Varie

Anief sarà anche stavolta al fianco dei lavoratori che vogliono impegnarsi con un sindacato serio e responsabile.

Anche grazie all’intervento dell’Anief, le Rsu elette un anno fa continueranno ad operare in migliaia di istituti coinvolti dal dimensionamento scolastico. A differenza di quanto deciso per il destino dei dirigenti, dei Dsga e del personale Ata soprannumerario, tutti perdenti posto, nelle scorse ore all’Aran è stato definitivamente stabilito che le rappresentanze sindacali unitarie potranno rimanere in carica anche nelle nuove istituzioni (dimensionate, quindi fuse con altre scuole) in cui prestano servizio. Derogando, in tal modo, ai limiti numerici previsti dall'Accordo Quadro risalente all’agosto 1998.

Pertanto (si legge nell’accordo ufficiale Miur-sindacati, solo qualora presso la nuova istituzione scolastica il numero di RSU “sia inferiore a due, le organizzazioni sindacali rappresentative provvederanno ad indire nuove elezioni”. Con questa decisione si sancisce e si conferma, in pratica, l'ipotesi di accordo che era stata già firmata nel novembre scorso, con l’intento di non creare intralcio allo svolgimento delle trattative per la contrattazione integrativa (peraltro avviata solo pochi giorni fa).

Entro cinque giorni dall’approvazione dell’accordo sottoscritto all’Aran, nelle scuole dove è rimasta in carica una rappresentanza minima, dovranno quindi tornare ad essere indette nuove elezioni: a poco più di un anno dall’ultimo rinnovo delle rappresentanze sindacali, una parte dei lavoratori della scuola dovranno tornare quindi ad esprimere le loro preferenze sui sindacati e sui lavoratori che li rappresenteranno dinanzi al dirigente e all’amministrazione scolastica.

Anief coglie l’occasione per invitare sin d’ora tutto il personale, in particolare i tanti delusi verso chi fa sindacato in modo passivo ed inconcludente, ad esprimere la preferenza verso i suoi candidati. Si tratta di rappresentanti di un sindacato che a pochi anni dalla nascita ha al suo attivo una lunga serie di esperienze e battaglie vittoriose: dagli scatti automatici alle ferie estive da corrispondere ai precari; dagli inserimenti dei precari nelle Gae col sistema del “pettine” agli indennizzi record; dai tanti ricorsi vinti per accedere alle prove concorsuali, sino allo sblocco dei contratti e al recupero del Tfs/Tfr.

Anief conferma dunque la sua intenzione, mai venuta meno, di continuare a schierarsi accanto ai lavoratori. Per continuare ad ascoltarli, tutelarli, sostenerli. Per schierarsi al fianco di chi opera nella scuola con impegno e professionalità. Pretendendo che l’amministrazione operi nei loro confronti allo stesso modo.

Coloro che sono intenzionati a scendere in campo con l’Anief, tentando di farsi eleggere Rsu, sono pregati di scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Nel volgere di pochi giorni riceveranno tutte le indicazioni necessarie per tentare di diventare ambasciatori di un sindacato che non si ferma a fare proclami. Ma opera coi fatti.

L’accordo del 13 marzo

 

Per comprare carta igienica, toner e pagare bollette, i dirigenti inviano costantemente richieste e solleciti ai genitori degli studenti. ‘Spacciando’ quella che dovrebbe essere una donazione per un obbligo di legge! Ora il Miur pubblica una nota ufficiale, ricordando ai capi d’istituto che sino al terzo superiore l’istruzione deve essere gratuita, come sancito dall'art. 34 della Costituzione. Ma allora la colpa di tutto ciò di chi è? Dello Stato, naturalmente. Che attraverso gli ultimi Governi ha sottratto indebitamente all’istruzione pubblica 8 miliardi di euro, 200mila unità di personale e 2mila scuole.

Il Ministero ribadisce la volontarietà dei contributi scolastici da parte delle famiglie, ma nulla fa per evitare questa procedura sempre più in voga nelle 9mila scuole italiane, contraria agli articoli 23 e 34 della Costituzione. L’Anief si fa portavoce di un malessere generalizzato nella scuola pubblica, dove i dirigenti scolastici continuano a chiedere alle famiglie anche 300 euro l’anno a studente. Tra l’altro ‘spacciandoli’ non di rado per contributi obbligatori.

Considerando che a seguito del dimensionamento la maggior parte degli istituti contano almeno 700 alunni, ogni scuola si ritrova un “tesoretto” che può arrivare anche a 300mila euro annui. Soldi che vengono impegnati per la manutenzione, gli approvvigionamenti di cartoleria, toner, carta igienica, bollette, oltre che per tutte le attività e i materiali a supporto della didattica. A volte anche per finanziare progetti e le ripetizioni dei docenti.

Strumenti e prestazioni che altrimenti verrebbero meno. Lo Stato, infatti, versa per questo genere di esigenze fondi sempre più esigui. Ma non è una novità. Basti pensare al taglio di 200mila posti di lavoro in sei anni, alla cancellazione di 8 miliardi di euro a partire dal 2009, oltre a mezzo miliardo sottratto di recente al miglioramento dell’offerta formativa. Ma anche alla sparizione di 2mila scuole, malgrado la sentenza della Corte costituzionale dello scorso mese di giugno, allo spostamento di un terzo del Fondo d’istituto per ‘coprire’ gli scatti di anzianità del personale. Per non parlare della prospettiva che vorrebbe introdurre risparmi ad oltranza travestiti dalla logica del merito.

Il risultato di questo processo sono le classi “pollaio”, con oltre 30 alunni nella stessa aula, la riduzione sostanziale dei fondi destinati all’abbandono scolastico e al recupero delle carenze formative, la didattica in generale più povera. Con il personale, docenti e Ata, sempre più professionalmente ed economicamente impoverito. E che in futuro si vorrebbe anche porre in regime di concorrenza.

Ora, a fronte di tale situazione, le scuole che fanno? Chiedono aiuto alle famiglie. Ora, però, il Miur ricorda, tramite una nota del capo dipartimento Lucrezia Stellacci, che “simili comportamenti, oltre a danneggiare l'immagine dell'intera Amministrazione scolastica e minare il clima di fiducia e collaborazione che è doveroso instaurare con le famiglie, si configurano come vere e proprie lesioni al diritto allo studio costituzionalmente garantito”. E si pongono, inoltre, “come una grave violazione dei propri doveri d’ufficio”. Anche perché nella scuole statali la frequenza della scuola dell'obbligo (sino al terzo anno compreso delle superiori) deve essere gratuita, come sancito dall'art. 34 della Costituzione. Solo nel biennio finale precedente alla maturità sono previste delle tasse scolastiche, peraltro solo per gli studenti per i quali non è previsto l’esonero.

“Quello che hanno realizzato gli ultimi Governi sulla scuola – commenta Marcello Pacifico, presidente Anief – è un processo di lento assorbimento di risorse. Umane, finanziarie e strutturali. Per sopperire alle necessità immediate, tanti dirigenti scolastici pensano allora di rivolgersi ai genitori dei loro alunni. È una scelta sbagliata, ma che comprendiamo. Il rischio è che l’evolversi di questa situazione conduca le scuole statali italiane nella stessa situazione delle Università. Dove le logiche privatistiche, del merito e dei tagli hanno comportato la chiusura di decine atenei, di centinaia di corsi e dipartimenti. Con insegnamenti non di rado affidati a docenti a contratto non remunerati o pensionati”.

 

Istat-Cnel: nel Mezzogiorno i giovani che non lavorano e non studiano sfiorano il 32%, mentre nelle regioni Settentrionali sono meno della metà. Gli interventi da attuare: invertire il trend dei finanziamenti, puntare sull’apprendistato, sostenere gli istituti scolastici e universitari collocati in aree difficili. E rilanciare il patrimonio turistico-culturale.

I dati presentati oggi attraverso il rapporto Istat-Cnel “Bes 2013” confermano quello che l’Anief sostiene da tempo: l’Italia ha un numero bassissimo di laureati rispetto alla media europea, ma soprattutto sono sempre più ampie le differenze territoriali nazionali, con la quota di cittadini di 25-64 anni con almeno il diploma superiore pari al 59% al Nord e al 48,7% nel Mezzogiorno. Inoltre, mentre i giovani che non lavorano e non studiano, i cosiddetti Neet, nel Mezzogiorno sfiorano il 32%, al Nord sono meno della metà.

“Oggi l’Istat non ha fatto altro che certificare l’abbandono del Sud del Paese, frutto della politica dei tagli a senso unico degli ultimi vent’anni”, spiega Marcello Pacifico, presidente Anief e delegato Scuola per la Confedir. “Uno stato di abbandono che sul fronte dell’istruzione ha toccato l’apice. Con il risultato che oggi il Meridione è carente in infrastrutture, sia formative che sociali. Manca una progettazione globale e di settore. E non ci sono piani per favorire la mobilità studentesca. Ma quel che è più avvilente si riscontra probabilmente nel taglio ai finanziamenti universitari degli atenei del Sud, la cui riduzione non ha tenuto minimamente conto delle difficoltà oggettive e culturali in cui versano queste università. Decretando nei loro confronti, in questo modo, una condanna che non poggia su alcuna motivazione valida”.

Il risultato di tutto ciò è quello di un Sud che perde sempre più contatto con il resto della Penisola. Con troppi giovani dal destino segnato. Ragazzi che guardano al Nord come se si trattasse di una terra ‘promessa’. Un miglioramento “del livello d'istruzione e del livello di competenze che intervenga a ridurre le disuguaglianze territoriali e sociali e garantisca maggiori opportunità ai giovani provenienti da contesti svantaggiati”, viene del resto auspicato anche dall’Istat. “Anche perché – continua il sindacalista – l’attrattività dei giovani per i corsi d’istruzione superiore ed universitaria non potrà che continuare a segnare saldi annuali in negativo”.

Il sindacato ricorda che ulteriori misure aggravanti sono state adottate pure negli ultimi mesi. Da un Governo tecnico che avrebbe dovuto ben conoscere certe disuguaglianze. E invece di garantire finalmente una distribuzione più equa delle risorse cosa hanno fatti i ‘professori’? Sono riusciti nell’impresa di abbattere i fondi destinati a combattere l’abbandono scolastico. Con l’apprendistato, vera carta vincente per l’impiego di giovani destinati al comparto tecnico-professionale, evocato in ogni occasione, ma mai realmente sostenuto.

“Per tutti questi motivi il nuovo Governo che si appresta ad essere formato dovrà necessariamente mettere l’istruzione tra le priorità d’intervento. E parallelamente procedere allo sviluppo del patrimonio turistico-culturale, una risorsa inestimabile che l’Italia continua a tenere in disparte. Una scelta che – conclude Pacifico – rilancerebbe l’economia e assorbirebbe un altissimo numero di giovani oggi inoccupati. Anche del Sud”.

 

Anief decisa a fermare nei TAR regionali i nuovi decreti assessoriali per recuperare l’autonomia di 2.000 scuole. Se sei genitore di un alunno iscritto in istituti soppressi o accorpati, dirigente o dsga rimosso, personale docente o ata sovrannumerario scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. La materia è concorrente tra Stato e Regioni e dopo la sentenza della Consulta non può essere decisa dai soli Governatori.

Più di 1.700 scuole del primo ciclo di istruzione tra scuole medie, istituti comprensivi e circoli didattici sono stati soppressi e accorpati nell’a.s. 2012-2013, per effetto dei decreti assessoriali di rideterminazione della rete scolastica adottati ai sensi dell’art. 19, c. 4 della legge 111/11 cancellata, però, nel giugno scorso, dalla sentenza n. 147/12 della Consulta, mentre 300 scuole superiori sono stata soppresse per effetto della cattiva interpretazione del c. 5 che prevedeva l’assegnazione in reggenza delle stesse ai dirigenti scolastici e non la perdita dell’autonomia.

Sembrava che il Governo potesse trovare un accordo con le Regioni - peraltro stralciato dal disegno di legge di stabilità - in Conferenza unificata secondo un nuovo criterio (900 alunni per ogni ordine e grado) ma invece tutto è saltato e i Governatori - come da comunicazione pervenuta in risposta alle richieste dell’Anief - hanno deciso di procedere da soli nella determinazione dell’organico applicando i parametri annullati dalla Corte costituzionale.

Oggi, soltanto per le RSU, dopo il deciso intervento dell’Anief e la minaccia di ricorsi civili e penali per attività anti-sindacale, non si tiene conto del recente dimensionamento dichiarato incostituzionale ma che continua a incidere sulla vita degli studenti (i cui titoli potrebbero essere annullati), del personale dirigente (in mobilità), dsga (in esubero), docente e ata (perdente posto).

L’azione dell’Anief mira a ripristinare la legalità nelle nostre aule e fare chiarezza sulla riforma del titolo V della Costituzione. Soltanto se ricorri alla giustizia puoi conservare i tuoi diritti. Scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e ricorri al Tar della tua regione.

 

Da oggi è possibile, se in servizio come supplente breve e saltuario, compilare la delega senza pagare la quota forfettaria. Il rinnovo delle iscrizioni è previsto entro il 30 marzo 2013 al fine di consentire alla segreteria amministrativa di aggiornare gli elenchi degli iscritti con o senza delega che usufruiscono delle convenzioni con gli uffici legali, di assistenza fiscale, patronati, per i servizi di consulenza sindacale e assicurativi.

Gentile socio/a,

l’anno appena trascorso ha visto il nostro sindacato affermarsi durante le ultime elezioni RSU come il primo, per numero di deleghe tra quelli non rappresentativi. Questo risultato ci impone il dover di continuare a lottare per una società migliore, giusta e solidale nel rispetto dei nostri valori costituzionali e comunitari, proprio mentre continuano duri attacchi alla contrattazione, al diritto al lavoro, a una giusta retribuzione. Dopo esserci distinti nel dialogo parlamentare durante le audizioni, ci siamo specializzati nei ricorsi in tribunale grazie a una capillare struttura, convenzionata su tutto il territorio nazionale, e ai costanti seminari di formazione-aggiornamento che ci permettono anche di programmare opportune conferenze organizzative, funzionali alla gestione sapiente del contenzioso. Le vittorie nei recenti ricorsi sul trasferimento a pettine, sugli abusi dei contratti a termine, sulle procedure di accesso al TFA o al concorso a cattedra sono soltanto alcuni degli esempi di come vogliamo gestire gli altri contenziosi sulle graduatorie ad esaurimento (inserimento e punteggi) o sulla mobilità (valutazione titoli e trasferimenti), sulla trattenuta TFR/TFS, sulla ricostruzione di carriera e su altri temi ancora, di cui sarai chiamato in questi prossimi giorni a firmare mandato per reclamare i tuoi diritti presso la corte competente, mentre si attende ancora l’esito dei ricorsi sul concorso a dirigente.

Ma l’Anief non è soltanto capace di vincere i ricorsi in tribunale o di esser considerata un serio interlocutore dalla stampa nazionale e specialistica; Anief è anche un mondo di servizi che si sta arricchendo sempre più nel tempo senza perdere la sua identità, così chiara ed evidente nel manifesto approvato dal I Congresso nazionale, svoltosi l’8 dicembre 2012.

Ti invito, pertanto, a rinnovare la tua iscrizione e la tua fiducia all’Anief, così da contribuire insieme alla riconquista della rappresentanza del lavoro e alla rifondazione e al riconoscimento della professionalità di tutto il personale della scuola.

Ti ricordo che l’iscrizione all’Anief ti da la possibilità di usufruire dei seguenti servizi:

convenzione con gli studi legali su tutto il territorio nazionale, per il contenzioso seriale e personale promosso presso Tar Lazio, Consiglio di Stato, Corte dei Conti, Giudice del Lavoro, Corte di Cassazione, Corte costituzionale;
convenzione con Assocral, gruppo leader nel panorama della aggregazione associazionistica italiana;
convenzione con Eurosofia, per la formazione in servizio;
convenzione con Pegaso, per la formazione universitaria;
adesione a Conferdir, Confederazione dei dirigenti pubblici e delle professionalità;
assicurazione responsabilità civile, che copre rischi, situazioni e responsabilità specifiche;
assicurazione infortuni, che copre i danni provocati da un eventuale infortunio sul posto di lavoro;
convenzione con i CAF ACLI su tutto il territorio nazionale, per la compilazione dei modelli 730, ISEU, ISEE, RED;
convenzione con i Patronati ACLI su tutto il territorio nazionale, per pratiche di pensione di anzianità, pensioni di vecchiaia e di invalidità, pensioni ai superstiti nel settore pubblico e privato; assegni sociali e pensioni agli invalidi civili, assegni al nucleo familiare, versamenti volontari ed estratti contributivi, supplementi e ricostituzioni delle pensioni, infortuni sul lavoro e malattie professionali.
consulenza relativa a procedimenti disciplinari;
consulenza su problematiche relative al contenzioso scolastico individuale e collettivo;
aggiornamenti costanti attraverso l’esclusivo servizio di newsletter dedicata, che racchiude tutte le principali notizie del mondo scolastico;
consulenza telefonica quotidiana e telematica sulle principali notizie del mondo scolastico e sullo stato dei contenziosi da te avviati;
consulenza pon.

Ti ricordo che al di là degli altri servizi di consulenza, assicurativi, formativi usufruiti, soltanto attraverso la regolare iscrizione all’Anief è possibile aderire ai ricorsi, secondo l’onorario concordato con il legale territoriale prima della firma del mandato, avvenuta in osservanza alla specifica convenzione attivata.

Se eri precario e non hai mai trascritto un numero di partita al tempo della tua iscrizione e ora sei di ruolo, o ancora se sei attualmente supplente breve e saltuario, ti invito a ricompilare il modello di iscrizione allegato alla presente e a spedirlo, firmato in triplice copia, a mezzo raccomandata a/r all’Anief - Associazione Professionale e Sindacale, via Valdemone 57, 90144 - Palermo corredato da:

• fotocopia di un documento di identità in corso di validità e del codice fiscale;

L’iscrizione all’ANIEF con delega sindacale attiva comporta una detrazione mensile dalla busta paga dello 0,50% calcolata sulla retribuzione lorda per tredici mensilità.

Soltanto, nel caso in cui non fossi titolare di un incarico a TD o TI, ti invito a seguire le istruzioni per il rinnovo della tessera sindacale riservate al personale inoccupato, attraverso il pagamento del bonifico forfettario di 50 euro per l’iscrizione annuale prevista per il 2013, la cui quota è rimasta inalterata rispetto agli anni precedenti.

Il rinnovo dell’iscrizione va eseguito entro e non oltre il 30 marzo 2013 al fine di aggiornare l’elenco degli iscritti che beneficeranno delle convenzioni assicurative, bancarie e stipulate con gli studi legali su tutto il territorio nazionale.

Nb: Al fine del perfezionamento dell'iscrizione o del rinnovo della stessa tramite versamento del contributo forfettario di euro 50, occorre trasmettere copia del versamento, del modello d'iscrizione e di un documento di riconoscimento in corso di validità ad Anief - Associazione Professionale e Sindacale, via Valdemone 57, 90144 - Palermo, tale documentazione deve essere trasmessa mezzo posta raccomandata a/r.

Precisazione in merito alle iscrizioni dei supplenti brevi e saltuari che a partire dal 1° gennaio 2013 avverrà con cedolino unico attraverso Noi PA. La nuova procedura riguarda anche i contratti di supplenza stipulati a dicembre 2012

L’articolo 7 comma 38 del decreto legge 95/2012 dispone che il pagamento degli stipendi al personale supplente breve e saltuario sia effettuato mediante gli ordini collettivi di pagamento di cui all’articolo 2 comma 197 della legge 191/2009. Conseguentemente il pagamento sarà curato, a decorrere dal 1° gennaio 2013, dal Service NoiPA (già SPT) del MEF. Pertanto invitiamo coloro che si trovano in tale posizione lavorativa a non eseguire il bonifico forfettario di 50 euro per l’iscrizione annuale, ma a compilare il modello di delega sindacale apponendo sullo stesso il numero di partita di spesa fissa riportato sul proprio cedolino e a trasmettere, mezzo posta raccomanda a/r, il modello di delega sindacale in triplice copia corredato di copia fotostatica del documento di riconoscimento ad all’Anief - Associazione Professionale e Sindacale, via Valdemone 57, 90144 - Palermo.

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Il presidente nazionale
Prof. Marcello Pacifico