da Carla Ronga, una articolata disamina su università e scuola,proposta da Francesco Scommi

Due mandati al massimo, per i rettori, stop al nepotismo, taglio del 20 per cento dei corsi di laurea per eliminare quelli inutili, fondi per gli studenti meritevoli: Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione, anticipa a Panorama, in edicola da domani, i punti cardinali della riforma dell'università, attesa in Senato a metà giugno. Una serie di slogan. …. Parole di cauto incoraggiamento dal presidente di Confindustria Emma Marcegaglia: la riforma dell'università "in discussione, seppur timida, va nella giusta direzione. E' essenziale che in Parlamento non venga smontata". Alla Gelmini non sarà parso vero, tanto che subito ha definito quelle della Marcegaglia "parole importanti" ed esortato i parlamentari ad approvare il ddl. Dal Partito democratico è arrivata la stroncatura. Il capogruppo del Pd in Commissione Istruzione al Senato, Antonio Rusconi: … dovendo la riforma passare alla Camera, quanto anticipato dalla Gelmini ai giornali non sarà realizzabile nel prossimo anno accademico, mentre i tagli di un miliardo e 300 milioni di euro, già previsti dalla legge 133/ 2008, saranno attuabili da subito…”. Il ministro deve fronteggiare anche una dura protesta dei Cobas contro i tagli. I Cobas hanno annunciato oggi una manifestazione il 5 giugno, due giorni di sciopero degli scrutini nel periodo compreso tra il 7 e il 15 giugno con modalità diverse nelle regioni, "per bloccare la finanziaria e i tagli nella scuola". "L'ultima tappa del massacro della scuola è la più sanguinosa. Nel prossimo anno scolastico spariranno 26 mila posti di lavoro tra i docenti e circa 15 mila tra gli Ata, con una espulsione di massa dei precari"…. Nella scuola, come in tutto il pubblico impiego, "verranno bloccati i contratti per tre anni… Ma in più, nella scuola, si aggiunge il blocco per tre anni degli 'scatti di anzianita', che, sommato al precedente, provoca un furto salariale medio intorno ai 6.000 euro. Per tutti i lavoratori, poi, si sposta di un anno la pensione di anzianità, il pensionamento a 65 anni per le donne verrà anticipato al 2016 mentre i dipendenti pubblici verranno derubati della liquidazione, ricevendola non più all'uscita dal lavoro ma diluita in tre anni".

 

LA STAMPA– 28 maggio

“La scuola non tema le novità”

░ Lettera del ministro Gelmini al direttore del giornale, sull’attualità della scuola. L’”ampiamente condivisa” dà la misura del distacco che c’è tra il sentire del governo e il paese reale.

“… Per la prima volta da molti decenni è stata messa a punto una riforma delle superiori ampiamente condivisa e in linea con le esigenze della cultura e della società dei nostri tempi. Con il Ministro Sacconi abbiamo sottoscritto il Piano per l’occupabilità dei Giovani: Italia 2020, che punta ad una piena integrazione tra il sistema educativo e il mondo del lavoro, e una rapida transizione dalla scuola al lavoro. Un piano in sei interventi che darà impulso ad una serie di iniziative volte a rilanciare l’istruzione tecnica e professionale, il contratto di apprendistato, l’utilizzo dei tirocini formativi, il ruolo della formazione universitaria e l’apertura dei dottorati di ricerca al sistema produttivo. Per l’università si prospetta, ora, un’occasione irripetibile, quella di una riforma organica e di ampio respiro in grado di mettere in gioco le energie migliori della nostra ricerca. Nuova governance, bilanci e concorsi più trasparenti, più attenzione ai giovani studiosi. …. La scuola e l’istruzione devono tornare ad una visione rigorosa e – vorrei dire – orgogliosa del loro compito, che è quello di creare e trasmettere conoscenza, anche se questo significa in molti casi abbandonare consuetudini alle quali in molti si erano attaccati. E’ finita un’epoca. Oggi la crisi internazionale ce lo impone: o si cambia o non si è più in grado di reggere la sfida della modernità…”.

 

Bresciaoggi– 28 maggio

“Liceo verso lo sciopero degli scrutini”

░ Maurizio Toscano riferisce del fermento in una scuola di Desenzano sul Garda: la dura presa di posizione, contro i tagli e la riforma, da parte di decine di docenti che aderiscono alle iniziative dei Cobas: sciopero degli scrutini, e il 12 giugno un “sit-in” e un confronto pubblico.

Anche a Desenzano il mondo della scuola è in subbuglio. Nella città dove il ministro dell’istruzione, Maria Stella Gelmini si è formata politicamente, è lo storico Liceo Baratta, che tra altro la avuta come studentessa, a tirare la protesta. Allo sciopero degli scrutini, indetto dai COBAS per il 14 e 15 giugno, viene reso noto che hanno manifestato la propria intenzione di partecipare anche numerosi insegnanti del Bagatta… hanno anche deciso di organizzare anche una giornata di incontro con le amministrazioni locali e la stampa per rendere pubbliche le difficoltà nelle quali si troverà il liceo…

 

Corriere della sera– 29 maggio

“Maturità, l’incognita delle ammissioni”

░ di Annachiara Sacchi. Il vista dell’esame, che parte il 22 giugno con la prima prova scritta, studenti.it ha sondato gli umori (e i timori) dei candidati; si calcola che 100,000 circa rischiano di non essere ammessi all’esame, per mancanza del requisito imprescindibile della sufficienza in tutte le materie allo scrutinio di quinta classe; in crescita il numero di coloro che prevedono commissioni più severe che nel passato.

“…secondo l’ordinanza ministeriale n, 44 del 5 maggio scorso, sono ammessi solo gli alunni “che conseguano nello scrutinio finale una votazione non inferiore a 6 decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline”. In sostanza, visto che alla fine del primo quadrimestre si contavano 300,000 insufficienze, tra gli iscritti all’ultimo anno delle scuole superiori, si teme che la non ammissione possa riguardare un esercito di centomila ragazzi. Certo, sempre l’ordinanza spiega che “il consiglio di classe adotta liberamente criteri e modalità da seguire per la formalizzazione delle deliberazioni di ammissione”. Ma resta il fatto: basta un 5 per dire addio all’esame. Terrore. Secondo un sondaggio di Studenti.it il 32% dei maturandi è consapevole del fatto che non ci saranno sconti. Si gioca tutto con le ultime interrogazione. Richiesta disperata: “sei politico”…. Annata dura anche per i 25.800 privatisti: per accedere all’esame dovranno sostenere il test preliminare. E nuovi ostacoli sono previsti per i bravissimi, per i quali la lode diventa quasi un miraggio: potrà essere assegnata solo a chi avrà ottenuto il punteggio massimo in tutte le prove: arriverà a 100 senza usufruire del bonus di cinque punti, e sarà ammesso con la media dell’otto.

 

Corriere della sera– 29 maggio

“E’ soltanto un annuncio: La norma sarà aggirata”

░ Nella stesa pagina del precedente articolo, gli fa da contrappunto il parere bonario dell’”esperto”, il preside Michele D’Elia del Liceo Scientifico “Vittorio Veneto” di Milano.

“E’ solo un annuncio: La norma sarà aggirata come un valzer. Perché il voto non è mai del singolo docente. Lo dice la legge: il professore propone una valutazione di cui è prevista una sintesi collegiale…Se i 5 sono due, saranno portati al 6, perché quei voti potrebbero essere il frutto di un momento di calo. Diverso se si tratta di materie d’indirizzo su cui non si può transigere. Comunque, saremo equilibrati…”.

 

Corriere della sera– 29 maggio

“Si torna a un sano rigore, non ci saranno miracoli”

░ Nella stessa pagina dei due precedenti, ecco la posizione più burbera (ma solo nel tono) del d.s. Ennio Ferrara che dirige il Liceo Umberto I di Napoli.

“Un segnale era necessario, un ritorno a un sano rigore valutativo ci voleva. Rispetteremo la normativa vigente, poi saranno i consigli di classe a valutare. Insomma, per i ragazzi un margine di speranza c’è. Ma se ci sono insufficienze in più materie, allora il miracolo è impossibile. I nostri ragazzi sono stati preparati da tempo alla novità di quest’anno e sanno che chi ha studiato può state tranquillo. La scheda di ogni studente è oggetto di un’attentissima analisi diagnostica.. Non c’è stato mai lassismo nelle nostre valutazioni.. Le regole introdotte dal Ministro Gelmini sono uno stimolo in più ad essere rigorosi”.

 

La Repubblica (ed.Torino)– 31 maggio

“La scuola è nel caos, il riordino delle superiori mette in forse l’avvio”

░ Un articolo di Stefano Parola sugli effetti che i tagli della manovra di aggiustamento produrrà sui bilanci della P.A. in Piemonte, costretta a tagliare i servizi ai cittadini, anche nella scuola. Cresce la protesta.

Nelle Superiori, il prossimo a.s. s’inizierà il 13 settembre. Forse. L’incertezza deriva dal fatto che le operazioni per creare le classi sono ancora in alto mare. “Siamo in ritardo di tre mesi”, denuncia il segretario della Cisl Scuola Piemonte, Enzo Pappalettera. E pure l’assessore provinciale all’Istruzione, Umberto d’Ottavio, concorda….

La colpa è quasi tutta del riordino delle Superiori, varato dal Ministero a inizio anno. La novità ha fatto slittare di due mesi il termine ultimo per le iscrizioni, generando un primo ritardo. Che nelle ultime settimane si sta dilatando ulteriormente. Come spiega Pappaletterra, il Ministero sta valutando se annullare le differenze di organico presenti negli istituti con più tipi di scuole. Finora a quelle che, ad esempio, avevano sia il liceo classico che lo scientifico venivano assegnate due distinte quantità di docenti. Ora negli uffici di Roma stanno valutando di rendere il sistema più flessibile in vista di assorbire meglio i tagli dell’anno prossimo. Un modo per permettere ai prof “di troppo” di trovare un nuovo posto, sempre nello stesso istituto… Altro busillis: chi insegna le materie nuove ? A parte che il decreto che lo stabilisce dev’essere ancora approvato, le scuole avranno comunque bisogno di giorni per ragionare su come salvaguardare il personale sfruttando le nuove possibilità..

 

ItaliaOggi – 1 giugno

“Licei, pronti i nuovi programmi”

░ Mario D’Adamo definitive le indicazioni nazionali, più attenti ai docenti che non alle competenze degli alunni

“…le competenze nazionali, nel loro testo definitivo, sono disponibili dal 26 maggio scorso, sul sito di INDIRE, 415 pagine di regolamento e allegati. Indicazioni elaborate tutte insieme e nel breve volgere di pochi mesi. Il lavoro della commissione, coordinato da Max Bruschi è stato, per altro, facilitato dal patrimonio documentale di decenni di sperimentazioni nelle scuole superiori. Gli esperti hanno dovuto esaminare, prima di concludere la loro attività, gli interventi e i risultati del dibattito culturale e scientifico sviluppatosi intorno alla bozza, resa pubblica non più di tre mesi fa. Il loro lavoro si è inevitabilmente confrontato con i risultati cui erano pervenuti i così detti saggi cui il ministro Berlinguer aveva affidato un analogo compito, quello di individuare i contenuti essenziali della formazione. Le indicazioni stabiliscono che ogni disciplina vada insegnata “con i propri contenuti, le proprie procedure euristiche, il proprio linguaggio”, così da salvaguardare gli “statuti epistemici dei singoli ambiti disciplinari”. Le indicazioni rappresentano la “declinazione disciplinare del profilo educativo, culturale e professionale dello studente, a conclusione dei percorsi liceali”…. I due paragrafi su cui sono costituite le indicazioni sono le competenze attese al termine del percorso, e gli obiettivi specifici in itinere finalizzati al loro raggiungimento.

 

Famiglia Cristiana – 6 giugno

“Si avvicina l’esame di terza media. ”

░ Tutte le novità, a partire dal voto, in un articolo di Rosanna Precchia.

Entra in vigore quest’anno il nuovo sistema di valutazione per l’esame di terza media.. il voto finale sarà frutto della media matematica di: voto di ammissione all’esame, prova scritta di italiano, prova scritta di matematica, prova scritta Invalsi di italiano e matematica, prove scritte di lingue, colloquio. Per uscire con 10 bisognerà ottenere il massimo voto in ognuna, di conseguenza l’esame ha rispetto al passato un’importanza maggiore. Il calendario delle prove è fissato dai dirigenti scolastici, tranne che per quella nazionale, che tutti sosterranno il 17 giugno alle ore 8,30. I test sono preparati dall’Invalsi e consegnati alle singole scuole. Per lo svolgimento, l’alunno ha a disposizione due ore che comprendono consegna, spiegazione e compilazione dei fascicoli con i test.

 

“Rinnovo contratto per 10mila presidi”

“Gli studenti promuovono gli insegnanti”

“Scuola al collasso, il governo sospenda i tagli”

“Un risparmio da sei miliardi”

“Schiaffeggia uno studente. Prof nei guai al Majorana”

“Limina censura presidi e insegnanti”

“Maturità, martedì le commissioni”

“A Palermo, 2500 ragazzi ricordano Falcone”

“Gelmini: Siamo pronti a dare più armi all’esercito degli insegnanti”

“Giusto fare le vacanze lunghe.. meno stanno a scuola e meglio è”

“Scuola a ottobre, bufera sul Pdl. Gelmini:”Un aiuto al turismo”

“Ma quante assurdità negli orari di lezione”

“Il collegio docenti può fare politica ?”

 

Il Sole 24 ORE – 21 maggio

“Rinnovo contratto per 10mila presidi”

░ Nelle Notizie in breve

Sindacati e amministrazione pubblica hanno firmato il rinnovo del contratto ei 10mila dirigenti scolatici di tutta Italia; l’accordo è stato sottoscritto con la parte pubblica presso L’ARAN, dai sindacati di categoria ANP Cida; CISL Scuola, FLC Cgil, SNALS Confsal e UIL Scuola, e riguarda il quadriennio normativo 2006/2009, e i due bienni economici compresi. Per il primo biennio economico verranno corrisposti 2015 euro mensili mentre sul secondo biennio l’aumento sarà di quasi 150 euro.

 

CORRIERE DELLA SERA (ed.Roma) – 21 maggio

“Gli studenti promuovono gli insegnanti”

░ All’Istituto Newton, l’esito di una campionatura della “satisfaction” degli alunni è la seguente: bene la didattica; male la pulizia dell’istituto; bocciate le gite scolastiche.

Collegio dei docenti a porte aperte, ieri, nell’aula magna del liceo scientifico Newton. Normalmente off limits, come vuole la norma, il Consiglio d’istituto si è trasformato in un dibattito a più voci: Professori, genitori e studenti a confronto…. Dialogo schietto, e qualche faccia sorpresa, si sono avuti quando gli studenti hanno esposto i loro voti a prof, scuola preside. Note dolenti, pulizia e stato dell’edificio scolastico… Bene il rapporto con i docenti e i compagni di classe. Ottima la didattica. Non piacciono invece le gite scolastiche (“disorganizzate”). Anche genitori, docenti e personale ATA hanno espresso il loro giudizio sulla scuola, tramite questionario. Al Newton sono, non a caso, campioni di “finanza creativa”: mercatini, concerti, mostre, prof e studenti si impegnano a scovare fondi per finanziare i progetti scolastici. “L’autovalutazione, rilancia il preside Rusconi – e i consigli a porte aperte dovrebbero essere obbligatori”.

 

La Repubblica (ed.Roma) – 21 maggio

“Scuola al collasso, il governo sospenda i tagli”

░ Sara Grattoggi riferisce del sit-in dei docenti in protesta davanti al ministero. Il presidente della Provincia Zingaretti se ne fa interprete “gli studenti sono danneggiati dall’incapacità del governo”. Anche i dd.ss si attivano inviando una lettera a 200 mila famiglie, sui tagli.

La denunzia dei presidi laziali sullo stato di sofferenza della scuola pubblica rilancia la protesta dei coordinamenti romani e trova sponda nel mondo politico. Il documento inviato a 200 mila famiglie, dai dirigenti dell’Associazione scuole autonome del Lazio “conferma che le scelte del governo sino un colpo mortale all’istruzione pubblica”, secondo il presidente della Provincia Nicola Zingaretti, che ha lanciato un appello all’esecutivo perché cambi rotta…. Dopo giorni di mobilitazioni, in serata arriva una buona notizia da viale Trastevere, dove alcune centinaia di insegnanti e di famiglie del Coordinamento permanente delle scuole di Roma hanno protestato ieri pomeriggio. Il direttore generale per il personale della scuola del Ministero, Luciano Chiappetta ha assicurato che il prossimo settembre sarà attivato un numero di classi a tempo pieno pari a quello dell’a.s. 2009-10.

 

AVVENIRE – 22 maggio

“Un risparmio da sei miliardi”

░ Enrico Lenzi riporta i dati Agesc che suggeriscono quanta riconoscenza lo Stato, cioè tutti noi, debba avere nei riguardi della scuola paritaria

Sei miliardi di euro. A tanto ammonta il risparmio che lo Stato ogni anno realizza con la presenza della scuola paritaria. Un conteggio realizzato dall’Associazione Genitori Scuole Cattoliche (Agesc) prendendo in esame quanto lo Stato, cioè tutti noi, spende per l’istruzione per ogni singolo studente, sia nella scuola statale che in quella paritaria. Si scopre così che nella materna statale, lo Stato spende per ogni bambino 6.116 euro, mentre ne stanzia 584 se è iscritto in una paritaria. La differenza: 5.532 euro. Non solo,. Se tutti i bambini delle materne paritarie traslocassero in blocco nella materna statale, lo Stato dovrebbe aumentare la propria spesa di tre miliardi e 436 milioni di euro. Stesso discorso per le elementari: 7.366 euro per studente nella statale e 866 per quello della paritaria. In questo caso, la presenza delle paritarie procura allo Stato un risparmio di un miliardo 202 milioni di euro. Nelle medie inferiori, il risparmio statale si ferma a 496 milioni di euro (7.688 contro 106), mentre per le superiori si supera di poco il miliardo. … Le regioni intervengono prevalentemente nel settore della scuola materna. Quasi tutte, tranne Lazio, Marche e Campania… prevedono contributi (con uno spettro decisamente ampio). Si va dalla completa parità Si va dalla completa parità di Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige, tra tutte le scuole, indipendentemente dal gestore, agli stanziamenti, anche milionari delle altre regioni…. Lombardia, Veneto e Sicilia si sono dotate di una legge regionale che introduce un buono scuola per le famiglie con i figli iscritti alle paritarie, mentre le altre prevedono contributi inseriti, però, nelle leggi sul diritto allo studio.

 

LA REPUBBLICA – 22 maggio

“Schiaffeggia uno studente. Prof nei guai al Majorana”

░ Un trafiletto amarissimo, nella edizione di Palermo.

Uno schiaffo allo studente che lo aveva insultato ha nesso nei guai un professore di lungo corso dell’ITI Ettore Maiorana. Il d.s. della scuola di via Astorino ha avviato l’iter disciplinare nei confronti del docente. Intanto, ieri mattina il padre del ragazzo – che non ha ancora presentato denuncia - è arrivato davanti all’istituto per avere spiegazioni sull’accaduto. Il dirigente ha deciso di avvertire la polizia, per paura di un’aggressione ai danni dell’insegnante. Secondo una prima ricostruzione, il professore avrebbe reagito con uno schiaffo al volto di uno studente di IV anno che aveva rimproverato e che, per tutta risposta, lo aveva offeso con alcune parolacce.

 

LA REPUBBLICA (ed.Bologna) – 22 maggio

“Limina censura presidi e insegnanti”

░ La Cgil chiede le dimissioni del direttore dell’USR; aveva detto che è dovere dei dipendenti pubblici non criticare l’amministrazione. Ilaria Venturi riferisce della dichiarazione del funzionario e delle reazioni.

No al bavaglio a presidi e insegnanti. E’ bufera sul richiamo di Marcello Limina a non parlare male dell’amministrazione scolastica sulla stampa. Pena, sanzioni disciplinari. Immediata la reazione della FLC Cgil: il segretario nazionale Mimmo Pantaleo e i segretari regionali Danilo Barbi e Raffaella Morsia ieri hanno chiesto le dimissioni del direttore dell’US dell’Emilia Romagna. La replica del direttore: “Ma quale bavaglio. La nota era riservata solo ai miei dirigenti provinciali,

una comunicazione tra me e loro… Per risolvere i problemi ci vuole una comunicazione adeguata, corretta, non urlata e sguaiata ”.

 

La Sicilia – 22 maggio

“Maturità, martedì le commissioni”

░ Un articolo di Mario Castro, riferito alle scuole della provincia di Catania, nell’imminenza della prova più attesa dagli studenti e dalle loro famiglie (e anche dalla Stampa, sempre coinvolta).

Martedì prossimo arriveranno i nomi dei componenti le 292 commissioni (se i in meno dell’ scorso a.s.)degli esami di Stato edizione 2009-10. Successivamente, gli assenti saranno sostituiti dall’USP (coloro i quali non si presenteranno comunicheranno le motivazioni dell’assenza il 21 giugno, all’insediamento delle commissioni)… Il condizionale sulla effettiva presenza dei candidati agli esami deriva dal fatto che essi, in sede di scrutinio finale, dovranno riportare la sufficienza in tutte le discipline. C’è una somiglianza con i vecchi esami di maturità, quando chi non superava la prova scritta d’Italiano non poteva sostenere l’orale. Però solo in detta disciplina (il colloquio era su tutte le altre materie). In questa edizione si è ancora più rigidi, dal momento che basta una insufficienza per non essere ammessi agli esami…. Ovviamente, questo farà aumentare il contenzioso, per cui è necessario che, anche se la valutazione è ormai numerica, e quindi non desta equivoci ci interpretazione, i verbali dovranno essere redatti con precisione, puntualità e opportune motivazioni… Per quanto concerne i privatisti, entro il mese di maggio dovranno sostenere esami di idoneità, per essere ammessi agli esami, e anche loro dovranno riportare la sufficienza in tutte le discipline…

 

Il Gazzettino - 24 maggio

“A Palermo, 2500 ragazzi ricordano Falcone”

░ Li hanno sbarcati nel porto di Palermo, due “navi della legalità” – provenienti da Napoli e Civitavecchia, ribattezzate coi nomi Giovanni e Paolo, dei magistrati simbolo caduti nella lotta alla mafia.

Obiettivo del viaggio, promosso dal Miur e dalla Fondazione Falcone, è stato quello di fare incontrare i coetanei palermitani, in occasione del 18/mo anniversario della strage, e con loro gridare il “no” alla mafia. Ad attenderli sul molo c’erano la sorella di Giovanni Falcone, Maria.. insieme a don Ciotti, presidente di Libera.. e al procuratore antimafia Piero Grasso… in cielo volavano palloncini tricolore e i ragazzi intonavano l’inno d’Italia.

 

il Giornale – 24 maggio

“Gelmini: Siamo pronti a dare più armi all’esercito degli insegnanti”

░ “Patto per la legalità” tra studenti, insegnanti e operatori della giustizia ricordando le vittime della strage di Capaci. La dichiarazione del Ministro nell’aula bunker dell’Ucciardone.

“Aveva ragione Bufalino quando diceva che per sconfiggere la mafia occorre un esercito di maestre, e la nostra intenzione è quella di fornire sempre più armi a questo esercito perché si può sconfiggere Cosa Nostra anche con gli strumenti della conoscenza”.

 

la Repubblica – 24 maggio

“Giusto fare le vacanze lunghe.. meno stanno a scuola e meglio è”

░ Caterina Pasolini firma questo articolo e magari anche lo straordinario titolo. Complimenti, a tutti in redazione; ora so che ho buttato 38 anni in cattedra. Continuateci a giocare con la scuola ! La frase messa nel titolo è tratta dalla intervista alla collega Paola Mastrocola, professoressa-scrittrice, la quale (con una risata enigmatica) auspica che i ragazzi abbiano più tempo “per guardarsi dentro”; giusto giusto il tempo della scuola. Così a lei stessa è accaduto:”Ero una ragazzina timida e solitaria, introversa. Per me stare via dalle aule quattro mesi era un sogno… passavo le ore sul balcone a leggere o giocare”. Ma che li buttiamo a fare questi soldi per la scuola? Viva, ancora e sempre, Deschooling Society, by Ivan Illich).

 

“A scuola il 30 settembre ? Io sarei entusiasta.. tra altro è anche il mio compleanno”. A dirlo senza remore, con una risata che dietro l’ironia nasconde scoramento, è Paola Mastrocola, docente, scrittrice, autrice tra glia altri libri di “La scuola insegnata al mio cane”. “Per come è oggi la scuola, meno ci stanno i ragazzi e meglio è. Come insegnante trovo più giusto che abbiano tempo per riflettere, stare da soli, trovare le passioni che hanno dentro si sé. – Scuola da buttare ? – Ora serve soprattutto come contenitore sociale visto che tutti i genitori lavorano, le famiglie sono desertificate. Comunque, meglio in classe che davanti ai mille schermi che rimbambiscono. Oggi la scuola dà infarinatura, non cultura e poi comunque dipende da chi incontri. Avrebbe bisogno di essere sconvolta, ripensata, altro che riformine, ma mancano le idee e sappiamo solo copiare il modello anglosassone che, tra altro, ha già fallito….

- Chi sarà contrario ?. – Soprattutto i genitori…

 

la Repubblica – 25maggio

“Scuola a ottobre, bufera sul Pdl. Gelmini:”Un aiuto al turismo”

░ Questo curatore della rassegna pregustava già il seguito, nella stessa testata giornalistica che il giorno 24 aveva ammiccato (articolo della Pasolini) al libero pensiero della Mastrocola (…”meno ci stanno i ragazzi e meglio è”). Marina Cavalieri ci informa che la Gelmini i ragazzi li manderebbe non sul balcone a guardarsi dentro, ma in spiaggia a guardare fuori. Aspettiamo, sempre meno pazienti, che di scuola si parli con argomenti pedagogici e non per esprimere giudizi immotivati, nè motivando con esigenze economiche (come ha fatto il ministro fin dal giorno dell’insediamento). Registriamo che la Mastrocola aveva azzeccato (- Chi sarà contrario ?. – Soprattutto i genitori…), perché il fronte dei genitori è compatto: riducendo i 200 giorni di scuola – dicono - si va al di sotto dello standard europeo e si fa cassa sulla pelle delle famiglie.

La Lega liquida tutto come una polemica inutile. I presidi si preoccupano. I sindacati si dividono. I genitori non ne vogliono sentire parlare. Favorevole, invece, il sindacato italiano balneari. La proposta di posticipare l’apertura dell’anno scolastico al 30 settembre, fatta da un senatore del PDL, scatena preoccupazioni e polemiche rituali, ma anche qualche consenso. A cominciare dal ministro Gelmini che, intervistata da Sky TG24 ha detto: “Io sono molto aperta su questo, se ne può discutere. Il nostro Paese vive di turismo e a settembre si possono avere migliori opportunità economiche per le vacanze”…. La paura di avere una scuola ridotta al minimo la esprime anche il PD. Secondo il capogruppo in commissione cultura della Camera… Tra interessi delle famiglie e quelli del turismo c’è però anche la delicata questione dell’apprendimento. “Sarebbe un errore. Il tempo dell’apprendimento è - Spiega Benedetto Vertecchi, pedagogista - il tempo dell’interiorizzazione, per imparare ci voglio tempi lunghi”.

 

la Padania– 26 maggio

“Ma quante assurdità negli orari di lezione”

░ Ancora in tema di calendario scolastico, e ancora una proposta minimalista; questa è argomentata con riferimento all’Europa, dove si fanno, mediamente 20 ore di lezione a settimana. - Perché farne trenta ? Si chiede Sergio Bianchini, presidente dell’Associazione “per una scuola nostra, regionale e federale”. Con i 2 precedenti fanno 3: per questo signore, le ore di scuola sono ore fagocitate ai giovani, dallo Stato

Il dibattito sulla data d’inizio della scuola… ha sicuramente fissato nella mente dei lettori una quantità: 200. Duecento sono i giorni di scuola in Italia. …La riduzione a 5, dei giorni di scuola si può fare ma lasciando inalterato il volume totale delle ore annuali e settimanali, cioè 30 ore (in media) per 33 settimane, pari a 990 ore annue. Quindi, nella scuola in cui si fa la settimana corta bisogna tenere l’alunno in classe sei ore al giorno… Per avere un ritmo ragionevole, pari a 4 ore al giorno per 5 giorni tipici della modernità, il curricolo deve arrivare

A 20 ore settimanali, che non sono un’assurdità bensì corrispondono al peso della scuola di 40 anni fa… Centralismo, meridionalismo, sindacalismo, alleati per la pelle, hanno caricato la vita del giovane di questo peso insostenibile, che è tale anche per la finanza pubblica. In Europa, il curricolo obbligatorio viaggia intorno alle 20 ore settimanali… In Danimarca, le ore annue obbligatorie variano da 600 a 660, e in ogni ora ci sono 15 minuti di pausa ritualizzata. In Finlandia – giudicato il Paese con la massima preparazione degli allievi –le lezioni obbligatorie durano tre ore al giorno.

 

Il Nuovo Corriere viterbese– 27 maggio

“Il collegio docenti può fare politica ?”

░ Cinzia Rossi riferisce della polemica scoppiata tra il sindaco di Viterbo e eurodeputato Pdl, Giulio Marini e un collegio dei docenti auto convocato come assemblea di protesta contro la politica scolastica del governo e alla riforma Gelmini. A questa si è rivolto l’eurodeputato con un’interrogazione a risposta scritta, in sede parlamentare.

Sulla protesta degli insegnanti dell’ISIS di Tarquinia contro la politica scolastica attuata dal governo, interviene il deputato Giulio Marini, che critica aspramente il comportamento del collegio docenti rivolgendosi direttamente al ministro: “Il collegio dei docenti può impartire a genitori e alunni un indirizzo politico?”...L’organo scolastico ha infatti approvato a maggioranza un documento nel quale si illustra la drammatica situazione in cui versa attualmente la scuola, e soprattutto le prospettive per il futuro alla luce della politica dei tagli posta in essere dal governo. Il collegio avrebbe, inoltre, convocato un’assemblea tra genitori e alunni per discutere quella che è stata definita “una dissennata politica di tagli..”. Al Ministro Marini chiede quali provvedimenti riterrà opportuno adottare nel caso venisse accertato un eccesso di competenza e il mancato rispetto di quelle che sono le attribuzioni spettanti all’organo scolastico “

 

 

 

“Opere da 11 mld, ma cantieri solo per le scuole”

“Gentili: Ora una scuola più in sintonia con le esigenze del mercato”

“Lo spezzatino della Gelmini”

“Test INVALSI: ambigui, inutili e perfino pericolosi”

“La babele dei libri di testo: ancora senza programmi”

“La scuola diventa digitale, 800 gli istituti in gara”

“Tempo pieno, nuove proteste. La Gelmini:aumenterà”

“Su Tempo pieno, nuova guerra di cifre”

“Tecnici con più cattedre atipiche”

“A scuola un equivoco tecnico”

“Studenti, alle aziende servono tecnici”

Italia Oggi – 14 maggio

“Opere da 11 mld, ma cantieri solo per le scuole”

░ Un articolo di Simonetta Scarane sul finanziamento CIPE per progetti infrastrutturali; operativi solo i 358 milioni per la messa in sicurezza.

Via libera, ieri, del Cipe a progetti relativi alla realizzazione di infrastrutture per 11 miliardi. Ma a ben guardare, i cantieri tanto attesi dall’industria, in funzione anticrisi, che potranno partire subito saranno soltanto quelli previsti dal piano per le scuole. Interventi straordinari per 358 milioni finalizzati alla messa in sicurezza delle scuole, che hanno ottenuto il plauso dell’Assoviazione dei Comuni, Anci, e dei costruttori, Ance, che insieme faranno opera di tutoraggio sull’attuazione… Ma i progetti licenziati dal CIPE ieri non sono la risposta che si attendono.. per dare subito ossigeno alle imprese.

 

Il Messaggero– 14 maggio

“Gentili: Ora una scuola più in sintonia con le esigenze del mercato”

░ Un’intervista a Claudio Gentili, direttore dell’area Education lascia capire che Confindustria, da sempre il grillo parlante di scuola-Pinocchio, sembra questa volta essere soddisfatta della politica attuata dal ministro Gelmini per una scuola più in sintonia con il mercato.

“Salvo il caso del Classico, il fascino della tradizione comincia a perdere colpi. Le tecnologie e le scienze applicate piacciono ai giovani, ce ne siamo accorti sommando gli iscritti ai percorsi tecnologici e applicativi…. Quest’anno ci sono dati incoraggianti che riguardano gli indirizzi innovativi; la crescita di iscritti nelle scuole che hanno scienze applicate si registra soprattutto a Nord. … Sono 76.000 le posizioni ancora scoperte sul mercato: purtroppo le aziende cercano tecnici che non trovano. Le colpe risalgono al passato: poco dialogo tra il mondo produttivo e quello della scuola.

 

left– 14 maggio

“Lo spezzatino della Gelmini”

░ Un commento di Ilaria Bonaccorsi critica la Gelmini per un impegno sul tempo pieno, non mantenuto.

Ricordate il capannello con le tende degli insegnanti stazionare per mesi su viale Trastevere di fronte al Ministero ?... Una cosa era sfuggita a molti, una cosa che da settembre 2010 sarà, purtroppo, ben chiara ai genitori di quei bambini che si affacceranno alle primarie: il tempo pieno non esiste più. “Levatevelo dalla testa” ha detto oggi la dirigente di una delle più grandi scuole del centro di Roma, ai genitori disorientati. “Il tempo pieno eliminato. Esiste il tempo scuola”. E che cosa vuol dire, in soldoni ? Qual è la differenza tra tempo pieno e tempo scuola ? Il primo prevedeva, per es., alle primarie, 40 ore di scuola, con un organico di due maestre per classe, più due ore di compresenza. Il tempo scuola prevede, quando va bene, sempre 40 ore ma con un organico di una maestra che copre 22 ore di lezione (la famosa “prevalente”) e poi sulle ore restanti si innesca la macchina mortale di quello che è stato definito “lo spezzatino” cioè un turnover di insegnanti che andranno a coprire le ore di buco… L’inganno, va detto, è stato costruito ad arte perché dovete ammettere che celare dietro alle parole tempo “scuola, la sottrazione di insegnanti.. richiede un certo ingegno. L’ingegno dei demolitori.

 

Il manifesto– 14 maggio

“Test INVALSI: ambigui, inutili e perfino pericolosi”

░ Bruno Moretto e Giorgio Tassinari disegnano un ritratto in nero dei test che sono stati somministrati, la settimana scorsa, nelle classi seconda e quinta elementare e nelle prime classi della media.

.... L’esercizio INVALSI 2010 ricade nella categoria delle operazioni politiche dal significato ambiguo, e pertanto pericoloso… Il retroterra ideologico e tecnico dell’operazione Invalsi è in un documento redatto da Daniele Cecchi, Andrea Ichino e Giorgio Cittadini, i quali sostengono che il sistema educativo debba fungere da supporto allo sviluppo economico, e dunque debba essere organizzato in funzione ancillare alle necessità dell’economia…. Se si vuole cercare di misurare l’efficacia delle istituzioni scolastiche, ovvero individuare dove concentrare gli interventi.. una rilevazione totale è ridondante, anche perché gli errori di rilevazione conseguenti (in quanto autogestita dalle scuole con personale non specializzato) si presume saranno assai diffusi. Sarebbe sufficiente e molto meno costosa un’indagine campionaria, come il sistema PISA-OCSE che, infatti, costituisce la base conoscitiva per la messa a punto delle politiche scolastiche in molti paesi. E sarebbe necessario che tutta l’operazione avesse un impianto cooperativo, in modo che lo strumento di rilevazione delle competenze affianchi l’attività della scuola e ne valorizzi l’autonomia…. Infine, poche parole sul questionario somministrato ai bambini che dovrebbe servire ad accertare le condizioni socio-culturali e socio-economiche delle famiglie da cui provengono. Ciò pensiamo derivi dalla volontà positiva di metterle in relazione con i risultati degli studenti. Tuttavia, Piero Cipollone e i tecnici al suo servizio hanno pensato che a tali domande debbano rispondere i bambini stessi e non i genitori. Ancora, qual è il motivo di un approccio così grossolano e al limite della legalità ?.. Ad ogni modo, acquisire il consenso dei genitori parrebbe il minimo. Va ricordato che la decisione di sottoporre i bambini alla rilevazione è frutto di una mera circolare di un direttore generale. Pertanto, le prove Invalsi così concepite non sono obbligatorie e le scuole non sono tenute a somministrarle…

 

CORRIERE DELLA SERA – 15 maggio

“La babele dei libri di testo: ancora senza programmi”

░ Gli editori e i sindacati protestano per lo stato di incertezza che permane nell’editoria e tra i professori (in difficoltà nelle scelte) mentre mancano solo 16 giorni al termine (primo giugno) ultimo entro il quale occorre deliberare le adozioni (e renderle note agli editori che sono in difficoltà, costretti a programmare al buio la linea editoriale). Inutile l’appello dei sindacati al Ministero, per ottenere una proroga.

..Ormai ci siamo. Questione di giorni. Ma non c’è ancora la versione definitiva delle c.d. Indicazioni nazionali, cioè dei nuovi programmi. In sostanza, non è ancora chiaro che cosa ci debba essere in quei testi per il primo anno dei licei, degli istituti tecnici e dei professionali. Le indicazioni non sono state ancora pubblicate in Gazzetta ufficiale; esistono solo delle bozze ancora aperte a modifiche e suggerimenti… “In molti casi, dice Mimmo Pantaleo – segretario generale della Cgil-scuola, i collegi dei professori hanno deciso di rimandare la scelta, tanto più che i libri adesso saranno validi per sei anni.”

 

Avvenire – 15 maggio

“La scuola diventa digitale, 800 gli istituti in gara”

░ In un trafiletto, il quotidiano dà notizia di un concorso promosso dal Forum della P.A. e dai ministeri competenti

Il premio “A scuola d’innovazione”… vuole promuovere e valorizzare l’utilizzo delle tecnologie digitali nelle scuole, incentivando la produzione di materiali multimediali realizzati dai docenti in collaborazione con gli studenti. Cinque le categorie: giochi educativi, lezioni ed esercizi multimediali su specifiche discipline, simulazioni ed esperimenti, sostegni didattici per studenti disabili, sensibilizzazione su temi sociali, interculturali, ambientali, di pari opportunità e di attualità. I migliori saranno sul portale: www.innovazionescuola.gov.it

 

Il Messaggero – 17 maggio

“Tempo pieno, nuove proteste. La Gelmini:aumenterà”

░ Anna Maria Sersale riporta le proteste delle famiglie (che organizzano manifestazioni) e dei sindacati per la difficile situazione del tempo pieno nelle elementari romane. Secondo il Ministro sono state attivate 3000 classi in più.

”Alle elementari, l’anno prossimo ci sarà l’aumento del tempo pieno”, Parola di Ministro. Le rassicurazioni non placano le proteste delle famiglie, che dalle scuole ricevono docce gelate… Roma è una delle città più colpite, affermano i sindacati confederali… Secondo il Ministro, quelle dei genitori sono polemiche strumentali. Viale Trastevere snocciola una serie di dati: “dal 2010-11 saranno attivate nella scuola primaria 782 classi a tempo pieno in più, per un totale di 37.275 classi.

Per il secondo anno consecutivo aumentano gli alunni che potranno fruire di questo quadro orario. Nel 2009-10, infatti, sono state attivate 2176 classi a tempo pieno in più rispetto all’anno scolastico 2008-2009. Significa che negli ultimi due anni, grazie all’introduzione del maestro unico e all’abolizione delle compresenze, si è registrato un aumento di 2598 classi a tempo pieno. L’anno prossimo l’aumento riguarderà tutte le regioni d’Italia. Gli incrementi maggiori si registreranno in Puglia, Lombardia, Sardegna e veneto…. La scelta del Ministero di ridurre di due o tre il numero di docenti di ogni scuola a tempo pieno con più di 20 classi, fa sì che l’orario di 40 ore verrà coperto con spezzoni di orario dei docenti di tutte le classi…

 

Avvenire – 18 maggio

“Su Tempo pieno, nuova guerra di cifre”

░ IL balletto delle cifre, tra Ministro, opposizione e sindacati, in un articolo di Enrico Lenzi

Sul tempo pieno alla scuola elementare è ancora guerra di cifre. “A settembre aumenteranno”, annunzia il Ministro della P.I. “A noi risultano solo tagli” replicano all’unisono i sindacati. … In mezzo ci sono migliaia di famiglie che, compiuta la scelta in fase d’iscrizione a gennaio-febbraio scorsi, attendono ora di vedere confermata la propria indicazione del tempo scuola per i propri figli… (Secondo il Ministro) con l’introduzione del maestro unico prevalente vi è stato l’aumento di quasi tremila classi complessive negli ultimi due anni. “E’ un altro impegno che il governo ha mantenuto”. Secca la replica dell’opposizione : “Scambiare il tempo pieno per il tempo lungo a maestro prevalente è come spacciare fondi di bicchiere per diamanti”, afferma Francesca Pugliesi, responsabile scuola del Partito democratico. Sulla stessa linea i sindacati… La parola torna al Ministro, soprattutto al tavolo di confronto con i sindacati, per cercare di fare chiarezza su questa guerra di cifre e dare risposte certe alle famiglie.

 

Italia Oggi – 18 maggio

“Tecnici con più cattedre atipiche”

░ Antimo Di Geronimo spiega come l’operazione classi di concorso atipiche consentirà di contenere l’esubero di docenti, negli istituti tecnici e negli istituti professione (nelle prime classi dei quali, da settembre parte la riforma).

Aumenta il numero delle classi di concorso atipiche negli istituti tecnici e professionali; lo ha fatto sapere il Miur con una Nota emanata il girono 11 maggio scorso. L’ampliamento si è reso necessario per agevolare la possibilità di ricollocazione dei docenti di ruolo, a seguito delle modifiche introdotte dalla Riforma. A differenza che in passato, dunque, una determinata materia o un ceppo di discipline potrà essere insegnato da docenti in possesso di abilitazioni diverse. Per es., la Matematica, negli istituti tecnici di indirizzo amministrativo potrà essere insegnata indifferentemente dai docenti in possesso dell’abilitazione in Matematica (cl. a047), Matematica applicata (cl. a048), e ora, dopo le ultime modifiche, anche dai docenti di Matematica e Fisica (cl. a049)… Sempre negli istituti tecnici, il Ministero ha disposto che, nell’indirizzo Amministrazione, finanza e marketing, la Fisica potrà essere insegnata oltre che dai docenti in possesso dell’abilitazione specifica (cl. a038), anche dai docenti di Scienze (cl. a060), Chimica agraria (cl. a012), Chimica e tecnologie chimiche (cl. a013). Idem per l’indirizzo Turismo. Un’altra integrazione importante riguarda Tecnologie informatiche, che saranno insegnate nel biennio dell’indirizzo agrario dai docenti di Dattilografia (cl. a075) e Trattamento testi. (cl. a076). Sempre nell’indirizzo Agraria, agroalimentare e agroindustria, l’insegnamento di Fisica nelle ore di compresenza è stato esteso anche agli insegnanti tecnicopratici di esercitazione agraria (cl. 5/C). Nei professionali, gli insegnanti della classe 5/C potranno essere impegnati in compresenza anche nelle ore di Chimica. Sempre nei professionali, un forte ampliamento della fungibilità degli impieghi riguarda i docenti di Discipline plastiche (cl. a022), Disegno e Storia dell’Arte (cl. a025), Linguaggi per la cinematografia e per la televisione (cl. a044), Tecnica fotografica (cl. a065) che potranno essere impiegati per insegnare Tecnologie e Tecniche di rappresentazione. Quanto alle regole per la ricollocazione dei docenti, l’Amministrazione ha rimandato alla nota del 21 aprile scorso (prot.1348), con la quale ha spiegato ai dd.ss. che gli insegnamenti che trovano confluenza in più classi di concorso del pregresso ordinamento dovranno essere trattati, appunto, come insegnamenti atipici, la cui assegnazione alle classi di concorso dovrà prioritariamente mirare a salvaguardare la titolarità dei docenti presenti nell’istituzione scolastica, la ottimale determinazione delle cattedre e la continuità didattica. In presenza, nella scuola, di più di un titolare di insegnamenti atipici, i dirigenti dovranno dare la precedenza a colui o a coloro che, in relazione al numero dei posti, risulteranno collocati con il maggior punteggio nella graduatoria d’istituto, unificata incrociando le varie graduatorie, nel rispetto delle precedenze di cui all’art.7 del contratto sulla mobilità del 16 febbraio tenendo presente, dunque, anche l’eventuale possesso dei requisiti di amovibilità previsti dalla legge 104/1992 per i disabili e per chi li assiste. In assenza di titolari da salvaguardare, l’assegnazione dovrà avvenire prioritariamente, previa intesa con USP, attingendo alle classi in esubero.. ,

 

Il Sole 24 Ore – 19 maggio

“A scuola un equivoco tecnico”

░ L’istruzione tecnica e professionale avrebbe, per la collocazione tra scuola e impresa, una sua specificità che la collocherebbe su un piano del tutto differente rispetto ai licei. Accade però che, nonostante il riordino scolastico, le iscrizioni negli istituti non aumentano: l’errore, a parere del commentatore,Andrea Casalegno – che prende spunto da uno studio di TreeLLLe, associazione non profit per il miglioramento della scuola - sta nel fatto che la Riforma li avvicina all’area stessa dei licei, e così collocati, non essendone stato potenziato, anzi !, il livello dell’offerta formativa, cedono, nel confronto con i licei.

Un’immagine dell’Italia di domani: è questo, nulla di meno, che emerge dall’analisi delle domande di iscrizione alla scuola secondaria superiore per il prossimo a.s., anticipata dal Sole 24 Ore, mercoledì 12 maggio. Il delicato passaggio dalla scuola media alle superiori si rifletterà nella preparazione dei giovani che si affacceranno nel mercato del lavoro dal 2016. Ma la loro preparazione corrisponderà, a quella data, alla richiesta delle imprese? I giovani e le famiglie continuano a scegliere, in maniera crescente, l’istruzione liceale. Negli ultimi due anni c’era stata una leggera riscossa degli istituti tecnici, ma questa tendenza sembra essersi fermata con l’approvazione della Riforma Gelmini, che pure aveva tra i suoi obiettivi una svolta verso la professionalizzazione. Le scelte dei giovani e delle famiglie sono dunque criticabili ? Credo siano, al contrario, sostanzialmente equilibrate, poiché riflettono la fisiologica tendenza di tutte le società evolute ad accrescere i livelli di istruzione. Una tendenza che si esprime, da noi, nel calo costante (non però nel crollo) delle iscrizioni agli istituti professionali che oggi ammontano a poco meno del 20%, con flessione del 2,2% rispetto all’anno precedente. Non dimentichiamo, inoltre, che la riforma Gelmini muoverà i primi passi nel prossimo a.s. Oggi le scelte sono state compiute in base a una previsione, non all’esperienza diretta, e nei prossimi anni si potranno correggere, se le novità, per ora esistenti solo sulla carta, si conquisteranno sul campo un profilo solido e convincente. Vediamo dunque perché la fotografia scattata dalle domande d’iscrizione all’a.s. 2010-11 non mi pare equilibrata. Sommando il settore economico (14% gli ex ragionieri) e il settore tecnologico (16,8%), l’istituto tecnico, sia pure in calo dell’1,4% rispetto allo scorso anno, conquista saldamente il primo posto: 31% degli iscritti alle scuole secondarie superiori. E’ vero che i licei nel loro complesso arrivano al 49,3% e sono il lieve crescita, ma le diverse forme di istruzione liceale sono largamente disomogenee, ed ha poco senso sommarle. Gli istituti tecnici, invece, pur nella distinzione tra i vari indirizzi, opportunamente ridotti di numero, con la riforma, sono caratterizzati fortemente in senso unitario. Vediamo i licei uno per uno. Il liceo scientifico, con il 25% delle iscrizioni…, resta saldamente al primo posto ed è in crescita. Il classico è sostanzialmente stabile (8,4%... Cresce il linguistico, ma si ferma al 5,5%, mentre è stabile il liceo delle scienze umane… Il liceo musicale e quello artistico sono due scuole di nicchia, culturalmente importanti ma sommati non raggiungono il 4% delle iscrizioni. Ecco dunque la struttura portante dell’istruzione secondaria superiore nel 2010-11: 31% istituti tecnici, 25% liceo scientifico… Se è vero, come è vero che le aziende italiane, soprattutto quelle più innovative hanno difficoltà a reperire tecnici qualificati, come dovremo agire nei prossimi anni per soddisfare le loro richieste e indirizzare i giovani verso le migliori prospettive d’impiego ? Orientando le loro scelte, si dice. D’accordo, ma l’orientamento può soltanto riequilibrare le tendenze in atto, non capovolgerle… La crescita delle iscrizioni ai .licei è una tendenza sociale progressiva e non è possibile né opportuno cercare di invertirla. All’interno di questa crescita, se i nuovo orientamenti (meno latino, più scienze esatte, più scienze umane) sapranno fornire un’istruzione di qualità, le scelte si orienteranno gradualmente verso di essi. Assisteremo così a un’estensione dei nuovi licei… Per quanto riguarda gli istituti tecnici, l’unico modo per farne salire le iscrizioni non è metterli in concorrenza con i licei e scoraggiare l’iscrizione a questi ultimi (in pratica al liceo scientifico) bensì orientare verso i tecnici il calo fisiologico dei professionali. In altre parole. La riscossa degli istituti tecnici non deve avvenire abbassandone i livelli sociali d’istruzione.

Il Giorno – 20 maggio

“Studenti, alle aziende servono tecnici”

░ Massimo Degli Esposti torna sull’esigenza che le industrie hanno di tecnici specializzati – tale carenza è il principale freno allo viluppo -, e sul loro auspicio per una scuola in grado di formarli. Nella sola Lombardia ne mancano 25 mila.

Il Paese “sta vivendo una situazione estremamente critica, per questo, ogni sforzo deve essere indirizzato nella giusta direzione”. La più giusta di tutte - secondo Gianfelice Rocca, vicepresidente di Confindustria con delega all’Education e presidente della holding del gruppo omonimo -, “è lo sviluppo del capitale umano”…. Il 43% delle iscrizioni a istituti superiori per l’a.s.2010-11 in Lombardia è ancora rivolta ai licei… Dunque, continueranno a mancare molti profili tecnici, e in totale sarebbero 25.000 le professionalità di questo tipo che l’industria non riesce a reperire… (Nella riforma Gelmini)”è apprezzabile lo sforzo di rivalutare il ruolo dell’impresa nella scuola, superando i pregiudizi degli anni Settanta. Questo ha già prodotto un fermento sul territorio, come dimostrano i 15 istituti promossi dalle 15 maggiori associazioni territoriali di Confindustria. Ma la riforma va completata rendendo più fluida la presenza delle imprese negli istituti scolastici e recuperando nelle scuole quelle figure di presidi ingegneri che tanto hanno influito sulla qualità della formazione nel dopoguerra”