italia

DOVE SIAMO

La nostra struttura copre
tutte le regioni italiane.
Siamo presenti in tutte
le province.

SCOPRI ADESSO!

In primo piano

Il giovane sindacato torna a ribadire che rimangono per il 2018 soltanto le briciole, dopo la distribuzione a pioggia di 8 euro lordi a persona sottratta dal fondo con il Contratto collettivo nazionale di lavoro. Nel frattempo, gli stipendi sono rimasti dieci punti sotto l'inflazione, nonostante gli aumenti e gli arretrati. Come certificato dall’Aran. Pertanto continua la battaglia per sbloccare almeno l'indicizzazione dell'Indennità di vacanza contrattuale: scarica la diffida. 

Il processo di riduzione dei compensi assegnati si è andato a realizzare perché le somme destinate ai docenti italiani sono sempre le stesse, decisamente residuali rispetto al fabbisogno, mentre la platea di beneficiari si è nettamente allargata, a conferma che quella di limitare al 30% la platea di docenti supposti meritevoli era solo un artificio funzionale alle casse dello Stato. Ma non ha mai rappresentato la realtà dei fatti: quella che vede la stragrande maggioranza dei docenti meritevoli di buste paga in linea con gli importi degli altri Paesi moderni e non inferiori anche agli impiegati, come avviene oggi.  

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Questa prima apertura dell’amministrazione sul bonus merito conferma la debolezza dell’impianto approvato con l’ultima riforma. Viene data la possibilità ai lavoratori, attraverso i loro rappresentanti, di confrontarsi con il dirigente scolastico e mettere fine alla discrezionalità nella definizione delle fasce di compenso finalizzato alla valorizzazione dei docenti individuati in applicazione dei criteri deliberati dal comitato. Per questo motivo, abbiamo invitato le Rsr a concordare con le altre componenti Rsu, cui abbiamo inviato una apposita lettera, un'assemblea sindacale utile a far conoscere ai lavoratori dell’istituto le novità del Ccnl e raccogliere le loro opinioni al riguardo e contestualmente, presentare al dirigente scolastico formale richiesta di riapertura del tavolo contrattuale ancora su tale punto. Grazie alla rappresentatività Anief, oggi più che mai occorre puntare a migliorare le regole della scuola, sia con la contrattazione nazionale sia con quella d’istituto.

 

 

Iscriviti al webinar:  "CODING: pensiero computazionale e didattica digitale"

del 22 giugno 2018 – Formatore Prof. Roberto Martorana .

Le attività formative sul pensiero computazionale hanno la finalità di far conoscere ai docenti della scuola il “coding” ed il suo utilizzo nella didattica.

Eurosofia organizza un incontro, da svolgersi in modalità webinar, per approfondire i processi mentali per la risoluzione di problemi, costituiti dalla combinazione di metodi caratteristici e di strumenti intellettuali.

Il coding guida gli allievi al pensiero computazionale attraverso un approccio ludico e creativo. Potrebbe sembrare solo un gioco ma agevola lo sviluppo cognitivo e si fonda sul concetto di “learning by doing”, ovvero imparare facendo, senza passare da lunghe lezioni teoriche che potrebbero abbassare notevolmente la soglia d’attenzione.

Nel mondo della scuola, il coding sta iniziando ad essere valorizzato e viene considerato un prezioso alleato per la didattica perché educa bambini e ragazzi al pensiero creativo, ma anche dei risvolti pratici.

E’afferente alla nostra quotidianità, con molti oggetti che utilizziamo abitualmente e che riteniamo ormai indispensabili. Smartphone, tablet, videogiochi, persino elettrodomestici come la lavatrice o il forno a microonde funzionano grazie a un codice informatico, a una sequenza ordinata di istruzioni.

Quando affrontiamo un problema o abbiamo in mente un’idea, nonostante intuiamo la soluzione non siamo in grado di formularla in modo operativo per metterla in pratica. La capacità di immaginare e descrivere un procedimento costruttivo che porti alla soluzione si chiama “pensiero computazionale”. E’un veicolo di concretezza, aiuta a semplificare i percorsi, e a rendere lineare la fruizione delle informazioni.

Migliora le tue competenze per sviluppare il pensiero computazionale ed aumentare la capacità di analizzare le situazioni, valutarne i limiti, conoscere gli strumenti a disposizione, organizzare e ideare strategie efficaci alla risoluzione delle problematiche. Il pensiero computazionale è una capacità trasversale da sviluppare già nella prima infanzia e rappresenta un bisogno formativo per le future generazioni.

 

Da anni Anief ed Eurosofia, si occupano della formazione dei docenti e degli studenti per prevenire ed affrontare un fenomeno che rende tossico l’ambiente scolastico.

I fenomeni di violenza, causati in primis da una profonda crisi valoriale, ma dovuti anche ad un istinto di prevaricazione ancestrale, che non trovando la corretta opposizione, provoca il dominio del più forte che schiaccia il più debole.

Si è imposta pertanto la necessità di creare una normativa di riferimento per gestire anche da un punto di vista legale la problematica:

- Direttiva Ministeriale n. 16 del 5 febbraio 2007 - Linee di indirizzo generali ed azioni a livello nazionale per la prevenzione e la lotta al bullismo

Il bullismo giovanile è un fenomeno dilagante, trasversale, che si verifica in ogni parte del mondo e senza distinzioni di ceto sociale. La scuola non deve occuparsi soltanto dell’istruzione ma anche della tutela psicologica e morale dei giovani. Intervenire tempestivamente, con l’ausilio di figure professionali esperte può risolvere i conflitti ed il disagio in modo indelebile, senza troppe implicazioni psicologiche ed emotive.


Nelle prossime settimane si susseguiranno a Palermo una serie di iniziative promosse da Eurosofia in collaborazione con altri enti ed associazioni.

Stop al bullismo!

  • 15 maggio, ore 15.00 presso la sede Pegaso di Palermo, Palazzo Mazzarino, via Maqueda 383. “Il bullismo nella scuola. Misure di prevenzione e di terapia”.

  • 20 maggio, un evento rivolto ai dirigenti scolastici e ai docenti. “Scuola 2020: ultima frontiera alla violenza” - Palermo, Hotel San Paolo, 20 maggio, ore 8.30 / 11.30.Organizzato da UDIR – ANIEF in collaborazione con EUROSOFIA – PEGASO
  • 7 giugno 2018 - Webinar Eurosofia "Bullismo e cyberbullismo: pericoli in rete e social network" Dalle ore 16.00 alle ore 18.00. -  Formatrice dott.ssa Francesca Sorce.   Per partecipare clicca al seguente link: https://www.eurosofia.it/mod/page/view.php?id=8061

  • 22-23-24 giugno, “Corso di alta formazione sulle dipendenze tecnologiche” presso la sede Pegaso di Palermo, Palazzo Mazzarino, via Maqueda 383. Per scaricare il programma del corso e partecipare clicca al seguente link: https://www.eurosofia.it/mod/page/view.php?id=8046

Da anni Anief ed Eurosofia, si occupano della formazione dei docenti e degli studenti per prevenire ed affrontare un fenomeno che rende tossico l’ambiente scolastico.

I fenomeni di violenza, causati in primis da una profonda crisi valoriale, ma dovuti anche ad un istinto di prevaricazione ancestrale, che non trovando la corretta opposizione, provoca il dominio del più forte che schiaccia il più debole.

Si è imposta pertanto la necessità di creare una normativa di riferimento per gestire anche da un punto di vista legale la problematica:

- Direttiva Ministeriale n. 16 del 5 febbraio 2007 - Linee di indirizzo generali ed azioni a livello nazionale per la prevenzione e la lotta al bullismo

Il bullismo giovanile è un fenomeno dilagante, trasversale, che si verifica in ogni parte del mondo e senza distinzioni di ceto sociale. La scuola non deve occuparsi soltanto dell’istruzione ma anche della tutela psicologica e morale dei giovani. Intervenire tempestivamente, con l’ausilio di figure professionali esperte può risolvere i conflitti ed il disagio in modo indelebile, senza troppe implicazioni psicologiche ed emotive.


Nelle prossime settimane si susseguiranno a Palermo una serie di iniziative promosse da Eurosofia in collaborazione con altri enti ed associazioni.

Stop al bullismo!

  • 15 maggio, ore 15.00 presso la sede Pegaso di Palermo, Palazzo Mazzarino, via Maqueda 383. “Il bullismo nella scuola. Misure di prevenzione e di terapia”.

  • 20 maggio, un evento rivolto ai dirigenti scolastici e ai docenti. “Scuola 2020: ultima frontiera alla violenza” - Palermo, Hotel San Paolo, 20 maggio, ore 8.30 / 11.30.Organizzato da UDIR – ANIEF in collaborazione con EUROSOFIA – PEGASO
  • 7 giugno 2018 - Webinar Eurosofia "Bullismo e cyberbullismo: pericoli in rete e social network" Dalle ore 16.00 alle ore 18.00. -  Formatrice dott.ssa Francesca Sorce.   Per partecipare clicca al seguente link: https://www.eurosofia.it/mod/page/view.php?id=8061

  • 23-24-25 giugno, “Corso di alta formazione sulle dipendenze tecnologiche” presso la sede Pegaso di Palermo, Palazzo Mazzarino, via Maqueda 383. Per scaricare il programma del corso e partecipare clicca al seguente link: https://www.eurosofia.it/mod/page/view.php?id=8046

Dopo la sospensione della protesta per alcuni giorni, le insegnanti del Coordinamento Diplomati Magistrale Abilitati hanno deciso di continuare a denunciare pubblicamente l’ingiustizia che stanno vivendo e di chiedere un intervento della politica attraverso l’approvazione di provvedimento legislativo che preveda la riapertura delle GAE a tutti i docenti abilitati. Si tratta di un provvedimento più che motivato per essere approvato con estrema urgenza, perché in caso contrario verrebbe meno l’avvio regolare del prossimo anno scolastico e lo stesso dicasi per la continuità didattica di tutti gli alunni. Allo stesso modo, si minerebbe la parità di trattamento del personale docente precario. 

Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): Anche Anief è nuovamente in campo, ovviamente a sostegno delle maestre in sciopero della fame e dei manifestanti che il 29 maggio sciopereranno per la quinta volta per chiedere la riapertura delle GaE a tutto il personale abilitato, come da noi pedissequamente indicato attraverso la proposta di decreto legge urgente presentata da Anief da alcune settimane. Giugno è alle porte e già sono diversi i casi di licenziamento avvenuti. Urge più che mai un atto concreto prodotto dal primo nuovo Consiglio dei Ministri perché possa maturare il dibattito parlamentare su un argomento.

 

 

Nuova vittoria targata Anief presso il Tribunale del Lavoro di Latina che ha riconosciuto il diritto di un'altra docente precaria a percepire le progressioni di carriera per tutti gli anni di insegnamento svolti con contratti a termine. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Continueremo a lottare per rivendicare i diritti dei lavoratori precari e dare il giusto valore al servizio svolto a tempo determinato.

Gli avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Maurizio Faticoni ottengono, infatti, piena ragione presso il Tribunale del Lavoro di Latina riguardo alla discriminazione posta in essere dal Miur a discapito dei lavoratori precari cui non viene mai riconosciuta la corretta progressione stipendiale in base agli anni di servizio effettivamente svolti. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Questa odiosa discriminazione posta in essere dal MIUR sui contratti a tempo determinato ai fini della progressione di carriera deve finire e l'Italia, in ossequio alle disposizioni europee, deve adeguarsi nella normativa interna e nelle regole pattizie riconoscendo pari dignità e stessi diritti ai lavoratori precari in questo come nella ricostruzione di carriera, nel diritto ai permessi retribuiti e nella valutazione del preruolo nelle graduatorie interne d'istituto”. L'Anief ricorda che è sempre possibile ricorrere per vedersi riconosciuti i propri diritti e per ottenere uno stipendio commisurato agli anni di servizio effettivamente svolti, anche se con contratti a tempo determinato.

 

 

Del numero imprecisato ma corposo di istituzioni scolastiche inadeguate si è parlato durante la due giorni in corso di svolgimento a Palermo, presso l'Hotel San Paolo: ieri si è fatto il punto della situazione sulle troppe responsabilità a carico dei capi d’istituto, oggi – con Anief - è stato realizzato un focus sulla crescente violenza e sul bullismo nelle scuole, alla presenza di diversi professionisti del settore. Nel corso del convegno, è stato ricordato che il 31 dicembre scorso sono scaduti sia il termine di adeguamento alla normativa antincendio, sia il termine di adeguamento degli edifici e locali adibiti ad asili nido. Il decreto suddivide in 3 livelli di priorità le disposizioni di cui tenere conto nel programmare le attività di adeguamento degli edifici e dei locali adibiti a scuole, che potranno essere utilizzate dai Comandi provinciali dei Vigili del Fuoco per impartire prescrizioni graduali e graduate, in presenza della rilevazione di carenze o lacune negli adempimenti inseriti nei diversi livelli di priorità dal decreto. Poi, con la Nota n. 5264, emessa dal Ministero dell’Interno lo scorso 18 aprile, sono state indicate le misure integrative del decreto madre.  

Natale Saccone (ingegnere esperto di sicurezza): Il livello di priorità A riguarda l’osservanza delle disposizioni del dm 26 agosto 1992 relative a impianto elettrico di sicurezza; sistemi di allarme; estintori; segnaletica di sicurezza; norme di esercizio. Il livello di priorità B, invece, è relativo all’osservanza delle disposizioni dm 26 agosto 1992 relative a spazi per esercitazioni; spazi per depositi; spazi per l’informazione e le attività. Il livello di priorità C, infine, coinvolge le restanti disposizioni del decreto ministeriale. Sulla base della valutazione del relativo rischio incendio e delle condizioni impiantistiche, ogni Dirigente Scolastico, assieme al proprio SPP e previa consultazione dell’RLS, dovrà individuare il livello di priorità tra A, B o C per ogni plesso annesso alla propria scuola ed inviare una diffida al proprietario dell’immobile affinché intervenga per il ripristino delle condizioni indicate proprio nel Decreto del 21 marzo scorso. 

Per questi motivi, l’UDIR, solo per i propri iscritti, ha preparato una diffida da inviare all’ente locale proprietario dell’immobile, al fine di non vedersi applicate le procedure sanzionatorie previste dal D. Lgs. 19/12/1994 n. 758 per le contravvenzioni rilevate. Perché la sicurezza viene prima di tutto, alla pari della salvaguardia dei diritti dei capi d’istituto, che non possono rischiare il carcere per colpe non loro.

 

 

ROMA, 19 MAG - No a vincoli sulla mobilità del personale e sull'assegnazione dell'insegnante di sostegno; forti riserve anche sulla volontà espressa dai decisori del prossimo Governo di trasformare in college gli attuali istituti alberghieri: lo rileva l'Anief a commento dei contenuti del contratto di governo sui temi della scuola. "Considerando la volontà del nuovo esecutivo di risolvere il problema dell'alto numero di alunni per classe e del precariato", l'Anief "ritiene che servirebbe un decreto legge ad hoc che affronti il tema delle classi pollaio e del reclutamento, in modo da ridefinire i parametri di assegnazione degli organici in base alle esigenze del territorio, al tessuto socio-economico in cui è inserita ogni scuola. La realizzazione di questo piano comporterebbe, certamente, un nuovo piano straordinario di assunzioni (che parta dagli attuali 120 mila docenti e 25 mila Ata supplenti), con l'utilizzo del presente doppio canale di reclutamento per il personale docente, attraverso lo scorrimento delle graduatorie di merito e delle GaE". (ANSA).

Sebbene ci siano dei passaggi che meritino approfondimenti, avviando un confronto con le parti sociali, come la volontà di cancellare la chiamata diretta e l’alternanza scuola-lavoro, il sindacato non può accettare i vincoli sulla mobilità del personale e sull’assegnazione dell’insegnante di sostegno. Forti riserve vengono poste dal giovane sindacato anche sulla volontà espressa dai decisori del prossimo Governo di trasformare in college gli attuali istituti alberghieri. Considerando la volontà del nuovo esecutivo di risolvere il problema dell’alto numero di alunni per classe e del precariato, Anief ritiene che servirebbe un decreto legge ad hoc che affronti il tema delle classi pollaio e del reclutamento, in modo da ridefinire i parametri di assegnazione degli organici in base alle esigenze del territorio, al tessuto socio-economico in cui è inserita ogni scuola. La realizzazione di questo piano comporterebbe, certamente, un nuovo piano straordinario di assunzioni (che parta dagli attuali 120 mila docenti e 25 mila Ata supplenti), con l’utilizzo del presente doppio canale di reclutamento per il personale docente, attraverso lo scorrimento delle graduatorie di merito e delle GaE. 

Disco verde nei confronti delle annunciate modifiche alla Legge Fornero, con la possibilità di andare in pensione a quota 100, ma a patto che quelle della scuola vengano considerate professioni usuranti, alle deroghe sulle iscrizioni dei bambini non vaccinati, a una maggiore vigilanza sull’alternanza scuola-lavoro, alla prevenzione contro il bullismo e all’introduzione dello sport nella primaria. Così come è corretto affrontare “la tematica del giusto equilibrio tra il diritto all’istruzione e il diritto alla salute, tutelando i bambini in età prescolare e scolare che potrebbero essere a rischio di esclusione sociale”, o ancora “prevedere sanzioni amministrative nei regolamenti scolastici; numero verde unico nazionale; premialità per gli studenti che denunciano episodi di bullismo (borse di studio); videocamere nelle scuole”. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Non vi può essere lo stesso rapporto alunni – docenti/personale Ata in tutto il territorio nazionale, indipendentemente dal tasso di disoccupazione, di dispersione, dalla presenza di studenti alloglotti o di zone economicamente depresse o raggiungibili con difficoltà. È giunta l’ora di recuperare il tempo scuola ridotto negli ultimi anni dai decreti emanati in base alla Legge 133/08 (che ha sottratto 4 ore settimanali nelle scuole di ogni ordine e grado), ripristinare l’insegnamento per moduli nella primaria, per effetto della Legge 169/08, (maestro prevalente e 30 mila posti persi), trasformare tutti i posti da organico di fatto o in deroga a organico di diritto, estendendo l’obbligo scolastico dall’infanzia, quindi anche nella fascia 0-6 anni, come in Francia, fino alle superiori. La continuità didattica si ottiene assumendo i 51 mila supplenti docenti di sostegno chiamati ogni anno su posti in deroga e non vincolando un alunno con disabilità grave ad un insegnante per tutto il ciclo di studi, idea già presentata e poi abbandonata durante l’iter di approvazione della Legge 107/15. Lo stesso vale per la mobilità, perché bisogna tutelare il diritto al lavoro non a discapito di quello alla famiglia, così come occorre approvare delle leggi in grado di rimuovere ogni ostacolo sul territorio nazionale, contrariamente a quanto annunciato nel Contratto di Governo. Per finire, è importante che il nuovo ministero sulla disabilità garantisca il diritto al lavoro dopo quello all’istruzione.

A certificarlo è l’Aran con un report che esamina l’evoluzione numerica degli “Occupati nella pubblica amministrazione”: attraverso un’analisi dei dati, risulta che negli ultimi 15 anni sono stati bruciati 35mila posti, ma poi si scopre che nel 2016 – quindi anche dopo il piano straordinario della Buona Scuola voluto dal governo Renzi - c’erano ancora quasi 150 mila docenti e Ata precari chiamati a sottoscrivere contratti di durata annuale o fino al termine delle attività didattiche; nel 2016, il precariato utilizzato tra gli insegnanti era addirittura del 13,5% e delll’11,6% tra i collaboratori scolastici, gli amministrativi e i tecnici. Considerando che lo scorso anno non si è andati oltre al mero turn over, ad oggi questi dati preoccupanti possono considerarsi confermati se non addirittura rafforzati. Infine, risultano dimezzati i nuovi dirigenti scolastici: 15 anni fa erano 12 mila, oggi ce ne sono in servizio 7 mila e a settembre quasi 2mila posti andranno in reggenza.

Sono dati impietosi che confermano la pessima gestione del precariato scolastico e l’irragionevole opposizione dell’amministrazione a stabilizzare tutti coloro che sono stati selezionati, formati e abilitati per entrare nei ruoli dello Stato. A rendere ancora più difficile il quadro è l’inerzia della politica che continua ad assecondare certe scelte insensate. Anzi, negli ultimi anni a peggiorare la situazione ci si è messo di buona lena il legislatore, che ha avallato la riduzione del tempo scuola, ha prodotto una serie di norme che hanno favorito la perdurante disparità di trattamento economica e giuridica subìta dal personale a tempo determinato, sino alla finzione dell’organico di fatto utilizzato in organico di diritto, inclusi i posti in deroga su sostegno, funzionale a far risparmiare lo Stato perché così non assume a tempo indeterminato né paga i mesi estivi.  

Marcello Pacifico (presidente Anief): Come si fa a pensare che in queste condizioni, con percentuali altissime di personale precario che ogni anno viene nominato in istituti diversi, cambiando continuamente colleghi e alunni, la scuola italiana possa affrancarsi dai problemi cronici? Come si fa a parlare di continuità didattica se gli insegnanti cambiano in numero così massiccio? Come si può parlare di scuole di qualità se poi non si mette a disposizione per un periodo congruo nemmeno il personale amministrativo, tecnico e ausiliario?

 

 

 

Nella versione definitiva del programma ultimato dai due raggruppamenti politici cui sta per essere affidato l’esecutivo, viene riportata la seguente formulazione: “Particolare attenzione dovrà essere posta alla questione dei diplomati magistrali e, in generale, al problema del precariato nella scuola dell’infanzia e nella primaria fase transitoria per una revisione del sistema di reclutamento dei docenti”. Ne consegue che l’ipotesi più probabile di attuazione di tale modello si trasformi in una procedura transitoria, simile a quella che si sta svolgendo per la scuola secondaria, che prevede solo lo svolgimento di una prova orale ma i docenti saranno inseriti in una graduatoria regionale dalla quale, per alcune classi di concorso, le speranze di assunzione in tempi brevi sono vane. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Se si vuole risolvere una volta per tutte la ‘supplentite’, non ci stancheremo mai di dire che non servono formule transitorie e concorsi riservati. La strada da percorrere rimane solo una: la riapertura delle GaE per tutti gli abilitati all’insegnamento. Occorre ristabilire quel tempo-scuola tagliato dall’ultimo Governo Berlusconi, con il D.P.R. 81/09, restituendo 4 ore di lezione settimanale alle scuole di ogni ordine e grado. È inutile tentare di aprire gli istituti scolastici d’estate e poi utilizzarli al minimo durante il resto dell’anno. Come bisogna modificare la Legge 169, sempre del 2008, attraverso la quale è stato fatto venire meno il ‘modulo’ nella scuola primaria. Va anche reso obbligatorio il percorso scolastico per tutti gli alunni, subito dopo la nascita, come deciso di recente in Francia per volontà del presidente Macron. Infine, va riportato tutto l’organico di fatto, che accoglie decine di migliaia di cattedre e posti di personale Ata, in organico di diritto, in modo da stabilizzarvi tutti i precari già selezionati e con i titoli per entrare in ruolo. Per realizzare tutto questo non servono ulteriori concorsi, seppure riservati. È compito dello Stato rimuovere gli ostacoli che oppongono i cittadini al mondo del lavoro, non certo realizzare il contrario. Come è inutile alzare paletti contro i neo-assunti e sul loro diritto a chiedere di essere spostati o di fare domanda di trasferimento.

 

 

Ai sensi del CCNQ 13 luglio 2016. La firma non è scontata, considerato che i confederali che hanno firmato il contratto nel comparto non hanno la maggioranza in questo tavolo. Per Udir il tema della perequazione interna deve essere affrontato una volta per tutte e superato in linea con quanto stabilito dal legislatore, sia in tema di stipendio tabellare che di salario accessorio. Le risorse della Buona Scuola, invece, devono essere utilizzare per estendere la RIA a tutti gli assunti dopo il 2001. Il tema sarà affrontato domani durante un convegno nazionale organizzato dal giovane sindacato nel capoluogo siciliano. Partecipa pure tu.

 

 

Ulteriore vittoria dei legali Anief avverso le procedure della mobilità straordinaria posta in essere dal Miur durante l’anno scolastico 2016/2017: nuovamente sotto accusa l’algoritmo ministeriale che ha spostato con criteri a dir poco discutibili i docenti da una parte all’altra dello stivale. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): questa è solo una delle problematiche legate alla mobilità. Bisogna rivedere tutte le regole nel rispetto dei principi costituzionali e eurounitari.

Il Tribunale del Lavoro di Velletri, su ricorso patrocinato dagli avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli, Marco Di Pietro e Salvatore Russo, accoglie la richiesta di una docente trasferita dall’algoritmo “impazzito” del Miur addirittura in altra regione rispetto a quella di appartenenza e condanna il Ministero imponendogli il rispetto del principio costituzionale del merito. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “L’utilizzo del famigerato “algoritmo impazzito” nella mobilità 2016 ha portato il Miur e gli organi competenti, nella maggior parte dei casi, a commettere macroscopici errori durante le varie fasi della mobilità straordinaria penalizzando la meritocrazia e il punteggio dei docenti che ne facevano richiesta in favore di un criterio del tutto arbitrario. Con la nostra rappresentatività ci batteremo ai tavoli contrattuali per sanare tutte le illegittimità ancora contenute nel CCNI come il mancato punteggio assegnato al servizio nelle scuole paritarie, il mancato computo del preruolo per il quinquennio di sostegno o l’illegittima valutazione parziale del servizio da precari nelle graduatorie interne d’istituto”. L'Anief ricorda che è sempre possibile aderire ai ricorsi sulla mobilità 2018 per quanti hanno dichiarato titoli e servizi di cui rivendicano la valutazione.

 

 

 

© 2014 - ANIEF - Associazione Sindacale Professionale - P.I. 97232940821 -Credits - Privacy - CookieRiconsidera Cookie