Nel formulare le proposte per uscire dall'impasse politico e trovare un'intesa programmatica per la formazione del nuovo Governo, ricordate sempre la centralita' della Scuola. In particolare, tenete presente che vi sono tre ambiti fondamentali su cui intervenire con celerita' per rilanciare il sistema di istruzione e di ricerca del Paese: la gestione del personale, l'innalzamento dell'obbligo scolastico e del tempo scuola, la riforma dei programmi". Lo scrive Marcello Pacifico, presidente Anief e delegato Confedir per la Scuola, in una lettera aperta al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e ai dieci 'saggi'.
"Per quanto riguarda il primo punto, occorre ricordare la necessita' di garantire il rispetto delle piu' moderne direttive comunitarie, sia ai fini della stabilizzazione professionale dei precari che hanno svolto piu' di 36 mesi di servizio per lo Stato negli ultimi 5 anni, sia per trovare delle rinnovate soluzioni a proposito della formazione iniziale e del reclutamento dei docenti - prosegue Pacifico -. Come accade in Belgio, per questo stesso personale, che svolge un lavoro altamente logorante, e' inoltre necessario introdurre delle 'finestre' per uscire anticipatamente ed evitare di incorrere nel 'burnout'. Per coloro che hanno alle spalle oltre due decenni di insegnamento e non intendono lasciare il servizio, e' poi sempre piu' indispensabile prevederne l'utilizzazione come 'tutor professionali' da mettere a disposizione delle nuove leve di insegnanti. Come, infine, e' necessario introdurre una reale formazione in servizio di tutto il personale scolastico, sia per l'approfondimento/aggiornamento di ogni disciplina, sia per l'adozione delle procedure scientificamente piu' adeguate nel campo del sostegno agli alunni disabili".
"A proposito del secondo punto, diventa sempre piu' cogente l'esigenza di garantire l'istruzione obbligatoria sino all'ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado - sottolinea il presidente dell'Anief -. Nel contempo, appare fondamentale approvare con urgenza una seria riforma dell'apprendistato, che colleghi la scuola con il mondo del lavoro, come avviene in Germania dove un milione e mezzo di giovani ne hanno di recente tratto reale giovamento. Come diventa indispensabile tornare a detenere un'istruzione universitaria di qualita', cui garantire adeguate risorse e alla quale va restituita la preziosa opera del ricercatore. Tali manovre, inoltre, devono essere sempre accompagnate da un'adeguata riprogrammazione della produzione economica ed industriale del Paese, che poggi sul rilancio dell'enorme patrimonio culturale che il nostro Paese detiene".
"Per quel che riguarda l'ultima azione da attuare prioritariamente a favore dell'istruzione italiana e dei suoi giovani cittadini, quella della revisione dei programmi scolastici, e' evidente che e' oramai anacronistico parlare di contenuti da 'calare' a livello locale, regionale o nazionale: facendo parte di un contesto europeo, l'Italia deve necessariamente collocare le competenze da trasmettere alle nuove generazioni su un livello di piu' ampio respiro - conclude Pacifico -. A tal fine, e' imprescindibile l'adozione della seconda lingua straniera per l'intero percorso di studi. Come non puo' essere piu' procrastinata la decisione di introdurre lo studio comunitario e delle radici europee come materia trasversale".