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Ammissione al TFA dei precari con 36 mesi di servizio: ancora tanti nodi da sciogliere

Anief: sui Tfa avevamo ragione, i precari con anni di servizio alle spalle verranno ammessi in sovrannumero. Ma rimangono ancora tanti nodi da sciogliere: in questo momento migliaia di aspiranti corsisti rimangono nel caos più totale. Serve un Decreto Legge d’urgenza che metta fine a tante incertezze.

Ancora una volta aveva ragione l’Anief: il Miur ha ammesso attraverso il suo portale internet che, secondo quanto stabilisce la direttiva comunitaria 2005/36 CE, sarebbe illegittimo escludere dall’accesso alla professione, quindi dai Tfa, tutti i docenti precari della scuola con anni di servizio alle spalle: la soluzione di ammetterli in sovrannumero, spiega il Ministero dell’Istruzione, “cerca di dare risposta all’esigenza di regolarizzare la situazione di migliaia di persone che hanno permesso negli ultimi anni alle scuole statali e paritarie di funzionare nonostante l’assenza di abilitati”. Qualora “si trascurasse questa emergenza, potremmo incorrere – scrive il Miur – in probabili sentenze di condanna dell’Amministrazione”.

L’ammissione non dà tuttavia completa giustizia ai lavoratori precari: “il comunicato apparso oggi sul sito del Miur – sostiene Marcello Pacifico, Presidente dell’Anief – rischia di far piombare migliaia di aspiranti docenti nel caos più totale, semplicemente perché nelle procedure di iscrizione alla preselezione per l’accesso al Tfa questa comunicazione importantissima non è riportata. La stessa ammissione, sempre da parte dell’Amministrazione, dell’assenza dei passaggi organizzativi e amministrativi necessari per l’attivazione dei corsi abilitanti riservati a coloro che abbiano prestato più di 36 mesi di servizio, sta infatti già provocando ulteriore confusione tra gli aspiranti al conseguimento del titolo di abilitazione”.

Le ultime indicazioni fornite dal Ministero dell’Istruzione, dunque, non scioglierebbero tutti i nodi sui Tfa. “Non si sa ancora, ad esempio, quali saranno – continua il Presidente dell’Anief – i criteri di ammissione agli stessi corsi abilitanti. Non è chiaro, ancora, se verrà considerato, ed in caso positivo se equiparato a tutti gli effetti, il servizio svolto nelle scuole paritarie. E nemmeno se potrà essere ammesso il personale docente già abilitato. O se sarà possibile far accedere ai corsi anche coloro che hanno svolto 360 giorni di servizio (il ‘tetto’ minimo sino ad oggi considerato utile)”.

L’Anief, ancora una volta, si appella quindi al Ministro dell’Istruzione perché riesca a chiarire i punti e a non ledere i diritti del personale precario della scuola: “il Ministro farebbe bene a presentare un Decreto Legge d’urgenza, in occasione del prossimo Consiglio dei Ministri, che metta fine a tante incertezze: in caso contrario, l’Amministrazione s ritroverà ancora una volta a soccombere nelle aule dei tribunali”.