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Veneto

ANIEF VENETO - Assemblee sindacali in orario di servizio - maggio 2021

Riprendono le assemblee territoriali per la regione Veneto.
Le assemblee sono rivolte ai lavoratori, di ruolo e a tempo determinato, delle diverse province ed è possibile richiedere l'esonero dal servizio per una delle date proposte.
Per informazioni è possibile contattare la segreteria regionale chiamando dalle 09.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30 il numero 0458204304
Clicca su "leggi tutto" per scaricare le locandine.

Personale ATA - Assemblea regionale
20 MAGGIO DALLE 12.00 ALLE 14.00 - interviene Marcello Pacifico

VERONA
6 MAGGIO DALLE 08.30 ALLE 10.30
10 MAGGIO DALLE 08.00 ALLE 10.00

BELLUNO-VENEZIA
5 MAGGIO DALLE 08.00 ALLE 10.00
12 MAGGIO DALLE 08.00 ALLE 10.00

VICENZA
7 MAGGIO DALLE 08.00 ALLE 10.00
14 MAGGIO DALLE 08.00 ALLE 10.00

TREVISO
3 MAGGIO DALLE 08.00 ALLE 10.00
13 MAGGIO DALLE 08.00 ALLE 10.00

ROVIGO -PADOVA
4 MAGGIO DALLE 08.00 ALLE 10.00
11 MAGGIO DALLE 08.00 ALLE 10.00
STRUTTURA TERRITORIALE NEWS

Presidente regionale

RITA FUSINATO

 

0458204304 - 0459235056 [Consulenza tel. dal lun al ven 15.30-18.30]

Vice Presidente regionale

PATRIZIO DEL PRETE

 

3666144826


REFERENTI

Contenzioso

MARIA GIUNTA

 

3371182975

 

AFAM

FEDERICA FOGLIA

 

 

ATA

ROBERTO VELLA

 

3661352858 - Consulenza telefonica Lun. e Mart. dalle 17.00 alle 19.00 ven. dalle 16.00 alle 18.00

 

Verona

Presidente provinciale

PATRIZIO DEL PRETE

 

3666144826 [[consulenza telefonica dal lunedì al venerdì dalle 16.00 alle 18.00]]

Vice Presidente provinciale

_ _

 


COLLABORATORI

LAURA CASSANTA

GIANPIETRO TERMINI

3771785107

[consulenza telefonica lunedì mercoledì venerdì dalle 16.00 alle 18.00]

Venezia

Presidente provinciale

RITA FUSINATO

 

0458204304 [consul.tel dal lun al ven 15.30 - 18.30]

Vicenza

Presidente provinciale

CAROLA CIPOLLINA

 

3453302370


COLLABORATORI

FABIO LO PRESTI

3453302370

GIANPIETRO TERMINI

3771785107

[consulenza telefonica lunedì mercoledì venerdì dalle 16.00 alle 18.00]

ROBERTO VELLA

3661352858

consulenza telefonica: lunedì dalle 17.00 alle 19.00 martedì dalle 17.00 alle 19.00 venerdì dalle 16.00 alle 18.00

Padova

Presidente provinciale

ALAN CACCIN

 

3938550501

[Consulenza telefonica lunedì e venerdì dalle 10.30 alle 12.30 e martedì mercoledì giovedì dalle 16.30 alle 18.30]


COLLABORATORI

GIAMPAOLO ROSSI

GIACOMO STOCCO

ROBERTO VELLA

3661352858

Consulenza telefonica Lun. e Mart. dalle 17.00 alle 19.00 ven. dalle 16.00 alle 18.00

Belluno

Presidente provinciale

LUCILLA ROVETTO

 

3357122949

[Consulenza telefonica dal lunedì al venerdì dalle 15.00 alle 17.00]

Rovigo

Presidente provinciale

RITA FUSINATO

 

0458204304 [consulenza telefonica dal lun al ven 15.30 - 18.30]


COLLABORATORI

PIERANGELA VESENTINI

3517023350

[Consulenza telefonica mercoledì e giovedi dalle 17.00 alle 19.00]

Treviso

Presidente provinciale

MARIA GIUNTA

 

3371182975

[consulenza telefonica dal martedì al venerdì dalle 16.00 alle 18.00]


COLLABORATORI

LUIGIA RONZANI

[consulenza telefonica martedì dalle 10.00 alle 12.00, giovedì dalle 10.00 alle 12.00]

GIUSEPPE ARCURI

[consulenza telefonica lunedì 15.30 - 17.30]

“Bisogna mettere la scuola al centro del Paese”: su questo concorda la Cisal, come ha ribadito il segretario confederale Marcello Pacifico. Nelle prossime due settimane partiranno tavoli di approfondimento allargati ai rappresentanti sindacali di comparto su sistema di istruzione, personale, scuola oggi al tempo del Covid e disparità regionali. Dopo Pasqua, il testo concordato dovrebbe impegnare anche il Governo e il Parlamento.

Ha preso il via il confronto dei rappresentanti delle confederazioni dei lavoratori del pubblico impiego con il nuovo ministro dell’Istruzione dopo l’incontro svolto con il ministro della funzione pubblica: al centro dell’incontro l’idea di siglare un patto per far ripartire il Paese dalla scuola. Per Cisal gli assi fondamentali da sviluppare sono la ripartenza in sicurezza, la ridefinizione degli organici, una nuova politica di reclutamento che riconosca l’esperienza di migliaia di precari del sistema nazionale di istruzione, il rinnovo del contratto con una formazione ripensata come attività lavorativa, opportunità e non un costo, un ripensamento dell’obbligo scolastico e delle regole sui trasferimenti del personale.
Leggi il comunicato integrale.

“Dalla legge 159 del 2019 alla legge 41 del 2020 non si è risolto il problema del precariato. Come detto anche dall’Europa, in risposta al reclamo collettivo presentato da Anief, bisogna ricercare ancora oggi una soluzione per migliaia di supplenti e l’unica soluzione è trovare un canale riservato per titoli che vada ad assumere i precari dalle graduatorie, oltre a quelle altre graduatorie dei concorsi per le quali si assumono i giovani laureati. Entrambe le categorie meritano di essere assunte nel nostro Paese”: è il pensiero del presidente nazionale del sindacato Anief, espresso ancora una volta oggi, durante il seminario sulla legislazione scolastica tenuto per le province di Pordenone e Udine.

Per visionare l’intero calendario dei seminari sulla Legislazione scolastica coi prossimi incontri cliccare qui. I seminari on line sono aperti a tutti i lavoratori della scuola.

Mandare a casa dipendenti pubblici con un incentivo all’esodo: il progetto sarebbe contenuto nel piano del ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, le cui linee guida sono state annunciate ieri in audizione alle commissioni Lavoro e Affari costituzionali di Camera e Senato, sulle linee programmatiche del dicastero, e oggi a Palazzo Chigi, attraverso il "Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale" alla presenza del presidente del Consiglio, Mario Draghi, e dello stesso ministro per la PA. Secondo alcune anticipazioni della stampa nazionale, il ministro starebbe lavorando su uno “scivolo” per la pensione, con un incentivo volontario all’esodo. Il piano dovrebbe essere finanziato anche con i soldi per il Recovery Plan.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “se confermata la notizia dell’anticipo pensionistico ci trova d’accordo. Ci sono professionalità nell’amministrazione pubblica, a partire dal personale scolastico, particolarmente esposte a problemi di salute e sicurezza troppo alti, il cui operato deve essere collocato tra i lavori gravosi. Si tratta di dipendenti statali che già devono fare i conti con le conseguenze del burnout, tra l’altro per avere convissuto con un rischio biologicomolto superiore ad altre categorie ma non riconosciuto dallo Stato: non possono pure essere lasciati in servizio fino a 70 anni di età, magari dopo 40 e più anni di contributi versati. È chiaro che per noi, però, qualsiasi forma di anticipo non deve comportare decurtazioni all’assegno pensionistico, anche perché già il sistema contributivo è purtroppo determinante in negativo nel tagliare le mensilità della pensione: ci aspettiamo un allargamento, per capirci, della Ape social, che permette di lasciare il lavoro dai 62 anni e non prevede di fatto alcun ridimensionamento dei compensi per che lascia il servizio. La decisione, tra l’altro, farebbe ringiovanire un comparto la cui età media è a dir poco sbilanciata verso l’alto”.
Leggi il comunicato integrale.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Siamo pronti ad ascoltare le intenzioni del Governo. Noi, da parte nostra continuiamo a chiedere un rinnovo che preveda la formalizzazione di ruoli e carriere approvate fino ad oggi solo sulla carta. Oltre che un aumento stipendiale adeguato, in grado di colmare almeno gli 8-10 punti percentuali di inflazione che pesano come un macigno sui modesti compensi dei dipendenti pubblici. Nella scuola, va ricordato che le buste paga risultano tra le più basse d’Europa. Oltre a un incremento degno di questo nome, a docenti e personale Ata deve essere riconosciuta un’indennità di rischio durante l’emergenza Covid, ancora di più dopo che anche l’Inail ha riconosciuto il Convid-19 come malattia invalidante nella scuola. È chiaro che poco più di 100 euro lordi sono un segnale da considerare come base per arrivare a una valorizzazione sostanziale, economica e lavorativa”.

Le parole del giovane sindacato giungono a commento della cerimonia di firma, svolta oggi a Palazzo Chigi, del "Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale" alla presenza del presidente del Consiglio, Mario Draghi, e del ministro per la PA, Renato Brunetta. Il fine del Patto è il rilancio del Paese, realizzando gli obiettivi cruciali della modernizzazione del “sistema Italia” e dell’incremento della coesione sociale, a partire dalla straordinaria opportunità offerta dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza Nel Patto si comunica che è intenzione del Governo “potenziare la Pubblica Amministrazione attraverso la semplificazione dei processi e un massiccio investimento nel capitale umano. Ma il Patto individua anche la necessità di avviare una nuova stagione di relazioni sindacali, fondata su un confronto con le organizzazioni, e di portare a compimento i rinnovi contrattuali del triennio 2019-21, ritenendoli un fondamentale investimento politico e sociale. A questo proposito, Palazzo Chigi si impegna l’individuazione di una disciplina per la gestione dello smart working.

Il ministro della PA, Renato Brunetta, ha annunciato: “Venerdì convocherò tutte le confederazioni sindacali rappresentative del pubblico impiego con l’obiettivo di avviare il negoziato in tempi brevi. È per noi il migliore segno di ripartenza. Un buon contratto è un investimento nella fiducia reciproca, nella stabilità e nel carattere innovativo delle relazioni di lavoro”. A questo proposito, per i rinnovi sarebbero pronti 107 euro lordi medi a lavoratore.
Leggi il comunicato integrale.

Il Ministero della Salute ha approvato il Piano strategico-operativo nazionale di preparazione e risposta a una pandemia influenzale PanFlu 2021-2023. Il fine è identificare le azioni chiave sulla base dell’esperienza maturata in relazione alle due pregresse pandemie, una a bassa intensità causata da virus influenzale e una a elevata gravità causata da un altro virus respiratorio. Marcello Pacifico (Anief): “È evidente che l’insieme dei tagli introdotti dalla legge 133/2008, unito alla mancata valutazione del rischio biologico e virologico nei DVR degli istituti, insieme al mancato monitoraggio della curva pandemica a livello scolastico siano correlati all’andamento della pandemia che ha iniziato a colpire giovani di fascia di età sempre più bassa”. Gianmauro Nonnis (Anief): “Agli operatori del mondo della scuola appare chiaro a questo punto quanto ci sia da lavorare affinché si possa sia uscire dalla situazione in cui ci si è trovati che operare affinché non si ritorni nella situazione attuale in futuro”.
Leggi il comunicato integrale.

La scuola ha bisogno di innalzare il numero di docenti, ma anche di lavoratori Ata. Lo sa bene l’Anief, che ha appena partecipato a un incontro per la mobilità del personale amministrativo della scuola, in particolare per il personale che proviene dalle cooperative: si tratta di 20mila lavoratori socialmente utili (LSU) che sono stati assunti come lavoratori a tempo indeterminato.

“Quando sono state fatte queste assunzioni – ha detto Marcello Pacifico, presidente del sindacato Anief, intervistato dall’agenzia Teleborsa – quei posti in organico dovevano essere aggiuntivi rispetto ai posti che ordinariamente venivano utilizzati dai collaboratori scolastici con contratti a tempo determinato. È quindi arrivato ora il momento di incrementare l’organico ATA, inserendo questi 20 mila posti, e di procedere alle immissioni in ruolo a tempo indeterminato di tutto il personale precario che ha svolto per tanti anni il lavoro nella scuola italiana. Va poi ricordato che dal 2008 l’organico ATA si è ridotto del 25%, a volte lasciando non in sicurezza le scuole: è arrivato il momento, grazie anche all’utilizzo dei fondi del Recovery Plan, di garantire in pieno il diritto allo studio, ma anche di potenziare l’organico ATA, attivando tutti i profili professionali”.
Leggi il comunicato integrale.

Passano i giorni ma non si sblocca la vicenda kafkiana dei docenti e Ata in servizio in una regione diversa da quella di residenza e per questo esclusi delle prenotazioni on line delle vaccinazioni del personale scolastico di alcune Regioni. Secondo alcune stime, probabilmente in difetto, l’ingiustificata esclusione riguarderebbe almeno 15.000 docenti. Inoltre, permane la sensibile differenziazione di trattamento denunciata da Anief tra i lavoratori di alcune Regioni, come la Campania, il Lazio, la Puglia, l’Emilia Romagna, la Toscana, dove la campagna di vaccinazione è già iniziata da giorni, ed altre dove invece tarda a partire. Continua a permanere il problema, inoltre, già sollevato dalla stampa specializzata relativo al fatto che “trattandosi di una procedura ad adesione volontaria, il Ministero ad oggi non ha previsto un permesso ‘speciale’ che sia al di fuori delle tipologie di permesso previsto nel Contratto”.
Leggi il comunicato integrale.

Oggi la confederazione Cisal - composta dal segretario generale Francesco Cavallaro, dal segretario confederale Massimo Blasi e dal segretario confederale Marcello Pacifico – ha incontrato il Ministro del Lavoro Andrea Orlando, il ministro della Salute Roberto Speranza e il nuovo commissario straordinario emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo.
Leggi il comunicato integrale.

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