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Parlamento

L’On. Russo (PD) ha presentato alla Camera un’interrogazione sulle battaglie ANIEF in tema di pettine-coda, stabilizzazioni e immissioni in ruolo.

 

Il testo dell’interrogazione

 

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, per sapere - premesso che:

non risulta ancora ultimato il piano di 150.000 immissioni in ruolo voluto dal precedente Governo di centro-sinistra con l'approvazione della legge 296/06;

gli 87.000 tagli di personale docente previsti dalla legge 133/2008, hanno provocato un drastico malfunzionamento della scuola e una profonda incertezza nelle famiglie e in tutti gli operatori del settore dell'istruzione;

nel comparto scuola non sembra applicato quanto previsto dal decreto legislativo 368/2001, in ottemperanza all'accordo quadro comunitario sui rapporti di lavoro a tempo determinato e sulla stabilizzazione del personale a tempo determinato con tre anni di contratto anche non consecutivi, come disciplinato dalla direttiva UE n. 1999/70/CE;

sono in via di pubblicazione, dal 27 luglio al 3 agosto 2010, le graduatorie definitive del personale docente valide per l’a. s. 2010-2011, secondo la tempistica prevista dalla nota MIUR prot. n. AOODGPER 6464 del 9 luglio 2010;

l’ordinanza n. 207/2010 del 30 giugno 2010 del Consiglio di Stato ha disposto la revocazione delle ordinanze nn. 1134, 1136, 1137, 1138, 1139, 1140, 1160, 1161, 1162, 1163 e 1164, rese all’esito della Camera di consiglio del giorno 9 marzo 2010, con cui sono stati sospesi gli effetti delle ordinanze del TAR del Lazio nn. 5140, 5141, 5142, 5143, 5144, 5145, 5146, 5147, 5148, 5149 e 5150 R.G. del 2009;

la nota MIUR prot. n. AOODGPER./1999 del 17 febbraio 2010 a firma del Direttore generale, dott. Luciano Chiappetta, faceva esplicito riferimento alla sospensione delle ordinanze del TAR Lazio sopra indicate, sospensione che l’ordinanza n. 207/2010 del 30 giugno 2010 del Consiglio di Stato ha revocato, dichiarando l’inammissibilità dei ricorsi proposti dal MIUR avverso le ordinanze di esecuzione coattiva del TAR in data 6 novembre 2009 nn. 5140, 5141, 5142, 5143, 5144, 5145, 5146, 5147, 5148, 5149 e 5150 R.G. del 2009, riconoscendo pertanto piena e immediata efficacia ai provvedimenti di commissariamento del Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca sopra citati che hanno acquisito l’autorità del giudicato cautelare;

il CCNI sulla mobilità e il CCNI sulle utilizzazioni e sulle assegnazioni provvisorie, rispettivamente del 16 febbraio e del 16 luglio 2010, garantiscono per l’a. s. 2010-2011 al personale docente di ruolo il diritto al trasferimento da un’istituzione scolastica all’altra, anche tra regioni e province diverse, mentre la direttiva comunitaria 1999/70/CE sancisce la parità di trattamento tra personale a tempo determinato e personale a tempo indeterminato;

diversi atti ispettivi presentati da deputati del Partito Democratico (interrogazione a risposta in Commissione n. 5-01418 di giovedì 14 maggio 2009, seduta n.177, n. 5-01622 di lunedì 13 luglio 2009, seduta n.201, n. 5-01684 di lunedì 27 luglio 2009, seduta n.209, n. 5-02192 di mercoledì 9 dicembre 2009, seduta n.255) hanno sollecitato e invitato più volte il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca,  fin dalla pubblicazione delle graduatorie per l’a. s. 2009-2010, a garantire il trasferimento da una provincia all’altra del personale docente precario nel rispetto di quanto previsto dalla legge 3 maggio 1999 n. 124, articolo 1, comma 6, della legge 20 agosto 2001, n. 333, articolo 1, comma 1, della legge 4 giugno n. 2004, articolo 1, comma 4, e a rispettare le ordinanze cautelari emesse dall’autorità giudiziaria;

il comma 4-ter dell’articolo 1 della legge 167 del 24 novembre 2009 è al vaglio del giudice delle leggi con ordinanza di promovimento n. 186/10 per Violazione del principio di uguaglianza sotto i profili dell’irragionevolezza e del diverso trattamento di situazioni omogenee - Incidenza sul diritto di azione e di difesa in giudizio - Violazione del principio di uguaglianza nell’accesso ai pubblici impieghi nonché dei principi di buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione e di tutela giurisdizionale - Violazione dei vincoli derivanti dalla CEDU. - Decreto-legge 25 settembre 2009, n. 134, art. 1, comma 4-ter, aggiunto dalla legge 24 novembre 2009, n. 167. - Costituzione, artt. 3, primo comma, 24, commi primo e secondo, 51, primo comma, 97, primo comma, 113, primo comma, e 117, primo comma, in relazione all’art. 6 della convenzione per la salvaguardia diritti dell’uomo e libertà fondamentali;

quali iniziative ha inteso o intenda predisporre per consentire, al personale docente interessato, inserito nelle graduatorie ad esaurimento, il trasferimento per l’a. s. 2010-2011, secondo il proprio punteggio, almeno, in una delle quattro province scelte entro i termini di scadenza previsti dal decreto ministeriale n. 42/2009 dell'8 aprile 2009, in ottemperanza alle ordinanze cautelari e di commissariamento indicate;

quali iniziative intenda promuovere, a garanzia della continuita' e della valorizzazione della professione del personale precario della scuola, in particolare già presente in posizione utile nelle medesime graduatorie  e che ha prestato servizio negli scorsi anni, per consentire la copertura con contratto a tempo indeterminato di tutti i posti vacanti e disponibili, la stabilizzazione prevista gia' dalla normativa italiana e comunitaria del personale scolastico, e un nuovo massiccio piano di immissioni in ruolo.

 

On. Antonino Russo

Il problema è che questa riforma costringe molti precari docenti e ATA a cercare per forza un altro lavoro

Così si può sintetizzare la risposta del rappresentante del Governo all’interrogazione della senatrice Bastico (PD) sulla nota riservata del Direttore Generale dell’USR Emilia Romagna.

Noi non avevamo chiesto le sue dimissioni, pur critici del suo operato, eppure il Governo avrebbe fatto bene a meditare la risposta tanto più delicata quanto più opportuna visto il decreto legge sulle intercettazioni già definito legge bavaglio.

“Appare quindi incompatibile con le finalità istituzionali della scuola il comportamento irriguardoso verso gli organi costituzionali dello Stato di quei docenti o dirigenti scolastici che contestano norme di legge e si pronunciano per la loro inosservanza, anche con toni denigratori, di dileggio e insultanti”

A noi appare impossibile che i responsabili di un Ministro della Repubblica violino alcuni articoli della costituzione nell’ignorare i dispositivi emessi dall’autorità giudiziaria, nel cercare di cambiare l’esito dei processi in corsi, nel farsi promotori di articoli di legge subito rimessi all’attenzione del giudice delle leggi, nel rilasciare facili interviste dove si svaluta sistematicamente il ruolo del personale scolastico.

La collaborazione deve essere leale tra i poteri dello Stato e rispettosa dei nostri organi e principi costituzionali tra cui deve essere annoverata la libertà di pensiero, di espressione, di critica, di insegnamento a meno di non voler rispolverare quel pensiero unico di non felice memoria.

 

La risposta dell’on. Pizza e le contro-deduzioni della senatrice Bastico

Il sottosegretario PIZZA risponde infine all'interrogazione n. 3-01350 della senatrice Bastico su una circolare del direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna in materia di dichiarazioni alla stampa da parte del personale scolastico. Osserva preliminarmente che, nell’attuale fase di innovazione e cambiamento che interessa tutto il sistema scolastico, è primaria esigenza dell’Amministrazione assicurare un dialogo costante al proprio interno, al fine di  conoscere le problematiche con cui le scuole si confrontano e di garantire una circolazione ampia e corretta delle informazioni.

In questa ottica, afferma che la Direzione generale dell’Ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna non si è mai sottratta al dialogo con i dirigenti scolastici e con i docenti, come testimoniato dai tanti momenti di incontro e comunicazione realizzati, a livello sia collettivo sia individuale, direttamente o a mezzo stampa.  Dà indi analiticamente conto di tutti gli interventi messi in atto a tale scopo dalla Direzione medesima a partire dall’inizio dell’anno scolastico 2009-2010, in aggiunta alle molteplici occasioni istituzionali o personali di dialogo con tutte le componenti della scuola.

Comunica poi che, al fine di potenziare queste azioni, è stata anche annunciata al Forum della Pubblica Amministrazione, oltre che agli organi di stampa locali, l’intenzione dell’Ufficio di aprire nuovi canali di comunicazione, anche per via informatica, per dar modo a ciascuno di esprimere pareri, proposte, richieste e segnalazioni. Ritiene pertanto che la nota del direttore generale del 27 aprile 2010 si collochi in questo quadro d’intenti, con l’esplicito obiettivo di migliorare l’informazione e l’approccio comunicativo con il personale della scuola. La predetta nota, prosegue il Sottosegretario, ha inteso riportare il circuito della comunicazione tra e con il personale scolastico entro canali funzionali  al miglioramento del dialogo e, al contempo, corretti sotto il profilo  normativo.

Non si può evitare di ricordare, infatti, che lo status del personale della scuola è quello di pubblici dipendenti e, come tali, soggetti agli obblighi sia del comparto istruzione sia di quello più ampio della Pubblica Amministrazione. Sostiene dunque che il riferimento alle norme che regolano il rapporto di lavoro non lede il principio dell’autonomia scolastica e della libertà d’insegnamento, fattispecie giuridiche d’altra natura, che non a caso il nostro ordinamento giudica compatibili con la disciplina sui dipendenti pubblici, tant’è che il Codice di comportamento più volte menzionato nella nota del Direttore generale non contempla il personale della scuola tra le categorie escluse dalla sua osservanza.

Al contrario, sottolinea la necessità di ricordare questi aspetti giuridici,  mediante cui focalizzare l’attenzione sulla comune appartenenza ad un’Amministrazione e sull'esigenza, etica prima ancora che giuridica, di non sentirsi parte altra rispetto ad essa, ma  sua  componente, impegnata al perseguimento dei fini istituzionali. Ritiene inoltre ancora più significativo il richiamo alla specifica funzione educativa della scuola, che ha un ruolo fondamentale nell’educazione alla legalità e alla convivenza civile dei futuri cittadini. Appare quindi incompatibile con le finalità istituzionali della scuola il comportamento irriguardoso verso gli organi costituzionali dello Stato di quei docenti o dirigenti scolastici che contestano norme di legge e si pronunciano per la loro inosservanza, anche con toni denigratori, di dileggio e insultanti.     

Tiene a precisare poi che la modalità scelta dal direttore generale per affrontare tali temi è stata quella di una nota riservata, rivolta esclusivamente ai dirigenti dei propri Uffici provinciali, con i quali il tema era stato già condiviso nel corso di incontri di lavoro. Nel sottolineare il carattere circoscritto della nota, rileva peraltro che tramite essa si intendeva fornire ai dirigenti provinciali uno strumento di riferimento, sulla base del quale essi avrebbero potuto affrontare, caso per caso e  con la dovuta mediazione, nel rispetto più volte dichiarato della libertà di pensiero, le situazioni che si fossero eventualmente presentate sul territorio.

Rimarca inoltre che la comunicazione tra il direttore generale e i propri dirigenti è un atto interno e riservato, che rientra nella più ampia potestà e discrezione del direttore medesimo. Nega conclusivamente che la direttiva abbia voluto ledere diritti di libertà costituzionalmente garantiti, né mettere in discussione il principio di autonomia delle istituzioni scolastiche, essendo motivata piuttosto dall'esigenza di indicare percorsi di comunicazione più efficaci e funzionali, nel  rispetto delle norme.

La senatrice BASTICO (PD) giudica carente la risposta del Sottosegretario con riferimento alla presunta autonomia del direttore generale nell'emanazione dell'atto ovvero all'eventuale sollecitazione dal Ministero, considerato che anche in altre Regioni si è verificata una circostanza analoga.

Ritiene comunque opportuno intensificare la comunicazione con tutti gli operatori della scuola e dunque non è in discussione a suo avviso la necessità di rendere una buona informazione. Critica tuttavia che la nota del direttore generale proibisca in maniera inaccettabile la divulgazione di informazioni da parte dei dirigenti scolastici e dei docenti, determinando pertanto una grave violazione della normativa vigente che assegna invece tali compiti proprio ai soggetti n questione.

Lamenta altresì una concezione di carattere gerarchico, in base alla quale la struttura scolastica è ancora ritenuta un apparato dipendente dal Ministero, nonostante da oltre un decennio sia stata riconosciuta l'autonomia scolastica.

Quanto all'appartenenza del personale scolastico nella categoria più generale del pubblico impiego, tiene a precisare che l'articolo 33 della Costituzione assicura esclusivamente ai docenti la libertà di insegnamento. Ritiene dunque che la scuola sia un'istituzione che si identifica con l'unità della Nazione. Puntualizza inoltre che il giuramento di fedeltà dei pubblici dipendenti è rivolto alla Repubblica e alle sue istituzioni, non certo alla maggioranza di Governo; la risposta del Sottosegretario non tiene dunque conto adeguatamente di questa fondamentale distinzione.

In luogo di una difesa d'ufficio, sarebbe stato invece opportuno che il Ministero rimuovesse il direttore generale e sollecitasse il ritiro di quella nota riservata che ha creato un clima di tensione e di sfiducia in Emilia-Romagna. Si dichiara infine insoddisfatta atteso che la risposta non considera affatto i principi costituzionali garantiti.


 


 

 

 

In risposta all’interrogazione dell’on. Russo (Pd), promossa su richiesta dell’ANIEF, il Sottosegretario di Stato conferma quanto sottolineato dal Sindacato al direttore Chiappetta: il personale inserito con riserva nelle GaE con ricorsi in corso al Tar o al Presidente della Repubblica non può essere cancellato. Si tratta, per lo più, di soci ANIEF che hanno ricorso perché hanno chiesto il reinserimento (7.1), il primo inserimento (7.2), l’inserimento con riserva perché specializzando presso conservatori, accademie, facoltà di scienze della formazione primaria (7.3, 7.3bis). Il personale erroneamente cancellato dalle GaE, da parte degli USP, subito dopo la pubblicazione delle graduatorie deve segnalare con urgenza alla segreteria l’accaduto al fine di intervenire tempestivamente per il reintegro.

Permane, invece, incredibilmente dopo l’apertura dello scorso autunno, la volontà del Governo di ignorare un preciso ordine del giorno preso in Senato per inserire nelle graduatorie il personale iscritto ai corsi abilitanti presso le università, le accademie e i conservatori nell’a. a. 2008-2009. L’ANIEF continuerà a incalzare il MIUR finché non sarà onorato l’impegno preso con un provvedimento legislativo, al di là della nuova formazione iniziale. 

 

Il sottosegretario Guido VICECONTE risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 9).

http://www.camera.it/camera/xeditor/visual_edit/453?shadow_organo_parlamentare=1500&bollet=_dati/leg16/lavori/bollet/201005/0518/html/07#0n22

La replica dell’On. Russo

Antonino RUSSO (PD), replicando, si dichiara insoddisfatto. Prendendo preliminarmente atto delle precisazioni contenute dalla risposta fornita dal Governo in merito alle graduatorie che non riguarderebbero i docenti che hanno fatto ricorso, segnala che si farà latore presso gli interessati della risposta ufficiale dell'Esecutivo. Per ciò che riguarda invece l'ordine del giorno delle maggioranza presentato al Senato e accolto dal Governo, volto a risolvere il problema di quegli insegnanti che hanno frequentato dal 2007 al 2009 i corsi abilitanti AFAM e COBASLID di strumento musicale (classe 77/A), ricorda come in quella sede il Governo si fosse impegnato, data la mancanza di tempo, a risolvere prima possibile la questione. Stigmatizza a tal proposito il fatto che il Governo risponda che l'ordine del giorno non ha valore di legge e rileva che in realtà nulla è stato fatto per risolvere la problematica in oggetto.
Aggiunge che, a suo giudizio, chiudere le graduatorie, lasciando fuori chi ha seguito corsi abilitanti autorizzati sia un fatto grave e che occorra trovare una soluzione diversa da quella prospettata. Non ritiene, infine, possibile che tali docenti debbano rientrare nelle nuove modalità prescritte nello schema di regolamento per la formazione iniziale, in corso di approvazione, contraddicendo così quanto detto dal Governo stesso in sede di accoglimento dell'ordine del giorno al Senato.

 

La nota ANIEF

 

Potrebbero essere ripristinati gli scatti biennali. La soluzione la trova l’ANIEF ma il merito è rivendicato da tutti i sindacati.

All’indomani dell’apertura del Ministro dell’Economia e delle Finanze all’osservazione posta dalla VII Commissione del Senato nel parere sulla manovra economica, tutti i Sindacati rivendicano il merito della possibilità della salvaguardia del recupero dei soldi del blocco del contratto attraverso i soldi risparmiati dai tagli per la carriere e destinati a tappare i buchi delle scuole creati dagli stessi tagli. È la soluzione proposta dal’ANIEF nella nota alla memoria depositata durante l’audizione di martedì 22 giugno al Senato, prontamente accolta nel parere della VII Commissione.

 

 Alle dichiarazioni possibiliste del ministro Tremonti fa eco una riflessione costruttiva di esponenti del PD; Fioroni, già ministro della P.I., ed altri deputati chiedono che non ci si limiti al recupero degli scatti di anzianità, e si riveda la politica di spesa per la scuola.

Negli emendamenti alla manovra finanziaria correttiva presentati dall’opposizione, la questione degli scatti è solo l’incipit, ma la sostanza è la richiesta di una modifica della politica per la scuola pubblica, ferita gravemente dal taglio triennale di risorse umane e finanziarie. L’On. Puglisi segnala :“…il disegno di un Paese diviso tra ricchi e poveri, meno libero, meno competitivo perché più ignorante”, e il proposito di “contrastare chi taglia il futuro ai nostri figli". A sua volta, l’on.Giarretta segnala l’effetto di demotivazione che si produce sugli insegnanti col fatto di prenderli di punta con vessazioni finanziarie riservate ad essi soltanto: “è inaccettabile, che risorse che erano state finalizzate alla valorizzazione del merito del personale della scuola con provvedimenti precedenti vengano, oggi, con la manovra, destinate a ripianare i debiti e le spese ordinarie. In questo modo, si toglie ogni incentivo agli insegnanti, doppiamente penalizzati con il blocco degli scatti di anzianità e con la perdita delle politiche di incentivazione basate sul merito…. Il ministro Tremonti sembra aver dato un'apertura, nell'incontro con le organizzazioni sindacali, riconoscendo il fondamento delle critiche avanzate dal Pd e dai lavoratori delle scuole. Bisogna però far seguire alle parole i fatti restituendo agli insegnanti il maltolto".

(Fonte TuttoscuolaNews n.446 del 28 giugno)