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Dopo i ricorsi per l’attivazione dei profili C e AS, Anief avvia le procedure legali per chiedere lo sbocco delle procedure per il passaggio ai profili B e D del personale Ata.

Per partecipare è necessario inviare la diffida predisposta dal sindacato e aderire al ricorso per il profilo B o per il profilo D sul portale Anief entro il prossimo 15 dicembre.

Quella del sostegno agli allievi con disabilità grave riconosciuta è un’emergenza nazionale, da affrontare con convinzione perché non bastano interventi ordinari per risolverla: a dirlo è stata Chiara Cozzetto, portavoce  Anief intervenuta a Firenze nel corso della Conferenza "Precariato, Diplomati Magistrale e Sostegno: quali soluzioni?", svolta nella sala Gigli del Consiglio regionale toscano e organizzata dal dott. Paolo Marcheschi – consigliere regionale – e dalla referente regionale FdI per la scuola Michela Senesi. La rappresentante del giovane sindacato si è soffermata sui 280 mila alunni disabili iscritti, certificati dall’Istat, che sono quasi il doppio dei 160mila del 2006 e che avanzano quindi ormai al ritmo di circa 10 mila nuovi iscritti l’anno. Rimane però in vigore la Legge 128/2013, che ferma al 66% i posti in organico di diritto. A cui si aggiunge il nodo della mancata attribuzione del corretto monte ore agli alunni certificati. Non sorprende, quindi, se la richiesta in tribunale per vedersi riconoscere le ore settimanali risulta in sensibile crescita.

 

 

Lo prevede un emendamento alla Legge di Bilancio presentato dall’on. Luigi Gallo (M5S), presidente della VII Commissione della Camera: il passaggio esclusivo a dipendenti pubblici dei co.co.co. sarà legato ad una procedura selettiva, bandita dal Miur, per titoli ed esami. Il presidente Anief, Marcello Pacifico, però, ricorda che prima di passare al nuovo reclutamento, ci sono anche 40 mila collaboratori scolastici e assistenti tecnici e amministrativi che da anni attendono la stabilizzazione. È esemplare l’esempio di Palermo, dove diverse centinaia di lavoratori precari sono chiamati come supplenti perché da vent'anni a seguito del personale transitato dagli enti locali, pur senza qualifica, hanno occupato i posti vacanti in organico. È arrivato il momento di occuparsi di loro. In Senato, Anief ripresenterà gli emendamenti al nuovo testo di Legge di Stabilità.

 

 

Il Ministro Bussetti ha recentemente annunciato che è stato avviato l’iter per i corsi di specializzazione al Tfa sostegno per l’a.a. 2018/19. I corsi, come specificato nella bozza del decreto, saranno rivolti ai docenti abilitati. I nuovi percorsi Tfa saranno rivolti sia a primaria e infanzia che alla scuola secondaria. Eurosofia, ente specializzato nella preparazione ai concorsi relativi all’istruzione, cerca costantemente di supportare gli utenti con metodologie efficaci e all’avanguardia che nel tempo si sono rivelate vincenti. L’affiancamento di differenti approcci didattici, testi chiari e sintetici, e la scelta di formatori esperti consente di ottimizzare i tempi di apprendimento ed acquisire una capacità immediata d’inquadrare quali siano le risposte corrette.

 

 

Secondo il presidente nazionale Anief occorrono interventi urgenti, altrimenti a breve l’eccesso di supplenze rischierà di compromettere la regolarità del nostro sistema scolastico e l’Europa sarà sempre più lontana: basta ricordare che più di 60 mila cattedre sono andate deserte, nonostante il numero dei docenti abilitati sia quattro volte superiore, mentre quasi il doppio viene dato in supplenza. Pertanto, secondo il sindacalista per sconfiggere la precarietà bisogna da subito sbloccare il doppio canale di reclutamento ed estenderlo alle graduatorie d'istituto, confermando nei ruoli chi è stato assunto con riserva a partire dai quasi 10 mila maestri con diploma magistrale. I nuovi concorsi straordinari o ordinari non sono la soluzione al problema. Al Senato, Anief ripresenterà gli emendamenti al nuovo testo del disegno di legge di Stabilità.

 

 

 

Miur e sindacati aspettano il Mef, ma Udir ricorda che la determinazione del Fun è materia contrattuale, pertanto, il ritardo è ingiustificato. Né si può attendere l'autorizzazione sull'utilizzo dei 35 milioni di euro finanziati già dalla Legge di Stabilità insieme alle risorse per l'avvio della perequazione della retribuzione di posizione parte fissa. 

 

E ancora il pensionamento con quota 96 e la parità di trattamento tra personale precario e di ruolo. Gli eventi si ripeteranno in ogni provincia italiana. Venerdì 30 novembre, in un’aula magna gremita di docente attenti e interessatissimi, si è svolto, presso Ipsseoa "Pietro Piazza" di Palermo, il seminario “La legislazione scolastica” tenuto dal presidente nazionale Anief Pacifico.  Sono ripartiti dunque, in tutte le regioni, i nuovi seminari di formazione gratuiti organizzati da Anief e Eurosofia, aperti a docenti, dirigenti e personale Ata. Tante le tematiche affrontate: i Decreti delegati Legge 107/2015; il CCNL 2016/2018; la Legge 108/2018 Milleproghe; la Legge 96/2018 Decreto dignità; la Legge di Stabilità 2019.

 

 

Anief ribadisce la volontà di ricorrere per i facenti funzioni che hanno prestato il servizio dal 1999, mentre Radamante si prepara a fare accedere tutti gli Ata con cinque anni di servizio. Si prepara una nuova battaglia in tribunale mentre ancora non si sa niente sulle quote riservate peraltro ribadite negli emendamenti presentati al disegno di legge di stabilità e al decreto sicurezza. Eurosofia conferma la sua offerta formativa per prepararsi e superare le prove.

Il 6 dicembre si svolgerà un’informativa ai sindacati sull’articolazione del concorso e il contestuale percorso riservato per gli assistenti amministrativi facenti funzione che transiteranno nel ruolo superiore. Secondo Anief ci sono almeno tre i nodi da sciogliere: la metà dei posti da assegnare dovrebbe andare agli Ata facenti funzione, che negli ultimi lustri si sono presi incarichi enormi in cambio di compensi minimali, dimostrando nel contempo alta professionalità e senso del dovere; bisogna dedicare la quota del 30% per i passaggi verticali del personale Ata, dando in tal modo la possibilità ad 800 amministrativi di passare al ruolo superiore se in possesso del titolo superiore o dopo 5 anni di servizio; prevedere la formazione per i candidati che hanno presentato la domanda di passaggio verticale per il profilo D nel gennaio 2010. Già pronte le diffide da inviare entro metà mese.

 

 

Opponendosi alle limitazioni del bando di concorso, il sindacato avvia il ricorso, al Tar Lazio, avverso l’esclusione del servizio prestato nelle scuole paritarie per il computo dei due anni utili per l’accesso al concorso riservato 2018 per la scuola Primaria e infanzia. Possono ricorrere coloro che hanno prestato servizio in scuola paritaria sulla medesima classe di concorso 24 mesi anche non continuativi.

Clicca per aderire al ricorso e invia il modello cartaceo predisposto dall'Ufficio Legale Anief entro il 12 dicembre.

Nella nuova maggioranza si fa a gara per pubblicizzare gli interventi in arrivo con la manovra economica, come la miseria di 135 insegnanti specializzati nell’apprendimento digitale, intesi come “assaggio” della scuola futuribile, mentre quelli centrali rimangono solo buoni auspici per motivi finanziari. Così, se Anief nella legge europea suggerisce di stabilizzare i precari come nel Ddl Pittoni, la commissione bilancio si oppone per i presunti danni alla finanza pubblica. Marcello Pacifico: Quando si tratta d’esaminare questo genere di nuove norme, la commissione bilancio si oppone per presunti danni alla finanza pubblica: a cadere come birilli sono stati tutti i provvedimenti che prevedono spese aggiuntive. E non importa se siano necessari. L’importante è risparmiare ad oltranza. In linea con gli esecutivi passati, altro che governo del Cambiamento.

 

 

Nei giorni scorsi l’Ufficio regionale scolastico del Veneto, che ha sede a Mestre, a causa dell’enorme mole di plichi spediti dai nostri ricorrenti, ha subito un imprevisto ingorgo della posta in entrata. Sono infatti numerosissimi, in questi giorni, i ricorrenti che in Veneto, essendo stati esclusi dalla partecipazione al Concorso riservato per Infanzia e Primaria, stanno aderendo ai ricorsi promossi dall’Anief. L’associazione sindacale, che ne ha promossi dieci, per tutelare i diritti dei docenti esclusi, chiede, infatti, di inviare la domanda cartacea nella sede di via Forte Marghera.

 

 

 

Opponendosi al bando, Anief attiva il ricorso per ammettere al concorso coloro che sono in possesso della laurea in Scienze della Formazione Primaria, con un solo anno (o nessuno) di servizio in scuola statale. Il ricorso, al Tar Lazio, vuole l’ammissione al concorso riservato per la scuola Primaria e Infanzia dei laureati in Scienze della Formazione Primaria senza il requisito dei due anni di servizio; sarà altresì richiesto il riconoscimento della durata legale del corso di laurea come servizio utile ai fini dell'ammissione al concorso.

 

 

Anier ricorre perchè non accetta le limitazioni messe in essere dal bando di concorso: il giovane sindacato ha attivato il ricorso, presso il Tar del Lazio, per ottenere la valutazione del servizio di insegnamento dell’anno scolastico 2018/19 ai fini dell’accesso al concorso riservato agli abilitati per la scuola primaria e infanzia, e relativi posti di sostegno, se il servizio, che consta di 180 giorni, viene raggiunto dopo la scadenza della presentazione della domanda, fissata per il 12 dicembre.

 

Udir lo aveva annunciato da tempo: non si può pretendere, dopo dieci anni di blocco e un'infrazione salita di 12 punti, in presenza di una sperequazione marcata da presidi e nuovi DS assunti dopo il 2001, e tra dirigenti scolastici e della ricerca e dell'Università confluiti nella stessa area dal 2016, di far firmare un contratto su sanzioni disciplinari, assenze e ferie quando la parte economica è fondamentale.

 

Il giovane sindacato ricorda anche che il recente decreto concretezza all'articolo 3 sconfessa quanto da sempre sostenuto dal MEF sulla necessità di bloccare il salario accessorio dei dirigenti insieme al tabellare. Conseguenza della conversione in legge della norma per lo studio legale sarebbe il diretto versamento dei dirigenti andati in quiescenza dal 1 settembre 2012 nel Fun di quest'anno che non si riesce a quantificare. Sarà questa la ragione del blocco? L'alternativa è il ricorso in tribunale per avere giustizia. 

 

 

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