Varie

In occasione degli auguri del presidente Marcello Pacifico per il nuovo anno, il punto su attività, ricorsi, azione confederale, corsi, servizi promossi dalla giovane associazione nata nel 2008 e ripresi dalla stampa - nazionale, locale e specialistica - in 750 articoli durante il 2012.

L’anno si è aperto con il ritiro del bando di selezione del tutor per il sostegno e si è chiuso con lo stralcio dal disegno di legge di stabilità dell’aumento a 24 ore dell’orario di lavoro dei docenti e l’apertura di una terza procedura d’infrazione a carico dell’Italia per la violazione dei contratti a termine, dopo il viaggio a Bruxelles del presidente nazionale e l’invio di migliaia di denunce da parte dei precari. È stata accantonata l’ipotesi di riduzione di un anno della scuola e dell’abolizione del valore legale del titolo di studio, è stata bloccata la chiamata diretta dei docenti in Lombardia e a Trento, l’esclusione dei precari ricorrenti per la stabilizzazione dalle nomine annuali per l’AT di Mantova, l’esclusione degli ATA che avevano cambiato provincia dai benefici del Salva-precari. È stata garantita una nuova tranche di immissioni in ruolo, la riapertura delle GaE ai docenti laureati in Scienze delle Formazione Primaria o abilitati presso Conservatori ed Accademie. È stata confermata la carica ricoperta dalle RSU neo-elette nelle oltre 2.000 scuole dimensionate. Si è ottenuto il parere favorevole del CNPI sull’accesso dei precari con 360 giorni di servizio pregresso al TFA speciale. Durante le ultime elezioni RSU, ANIEF - insieme a Usi, Lisa, Sisa, Conitp, Scuolathena - dopo un comunicato con USB e un accordo di desistenza con Unicobas, ha presentato le sue liste nel 10% delle scuole, ottenendo il 75% delle preferenze. Per il triennio 2012-2015, pertanto, risulta il primo sindacato non rappresentativo per numero di deleghe, con 2.090 associati in più dei Cobas. Non è mancato il sostegno alla classica azione sindacale con l’appoggio e l’adesione a due scioperi nel mese di gennaio 2012, la proclamazione di una giornata di astensione a marzo contro la politica restrittiva del Governo sul settore della conoscenza, il sostegno alle manifestazioni svolte tra maggio e ottobre a Roma da laureati e laureandi in Scienze della Formazione primaria e abilitati presso Accademie e Conservatori contro la IV fascia, e dei precari contro il concorso e per la stabilizzazione. Durante l’ultimo scorcio della XVI legislatura, ANIEF è riuscita a far presentare emendamenti al mille-proroghe, al decreto sulle semplificazioni e alla spending review con una proposta articolata in 10 punti per salvare la scuola e interventi in favore di vicari, quota 96-pensioni, organico funzionale, riconoscimento del servizio prestato per 360 giorni negli AFAM, docenti sovrannumerari inidonei e ITP, ferie dei precari. Il ridotto dibattito parlamentare non ne ha permesso l’approvazione, ma tutti questi temi saranno proposti all’attenzione del nuovo Parlamento. Dura e costante è stata la denuncia dell’ANIEF durante tutto il 2012 su: blocco della ricostruzione di carriera, del primo gradone stipendiale e della mobilità per i neo-assunti, illegittima trattenuta Enam e incostituzionale trattenuta TFR del 2,5% per neo-assunti post 2001, falsi numeri forniti su sostegno, abbassamento del livello di istruzione degli studenti rilevato da Istat, dei livelli di apprendimento nella scuola elementare nel rapporto Pirls, del potere d’acquisto degli stipendi dei docenti fermi al 2000 secondo l’Ocse, calo dell’apprendistato, assenza dei giovani dal mercato del lavoro, cancellazione del ruolo dei ricercatori universitari, eccessivo numero di distacchi sindacali, inopportunità della valutazione Invalsi negli esami di Stato, mancata stabilizzazione dei precari rispetto agli 80.000 posti vacanti, cancellazione di 200.000 posti nella scuola durante gli ultimi sei anni per il 75% della P.A., danno erariale scaturito dalla cattiva gestione dell’ultimo concorso per dirigente scolastico, illegittimità delle mediane rilevate dall’Anvur nel concorso per l’abilitazione nazionale, incostituzionalità della IV fascia delle GaE per il biennio 2012-2013, illegittimità dell’atto di indirizzo all’ARAN su scatti di anzianità, cancellazione di 2.000 scuole autonome con conseguente mobilità di dirigenti e dsga per via del dimensionamento incostituzionale, inopportunità del concorso per docenti rispetto alla presenza di migliaia di abilitati con più di 36 mesi di servizio da stabilizzare.

La presenza di ANIEF in Confedir, Confederazione dei dirigenti pubblici e alte professionalità (la più consistente tra le OO. SS. aderenti) che si conferma per il triennio 2012-2015 rappresentativa nelle aree 2, 3, 4 ma presente, attraverso Unadis, anche nelle aree 1, 6, 8 del Pubblico Impiego, ha visto l’assegnazione da parte del Segretario generale al Presidente dell’ANIEF della delega ai direttivi, alte professionalità, quadri di tutta la P.A. e alla scuola. Durante gli incontri a Palazzo Vidoni, per i tavoli aperti dal ministro Patroni Griffi su applicazione della riduzione degli organici relativi alla Spending Review, mobilità del personale e precarietà disciplinata dalla riforma Fornero, sono stati denunciati il taglio dei posti nella scuola e nella dirigenza pubblica, la dismissione del patrimonio pubblico, la differenza di trattamento tra gli stessi dirigenti e dipendenti pubblici rispetto al blocco dei contratti o alla perequazione delle pensioni, l’illegittima proroga dei contratti a termine dopo i 36 mesi. Tra le proposte, invece, innovativa la presentazione di un piano di sviluppo economico e il raggiungimento di una nuova intesa sulle relazioni sindacali che modifica la riforma Brunetta. Non è mancata la polemica verso alcune affermazioni dei ministri Fornero (lavoro, disoccupati, giovani), Giarda, Polillo e dello stesso Presidente del Consiglio Monti (ruolo dei docenti). L’anno si è chiuso con l’assegnazione di una nuova delega al Presidente ANIEF alla gestione del contenzioso confederale dopo la nomina come supplente nel comitato paritetico all’Aran.

L’attività giudiziaria dell’ANIEF è iniziata con la riassunzione di tutti i ricorsi presentati al Tar Lazio sull’inserimento a pettine presso il giudice del lavoro che in tutto il territorio nazionale, sia in sede cautelare che di merito, ha deciso l’immissione in ruolo dei ricorrenti sui posti accantonati dal Miur, la condanna alle spese legali dell’amministrazione, e in alcuni casi anche la condanna della stessa per lite temeraria. Parallelamente si sono pronunciate le Corti del lavoro stabilendo in primo grado cospicui e ripetuti risarcimenti danni a favore dei precari che si erano rivolti nel biennio precedente all’ANIEF per ottenere la condanna dell’abuso dei contratti a termine, gli scatti stipendiali e le mensilità estive. Il giudice di Trani ha deciso, persino, la stabilizzazione di alcuni precari nonostante una sentenza della Cassazione che avrebbe potuto fermare il contenzioso, ma che secondo il Massimario della Cassazione e la pareristica dell’Avvocatura non appare determinante, specie per l’attivazione di nuove procedure d’infrazione da parte della UE. I giudici del lavoro si sono espressi, anche cambiando precedenti orientamenti, in maniera favorevole sul punteggio del servizio militare e sull’aspettativa per dottorato di ricerca, mentre sono stati riassunti presso la Corte dei conti i ricorsi sulle pensioni. Il Tar Lazio ha dato ragione ai ricorrenti che si sono rivolti all’ANIEF per accedere alle prove scritte del TFA, vista la palese erroneità dei quiz, e alle prove preselettive del concorso a cattedra, se giovani laureati o docenti di ruolo. Il tribunale amministrativo ha ordinato anche un’istruttoria al Miur sui posti tagliati agli ATA, mentre la Consulta con due sentenze ha cancellato le norme su dimensionamento, trattenuta TFR, blocco automatismi di carriera dei magistrati. L’anno si è concluso con l’impegno a notificare tutti i ricorsi che sono stati promossi nell’ultimo biennio nei primi tre mesi del 2013, in particolare su blocco del contratto e scatti stipendiali, trattenuta Enam, Tfr-Tfs, ricostruzione di carriera pre-ruolo, indennità dei vicari, valutazione titoli domanda di mobilità, trasferimenti, tabella valutazione titoli Gae, IV fascia e inserimento con riserva.

L’attività formativa dell’ANIEF, qualificata dal Miur per il personale della scuola, è stata apprezzata da migliaia di corsisti per l’accesso al TFA, al concorso a cattedra, per svolgere il ruolo di Tutor. Partecipati dai quadri sindacali e dalle RSU, i seminari e le diverse conferenze organizzative nazionali e interregionali, la scuola estiva sulla tematica delle relazioni sindacali. Partecipate, altresì, dai legali le diverse conferenze organizzative e il seminario sulla legislazione comunitaria svoltosi a Roma, in collaborazione con Accademia Forense, Pegaso, Gazzetta Amministrativa, Confedir, alla presenza di un presidente di sezione del Tar Lazio, della Cassazione, di un giudice della Corte dei Conti e del presidente onorario dell’Avvocatura dello Stato. I seminari sulla legislazione svolti nel primo trimestre dell’anno sono stati sollecitati dai corsisti e riproposti nel primo quadrimestre di quest’anno scolastico e hanno portato una ventata di novità e professionalità nel corpo docente e per tutto il personale della scuola. Il Congresso ha chiuso degnamente un anno di attività con il lancio di un manifesto programmatico che impegnerà la politica sindacale dell’associazione nel prossimo quadriennio, sia in campo europeo che nazionale e territoriale, mentre sono in programmazione i nuovi corsi per il sostegno, progressione di carriera ATA, ABA, docenti e ancora nuovi seminari su legislazione, sempre in aggiornamento.

Tra i servizi, oltre alla presenza su Facebook con una pagina che ha superato le 7.000 adesioni, sono stati creati account su Twitter e Google+, è stato aperto il canale ANIEF TV con diversi video, è continuato il consueto aggiornamento attraverso le rubriche e la newsletter, è stata confermata l’assicurazione contro gli infortuni. È stato potenziato il servizio di consulenza attraverso l’apertura di diverse sezioni della segreteria nazionale (formazione, amministrazione, consulenza, contenzioso, rete territoriale-rsu) e di diversi sportelli territoriali con una maggiore presenza alle convocazioni del personale. Sono state risolte tutte le contestazioni d’addebito mosse nei confronti di alcuni iscritti, mentre sono state firmate o confermate le convenzioni con Pegaso per le iscrizioni a corsi universitari, Eipass, Edises e Simone (testi di preparazione al concorso e corsi), Acli (patronati e Caf).

L’attenta e costante attività sindacale dell’ANIEF, infine, è stata ripresa nell’ultimo anno con più di 750 citazioni nella stampa specialistica (250 su Tecnica della Scuola, Tuttoscuola, Orizzonte Scuola, etc.), nelle testate di rilevanza nazionale (50 su La stampa, Repubblica, Italiaoggi, Il Manifesto, Corriere della Sera, Il Sole 24ore, Il Fatto quotidiano, Avvenire), nei lanci di agenzia (250, su Ansa, Italpress, Tmnews, Agenparl, etc.), nella stampa locale (200) e nelle radio-tv nazionali (TG Rai, Sky24, Radio 1, Radio 3, Radio24ore) e locali, con un aumento progressivo delle citazioni dal mese di luglio e un picco di oltre 100 registrato nello scorso mese di novembre.

Questi dati sono il frutto di chi, in questo nostro nuovo sindacato, ha creduto fermamente e continua a credere nel valore sociale e politico di un’azione che, grazie alla fiducia e al contributo di migliaia di persone, diventa sempre più incisiva e rilevante nella vita del Paese. È ferma intenzione dell’ANIEF realizzare l’auspicio espresso dal Presidente della Repubblica nel discorso di fine settennato, in merito al ruolo di protagonista che la scuola finalmente è chiamata ad assumere, in termini di risorse e valorizzazione delle professionalità. Questo è anche l’augurio che mi sento di offrire per il 2013 a tutti i collaboratori, ai soci e a tutti voi e alle vostre famiglie, perché un mondo senza conoscenza è un mondo senza umanità e felicità.

Il presidente nazionale ANIEF
Marcello Pacifico

L’istituto di statistica ha segnalato che nel 2011 si è ridotto il numero di iscrizioni alle superiori e di immatricolazioni all’università. La colpa è soprattutto degli ultimi Governi, che hanno fatto a gara nell’applicare tagli alla Conoscenza e investire sempre meno nella formazione dei cittadini. Esemplare la decisione di escludere dai concorso pubblico per docenti tutti i laureati negli ultimi dieci anni. Non è poi un caso se cresce la disoccupazione intellettuale.

I dati Istat 2011 su lavoro e istruzione, resi pubblici nelle ultime ore, sono davvero preoccupanti: dimostrano che in Italia il quadro non è solo stagnante, ma sta peggiorando di anno in anno. Ormai un giovane ogni tre con meno di 35 anni è privo di occupazione. E comincia a subentrare la sfiducia nella formazione superiore e specialistica: si riduce, infatti, il numero di iscrizioni alle scuole medie di secondo grado e di immatricolazioni all’università.

Secondo il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, “è impossibile negare il nesso logico che si è venuto a determinare tra la sempre più modesta considerazione sociale verso l’istruzione superiore-universitaria e lo scarso investimento dei Governi degli ultimi anni nei confronti dell’istruzione pubblica e universitaria. È un dato emblematico. Perché uno Stato che non investe nella scuola, non si capisce perché dovrebbe investire nelle famiglie”.

Ma l’Istat ci dice anche che la disoccupazione sta anche diventando sempre più di tipo intellettuale: i laureati tra i 25 e i 29 anni che non lavorano sono infatti il 16 per cento, mentre i diplomati della stessa fascia d’età privi di occupazione si fermano al 12,6 per cento. “È un altro dato su cui bisognerebbe far riflettere i nostri parlamentari – sostiene Pacifico – perché mentre in Italia non valorizziamo coloro che conseguono i titoli di studio più elevati, mettendo anche ciclicamente in discussione il loro valore legale, nei Paesi europei più sviluppati avviene esattamente l’opposto. Con incentivi sia sul fronte della formazione, sia in fase di spendibilità del diploma. Questi Paesi sanno bene che un basso tasso di scolarizzazione è quasi sempre l’anticamera dell’emarginazione sociale”.

Anche le scelte scellerate del Ministero dell’Istruzione di chiudere il concorso a cattedra ai laureati degli ultimi dieci anni è davvero un brutto segnale: “in questo modo – continua il presidente dell’Anief – il Miur ha letteralmente tarpato le ali a centinaia di migliaia di giovani che hanno investito nello studio. E a cui si dice, senza nemmeno il supporto di una norma, che si devono accomodare in sala di attesa. E che dire, passando al livello universitario, della cancellazione della preziosa figura del ricercatore? Oppure della maggiore valutazione, in fase concorsuale per diventare docenti accademici, delle ricerche numericamente maggiori e non di quelle di alto spessore qualitativo? È questa la nuova linea del merito?”.

 

Le indagini internazionali Pirls e Timss ci dicono che i nostri giovani sono sempre meno preparati: anche la primaria, il fiore all’occhiello della scuola italiana, perde diverse posizioni nella classifica che mette a confronto l’istruzione dei vari Paesi. L’unico modo per evitare il tracollo formativo è tornare in fretta al sistema scolastico pre-Gelmini. Il Governo e il Parlamento che verranno non hanno scelta: le norme introdotte con le Leggi 133/2008 e 169/2008 vanno cancellate.

I rapporti internazionali sulla preparazione dei nostri alunni non lasciano più adito a dubbi: dopo l'indagine Pisa, condotta dell'Ocse, ora anche le indagini Pirls (Progress in international reading literacy study) e Timss (Trends in international mathematics and science study) ci dicono che le riforme della scuola introdotte in Italia negli ultimi anni hanno fatto fare più di un passo indietro al nostro sistema d’istruzione.

È tutto dire che anche la scuola primaria, che da decenni si contraddistingueva per la qualità della didattica e dei risultati conseguiti, è scivolata indietro nelle classifiche che mettono a confronto i vari Paesi: è soprattutto preoccupante il dato sulla riduzione di capacità e competenze acquisite dei nostri alunni iscritti alle quarte classi della primaria, che in base alla risultanza dei test svolti hanno perso ben 10 posizioni.

È ormai sempre più evidente che mentre gli ultimi quattro Governi varavano finanziarie e leggi di stabilità che penalizzavano la scuola, con l’intento di sanare dei debiti e una crisi di cui i nostri alunni e docenti non avevano alcuna responsabilità, il sistema d’istruzione italiano perdeva colpi. E chi sosteneva il contrario ora si dovrà ricredere: i dati internazionali, per definizione super partes, lo indicano in modo netto.

“Se non si cambia registro – sostiene Marcello Pacifico, presidente Anief – rischiamo di penalizzare i nostri giovani doppiamente. Primo, perché crescendo avranno difficoltà oggettive per i noti problemi di occupazione. Secondo, perché dovranno fare i conti con una preparazione culturale modesta. Non c’è tempo da perdere: il nuovo Governo e il Parlamento che si verranno a formare devono sapere che occorre il prima possibile cancellare le norme introdotte con le Leggi 133/2008 e 169/2008, che in pochi mesi hanno cambiato il sistema organizzativo, orario e valutativo del fiore all’occhiello della scuola italiana”.

Per tutti questi motivi, l’Anief sostiene che occorre tornare all’antico. Reintroducendo, dunque, il docente specializzato nell’insegnamento della lingua inglese, anziché affidare la materia a maestri improvvisati. Ma anche ristabilendo il tempo pieno e le preziose ore di copresenza, esattamente come accadeva prima della riforma. Quando era possibile rinforzare nuovi concetti e conoscenza, senza lasciare indietro gli alunni più in difficoltà o con tempi di apprendimento più lenti. Solo in questo modo potremo tornare a parlare di scuola di qualità. Una scuola includente, tutti e ciascuno, senza rischiare di scivolare in pericolose derive classiste.

 

Aran: per la prima volta anche il pubblico impiego perde tessere sindacali. La Scuola in controtendenza (+2%). Per l'Anief l'incremento maggiore: da zero a 8.623 deleghe.

Anche il pubblico impiego deve fare i conti con la riduzione di tessere sindacali: a sostenerlo è l’Aran, che attraverso un dettagliato rapporto evidenzia come rispetto alla precedente rilevazione, del 2008-2009, tutti i comparti pubblici hanno fatto registrare una riduzione di deleghe, anche a due cifre. La scuola è andata però in controtendenza, con un incremento del 2 per cento: le tessere dei lavoratori sono passate da 536.113 a 547.158. Con la Cisl che ne ha perse circa 2mila e lo Snals oltre 10mila. Gli aumenti sono stati fatti registrare dalla Flc-Cgil, con 4mila deleghe in più rispetto a quattro anni prima, dalla Uil (più 7mila), ma soprattutto dall’Anief: il giovane sindacato autonomo, nato nel 2008, è passato da zero a 8.623 tessere.

Secondo Marcello Pacifico, confermato nello scorso week end presidente dell’Anief, “il fatto che la scuola risulti in controtendenza rispetto all’allontanamento dei lavoratori pubblici verso il sindacato, si deve al sensibile calo dei dipendenti del comparto istruzione. Un decremento che va oltre il 7,7 per cento rilevato dall’Aran”.

“Bisogna infatti considerare - continua Pacifico - i tanti posti dei precari scomparsi a seguito dell’applicazione della Legge 133 del 2008: in tutto si sono dileguati 200mila posti di lavoro, tra docenti e Ata. E nessun settore ha perso così tanti dipendenti. È normale che a fronte di questa assurda penalizzazione, non ravvisata in nessuna altro Paese al mondo, si sia prodotto una aumento di tessere sindacali: riducendosi il totale di lavoratori del comparto, il calo di tessere è stato infatti compensato”.

Ma ci sono anche altre motivazioni. Come la fiducia che oltre 8.600 docenti e Ata hanno riposto nell’Anief: “un sindacato, l’unico nella scuola a far registrare questo aumento, che ispirandosi ad una visione transnazionale dei diritti dei lavoratori, si è posto come seria alternativa ai sindacati tradizionali di potere o di base. I docenti e il personale Ata hanno compreso inoltre l’importanza di non essere connotati ideologicamente. E di essere, invece, orientati prima di tutto alla tutela dei diritti. Attraverso il sapiente ricorso alla magistratura e prodigandosi - conclude il suo presidente – attraverso proposte serie e condivise, rivolte direttamente ai legislatori che operano nelle aule parlamentari”.

 

Il I Congresso nazionale ANIEF, tenutosi l’8 dicembre a Cefalù (PA), ha visto la rielezione per acclamazione di Marcello Pacifico alla carica di presidente nazionale.

Il Congresso, inoltre, ha approvato all’unanimità il documento di programmazione dell’attività sindacale dell’ANIEF per il quadriennio 2013-2016, che dona un respiro europeo all’azione del giovane sindacato.

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