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Il Presidente del Consiglio ha riconosciuto che «nell’emergenza l’azione amministrativa, a livello centrale e nelle strutture locali e periferiche, ha dimostrato capacità di resilienza e di adattamento grazie a un impegno diffuso nel lavoro a distanza e a un uso intelligente delle tecnologie a sua disposizione. La fragilità del sistema delle pubbliche amministrazioni e dei servizi di interesse collettivo è, tuttavia, una realtà che deve essere rapidamente affrontata. Particolarmente urgente è lo smaltimento dell’arretrato accumulato durante la pandemia. Agli uffici verrà chiesto di predisporre un piano di smaltimento dell’arretrato e comunicarlo ai cittadini. La riforma dovrà muoversi su due direttive: investimenti in connettività con anche la realizzazione di piattaforme efficienti e di facile utilizzo da parte dei cittadini; aggiornamento continuo delle competenze dei dipendenti pubblici, anche selezionando nelle assunzioni le migliori competenze e attitudini in modo rapido, efficiente e sicuro, senza costringere a lunghissime attese decine di migliaia di candidati».

Tali condivisibili assunti devono trovare un corretto inquadramento nella cornice costituzionale fornita dall’art. 36, ai sensi del quale “il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.

L’Anief da tempo chiede, per il personale ATA, l’adeguamento delle tabelle stipendiali in rapporto alla complessità del lavoro svolto ed ai nuovi titoli di accesso richiesti, ossia diploma di scuola superiore o laurea per gli assistenti amministrativi (ex applicati) e diploma di qualifica per i collaboratori scolastici (ex bidelli).

Il fatto che si sia passati da un titolo d’accesso consistente nella licenza media ad uno di livello superiore, il diploma di maturità, per ricoprire il ruolo di collaboratore scolastico dimostra lapalissianamente che, a parità di prestazione lavorativa richiesta, è sollecitata una maggiore professionalità, nonché un grado di preparazione culturale, scientifico e tecnico più elevato, affinché tali lavoratori possano svolgere mansioni superiori connesse alla formazione in materia di sicurezza e all’integrazione degli alunni portatori di handicap.

Parimenti l’assistente amministrativo, dovendo procedere all’elaborazione di buste paga, ricostruzioni di carriera, Tfr, predisposizione di contratti di fornitura e di collaborazione con esterni, indizione di gare, non può più essere considerato un soggetto operativo che si limita ad eseguire delle istruzioni precise impartite da chi ha poteri deliberanti, ma, al contrario, deve essere riconosciuto quale impiegato di concetto svolgente di fatto funzioni direttive, non contrattualmente dovute, che comportano l’assunzione di notevoli responsabilità.

Tali lavoratori, dunque, svolgono in modo prevalente, sotto il profilo quantitativo e qualitativo, mansioni superiori non retribuite e non valorizzate: basti pensare che i livelli retribuitivi sono rimasti invariati dal 1976 ad oggi e corrispondono al 3° e 4° livello della carriera esecutiva. È invece conforme a giustizia prevedere quantomeno un’equiparazione stipendiale tra assistenti amministrativi, assistenti tecnici, maestre e ITP dal momento che il titolo di accesso è il medesimo.

Di seguito l’attuale tabella retributiva del personale e la nostra proposta di riqualificazione economica:

    

AREA PROFILI ATA TITOLO DI ACCESSO COMPITI
MANSIONI
RETRIBUZIONE ATTUALE PREVISIONE DELLA RETRIBUZIONE
1^ fascia
D DSGA Laurea Art. 47 22.994,65 € 43.635,77
C Coord. Amm. Laurea* CCNL 2006/09 - 19.892,49 € 34.398,00
C Coord. Tec. Laurea* TABELLA A 19.892,49 € 34.398,00
B Ass. Amm. Diploma   17.397,28 € 27.794,00
B Ass. Tecn. Diploma   17.397,28 € 27.794,00
B Cuoco Diploma di qualifica   17.397,28 € 27.794,00
B Infermiere Laurea   17.397,28 € 27.794,00
B Guardarobiere Diploma di qualifica   17.397,28 € 27.794,00
AS Coll. Scol. addetto ai servizi Diploma di qualifica   15.928,61 € 18.000,00 circa
A Coll. Scol. Lic. Media   15.531,72 € 17.146,00

    

L’avvio della stagione contrattuale dovrebbe inoltre dare significativamente impulso alla mobilità verticale e alla mobilità intercompartimentale in uscita oggi irrealizzabile dal momento che gli stipendi del personale ATA della scuola son i più bassi della Pubblica Amministrazione e non trovano adeguata corrispondenza con i profili analoghi delle altre amministrazioni.

L’articolo 48 del vigente CCNL, prevede la mobilità in verticale del personale ATA.

Tale articolo è stato modificato dalla sequenza contrattuale specifica per il personale ATA prevista dall’articolo 62 del CCNL 29/11/2007 del comparto scuola il quale recita: “i passaggi interni al sistema di classificazione di cui all’articolo possono avvenire:

Tra le aree con le seguenti procedure:

  1. I passaggi del personale ATA da un’area inferiore a un’area immediatamente superiore avvengono mediante procedure selettive, previa frequenza di apposito corso organizzato dall’amministrazione, secondo modalità definite con la contrattazione integrativa nazionale, comunque nel rispetto di quanto sancito dalla Corte Costituzionale con sentenza n° 199 e N° 194/2002, a completamento dell’ipotesi a riguardo sottoscritta il 10/05/2006”.
  2. Alle predette procedure selettive, collegate alla formazione, è consentita la partecipazione anche del personale privo di titoli di studio previsti per il profilo professionale di destinazione - fatti salvi i titoli abilitativi previsti da norme di legge - purché in possesso del titolo di studio stabilito dall’allegata tabella B per l’accesso al profilo di appartenenza, e un’anzianità di almeno cinque anni di servizio effettivo nel profilo di appartenenza”.

Il 3/11/2007 venne stipulato il CCNI sulla mobilità professionale, valido con riferimento al biennio 2009/2010, il quale affermava che la mobilità sarebbe stata attivata con cadenza biennale per una quota corrispondente a quanto previsto dalla legge 124/1999 per i posti individuati come vacanti e disponibili in ciascuna provincia ed in ciascuna area professionale.

La norma prevedeva altresì una possibile e successiva rideterminazione della percentuale e, contemporaneamente, il rinnovo della stessa “nel rispetto dei vincoli previsti dall’articolo 1 comma 2 della sequenza contrattuale sottoscritta il 25/07/2008, in relazione ai posti disponibili e vacanti e alla serie storica dei pensionamenti”.

È evidente che alla scadenza del biennio di riferimento bisognava emettere un nuovo bando di concorso, cosa che a tutt’oggi non è ancora accaduta.

A ben vedere ci sono altre fonti legislative che suffragano la nostra tesi e che possono essere rinvenute nella L. n. 124/99, la quale stabilisce che il 40% ed il 30% dei posti in organico siano accantonati per i colleghi che partecipano alla mobilità per il profilo B e D al fine di attuare le selezioni interne; il T.U. n° 3 del 1957, che prevede la mobilità del personale della Pubblica Amministrazione; il D.Lgs. n. 297/94; il D.Lgs. 165/01.

Tutto ciò premesso e considerato, sarebbe opportuno procedere:

  • all’attivazione della seconda fase relativa alla mobilità professionale per i passaggi del personale ATA dall’area inferiore all’area immediatamente superiore ai sensi dell’articolo 1 comma 2 della sequenza contrattuale 25/7/2008;
  • alla riattivazione delle procedure concorsuali interne per il personale ATA previste dall’articolo 48 del CCNL sottoscritto in data 3 dicembre 2009;
  • alla copertura di tutti i posti vacanti relativi al personale ATA;
  • alla formazione del personale utilmente collocato nelle graduatorie stilate a seguito delle prove preselettive del 2010 con il doppio fine di conseguire sia un risparmio nel costo delle procedure sia il riconoscimento delle professionalità acquisite.

Appare improcrastinabile l’attivazione del Profilo di Area As – Collaboratore Scolastico Addetto ai Servizi alla Persona, dato il notevole incremento negli ultimi anni di alunni diversamente abili e la prassi ormai comune di gravare il collaboratore scolastico anche della cura e dell’igiene personale dei suddetti studenti, pur in assenza di adeguata formazione o ausilii da parte dell’ASL, contravvenendo quindi alle disposizioni del D. Lgs 81/08.

La figura del collaboratore scolastico di area AS dovrebbe possedere, come requisito di accesso, il diploma di qualifica triennale integrato da corso OSS – operatore socio sanitari / osa operatore socio assistenziale.

Anche le figure professionali di Coordinatore Amministrativo e Coordinatore Tecnico previste nel CCNL 2007 sono rimaste sulla carta.

Ripercorriamone la storia.

Con l’accordo siglato all’ARAN l’8 marzo 2002 ai sensi dell’art.18 del CCNL 15-3-2001 del comparto scuola, in attuazione di quanto previsto dall’art.3 dell’accordo 20 luglio 2000, recepito con Decreto 5-4-2001 ed in attesa di una revisione complessiva dei profili dell’area del personale ATA, è stato istituito uno specifico profilo amministrativo denominato “Coordinatore amministrativo“ con compiti di responsabilità e di coordinamento di aree e settori organizzativi e di vicariato che si colloca nell’area C prevista dal CCNL 26-5-1999 della scuola. La progressione economica spettante al profilo di coordinatore amministrativo, si legge, è quella corrispondente alla qualifica soppressa di “responsabile amministrativo”.

L’attività lavorativa affidata al coordinatore amministrativo richiede conoscenza della normativa vigente e delle procedure amministrativo-contabili informatizzate ed autonomia operativa nella definizione e nell’esecuzione degli atti a carattere amministrativo, contabile di ragioneria e di economato, nell’ambito delle direttive ricevute dal Direttore dei servizi generali ed amministrativi.

Più precisamente il coordinatore amministrativo svolge attività di coordinamento di più addetti inseriti in settori o aree omogenee; garantisce il supporto amministrativo alla progettazione e realizzazione d’iniziative didattiche decise dai competenti organi; si occupa della gestione informatizzata dei servizi di segreteria; collabora strettamente con il Direttore e in caso di sua assenza lo sostituisce.

Nei casi di particolare rilievo quantitativo e qualitativo è addetto ai servizi di biblioteca e al controllo delle relative giacenze e dello stato di conservazione del materiale librario ed alla catalogazione. Può essere addetto al coordinamento dei servizi di gestione della biblioteca stessa.

Provvede direttamente al rilascio di certificazioni, nonché di estratti e copie di documenti, che non comportino valutazioni discrezionali. Può svolgere, in relazione alle proprie competenze professionali, attività di formazione e aggiornamento ed attività tutorie nei confronti di personale neo assunto ed elaborare progetti e proposte inerenti al miglioramento organizzativo e alla funzionalità dei servizi di competenza, anche in relazione all’uso di procedure informatiche.

In tale profilo sono inquadrati (omissis) gli appartenenti alla ex sesta qualifica funzionale degli enti locali ed ex settima qualifica funzionale, non inquadrati come direttori dei servizi generali ed amministrativi, che non optino per l’inquadramento nell’area B del personale ATA.

Su tale profilo sono inoltre inquadrati i responsabili amministrativi del
comparto scuola non inquadrati come direttore dei servizi generali ed amministrativi dell’area D ai sensi dell’art. 34 del CCNL 26 maggio 1999 del quadriennio giuridico e del primo biennio economico del comparto scuola.

Analogamente, in attuazione di quanto previsto dall’art.2, comma 6, dell’accordo 20 luglio 2000 recepito con Decreto 5-4-2001, per gli ITP e per gli assistenti di cattedra, provenienti dagli EE.LL. e sprovvisti dei coerenti titoli di studio professionali, è istituito uno specifico profilo ATA denominato “Coordinatore tecnico” il quale svolge attività lavorativa complessa che richiede specifica professionalità nei processi tecnologici, nelle procedure ed attività anche di tipo informatico svolte nei laboratori, nei reparti di lavorazione, nelle aziende agrarie, in relazione all’area di riferimento assegnata ed in rapporto alla programmazione didattica.

Egli coordina più assistenti tecnici operanti in settori, indirizzi, specializzazioni ed aree omogenee; effettua direttamente operazioni di gestione tecnica ed informatica all’interno della scuola; ha funzioni di responsabilità nell’Ufficio Tecnico o in analoga articolazione funzionale.

Può svolgere, in relazione alle proprie competenze professionali, attività di formazione e aggiornamento ed attività tutorie nei confronti di personale neo assunto ed elaborare progetti e proposte inerenti al miglioramento organizzativo e alla funzionalità dei servizi di competenza, anche in relazione all’uso di procedure informatiche. La progressione economica spettante al profilo di coordinatore tecnico è quella corrispondente alla qualifica soppressa di “responsabile amministrativo”. In tale profilo sono inquadrati, nei limiti derivanti dal comma 2 e nei modi previsti dall’art. 3 dell’accordo 20 luglio 2000 succitato, gli ITP e gli assistenti di cattedra, provenienti dagli enti locali e sprovvisti dei coerenti titoli di studio professionali.

Il quadro delle risorse destinate al rinnovo dei contratti di lavoro dovrà essere completato attraverso la previsione della quota di stanziamento per l’assegnazione di almeno un assistente tecnico in ogni istituzione scolastica con conseguente incremento della dotazione organica degli Assistenti Tecnici di area informatica AR02.

Tali figure professionali, oltre a dare il necessario supporto per sviluppare la didattica a distanza (attivazione account e profili istituzionali per docenti e studenti, monitoraggio ausili informatici negli istituti etc.), potrebbero svolgere, in ragione delle loro competenze specialistiche, il ruolo di animatori digitali (cfr. Piano Nazionale Scuola Digitale del 27 Ottobre 2015).

Fondamentale è anche garantire la figura dell’infermiere in tutte le Istituzioni scolastiche (in rapporto al numero degli allievi ed alle caratteristiche della struttura) e l’Aiuto-Cuoco nei convitti, laddove risulta indispensabile individuare un soggetto addetto alla preparazione dei pasti legittimato a maneggiare gli alimenti.

In relazione, infine, all’ipotesi di riconoscere un organico di diritto funzionale al PTOF delle singole scuole, che attribuisca ad ogni Istituto un organico di potenziamento per i profili di Assistente Amministrativo, Tecnico e Collaboratore Scolastico, va precisato che tale organico di potenziamento dovrà essere calcolato non solo sulla base del numero di alunni iscritti, ma anche tenendo conto del numero dei plessi e delle ulteriori attività necessarie, benché non contrattualizzate, ad assicurare il corretto funzionamento degli istituti scolastici (si pensi, ad esempio, alle funzioni specifiche di competenza di altri enti - ex inpdap/inps - e che oggi vengono svolte dal personale amministrativo della scuola; oppure alla rendicontazione complessa e obbligatoria delle attività specifiche previste dal PTOF, quali i progetti PON, POR; o ancora all’incremento dei collaboratori scolastici fondamentale per garantire la sicurezza dei lavoratori e la sorveglianza degli studenti). 

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Quesito A

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