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Per personale precario con diversi emendamenti al Decreto Concretezza. Richiesta la parità di trattamento con il personale di ruolo, la RPD e la CIA per i supplenti, il primo gradone per i neo-assunti, la ricostruzione di carriera di tutto il pre-ruolo per intero, la fine della temporizzazione nel passaggio a Dsga. Scarica gli emendamenti alla voce del salario accessorio. 

Dopo l'intervento al disegno di legge di stabilità ancora una volta il giovane sindacato ribadisce la necessità di arrivare alla parità di trattamento nello stipendio tabellare e accessorio tra personale di ruolo e supplente, partendo dal riconoscimento del servizio per intero nelle ricostruzioni di carriera, eliminando quindi l’illegittima riduzione prevista oltre i primi quattro anni di supplenze; ma anche a cancellare l'Istituto della “temporizzazione”, lesivo degli stipendi dei lavoratori passati su ruolo superiore, oltre che a ripristinare il primo gradino stipendiale per i neo-assunti, visto che dopo il 2011 tutto il personale scolastico è stato costretto a passare alla fascia stipendiale maggiore dopo un anno.

 

 

 

È uno dei risultati più avvilenti emersi dall’indagine Istat sull’inserimento professionale dei dottori di ricerca: l’istituto nazionale di statistica ha rilevato che nel 2018, a sei anni dal conseguimento del dottorato, appena il 10% di coloro che conseguono un dottorato riescono a svolgere poi come professione l’insegnamento, ovvero uno degli sbocchi più naturali per chi consegue il titolo superiore alla laurea. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: noi lo sosteniamo da dieci anni e proponiamo soluzioni in ogni occasione. Lo abbiamo fatto chiedendo per l’ambito universitario, nel testo della legge di Stabilità, di ripartire dalla stabilizzazione dei ricercatori, a loro volta impossibilitati da anni nel passare al ruolo della docenza. Lo abbiamo fatto, di nuovo, in questi giorni, attraverso la richiesta di modifica dell’articolo 4 del decreto Concretezza, per puntare al rilancio della figura del ricercatore a tempo indeterminato, attraverso la creazione di un albo nazionale, nell’ottica dell’innovazione e in relazione al rilancio del sistema-Paese.

 

 

Questa è la prima richiesta della delegazione. Durante l'incontro si è parlato anche dei bassi livelli di retribuzione, delle troppe incombenze, della poca formazione peraltro non supportata da rimborsi, della penalizzazione della temporizzazione e degli organici mai attivati come dei profili AS e C o dei passaggi verticali bloccati. Scarica il documento presentato. 

La delegazione Anief, ricevuta dal dott. Pierluigi Mastrogiuseppe e composta da Chiara Cozzetto, Daniela Rosano, Cristina Dal Pino e Alberto Aufiero, ha rimarcato fin dall'inizio come per il personale Ata si sia toccato il fondo, di come quasi ci si sia “dimenticati” di queste professionalità.

 

 

ROMA, 27 NOV - Sulle immissioni in ruolo, l'obiettivo del ministro del Miur Marco Bussetti è di anticipare le operazioni per avere tutto pronto a settembre, ed evitare alle scuole gli annosi problemi di organico. Le regole per le immissioni in ruolo non cambieranno e rimarranno quelle stabilite dalla legge 107/2015, la Buona scuola". A sostenerlo è il sindacato Anief. "Le graduatorie ad esaurimento continueranno ad essere utilizzate per il 50% delle assunzioni, il resto va ai concorsi: uno per la secondaria, uno per infanzia e primaria", prosegue il sindacato, secondo il quale però le disposizioni previste dal Ministro non convincono l'Anief: "per assumere tutti i precari della PA occorre infatti realizzare una verifica degli organici, ad iniziare dalla Scuola, dove rimane altissima la percentuale di posti liberi ma non considerati tali, quindi inseriti nel cosiddetto organico di "fatto", non utilizzabile per trasferimenti ed immissioni in ruolo, in pieno disprezzo della direttiva UE n. 70/1999".(ANSA).
 

Sulle immissioni in ruolo, l’obiettivo di Marco Bussetti è di anticipare le operazioni per avere tutto pronto a settembre, ed evitare alle scuole gli annosi problemi di organico. Le regole per le immissioni in ruolo non cambieranno e rimarranno quelle stabilite dalla legge 107/2015. Le graduatorie ad esaurimento continueranno ad essere utilizzate per il 50% delle assunzioni, il resto va ai concorsi: uno per la secondaria, uno per infanzia e primaria. Le disposizioni previste dal Ministro non convincono l’Anief: per assumere tutti i precari della PA occorre infatti realizzare una verifica degli organici, ad iniziare dalla Scuola, dove rimane altissima la percentuale di posti liberi ma non considerati tali, quindi inseriti nel cosiddetto organico di “fatto”, non utilizzabile per trasferimenti ed immissioni in ruolo, in pieno disprezzo della direttiva UE n. 70/1999.

 

 

Si comunica che la segreteria nazionale Anief, oggi martedì 27 novembre, è chiusa per problemi tecnici 

Ad annunciarlo è stato, in una conferenza stampa tenutasi a inizio novembre, il presidente dell’Istituto Tito Boeri che nella stessa occasione ha dichiarato come, a partire dal prossimo anno, il servizio online “La mia pensione futura” sarà gradualmente esteso anche ai lavoratori statali, cosicché “la platea di chi potrà accedere alla simulazione online, attraverso un Pin, si allargherà a 500mila dipendenti pubblici, artigiani e commercianti”.

 

 

Per il sindacato l’introduzione del norme sull’assenteismo dei dipendenti pubblici, comprendenti analisi biometriche e l’utilizzo della video sorveglianza, è inutile e illegittima: vìola il regolamento europeo del trattamento dati e non risponde alle osservazioni del Garante sulla privacy che ha espresso la necessità di adottare sul tema “opportune cautele. Inoltre, non tiene conto di quanto disposto nella sentenza della Cassazione 11025 in merito all’attestazione della presenza dei docenti universitari, nella quale si parla di “cartellino” di presenza non obbligatorio.

 

 

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Lo stesso risulta di un terzo tagliato negli ultimi sette anni, anche per effetto del mancato versamento della RIA dei presidi andati in quiescenza. Ad ogni modo, dal 2019 la situazione deve cambiare per non impoverire più dei professionisti dello Stato che sono pagati già meno degli altri dirigenti e degli stessi ex presidi che svolgono il loro medesimo lavoro. In caso contrario dovremo far partire i ricorsi annunciati al tribunale del lavoro per ottenere giustizia e quanto dovuto.

 

 

Anief attiva il ricorso specifico per personale educativo, così da permettere la sua partecipazione al concorso riservato: possono aderire coloro che sono in possesso del titolo abilitante per il Personale Educativo e che intendono prendere parte al concorso riservato agli abilitati con due anni di servizio, limitatamente ai soli posti per la scuola primaria. I ricorrenti devono comunque aver svolto due annualità di servizio con almeno 180 giorni per anno nella scuola primaria o come personale educativo.

 

 

In arrivo una nuova organizzazione di reclutamento: il titolo richiesto sarà la laurea, le selezioni saranno bandite solo per le classi di concorso e nelle regioni in cui vi sia necessità. E i vincitori non potranno partecipare alla mobilità per cinque anni. A queste condizioni, migliaia di precari sono pronti a citare lo Stato italiano in tribunale per l'abuso dei contratti a termine: l’unica soluzione per uscire dal tunnel dei ricorsi è la riapertura delle GaE e l'assunzione su tutti i posti vacanti e disponibili. E sul vincolo quinquennale, sarà battaglia legale, annuncia Anief.

 

 

Oggi una delegazione della confederazione sindacale ha presentato una memoria all’XI Commissione del Senato commentando gli interventi da apportare attraverso il decreto Concretezza, collegato alla legge di Stabilità, il DDL S. 920: nelle proposte si parla, tra l’altro, di riconoscere il servizio per intero nelle ricostruzioni di carriera, eliminare l'Istituto della temporizzazione, ripristinare il primo gradino stipendiale per i neo-assunti dopo il 2011, garantire la parità di trattamento economica tra personale di ruolo e precario. Si tratta di provvedimenti centrali, da approvare con urgenza. Ancora di più perché nel decreto non si intende ancora una volta del gap stipendiale subito dai dipendenti pubblici negli ultimi dieci anni. A differenza del settore privato, dove invece, anche nel corso della crisi economica, sono stati sottoscritti contratti per aumenti superiori al 20% rispetto all'incremento del costo della vita pari al 12-14%. Ecco perché i sindacati dicono che a queste condizioni non vogliono trattare il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, che, sulla base alle risorse stanziate con il DEF della stessa manovra di fine anno, prevede non più di 17 euro netti di aumento a dipendente pubblico.

 

 

La cifra ridicola non riallinea affatto gli stipendi dei dipendenti pubblici al tasso di inflazione reale certificato dall’Istituto nazionale di statistica, che risulta cresciuto di ben 12-14 punti negli ultimi dieci anni rispetto ai compensi mensili. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): sommando il 5% complessivo di incrementi dell’ultimo triennio e l’attuale 1,3% di aumento finanziato dal governo, il gap che c’è oggi tra gli stipendi dei dipendenti pubblici rispetto al costo della vita rimane davvero troppo ampio. Nelle scorse settimane, Anief ha cercato di far allineare il salario minimo al tasso annuo di inflazione reale chiedendo l’approvazione di specifici emendamenti alla Legge di Stabilità. Ora, però, appurato che le richieste di modifica non hanno superato il vaglio delle commissioni della Camera, il giovane sindacato ribadisce la necessità di presentare ricorso per il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale nel periodo 2015-2018, in modo da far recuperare a docenti e Ata almeno il 50% del tasso IPCA non aggiornato dal settembre 2015.

 

 

 

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