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Precariato

Precariato

  • Stamani Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, nel corso del seminario sulla legislazione scolastica organizzato dal sindacato per le province di Monza, Lecco, Sondrio, Pavia e Lodi, ha affermato che è necessario occuparsi della stabilizzazione di chi da anni insegna nelle nostre scuole, portandole dunque avanti. Il leader del giovane sindacato ha detto che “chi ha un diploma magistrale o è un tecnico pratico e insegna nelle nostre scuole per le supplenze ha diritto anche a un canale riservato per entrare nei ruoli. Per questo motivo, e fermi in questa idea, abbiamo portato avanti la battaglia per l'inserimento in GaE e su questo stiamo lottando ancora una volta in Europa presso il Comitato europeo dei diritto sociali”.

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  • Marcello Pacifico, durante il seminario sulla legislazione scolastica organizzato per le province di Forlì-Cesena, Rimini e Ravenna, ha dichiarato che “bisogna affrontare il tema del precariato garantendo concorsi regolari e nel contempo assunzioni regolari dei supplenti attraverso percorsi riservati a chi ha maturato più di 24 mesi di servizio, senza più discriminare il lavoratore precario sia a livello retributivo che normativo. Dobbiamo rispettare la norma europea e mettere fine alla piaga del precariato”.

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  • Anche il Tribunale del Lavoro di Pistoia dà piena ragione alle tesi Anief e applica il previgente gradone stipendiale 3-8 anni anche ai docenti immessi in ruolo dopo il 2011 con almeno un anno di servizio a termine precedente al 2011. Marcello Pacifico (Anief): “I tribunali ci continuano a dare ragione e confermano che clausola di salvaguardia prevista nel contratto economico del 2011 deve essere applicata anche a chi ha prestato servizio da precario prima del 2011 per non confliggere con la normativa eurounitaria contenuta con la Direttiva 199/70/CE”. Anief ricorda a tutti i propri iscritti che è ancora possibileaderire allo specifico ricorso

  • Il nuovo titolare di viale Trastevere, Patrizio Bianchi, è chiamato a risolvere diversi problemi della scuola e tra quelli prioritari c’è quello di fermare la supplentite: il tema e gli altri saranno affrontati durante la riunione conoscitiva che si svolgerà mercoledì 24 febbraio alle 9.30. L’incontro avverrà in modalità telematica in considerazione dell’emergenza Covid-19. Sarà, probabilmente, una riunione conoscitiva tra il nuovo ministro Patrizio Bianchi e i sindacati rappresentativi della scuola. È assodato che l’attuale modello di reclutamento non può garantire la copertura delle cattedre, considerando anche che a settembre andranno in pensione altri 35 mila docenti. Con le prove del concorso straordinario concluse, anche se mancano le suppletive per i docenti esclusi causa Covid, una parte dei 32 mila vincitori potrà ambire all’assunzione per il primo settembre. Peccato che le supplenze da coprire sono dieci volte tanto. Bisogna quindi prendere decisioni politiche per invertire la tendenza: a sostenerlo sono i sindacati della scuola, intervenuti su Orizzonte Scuola Tv. Tra gli ospiti Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, che ha indicato come sempre più necessaria l’esigenza di “adeguare l’organico di fatto all’organico di diritto”. Inoltre, “bisogna fare una grande inchiesta sugli organici, specie sul sostegno. In base a questo procedere con un piano straordinario di assunzioni, utilizzando il doppio canale”

  • Ne sono convinti i legali dell’Anief, che stanno affilando le armi giudiziarie dopo le due decisioni della Plenaria del Consiglio di Stato e la recente sentenza della Corte di Cassazione secondo la quale il diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002 non è utile all’inserimento nelle Graduatorie ad esaurimento ma rimane titolo valido per accedere alle procedure di abilitazione e ai concorsi. Secondo l’avvocato Nicola Zampieri, la Cassazione ha messo l’indice sulla “delicata relativa alla natura abilitante o meno all’esercizio della professione docente per le classi di concorso scuola dell’Infanzia e Primaria del diploma magistrale, discostandosi dalla posizione assunta dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato”. L’avvocato Walter Miceli ricorda che il Comitato europeo dei diritti sociali di Strasburgo “ha appenaaccolto il reclamo n. 146/2017 presentato dall’Anief nei confronti dello Stato italiano in relazione alla situazione del precariato scolastico dopo la legge 107/2015. Nei prossimi mesi è attesa pure la decisione sul reclamo collettivo presentato per la peculiare condizione dei diplomati magistrale, il cui titolo di studio è stato riconosciuto con valore abilitante con un colpevole ritardo di ben 13 anni”. 

    L’Anief ha sempre creduto che sulla questione non si poteva mettere la parola ‘fine’. Secondo Marcello Pacifico, leader del giovane sindacato, “non era possibile che l’Unione europea smentisse se stessa abbandonando i precari con più di 36 mesi di servizio, negando loro di potersi inserire in quel doppio canale di reclutamento che anche per la Cassazione e per la Corte Costituzionale è stato da sempre individuato come unico sistema per evitare l’abuso dei contratti a termine e rispettare la normativa comunitaria, al di là della mera stabilizzazione che si attua nel settore privato. Ecco perché continuiamo a chiedere con forza che questo personale docente venga finalmente collocato nelle GaE ed essere assunto a tempo indeterminato”.

  • Il neo ministro Patrizio Bianchi conosce il mondo della formazione, l’eccellenza dei percorsi, l’efficacia nell’evitare la dispersione scolastica. Marcello Pacifico (Anief): “Abbiamo difeso con tutte le energie possibili i docenti che hanno svolto servizio nei percorsi di istruzione e formazione professionale e gli insegnanti con servizio misto, i grandi esclusi dal corso straordinario avvenuto in piena pandemia che non porterà alla stabilizzazione del personale necessario nelle scuole, ora chiediamo al ministro di essere ascoltati e di non proseguire la via della discriminazione”

  • Continua la serie di vittorie in tribunale per il sindacato Anief che da sempre si è mosso a tutela dei diritti dei lavoratori precari della scuola da anni sfruttati dal Ministero con contratti illecitamente reiterati in palese violazione delle norme comunitarie. Nelle ultime settimane le sentenze favorevoli alle tesi del nostro sindacato arrivano dalla Corte d'Appello di Bologna e dai Tribunali del Lavoro di Cosenza, Roma e Tivoli (RM) e Modena dove gli Avvocati Fabio Ganci e Walter Miceli, in collaborazione con i nostri legali sul territorio, fanno condannare il Ministero dell'Istruzione al riconoscimento delle progressioni stipendiali mai corrisposte al personale precario. Marcello Pacifico (Anief): “Personale precario della scuola continua a essere sfruttato: urgente conformare il contratto collettivo alle direttive europee e immettere in ruolo chi ha più di 3 anni di servizio con procedure snelle”. Ancora possibile aderire airicorsi Anief per ottenere gli scatti di anzianità e il risarcimento del danno per il periodo di precariato svolto oltre i 36 mesi di servizio su posto vacante.

  • Il riallineamento della carriera non sempre viene riconosciuto in automatico al lavoratore anche se la normativa po prevede trascorsi da 16 a 24 anni dall'immissione in ruolo. I legali Anief Fabio Ganci, Walter Miceli, Giovanni Rindaldi e Leonardo Tovoli hanno ottenuto ragione presso il Tribunale del Lavoro di Livorno con la conferma che il riallineamento è un diritto da riconoscere immediatamente alla scadenza dei termini di legge. Sempre aperte leadesioni allo specifico ricorso Anief sul riallineamento della carriera

  • Assumere i docenti per averli in cattedra in tempo utile a settembre, dunque all’inizio dell’anno scolastico: a chiederlo non sono i sindacati, ma il candidato premier Mario Draghi. Fra i punti principali illustrati ai partiti minori durante il secondo giro di consultazioni svolto ieri pomeriggio, “non solo c’è la volontà di intervenire sul calendario scolastico, ma anche un vero e proprio intervento sulle assunzioni dei docenti e sulla tempistica di assegnazione delle cattedre”. 

    Marcello Pacifico (Anief): “Attendiamo una posizione ufficiale. In passato, alle affermazioni di chi guida il Paese non c’è stato alcun provvedimento legislativo conseguente. Figuriamoci ora che si tratta di consultazioni preliminari alla formazione del nuovo Governo, ancora tutta da definire. Comunque non ci sorprenderebbe se l’ex numero uno della Banca Centrale Europea avesse l’intenzione di mettere mano a una delle piaghe della scuola pubblica italiana. Avere più di 200mila supplenti annuali non è compatibile con un paese che guarda con interesse alla next generatione si appresta a investire sulla formazione oltre 20 miliardi del Recovery plan. La strada, del resto, è stata tracciata dal Comitato dei diritti sociali europei che, accogliendoil nostro ricorso n. 146/2017, ha dato piena ragione ai tanti precari che protestano per l’ingiusta reiterazione dei contratti a termine che sono costretti a sottoscrivere con lo Stato, ogni inizio d’anno scolastico: costretti a stipulare una supplenza di lunga durate, senza che lo stesso Stato applichi quella direttiva,la 1999/70/CE, che l’UE ha imposto da oltre vent’anni, così da assumere in modo automatico tutti i supplenti dei paesi membri che hanno svolto almeno 36 mesi di servizio”.

  • La Corte d'Appello di Palermo dà nuovamente piena ragione agli avvocati Anief Fabio Ganci e Walter Miceli e conferma la sentenza di primo grado, già favorevole al ricorrente, con la condanna del Ministero a riconoscere al lavoratore l'integrale ricostruzione di carriera computando immediatamente tutti i periodi di servizio svolti con contratti a termine. Ancora possibile aderire airicorsi Anief rivolti al personale precario e di ruolo per ottenere gliscatti di anzianità anche durante il precariato e l'integrale e immediata ricostruzione di carriera dopo l'immissione in ruolo

  • “Il nuovo governo che si insedierà dovrà risolvere la questione del precariato scolastico”:lo ha detto Marcello Pacifico, presidente del sindacato rappresentativo Anief, commentando gli effetti della decisione del Comitato europeo per i diritti sociali di Strasburgo diaccogliere il ricorso n. 146/2017 che dà ragione ai precari sulla reiterazione dei contratti a termine sottoscritti nei loro confronti, senza tenere conto dei tre anni di supplenze massimi consentiti in tutti i Paesi membri. Dopo avere presenziato laconferenza stampa sul tema, in un’intervista adOrizzonte Scuola, il leader dell’Anief ha spiegato che il parere del Comitato europeo, che è l'organo responsabile del controllo di conformità degli Stati aderenti alla Carta, “viene trasferito al Consiglio dei ministri della comunità europea che a sua volta deve notificare allo stato la violazione e chiede di rientrare nella norma. Questa procedura è ancora lontana, ma noi chiediamo di non aspettare. Nel frattempo noi in tutti i giudizi pendenti che riguardano le graduatorie ad esaurimento presenteremo questo reclamo come documento”.In ballo c’è il destino di circa 200mila supplenti, di cui in gran parte di lungo corso.

  • Dalle ore 15.30 alle 17 ne parleranno i legali che hanno seguito la vertenza. Interverrà il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico. A seguire il commento dell'avvocato Walter Miceli.Per seguire in direttala conferenza stampa basterà accedere allapagina Facebook Anief.

  • Esprimendosi sul ricorso n. 146/2017, presentato nel 2017 dal giovane sindacato della Scuola, il Comitato europeo per i diritti sociali di Strasburgo ha espresso il suo parere condannando senza attenuanti la politica perpetrata dai governi italiani sulla reiterazione dei contratti a termine sottoscritti nei confronti degli insegnanti precari, che non ha tenuto minimamente conto dei tre anni di supplenze massimi consentiti in tutti i Paesi membri. I giudici hanno accertato, infatti, la violazione dell’articolo 1, paragrafo 2, della Carta sociale europea. Domani, dalle 15.30 alle 17.00, è previstala conferenza stampa del presidente nazionale Anief Marcello Pacifico trasmessa in diretta nella pagina Facebook Anief: parteciperanno i legali Vincenzo De Michele (foro di Foggia), Sergio Galleano (foro di Milano), Walter Miceli (foro di Palermo), Fabio Ganci (foro di Palermo). Nel corso della conferenza saranno forniti tutti i dettagli e i chiarimenti sulle azioni di tutela che il sindacato Anief avvierà per i precari “storici” della scuola italiana e saranno proposte alcune soluzioni al Governo perché eviti una dura condanna anche della Commissione europea nella procedura d’infrazione NIF 4231/2014. 

    Ancora una volta Anief, dopo aver denunciato per la prima volta il 16 gennaio 2010 l’abuso dei contratti a termine dei precari italiani, aver ottenuto una prima sentenza di condanna della legislazione italiana con la sentenza Mascolo, il 26 novembre del 2014, dalla Corte di giustizia europea, si dimostra fedele interprete della norma comunitaria. La posizione dei giudici transnazionali, che definiscono il comportamento dei governanti italiani “un'ingerenza sproporzionata nei loro diritti di guadagnarsi da vivere in un'occupazione liberamente intrapresa", giunge nell’anno deirecord di posti vacanti e disponibili, con 210 contratti di supplenza annuali sottoscritti e non pochi ancora da assegnare. Un numero impressionante, pari agli abitanti diuna città come Venezia. 

    Nelle parole di Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, c’è tutta la soddisfazione della giovane organizzazione sindacale, che ha intrapreso dalla sua nascita e con estrema convinzione questa battaglia. E continua a raccogliere giustizia: “Abbiamo sempre creduto che di fronte alle nostre istanze in difesa dei diritti dei precari il Comitato europeo avrebbe esaminato la situazione nel contesto corretto. Adesso che è giunta questa importante interpretazione, frutto di un nostro esclusivo ricorso, siamo ancora più convinti di continuare a lottare perché il concetto dell’illegittimità dell’abuso di precariato trovi finalmente spazio anche nei tribunali italiani: riteniamo, infatti, che finché il legislatore non avrà messo mano alla riforma del sistema, adeguandola alle chiarissime indicazioni dei giudici di Strasburgo, toccherà alle aule di giustizia di tutto il Paese produrre sentenze che prevedano risarcimenti adeguati e assunzioni automatiche dopo i 36 mesi di servizio indicati da tempo ma mai considerati”.

  • Nella scuola si contano tantissime cattedre vacanti, con oltre250 mila posti assegnati quest’anno a supplenza: l’anno prossimo si prevedono almeno altri 30 mila pensionamenti. C’è da preoccuparsi, perché negli ultimi anni in media solo un’assunzione su tre è andata in porto, a causa delle graduatorie ormai vuote. In pratica, non si è attuato nemmeno il turn over. Il ministero dell’Istruzione ha più volte ribadito che le assunzioni dei nuovi insegnanti debbano passare per lo svolgimento di tre concorsi per l’assunzione a tempo indeterminato e una procedura per il conseguimento dell’abilitazione nella scuola secondaria. A causa dell’emergenza sanitaria, dovuta al Covid-19, da quasi un anno il processo di selezione sta però subendo importanti ritardi: solo il concorso straordinario della secondaria, seppure a fatica, sembra poter offrire qualche possibilità per vedere in cattedra almeno una parte dei vincitori a partire dal prossimo 1° settembre: i concorsi ordinari sono ancora in alto mare, considerando che non sono state stabilite nemmeno le date delle prove preselettive. E non si hanno più notizie nemmeno dei concorsi abilitanti all’insegnamento. 

    Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “i concorsi, a partire dallo straordinario appena riavviato, rimangono viziati da esclusioni illegittime, contro le quali stiamo agendo nelle sedi opportune. Gli altri rimarranno presumibilmente fermi sino a quando il quadro epidemiologico non diventerà più rassicurante di oggi. In realtà, anche senza pandemia da Covid-19, le selezioni pubbliche, anche quelle riservate, necessitano di tempi lunghi. Ma le scuole possono permettersi il lusso di attendere ancora almeno un anno e mezzo prima di vedersi assegnare gli insegnanti di ruolo? Certamente no. Per rispondere al problema, la soluzione comunque c’è: servono corsi abilitanti periodici, senza numero chiuso, ma anche la riapertura annuale delle GaE e le assunzioni pure da graduatorie d’Istituto. La priorità, però, rimane quella di trasformare in organico di diritto di decine di migliaia di cattedre ancora oggi furbescamente collocate in quello di fatto. Gli 80 mila posti di sostegno liberi ma in deroga sono l’esempio di questa filosofia che antepone i risparmi pubblici, sulla pelle dei supplenti, alla funzionalità del servizio formativo scolastico. Non ci stiamo a questo gioco. Ancora di più perché si continua ad aggirare la direttiva 1999/70/CE del Consiglio dell’UE sulle immissioni in ruolo automatica di chi svolge 36 mesi su posto libero: se poi si allargano a macchia d’olio i ricorsi al giudice del lavoro, per recuperare l’indennizzo equo per il danno subito, non c’è da scandalizzarsi”, conclude il sindacalista.

  • Accolti in tutta Italia i ricorsi Anief promossi per il riconoscimento del diritto dei supplenti "brevi" a percepire la Retribuzione Professionale Docenti (RPD) - o il Compenso Individuale Accessorio (CIA) per il personale ATA. L’aumento mensile illegittimamente non corrisposto dall’amministrazione come a tutti i supplenti brevi per un’anzianità di servizio (0-14) corrisponde per il personale docente a 175,50 euro, per un collaboratore scolastico a 66.90 euro, per un Ata a 64,50 euro, quasi uno stipendio in più a fine anno. Il ricorso può essere promosso anche dal personale che ha stipulato contratti per "supplenze Covid". 

    Per aderire al ricorso gratuito per il recupero della Retribuzione Professionale Docenti o del Compenso Individuale Accessorio sui contratti "Covid", clicca qui.

    Per aderire al ricorso gratuito per il recupero della Retribuzione Professionale Docenti o del Compenso Individuale Accessorio sui contratti per supplenza breve e saltuaria (per assenza del titolare per malattia, maternità e tutte le supplenze il cui termine non sia fissato al 30 giugno o al 31 agosto di ogni anno), clicca qui.

    Di seguito la Giurisprudenza Anief

  • Si è appena concluso l’incontro organizzato da Orizzonte Scuola Tv con i rappresentati dei sindacati rappresentativi Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda, Snals e Anief. Marcello Pacifico (Anief): “Prima di tornare in classe importante test obbligatorio per accertarsi sulla diffusione del virus”. Vai all’incontro on line

  • Pubblicato il DPCM del 13 novembre 2020 sull’adeguamento retributivo in Gazzetta Ufficiale che riprende l’incremento avuto mediamente dai dipendenti pubblici tra il 2018 e il 2019 certificato dall’ISTAT. 

    Marcello Pacifico (Anief): “Bisogna adeguare la retribuzione al costo dell’inflazione registrata negli ultimi dodici anni. Le buste paga degli insegnanti non soltanto sono inferiori a quelle dei colleghi europei ma sotto ancora di dieci punti rispetto al costo della vita. Né sono state riconosciute specifiche indennità di rischio biologico o di burnout. Come sindacato continuiamo a dire che non si può parlare di valorizzazione del personale scolastico senza aumento degli stipendi, con inserimento anche dell’indennità di rischio collegata al Covid-19. Per noi è necessario incrementare gli stipendi mediamente di almeno 250 euro al mese, quindi di 3 mila euro l’anno; tale esigenza deve essere accompagnata a quella di abbattere la precarietà, oltre a quella della cancellazione dei tagli draconiani della Legge 133/2008”.

  • Continuano le condanne a carico del Ministero dell'Istruzione per l'illecita discriminazione retributiva posta in essere a discapito dei lavoratori precari della scuola cui non viene riconosciuto il diritto a percepire le progressioni di carriera nonostante tanti anni di servizio con contratti a termine. Presso il Tribunale di Roma, su ricorso patrocinato dai legali AniefFabio Ganci, Walter Miceli e Salvatore Russo, stavolta è un precario con 10 anni di servizio a tempo determinato a ottenere il giusto risarcimento economico. Marcello Pacifico (Anief): Le norme interne contrastanti con l'accordo quadro eurounitario vanno disapplicate, bisogna risolvere in contrattazione un'ingiustizia che si protrae ormai da 20 anni.

  • Il Tribunale del Lavoro di Reggio Emilia dà ragione all'Anief e conferma che anche ai docenti immessi in ruolo dopo il 1° settembre 2011, ma con almeno un anno di precariato svolto entro il 2010/2011, va applicata la “clausola di salvaguardia” prevista dal CCNL 2011 che prevede il diritto al mantenimento del gradone stipendiale “3-8 anni”. Marcello Pacifico (Anief): “Precari discriminati anche dopo l'immissione in ruolo, è ora di dire basta”. L'Anief ricorda a tutti i lavoratori che èancora possibile ricorrere per vedersi riconosciuto il diritto all'integrale ricostruzione di carriera commisurata agli effettivi anni di servizio prestati con contratti a tempo determinato e per ottenere immediatamente il corretto inquadramento stipendiale.

  • L’emergenza sanitaria ferma i concorsi per l’assunzione di quasi 75 mila docenti, ma non blocca i pensionamenti andando a determinare grossi rischi per la tenuta del sistema didattico in vista del prossimo settembre: secondo le stime odierne diTuttuscuola, “se tutto andrà bene a settembre, attraverso il concorso straordinario della secondaria, entreranno in ruolo 8-10 mila professori”. Inoltre, “è del tutto improbabile che i concorsi ordinari di infanzia, primaria e secondaria si svolgano in tempo utile per nominare i primi vincitori al prossimo settembre, mentre nel frattempo aumenta il numero di posti vacanti da coprire. 

    L’allarme di oggi della rivista specializzata è lo stesso che l’Anief ha lanciato da tempo: il sistema di reclutamento italiano, almeno nella scuola, fa acqua da tutte le parti. I concorsi ordinari e straordinari non bastano a sopperire all’altissimo numero di cattedre vacanti: occorre tornare al doppio canale, un sistema che nella fase emergenziale che stiamo vivendo sarebbe ampiamente giustificato. Perché chi ha acquisito titoli, specializzazioni e almeno 36 mesi di servizio ha pieno diritto a essere immesso in ruolo. Ancora di più perchéil nostro Paese ha neanche due mesi di tempo per rispondere all’UE e dimostrare che non produce dei danni professionali e una discriminazione reiterata verso i precari nella pubblica amministrazione. La scadenza è scritta in una recente lettera fatta pervenire da Bruxelles al nostro Governo, dopo che le risposte fornite a seguito della procedura d’infrazione avviata nel luglio 2019 sono state inadeguate. 

    Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “i concorsi lumaca (straordinari e ordinari, ora pure bloccati per via del Covid-19) hanno mostrato tutta la loro inadeguatezza. Per fare assunzioni ed evitare che a settembre un terzo delle cattedre siano vuote, è giunto il tempo di tornare al doppio canale di reclutamento, ma anche all’utilizzo delle graduatorie d’istituto per assumere in ruolo. Cosa aspettiamo, visto che già quest’anno abbiamo avuto 250 mila supplenze annuali, di cui oltre 70 mila su sostegno. Se l’Italia continua a temporeggiare significa che si esporrà alla procedura d’infrazione 4231/2014 ancora pendente. La nostra strada l’abbiamo indicata anche con una serie diemendamenti sul precariato al Disegno diLegge di Bilancio 2021. E ribadita in occasione delCongresso nazionale svolto alcuni giorni fa, dove abbiamo approvato una mozione specifica sul precariato per l’approvazione a livello nazionale di ‘procedure snelle di reclutamento a tempo indeterminato con graduatorie per titoli e servizio’. Adesso, però, passiamo ai fatti: settembre non è lontano”.