Nessuna novità in arrivo per la revisione dei compensi per il personale utilizzato e comandato presso le amministrazioni centrali, così come previsto dall’articolo 86 del CCNL 2007: non vi sono finanziamenti pubblici aggiuntivi e tutto rimane fermo. Si tratta di personale appartenente al comparto scuola che su mandato sindacale viene utilizzato presso gli uffici centrali dell’amministrazione pubblica. A tale personale vengono corrisposte delle retribuzioni regolamentate dalla funzione pubblica in virtù delle funzioni svolte. Le ultime tabelle retributive hanno visto il blocco della negoziazione per i vincoli di bilancio posti dalla Funzione pubblica, pertanto per lo scorso biennio 19-20 l’amministrazione aveva preferito procedere con atto unilaterale.
Le trattative tra parte pubblica e sindacale, però, si sono arenate subito, dal momento che la proposta 2020/2021 risultava identica alla precedente: seguirà pertanto un secondo atto unilaterale che a detta dei firmatari delle precedenti proposte, proseguirà fino alla riscrittura dello stesso articolo 86 in sede Aran e di Funzione pubblica.
Secondo Gianmauro Nonnis, segretario generale Anief, “la posizione dell’ANIEF è stata necessariamente di astensione rispetto alle posizioni assunte dall’amministrazione e dai sindacati firmatari dei precedenti accordi per mancanza di interesse diretto: il nostro sindacato infatti, a causa del tardivo riconoscimento della rappresentatività arrivata solo a fine 2019, non ha partecipato alla stesura degli accordi precedenti rilevando comunque come opportuno un passaggio più strutturato presso la funzione pubblica e in Aran”.
Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha osservato che “alla luce della necessaria revisione degli accordi oramai arretrati rispetto al contratto vigente, diventa sempre più opportuno anche una revisione delle quote di personale utilizzabile destinate ai firmatari. Se l’amministrazione vuole avere il favore della nostra sigla deve essere disposta a rivedere i contingenti già stabiliti da decenni e ad assicurare ad ogni sigla rappresentativa una quota coerente con la rappresentatività accertata”, conclude il leader del giovane sindacato.
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