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L’Anief è stato l’unico sindacato della scuola che aveva preso una dura posizione contro le illegittime modalità di formazione degli insegnanti di sostegno previste dell’A.N.S.A.S., paventando azioni legali. Ora vigileremo attentamente. Il problema dei soprannumerari si potrebbe risolvere con l’ammissione al TFA e con l’introduzione dell’organico funzionale.

Anief accoglie con soddisfazione il decreto dell’A.N.S.A.S. n. 10 del 5 gennaio 2012 e continuerà a vigilare, nell’interesse di alunni e docenti, su ogni azione che verrà intrapresa sulla formazione degli insegnanti. L’agenzia (la stessa che ha affidato ad 89 esperti esterni la stesura dei censurati quesiti del concorso a dirigente) due giorni fa ha provveduto in autotutela ad annullare il bando relativo all’individuazione di tutor preposti alla formazione del personale docente nell'ambito del progetto riqualificazione/riconversione professionale dei soprannumerari, dopo le vibrate proteste ed il fermo intervento anche dell’Anief del 30 dicembre scorso.

Anziché ipotizzare nuovi modelli per la formazione degli insegnanti di sostegno, che, dal 1998, è stata delegata con successo alle università, il Miur farebbe bene ad attivarsi per formare gli insegnanti sui disturbi specifici di apprendimento, ad un anno dall’approvazione della legge n. 170 dell’8 ottobre 2010, e per fare attivare dai direttori scolastici regionali tutti i posti in deroga senza discriminare o penalizzare gli alunni con handicap meno gravi nell’assegnazione delle ore. Questi temi, a nostro avviso, devono essere posti con forza e risolti al prossimo Osservatorio permanente per l’integrazione scolastica che si terrà il 10 gennaio proprio a Roma.

Quanto al problema dei soprannumerari a seguito della politica sconsiderati dei tagli lineari nella scuola, è evidente che la colpa non è degli insegnanti, e che basterebbe introdurre l’organico funzionale e concedere la possibilità di conseguire ulteriori abilitazioni presso i corsi di TFA, per garantire una migliore riqualificazione professionale o un temporaneo impiego di questi lavoratori in altre funzioni. Tuttavia, bisogna accompagnare questi interventi con un progetto politico complessivo che non allontanandosi, in tema di occupazione, dalla “flessicurezza”, consideri come priorità imprescindibile il continuo miglioramento della qualità dell’istruzione e della formazione dei cittadini per assicurare lo sviluppo e la crescita economica e sociale del nostro Paese, intorno al nostro patrimonio culturale.

Il comunicato dell’Anief del 30 dicembre 2011

Atto della Commissione europea sulla flessicurezza

Miur programma sulla formazione permanente

Nel valutare il recente decreto sul reclutamento di tutor per la riconversione dei docenti di ruolo soprannumerari al sostegno, l'ANIEF s'interroga sulla ragione per la quale il MIUR pensi a riqualificare questi docenti con un processo di formazione approssimativo ed improvvisato quando è stato già approntato, attraverso il decreto sulla formazione docenti (DM 249 del 2010), un percorso di formazione altamente professionalizzante al sostegno.

Ritenendo molto grave una formazione parziale per gli insegnanti di sostegno, come sottolineato dalle tante critiche al provvedimento - tra cui quelle mosse dal vicepresidente del FISH Salvatore Nocera - l'ANIEF, a maggior tutela degli allievi disabili, chiede che la riqualificazione dei docenti soprannumerari avvenga attraverso i corsi di formazione per il sostegno previsti dal DM 249 del 2010 e che i fondi previsti alla loro riqualificazione vadano a coprire le tasse dei corsi in questione.

Nonostante il decreto equipari nei diritti docenti a tempo determinato e a tempo indeterminato, (battaglia che l’Anief ha da sempre sostenuto) ammettendo alla selezione anche tutor precari con tre anni di esperienza nel ruolo di docente per le attività di sostegno, appare tuttavia beffardo ed inaccettabile che si chieda a questi colleghi di preparare altri docenti che, di fatto, li andranno a sostituire.

Ci si chiede piuttosto perché non si provveda ad emanare il decreto per individuare i docenti tutor per il corso previsto dal DM 249/2010, in modo da superare anche la strana esclusione dal bando di quei docenti che, seppur in possesso di una laurea V.O. (o di secondo livello), non insegnano nella scuola secondaria.

E fissa l’udienza al 20 dicembre. I legali dell’Anief diffidano il Miur dal procedere allo svolgimento delle prove senza aver atteso la discussione degli appelli nella prima camera di consiglio utile. A rischio l’intera procedura concorsuale. Compresso il diritto della difesa per la violazione degli articoli 113 della Costituzione e 6 della CEDU.

Premesso che in assenza di contraddittorio, i giudici di Palazzo Spada non hanno mai concesso provvedimenti monocratici in assenza dei contro-interessati - per colpa della calendarizzazione immediata delle prove scritte non vi erano, infatti, tempi tecnici per la loro corretta convocazione in giudizio – e che non hanno voluto considerare la sola possibile richiesta avanzata in questa fase pre-cautelare di sospendere le prove scritte perché l’hanno ritenuta contrastante con la contestazione del corretto svolgimento delle prove pre-selettive,

a questo punto, in assenza di un provvedimento d’urgenza del ministro che si ritiene necessario, tutte le prove fino ad oggi svolte e le nuove programmate rischiano di essere annullate nel caso in cui sarà dimostrato dai legali, nel merito del ricorso, la violazione del bando concorsuale, ovvero la somministrazione tra i 100 test di almeno un quesito errato. Sarà richiesta una perizia tecnica, le cui spese saranno a carico della parte soccombente nella decisione di merito, ma che l’Anief è già pronta a coprire perché è decisa ad andare fino in fondo, perché la giustizia deve essere garantita a tutti i cittadini.

Per questa ragione, i legali hanno già provveduto a notificare al ministro Profumo una diffida affinché le prove scritte vengano rinviate a una data successiva all’udienza camerale del 20 dicembre prossimo. In caso contrario, è evidente che sarà coinvolta anche la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per la violazione della convenzione sul giusto processo, oltre a essere interessato lo stesso tribunale amministrativo per un abuso di potere, da parte dell’amministrazione, tanto più gratuito quanto più violento nel deridere alcuni articoli della Costituzione, di cui si chiede ai candidati la conoscenza.

 

Il testo della diffida

 

Al ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, on. prof. Profumo

Al capo di gabinetto pro-tempore del Miur

Al Direttore generale del personale, dott. Chiappetta

URGENTE

 

Oggetto: istanza di rinvio delle prove scritte del concorso per dirigente scolastico in vista della discussione del 20.12.2011 in Camera di consiglio presso il CdS dei ricorsi nn. 9669/11, 9671/11, 9674/11, 9677/11 per la riformulazione delle ordinanze di primo grado e l’esame della richiesta dell’ammissione con riserva dei candidati ricorrenti risultati non idonei. Diffida ad adempiere. VIOLAZIONE ART. 6 CEDU, ART. 113 COSTITUZIONE.

Considerato che il Consiglio di Stato ha fissato per il 20 dicembre 2011 la Camera di consiglio per la discussione dei ricorsi di appello in oggetto,

Considerata che sia la normativa interna (artt. 103, 111, 113 della Costituzione), sia il diritto comunitario (art. 6, Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali) garantiscono ai cittadini la tutela giurisdizionale contro gli atti della pubblica amministrazione, dei diritti e degli interessi legittimi dinanzi agli organi di giurisdizione ordinaria o amministrativa e a richiedere un’equa e pubblica udienza entro un termine ragione­vole, davanti a un tribunale indipendente e imparziale costituito per legge, al fine della determinazione sia dei suoi diritti e dei suoi doveri di carattere civile,

dato che la data scelta per lo svolgimento delle prove scritte, il 14 e 15 dicembre prossimo, priva i ricorrenti della possibilità di discutere gli appelli presentati nei termini stabiliti essendo la prima data utile - dopo la pubblicazione del 25 novembre scorso delle ordinanze oggetto di gravame - per la calendarizzazione proprio il 20 dicembre 2011,

al fine di tutelare gli interessi di tutti i partecipanti e il buon andamento dell’amministrazione, poiché - come hanno chiarito i giudici del Consiglio di Stato, nel negare la possibilità di concedere un provvedimento monocratico - la mancata preventiva discussione dell’appello, potrebbe comportare l’annullamento di tutta la prova pre-selettiva e delle consequenziali prove scritte programmate con grave danno anche per l’erario,

“considerato che l’interesse azionato è diretto alla rinnovazione delle prove selettive e quindi dell’intera procedura concorsuale; ritenuto che la richiesta di ammissione alle prove scritte non appare coerente con tale pretesa e non elimina il danno lamentato”

chiede alla S. V.

di rinviare lo svolgimento delle prove scritte del prossimo 14 e 15 dicembre ad una data successiva alla Camera di consiglio prevista, anche per non generare un certo contenzioso pure in sede comunitaria, che porterebbe non soltanto all’annullamento della prova ma anche alla richiesta di ingenti risarcimenti danni per la compressione-negazione del diritto alla difesa, al netto della decisione di merito del giudice amministrativo sulla corretta esecuzione delle attività preposte ovvero sulla congruità con quanto disposto dal bando in merito alla prova pre-selettiva svolta.

La presente è da intendersi come diffida negli usi consentiti dalla legge.

Con decisione del 7 dicembre 2011, il TAR Lazio ha respinto le richieste di provvedimento cautelare per i ricorrenti inidonei alle prove preselettive del concorso DS dei ruoli nn. 8816, 8819, 8821, 8823, 8825, 8827, 9257, 9258, 9259, 9262, 9263.

Si tratta di una decisione scontata, visto il precedente negativo del 24 novembre sui ricorsi nn. 8814, 8815, 8820 e 8822, contro il quale è già stato presentato appello.

Anief, pertanto, rimane in attesa del decisivo pronunciamento in appello del Consiglio di Stato – che nel frattempo ha confermato il diritto dei precari a partecipare al concorso - e della decisione del Presidente della VI sezione sulla richiesta di rinvio delle prove scritte del prossimo 14-15 dicembre in vista della fissazione dell’udienza. In caso di esito negativo, Anief predisporrà quanto necessario per chiedere l’annullamento di tutta la procedura concorsuale, non essendo stati messi tutti i candidati nelle condizioni di partecipare alle prove scritte.

Nel frattempo Anief sta provvedendo all’invio delle istruzioni operative - senza costi aggiuntivi - a tutti i ricorrenti interessati per il deposito dell’appello, ad eccezione dei soli ricorrenti del ricorso n. 9263/2011 Avv. Speranza, per i quali provvederà direttamente il legale a quanto necessario.

 

Confermate le ordinanze cautelari ottenute dall’Anief al Tar Lazio per l’immissione alle prove selettive dei precari e dei docenti di ruolo con cinque anni di servizio anche nel pre-ruolo. Anief chiede ora al Miur di sospendere le nuove prove scritte, in attesa del verdetto dei giudici, per non inficiarne i risultati.

Con ordinanze nn. 5358/11, 5359/11, i giudici di Palazzo Spada hanno respinto gli appelli del Miur tesi ad annullare le ordinanze cautelari ottenute dai 500 ricorrenti dell’Anief, sia a tempo indeterminato con cinque di servizio tra pre-ruolo e ruolo, sia precari con lo stesso servizio svolto. I candidati che avevano presentato, persino, una domanda cartacea, ostacolati dalla procedura telematica che li escludeva, in virtù dell’azione giuridica-sindacale avevano potuto partecipare alle prove pre-selettive, alcuni con successo.

Resta confermato, pertanto, il giudizio di primo grado espresso in sede cautelare in merito alla disapplicazione della normativa nazionale contrastante la normativa comunitaria “ritenuto, nell’esame proprio della fase cautelare, che, allo stato, l’appello non appare presentare profili di fumus boni iuris siffattamente evidenti da indurre all’accoglimento della domanda cautelare, ferma la necessità dell’approfondimento nel merito della ragionevolezza di quanto prescritto dall’art. 1, comma 618, della legge n. 296 del 2006 in relazione alla fattispecie disciplinata. Ritenuto sussistere motivi per la compensazione tra le parti delle spese della presente fase cautelare”. Respinto l’appello del Miur che non è riuscito a dimostrare la ragionevole discriminazione del servizio prestato da precario né la diversa professionalità esistente tra personale docente e precario, al fine di superare quanto disposta dalla direttiva 1999/70/CE. La stessa direttiva, che oggi l’Anief invoca nei tribunali del lavoro per far riconoscere per intero nella ricostruzione di carriera del personale di ruolo gli anni di pre-ruolo, la stessa valutazione con il servizio di ruolo nelle domande di mobilità, gli stessi aumenti di stipendio arretrati per i periodi di precariato.

Ancora una battaglia di civiltà contro l’abuso della precarietà nell’instaurazione dei rapporti di lavoro”, così commenta a caldo il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, leader del sindacato che ha patrocinato i ricorsi.

La nostra repubblica è fondata sul lavoro quale valore esistenziale per lo sviluppo della società secondo criteri di uguaglianza, pari opportunità, giustizia sociale. Ora attendiamo con fiducia la calendarizzazione urgente degli altri appelli che questa volta abbiamo presentato come sindacato al Consiglio di Stato per riformulare alcune ordinanze del Tar Lazio che non hanno consentito l’inserimento con riserva alle prove scritte dei non idonei alle prove pre-selettive. È evidente – continua il presidente dell’ANIEF - che la Costituzione garantisce a tutti i cittadini il diritto a ricorrere contro gli atti dell’amministrazione, tanto più quando sembra palesemente violato lo stesso bando concorsuale nella scelta di quesiti né idonei né corretti. Se a sette giorni dalla prova viene cancellato il 17% delle domande selezionate dopo un approfondimento fatto dagli esperti durato dieci giorni, è chiaro che qualcosa non va ed è chiaro che gli idonei hanno superato dei quiz falsati. L’ammissione con riserva di tutti i ricorrenti, contestata dal Miur e dagli avvocati dei contro-interessati, serve proprio a tutelare i risultati finali della prova concorsuale e a consentire il sereno svolgimento delle prove senza annullarne completamente i risultati. Per questo, chiediamo al ministro Profumo di rinviare le prove scritte del 14-15 dicembre, a dopo la fissazione della prima udienza camerale utile a discutere quanto non è stato approfondito nel merito dai giudici di primo grado. In caso contrario, andremo fino in fondo e chiederemo l’annullamento di tutta la procedura concorsuale, non essendo stati messi tutti i candidati nelle condizioni di partecipare alle prove scritte. Analoga richiesta è stata presentata al Presidente del Consiglio di Stato nei ricorsi di appello nn. 9669, 9671, 9674, 9677 a cui è legata la sorte anche degli altri ricorsi, di analogo contenuto, accolti presso alcuni tribunali regionali”.