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Da oggi e fino a giorno 7 si vota per la Rappresentanza Sindacale Unitaria (RSU) nelle scuole. I grandi si confrontano, i nuovi in cerca di rappresentatività.

In ballo non c'è poco, chi supera la soglia del 5% di voti si potrà sedere al tavolo delle trattative ministeriali e non solo.

I grandi sindacati si confrontano. FLCGIL, CISL, UIL, SNALS, GILDA raccoglieranno quanto seminato in questi anni difficili per la scuola, tra tagli, razionalizzazioni, blocco degli stipendi e gestione del precariato.

Gli emergenti, invece, sono alla ricerca di rappresentatività. Tra essi spicca sicuramente l'ANIEF che in questi anni ha spesso dettato l'agenda del Ministero e degli stessi sindacati, grazie ad eclatanti iniziative, e che, in vista di queste elezioni, ha tessuto una rete di relazioni di tutto rispetto, facendo confluire il consenso di svariate, piccole ma cobattive sigle: USI, SISA, LISA, Scuola Athena, Conitp,

Ma al di là dei "giochi di potere", l'elezione delle RSU è un momento importante nella vita della scuola. Pertanto riteniamo di dover augurare a tutto il personale scuola un buon voto, ricordando che dalle RSU passa la tutela dei lavoratori della scuola attraverso il controllo dell'applicazione del contratto.

Fonte: Orizzonte Scuola

L'Associazione di Marcello Pacifico intende ribaltare i pronostici che vogliono i sindacati di base sotto il 5% dei consensi e quindi esclusi dalla contrattazione nazionale. Il patto di "desistenza" con Unicobas potrebbe avvantaggiarla.

Dopo l'intervista a Piero Bernocchi, portavoce nazionale Cobas, pubblichiamo le risposte che abbiamo raccolto da Marcello Pacifico, presidente dell'Anief, associazione che per la prima volta si presenta alle elezioni per le RSU (e con l'intenzione dichiarata di sovvertire ogni pronostico superando lo sbarramento necessario ad ottenere la rappresentatività nel comparto)

Domanda
Mancano pochi giorni alle elezioni per il rinnovo delle RSU. 
Siete in grado di dire in quante scuole il vostro sindacato ha presentato liste ? 

Pacifico
Abbiamo presentato liste, all’incirca, nel 15% delle scuole con migliaia di candidati. Ma la cosa più bella e gratificante è stata la consapevolezza di avere candidato centinaia di colleghi, iscritti anche ad altri sindacati, che, per l’occasione, con speranza, hanno messo il loro nome al servizio dell’Anief insieme ai nostri quadri sindacali o ai nostri iscritti, per sostenere un’assordante richiesta di cambiamento. 

Domanda
Per chi non è già “rappresentativo” la campagna elettorale è stata particolarmente difficoltosa. 
Come si potranno superare le regole in vigore che non consentono ai sindacati di base neppure di convocare assemblee per presentare liste e programmi ? 

Pacifico
La campagna è stata difficilissima, con l’ostilità aperta dei dirigenti provinciali delle altre organizzazioni sindacali rappresentativi che hanno fatto di tutto per convincere i colleghi ad annullare le candidature spontanee già presentate. Secondo le prime adesioni pervenute, avremmo dovuto contare quasi sul doppio dei candidati, ma evidentemente, il cambiamento non piace a chi è abituato da più di vent’anni a gestire le questione dei lavoratori come cosa sua. E il tutto senza che sia stata data all’Anief la possibilità di presentare in orario di servizio il proprio programma elettorale, dopo lunghi mesi di silenzi sui diritti negati in questa legislatura ai lavoratori della scuola, con il consenso di compiacenti sindacalisti. Per garantire la democrazia sindacale, basterebbe separare il voto RSU della scuola dal voto per la scelta del sindacato rappresentativo, ma dubito che gli altri possano consentire una partita ad armi pari. In questo momento è più facile candidarsi a sindaco che a RSU nella scuola, per colpa di un contratto che vieta ai sindacati rappresentativi gli opportuni spazi elettorali. 

Domanda
Risultato elettorale a parte, siete soddisfatti di come le scuole hanno risposto alle vostre proposte in questa fase ? 

Pacifico
Indubbiamente siamo entusiasti; lo straordinario favore mostrato in questi giorni per un sindacato che è nato appena tre anni, conferma la volontà di lottare sempre più con maggiore determinazione per gli interessi di una categoria da cui dipende la fortuna del Paese. 
La voce della scuola, grazie all’azione dell’Anief, è stata ascoltata fino ad oggi nelle aule parlamentari e dei tribunali. E’ giunto il momento che sia ascoltata nelle stanze del ministero e del governo, grazie al voto dei colleghi alle liste dell’Anief nelle prossime elezioni RSU.  Nella scuola, è ancora possibile il cambiamento. 

Fonte: Tecnica della Scuola

 

Pacifico: "Basta tagli, governo investa su cultura e personale".

Domani molte scuole a rischio chiusura o senza lezioni per lo sciopero nazionale unitario del personale della scuola promosso dall'Anief, e a cui hanno aderito altri cinque sindacati (Usi, Sisa, Lisa, Scuola Athena, Conipt) e al quale si aggiunge la protesta della Gilda degli insegnanti. Lo sciopero riguarda sia il personale di ruolo sia quello precario: incroceranno le braccia, insieme, per opporsi al blocco degli stipendi e del contratto, alla cassa integrazione e ai licenziamenti in arrivo per il personale in esubero, alla mancata stabilizzazione di lavoratori che da anni assolvono il loro compito senza alcun tipo di garanzia, alla nuova riforma delle pensioni che cambia le regole in corsa, al blocco della mobilità per il personale neo-immesso in ruolo.

"Il Governo - dice in una nota il presidente dell'Anief, Marcello Pacifico - deve capire che soltanto ponendo fine alla stagione dei tagli, tornando ad investire sulla cultura e sul personale, promuovendone la professionalità, si può puntare a far ripartire il Paese: prima della religione dei mercati finanziari bisogna avere fede e scommettere sul diritto del lavoro e sulla giusta retribuzione, senza i quali viene meno lo stesso stato sociale".

Secondo Pacifico lo sciopero di domani deve sensibilizzare governanti e legislatori sulla necessità di migliorare la condizione professionale del personale scolastico: "Le istituzioni non possono più rimandare il miglioramento delle condizioni professionali ed economiche di centinaia di migliaia di colleghi, i quali malgrado tutto continuano a credere nell'alto valore educativo del lavoro che svolgono ogni giorno nelle aule delle nostre scuole".

Fonte: TMNews

Saranno molte le scuole che domattina, sabato,
 rimarranno chiuse per lo sciopero nazionale unitario del personale
 della scuola promosso dai sindacati Anief, Usi, Sisa, Lisa, Scuola
 Athena e Conitp, a cui si è aggiunta la Gilda degli insegnanti
 che ha deciso di protestare lo stesso giorno.

Migliaia di docenti
 e unità di personale Ata si asterranno dal lavoro per l'intera
 giornata del 3 marzo contro una serie di ingiustizie lavorative
 che continuano a perpetrarsi nei loro confronti. Lo sciopero 
nazionale riguarda sia il personale di ruolo sia quello precario.


Incroceranno le braccia, insieme, per opporsi al blocco degli 
stipendi e del contratto, alla cassa integrazione e ai
 licenziamenti in arrivo per il personale in esubero, alla mancata 
stabilizzazione di lavoratori che da anni assolvono il loro
compito senza alcun tipo di garanzia, alla nuova riforma delle
 pensioni che cambia le regole in corsa, al blocco della mobilità 
per il personale neo-immesso in ruolo.

"A questo punto il Governo
 - ha detto il presidente dell'Anief, Marcello Pacifico - deve
 capire che soltanto ponendo fine alla stagione dei tagli, tornando
 ad investire nella cultura e nel personale, promuovendone la
 professionalità, si può puntare a far ripartire il Paese. Prima
 della religione dei mercati finanziari bisogna avere fede e
 scommettere sul diritto del lavoro e sulla giusta retribuzione".

Fonte: Italpress

Se l’adesione sarà adeguata alle aspettative, il “listone” Anief che ha promosso la protesta nazionale anti Governo potrebbe davvero alimentare possibilità di raggiungimento del 5% di rappresentatività. Si fermerà pure la Gilda, che concluderà la campagna elettorale a Roma. L’Unicobas invece incrocerà le braccia il 28 marzo.

Ha raccolto le adesioni di diverse sigle sindacali la decisione dell’Anief di scioperare sabato 3 marzo, a ridosso del rinnovo delle elezioni Rsu: hanno infatti aderito alla protesta Usi, Sisa, Lisa, Scuola Athena e Conitp. E nella stessa giornata si fermerà anche la Gilda degli insegnanti. Certo, mancano all’appello i sindacati più rappresentativi. Ma proprio per questo motivo l’esito della protesta potrebbe essere una sorta di antipasto sul numero di adesioni al “listone” di candidati Rsu, creato dal leader dell’Anief, Marcello Pacifico, per raggiungere il tetto di rappresentatività del 5% utile per sedersi al tavolo dei negoziati nazionali. A dire il vero, però, non tutti i sindacati alleati con il sindacato di Pacifico si fermeranno: l’Unicobas, che solo alcune ora fa ha annunciato un patto di desistenza con l’Anief, attraverso cui impegna i lavoratori a votare per i candidati del sindacato “amico” in tutte quelle scuole dove non sono presenti proprie liste, non ha aderito alla protesta del 3 marzo. Come annunciato, l’organizzazione di base guidata da Stefano d’Errico incrocerà le braccia il 28 marzo.

A leggere le motivazioni dello sciopero tutti i dipendenti della scuola avrebbero motivo di aderire: si va dal rifiuto del blocco degli stipendi e del contratto alla netta contrarietà per l’ipotesi cassa integrazione e licenziamenti introdotta negli ultimi mesi per il personale in esubero (al momento oltre 10mila docenti). La piattaforma di rivendicazioni tocca anche la mancata stabilizzazione di decine di migliaia di precari che da anni assolvono il loro compito senza alcun tipo di garanzia. Netta contrarietà viene espressa anche sulla nuova riforma delle pensioni, che cambia le regole in corsa, ed sul blocco quinquennale della mobilità per il personale neo-immesso in ruolo.

Il Governo – ha detto il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico – deve capire che soltanto ponendo fine alla stagione dei tagli, tornando ad investire nella cultura e nel personale, promuovendone la professionalità, si può puntare a far ripartire il Paese: prima della religione dei mercati finanziari bisogna avere fede e scommettere sul diritto del lavoro e sulla giusta retribuzione”.

La Gilda degli insegnanti aggiunge nella lista delle proteste anche l’esigenza di avere una maggiore "garanzia degli organici e modifiche alla riforma Brunetta che, allo stato attuale, non tiene conto né della libertà d`insegnamento né dei diritti sindacali nelle scuole". Sempre sabato, il sindacato di Di Meglio ha dato appuntamento ai lavoratori a Roma, dalle 10 alle 13, dove si svolgerà una manifestazione nazionale al teatro Quirino: la mattinata di mobilitazione alternerà momenti di intrattenimento, con le note della band Emporium live music e la satira pungente di Andrea Rivera, ad altri di dibattito e riflessione con una tavola rotonda sui problemi del mondo della scuola (saranno presenti tutti i dirigenti del sindacato autonomo). La manifestazione si concluderà con l'intervento del coordinatore nazionale della Gilda, Rino Di Meglio, che sancirà anche la fine della campagna elettorale per il rinnovo delle Rsu. Da lunedì la parola passerà ai lavoratori attraverso la scelta dei loro candidati. 

Fonte: Tecnica della Scuola

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XXIV2012

 

 

 

In questo numero:

IL PUNTO

I RICORSI

Dimensionamento: per evitare il licenziamento i Dsga costretti a cambiare regione

Ricorso contro il blocco quinquennale della mobilità per il personale docente neo immesso in ruolo 

Scheda di rilevazione dati Ricorso Mobilità - Trasferimenti