Si tratta di un diritto che rimane sancito dall'art. 197 comma 1 del D.Lgs. 297/1994 e dall'art. 15 comma 7 del D.P.R. 323/1998. Qualora dall'amministrazione giungano interpretazioni contrarie, l’Anief conferma che avvierà ricorso presso gli organi competenti.

Risulta davvero paradossale che al Ministero dell'Istruzione non siano bastati due mesi di tempo per poter dirimere le incertezze sulla valenza abilitante del diploma magistrale conseguito prima dell’a.s. 2001/2002: il 30 settembre scorso, infatti, l'Anief ha inviato una diffida all'Università Luspio perché modificasse il bando di selezione per l’ammissione ai corsi, nella parte in cui ha precluso l’accesso a coloro che hanno conseguito la maturità magistrale fino a 11 anni fa. Successivamente l'ateneo romano ha comunicato di aver chiesto chiarimenti in merito direttamente al Ministero dell'Istruzione. Ad oggi, però, il Miur non si è ancora formalmente espresso. Tanto è vero che nella FAQ n. 12 sul prossimo avvio dei corsi di specializzazione per il sostegno, aggiornata al 28 novembre 2013, l'Università di Firenze dichiara di aver "inviato un quesito al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca" ed è essere ancora "in attesa di una risposta".

Anief ha sempre sostenuto che coloro che sono in possesso del diploma magistrale conseguito prima dell’anno scolastico 2001/2002 hanno pieno diritto a presentare domanda di accesso ai corsi di specializzazione agli alunni che necessitano di sostegno didattico. Tale diritto, infatti, rimane sancito dall'art. 197 comma 1 del D.Lgs. 297/1994 e dall'art. 15 comma 7 del D.P.R. 323/1998. Queste disposizioni legislative, mai abrogate, attribuiscono infatti il valore abilitante permanente al diploma di maturità magistrale nonché il diritto ai possessori di partecipare ai concorsi a cattedra: l’abilitazione è infatti intrinseca al titolo medesimo e non è subordinata al superamento di alcuna ulteriore prova, esame o concorso pubblico.

Pertanto, l’Anief invita il personale in possesso del suddetto titolo a presentare regolare domanda di partecipazione ai corsi di sostegno agli alunni con disabilità, in procinto di essere attivati sulla base del D.M. 706/13 con cui il Miur ha autorizzato le Università incaricate ad organizzare nell’anno accademico 2013/2014 i percorsi di formazione per il conseguimento della specializzazione.

Inoltre l’Anief ribadisce, infine, che qualora il Miur non dovesse esplicitare che il diploma magistrale conseguito prima del 2002 è valido a tutti gli effetti, l’associazione sindacale conferma che avvierà ricorso presso gli organi competenti. In tal caso, sarà cura dell’Anief comunicare agli interessati le specifiche istruzioni per l’avvio delle azioni legali, che potranno essere richieste a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

L’associazione sindacale ricorda, infine, che Eurosofia ha organizzato il corso di formazione per la preparazione alle prove d'accesso al TFA per il sostegno: attraverso supervisori delle SSIS ed esperti del settore, ai candidati verranno impartite le competenze necessarie per il superamento della prova di accesso a numero programmato dei corsi universitari per il conseguimento della specializzazione su sostegno. Per maggiori informazioni cliccare qui

Per approfondimenti:

Corsi di specializzazione sul sostegno: il diploma magistrale conseguito prima dell’a.s. 2001/2002 è a tutti gli effetti abilitante

 

Alla base del contingente “risicato” vi sono i riferimenti a un contingente di alunni/posti risalente a sette anni fa e a dir poco superato. Ma anche alle immissioni in ruolo troppo spesso squilibrate tra le diverse regioni. Per chi non volesse farsi schiacciare dalla burocrazia statale, è sempre possibile rivolgersi al sindacato per chiedere il patrocinio gratuito, contro questi soprusi, dinanzi al tribunale di competenza.

Dopo il via libera del Miur, manca solo la firma del Ministro dell’Economia per avviare la prima tranche di assunzioni a tempo indeterminato di 4.447 posti di sostegno, già prevista dal comma 3 dell’art. 15 della Legge 128/13, a fronte delle 26.684 immissioni in ruolo da attuare nel triennio 2013-2015: questa prima tornata di assunzioni, che verrà effettuata con decorrenza giuridica 1° settembre 2013, ha origine nella trasformazione dell’organico di diritto di sostegno dal 70% all’80% rispetto all’organico dell’anno scolastico 2006/2007.

E questa scelta anacronistica è alla base dell’ennesima manovra di assunzioni al ribasso: la percentuale di posti si basa, infatti, su poco più di 90mila posti di sostegno, derivante a sua volta da un totale di alunni pari a circa 180mila unità. Mentre oggi gli iscritti disabili “certificati” sono diventati oltre 222mila. Quindi, sempre per mantenere il rapporto 1 a 2, il Miur avrebbe dovuto aver come riferimento oltre 110mila posti di docenti specializzati.

Inoltre, se si confronta l’organico di diritto e di fatto attivato nelle singole regioni nel 2006/2007 e nel 2013/2014, si scopre che in questi sei anni non si è proceduto ad assumere in ruolo nel territorio regionale proporzionalmente ai criteri nazionali (aliquota 70%) fissati dal legislatore, per cui la situazione di partenza degli organici regionali appare squilibrata e falsata rispetto agli obiettivi di legge.

Ecco perché le 4.447 assunzioni da attuare nell’a.s. in corso, seguite da 13.342 nell’a.s. 2014/15 e 8.895 nell’a.s. 2015/16, risultano fortemente sottodimensionate: in sostanza, mancano all’appello altrettanti posti. Considerando, infine, anche le cattedre vacanti riguardanti le discipline curricolari, mancano complessivamente 31mila posti oggi rispetto ai 69mila complessivi previsti dalla Legge 128/2013.

Nel commentare il contesto sopra esposto, Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir, si sofferma sul fatto che “questi conteggi ridimensionati comporteranno un servizio didattico ancora una volta contrassegnato da un’alta percentuale di docenti di sostegno rimasti precari, malgrado vi fossero le condizioni oggettive per la loro assunzione. Sarebbero dovute essere oltre 50mila assunzioni nel triennio, invece la metà di loro sarà costretta ancora una volta a convivere con la precarietà professionale. E con la mancata continuità didattica, che si andrà ancora una volta a ripercuotere negativamente sull’apprendimento degli alunni disabili”.

Anief ritiene, pertanto, che vi siano tutti i presupposti giuridici perché coloro che hanno svolto almeno tre anni di supplenza, su posti vacanti e disponibili, possano ricorrere in tribunale. Dove il sindacato agirà al massimo delle sue forze per far ottenere loro la stabilizzazione. Per richiedere le istruzioni per la stabilizzazione è sufficiente inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. E sempre al tribunale si potranno rivolgere le tante famiglie con figli disabili, cui gli uffici scolastici territoriali hanno negato le ore di sostegno, sconfessando le indicazioni previste dalle strutture sanitarie e pedagogiche preposte. Per richiedere il patrocinio gratuito nei ricorsi per ottenere le ore di sostegno in deroga è possibile scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Per approfondimenti:

Sostegno: troppo poche le nuove assunzioni. Si rischia una nuova ondata di ricorsi

Sostegno: Anief chiede 37mila assunzioni

Sostegno: numeri pazzi al Miur sulla distribuzione dei nuovi posti in organico di diritto ai sensi del D.L. 104/13

Bene incremento piano assunzioni CdM, ma c’è ancora troppa prudenza: Governo dimentica 31mila assunzioni

 

Dovevano essere il doppio le assunzioni, almeno 26.000 in più, per rispettare il rapporto uno a due tra alunni con handicap e docente specializzato previsto dalla normativa. Sono 223.000 gli alunni iscritti, il 2,5% del totale, ma quasi il doppio rispetto a dieci anni fa e 40.000 in più rispetto al 2006/2007, anno di riferimento per l’adeguamento dell’organico di diritto entro i prossimi anni.

Dovevano essere molte di più le assunzioni sui posti di sostegno fissate dal Governo attraverso il decreto 104 ‘La Scuola riparte’, convertito nella Legge n. 128 dell'8 novembre 2013 entrata in vigore quattro giorni dopo: rispetto ai 26.684 insegnanti di sostegno da immettere in ruolo in un triennio - 4.447 nell’a.s. 2013/14, 13.342 nell’a.s. 2014/15 e 8.895 nell’a.s. 2015/16 – mancano all’appello altrettanti posti. Il dato emerge chiaramente dalle anticipazioni dei dati statistici sugli alunni con disabilità e sul sostegno relativi all’a.s. 2013/2014 pubblicate in queste ore dal Ministero dell’Istruzione.

Anziché assumere sulla base dei posti reali dell’anno scolastico in corso, pari a oltre 110mila insegnanti di sostegno a “copertura” di circa 222mila alunni disabili certificati, lo Stato ha continuato a mantenere come riferimento (applicandovi gli incrementi progressivi dal 75% al 100% rispetto al 2006/2007) il contingente dell’anno scolastico 2006/07. Che corrisponde a poco più di 90mila posti di sostegno: è su questo parametro, conteggiato su un totale di alunni pari a circa 180mila iscritti anziché agli attuali 222mila, che sono stati collocati nell’organico di diritto i 26.684 posti da convertire in assunzioni. Le quali risultano, di conseguenza, fortemente sottodimensionate.

Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir, “dopo la pessima distribuzione delle cattedre a livello regionale, il Governo si è reso protagonista dell’ennesima manovra di assunzioni al ribasso. Procedendo a un numero di stabilizzazioni che rappresenta il minimo sindacale. Ciò comporterà un servizio didattico ancora contrassegnato da un’alta percentuale di docenti di sostegno che rimarranno precari. E costretti quasi sempre a cambiare scuola ogni anno, non garantendo – conclude Pacifico - quella continuità didattica necessaria, in particolar modo all’apprendimento degli alunni disabili. Anche per loro faremo ricorso contro la mancata stabilizzazione del personale”.

Faranno ricorsi i precari chiamati dopo tre anni a supplire sempre su posti vacanti e disponibili per ottenere la stabilizzazione e faranno ricorso le famiglie per i posti in deroga o le ore non assegnate secondo le certificazioni.

Nel frattempo, l’Anief continua a lottare per far riconoscere tutte le ore e i posti in deroga negati. Coinvolgi le famiglie, richiedi il patrocinio gratuito, scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Per approfondimenti:
Sostegno: non un'ora di meno!

Evoluzione territoriale e nazionale dei docenti di sostegno nel sistema scolastico italiano

 
 
NORD
CENTRO
SUD
Totale
 
 
 
 
 
2001/02
23.402
11.691
36.101
71.194
 
 
 
 
 
2006/07
31.571
15.968
42.493
90.032
 
 
 
 
 
2012/13
37.978
19.464
43.823
101.265
 
 
 
 
 
2013/14
 
 
 
110.216

 

Evoluzione territoriale e nazionale degli alunni con disabilità nel sistema scolastico italiano

 
NORD
CENTRO
SUD
Totale
 
 
 
 
 
2001/02
 
 
 
142.774
 
 
 
 
 
2005/06
 
 
 
178.220
 
 
 
 
 
72.348
38.455
73.442
184.245
 
 
 
 
 
97.070
45.559
80.288
222.917
 
 
 
 
 

 

 

 

Per diventare insegnanti specializzati nel supporto degli alunni disabili, le università incaricate dal Miur approfittano della loro autonomia: chiedono fino a 200 euro per partecipare alla sola prova preselettiva e quasi 3mila euro per frequentare i corsi formativi. Un giro di soldi da capogiro, a spese di almeno 20mila candidati già abilitati che tenteranno di aggiudicarsi i 6.398 posti messi a concorso. Marcello Pacifico (presidente Anief): siamo al paradosso, i futuri insegnanti degli alunni con bisogni speciali trasformati in ‘bancomat’ approfittando della loro probabile assunzione nei ruoli dello Stato nei prossimi tre anni.

Ancora una volta i docenti della scuola diventano strumento per fare business a vantaggio dell’amministrazione organizzatrice: invece di mettere nelle condizioni migliori i tanti docenti già abilitati che nell’anno accademico 2013/14 stanno scegliendo di specializzarsi nel delicato ruolo di sostegno agli alunni disabili e con limiti di apprendimento, si costringono a pagare cifre irragionevoli. Nei primi bandi riguardanti le attività formative, pubblicati in questi giorni, è infatti riportato che coloro che si iscriveranno ai corsi formativi dovranno versare nelle casse degli atenei organizzatori tra i 2.700 euro (Università della Calabria) e i 2.800 euro (Università Carlo Bo di Urbino).

Si tratta di importi notevoli, addirittura superiori a quelli già chiesti ai docenti precari per abilitarsi attraverso i Tfa ordinari: nel 2012 sempre la Carlo Bo di Urbino chiedeva, a tale scopo, 300 euro in meno, 2.500 euro contro gli attuali 2.800 euro. Una cifra spropositata. Che non può essere giustificata, come indicato nei bandi, dalla presenza della tassa regionale per il diritto allo studio, dal libretto, dall’assicurazione, dalla marca da bollo e dal contributo per svolgere i tirocini.

Ora, considerando che i posti complessivi che verranno messi a bando per specializzarsi sul sostegno, in base al Decreto Ministeriale 706/13, sono 6.398 (1.285 riguardano per la scuola dell´infanzia, 1.826 per la primaria, 1.753 per la secondaria di primo grado e 1.534 per quella di secondo grado), alle università incaricate dal Miur di organizzare i corsi verrà corrisposta dagli aspiranti docenti di sostegno una cifra complessiva vicina ai 18 milioni di euro.

Cui vanno aggiunti almeno altri 3 milioni derivanti dal “contributo” richiesto ai 20mila candidati (a tenersi “bassi”, stimando il triplo dei candidati rispetto ai posti messi a concorso) che tenteranno di accedere ai corsi attraverso i test e le prove preselettive: ad ogni aspirante alla frequenza del corso di sostegno viene infatti chiesta una quota di partecipazione che va tra i 110 e i 200 euro. Anche in questo caso si tratta di cifre sproporzionate. Oltre che immotivate, che tra l’altro le stesse università specificano nei bandi di concorso di “non restituire in alcun caso”.

“Guarda caso – commenta Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir – questa decisione di trasformare in ‘bancomat’ i futuri docenti di sostegno dei nostri alunni con bisogni speciali, si materializza giusto qualche settimana dopo il varo da parte del Governo del massiccio piano di assunzioni in ruolo di questa tipologia di insegnanti: nel prossimo triennio, infatti, sono previste 27mila collocazioni degli attuali posti di sostegno in deroga nell’organico di diritto. Con la successiva stabilizzazione di buona parte del personale specializzato che vi farà parte”.

Davanti ad una prospettiva del genere, le università hanno pensato bene di alzare il tiro delle richieste: a fronte della possibilità di essere assunti dallo Stato, è il ragionamento evidentemente fatto degli atenei, i candidati possono anche affrontare spese extra. È tutto dire che la tassa per tentare i test di accesso in alcuni casi sia quasi raddoppiata rispetto a quella di un anno fa per i Tfa ordinari.

“Ma forse non ci si è resi conto – continua Pacifico – che per partecipare alle selezioni per diventare insegnante di sostegno le università stanno ormai chiedendo ai candidati fino a quattro volte di quanto si chiede per diventare oggi magistrati, avvocati o notai: tutte professioni, peraltro, non certo scevre dal business legato sempre all’accesso. Ma evidentemente si sta perdendo ogni logica. Basta dire che solo alcuni giorni fa la VII Commissione della Camera, relatore Giancarlo Galan (PdL), grazie ad una maggioranza trasversale ha approvato un emendamento che permette di far insegnare sostegno a docenti non specializzati, ma in possesso del solo master o del perfezionamento in pedagogia speciale: potranno vedersi attribuito l’incarico annuale tramite graduatorie di istituto, senza aver mai svolto quel corso specifico che nelle prossime settimane partirà per i 6.400 ‘fortunati’ usati come foraggiatori del sistema”.

 

Ancora sentenze dei Tar che riconoscono il diritto degli alunni con disabilità grave ad avere l’insegnante di sostegno per il suo intero orario di servizio settimanale (rapporto 1:1). E destinano alle loro famiglie mille euro per ogni mese di mancata e irreparabile copertura del fabbisogno didattico-educativo dell'alunno. L’Anief aveva ragione: per non fare negare ai nostri alunni più deboli nemmeno un’ora di sostegno, l’unica strada percorribile è quella del ricorso al giudice amministrativo.

Continuano a giungere dai tribunali italiani sentenze di condanna dell’amministrazione scolastica per violazione del diritto all'istruzione degli alunni con disabilità. L’ultima in ordine cronologico arriva dal Tar di Palermo, dove il 14 ottobre i giudici amministrativi hanno reputato legittima la richiesta delle famiglie di assegnare con continuità un insegnante di sostegno a ogni alunno disabile grave (come indicato nell'art. 3, comma 3 della Legge 104/92).

Inoltre, gli stessi giudici hanno reputato insanabile il danno esistenziale arrecato in passato a questi alunni, destinando alle loro famiglie mille euro per ogni mese di mancata assegnazione del docente di sostegno con la modalità suddetta. Esattamente come preannunciato dall’Anief nel mese di settembre.

Il giovane sindacato ricorda che siamo di fronte all’ennesima sentenza che supera le rigidità numeriche sul sostegno agli alunni disabili certificati, imposte sistematicamente ogni anno dal Ministero dell'Istruzione: una scelta, dettata da questioni economiche, che lascia spesso le scuole con un numero di ore del tutto insufficiente a coprire il reale fabbisogno degli alunni in situazione di gravità. E costringe i dirigenti scolastici ad attribuire loro un numero di ore inferiore rispetto a quanto indicato nel P.E.I. e nella Diagnosi Funzionale, relazionate dalle equipe psicopedagogiche e dai docenti.

La nostra associazione sindacale ribadisce la volontà di battersi a fianco dei soggetti disabili e delle loro famiglie. A tal proposito ricorda di aver avviato, nel mese di settembre 2013, l'iniziativa “Sostegno: non un'ora di meno!”. Attraverso cui ha deciso di dire “Basta!” a questa prevaricazione da parte del Miur che viola i fondamentali diritti dei nostri alunni più deboli. Il nostro sindacato ha, quindi, messo gratuitamente a disposizione di questi ragazzi e delle loro famiglie tutta l'esperienza dei propri legali sull'intero territorio nazionale, in modo che i Tar di competenza possano riconoscere d'urgenza in loro favore l'assegnazione di un docente di sostegno per l'intero orario di servizio settimanale dell'insegnante (rapporto 1:1), nel pieno rispetto del reale fabbisogno didattico-educativo dell'alunno.

L'ANIEF ricorda che è ancora possibile aderire all'iniziativa e chiedere le istruzioni operative scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. sia da parte delle famiglie direttamente interessate, sia da parte dei docenti e dei dirigenti scolastici che vogliono attivarsi in prima persona per segnalare i casi di alunni in situazione di gravità (art. 3, comma 3, Legge 104/92) cui è stata negata la corretta attribuzione delle ore di sostegno. Per effettuare la segnalazione sarà sufficiente inviare una email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. avente: PER OGGETTO “Sostegno negato - Richiesta istruzioni operative” e la città da cui proviene la segnalazione e PER CONTENUTO la denominazione e la sede della scuola da cui proviene la segnalazione e il numero degli alunni con disabilità grave che hanno ricevuto meno ore di sostegno rispetto a quelle richieste in sede di gruppo misto o GLH operativo.

Le istruzioni operative per aderire all’iniziativa “Sostegno: non un'ora di meno!”

Perché l’Anief ha deciso di ricorrere contro l’inaccettabile violazione del diritto all'istruzione degli alunni con disabilità