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Con decisione del 7 dicembre 2011, il TAR Lazio ha respinto le richieste di provvedimento cautelare per i ricorrenti inidonei alle prove preselettive del concorso DS dei ruoli nn. 8816, 8819, 8821, 8823, 8825, 8827, 9257, 9258, 9259, 9262, 9263.

Si tratta di una decisione scontata, visto il precedente negativo del 24 novembre sui ricorsi nn. 8814, 8815, 8820 e 8822, contro il quale è già stato presentato appello.

Anief, pertanto, rimane in attesa del decisivo pronunciamento in appello del Consiglio di Stato – che nel frattempo ha confermato il diritto dei precari a partecipare al concorso - e della decisione del Presidente della VI sezione sulla richiesta di rinvio delle prove scritte del prossimo 14-15 dicembre in vista della fissazione dell’udienza. In caso di esito negativo, Anief predisporrà quanto necessario per chiedere l’annullamento di tutta la procedura concorsuale, non essendo stati messi tutti i candidati nelle condizioni di partecipare alle prove scritte.

Nel frattempo Anief sta provvedendo all’invio delle istruzioni operative - senza costi aggiuntivi - a tutti i ricorrenti interessati per il deposito dell’appello, ad eccezione dei soli ricorrenti del ricorso n. 9263/2011 Avv. Speranza, per i quali provvederà direttamente il legale a quanto necessario.

 

Confermate le ordinanze cautelari ottenute dall’Anief al Tar Lazio per l’immissione alle prove selettive dei precari e dei docenti di ruolo con cinque anni di servizio anche nel pre-ruolo. Anief chiede ora al Miur di sospendere le nuove prove scritte, in attesa del verdetto dei giudici, per non inficiarne i risultati.

Con ordinanze nn. 5358/11, 5359/11, i giudici di Palazzo Spada hanno respinto gli appelli del Miur tesi ad annullare le ordinanze cautelari ottenute dai 500 ricorrenti dell’Anief, sia a tempo indeterminato con cinque di servizio tra pre-ruolo e ruolo, sia precari con lo stesso servizio svolto. I candidati che avevano presentato, persino, una domanda cartacea, ostacolati dalla procedura telematica che li escludeva, in virtù dell’azione giuridica-sindacale avevano potuto partecipare alle prove pre-selettive, alcuni con successo.

Resta confermato, pertanto, il giudizio di primo grado espresso in sede cautelare in merito alla disapplicazione della normativa nazionale contrastante la normativa comunitaria “ritenuto, nell’esame proprio della fase cautelare, che, allo stato, l’appello non appare presentare profili di fumus boni iuris siffattamente evidenti da indurre all’accoglimento della domanda cautelare, ferma la necessità dell’approfondimento nel merito della ragionevolezza di quanto prescritto dall’art. 1, comma 618, della legge n. 296 del 2006 in relazione alla fattispecie disciplinata. Ritenuto sussistere motivi per la compensazione tra le parti delle spese della presente fase cautelare”. Respinto l’appello del Miur che non è riuscito a dimostrare la ragionevole discriminazione del servizio prestato da precario né la diversa professionalità esistente tra personale docente e precario, al fine di superare quanto disposta dalla direttiva 1999/70/CE. La stessa direttiva, che oggi l’Anief invoca nei tribunali del lavoro per far riconoscere per intero nella ricostruzione di carriera del personale di ruolo gli anni di pre-ruolo, la stessa valutazione con il servizio di ruolo nelle domande di mobilità, gli stessi aumenti di stipendio arretrati per i periodi di precariato.

Ancora una battaglia di civiltà contro l’abuso della precarietà nell’instaurazione dei rapporti di lavoro”, così commenta a caldo il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, leader del sindacato che ha patrocinato i ricorsi.

La nostra repubblica è fondata sul lavoro quale valore esistenziale per lo sviluppo della società secondo criteri di uguaglianza, pari opportunità, giustizia sociale. Ora attendiamo con fiducia la calendarizzazione urgente degli altri appelli che questa volta abbiamo presentato come sindacato al Consiglio di Stato per riformulare alcune ordinanze del Tar Lazio che non hanno consentito l’inserimento con riserva alle prove scritte dei non idonei alle prove pre-selettive. È evidente – continua il presidente dell’ANIEF - che la Costituzione garantisce a tutti i cittadini il diritto a ricorrere contro gli atti dell’amministrazione, tanto più quando sembra palesemente violato lo stesso bando concorsuale nella scelta di quesiti né idonei né corretti. Se a sette giorni dalla prova viene cancellato il 17% delle domande selezionate dopo un approfondimento fatto dagli esperti durato dieci giorni, è chiaro che qualcosa non va ed è chiaro che gli idonei hanno superato dei quiz falsati. L’ammissione con riserva di tutti i ricorrenti, contestata dal Miur e dagli avvocati dei contro-interessati, serve proprio a tutelare i risultati finali della prova concorsuale e a consentire il sereno svolgimento delle prove senza annullarne completamente i risultati. Per questo, chiediamo al ministro Profumo di rinviare le prove scritte del 14-15 dicembre, a dopo la fissazione della prima udienza camerale utile a discutere quanto non è stato approfondito nel merito dai giudici di primo grado. In caso contrario, andremo fino in fondo e chiederemo l’annullamento di tutta la procedura concorsuale, non essendo stati messi tutti i candidati nelle condizioni di partecipare alle prove scritte. Analoga richiesta è stata presentata al Presidente del Consiglio di Stato nei ricorsi di appello nn. 9669, 9671, 9674, 9677 a cui è legata la sorte anche degli altri ricorsi, di analogo contenuto, accolti presso alcuni tribunali regionali”.

Deposito motivi aggiunti al TAR Lazio in vista della discussione del merito di tutti i ricorsi presentati in elenco, ovvero ruoli nn. 7439, 7440, 8814, 8815, 8816, 8819, 8820, 8821, 8822, 8823, 8825, 8827, 9257, 9258, 9259, 9262, 9263 

I legali dell’Anief stanno predisponendo, senza ulteriori spese aggiuntive per i ricorrenti, motivi aggiunti al Tar Lazio grazie ai quali i giudici potranno ricavare il risultato ottenuto dai singoli ricorrenti, all’atto dell’espletamento della prova preselettiva con l’esatta individuazione delle risposte errate. A tal fine, chi ha già inviato una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. con allegato copia della prova concorsuale scaricata dal sito di Formez deve inviare soltanto un’altra mail entro venerdì 2 dicembre 2011 avente per oggetto la Regione di appartenenza dove si è presentata la domanda e il numero del ruolo del ricorso al Tar Lazio di appartenenza e per testo, rispettando rigorosamente il formato: cognome e nome; luogo e data di nascita; punteggio conseguito nella copia della prova allegata, numero sequenziale delle risposte sbagliate secondo l’identificazione delle stesse nel quizzone.

Esempio:

Oggetto: Sicilia 8814

Testo: Rossi Mario. Nato a Palermo il 24/11/1956. Punteggio conseguito: 67. Quesiti errati: 1536, 745, 876, 982.

Chi non ha ancora inviato la mail con la copia della prova allegata deve seguire le istruzioni di cui sopra ricordando di allegare la copia della prova corretta scaricabile dal sito di Formez.

 

 

Appello gratuito Consiglio di Stato ricorsi nn. 8814, 8815, 8822: proroga sub condicione

Considerato che sono scaduti oggi i termini per l’invio della documentazione utile per la presentazione dell’appello in Consiglio di Stato avverso le ordinanze di sospensiva rigettate dal Tar Lazio sui ricorsi nn. 8814, 8815, 8820, 8822, nonché i termini per costituirsi in difesa delle ordinanze favorevoli nell'appello al CdS sollevato dal Miur sui ricorsi nn. 7439 e 7440, poiché nell’appello sarà richiesta al Presidente del tribunale la sospensione delle prove scritte previste il 14 e 15 dicembre prossimo almeno fino alla discussione della prima udienza camerale nel giudizio di secondo grado ai fini dell’immissione con riserva dei non idonei, Anief ha deciso di prorogare i termini a mercoledì 30 novembre, entro le ore 12, per l’invio del plico contenente tutta la documentazione utile per l’adesione all’appello per tutti i ricorrenti che non hanno fatto in tempo a inviare la modulistica predisposta; a tal proposito le istruzioni operative per la presentazione dell’appello in CdS verranno ritrasmesse agli interessati entro e non oltre le ore 23 di oggi, lunedì 28 novembre. In caso di mancata ricezione entro il termine stabilito della documentazione, il ricorrente dovrà richiedere le istruzioni operative alla casella mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. L’appello sarà notificato soltanto qualora il Presidente del Consiglio di Stato accolga nei prossimi giorni la richiesta di sospensione delle prove scritte.

Si ricorda, infine, che è stata sciolta la riserva in merito alle eventuali spese legali per l’appello in questione sia nei confronti dei ricorrenti appellanti che hanno inviato la documentazione entro oggi sia dei nuovi che aderiranno entro mercoledì: le spese legali per la discussione dell’appello saranno interamente sostenute dall’Anief, senza alcun costo aggiuntivo per i ricorrenti.

Anief confida nella piena collaborazione di tutti i ricorrenti nell’adempimento delle presenti istruzioni, scusandosi per la tempistica ristretta che è stata dettata dal ministero con l’evidente obiettivo di comprimere il diritto alla difesa.

Si ricorda a tutti i ricorrenti che entro il 13 dicembre sarà ancora possibile inviare la propria candidatura come RSU in vista delle prossime elezioni, scrivendo una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Si precisa che la presente proroga è esclusivamente riservata a coloro che non hanno precedentemente inviato la documentazione di cui sopra all'indirizzo fornito.

Incredibile la motivazione. Anief invita i ricorrenti ad appellarsi con urgenza in Consiglio di Stato per l’ammissione alle prove scritte del 14-15 dicembre. Con la sentenza n. 806/2010, infatti, già i giudici di secondo grado hanno avuto modo di annullare prove pre-selettive non congrue con il bando di concorso.

Anief sta inviando nella giornata di oggi a tutti i ricorrenti le istruzioni operative per costituirsi in giudizio (invio documentazione entro le ore 12 di lunedì 28 novembre 2011 per Raccomandata 1 al nuovo indirizzo che sarà indicato direttamente, sito nella città di Roma dove deve pervenire il plico entro le ore 19 di mercoledì 30 novembre, per essere il ricorso notificato il 1 dicembre stesso) e richiedere un provvedimento d’urgenza dai giudici di Palazzo Spada, prima dello svolgimento delle prove scritte, che ne imponga l’ammissione con riserva alle stesse. Anief, infatti, non ritiene sufficiente la motivazione fornita dai giudici del Tar Lazio con cui hanno respinto il ricorso: “considerato che non hanno superato la prova pre-selettiva”, oggetto proprio del tema del gravame.

Per l’Anief, i quesiti, pur essendo necessariamente espressione di un’ampia discrezionalità (non sindacabile in linea di principio dal giudice amministrativo), avrebbero dovuto logicamente essere predisposti in maniera idonea a permettere l’accertamento della preparazione richiesta per il concorso. Anief, nel ritenere che il procedimento di formulazione dei quesiti non ha osservato il concetto di elementi o nozioni di diritto, prescritto dal bando, non chiede la rilevazione della violazione di un criterio di selezione o del dovere di attribuire i punteggi alle risposte, ma un vizio logico-procedimentale dell’azione amministrativa di valutazione, ravvisando contrasto con una specifica previsione inerente al livello della preparazione richiesta e da accertarsi mediante i questionari. Anief denuncia il dovere (della società incaricata) di formulare criteri atti alla corretta applicazione del bando con riguardo ai questionari, l’illogicità e il difetto di istruttoria a carico degli atti gravati, per aver pronunziato un’inidoneità del ricorrente sulla base di prove selettive formulate in modo non rispettoso delle cennate indicazioni del bando sul punto che prevedevano tutte le risposte esatte. Non si è chiesto, infatti, di annullare alcuna norma del bando ma gli atti della procedura che, in sua violazione, presentavano le illogicità e le insufficienze riscontrate, vale a dire la valutazione di inidoneità del candidato ed il verbale summenzionato, da annullare per la parte non recante alcun criterio nella formulazione dei quesiti costituendo una non corretta applicazione del bando, seppur sotto un profilo omissivo.

Anief ritiene che i ricorrenti abbiano tutto il diritto ad una specifica ed approfondita istruttoria del tribunale sulle procedure concorsuali finora espletate, considerato che lo stesso ministro uscente ha sconfessato l’operato di quei consulenti che sono stati chiamati, non si sa ancora ad oggi da chi, a scrivere quei quesiti da cui il 20% è stato cancellato a una settimana dalla prova. I provvedimenti cautelari invocati mirano proprio a evitare brutte sorprese quando si deciderà il merito dei ricorsi, quando potrebbe essere sospesa tutta la procedura concorsuale e annullato ogni elenco definitivo dei vincitori, o ancora stabilito un pesante risarcimento danni a favore dei ricorrenti, lasciando una magra e crudele illusione anche a quelle migliaia di colleghi che continueranno a studiare e a prepararsi per superare un concorso finora mal gestito, poco trasparente e pieno di errori, comunque, una brutta pagina della scuola italiana.

I ricorrenti dei ricorsi 8814, 8815 (Avv.ti Ganci-Miceli) e 8822 (Avv. Mendicino) che non riceveranno entro le ore 23 di venerdì 25 novembre le istruzioni operative ed il mandato per ricorrere, dovranno inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. con oggetto “istruzioni operative appello CdS non-idoneo”. Si prega di attendere tale orario prima di segnalare l'eventuale mancata ricezione, le mail inviate prima delle ore 23:00 non riceveranno risposta.

I ricorrenti del ricorso 8820 (Avv. Speranza), invece, saranno contattati via mail direttamente dal legale, che provvederà d'ufficio alla presentazione dell'istanza di appello in Consiglio di Stato.

Il giudice Flaim di Trento, su ricorso presentato dall’avv. Pinamonti, invia alla Consulta la legge 124/99 e la legge provinciale 5/06 sulle supplenze annuali per violazione degli articoli 11 e 117 della Costituzione, in quanto in contrasto con la direttiva 1999/70/CE nel creare le condizioni per la reiterazione dei contratti.

La normativa rinviata al giudice delle leggi disciplina attualmente il conferimento delle supplenze a più di centotrentamila docenti precari utilizzati al termine delle attività didattiche o per tutto l’anno. Secondo il Conto Annuale, infatti, presentato dalla Ragioneria Generale dello Stato, che riporta i risultati della rilevazione riferita allo scorso anno sulla consistenza e i costi del personale della Pubblica Amministrazione, nei comparti Scuola, Afam e Università erano in servizio a tempo determinato con esclusione dei supplenti brevi della scuola, 182.528 unità nel 2010.

Secondo il giudice del lavoro di Trento, appare “rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 4 co. 1 L. 3.5.1999, n. 124 e dell'art. 93 co.1 e 2 della legge della Provincia di Trento 7.8.2006, n. 5, nella parte in cui - in violazione degli artt. 11 e 117 co.1 Cost., in riferimento alla clausola 5, punto 1, lett. a) dell'accordo quadro CES, UNICE e CEEP su lavoro a tempo determinato. alla quale la direttiva 1999/70/CE del Consiglio del 28.6.1999 ha dato attuazione — consentono la copertura delle cattedre e dei posti di insegnamento, che risultino effettivamente vacanti e disponibili entro la data del 31 dicembre e che rimangano prevedibilmente tali per l'intero anno scolastico mediante il conferimento di supplenze annuali, in attesa dell'espletamento delle procedure concorsuali per l'assunzione di personale docente di ruolo, così da determinare l'utilizzo di una successione di contratti o rapporti di lavoro a tempo determinato per il perseguimento, da parte dell'Amministrazione datrice, di uno scopo (il contenimento della spesa pubblica) non riconducibile ad una "finalità di politica sociale di uno Stato membro " secondo l'accezione desumibile dalla giurisprudenza della Corte di giustizia..”

Per il presidente dell’Anief, prof. M. Pacifico, “è evidente che in questi ultimi dodici anni è mancata la volontà politica di eliminare la piaga del precariato e di adeguare la normativa nazionale alle disposizioni comunitarie, di cui, anzi, di recente, si è espressamente prevista per legge la disapplicazione nel comparto scuola. Meno male che alla magistratura non sfugge l’approvazione di norme tese a mortificare la dignità di migliaia professionisti ai quali affidiamo l’educazione dei nostri figli e a svilire il lavoro svolto quotidianamente nelle aule e nei plessi scolastici, spesso in condizioni disagiate. Il legislatore dovrebbe ascoltare i giudici e creare le condizioni economiche, sociali e giuridiche che consentano l'impiego di tutti i cittadini idonei al lavoro, prima ancora di perseguire l’interesse generale del contenimento della spesa pubblica, perché senza lavoro non vi è lo stesso Stato. Nel frattempo, attendiamo con serenità l’esito dei primi ricorsi discussi a Torino e a Milano dopo il deposito di migliaia di ricorsi avvenuto negli scorsi mesi in tutti i tribunali del lavoro italiani

Anief ricorda ai precari che non hanno ancora aderito che è sempre possibile aderire ai ricorsi per la stabilizzazione del personale precario con tre anni di servizio, per il riconoscimento degli scatti biennali di anzianità maturati, per la conversione del contratto dal 30 giugno al 31 agosto. Per info sulle modalità di pre-adesione consulta il seguente link.