Fino a domani si vota per eleggere le rappresentanze unitarie, Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda alla conta. Decisivo il dato sulla partecipazione per decretare la vittoria.
Fino a domani si vota per eleggere le rappresentanze unitarie, Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda alla conta. Decisivo il dato sulla partecipazione per decretare la vittoria.
Monta la protesta degli iscritti: tra disservizi e rimpalli di responsabilità, l'ente di assistenza è inutile. Finanziato con trattenute fisse, rende allo Stato 40 milioni.
Domani ultimo giorno di voto per il rinnovo delle RSU d’istituto. Se verrà confermata l’affluenza alle urne scolastiche del 2006, i votanti saranno circa 800 mila.
A contendersi quei voti saranno soprattutto i tre sindacati scuola confederali, lo Snals e la Gilda, da diversi anni gli unici sindacati rappresentativi, in quanto titolari del quorum richiesto del 5% elettorale e del 5% associativo.
La Cgil-scuola, con il 30,9% dei voti validi, si è aggiudicata, anche nel 2006, i maggiori consensi, seguita dalla Cisl-scuola (24,6%), dallo Snals (16,8%), dalla Uil-scuola (14,3%) e dalla Gilda (6,4%).
Dal 2006 ad oggi vi è stato un cambiamento all’interno della categoria con decine di migliaia di uscite e molte new entry che potrebbero determinare spostamenti di voti. Anche le politiche dei sindacati rappresentativi hanno subito una certa evoluzione. Il tutto potrebbe provocare cambiamenti inattesi.
Da verificare, ad esempio, la tenuta di Gilda sul quorum del 5% e la possibile avanzata della Uil-scuola con il sorpasso sullo Snals.
Tra Cgil e Cisl si tratta di vedere se le posizioni radicali della prima saranno premiate dall’elettorato a svantaggio della politica di concertazione e mediazione della seconda.
L’incognita e la maggior attesa di questa tornata elettorale per il rinnovo delle RSU è, comunque, rappresentata dalle liste Anief. L’Associazione di Pacifico ha condotto una campagna elettorale senza esclusione di colpi e con notevole dispendio di risorse, puntando decisamente a raggiungere il livello del 5% con la speranza di entrare tra gli “eletti”, cioè tra i sindacati rappresentativi che hanno diritto di partecipare alla contrattazione nazionale e di ottenere distacchi sindacali.
Nella mattinata di venerdì 2 marzo presso l’aula magna del Liceo Scientifico di Matera il sindacato Anief, che tutela i diritti del personale di ruolo e precario del mondo della scuola nella provincia di Matera ha promosso seminario sul tema “La legislazione scolastica nella normativa recente”.
Hanno preso parte insegnanti, di ruolo o precari e personale Ata dell’istituzione scolastica interessati ad aggiornarsi sulla nuova disciplina normativa e contrattuale introdotta nell’ultimo triennio.
Mobilità, Cassa integrazione, Licenziamento, Progressione di carriera, Riconversione professionale, Blocco degli stipendi, Indennità di reggenza, Stabilizzazione dei precari, Formazione iniziale, Reclutamento, Pensioni: sono le questioni che minano i diritti del personale di ruolo e precario del mondo della scuola e che sono state approfondite nel corso del seminario, che vedrà la partecipazione del segretario nazionale dell’Anief Marcello Pacifico, invitato nella città dei Sassi per chiudere la campagna elettorale avviata per il rinnovo delle Rsu, in programma da lunedì 5 a mercoledì 7 marzo 2012 anche a Matera nelle scuole di ogni ordine e grado. Dopo i saluti del sindaco di Matera, Salvatore Adduce, del dirigente scolastico del Liceo Scientifico “Dante Alighieri” di Matera, Osvaldo Carnovale, del presidente regionale CONFEDIR Basilicata, Pasquale Covella e del presidente provinciale ACLI Matera, Mimmo Corrado si sono svolte le relazioni del direttore del corso Marcello Pacifico, del segretario regionale Nuccio Santochirico e del vice-presidente di Anief Matera, Daniele Ventrelli.
Riportiamo di seguito l’intervista che ha rilasciato a margine del seminario il segretario nazionale dell’Anief Marcello Pacifico.
Marcello Pacifico ha 34 anni, è originario di Cefalù, centro della provincia di Palermo e da tre anni ricopre il ruolo di segretario nazionale Anief. La sua professione è legata naturalmente al mondo della scuola visto che è impegnato come docente di lettre in una scuola media di Collesano e vanta anche una docenza a contratto di storia medievale presso l’Università di Palermo. Come è nato l’impegno nel sindacato?
“Dopo aver fatto parte dal 2003 della direzione nazionale di un altro sindacato ho deciso di impegnarmi in prima persona nell’Anief. Sono presente anche all’interno della segreteria nazionale della Confedir (dirigenti pubblici e privati e alte professionalità)”.
Si chiude una campagna elettorale importante per l’Anief. Come è stata condotta e in quali città si è svolta prima di concluderla a Matera?
La campagna elettorale si è svolta con successo, sebbene sia stato negato all’Anief il diritto di parola nelle assemblee sindacali per via di un regolamento che è stato sottoscritto dai sindacati rappresentativi per ostacolare l’alternanza. Tanti docenti e Ata si sono rivolti a noi per candidarsi nelle nostre liste dopo aver preso coscienza dell’inerzia degli altri sindacati e del cambiamento promosso dall’Anief. La partecipazione ai seminari sulla legislazione, d’altronde, è la prova del desiderio di informazione che richiede il personale della scuola, messo all’oscuro da quanto approvato nell’ultimo decennio. Siamo stati in ogni parte del territorio nazionale, da Siracusa a Milano, ma abbiamo voluto concludere questi seminari a Matera proprio per legare la nostra scommessa a quella di una città che vuole essere capitale della cultura europea”.
Per quali ragioni l’Anief ha scelto proprio la città dei Sassi per il seminario conclusivo che anticipa le votazioni per il rinnovo delle RSU nel monndo della scuola?
“Perchè la scelta della RSU e il voto alla lista sindacale oggi come mai rappresenta un impegno per la ricostruzione della scuola e del Paese, per la riscoperta di quei diritti e valori civici che dovrebbero guidare la nostra azione educativa nella vita di ogni giorno. Soltanto partendo dalla promozione del nostro patrimonio culturale che qui ha avuto il riconoscimento dell’UNESCO, possiamo ricostruire il nostro stato sociale e quindi la crescita del Paese. Anche per questo scioperiamo domani con il sostegno di diverse sigle sindacali. Il Governo deve ascoltare i formatori della nostra scuola”.
Un giovane alla guida di un sindacato: quanto è importante il ricambio generazionale nell’ambiente sindacale per raggiungere gli obiettivi prefissati?
E’ importante nella misura in cui si è aperti sempre di più all’ascolto di chi ha maturato molta esperienza e ci si muove con sempre maggiore passione per costruire un domani migliore. La motivazione e la fede in una missione educativa che sappia coniugare un patto generazionale nella tutela dei diritti sono la missione di chi non vuole difendere diritti acquisiti ma la dignità dell’uomo e il ruolo dell’educatore in una società che deve essere giusta e solidale.
L’Anief riuscirà ad avere la rappresentatività alle prossime elezioni? Ci sono i presupposti affinchè questo possa avvenire?
“Abbiamo quasi il 3% delle deleghe attive registrate allo scorso dicembre. Dobbiamo prendere il 7% dei voti espressi alle prossime elezioni RSU nel 15% delle liste presentate. Se i colleghi, indipendentemente dalla loro tessera sindacale e dalle loro promesse, votano le liste Anief possono consentire al sindacato di essere rappresentativo. In questo modo, sono sicuro, gli altri grandi sindacati ci seguiranno ancora di più da vicino come hanno fatto per la trattenuta ENAM (UIL), per l’indennità di reggenza ai vicari (SNALS), per le pensioni (CISL), per la stabilizzazione dei precari (CGIL), per lo sciopero (GILDA)
Ultima domanda: se l’Anief riesce a vincere questa sfida quali impegni intende assumere per soddisfare le aspettative di chi opera nel mondo della scuola, da docente di ruolo o precario?
“Vogliamo porre fine alla precarietà come sistema ordinario di assunzione nella scuole e garantire parità di trattamento tra tutti i lavoratori, sbloccare il contratto e gli scatti di anzianità, aumentare gli investimenti nella cultura e nell’istruzione, garantire le pensioni anche ai più giovani, far ripartire la scuola autonoma come centro di educazione permanente e sviluppo di tutto il territorio, valorizzare una professione che duemila anni fa era destinata a reggere i vertici del buon governo, ridare dignità al ruolo che ogni docente e Ata, giornalmente, svolge nel silenzio tra i corridoi e le aule delle scuole, per il bene dei suoi studenti”.
Al voto oltre un milione di dipendenti: dalle loro preferenze scaturiranno le 30mila rappresentanze sindacali dei 10mili istituti italiani. Una parte però rimarrà in carica solo alcuni mesi per il dimensionamento. Attacco della Gilda a Cgil, Cisl e Uil: perché hanno rifiutato la verifica sui loro dati? Parole forti anche dai Cobas. L’Anief, a sorpresa, tende la mano per fare alleanze sempre più larghe.
A partire da domani oltre un milione di dipendenti della scuola saranno chiamati a rinnovare le Rsu di oltre 10mile istituti, dalla materne alle superiori: fino a mercoledì docenti e personale in possesso di un contratto a tempo indeterminato o annuale potranno recarsi nelle urne allestite dalle stesse organizzazioni sindacali in ogni scuola italiana. Dalle preferenze, esprimibili fino a mercoledì negli orari prefissati delle commissioni elettorali, scaturiranno più di 30mila nuovi rappresentanti sindacali. Una parte di loro, alcune migliaia, decadrà già in estate a causa dell’annunciato dimensionamento scolastico.
Nel 2006 il rinnovo delle Rsu fu decretato da più di 800mila elettori: la Flc-Cgil incamerò quasi un terzo (il 31%) delle preferenze; la Cisl Scuola acquisì circa il 25% dei voti. A seguire lo Snals (con circa il 17% di consensi), la Uil Scuola (oltre il 14%) e la Gilda degli insegnanti (circa il 6,5%). Tutti gli altri sindacati non riuscirono nemmeno a sfiorare la soglia minima, legata anche al numero di deleghe, del 5% necessario per sedersi al tavolo delle trattative ministeriali, ottenere distacchi sindacali e svolgere riunioni in orario di servizio.
Le ultime ore della campagna elettorale sono state contrassegnate da alcuni interventi particolarmente duri, espressi dai sindacati meno rappresentativi nei confronti dei concorrenti. Tra questi spicca quello di Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli insegnanti, che durante l’incontro con delegati e lavoratori al teatro Quirino a Roma ha pronunciato parole forti contro l’attuale sistema che regola il sindacalismo scolastico: "siamo stufi delle Rsu e non perché abbiamo un problema di rappresentatività, come dimostrano le quasi 4mila liste presentate. Ma non si possono continuare a ignorare i problemi che comportano tali elezioni".
Secondo Di Meglio, infatti, "le Rsu non hanno niente a che fare con la scuola, luogo di formazione e cultura. Senza contare che queste elezioni, sulle quali si misurano permessi e distacchi, hanno effetti di diritto pubblico non trascurabili - Non solo, ma -ha aggiunto il sindacalista - si tratta di consultazioni viziate perché in capo agli stessi sindacati. Un po´ come se le elezioni politiche fossero affidate ai partiti anziché al ministero dell´Interno".
Di Meglio si è scagliato poi contro i sindacati Confederali, perchè "l´Aran ma anche Cgil, Cisl e Uil hanno rifiutato il controllo sui dati delle singole sigle sindacali. Contro questo diritto negato - ha concluso Di Meglio - promettiamo battaglia. Faremo una protesta politica forte e, poi, se necessario, passeremo alle vie giudiziarie".
I Cobas, dal canto loro, hanno adottato lo slogan “Esci dal guscio”. Inoltre si sono rivolti agli elettori con frasi al vetriolo. Come questa: “non abbiamo le mani in pasta in attività lucrose come quelle dei sindacati concertativi”.
Più morbida, dopo una campagna condotta senza esclusione di colpi, è apparsa l’Anief, che in occasione delle elezioni dal 5 al 7 marzo potrà contare sui consensi di Usi, Sisa, Lisa, Scuola Athena e Conitp. Oltre che sul patto di “desistenza” con l’Unicobas (che ha chiesto di “partecipare in massa alle elezioni Rsu a dare un senso al nostro impegno”) per evitare che il personale possa votare le altre organizzazioni.“Questo voto – ha dichiarato il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico - è un voto all’alternanza, alla speranza e che potrà convincere gli altri grandi sindacati a continuare a seguirci nelle iniziative di mobilitazione, di protesta e di tutela dei lavoratori”.
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